L’appello al voto del candidato alla segreteria del Pd toscano: “Basta chiamare i militanti solo quando si avvicinano le elezioni”
“Per restituire il Pd ai militanti, a chi quotidianamente lo vive e lo fa vivere, propongo di creare una piattaforma di consultazione permanente, anche online, con referendum interni e primarie delle idee. Dobbiamo ripartire da qui, per tornare a decidere tutte e tutti insieme”.
Emiliano Fossi, candidato alla segreteria del Pd toscano, lancia due proposte per cambiare il Pd che farà diventare realtà se sarà eletto segretario alle primarie di domenica 26 febbraio.
“Dobbiamo cambiare il Partito Democratico della Toscana per tornare a vincere, per cambiare il futuro della nostra regione - sottolinea Fossi -. Dobbiamo dire basta alle scelte fatte da pochi contro il volere dei molti, scelte che si sono anche rivelate sbagliate e che stanno continuando a farci perdere. I militanti devono essere protagonisti, non solo una volta ogni 4 anni e non solo per fare volantinaggio in prossimità delle elezioni”.
“La base - conclude Fossi - deve tornare a contare e partecipare attivamente alle scelte del partito. Si deve ripartire dalle persone in carne e ossa, a cui si deve rispetto e che hanno bisogno di contare e riacquistare entusiasmo”.
“È passato un anno e purtroppo la guerra in Ucraina è ancora in corso. Insieme all'Unione europea e ai nostri alleati atlantici, abbiamo sostenuto sin da subito e senza ambiguità la
coraggiosa resistenza di un popolo aggredito con importanti aiuti umanitari, economici, finanziari ed anche militari. Abbiamo manifestato in piazza. Abbiamo accolto oltre 150000 rifugiati in Italia. Abbiamo difeso con decisione i valori di libertà e democrazia, propri della nostra Costituzione e fondamento dell'Europa unita. Adesso i nostri sforzi non devono allentarsi con l’obiettivo unico e solo di ottenere quanto prima un cessate il fuoco. Per giungere ad una soluzione diplomatica per una pace giusta e duratura”. Così Piero De Luca, vice capogruppo dem alla Camera, su Facebook.
“Se non ci fosse stata una resistenza oggi, dopo un anno, nessuno potrebbe parlare di pace necessaria ma avremmo solo celebrato l’ennesima sconfitta del diritto internazionale. Non si interrompa la solidarietà si attivino tutti gli strumenti diplomatici per la ricerca del dialogo e di una pace giusta”.
Lo dichiara il deputato democratico Nicola Zingaretti
“E’ opportuno che le Istituzioni isolino e puniscano severamente ogni tentativo di ricostituzione di movimenti di ispirazione neofascista o neonazista”.
E’ quanto si legge nel testo di una interrogazione parlamentare rivolta al Ministro dell’Interno presentata dalla deputata Silvia Roggiani - segretaria metropolitana PD Milano - e sottoscritta dalla Capogruppo Pd alla Camera Debora Serracchiani e dai deputati milanesi Peluffo, Quartapelle, Mauri, nella quale si chiede un’immediata e rigorosa condanna rispetto a quanto accaduto nella notte tra il 18 ed il 19 febbraio 2023 a Sesto San Giovanni, quando soggetti non ancora identificati hanno realizzato una grossa svastica in prossimità del Monumento al Deportato che celebra la memoria dei 570 cittadini deportati nei Campi di Concentramento.
“Un episodio gravissimo e sfortunatamente non nuovo” – si legge nel testo dell’interrogazione - che segue il tentativo risalente ad una decina di giorni fa, sempre da parte di sconosciuti, di sfondare una delle quattro teche contenenti ceneri e sassi provenienti dal Campo di Concentramento di Dachau.
“Come Partito Democratico – dichiarano la capogruppo Debora Serracchiani e i deputati milanesi del PD - condanniamo senza riserve questa profanazione inaudita che offende la comunità sestese e infierisce un durissimo colpo all’intera società civile ed istituzionale del nostro Paese, che ricordiamo essere fondata su valori quali la democrazia e l’antifascismo”.
“L’incremento spaventoso del numero degli episodi verificatosi in questi ultimi giorni di stampo neofascista e neonazista sul territorio statale – aggiunge la Segretaria metropolitana Pd - ci ricordano quanto sia nostra responsabilità mantenere costantemente massima allerta per dissuadere qualunque forma di antisemitismo e di violenza”.
Nella giornata di sabato 25 febbraio il Partito democratico sarà presente al presidio davanti al Monumento promosso dall’Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti (Aned) e dall’Associazione Nazionale Partigiani d'Italia (Anpi) di Sesto San Giovanni.
Tweet di Enzo Amendola, capogruppo Pd Connessione Esteri della Camera
“Una mattina mi son svegliato e ho trovato l'invasor”.
Un anno di invasione russa, un anno di resistenza ucraina. L'Italia, l'Europa, il mondo libero è con il popolo ucraino #slavaukraini
"Un anno fa l'invasione dell'Ucraina. Abbiamo deciso, da subito, di stare accanto al popolo ucraino aggredito dalla Russia, di non voltarci dall'altra parte. Per difendere la loro libertà e la nostra. Per affermare la forza del diritto contro il diritto della forza. Per fermare morte, distruzioni, sofferenza. E abbiamo sempre sostenuto la necessità di una pace giusta. Serve uno sforzo diplomatico urgente e deciso perché tacciano le armi. È l'ora in cui tutti, a cominciare dall'Europa, lavorino per mettere finalmente la parola fine alla guerra".
Così Debora Serracchiani, capogruppo Pd alla Camera.
“Un anno di guerra in Ucraina, 12 mesi di morte e distruzione causati da Putin. Solidarietà al popolo ucraino che lotta contro l’invasione. È ora che tacciano le armi e che la parola passi alla diplomazia. Cessate il fuoco e Conferenza di pace. L’Europa sia protagonista”.
Lo scrive su Twitter Laura Boldrini, deputata del Partito Democratico.
“#Ucraina Una guerra senza fine. Dopo un lungo anno di distruzione e di morte è ancora lontana la strada della tregua e della pace. L'#Ucraina aggredita deve ritrovare la sua libertà. Prevalga il dialogo. Diplomazie al lavoro con maggior vigore nel segno della risoluzione ONU”. Lo scrive su Twitter il deputato dem Stefano Vaccari.
Tweet di Silvio Lai, deputato Pd
Dopo un anno rimangono aggrediti e aggressori. Al popolo ucraino è stata privata la libertà. Non si ferma la tragica macchina della guerra con morti, distruzione, miseria. Serve uno sforzo diplomatico più deciso da #ONU ed #Europa per affermare la tregua e per costruire la pace
“A poche ore dalla chiusura della campagna elettorale per le elezioni regionali della Sardegna a Rainews24 sono stati trasmessi in diretta interventi della maggioranza e della presidente del consiglio in palese violazione delle regole della par condicio. Chiederemo conto del caso in commissione di vigilanza” così i deputati democratici della commissione di vigilanza Rai.
“Non ammettere che la maggioranza di Governo abbia profonde divisioni interne in merito al conflitto in Ucraina significa nascondersi dietro a un dito e negare la realtà. Le esternazioni di Berlusconi e della Lega non possono essere derubricate a semplice dialogo politico. Pesano come macigni sulla credibilità del Governo e del nostro Paese. E i fatti lo dimostrano con un’Italia isolata ed esclusa da importanti incontri internazionali, al contrario di quanto accadeva in passato. Basta ricordare la foto storica del viaggio in treno di Draghi con Macron e Scholz dello scorso anno che a nome di un’Europa unita portavano il loro sostegno a Zelensky. In questo contesto, peraltro, anche la visita del Presidente Meloni a Kiev è stata offuscata dalle polemiche innescate da Belusconi, le cui esternazioni sono state criticate dallo stesso PPE. Insomma è indispensabile per l'affidabilità del Paese che tutta la maggioranza del Governo faccia chiarezza una volta per tutte sul proprio indirizzo politico rispetto al conflitto in Ucraina”. Così Piero De Luca, vice capogruppo Pd alla Camera intervenendo a SkyTg24.
“Prima Berlusconi, poi Romeo. Si affannano a non dispiacere Putin e sgambettano la premier durante una importante (e giusta) visita all’estero. Per quanto ancora Meloni lascerà che danneggino la posizione internazionale dell’Italia a fianco dell’Ucraina?”. Lo scrive su Twitter la deputata democratica Lia Quartapelle, vicepresidente della commissione Esteri della Camera.
La commissione Esteri ha votato per riconoscere l’Holodomor come genocidio.
L’identità nazionale ucraina si è costruita anche sulla memoria di quel crimine contro l’umanità per evitare che si ripeta, promuovendo il rispetto dei diritti umani. Come tanta parte della storia europea.
Un ringraziamento va agli ex deputati del Pd Fausto Raciti e Andrea Romano, che nella scorsa legislatura per primi hanno depositato questa proposta.
Così la deputata del Pd Lia Quartapelle.
“Il 20 febbraio in Italia è la Giornata nazionale del personale sanitario, sociosanitario, socioassitenziale e del volontariato. Oggi è doveroso ringraziare nuovamente donne e uomini che hanno offerto un contributo straordinario durante la pandemia da Covid_19, facendo orari di lavoro massacranti e sforzi incredibili per salvare vite. Negli ultimi anni abbiamo avuto la riprova di quanto la sanità pubblica sia fondamentale e vada rafforzata, per tutelare il diritto alla salute di tutte e tutti noi, così come garantito dall’articolo 32 della Costituzione. Potenziare la nostra rete e le nostre strutture mediche è un investimento, mai un costo”.
Ad affermarlo in una nota Laura Boldrini, deputata del Partito Democratico.
“Ancora una volta il Tg1 e il Tg2 dimostrano di non comprendere bene cosa voglia dire svolgere il ruolo di ‘servizio pubblico’ e di preferire quello di ‘trombettieri’ della destra. Nell’edizione di ieri sera i due Tg della Rai sono riusciti nel complicato compito di nascondere le divisioni all’interno della maggioranza, nel giorno in cui era stata costretta addirittura a dimettersi una sottosegretaria di Fdi condannata per peculato, con pena confermata nel terzo grado di giudizio. Si conferma quanto segnalato nei dati Agcom, che certificano un evidente squilibrio nell’informazione, e anche ciò che avevamo già denunciato come Partito Democratico: ci troviamo davanti ad una vera e propria occupazione da parte della destra dell’informazione Rai, con passerelle televisive dei suoi esponenti e cori di ‘osanna’ per le scelte politiche assunte dal governo Meloni. Una ragione in più per chiedere un rapido insediamento della commissione di Vigilanza Rai. Non c’è più tempo da perdere”.
Così il capogruppo del Pd in commissione Attività produttive, Vinicio Peluffo.