“Come evidenziato dall’analisi dell’Ires CGIL sui dati ISTAT, nelle Marche i posti disponibili in asili nido, micro-nidi o sezioni primavera sono davvero troppo pochi e tra i più costosi in Italia. Solo il 28,4% dei bambini marchigiani è incluso nel circuito dei nidi e le famiglie partecipano alla spesa complessiva con il 20,8% della compartecipazione. Ed è molto grave, in questo quadro di estrema fragilità dei servizi per l’infanzia, che la spesa media per utente continui a diminuire con un conseguente aumento di quella delle famiglie”.
Lo scrive in un post su Facebook la deputata marchigiana del Pd, Irene Manzi.
“Il Pd, consapevole della necessità di intervenire con forza sulle politiche per l’infanzia e la scuola, ha proposto nidi gratuiti per nuclei familiari a basso Isee, oltre al potenziamento e gratuità della scuola dell'infanzia nel sistema integrato, disciplinato dal decreto legislativo 65 del 2017. Vorremmo sapere cosa intende fare la destra che si appresta a governare. Quali proposte ha per potenziare i servizi?”
“Perché mi pare evidente - prosegue Manzi - che l’attuale governo dovrà impegnarsi per aumentare le risorse destinate alla scuola. Tutte le bambine e i bambini devono avere pari opportunità di futuro: investire sul sistema educativo integrato da zero a sei anni è una leva efficace contro la povertà educativa, la diseguaglianza sociale, per promuovere lo sviluppo della persona e favorire l’occupazione femminile. Grazie alle risorse stanziate dal Pnrr per i nidi e le scuole dell'infanzia (nelle Marche 63 interventi finanziati a favore dei nidi e 6 per i poli dell’infanzia per un importo di quasi 88 milioni di euro) possiamo intervenire per colmare i divari ma serve un impegno concreto da parte dei territori che devono mostrare maggiore e migliore capacità di spesa ed è necessario che la destra non metta a rischio le risorse europee. Assicurare il diritto all'istruzione per tutte le bambine e i bambini, su tutto il territorio nazionale, è un elemento fondamentale per sostenere le famiglie con azioni concrete”.
“Paola Egonu è un’italiana che sabato, con la nostra nazionale, ha vinto la medaglia di bronzo nel campionato mondiale di pallavolo, sport a diffusione planetaria dove l’Italia domina la scena da decenni. Al termine della finale ha confessato in lacrime di voler lasciare la nazionale poiché in troppi continuano a chiederle: perché sei italiana? Paola Egonu è una ragazza coraggiosa, un punto di riferimento per tanti giovani del nostro Paese, per il suo talento ma anche perché non ha avuto paura di parlare del suo orientamento sessuale o di razzismo”.
Lo dichiara Mauro Berruto, deputato del Partito democratico, intervenendo in Aula.
“Paola è una ragazza forte, reagirà; ma le sue lacrime sono le lacrime di tutte le Paole che non hanno il talento e la visibilità di Paola, ma che hanno la sua stessa dignità e devono avere i suoi stessi diritti. Le lacrime di Paola sono le lacrime di tutte quelle Paola o di quei Paolo che vanno a scuola con i nostri figli, ma non possono essere cittadini italiani. Sono le lacrime di tutte le Paola o i Paolo che vogliono sentirsi liberi di amare chi desiderano. Qualcuno le ha definite ‘schifezze’, noi li chiamiamo diritti”,
“La pallavolo ha insegnato, a me, tutto. Oggi insegna al Paese che la ‘la bellezza delle differenze’ citata dal Presidente Fontana nel discorso di insediamento non può essere retorica, dichiarazione a cui non si dà seguito o, peggio, imbiancatura di sepolcri.
Quelle lacrime - conclude Berruto - riguardano noi. E ci inchiodano alle nostre responsabilità, alla nostra necessità di essere, da questa Aula, esempi viventi. Di incarnare in questo Parlamento l’immagine di un Paese moderno e civile!”.