23/04/2026 - 17:49

"Il quarto decreto sicurezza, o come bisognerebbe chiamarlo "decreto fallimento", è tra le cose più sconcertanti fatte da questo governo. Lo è non solo per le norme liberticide, come il fermo preventivo, e incostituzionali che contiene, non solo perché affronta la violenza giovanile solo in chiave repressiva, non solo perché è l'ennesimo decreto fatto senza che ci sia alcuna urgenza, non solo perché per l'ennesima volta è stato umiliato il parlamento. E' sconcertante perché la presidente Meloni ha avuto il coraggio di definire norma di "buon senso" quella su cui il Quirinale ha sollevato dubbi di costituzionalità e perché il ministro Piantedosi ha avuto la sfrontatezza di parlare di "alcune sensibilità" a proposito dei rilievi mossi dal Colle.
Un palese disprezzo della Presidenza della Repubblica che segna una frattura istituzionale gravissima.
Pur di gettare fumo negli occhi agli italiani con l'ennesimo decreto sicurezza, costringono il Parlamento a votare un testo palesemente incostituzionale che loro stessi sono costretti a modificare nel momento stesso in cui sarà approvato. E la destra neanche partecipa al dibattito: ci sono solo due deputati di maggioranza, in aula. Ma le italiane e gli italiani non vi credono più, anzi cominciano ad avere paura di voi che con i vostri provvedimenti create caos e tensioni sociali. E non si faranno abbindolare da questa ulteriore operazione di propaganda". Lo ha dichiarato durante il dibattito a Montecitorio sul dl sicurezza, Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

23/04/2026 - 13:58

“Quattordici patenti revocate e sei sospese: sarebbe questo il risultato, nel 2025 dell’organo di vigilanza nelle ispezioni sui luoghi di lavoro. Un numero irrisorio rispetto ai dati terrificanti che vediamo ogni giorno sulle morti e gli incidenti sul lavoro. Un fallimento annunciato”.

Così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sul report dell’ispettorato del lavoro sulla patente a crediti.

“Quante aziende, delle 400.000 che hanno richiesto la patente, sono state controllate rispetto allo specifico tema di quanto dichiarato? - prosegue la deputata dem - Perché i numeri non tornano e lo strumento, che avrebbe potuto essere realmente utile per la sicurezza dei luoghi di lavoro, evidentemente continua a non funzionare”.

“Avevo fatto un’interrogazione alla ministra Calderone per avere i dati precisi di spese e risultati ottenuti, visto che non risultano pubblicamente disponibili informazioni dettagliate sui costi sostenuti per la realizzazione e la gestione della piattaforma digitale della patente a crediti. La risposta era stata un milione di euro: considerati i risultati, uno spreco. Auspico che dopo questi dati, il Governo inizi ad ascoltare il Parlamento e i correttivi che avevamo suggerito, altrimenti continueranno ad ottenere risultati fallimentari, non solo sulla patente a punti” conclude Gribaudo.

 

23/04/2026 - 13:49

“Dopo la sconfitta referendaria e i 15 milioni di italiani che hanno detto no al governo, siamo di fronte a un esecutivo in evidente difficoltà che non riesce a fermarsi, ammettere gli errori e cambiare strada. È la quarta volta che intervengono sullo stesso tema: se i tre provvedimenti precedenti hanno fallito, perché questo dovrebbe funzionare, visto che ripete la stessa strategia? Introducono nuovi reati, norme bandiera che non garantiranno più sicurezza e, nel frattempo, comprimono i diritti dei cittadini” Lo afferma Federico Gianassi, capogruppo Pd in commissione Giustizia alla Camera, intervistato sui canali social dei deputati dem, a margine dei lavori sul decreto Sicurezza.

“Pensiamo al fermo preventivo prima di una manifestazione: non è accettabile. A questo – prosegue l’esponente dem - si aggiungono norme palesemente incostituzionali. Siamo di fronte a una deriva clamorosa, mentre il Parlamento viene mortificato: a difendere il valore dell’Aula restano solo le opposizioni, con la maggioranza che diserta i lavori. Sul bonus agli avvocati per i rimpatri, voglio essere netto: è uno scandalo. L’avvocatura, in una democrazia, è libera e indipendente, non è al servizio delle politiche del governo di turno. Qui si pretende di pagare un avvocato se raggiunge l’obiettivo del rimpatrio di un immigrato: è incompatibile con lo Stato di diritto ed è palesemente incostituzionale. Lo dimostra il fatto che, mentre questa norma non è ancora in vigore, il governo sta già intervenendo per modificarla. Siamo al paradosso: una bandiera dell’assurdo che sarebbe comica, se non riguardasse diritti fondamentali”.

“C’è – conclude Gianassi - un tentativo di banalizzare tutto questo. Non ammettono il pasticcio: hanno fatto un decreto e contemporaneamente lavorano per cambiarlo. È molto più di un errore, è un’azione legislativa gravissima che viola principi costituzionali. Il Governa riconosca gli sbagli, chieda scusa e si fermi. Andare avanti mette a rischio i diritti dei cittadini”.

 

23/04/2026 - 13:34

“I commissariati in Provincia di Enna non saranno potenziati: i presidi di Piazza Armerina, Leonforte e Nicosia, verranno ancora penalizzate nonostante il loro ruolo strategico per garantire la sicurezza pubblica in un territorio marginale già caratterizzati da carenze di personale, criticità logistiche e dalla chiusura del tribunale di Nicosia. Eppure il governo preferisce misure repressive ed emergenziali che non hanno portato alcun beneficio, senza investire su prevenzione e presenza concreta dello Stato”. Lo dichiara la deputata del PD Maria Stefania Marino sul suo ordine del giorno al Decreto Sicurezza respinto oggi dall’Aula di Montecitorio.
“Questa bocciatura ribadisce tutta la distanza tra la propaganda della destra e la realtà quotidiana delle forze di polizia e dei cittadini. Senza organici adeguati e risorse nei territori, la sicurezza resta solo uno slogan. Continuerò a battermi perché si invertano i tagli e si avvii un piano straordinario per rafforzare la presenza dello Stato nelle aree interne, a partire proprio dalla provincia di Enna, troppo spesso dimenticata dalle scelte del governo”, conclude la parlamentare dem.

 

23/04/2026 - 11:28

"La cosa che trovo veramente incredibile è che, una volta verificato e certificato che l'articolo 30-bis, della apologia di infedele patrocinio, come è stata definita da alcuni, presenta elementi di anticostituzionalità, tanto che lo stesso governo vuole correggerlo, si scelga di farlo con un nuovo decreto-legge anziché permettere alla Camera di svolgere il suo lavoro. Si sta decidendo deliberatamente di non consentire al Parlamento di intervenire nel merito, e questo è inaccettabile". Lo ha detto in Aula alla Camera, il deputato Andrea Casu, della presidenza del Gruppo PD, intervenendo in dichiarazione di voto sul complesso degli ordini del giorno al decreto Sicurezza.

"È una forzatura dietro l'altra: in Commissione – aggiunge l’esponente dem - abbiamo avuto un solo giorno e abbiamo lasciato sul campo 701 votazioni. In Aula, venti colleghi non sono potuti intervenire in discussione generale e 130 ordini del giorno non sono stati discussi. Eppure i nostri ordini del giorno sono stati costruttivi: abbiamo chiesto di andare oltre sulla sicurezza nel trasporto ferroviario e pubblico locale, raccogliendo le richieste dei lavoratori. Questo lavoro parlamentare voi lo state negando. I numeri parlano chiaro: dal 2022 al 2025 la Polizia di Stato ha perso 2.000 effettivi. Non si può continuare a fare finta che ci siano più risorse e più personale”.

“E intanto – conclude Casu - avete bocciato i nostri emendamenti per lo scorrimento integrale della graduatoria di 2.700 vice ispettori già idonei, con graduatoria vigente fino all'aprile 2027, appellandovi alla mancanza di coperture. Le stesse coperture che trovate per bandire nuovi concorsi. Le risorse servono a pagare i concorsi o a pagare gli agenti? Si agisce sempre sulla repressione, che non funziona, e mai sulla prevenzione, che serve. Avete perso l'ennesima occasione, ma noi continueremo a opporci con tutte le nostre forze".

 

23/04/2026 - 10:56

“Una buona notizia per il nostro territorio. La questura di Modena sarà elevata in fascia A al pari delle grandi città del nostro Paese. Il governo, infatti, ha accolto integralmente un ordine del giorno che ho presentato come primo firmatario, insieme alla collega Guerra, al decreto Sicurezza sul quale ha aggiunto la sua firma la deputata Dondi di Fdl. Finalmente dopo tre anni di rinvii, titubanze e bocciature di emendamenti e ordini del giorno che ho presentato su molti provvedimenti, tra i quali la Legge di bilancio, l’obiettivo è stato raggiunto. La nuova classificazione consentirà alla questura di avere organici, risorse e mezzi aggiuntivi per rispondere alle esigenze di sicurezza di famiglie ed imprese.

C’è da percorrere ora l’ultimo miglio e far sì che il governo trasformi rapidamente l’impegno in atti conseguenti. Seguiremo passo dopo passo l’evolversi della situazione per evitare lungaggini burocratiche e ulteriori ritardi. Una cosa è certa però. Non si potrà tornare più indietro”.

Così il deputato dem, Stefano Vaccari, segretario di Presidenza della Camera.

 

22/04/2026 - 19:22

"Rilievi tecnici" così Giorgia Meloni ha derubricato le osservazioni del Quirinale sull'incostituzionalità del decreto sicurezza su cui si discute oggi alla Camera. Altro che "rilievi tecnici". Qui parliamo di una misura che mina uno dei principi cardine della Costituzione che è il diritto alla difesa che Meloni intendeva comprimere usando l’avvocatura come strumento per mettere in atto il piano di remigrazione. La premier, non è riuscita a farla franca neanche in questa circostanza ma pur di non riconoscere l'incapacità del suo governo di scrivere una norma, parla del presidente della Repubblica come fosse un grigio burocrate e non come di colui che è chiamato a garantire la tutela della Costituzione.
E così siamo chiamati a votare un decreto destinato a essere contraddetto dallo stesso governo un minuto dopo l'approvazione. Una situazione paradossale.
Per questo ho presentato un ordine del giorno in cui si impegna il governo a rimuovere dal decreto ogni norma che viola i principi costituzionali e i diritti delle persone come quella che prevede una remunerazione di 615 euro agli avvocati che convincono i loro clienti migranti al rimpatrio volontario e l'abolizione del gratuito patrocinio per i ricorsi contro le espulsioni.
Ma dato che la maggioranza, per tensioni interne, ha tenuto per 55 giorni il decreto in ostaggio al Senato, saremo costretti a discutere gli ordini del giorno in piena notte, in un tour de force che sarebbe stato del tutto evitabile se il governo avesse fatto l'unica cosa sensata da fare: ritirare il decreto". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

22/04/2026 - 18:40

“La destra continua a fare cose che non servono e non fa quello che serve: non dà le risorse ai comuni per la prevenzione, non aumenta il numero delle forze dell'ordine, anzi ha ridotto di 2mila unità la Polizia di Stato, non interviene su nulla di quello che può veramente impattare con la vita dei cittadini a partire dal tema dei giovani. La destra sta criminalizzando una generazione, dà la responsabilità della criminalità alle ragazze e ai ragazzi di questo Paese, cioè a quegli stessi ragazzi con cui bisognerebbe stringere un patto per ridurre il disagio e i tanti tipi di fragilità, economica, lavorativa, abitativa, esistenziale. Questi ragazzi e ragazze hanno bisogno del nostro aiuto non delle accuse di questa destra. L'attacco al diritto alla difesa dimostra che per questa maggioranza non tutti hanno gli stessi diritti. Siamo in piena fattoria degli animali di Orwell. Gli stranieri sono ritenuti un pochino meno umani degli altri e non devono godere dei diritti che la nostra società riconosce a tutti”.

Così il deputato dem, Matteo Mauri, responsabile nazionale Sicurezza del Pd e già viceministro dell’Interno, intervenendo alla Camera sulla fiducia al Dl Sicurezza.

“Il fallimento di questo governo sul tema della legalità e della sicurezza - ha aggiunto - è evidente a tutti. E’ talmente evidente che addirittura la presidente del Consiglio è venuta in quest'Aula a dire che non è soddisfatta. Del resto, basta parlare con le persone per strada per capire che il senso di insicurezza è cresciuto in questi anni. Ed è cresciuto con la destra al governo, cioè proprio con chi aveva fatto la campagna elettorale dicendo ‘ci pensiamo noi, siamo pronti, arriviamo e risolviamo ogni problema’. Gli ultimi dati consolidati dicono che i reati sono in crescita del 6,4% rispetto all'ultimo anno della scorsa Legislatura. Solo il ministro degli Interni fa il gioco delle tre carte tirando fuori dal cassetto dati che ha solamente lui e che continua a cambiare. E’ inaccettabile questa assimmetria informativa e cioè che chi ha il potere ne abusi e usi alcuni di quei dati per fare propaganda, invece che metterli a disposizione di tutti. Questo è un punto fondamentale che ha a che fare con la democrazia sostanziale. Questo decreto - ha concluso - è inaccettabile e per questo con tutta la forza che abbiamo non solo votiamo No, ma faremo di tutto per impedire a questa maggioranza di continuare a sbagliarle tutte calpestando la Costituzione”.

 

22/04/2026 - 17:33

“Siamo di fronte all’ennesimo decreto sbagliato che ha la sicurezza solo nel nome, ma che non produrrà alcun effetto migliorativo nelle nostre città, come chiedono i nostri Sindaci. La presidente Meloni ha provato ad ammettere che c’era qualcosa che non andava, ma poi ha ripresentato le stesse identiche ricette: aumentare i reati e aumentare le pene, senza intervenire sulle cause che determinano i fenomeni di insicurezza. Un conto è reprimere un reato quando è già successo, un altro è evitare che accada: è così che si garantisce la sicurezza dei cittadini”. Lo afferma Simona Bonafè, vicepresidente vicaria del Gruppo Pd alla Camera.

“Nonostante sia un provvedimento sbagliato – aggiunge l’esponente dem - vanno avanti lo stesso, combinando anche un pasticcio istituzionale. Il Parlamento si appresta ad approvare un decreto che contiene una norma incostituzionale, quella che prevede compensi agli avvocati per favorire i rimpatri volontari dei loro assistiti, su cui il Colle ha già espresso rilievi negativi”.

“Eppure – conclude Bonafè - si procederà con l’ennesimo voto di fiducia, salvo poi un decreto correttivo del Consiglio dei ministri. Questa è la dimostrazione non solo dell’incapacità di governare i temi della sicurezza, ma dell’incapacità di governare tout court”.

 

22/04/2026 - 16:30

“Bastava fare tre giorni intensivi di diritto per capire che il bonus agli avvocati per favorire i rimpatri volontari dei loro assistiti, era una norma manifestamente incostituzionale, perché gli avvocati sono liberi e indipendenti e non possono essere pagati per andare contro il loro assistito. Si tratta di una sorta di infedele patrocinio”. Così Debora Serracchiani, deputata e responsabile nazionale Giustizia del partito Democratico.

“Purtroppo – aggiunge l’esponente dem - questo decreto sicurezza è solo repressione. Non prevede un euro per la prevenzione e soprattutto non sappiamo se c’è adeguata copertura finanziaria”.

“C’è un tema serio – conclude Serrachiani - di copertura economica. Nei fatti sembrano dare più soldi, non sappiamo ancora quanti, ma tolgono la possibilità di fare assunzioni nell’organico delle forze dell’ordine perché prendono le risorse dalle facoltà assunzionali. E sappiamo che le forze dell’ordine nel nostro Paese mancano e anche tanto”.

 

22/04/2026 - 14:53

“Governo ascolti grido di dolore della logistica: la proclamazione del fermo nazionale dell’autotrasporto merci da parte delle principali organizzazioni di settore rappresenta un segnale gravissimo che non può essere sottovalutato.

Siamo di fronte a una crisi profonda, aggravata dall’impennata dei costi legata alla situazione internazionale, che sta mettendo in seria difficoltà migliaia di imprese e rischia di produrre conseguenze rilevanti sull’intero sistema economico nazionale.

I provvedimenti finora adottati dal Governo si sono rivelati insufficienti rispetto alla portata dell’emergenza e, in alcuni casi, hanno finito per travestire da sostegni mere operazioni contabili penalizzando proprio l’autotrasporto professionale, che garantisce la continuità della catena logistica e ha investito in innovazione, sostenibilità ambientale e sicurezza.

È particolarmente grave che, nonostante le ripetute richieste delle associazioni di categoria, non sia stato ancora attivato un confronto strutturato con un comparto che rappresenta circa 100 mila imprese e 500 mila lavoratori.

È necessario intervenire con urgenza attraverso l’emanazione del decreto attuativo del credito d’imposta già previsto, ristori compensativi per il mancato rimborso delle accise, misure immediate a sostegno della liquidità delle imprese, la piena attuazione dei provvedimenti normativi e il rafforzamento degli strumenti contrattuali, nonché l’immediata compensazione dei rimborsi accise.

Non è più il tempo dei tavoli tecnici serve un’assunzione di responsabilità politica. Il Governo riconosca il ruolo strategico della logistica per il Paese e adotti tutte le misure necessarie per evitare che siano gli italiani a pagare il prezzo del fallimento di Meloni e Salvini portando allo scontro imprese e lavoratori invece di tutelarli di fronte alle difficoltà”.

Dichiarano in una nota i deputati Pd Andrea Casu e Claudio Stefanazzi insieme al Senatore Antonio Misiani, responsabile Economia, Finanze, Imprese e Infrastrutture della segreteria nazionale del Partito Democratico.

 

22/04/2026 - 13:20

La verifica della copertura finanziaria di un provvedimento è un passaggio sostanziale e fondamentale per l’equilibrio di bilancio e il rispetto della Costituzione. Il parere “favorevole” al Decreto Sicurezza espresso dalla Commissione Bilancio mostra evidenti dubbi sulla quantificazione degli oneri e sulla copertura economica di alcune norme e dunque in contrasto all’articolo 81 della Costituzione.

Per questo i capigruppo di opposizione hanno chiesto un incontro al Presidente Fontana per chiarire le fonti di finanziamento del decreto, per una riflessione sul ruolo della Commissione e sulla qualità del processo legislativo sotto il profilo finanziario.

Di seguito il testo della lettera.

Onorevole Presidente,

con la presente intendiamo sottoporre alla Sua attenzione una questione di particolare rilievo istituzionale concernente il ruolo e le funzioni della Commissione bilancio, con specifico riferimento all’esercizio delle prerogative connesse alla verifica del rispetto dell’articolo 81 della Costituzione.

Nel corso dell’esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge in materia di sicurezza (A.C. 2886), sono emerse criticità significative sotto il profilo della quantificazione degli oneri e della relativa copertura finanziaria di alcune disposizioni – in particolare degli articoli 19, 20, 21 e 24 – che incidono su istituti suscettibili di produrre effetti finanziari rilevanti.

In particolare, il ricorso a formulazioni generiche, quali il riferimento alle “facoltà assunzionali previste a legislazione vigente”, non appare idoneo a soddisfare il requisito costituzionale della previa quantificazione degli oneri, né a garantire una effettiva dimostrazione della copertura. A fronte di puntuali richieste di chiarimento formulate in sede consultiva dalla Commissione bilancio, il Governo non ha fornito elementi informativi idonei a consentire una verifica compiuta degli effetti finanziari delle norme.

Nonostante tali carenze istruttorie, la Commissione bilancio ha espresso parere favorevole sul provvedimento. Tale circostanza pone un problema di ordine generale, attinente al corretto esercizio della funzione di garanzia che la Commissione è chiamata a svolgere nell’ambito del procedimento legislativo.

Come è noto, la verifica della copertura finanziaria non costituisce un adempimento meramente formale, ma rappresenta un presidio essenziale a tutela dell’equilibrio di bilancio e della conformità delle leggi ai principi costituzionali. In tale prospettiva, la mancanza di una puntuale quantificazione degli oneri rischia di determinare uno scostamento tra il piano formale delle dichiarazioni di neutralità finanziaria e quello sostanziale degli effetti reali delle disposizioni.

Alla luce di quanto sopra, si ritiene opportuno avviare una riflessione condivisa sul ruolo effettivo della Commissione bilancio e sulle modalità con cui essa esercita le proprie funzioni istruttorie e di garanzia, al fine di assicurare il pieno rispetto delle prerogative parlamentari e dei vincoli costituzionali.

Pertanto, Le chiediamo di voler valutare l’opportunità di un incontro con la Presidenza della Camera, cui possano partecipare i Presidenti dei gruppi parlamentari, finalizzato ad approfondire le questioni sopra richiamate e ad individuare possibili linee di indirizzo volte a rafforzare la qualità del procedimento legislativo sotto il profilo finanziario.

Confidando nella Sua sensibilità istituzionale sul tema, restiamo in attesa di un Suo cortese riscontro.

 

 

22/04/2026 - 13:12

“Sul decreto sicurezza il Governo costruisce una narrazione che non regge ai numeri. Le nuove assunzioni nelle forze dell’ordine, così come sono previste, non rafforzano davvero la presenza sul territorio: sono coperte a parità di risorse e riducono il potenziale operativo complessivo”. Lo dichiara il deputato Pd Silvio Lai, componente della commissione Bilancio.

“Lo segnalano chiaramente i rilievi del Servizio Bilancio: si interviene sulla composizione degli organici aumentando i costi medi, ma senza incrementare le capacità assunzionali e le risorse necessarie a coprirle. In più si apre al rischio di contenziosi interni per disparità di trattamento che il Governo non ha chiarito in commissione bilancio. Il risultato è semplice: meno unità operative disponibili”.
“Questo riguarda tutto il comparto sicurezza – prosegue Lai – e smonta la narrazione del Governo: non siamo di fronte a un rafforzamento, ma a un’operazione che rischia di restare solo sulla carta”.
“È un decreto costruito senza una strategia, corretto in corsa dalla stessa maggioranza. Si moltiplicano norme e reati, ma non si rafforza lo Stato dove serve”.
“La sicurezza non si costruisce con operazioni cosmetiche, ma con scelte coerenti e strutturali che qui non si vedono”.

 

22/04/2026 - 12:10

“Il governo Meloni ha fatto perdere tempo al Paese e agli italiani: un tempo che altrove non è stato perso e che i nostri principali competitor stanno usando per correre più avanti. I numeri sull’andamento economico confermano il fallimento della ricetta dell’esecutivo e consegnano un dato inequivocabile: il bilancio della legislatura è definitivo ed è fallimentare sia da un punto di vista istituzionale che economico e sociale”. Lo afferma Chiara Braga capogruppo del Pd alla Camera.

“Sul piano economico l’esecutivo non ha salvaguardato il potere d’acquisto né varato politiche efficaci per rilanciare la produzione industriale. Le criticità sui conti pubblici dimostrano che senza PNRR il Paese sarebbe in recessione. Inoltre, le misure adottate in questi anni di legislatura hanno avuto effetti recessivi, rallentando la crescita sostenuta dal PNRR, che resta l’unica leva di sostegno della nostra economia”.

“Il quadro è quello di un esecutivo depotenziato – aggiunge Braga –: la presidente del Consiglio incapace di reagire alla batosta referendaria; il ministro della Giustizia fuori gioco; il ministro degli Esteri che ha marginalizzato l’Italia nei principali tavoli internazionali; il ministro dell’Interno sfiduciato in parlamento dalla stessa premier per le risposte inefficaci sulla sicurezza; e il ministro dell’Economia ora chiamato a chiarire come intervenire sui conti, dopo un impianto fondato sull’uscita dalla procedura di infrazione. C’è da essere molto preoccupati: il bilancio politico della legislatura – conclude Chiara Braga – è chiuso e certifica il fallimento dell’azione di governo su tutta la linea”.

 

22/04/2026 - 10:37

Quello che sta succedendo alla Camera sul Decreto Sicurezza fa danni al di là del contenuto formale del provvedimento. Su più fronti: il Parlamento viene esautorato e ridotto a ratificare decisioni già prese; il governo appare arrogante e poco rispettoso delle regole costituzionali; il Presidente della Repubblica viene costretto a confrontarsi con atti tra loro incoerenti.

La verità è che questa destra, incapace di produrre risultati concreti per il Paese, prova a nascondere una legislatura inconcludente attraverso forzature continue e una deriva autoritaria. Si colpiscono le istituzioni, si comprimono gli spazi di confronto, si reprime il dissenso, trattando gli organismi democratici come fossero una proprietà di parte.

Per il Pd difendere il Parlamento, la Costituzione e il rispetto delle regole non è un’opzione, è un dovere.

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati

 

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