“Una vergogna che va denunciata. Gli avete voluto togliere tutto, il volto, il nome, negargli l’inno perché non abbastanza italiano secondo i canoni di telemeloni e del sovranismo identitario che strizza l’occhio al Trump che posta gli Obama con immagini razziste. Gli avete negato anche la lingua araba, perché quel pezzo della storia di Ghali, di tanti di noi, nuovi italiani questa Destra non la riconosce. E invece Ghali esiste! Esistiamo! Esistono centinaia di migliaia di ragazzi e ragazze che non vogliono essere invisibili, né sulla Rai né nel Paese. Vogliono stigmatizzare un’intera categoria, affibbiare tratti somatici alla categoria dei Maranza, da criminalizzare, silenziare. Isolare. Ma Ghali esiste. Esistiamo e siamo un pezzo di questa italia, con la stessa dignità e diritto a esistere. La sua voce è potente, resterà potente, molto più di Petrecca, di TeleMeloni e della cultura razzista di questa Destra”. Così sui social la deputata democratica Ouidad Bakkali componente della commissione di vigilanza Rai.
“Anche Sanremo come tutta la Rai è diventato TeleMeloni? I vertici Rai spieghino la scelta del comico Pucci, palesemente di destra, fascista e omofobo, già sulle cronache per aver preso in giro un ragazzo dello spettacolo per essere omosessuale. Un tripudio di volgarità mista a razzismo. La Rai e il governo spieghino immediatamente cosa sta succedendo”. Lo dichiarano in una nota i parlamentari PD della commissione di vigilanza sulla Rai.
“E’ davvero una notizia importante il perfezionamento dell’ingresso di Invitalia nel progetto di rilancio del sito ex Whirlpool di via Argine a Napoli. E’ il coronamento di una mobilitazione straordinaria fatta dagli operai e dai sindacati che non si sono mai arresi e da una impresa la Teatek, diretta da Felice Granisso, che ha investito tantissimo nel sogno di creare Italian Green Factory. Il messaggio che emerge è che il Sud ce la può fare se c’è una collaborazione tra imprese, mondo del lavoro e istituzioni”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Per l’ennesima volta il governo dimostra la sua totale insensibilità verso il lavoro e l’industria del Mezzogiorno. La chiusura unilaterale dello stabilimento Cargill di Giammoro in provincia di Messina, presidio storico che garantiva occupazione qualificata a decine di lavoratori e all’indotto locale, viene accompagnata dall’inerzia delle istituzioni, senza alcuna strategia né piano di tutela occupazionale. Chi paga il prezzo più alto sono le famiglie e le competenze della Sicilia industriale”: è quanto dichiara la deputata Pd Maria Stefania Marino sul suo ordine del giorno alla Legge Pmi respinto oggi, giovedì 5 febbraio, dall’Aula di Montecitorio. L’atto avrebbe impegnato l’esecutivo ad attivare subito un tavolo istituzionale con parti sociali, Regione e enti locali per tutelare i lavoratori di Cargill, ad utilizzare strumenti di politica industriale per salvaguardare presìdi produttivi strategici nel Mezzogiorno, a promuovere percorsi di reindustrializzazione in caso di chiusura, coinvolgendo imprese e investitori ed a rafforzare le misure contro delocalizzazioni e chiusure unilaterali,
“È inaccettabile che governo e Regione Siciliana non attivino strumenti concreti per salvare il sito: nessun tavolo istituzionale, nessun piano di reindustrializzazione, nessuna politica industriale reale. La multinazionale continua a investire altrove mentre i lavoratori restano soli. Noi continueremo a batterci affinché lo Stato torni a fare il suo dovere, difendendo il lavoro e contrastando delocalizzazioni e chiusure unilaterali”: conclude.
“Il respingimento del nostro ordine del giorno sulla crisi dello stabilimento Beko di Siena lascia aperti interrogativi seri sull’effettiva volontà del governo di affrontare fino in fondo una vertenza industriale che ha già prodotto conseguenze pesantissime. A fronte di circa 300 addetti iniziali, sono già circa 140 i lavoratori che hanno perso il posto, in un contesto segnato da incertezza prolungata e dall’assenza di un piano industriale chiaro e credibile per il futuro del sito”: è quanto dichiara il segretario Dem e deputato Pd Emiliano Fossi sul suo atto alla Legge Pmi respinto oggi, giovedì 5 febbraio, dall’Aula di Montecitorio.
“La provincia di Siena è tra i territori maggiormente colpiti dalla crisi occupazionale e industriale e avrebbe bisogno di un impegno forte e diretto dello Stato. Invece ancora una volta ed anche per il futuro dello stabilimento ex Beko, il governo ha scelto di non assumere impegni vincolanti, lasciando che il peso della gestione della crisi ricada in larga parte sulla Regione Toscana e sul Comune di Siena. Senza un coinvolgimento concreto del governo, con garanzie su investimenti, tempi e livelli occupazionali, il rischio è che il percorso di reindustrializzazione resti incerto, mentre lavoratori e territorio continuano ad attendere risposte”: conclude.
“Il Governo Meloni crea lavoro povero e lo rivendica come una vittoria. Ce lo dice la nota di Upb che sottolinea che, nonostante la crescita dell’occupazione, i salari reali restano ancora sotto il livello pre-pandemia”.
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, sulla nota di febbraio dell’Ufficio parlamentare di bilancio.
“I numeri sull’occupazione potevano essere l'occasione per fare un salto di qualità, per innovare e rinnovare il sistema produttivo italiano nelle transizioni, ma si è rivelata un’occasione mancata per le politiche miopi scelte dal Governo - prosegue la deputata dem - che si accontenta di seguire la "via bassa": basso valore aggiunto, bassi salari, bassa qualificazione, sono questi i posti di lavoro "creati" da questo Governo. Va anche considerato il fatto che stiamo ancora vivendo sulla scia positiva del Pnrr: quando la magia finirà e non ci sarà nulla a sostituirlo che argomentazione si inventeranno?”.
“Il rifiuto di parlare di una legge sul salario minimo e i continui tentativi di inserire dei condoni in caso di contratti inferiori a quelli confederali dimostrano il loro interesse solo per la stabilità del Governo, non di certo per quella delle famiglie italiane” conclude Gribaudo.
“La notizia riportata da La Notizia su un presunto debutto di Tommaso Cerno su Rai 2 richiede un chiarimento immediato da parte della Rai. Secondo quanto pubblicato, Cerno – attuale direttore de Il Giornale ed ex direttore de Il Tempo, quotidiani di destra filo-governativi riconducibili al gruppo editoriale facente capo al parlamentare della Lega Antonio Angelucci – sarebbe in procinto di condurre una striscia quotidiana sul servizio pubblico a partire dal 3 marzo. Se confermata, questa scelta rappresenterebbe l’ennesima prova dell’uso della Rai come strumento di propaganda politica, reso possibile dallo stallo imposto dalla maggioranza sulla Commissione di Vigilanza, alla quale viene impedito di operare e di eleggere un presidente di garanzia. Siamo di fronte a una emergenza democratica nel servizio pubblico aggravata dall’avvicinarsi di importanti appuntamenti elettorali, a partire dal referendum. Per queste ragioni chiediamo una smentita ufficiale e immediata all’azienda, così come chiediamo di smentire l’imminente passaggio del direttore del TG1 alla comunicazione della Presidente del Consiglio che delineerebbe un intreccio sempre più evidente tra informazione pubblica e governo” così una nota dei parlamentari democratici della commissione di vigilanza Rai.
“Oggi è il 3 febbraio. Dieci anni fa veniva ritrovato il corpo di Giulio Regeni nei pressi di una prigione dei servizi segreti egiziani”. Lo ha ricordato in Aula il deputato del Partito Democratico Gianni Cuperlo, intervenendo a fine seduta nel decennale del ritrovamento del corpo del ricercatore italiano.
“Dieci anni - ha aggiunto l’esponente dem - sono molti: dieci anni di bugie, di depistaggi. Ma nonostante questo una famiglia e un’intera comunità si sono battute ogni giorno per la verità e la giustizia. Paola e Claudio, i genitori di Giulio, Irene la sorella, Alessandra Ballarini, l’avvocato della famiglia, sempre presenti a Fiumicello ogni 25 gennaio. Nel docufilm di Simone Manetti ‘Giulio Regeni:tutto il male del mondo’, con testimonianze pazzesche di quanto accaduto nei giorni del sequestro e della tortura, basate anche sulle dichiarazioni rese da un testimone oculare nel processo a carico di quattro ufficiali della National Security egiziana. Ora quel processo riprenderà, dopo una sentenza della Corte costituzionale, giungerà a sentenza per dare giustizia ad un ragazzo e dignità ad un Paese che, nel definire l’Egitto un Paese sicuro, ha sacrificato una parte della propria dignità sull’altare degli interessi”.
“Vittorio Foa - ha concluso Cuperlo - quasi centenario diceva ai ragazzi di un liceo di Formia: ‘i valori non si insegnano, i valori si vivono’. Giulio lo ha fatto, e anche per questo, come dicono Paola e Claudio ‘lui che non c’è più oggi continua a fare cose’. Mi piace pensare che il Parlamento della Repubblica italiana si inchini alla sua memoria”.
“Chiediamo alla presidente Floridia di convocare l’ufficio di presidenza e chiediamo al centrodestra di non disertare in modo da convocare e di poter ascoltare l’Ad Rai Rossi in merito al piano industriale della Rai e il futuro dell’azienda e il blocco da oltre un anno e mezzo della commissione di Vigilanza.
Viceversa il presidente del Senato La Russa faccia esprime la giunta per il Regolamento che sblocchi la convocazione da parte della presidente Floridia”. Lo scrivono in una nota i parlamentari Pd della commissione di Vigilanza sulla Rai alla luce delle dichiarazioni rilasciate alla stampa dall’ad stesso Rossi.
Il Gruppo del Partito Democratico della Camera dei Deputati promuove, oggi martedì 3 febbraio alle ore 15:30 presso la Sala Berlinguer, il convegno dal titolo “1976-2026: 50 anni dalla relazione che ha cambiato l’antimafia”. L’iniziativa intende celebrare e rilanciare l’eredità politica e civile della relazione di minoranza presentata in Commissione Antimafia da Pio La Torre e Cesare Terranova: un documento che, per la prima volta, ebbe il coraggio di esplicitare il legame organico tra potere politico, sistema economico e criminalità organizzata, intuendo con straordinario anticipo la scalata dei corleonesi ai vertici di Cosa Nostra.
“In un’epoca segnata da maldestri tentativi di riscrivere la storia del nostro Paese e di depotenziare gli strumenti di contrasto alle mafie, la lezione di La Torre e Terranova appare più attuale che mai”, si legge nella nota del Gruppo PD. La relazione del 1976 non fu solo un atto giudiziario e parlamentare, ma una pietra miliare che ha definito il metodo della moderna antimafia sociale e politica, lo stesso impegno che oggi vede il Partito Democratico in prima linea per la tutela della legalità e la trasparenza delle istituzioni.
L’incontro sarà introdotto dal segretario del PD Sicilia, Anthony Barbagallo, e vedrà la partecipazione di figure chiave della lotta alla criminalità e rappresentanti istituzionali: Antonello Cracolici, Franco La Torre, Francesca Terranova, Emilio Miceli, Walter Verini ed Enza Rando. Il dibattito vedrà inoltre gli interventi della capogruppo alla Camera, Chiara Braga, e di Giuseppe Provenzano. Le conclusioni saranno affidate alla segretaria nazionale del Partito Democratico, Elly Schlein.
Oggi, martedì 3 febbraio alle ore 13.00 nell’aula stampa della Camera dei Deputati, le forze di opposizione terranno una conferenza stampa congiunta sull’attacco che il Governo sta muovendo all’università pubblica in Italia.
Si affronteranno, in particolare, i temi del disastro del semestre-filtro per l’accesso a Medicina, del definanziamento del sistema universitario pubblico con conseguente esplosione del dramma del precariato della ricerca nella fase post-PNRR e del progetto governativo di totale localizzazione dei concorsi universitari.
Interverranno Alfredo D’Attorre (PD), Antonio Caso (M5S), Elisabetta Piccolotti (AVS) e Davide Faraone (IV).
Parteciperanno rappresentanti di associazioni e sindacati del mondo universitario e della ricerca.
Il Gruppo del Partito Democratico della Camera dei Deputati promuove, domani martedì 3 febbraio alle ore 15:30 presso la Sala Berlinguer, il convegno dal titolo “1976-2026: 50 anni dalla relazione che ha cambiato l’antimafia”. L’iniziativa intende celebrare e rilanciare l’eredità politica e civile della relazione di minoranza presentata in Commissione Antimafia da Pio La Torre e Cesare Terranova: un documento che, per la prima volta, ebbe il coraggio di esplicitare il legame organico tra potere politico, sistema economico e criminalità organizzata, intuendo con straordinario anticipo la scalata dei corleonesi ai vertici di Cosa Nostra.
“In un’epoca segnata da maldestri tentativi di riscrivere la storia del nostro Paese e di depotenziare gli strumenti di contrasto alle mafie, la lezione di La Torre e Terranova appare più attuale che mai”, si legge nella nota del Gruppo PD. La relazione del 1976 non fu solo un atto giudiziario e parlamentare, ma una pietra miliare che ha definito il metodo della moderna antimafia sociale e politica, lo stesso impegno che oggi vede il Partito Democratico in prima linea per la tutela della legalità e la trasparenza delle istituzioni.
L’incontro sarà introdotto dal segretario del PD Sicilia, Anthony Barbagallo, e vedrà la partecipazione di figure chiave della lotta alla criminalità e rappresentanti istituzionali: Antonello Cracolici, Franco La Torre, Francesca Terranova, Emilio Miceli, Walter Verini ed Enza Rando. Il dibattito vedrà inoltre gli interventi della capogruppo alla Camera, Chiara Braga, e di Giuseppe Provenzano. Le conclusioni saranno affidate alla segretaria nazionale del Partito Democratico, Elly Schlein.
“L’Europa tra Trump e la Cina. Tendenze e conflitti del mondo globale” è il titolo del libro di Patrizio Bianchi che sarà presentato mercoledì 4 febbraio alle ore 14.30 presso la sala Matteotti della Camera dei Deputati. All’incontro parteciperanno oltre all’autore, Anna Ascani, Vicepresidente della Camera, Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera, e Andrea De Maria, deputato Pd.