“Grave che non ci sia nessuna iniziativa in campo”
Il 2 febbraio scorso abbiamo depositato un’interrogazione parlamentare indirizzata alla ministra Calderone per chiedere quali fossero le iniziative in corso per favorire il rinnovo dei contratti per 12,5 milioni di lavoratori e lavoratrici. Per aumentare gli stipendi - come dice anche Bankitalia - serve innanzitutto un intervento del Governo sui contratti. Hanno detto no al salario minimo per tre milioni e mezzo di persone, ma non muovono un dito per rivalutare il potere d’acquisto di chi lavora. Proponiamo che ci siano meccanismi di premialitá per le imprese che rinnovano i contratti nel tempo corretto e penalizzazioni per chi ritarda per anni gli accordi con i sindacati. Calderone batta un colpo, convochi sindacati e imprese, metta al centro l’articolo 36 della Costituzione. Purtroppo al momento è tutto fermo, il governo addirittura pensa alle gabbie salariali e a peggiorare le relazioni industriali favorendo i contratti più diffusi e non quelli comparativamente più rappresentativi. Oggi dunque non c’è alcuna iniziativa in campo. E questo è molto grave.
Così Arturo Scotto, capogruppo PD in commissione Lavoro della Camera.
"Prima l'interruzione di Dargen D'Amico poi la lettura del comunicato aziendale per riequilibrare le parole di Ghali. Non e' servizio pubblico, ma parole di censura per chi ha ricordato alla debolezza dei decisori che sono morti 12.000 bambini. Non ne vogliamo nemmeno parlare?". Lo scrive su X la deputata dem Valentina Ghio, vicepresidente del Gruppo Pd alla Camera.
Ieri brutta pagina Rai con Venier altoparlante dell’Ad
“La libertà di espressione degli artisti è sacrosanta e va rispettata. Ieri abbiamo assistito a una brutta pagina della Rai con l’Ad che si è elevato a giudice dei contenuti di una canzone e di ciò che dice un artista sul Palco e Mara Venier che si è prestata a fargli da megafono. La questione non è la condanna della strage del 7 ottobre, che ci vede tutti uniti, come ci vede tutti uniti a chiedere il cessate il fuoco umanitario a Gaza, “quanto il rispetto degli artisti e la salvaguardia del pluralismo del servizio pubblico, la distinzione e la prerogativa dei ruoli, il rispetto del codice etico, del contratto di servizio e del Tusma. Non compete all’AD entrare sui contenuti, addirittura in prima persona, interpretando arbitrariamente dichiarazioni o performance artistiche e imponendo la lettura di un proprio comunicato in diretta tv per informare gli italiani del proprio pensiero”, così in una nota i componenti del pd della commissione di vigilanza Rai.
"Una pagina nera della Rai a Domenica In. Il servizio pubblico che teme gli artisti e la loro voce, che tenta la censura in modo scomposto, smette di essere tale. Ghali e Dargen, con un messaggio di pace, hanno mostrato tutta la debolezza di questo sistema di potere". Lo scrive su X il deputato dem Alessandro Zan, responsabile Diritti del Partito Democratico.
“Ieri TeleMeloni ha colpito ancora. È andato in scena, in diretta nazionale e nel palco più famoso d'Italia, forse uno dei momenti più bassi della Rai: l’ambasciatore israeliano che accusa Ghali di incitamento all’odio per aver detto 'Stop al genocidio', Mara Venier che zittisce Dargen mentre parla di persone migranti, che redarguisce i giornalisti con un 'mi mettete in difficoltà' riferito alle domande fatte ai due cantanti, ed infine la vergogna vera. La presentatrice che legge un comunicato del Direttore della Rai in cui si solidarizza unicamente con Israele, dimenticandosi delle decine di migliaia di uomini, donne e bambini uccisi dalle bombe israeliane, dalla fame, dalla sete e per le mancate cure, si sono dimenticati di tutti quei civili che sono sistematicamente massacrati a Gaza. La Rai è ormai diventata il megafono del Governo di Giorgia Meloni e i suoi vertici sono inevitabilmente schierati con esso. Dopo la vergogna di ieri il Direttore Sergio dovrebbe dimettersi, perché un servizio pubblico che rinnega la verità, la libertà di informazione e, soprattutto, la pace, non lo si può più definire tale".
Lo dichiara il deputato Dem e segretario Pd della Toscana Emiliano Fossi.
"Noi gente del Sud non fischiamo mai né un artista né uno sportivo del Nord, né di un altro paese. Forza Geolier, sei tutti noi!"
Lo scrive sui social Stefano Graziano, capogruppo PD in commissione di Vigilanza Rai.
“Quali iniziative il governo intende adottare per garantire maggiori risorse umane e finanziarie finalizzate al presidio dei territori di Bari, Barletta, Andria, Trani e Foggia, a contrasto del fenomeno del traffico e dell’abbandono illecito di rifiuti e della bonifica delle aree colpite? L’esecutivo pensa di stanziare adeguati investimenti per l’acquisto di dotazioni di videosorveglianza per l’identificazione degli autori dei reati?”.
Sono le domande contenute nell’interrogazione rivolta ai ministri dell'Ambiente Pichetto Fratin, dell’Interno Piantedosi e della Difesa Crosetto, presentata dai deputati democratici Lacarra, Stefanazzi, Pagano, Simiani, Vaccari, Curti, Ferrari e Scarpa.
“Dal 6 all’8 febbraio scorso - si legge nell’interrogazione - la Commissione d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo di rifiuti e su altri illeciti ambientali e agroalimentari ha svolto una missione in questi territori pugliesi da cui è emerso un quadro preoccupante sul fenomeno del traffico e dell’abbandono illecito di rifiuti. Presumibilmente, questi rifiuti arrivano di notte dalle regioni limitrofe con dei Tir che poi abbandonano le ecoballe, costituite principalmente da rifiuti solidi urbani in ambiti rurali, in aree agricole, a ridosso di strade interpoderali o in capannoni abbandonati nelle zone industriali, anche vicino ai centri abitati. Il governo - concludono i deputati dem - sostengano gli enti locali per la rimozione e la bonifica dei siti inquinati, favorendo dove è possibile anche l’individuazione degli autori dei reati”.
*Resoconto parlamentare surreale, caos e approssimazione la cifra della destra al governo*
Scena fantozziana alla Camera, il relatore del ‘decreto capitali’, il deputato di Fratelli d’Italia, Francesco Filini, decide di non parlare in aula e di consegnare il suo intervento al presidente Fontana che lo mette agli atti, come riportato nel resoconto parlamentare della seduta di lunedì 5 febbraio. Uno strano comportamento per un relatore che dovrebbe illustrare il provvedimento, ma tutto secondo regolamento fin qui. Il bello viene adesso. A spulciare le carte e leggere l’intervento depositato (fedelmente riportato in calce al resoconto) ci si accorge che non c’entra nulla con il provvedimento in esame. Filini ha consegnato a Fontana la relazione di un decreto dell’anno scorso, il cosiddetto decreto Fintech, del tutto estraneo alle norme in discussione. L’episodio viene raccontato sul profilo Facebook dei deputati e delle deputate del gruppo parlamentare del Pd per sottolineare il dilettantismo e il modo caotico con cui ogni giorno governo e maggioranza si presentano in parlamento. Solo questa settimana - sottolineano i dem - abbiamo sventato il tentativo della
maggioranza di piegare a proprio vantaggio il giurì d’onore (che è una sorta di tribunale interno e per natura essere imparziale), e assistito a una caotica gestione del decreto milleproroghe con continui rinvii dei lavori, problemi con numero legale in commissione, divisioni nella maggioranza e disordine nella presentazione degli emendamenti del governo e dei relatori.
Una gestione confusionaria che conferma dilettantismo e insofferenza del governo e della maggioranza alla discussione parlamentare.
“Volano gli stracci nella maggioranza?” Se lo chiede in un tweet il capogruppo democratico nella commissione di vigilanza Rai, Stefano Graziano, dopo le indiscrezioni emerse sulla volontà dei gruppi parlamentari di maggioranza di chiedere conto alla Rai di quanto andato in onda nella seconda serata del Festival di Sanremo. “Forse non si sono accorti – prosegue Graziano – che al governo del Paese e della Rai ci sono loro. Dopo John Travolta dobbiamo aspettarci che la maggioranza se la prenda coi Bee Gees?” ironizza Graziano facendo riferimento al gruppo che ha firmato lo storico pezzo Night Fever sulle cui note ballava l’attore americano nel film “La febbre del sabato sera’.
“Noi vogliamo che questa guerra finisca. Che cessi la sofferenza di un intero popolo di cui milioni non hanno più nulla: una famiglia su tre ha dovuto lasciare la propria casa, sei milioni sono dovuti fuggire in altri Paesi e altrettanti non riescono a mangiare tutti i giorni e poi ancora bombe, missili, droni continuano a piovere su obiettivi civili mietendo nuove vittime, spesso bambini. Anche ieri, anche oggi, ogni giorno”, così la deputata Pd Anna Ascani dichiarando in aula alla Camera il voto favorevole al decreto Ucraina. “Difendere l’Ucraina sotto attacco vuol dire difendere i fondamenti delle nostre libere società e i pilastri su cui si sono poggiati decenni di pace, democrazia, giustizia nell’Europa riemersa dalla catastrofe della Seconda Guerra Mondiale. Quella nella quale tutti si erano impegnati affinché prevalesse la forza del diritto e non più – mai più – il diritto della forza. Non vive in pace un popolo se non è libero”, ha proseguito la deputata Pd. “Chiediamo a questo esecutivo di adoperarsi in ogni sede internazionale per una Pace giusta, che si faccia carico delle ragioni dell’aggredito. Lo chiediamo da tempo a questo governo, che non fa corrispondere ad una narrazione baldanzosa sul proprio ruolo nei consessi internazionali altrettanta capacità di iniziativa e orientamento. Tace, piuttosto. E questa assenza, questo vuoto, pesano”, ha proseguito la vicepresidente della Camera. “Dinanzi al bene supremo della pace occorre muoversi sul sentiero della franchezza. Per questo dobbiamo dire e riconoscere che la voce dell’Europa è stata debole. L’Europa politica, che sa tradurre la solidità dei suoi valori in azione coraggiosa e tenace non s’è vista. Eppure è quella che serve oggi”, ha concluso.
“Oggi, purtroppo, siamo ancora nella situazione di dover sostenere l’Ucraina contro l’aggressore e lo facciamo con convinzione ma non possiamo rinunciare a spingere il Governo a cercare con tutte le forze strategie adeguate per l’avvio dei negoziati”. Così l’on. Fabio Porta intervenendo nell’Aula di Montecitorio a nome del Partito Democratico sul decreto che proroga la “Cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore dell’Ucraina”.
“Signor Presidente - ha sottolineato l’On. Porta - oggi la democrazia globale è in crisi a causa dei conflitti nei vari teatri internazionali e quello dell’Ucraina è fondamentale per il futuro delle nostre democrazie, per riaffermare il diritto ad esistere come Paese”.
“La nostra risposta - ha detto Porta - obbedisce ad un altro diritto che si affaccia sulla scena globale e cioè il diritto emergenziale per il quale siamo chiamati a continuare a non rimanere impassibili di fronte all’aggressione russa verso l’Ucraina e aiutarla a difendersi come abbiamo fatto sin dall’inizio e come dobbiamo continuare a fare, in maniera unitaria a livello europeo, sul piano politico, militare ed economico, per fare in modo che l’Ucraina possa trovarsi al tavolo delle trattative in condizioni paritarie per negoziare una pace giusta”.
“Aiutiamo l’Ucraina – ha concluso Fabio Porta - guardando al mondo e a noi stessi per riaffermare il valore della democrazia che non è una sconosciuta ma quella grande forma di convivenza che è nata proprio dal pensiero politico europeo! Allora questo provvedimento è un atto che si inserisce in questo solco, si inserisce nella nostra ricerca di pace e sicurezza, è un contributo alla storia avendo davanti, con il cuore e la mente, la prospettiva della pace!”
“Una grande partecipazione a conferma delle ragioni di questo sit in per l’indipendenza del servizio pubblico, per la libertà di stampa, per il diritto alla corretta informazione. Il servizio pubblico non è la tv di Palazzo Chigi. Questo principio non è chiaro al governo che sta sistematicamente usando le reti Rai per farsi propaganda con giornalisti sviliti a megafono della propaganda governativa”. Così il capogruppo democratico nella commissione di vigilanza Rai, Stefano Graziano, al temine del sit-in sotto la Rai.
Tante persone oggi a Roma contro l’occupazione della Rai e per la libertà di stampa. È in gioco la democrazia. La tv pubblica è un bene che appartiene a tutti. Basta attacchi ai giornalisti, basta al racconto di un’Italia paese dei balocchi.
Lo ha scritto su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
No delega in bianco a Governo, rafforzare azione diplomatica per arrivare a conferenza di Pace
“Sostegno a Kiev e all’Ucraina senza alcun indugio e senza tentennamenti”. Così il capogruppo democratico nella commissione difesa della camera motiva il voto favorevole del Pd al decreto che proroga l’autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore delle autorità governative dell'Ucraina. “L'invasione dell'Ucraina da parte della Federazione russa – ha continuato Graziano - rappresenta una violazione di princìpi e delle norme che regolano la vita della comunità internazionale e, in particolare, il rispetto dell'indipendenza, sovranità e integrità territoriale di ogni Stato. Dobbiamo proseguire nella difesa degli ucraini che stanno combattendo anche per noi a difesa dell’Europa e dell’occidente dall’intento russo di allargare i propri confini. Il nostro voto favorevole – ha concluso - non è una delega in bianco, al governo chiediamo un’azione diplomatica più forte per la pace e per un maggiore protagonismo dell’Europa per costruire le condizioni per una conferenza di Pace”.
“Caro Foti, mi vuoi portare in tribunale? Volentieri. Così mi consenti di dimostrare che campi di politica (niente di male, ovviamente) e non del lavoro dei campi. L'ho letto dal TUO sito che fai politica da 43 anni (eletto nel 1980 come consigliere comunale a Piacenza). E che - sempre dal TUO sito - sei stato consigliere provinciale, vicesindaco, nonché sei volte (sei) in Parlamento. È cosa pubblica che tu sia indagato, ma essendo garantista ritengo che riuscirai a dimostrare la tua innocenza dalla fangosa vicenda di corruzione che ti vede coinvolto. Querelami pure, sarà un piacere uscire dalla propaganda e tornare alla realtà!” Così il deputato democratico, Marco Furfaro, replica al capogruppo di Fdi, Tommaso Foti.