"Il 15 maggio di 76 anni fa, nel 1948 inizia la Nakba, la catastrofe, la deportazione di oltre 700mila palestinesi che furono costretti a lasciare le loro case e le loro terre e a trovare una sistemazione a Gaza, in Libano, Siria e Giordania.
Il giorno prima il 14 maggio, nasceva lo Stato di Israele. Ancora oggi, invece non esiste lo Stato di Palestina, nonostante una risoluzione dell’Onu del 1947 lo preveda
Il 10 maggio scorso l’Assemblea Generale dell’Onu approva l’ammissione dello Stato di Palestina come membro effettivo e non solo come osservatore.
Grave l’astensione dell’Italia che continua a parlare di “due popoli e due stati”, ma poi non si adopera nelle sedi opportune per il riconoscimento della Palestina.
Nelle ultime settimane, a Gaza, sono state scoperte diverse fosse comuni, sette, nei pressi degli ospedali Nasser (a Khan Younis), Al Shifa (a Gaza) e KamalAdwan (a Beit Lahia) per un totale di circa 520 morti. Sono tutti ospedali in cui l’esercito israeliano ha fatto operazioni militari sostenendo fossero rifugi dei miliziani di Hamas o depositi di armi. Ma tra i corpi trovati, tanti avevano le mani legate dietro la schiena, i cateteri ancora attaccati al corpo ed evidenti segni che li identificavano come pazienti degli ospedali, non come combattenti.
Il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha chiesto un’indagine indipendente su questi fatti.
Nei giorni scorsi un’inchiesta pubblicata dalla CNN ha rivelato l’esistenza di un carcere nel deserto del Negev, a Est della Striscia di Gaza dove si consumano vere e proprie torture: prigionieri costretti con le manette al punto da comportare amputazioni . L’inchiesta, corredata da inequivocabili foto e video con prigionieri bendati e ammanettati, è nata grazie ai racconti di due whistleblowers israeliani che in quel carcere hanno lavorato. Si parla di una Guantanamo o di una Abu Ghraib israeliana.
Intanto, Netanyahu non rinuncia all’assalto a Rafah, nonostante anche i suoi più fedeli alleati, USA in primis, gli abbiano chiesto di non farlo.
Il 7 maggio scorso l'esercito israeliano è entrato a Rafah, al sud della Striscia di Gaza e ha piantato la bandiera israeliana sul versante palestinese del valico al confine con l’Egitto.
Le notizie delle ultime ore parlano di tank pronti ad entrare e di centinaia di migliaia di sfollati da Rafah mentre sono ripresi anche i bombardamenti nell’area nord della Striscia.
Il valico di Rafah è di nuovo sigillato, non solo per le persone, ma anche per gli aiuti: una condanna a morte per l’intera popolazione di Gaza che non ha più luoghi sicuri, né beni di prima necessità per sopravvivere. Netanyahu, concentrato sulla sua sopravvivenza politica, continua l’opera di annientamento del popolo palestinese, che gli consente di rimanere al potere.
A 76 anni dalla cacciata dei palestinesi dalle loro case, dalla Nakba, ancora manca lo Stato di Palestina. Finché questo non accadrà non ci sarà pace per nessuno.
Dunque il governo italiano, invece di astenersi all’Onu, si faccia parte attiva della soluzione". Lo ha dichiarato oggi nell'aula di Montecitorio, Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“In queste ore lo spirito europeo pulsa nelle piazze e nelle strade di Tblisi. Ieri sera una delegazione dei presidenti delle commissioni Esteri di Germania, Francia, Polonia, Repubblica Ceca era in piazza a Tblisi. Oggi i ministri degli Esteri di Lituania, Estonia, Lettonia e Islanda sono a Tblisi. E l’Italia dov’è? L’Italia ancora non c’è. E non possiamo essere sonnambuli: in queste ore si sta scrivendo un altro capitolo della storia europea e il nostro Paese è distratto. Dobbiamo stare vicino alle persone, movimenti, partiti, che chiedono alla Georgia di essere più simile all’Unione Europea che alla Russia di Putin. Chiedo a questo Parlamento di ritrovare unità e di trovare un modo per esserci, perché quello che succede in Georgia in queste ore, come quello che è successo in Ucraina 10 anni fa, avrà un grande impatto sul nostro continente”.
Così la deputata dem vicepresidente della commissione Esteri, Lia Quartapelle, chiedendo misure urgenti per esprimere vicinanza ai manifestanti pro Ue in Georgia.
"Dopo più di due anni dall'invasione dell'Ucraina da parte della Russia, centinaia di migliaia di morti, città distrutte, migliaia di bambini ucraini rapiti e deportati, non si può continuare a sostenere l'Ucraina nello stesso modo, solo inviando armi. Perché questa strategia non ha funzionato". Così Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo, ospita oggi a L'aria che tira su La7. "Putin continua ad avanzare verso Kharkiv e l'Ucraina ha un serio problema di mancanza di soldati. Bisogna potenziare il dialogo e aprire un varco a negoziati di pace e mi auguro che questo accada nella Conferenza che si terrà in Svizzera a giugno - ha sottolineato Boldrini-. Finora l'Europa ha solo inviato armi senza impegnarsi sul piano diplomatico perché iniziasse un necessario processo di pace. Abbiamo lasciato il ruolo di negoziatore ad Erdogan, ma deve essere l'Europa a farlo, insieme alla Cina e alle altre potenze globali in grado di incidere. E' chiaro che nessuna delle due parti, adesso, intende cedere nulla: la pace non è mai stata facile da raggiungere, i negoziati spesso sono frustranti e necessitano molta determinazione da parte della comunità internazionale che però deve cimentarsi, questo sforzo non si può più rimandare".
"Sento che la Polonia è pronta ad ospitare armi nucleari nella zona di confine e che Putin ne ha portate in Bielorussia. Rischiamo che la situazione ci sfugga del tutto di mano: il 2023 è stato l’anno in cui la spesa militare nel mondo ha raggiunto l’enorme cifra di 2.443 milioni di dollari, la più alta dalla Seconda Guerra mondiale - concluso la deputata dem -. E non possiamo sottovalutare il rischio di un conflitto nucleare perché sarebbe, senza alcun dubbio, la fine dell'umanità".
Dichiarazione di Lia Quartapelle, deputata Pd
“Anche così si fa l’Europa. L’Italia non si faccia trovare impreparata. Dopo l’invasione russa dell’Ucraina quello della difesa comune è un percorso ineludibile” . Così la democratica Lia Quartapelle commenta la notizia dell’approvazione da parte della Bei del piano per finanziare la difesa Ue.
Su caso Scurati Soldi smentisce ricostruzioni Rossi e Sergio
"I capigruppo di opposizione Stefano Graziano (Pd), Dario Carotenuto (M5s), Maria Elena Boschi (Iv), Mariastella Gelmini (Azione), Angelo Bonelli e Peppe De Cristoforo (Avs) hanno richiesto che la Commissione di Vigilanza Rai si attivi per convocare l'audizione della giornalista Serena Bortone e del direttore dell'approfondimento Rai, Paolo Corsini, al fine di ‘fare chiarezza sul caso Scurati’. In una lettera indirizzata alla presidente della commissione di vigilanza Rai, Barbara Floridia, hanno sottolineato che “durante l'audizione dei vertici Rai di ieri sera è emersa una ricostruzione dei fatti molto distante da quella nota senza che i vertici Rai fornissero la documentazione necessaria che dimostrasse la veridicità di quanto da loro sostenuto come peraltro sottolineato questa mattina dalla presidente Soldi che li smentisce parlando di omissioni e racconti parziali”. Le opposizioni esprimono quindi “preoccupazione riguardo alla possibilità che l'amministratore delegato e il direttore generale Rai abbiano fornito informazioni non veritiere alla commissione di vigilanza. Pertanto – aggiungono – chiediamo l'immediata audizione di Bortone e Corsini. Il caso Scurati – concludono - non può essere archiviato in modo superficiale, anche solo l'ipotesi di censura nei confronti di uno scrittore non è compatibile con il concetto di servizio pubblico e con i principi fondamentali della democrazia."
“Un intervento fiume trasmesso integralmente in diretta televisiva sulla Rai: Rainews come l’istituto luce” così in una nota i componenti democratici della commissione bicamerale di vigilanza Rai che sottolineano “nell’audizione di questa sera chiederemo conto anche di questo a Rossi e Sergio. La misura è colma sono ormai quotidiane e ripetute le violazioni di cui si sta macchiando l’attuale governance Rai. Quello di oggi è stato un intervento tutto politico, chiediamo che la Rai faccia la stessa cosa anche con gli altri leader di partito, a partire da Elly Schlein”.
Stanchi di osservare minuti di silenzio se il Governo non fa le leggi
"Cinque morti e un ferito grave ieri a Casteldaccia a 15 km da Palermo. Si occupavano della manutenzione del sistema fognario di quella città ed erano lavoratori di una ditta in appalto che aveva vinto il bando della municipalizzata Ama. La causa di questa strage sarebbe l'idrogeno solforato. Sostanza altamente tossica che inalata ha un effetto mortale praticamente immediato. Non indossavano alcuna protezione. La magistratura indagherà sulle cause. In questo momento come Pd e come Parlamento non possiamo fare altro che esprimere cordoglio pieno a tutte le famiglie delle vittime. Tuttavia c'è da fare una considerazione amara. Brandizzo, Firenze, Suviana e oggi Palermo. Non ci sono precedenti negli ultimi decenni di quattro grandi stragi sul lavoro in poco più di sei mesi. L'elenco è terribile ed è il segno che in questo paese il lavoro non conta più nulla. Abbiamo spesso parlato di emergenza. Ma emergenza ormai è un termine inadeguato; ci troviamo di fronte ad una vera e propria pandemia di morti sul lavoro. Una parola forte e definitiva, ma la domanda oggi qui e per tutti noi è quanto vale una vita umana? Se nessuno crede che la vita di un uomo valga meno della legge sul profitto abbiamo il dovere di uscire dalla retorica. Sono stanco di osservare minuti di silenzio per poi lasciare a metà in maniera impotente i provvedimenti che andrebbero messi in campo. Qui c'è da cambiare tutto a partire a partire dalle società partecipate e da un modello di business, che non prevede più la responsabilità solidale del committente lungo la catena degli appalti e dei subappalti. Significa tornare indietro rispetto anche alle leggi fatte da questa maggioranza.
Il lavoro va formato, protetto, pagato. La formazione è un diritto e un salvavita. Non è normale che se sei precario intermittente rischi di morire il doppio rispetto a coloro che hanno invece un lavoro stabile. Se è vero che due dei cinque operai morti non ricevevano formazione da oltre un anno e mezzo. Se condividiamo questi problemi dobbiamo agire: dobbiamo equiparare le regole su sicurezza e salute nel pubblico anche nel settore privato. E' una follia appaltare la sicurezza alle Regioni così come previsto nel disegno di legge sull'autonomia differenziata. Servono più ispettori sul lavoro ma non si possono fare le patenti a crediti a metà con mille uscite di sicurezza per le imprese che risparmiano sulla salute dei propri dipendenti.
Se c'è una pandemia, c'è bisogno che la massima espressione del Governo ci metta la faccia. Chiediamo alla presidente del consiglio Meloni a venire in aula a riferire e spiegare quale sia la strategia del governo per fermare la pandemia dei morti sul lavoro. Noi siamo pronti ad ascoltarla, siamo disponibili a discutere di proposte concrete, serve una bonifica radicale del lavoro povero, serve pensare alla sicurezza come il più grande investimento per il futuro democratico e produttivo del Paese". Lo ha detto intervenendo in Aula Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro di Montecitorio, a proposito dei morti sul lavoro a Casteldaccia.
“Elly Schlein, al contrario di Giorgia Meloni, già ministra con Berlusconi, non ha mai lottizzato la Rai con criteri di spartizione partitica. E appena eletta segretaria del Pd ha annunciato una riforma della governance del servizio pubblico. Un servizio pubblico che peraltro non esiste più, soppiantato da Telemeloni, megafono del governo di Meloni e Salvini. Una vergogna per il Paese, un disservizio per cittadini e cittadine che avrebbero tutto il diritto a una corretta e libera informazione” così in una nota i componenti Pd nella commissione bicamerale di vigilanza Rai.
“Piena solidarietà ai giornalisti in sciopero”
Esprimiamo piena solidarietà ai giornalisti del servizio pubblico in sciopero domani. È molto grave il tentativo da parte dei vertici Rai di screditare il sindacato Usigrai, tacciandolo di fare politica e di danneggiare l’azienda. Purtroppo sia i dati di ascolto che le fughe dei volti più rappresentativi e le inquietanti vicende di censura che hanno fatto il giro del mondo, testimoniano in maniera incontrovertibile che i veri pericoli per la più importante azienda culturale italiana vengono dai suoi vertici al servizio di una destra affamata, che ha il solo obiettivo di occupare il potere e di ridurre gli spazi di pluralismo e di libertà.
Così i componenti Pd in commissione di Vigilanza Rai.
“Le imprese italiane devono capire che la sicurezza e’ un investimento, non un costo. Risparmiare sulla vita delle persone e’ una scelta criminale. La strage in provincia di Napoli, dove a distanza di pochi minuti muoiono due persone in due cantieri diversi, e’ la dimostrazione che siamo davanti a una emergenza. Il governo non puoi pensare di cavarsela con qualche intervento parziale. Aggiungo che se guardiamo l’età dei due operai morti dovremmo interrogarci se sia normale che sui ponteggi ci siano persone di 57 e 60 anni. C’è un tema che riguarda la qualità del lavoro che non può essere più aggirato: chi è precario muore il doppio rispetto a chi ha un lavoro stabile”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Insieme a Virginio Merola a Bologna per accogliere il parlamentare Ucraino Oleksii Ustenko e la delegazione della Poltava che in questi giorni sta incontrando le amministrazioni di Parma, Mantova e Firenze. Grazie ai sindaci Michele Guerra, Mattia Palazzi e Dario Nardella e a tutte le amministrazioni che si stanno mobilitando per rafforzare la cooperazione internazionale tra ltalia e Ucraina #westandwithukraine #slavaukraini”. Lo scrive sui social il deputato dem Andrea Casu, della presidenza del Gruppo Pd alla Camera, postando alcune foto dell’incontro.
“Per giorni la governance della Rai ha cercato di nascondere le indiscrezioni uscite sulla stampa secondo cui Mediaset aveva superato la Rai. L’Agcom conferma la notizia e pubblica dei dati. A questo punto vorremmo sapere da tutta la dirigenza Rai come mai smentire notizie dell’Autorità garante? La Rai è prima di tutto un’azienda italiana, al servizio dei cittadini o è teleMeloni?”. Così una nota dei parlamentari Pd della commissione di Vigilanza sulla Rai.
“Condividiamo le preoccupazioni del presidente dell’Unione nazionale dei comuni, comunità ed enti montani, Marco Bussone, contenute nella lettera scritta al ministro dell’Interno e ai prefetti riguardo le interpretazioni restrittive contenute nella legge del 22 febbraio 2000 sulla par condicio in vista delle elezioni europee e che come Partito Democratico avevamo denunciato con una specifica interrogazione rivolta a Matteo Piantedosi. Come già per il 25 Aprile, infatti, il problema si ripropone anche in vista del 2 Giugno e non solo. Tutti i comuni, infatti, fino al 9 giugno data in cui si voterà per le elezioni europee, non dovrebbero mettere i loro loghi sui manifesti di eventi istituzionali, come quelli delle Feste della Repubblica, del Giro d’Italia, del Salone internazionale del Libro, di concerti e spettacoli o di altre iniziative. Le disposizioni, compresi i patrocini, valgono per tutti i comuni, anche quelli dove non si svolgono le consultazioni amministrative per l'elezione del sindaco e del consiglio comunale. Un conto è una seria applicazione della par condicio e la salvaguardia di una sana dialettica politica sui contenuti, altra cosa è una ingiusta e inspiegabile limitazione dell’attività istituzionale degli enti locali”.
Lo dichiara il deputato democratico, Stefano Vaccari, segretario di presidenza della Camera.
“Solidarietà a tutta la redazione di Report accusata ingiustamente dalla presidente del consiglio di linciaggio. Per Meloni ogni voce fuori dalla propaganda di palazzo Chigi è un attacco alla sua leadership. Invece di spiegare agli italiani lo spreco immane di risorse per l’accordo Italia-Albania se la prende con il servizio pubblico” Così i componenti democratici nella commissione bicamerale di vigilanza Rai.
“Ieri ero nello spezzone del corteo del 25 aprile che è stato assaltato. Reggevamo uno striscione che diceva ‘Due popoli due Stati’ che è stato tagliato in più punti. Sinistra per Israele ha sempre partecipato al corteo del 25 aprile, accompagnando la Brigata ebraica. Quest’anno, oltre a scortare la Brigata, abbiamo deciso di portare con noi anche la richiesta di un cessate il fuoco immediato, la liberazione degli ostaggi e la soluzione dei due popoli due Stati”. Lo scrive sui social la deputata dem Lia Quartapelle, vicepresidente della commissione Esteri.
“Mentre il palco istituzionale veniva fatto oggetto di contestazioni - prosegue l'esponente Pd - il nostro spezzone, con anziani e ragazzi minorenni, è stato aggredito da giovanissimi con bastoni e oggetti da taglio. Siamo stati lasciati soli dalle forze dell’ordine arrivate dopo parecchi minuti. Dobbiamo ringraziare i City Angels se non è successo qualcosa di grave. E’ molto triste che a 79 anni dalla fine della guerra, chi sfila al corteo del 25 aprile portando la stella di David sia oggetto di intolleranza, violenze e umiliazioni. Presenterò una interrogazione al ministro Piantedosi, per chiedere perché le forze dell’ordine non abbiano costantemente scortato chi portava la stella di David in manifestazione”.
“I tempi che viviamo - conclude Quartapelle - sono bui. Rivolgo un appello alle forze organizzate della politica e della società civile: si ragioni da subito su come creare le condizioni perché il prossimo anno non si registrino più momenti di intolleranza e violenza. Le forze politiche si impegnino in prima persona a scortare lo spezzone ebraico della manifestazione e recuperino il senso del 25 aprile. L’ottantesimo anniversario della Liberazione di Milano non sia un corteo contro l’occidente né l’occasione di abusare della libertà di manifestazione e di parola, insultando i partecipanti ‘sgraditi’ al corteo. Organizziamolo in modo tale che sia il momento in cui ricorderemo la scelta libera, democratica, europeista e occidentale dell’Italia”.