“Il calendario dei lavori imposto dalla maggioranza sul decreto sicurezza rappresenta una forzatura inaccettabile, tanto più grave perché riguarda un provvedimento delicato che incide su diritti e garanzie fondamentali. Non è questo il modo di assicurare un confronto serio e rispettoso delle istituzioni”.
Lo dichiarano i deputati del Partito democratico della Commissione Affari costituzionali della Camera.
“Il Partito democratico – proseguono – partecipa ai lavori della Commissione per senso di responsabilità e rispetto istituzionale: un dovere nei confronti del Parlamento e dei cittadini. Questo, però, non può essere scambiato per accettazione passiva di un metodo che continua a comprimere i tempi e a svuotare il ruolo della Camera, impedendo un esame approfondito del testo”.
“Ancora una volta la maggioranza forza il calendario parlamentare su un provvedimento delicato e complesso, che incide su aspetti sensibili per la vita delle persone e per l’equilibrio democratico del Paese. Sarebbe stato necessario garantire un confronto serio, trasparente e approfondito, dentro e fuori dal Parlamento, invece di imporre l’ennesimo decreto”.
“Si tratta del quarto intervento di questo governo in materia di sicurezza: un dato che conferma un approccio fatto di annunci e propaganda, privo di una visione organica e di risultati concreti. La sicurezza non si costruisce con scorciatoie procedurali, ma con politiche serie, investimenti adeguati e pieno rispetto delle istituzioni”.
“Continueremo a batterci per un confronto dignitoso e per avanzare proposte credibili, che mettano al centro la sicurezza dei cittadini, lo Stato di diritto e la coesione sociale”, concludono i deputati dem.
"La manifestazione sulla Tirrenica ha mandato un segnale forte e chiaro: basta promesse e slogan, il governo torni indietro e rifinanzi l'ammodernamento e la messa in sicurezza della strada. Cittadine, cittadini, associazioni, enti locali chiedono risorse e tempi certi. Aspettiamo adesso una presa di posizione netta da parte di Giorgia Meloni e del ministro Salvini".
Così il capogruppo Pd in commissione Ambiente, Marco Simiani, a margine dell'evento svolto oggi a Capalbio.
"I migranti sono "delinquenti", le ong che salvano vite in mare sono "scafisti", le ragazze e i ragazzi che manifestano per Gaza sono "amici di Hamas". La narrazione tossica delle destre avvelena il dibattito pubblico e sporca tutto ciò che è bello, a partire dalla solidarietà e dall'accoglienza. Di questo abbiamo parlato oggi alla Global Progressive Mobilisation di Barcellona, durante il panel organizzato da Solidar, che ringrazio per l'invito, sulla discrepanza tra i fatti che riguardano il fenomeno della migrazione e il modo in cui vengono rappresentati dalle destre in tutto il mondo.
Una narrazione che alimenta paure e odio e che nasconde la totale incapacità dei sovranisti di risolvere i problemi reali delle persone. Sono loro che creano insicurezza, è una loro scelta, perché su questo investono politicamente, alimentando la paura. Noi progressisti dobbiamo capovolgere il paradigma. A generare insicurezza sono le disuguaglianze sociali, la marginalizzazione e l'invisibilità a cui le politiche della destra costringono le persone migranti che diventano facile capro espiatorio della rabbia sociale. E' solo combattendo la marginalità sociale e l'esclusione, investendo in accoglienza, che si pongono le basi per società più sicure e più giuste per tutte e tutti. In questa prospettiva i partiti di sinistra non devono seguire la destra per timore di perdere voti, ma ribadire con forza la propria identità che è agli antipodi rispetto a quella della destra e fornire un’alternativa reale di gestione dell’immigrazione, farlo con nuovo slancio, coinvolgendo sempre più persone e rafforzando la cooperazione con la società civile". Lo dichiara, dalla Global Progressive Mobilisation, Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Apprendiamo dalla stampa che nel nuovo istituto penale per minorenni di Rovigo, inaugurato da pochi mesi, si sarebbero verificati momenti di forte tensione e insubordinazione e che nella serata del 14 aprile un giovane detenuto ha tentato di togliersi la vita nella propria cella ed è stato salvato grazie al tempestivo intervento degli agenti della Polizia penitenziaria. Come ho appurato nella mia visita al penitenziario, l’istituto è di fatto ancora un cantiere: alcune aree risultano incomplete, diversi lavori non sono stati ultimati e mancano ancora infrastrutture essenziali per il pieno funzionamento della struttura”. Lo dichiara la deputata PD, Nadia Romeo che ha presentato un'interrogazione parlamentare per avere chiarezza e un pronto intervento del governo nell'istituto penale per minorenni di Rovigo.
“Ancora non sono presenti e operativi tutti i 45 poliziotti in dotazione – aggiunge la parlamentare - e risulta assente una mensa per il personale. Ma soprattutto manca un presidio stabile di sanità penitenziaria: il medico assegnato risulterebbe ancora in carico alla casa circondariale ed è l’unica unità disponibile, mentre il personale infermieristico viene reperito dalla medesima struttura”. “Queste e altre ulteriori criticità sulla sicurezza e compatibilità della struttura con il contesto urbano, rischiano di incidere in maniera significativa sul clima interno dell’istituto e sul benessere dei ragazzi, contribuendo ad alimentare situazioni di tensione e disagio”, conclude Romeo.
“Mentre il ministro Lollobrigida utilizza la vetrina di Vinitaly per continuare a criticare l'Unione europea, resta il dubbio se il governo italiano si sia mosso seriamente per affrontare il problema del blocco dei fertilizzanti dovuto alla guerra sullo Stretto di Hormuz”. Lo dichiara la deputata PD Maria Stefania Marino durante il Question Time alla Camera con il ministro Lollobrigida.
“La crisi sullo Stretto del Golfo Persico, che sta facendo esplodere i costi dei fertilizzanti con aumenti del 50% - aggiunge la parlamentare - ha effetti immediati sui raccolti e sui prezzi di pane e pasta. Servono dunque scelte immediate, sostegno diretto agli agricoltori, lo stop ai costi aggiuntivi e un piano per rafforzare l'autonomia produttiva”.
“Alle promesse seguono i fatti altrimenti il governo continuerà a scaricare su imprese e cittadini l'ennesima crisi agricola che aumenta l'inflazione e l'insicurezza alimentare. Il tempo delle scuse, delle attese è finito: gli italiani vogliono fatti concreti”, conclude Marino.
“Dopo oltre 3 anni e mezzo di governo il ministero delle Infrastrutture ammette candidamente che non sono stati ancora quantificati i costi di progettazione per il passaggio di consegne da Sat ad Anas deciso e finanziato dal governo Draghi nel 2022. Adesso abbiamo la certezza che la destra ha deliberatamente rallentato questa procedura per sottrarre le risorse già stanziate e utilizzarle in altro modo. Il Mit ha addirittura chiuso ogni speranza su una rapida messa in sicurezza dei tratti maggiormente pericolosi, come quello in prossimità di Capalbio, rimandando ogni intervento al futuro passaggio di consegne da Anas e Sat. A questo punto è evidente che ogni nostra proposta per completare l’infrastruttura con Meloni e Salvini non potrà mai essere approvata. Sarà soltanto con il governo di centrosinistra che questa infrastruttura verrà realizzata”. Lo dichiara il capogruppo Pd in commissione Ambiente della Camera Marco Simiani, in merito alla risposta, in data odierna, del Mit ad una interrogazione sulla Tirrenica.
Il Partito Democratico ha depositato un’interrogazione a risposta in Commissione al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, per chiedere chiarimenti su una bozza di decreto ministeriale relativa al riassetto organizzativo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria.
Lo rende noto la responsabile nazionale Giustizia del Pd, la deputata democratica Debora Serracchiani.
Nel testo - sottoscritto anche dai componenti dem della
Commissione giustizia della Camera Gianassi, Lacarra, Scarpa e Di Biase - si richiama il decreto del Presidente della Repubblica n. 189 del 2025, che ha istituito la Direzione generale delle specialità del Corpo di polizia penitenziaria, alla quale è attribuito un ruolo di coordinamento di diverse articolazioni operative particolarmente sensibili, tra cui il Gruppo operativo mobile, il Gruppo di intervento operativo, l’Ufficio per la sicurezza e la vigilanza e il Nucleo investigativo centrale. Queste strutture, secondo l’assetto vigente, restano comunque alle dipendenze funzionali del Capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria.
Secondo quanto evidenziato nell’interrogazione, la bozza di decreto ministeriale in esame andrebbe oltre questo perimetro, prevedendo che tali articolazioni operative non rispondano più direttamente al Capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, ma siano poste alle dipendenze della nuova Direzione generale delle specialità.
Una modifica che, secondo il Pd, determinerebbe un cambiamento sostanziale dell’assetto delle competenze, trasformando il ruolo della Direzione generale da funzione di coordinamento a rapporto di vera e propria dipendenza gerarchica. Una distinzione considerata rilevante perché inciderebbe direttamente sull’equilibrio dei poteri e sulle responsabilità amministrative all’interno dell’amministrazione penitenziaria, alterando il rapporto tra strutture operative e vertice del Dipartimento. L’interrogazione chiede a Nordio di chiarire dal momento che la differenza tra coordinamento e dipendenza gerarchica non sia solo formale, ma produca effetti concreti sull’organizzazione e sulla catena delle responsabilità.
“Alla luce delle dichiarazioni della Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, sul via libera prossimo della app europea per la verifica dell’età, emerge con ancora più forza la piena attualità della proposta italiana e la possibilità per il nostro Paese di essere avanguardia in Ue”.
Lo dichiara Marianna Madia, prima firmataria alla Camera della proposta di legge bipartisan che introduce un’età minima per l’accesso ai social network.
“Si tratta di una proposta solida e possibile, costruita in modo trasversale tra le forze politiche, pienamente coerente con la direzione indicata dalle istituzioni europee. È la dimostrazione che, quando si parla di sicurezza e benessere dei più giovani, il Parlamento può lavorare insieme superando le divisioni”.
“Non possiamo permettere che altri Paesi europei ci superino su un tema così decisivo. Gli strumenti ci sono e il consenso politico anche: manca solo l’ultimo passaggio’’
“L’approvazione definitiva della legge può avvenire in tempi rapidissimi: bastano poche ore di lavoro in Senato per approvare una normativa all’avanguardia e una risposta concreta alle famiglie”.
“Se il Governo dovesse procedere con ulteriori ritardi o ricominciando da zero, si assumerebbe una grave responsabilità politica e istituzionale, penalizzando
la tutela dei minori e il ruolo guida dell’Italia in Europa”.
“Agire subito significa proteggere i più giovani e contribuire a un modello europeo più responsabile nell’uso delle piattaforme digitali. L’Italia può e deve essere capofila di questo percorso”.
Ministro sta sottovalutando, colpiti luoghi simboli del nostro patrimonio, inattività Governo crea disagi e truffe
“Dopo quanto accaduto agli Uffizi, apprendiamo ora che anche il Colosseo è stato colpito da un attacco hacker che ha messo in difficoltà il sistema di prenotazione online e il sito. I campanelli d’allarme stanno suonando sempre più forte e ci dicono con evidenza che il nostro patrimonio culturale non è adeguatamente protetto negli ambienti digitali”. Così Irene Manzi, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Cultura alla Camera. “Negli ultimi anni il Ministro Giuli ha ereditato risorse ingenti per il rafforzamento digitale del patrimonio culturale italiano e dei luoghi della cultura. Il PNRR prevedeva misure significative proprio su questi ambiti. A pochi mesi dalla chiusura del progetto europeo, chiediamo: quanto di quanto programmato è stato effettivamente realizzato? Qual è oggi lo stato della sicurezza digitale del nostro patrimonio? E cosa sta facendo concretamente il Ministero per prevenire e contrastare questi attacchi? Al momento – prosegue Manzi – abbiamo l’impressione che il Ministro apprenda dai giornali quanto sta accadendo, senza che risultino dichiarazioni o iniziative tempestive per fronteggiare la situazione. Siamo di fronte a una preoccupante sottovalutazione di un fenomeno che invece richiede la massima attenzione. L’inattività di Giuli ha già effetti negativi concreti per cittadini e visitatori: i disagi nei sistemi ufficiali spingono infatti molte persone a rivolgersi a piattaforme non sicure e non ufficiali, con il rischio di pagare costi maggiori e di incorrere in truffe. La sicurezza digitale è ormai parte integrante della tutela del patrimonio culturale. Per questo il Partito Democratico annuncia la presentazione di una nuova interrogazione parlamentare sul caso Colosseo, che si aggiunge a quella già depositata sugli Uffizi. Due luoghi simbolo del nostro patrimonio sono sotto attacco: fare finta di nulla è molto grave. Il Ministro Giuli riferisca al Parlamento cosa sta facendo”.
"Tre ordini del giorno approvati in tre anni sulla stessa opera e, nel frattempo, zero risultati: il museo per la memoria della strage di Viareggio resta fermo alle parole. È un esercizio ormai rodato quello della maggioranza: votare impegni in Aula, salvo poi lasciarli cadere nel vuoto. Parliamo di una tragedia che ha segnato profondamente il paese, con 32 vittime e oltre 100 feriti, e di un progetto che unirebbe memoria e sicurezza ferroviaria. Ma evidentemente, per la destra il tempo degli annunci è infinito". Lo dichiarano in una nota congiunta i deputati Dem Marco Simiani ed Emiliano Fossi.
"Non solo: la proposta di legge sull'istituzione del museo della strage di Viareggio che abbiamo depositato nel 2023 è bloccata da mesi in Commissione Cultura alla Camera e la destra, con un espediente tecnico, l’ha persino abbinata a un testo della maggioranza di due anni fa, utilizzandolo come base nel tentativo maldestro di sottrarne la paternità al Partito Democratico. Un’operazione tanto evidente quanto poco dignitosa. A questo punto diciamo: fate pure come volete, intestatevela, riscrivetela, cambiatele titolo — ma approvatela. Perché dopo anni di impegni disattesi, almeno la memoria delle vittime merita rispetto", concludono i deputati Pd.
“Giovedì scorso la Presidente Meloni ci ha presentato la sua agenda per il rilancio dell'azione di Governo, ma non abbiamo mai sentito pronunciare le parole ‘trasporto’ o ‘trasporti’. Non l'abbiamo sentita perché esiste un limite perfino alla propaganda di questo governo”. Lo ha detto in Aula alla Camera il deputato Pd Andrea Casu, vicepresidente della commissione Trasporti annunciando il voto favorevole alla mozione unitaria presentata insieme da Pd, Movimento 5 Stelle, Avs, Italia Viva e Più Europa, sul trasporto pubblico locale.
Affrontando il tema della sicurezza sui mezzi pubblici e delle risorse stanziate dal governo l’esponente dem ha aggiunto: “Il lavoro fatto insieme da sindacati e imprese punta a garantire una sicurezza reale, che non interviene solo dopo le aggressioni ma agisce anche sulla prevenzione sul territorio. È inspiegabile la contrarietà del governo a riconoscere il carattere usurante del lavoro degli operatori del settore, compresi internavigatori e tranvieri. Non si capisce perché una persona che lavora su un vaporetto debba essere trattata diversamente rispetto a chi lavora su un autobus: è una scelta di civiltà che va nella direzione di ridurre diseguaglianze anche sul piano previdenziale. E sulla questione dei fondi a disposizione la realtà è chiara: ci sono tagli alle risorse, nonostante l’aumento dei costi e dell’inflazione. Il governo scarica il peso su regioni, enti locali e cittadini, senza affrontare il problema. Si registrano ritardi nei fondi e nessun intervento sul caro carburanti. Così si aggravano le disuguaglianze territoriali e si peggiorano i servizi. È una scelta grave e irresponsabile, che colpisce direttamente lavoratori e utenti”.
“Tra le nostre proposte – ha concluso Casu – ci sono la gratuità del trasporto pubblico per gli studenti e il diritto al ritorno a casa dei fuori sede, misure costruite insieme al coordinamento nazionale dei circoli per la mobilità. Così come è fondamentale dare continuità alle norme che abbiamo promosso per liberare le strade delle città da situazioni di degrado e illegalità. Dire no a queste proposte non significa solo respingere le iniziative dell’opposizione, ma ignorare il grido che arriva da imprese, sindacati, lavoratori e passeggeri. Un grido che il governo non ascolta, ma a cui noi vogliamo dare risposta. Il cambiamento non è più rinviabile e siamo già al lavoro per costruire un’alternativa credibile per il futuro del trasporto pubblico”.
“È evidente che nel sistema informatico dell'Università La Sapienza c'è un grande problema di sicurezza e fragilità e il Governo non deve solo dirci cosa ha fatto dopo l’attacco per ripristinare la situazione ma quello che intende fare per evitare che possa ripetersi. La sottosegretaria Bergamotto non risponde alla domanda posta dal PD che, da tempo, ha presentato una proposta di legge di delega al Governo per la definizione di una strategia nazionale per il contrasto degli attacchi informatici a scopo di estorsione. Il tema del ransomware è di assoluta urgenza ma non si vede alcuna traccia da parte del governo di correre ai ripari né di alzare concretamente il livello di guardia del sistema nazionale di difesa da questo tipo di attacchi informatici”. Lo dichiara il deputato PD, Andrea Casu nell'interrogazione posta insieme al collega Matteo Mauri, Responsabile Sicurezza del Partito Democratico sull'attacco hacker che ha colpito l'Università La Sapienza di Roma.
“Da tempo – aggiunge il parlamentare dem - il PD continua a sollecitare la costruzione di strumenti che consentano di colmare il gap di sicurezza informatica per rendere resiliente il sistema pubblico e privato, non solo adeguarlo alla normativa comunitaria ma costruire una strategia di supporto alle nuove norme e agli oneri gravanti. Ma registriamo una totale indisponibilità da parte del governo a rispondere alla nostra richiesta di confronto e al tempo spesso ci viene negata la trasparenza sulle scelte politiche che si stanno facendo sulla sicurezza dei nostri dati visto che si sono rifiutati di rispondere all’interpellanza urgente firmata da 50 parlamentari per chiedere informazioni sulle intese fatte con Peter Thiel, su cui risulta dalla stampa che ci siano accordi presi dai ministeri della Difesa e degli Interni sulla sicurezza dei dati sensibili”. “Il problema è enorme circa l'uso politico delle banche dati – sottolinea - e il governo non può continuare a tenere la testa sotto la sabbia”. “È dunque necessario utilizzare sempre più tecnologie italiane ed europee, tecnologie proprietarie e dare a istituzioni, imprese e cittadini gli strumenti necessari per la difesa dagli attacchi. Ma soprattutto è necessaria chiarezza da parte del governo sugli accordi con Thiel e con i soggetti che stanno mettendo le mani sui nostri sistemi e su questo il PD continuerà a chiedere conto senza piegarsi e interferenze e interessi stranieri”, conclude Casu.
Presentato Questione time a Lollobrigida su rincari fertilizzanti
Il Partito Democratico chiede al Governo e al ministro Lollobrigida di indicare quali misure intenda adottare per evitare il boom dei prezzi alimentari e sostenere famiglie e imprese agroalimentari colpite dagli effetti della crisi nel Golfo Persico. “Quali siano le valutazioni del Governo e se abbia stimato le ricadute sulla produzione industriale e agroalimentare nel nostro Paese e sull'inflazione attesa, nonché quali misure di mitigazione intenda predisporre per tutelare le imprese del settore agroalimentare e le famiglie, a fronte degli aumenti in atto dei prezzi dei carburanti e dei fertilizzanti” chiedono i deputati e le deputate dem Antonella Forattini, Stefania Marino, Nadia Romeo, Andrea Rossi, Stefano Vaccari, Valentina Ghio, Sara Ferrari, Andrea Casu e Federico Fornaro, firmatari dell’interrogazione a risposta immediata a cui il ministro dovrà rispondere domani nel question time alla Camera. L’iniziativa nasce dalle tensioni nello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il commercio globale di fertilizzanti: da qui transita una quota rilevante di ammoniaca e circa il 45% dell’urea, componenti essenziali per la produttività agricola. “I fertilizzanti sono alla base di circa metà della produzione alimentare mondiale: senza, le rese crollano mettendo a rischio la sicurezza alimentare”, sottolineano i dem. “I prezzi sono già in aumento fino al 50% e rischiano di colpire raccolti e filiere fondamentali come pane e pasta”. Nel testo si evidenzia inoltre che i fertilizzanti possono incidere fino al 90% sui costi di produzione, mentre la disponibilità di urea è già limitata. “Servono interventi urgenti per evitare che una crisi internazionale si scarichi su imprese e famiglie. Dal Governo attendiamo risposte chiare e misure concrete”, concludono i firmatari.
“Il messaggio più devastante che ha dato nel 2026 il Governo di Giorgia Meloni è stato quello di indicare come priorità la legge elettorale e ignorare i veri problemi degli italiani. Invece di occuparsi di carovita alle stelle, stipendi più bassi d’Europa, aumenti dei carburanti, liste d’attesa record, tagli nei trasporti e fallimento nella sicurezza la maggioranza si preoccupa solo delle proprie poltrone e di come cambiare in corsa le regole del gioco per difenderle. Lo fanno perché sono in caduta libera e vogliono cercare un modo per restare aggrappati al potere. Noi dobbiamo continuare a fare esattamente il contrario: mettere in cima all’agenda le vere urgenze delle italiane e degli italiani, a partire dal lavoro che stiamo portando avanti insieme in Parlamento dove ogni giorno costruiamo proposte e iniziative condivise lavorando insieme alle altre forze di opposizione. In questi anni il Partito Democratico guidato da Elly Schlein ha dimostrato di avere le idee ben chiare sulle vere priorità del Paese e della nostra azione, non faremo l’errore di farci trascinare proprio adesso dalle difficoltà della destra in un estenuante dibattito politicista ma sono certo che continueremo insieme a tutte le altre forze politiche del centrosinistra a confrontarci sulle urgenze del Paese, anche per continuare ad aprirci e coinvolgere le nuove energie che stanno tornando a chiedere di partecipare e contribuire al cambiamento”.
Lo dichiara il deputato del Partito Democratico e vicepresidente della Commissione Trasporti, Andrea Casu, a Radio Roma 24, nella trasmissione “Sette minuti con…” condotta da Jacopo Nassi.
"E' un anno che Poste italiane ha disposto la chiusura di oltre 200 sportelli Atm in molti comuni della Puglia, Campania e Basilicata, comuni collocati per lo più in aree interne e marginali, che già di per se sono carenti purtroppo di servizi essenziali. La motivazione di tali chiusure sarebbero le continue rapine o tentativi di rapine. Poste italiane ha affermato che si tratterebbe di un provvedimento temporaneo, ma al momento non è dato sapere quanto il disagio durerà. Chiaramente i cittadini residenti in quei territori, talvolta soprattutto anziani, si trovano in estrema difficoltà poiché non possono prelevare denaro agli sportelli dopo l'orario di chiusura del servizio né durante il week-end e sono costretti a fare 30 minuti di macchina per andare a cercare uno sportello bancomat. Stesso disagio imprese ed esercizi commerciali.
Essendo Poste italiane un'azienda controllata dal Ministero dell'economia e delle finanze, chiediamo al Governo di intervenire urgentemente: il ministero convochi un tavolo con Poste italiane e definiscano una soluzione una volta per tutte. Molti dei Comuni in cui gli sportelli atm sono stati chiusi non sono oggetto di una così grave criminalità organizzata. Oltretutto è veramente una situazione paradossale quella in cui un governo, campione record per aver introdotto il maggior numero di fattispecie di reati di sempre, non sia in grado di garantire la sicurezza nelle aree degli sportelli atm di comuni piccoli o piccolissimi. Attendiamo ancora delle risposte definitive da un governo che in Aula ci dice che ancora stanno valutando". Lo dichiara Toni Ricciardi, vicepresidente del gruppo Pd alla Camera, che ha presentato una interrogazione al governo sulla situazione della chiusura degli sportelli atm ad opera di Poste italiane, nei comuni di Puglia, Campania e Basilicata.