Interrogazione del deputato del Partito democratico: “Persi oltre 250 posti di lavoro. Sofferenza causata dalla cronica carenza di materie prime prodotte quasi esclusivamente nel sud-est asiatico”
“Le imprese della camperistica della Valdelsa soffrono di una crisi dovuta alla mancanza delle materie prime, provenienti dal sud-est asiatico, che ha portato alla perdita negli ultimi mesi di 250 posti di lavoro. Il Governo come pensa di salvaguardare il settore? Intende riattivare in tempi brevi il tavolo sull’automotive?”.
A chiederlo è Emiliano Fossi, deputato del Partito democratico e componente della Commissione Lavoro della Camera, in un’interrogazione presentata al Ministero dello Sviluppo economico ed al Ministero del Lavoro.
“Le le aziende di camperistica della Valdelsa - spiega Fossi - sono state costrette, nel corso della prima metà del 2022, a ricorrere alla cassa integrazione per circa 500 lavoratori (1 dipendente su 5) a causa della cronica e prolungata carenza di materie prime, della componentistica e dei microchip che vengono prodotti quasi esclusivamente nelle nazioni del sud-est asiatico e la cui disponibilità è stata ridotta notevolmente a seguito della diffusione della pandemia da Covid. Tali criticità, aggravate anche dalle conseguenze della crisi energetica causata dalla guerra in Ucraina, hanno portato il tempo di attesa per un veicolo di nuova produzione dai 18 ai 24 mesi. Tanto che l’ultimo report di Intesa San Paolo, sull’andamento dei distretti toscani, ha certificato come il settore della camperistica abbia registrato nel primo semestre del 2022 una riduzione delle esportazioni (che valgono l'80% del business) del 28% rispetto allo stesso periodo del 2021. Problemi proseguiti nella seconda metà del 2022 nonostante la paradossale crescita della domanda stimata in 3,5 miliardi di euro nei prossimi 24 mesi”.
“Molte aziende hanno richiesto la cassa integrazione - sottolinea il deputato Pd - e negli ultimi mesi sono stati persi oltre 250 posti di lavoro mentre sono 420 i dipendenti con un contratto in scadenza. I sindacati ribadiscono da mesi la necessità di salvaguardare i posti di lavoro lanciando l’idea di istituire un tavolo a livello nazionale (e poi europeo) per rendere la produzione indipendente dalle componenti e dalle materie prime provenienti dai Paesi dell’est asiatico, richiesta condivisa e sostenuta anche dalla regione Toscana: il Governo, invece, come intende muoversi? Basti pensare che nella zona della Valdelsa (nei comuni di Firenze, Siena, Poggibonsi, San Gimignano, Colle Val d’Elsa, San Casciano Val di Pesa, Tavarnelle) viene realizzato il 90% dei camper prodotti in Italia, con 3.000 mila addetti diretti e 5.000 nell’indotto”.
“Forte la relazione di Elly Schlein. Un programma forte. Serve una legge organica sulla rigenerazione urbana che risolva il tema consumo di suolo e al contempo di una nuova edilizia residenziale pubblica. Il Pd ha già due leggi depositate. Sulle questioni sociali e del lavoro ora lanciamo una grande manifestazione popolare ‘democratica’ per l’autunno. Sulle riforme costituzionali per me è necessario dividere la destra: all’autonomia differenziata, confronto invece sul premierato. Quanto alla guerra in Ucraina, bisogna continuare a sostenere militarmente il Paese aggredito, ma essere consapevoli che la pace sarà frutto di un nuovo ordine europeo e mondiale”. Così il deputato Roberto Morassut a margine della direzione nazionale del Partito Democratico.
A Valparaiso (Cile) duecento parlamentari di tutto il mondo hanno approvato il “Patto globale contro la fame e la malnutrizione”. A conclusione del secondo Summit mondiale organizzato in collaborazione con la FAO, deputati e senatori provenienti da tutti i continenti hanno sottoscritto e approvato un “Patto” con il quale si impegnano “a lavorare per una transizione verso sistemi agroalimentari sostenibili, inclusivi, equi, resilienti e mirati alla realizzazione del diritto ad una alimentazione adeguata per tutti”.
Il patto impegnerà i Parlamenti a promuovere nuove leggi e ad aggiornare le esistenti, favorendo una adeguata allocazione di poste di bilancio a favore della lotta alla fame e alla malnutrizione e di politiche orientate alla sicurezza e alla educazione alimentare.
L’accordo di Valparaiso mira a promuovere e rafforzare la collaborazione tra Parlamenti e ‘stakeholders’ (mondo accademico, società civile, comunità scientifica, settore privato) per incoraggiare lo scambio delle migliori esperienze e unire le forze.
Per raggiungere tali finalità i parlamentari chiedono inoltre alla FAO “di prestare assistenza nello sviluppo di strumenti tecnici per sostenere l’implementazione del Patto.”
Un prossimo Summit per verificare i risultati raggiunti e programmare nuove iniziative sarà convocato entro il 2026; il pre-vertice delle Nazioni Unite sui sistemi alimentari si terrà invece a Roma il prossimo 26-28 luglio e anche in quella sede saranno presentati i contenuti e le richieste del “Patto di Valparaiso”.
Secondo il deputato del Partito democratico, Fabio Porta, delegato della Camera dei Deputati al Summit, “la lotta alla fame e alla malnutrizione è ormai diventata una emergenza assoluta, aggravata dal cambiamento climatico e dal moltiplicarsi dei conflitti in varie parti del mondo. Sicurezza alimentare e crescita sostenibile dovranno essere centrali nell’agenda politica di tutti i governi e da ciò deriva la responsabilità centrale dei Parlamenti come rappresentanti di popoli e nazioni”.
“Ieri il Mes oggi il canone Rai e la vicenda Santanchè. Insomma maggioranza a pezzi e molto confusa. Forse è iniziata la lotta per la successione elettorale a Berlusconi”.
Lo scrive su twitter Stefani Graziano, capogruppo Pd in commissione Vigilanza Rai.
“E’ necessario salvaguardare i tribunali, soprattutto nelle aree marginali e difficilmente raggiungibili come le zone insulari. Mi riferisco in particolar modo al presidio di Porto Ferraio, all’Isola d’Elba che serve un bacino di 30mila persone e che, in caso di chiusura, causerebbe gravissimi disagi a cittadini ed imprese del territorio”: è quanto dichiara Marco Simiani, deputato Pd, a margine del convegno “Revisione della Geografia Giudiziaria: un auspicio”, promosso dall’Organismo Congressuale Forense e svolto oggi, venerdì 16 giugno, a Roma.
“Ogni decisione di razionalizzare la geografia giudiziaria deve essere concertata con gli enti locali e non deve penalizzare territori già svantaggiati. Assumeremo in Parlamento ogni iniziativa necessaria per salvaguardare il tribunale di Porto Ferraio”: conclude Marco Simiani.
“Oggi ci lascia Silvio Berlusconi, una figura di rilievo nella storia politica italiana. Esprimo la mia vicinanza alla famiglia Berlusconi e a Forza Italia. Indipendentemente dalle opinioni, il suo ruolo cruciale nella politica italiana è innegabile. La sua presenza ha segnato un capitolo significativo nella storia del nostro paese”. Lo scrive sulla sua pagina facebook, Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione Vigilanza Rai.
“I temi oggi emersi dalle audizioni in commissione sono pluralismo e qualità dell’informazione, trasparenza negli appalti e l’efficientamento dei costi, tutti temi che il Pd ha posto come centrali nelle scorse settimane.
Il tema del canone che sempre noi del
Partito democratico abbiamo sollevato è anche un tema di fondamentale importanza di cui oggi si è trattato.
È chiaro che senza certezza delle risorse economiche non si possono fare piano industriale e contratti di servizio.
Siamo contenti che è emersa in modo chiaro e netto la divisione in seno alla maggioranza. Riteniamo abbastanza grave che il ministro Giorgetti non abbia ancora reso nota la data per essere audito in Vigilanza. Bisogna difendere il servizio pubblico e il pluralismo dell’informazione e per questo ci batteremo in tutte le sedi competenti”. Lo dichiara Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione di Vigilanza sulla Rai, a margine delle audizioni dell’ad Rai Roberto Sergio, del dg Giampaolo Rossi e della presidente Marinella Soldi.
Ancora una mancata risposta da parte del governo, prima in Aula e poi in commissione, alle esigenze delle imprese, soprattutto quelle gasivore. Abbiamo chiesto al governo di fare presto, di mettere a terra senza ulteriori ritardi la “gas release”, misura decisa dal precedente esecutivo che prevede che il gas prodotto da titolari di concessioni di coltivazione nella terraferma, nel mare territoriale e nella piattaforma continentale nazionale sia acquistato – sulla base di contratti di acquisto di lungo termine – dal GSE, il quale a sua volta offre, allo stesso prezzo di acquisto, i diritti sul gas così acquisiti ai clienti finali industriali a forte consumo di gas.
La crisi energetica degli ultimi anni e la conseguente volatilità dei prezzi energetici con la guerra in Ucraina hanno creato grosse difficoltà al mondo industriale. Le imprese ad elevato utilizzo di gas naturale, in mancanza di alternative tecnologiche disponibili, hanno avvertito in maniera più significativa queste difficoltà. È dunque strategica l’attuazione del ‘gas release’, per la quale sarebbe necessario rivedere il meccanismo di prezzo previsto inizialmente, visto che gli scenari di prezzo sono cambiati numerose volte ed in modo significativo da agosto dell’anno scorso ad oggi. Tuttavia il governo compra tempo col pretesto di approfondire e valutare proposte di modifica, ma è del tutto evidente che non ci sia la volontà di portare avanti questa misura e dare così risposte adeguate alle imprese.
Così Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in commissione Attività produttive della Camera.
“Incredibile il ministro Matteo Salvini! Di fronte alla continua strage di ciclisti, a febbraio si riferiva al metro e mezzo nelle operazioni di sorpasso su strade extraurbane, storica battaglia di civiltà e norma esistente in tutta Europa, proposta di legge il cui iter è già avviato alla Camera. Oggi in question time parla di targa, casco e frecce obbligatorie per le biciclette! Una misura fuori dal tempo che, ancora una volta, colpevolizza e bullizza i ciclisti e gli utenti fragili della strada. Se non ci fosse tragicamente da piangere, ci sarebbe da ridere”.
Lo dichiara il deputato dem e responsabile Sport del Partito Democratico, Mauro Berruto.
“Il governo presieduto da Giorgia Meloni è in carica da poco più di sette mesi e ha già battuto tutti i record per quel che riguarda i decreti-legge negli ultimi anni. Dalla fine di ottobre del 2022 al 17 maggio, infatti, ben 25 sono i decreti giunti alle Camere, per una media di 4,1 al mese, superiore a quella di tutti gli altri governi che si sono succeduti almeno dal 2008. Ad esempio, il governo Draghi, in carica dal febbraio 2021 all’ottobre 2023 aveva raggiunto la quota di 3,2 decreti al mese, ben lontana da quella della Presidente Meloni che dall’opposizione allora tanto lamentava la compressione delle prerogative del Parlamento”. Così il deputato dem Andrea Casu in riferimento al “Decreto Pa” in discussione alla Camera.
“Si tratta – prosegue Casu – di una pratica, quella dell’abuso della decretazione d’urgenza, che ha sollevato anche il fermo intervento del Presidente della Repubblica in un recente incontro con i Presidenti delle Camere. La decretazione d’urgenza va utilizzata solo nei casi di straordinaria necessità ed urgenza, e non deve subire poi veri e propri stravolgimenti come il decreto in discussione oggi, che nasce per rafforzare la Pubblica amministrazione e che il governo ha trasformato, con un emendamento, in un mezzo per indebolire il controllo della Corte dei Conti sull’uso dei fondi del Pnrr”.
“Nel merito – ricorda ancora il deputato Pd – il decreto Pubblica amministrazione nasce male, in quanto il piano di assunzioni previsto è del tutto inadeguato anche solo per colmare il gap che la dinamica dei pensionamenti sta causando nella Pa. È anche evidente l’errata impostazione generale, dato che non si può riformare la Pa pensando solo a riassetti di vertice, quando, invece, sono necessarie massicce immissioni di energie alla base grazie al contributo delle nuove generazioni”.
“Il Gruppo Pd ha avuto in commissione un atteggiamento costruttivo durante tutta la discussione - conclude Casu - ma non accetteremo mai il messaggio politico che il governo vuole inviare con l’emendamento sulla Corte dei Conti, secondo il quale per spendere le risorse servono meno controlli affinché vengano impiegate nel modo giusto”.
"Nel Nord del Kosovo, in particolare nell’area di Mitrovica, la tensione tra serbi e albanesi c’è sempre stata ma negli ultimi tempi è venuta allo scoperto. Il processo di implementazione degli accordi di Bruxelles del 2013 è stato in questi anni pressoché ignorato, e quando si tenta di fare un passo avanti si riaprono le ostilità e si ritorna al punto di partenza. La recente reazione violenta della parte serba contro le forze della Kfor che sono lì per evitare il peggio ne è una prova. L’influenza della Russia nei Balcani è nota e persiste anche oggi, nonostante il conflitto in Ucraina. È nell’interesse di Putin destabilizzare la regione e creare problemi all’Unione europea sul fronte balcanico. Questo impone un’azione diplomatica incisiva da parte dell’Ue, affinché si riporti il contenzioso sul piano politico e si raggiunga un accordo tra il presidente serbo Aleksandar Vučić e il primo ministro kosovaro Albin Kurti sulle azioni da intraprendere. Imprescindibile è indire nuove elezioni nei comuni a maggioranza serba – le ultime sono state boicottate – e istituire l’Associazione dei comuni a maggioranza serba, come previsto dagli accordi di Bruxelles, a tutela della minoranza. Se ci sarà accordo su questi due primi passi e se verrà dato seguito in tempi brevi con un attento monitoraggio dell’Ue, forse si riuscirà a impedire che la tensione degeneri in un aperto scontro armato fra le parti, con la Kfor nel mezzo. L’inerzia degli ultimi dieci anni presenta oggi l’amaro calice”. Lo scrive su Facebook la deputata dem Laura Boldrini.
Oggi su Agora si è dato voce al Comune di Conselice e alla Provincia di Ravenna raccontando con profondità e da tanti punti di vista l’immane tragedia che ha colpito la Romagna, i suoi abitanti e le realtà economiche e produttive.
Un raccolto sincero e articolato nel quale hanno trovato spazio la sindaca di Conselice, uno dei territori maggiormente colpiti, il Presidente della Provincia de Pascale, cittadini e numerose realtà del tessuto economico e sociale che sta resistendo e reagendo in queste settimane difficili. Grazie a Giandotti per tenere viva l’attenzione su questi territori che si aspettano risposte all’altezza della situazione grave e complessa che dobbiamo risolvere presto e al meglio.
Così la deputata del Pd Ouidad Bakkali, componente della commissione di Vigilanza Rai.
“Abbiamo chiesto l’audizione di Petrecca direttore di Rainews24. Sarà il primo direttore di testata audito dopo i vertici Rai, a seguito della vicenda di Catania”. Lo dichiara Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione di Vigilanza sulla Rai, a margine dell’ufficio di presidenza della commissione di Vigilanza, il quale aggiunge: “È necessario che si faccia chiarezza al più presto per una corretta e trasparente informazione pubblica”.
Operai, insegnanti, un ex partigiano, il ricordo delle vittime innocenti di Piazza della Loggia. Fu un attacco alla democrazia nata dalla lotta antifascista. Alle loro famiglie, alla città ferita un pensiero e il dovere di non dimenticare.
Lo ha scritto su Twitter Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati
“Quanto accaduto ieri sera è preoccupante. Rainews24 ha trasmesso da Catania il comizio di chiusura della campagna elettorale del centrodestra in Sicilia. E le altre amministrative? Le altre città? Chiediamo che il direttore di Rainews24 Paolo Petrecca venga immediatamente a riferire in commissione. La tv all news pubblica non deve e non può in alcun modo essere la tv di regime, bensì deve rimanere servizio pubblico di tutta la collettività e quindi deve rispettare la par condicio e il pluralismo dell’informazione di tutte le forze politiche”. Lo dichiarano in una nota i componenti Pd della commissione di Vigilanza sulla Rai.