28/02/2024 - 09:23

Ore 13, sala stampa Camera

Oggi, mercoledì 28 febbraio, ore 13, alla Camera dei Deputati si terrà la conferenza stampa del Gruppo parlamentare del Partito democratico sulla sicurezza del lavoro. “A dieci giorni dal tragico incidente di Firenze – si legge nella convocazione - ancora confusione e incertezze: il governo fa tanti annunci ma non ascolta le parti sociali,

scrive norme insufficienti quando non regressive, e si presenta in parlamento con proposte bandiera”.

Interverranno: la capogruppo democratica, Chiara Braga; la vicepresidente del Pd e presidente della commissione d’inchiesta sulle condizioni di lavoro, Chiara Gribaudo; la responsabile lavoro del Pd, Maria Cecilia Guerra; il capogruppo dem in commissione lavoro, Arturo Scotto; la capogruppo Pd in commissione Cultura, Irene Manzi.

27/02/2024 - 18:45

Ore 13, sala stampa Camera

Domani, mercoledì 28 febbraio, ore 13, alla Camera dei Deputati si terrà la conferenza stampa del Gruppo parlamentare del Partito democratico sulla sicurezza del lavoro. “A dieci giorni dal tragico incidente di Firenze – si legge nella convocazione - ancora confusione e incertezze: il governo fa tanti annunci ma non ascolta le parti sociali,
scrive norme insufficienti quando non regressive, e si presenta in parlamento con proposte bandiera”.
Interverranno: la capogruppo democratica, Chiara Braga; la vicepresidente del Pd e presidente della commissione d’inchiesta sulle condizioni di lavoro, Chiara Gribaudo; la responsabile lavoro del Pd, Maria Cecilia Guerra; il capogruppo dem in commissione lavoro, Arturo Scotto; la capogruppo Pd in commissione Cultura, Irene Manzi.

27/02/2024 - 14:40

Estendere regole cantieri pubblici anche a quelli privati.

“Al governo consigliamo di ascoltare i sindacati sulla sicurezza sul lavoro. Non si può costruire un impianto normativo escludendo la concertazione con le parti sociali. E’ un metodo sbagliato che segnala un’insofferenza per il dialogo e la ricerca comune delle soluzioni. Per le imprese, si va verso l’introduzione della patente a punti con decurtazioni del punteggio in caso di infortuni o morte dei lavoratori, ma con tempi troppo lunghi e con penalità facilmente aggirabili  con un semplice corso di formazione. E si peggiora il Durc di continuità, alzando la verifica di congruità per la manodopera per lavori oltre una certa soglia economica. Un vero e proprio colpo di spugna. Noi avevamo chiesto una cosa semplice: l’estensione delle regole su sicurezza e salute nei cantieri pubblici anche a quelli privati. Continueremo a insistere in Parlamento”. Così il deputato dem Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro.

27/02/2024 - 14:18

Mauri: subito codici numerici su caschi agenti e body cam

“Dobbiamo garantire l’ordine pubblico e al contempo il diritto di manifestare liberamente e in sicurezza. L’espressione democratica del dissenso è fondamentale tanto quanto lo è per le forze dell’ordine lavorare in sicurezza garantendo l’ordine. Per questo il Partito democratico presenterà emendamenti al ddl sicurezza per introduzione dei codici alfanumerici sui caschi degli agenti impegnati nei servizi di Ordine Pubblico e con l’estensione dell'uso delle body-cam”. Lo dichiara Matteo Mauri, deputato e responsabile Sicurezza del Pd, già vice Ministro dell’interno con delega alla Pubblica sicurezza, a proposito del ddl sicurezza che verrà incardinato oggi nelle commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera.
“Presenteremo anche emendamenti per l’abolizione della cosiddetta norma anti dissenso, prevista dall’art. 11 del ddl a prima firma Piantedosi, una norma profondamente intimidatoria che potrebbe portare alla reclusione fino a due anni anche semplicemente per chi fa un presidio per strada. Dobbiamo garantire l’ordine ma soprattutto la libertà di espressione e la democrazia che sono principi fondamentali sanciti dalla nostra Costituzione”, aggiunge Mauri.

27/02/2024 - 12:08

Creare città più sicure e vivibili per tutti

“Dobbiamo mettere in campo misure per  città che abbiano una visione complessiva sullo spazio urbano, quindi limitare la velocità delle auto per aumentare la sicurezza delle persone e diminuire l’inquinamento dell’ambiente.
Per questo dobbiamo mettere in condizione i sindaci di  avere strumenti per rendere più sicuri e vivibili i centri storici le zone maggiormente frequentate da pedoni, a partire da quelli piu' vulnerabili.
287 persone over 65 morte sulla strada. nel 2022 e 6.000 feriti gravi ,sono dati che devono indurre il legislatore a introdurre misure per porre rimedio.
Alcune città in Italia hanno sviluppato percorsi nuovi, politiche nuove già in atto in altre città europee con una diminuzione significativa del 20/25% di morti e feriti gravi sulle strade.
Questa e' la direzione da intraprendere e  proprio per questo siamo  critici con il ministro Salvini e con alcuni punti del nuovo codice della strada che mettono sotto attacco la mobilità sostenibile e riducono l'autonomia degli amministratori locali.
Noi dobbiamo andare in una direzione contraria, dando ai sindaci facolta' di azione e risorse per città più accoglienti e sicure, per una idea di citta' inclusiva con arredo urbano, più aree verdi e più possibilità di socializzazione. E' un processo che non puo’ andare a compartimenti stagni, e non concentrarsi su un'unica azione ma sviluppare una idea di città e territorio che tuteli tutti e che metta nelle condizioni di vivere in sicurezza sia anche a chi vive la citta' da pedone, ciclista, utente del trasporto pubblico.
Dobbiamo lavorare oltre che su ‘Città 30’ ad Città per tutti e tutte’”. Lo ha detto Valentina Ghio, vicepresidente del gruppo Pd alla Camera e membro della commissione Trasporti di Montecitorio, intervenendo alla conferenza nazionale a Montecitorio su Città 30 “Siamo tutti pedoni. La citta' 30 per la citta' delle relazioni" promossa da SPI Cgil, CISL e UIL pensionati.

27/02/2024 - 11:34

Stop dittatura urbana delle automobili, ma nuova civiltà urbana democratica

“Viviamo sotto la dittatura dell’automobile e dobbiamo arrivare invece ad una diversa idea di città, di movimento, di sicurezza, e non solo parlare di eccesso di velocità. Certamente bisogna limitare la velocità soprattutto all’interno dei luoghi urbani, perché la velocità produce omicidi stradali. Ma non dobbiamo parlare solo di velocità ed eccesso di velocità. Ma bisogna arrivare ad una idea diversa di civiltà urbana. Ricalcolare lo spazio pubblico, quanti mq abbiamo a disposizione? Ora sappiamo che lo spazio pubblico è nella mani delle automobili. Dobbiamo arrivare ad un concetto di spazio pubblico nuovo, risolvere i problemi di utilizzo dello spazio pubblico e del consumo di suolo, attualmente sotto la ‘dittatura’ delle automobili. Città 30 deve comprendere anche un modello di trasporto diverso, quindi aumentare i mezzi pubblici e renderli più efficienti; aumentare e favorire la ciclopedonalità; limitare lo spazio per le automobili.
Noi faremo la nostra battaglia parlamentare nell’ambito del codice della strada e poi proseguiremo con una vera e propria proposta di legge su Città 30.
Per rendere la nostra civiltà più avanzata e democratica e più vivibile da parte delle persone”. Lo ha detto Roberto Morassut, deputato Pd e vicepresidente della commissione Trasporti di Montecitorio, intervenendo in una conferenza stampa a Montecitorio su Città 30 “Siamo tutti pedoni”.

25/02/2024 - 12:53

Soluzione a tutela di chi manifesta e di chi deve garantire l’ordine pubblico

“Il Governo garantisca l’espressione democratica del dissenso. Intervenga quindi a tutela di chi manifesta e di chi deve garantire l’ordine pubblico con l’introduzione, anche in Italia, dei codici alfanumerici sui caschi degli agenti impegnati nei servizi di Ordine Pubblico e con l’estensione dell'uso delle body-cam”. Lo chiede il responsabile sicurezza del Pd, già vice Ministro dell’interno con delega alla Pubblica sicurezza, Matteo Mauri che sottolinea quanto questa proposta sia “a garanzia di tutti, compresi gli stessi agenti”. “Chiediamo inoltre - aggiunge Mauri - di cancellare immediatamente l'art. 11 del disegno di legge governativo sulla sicurezza (a prima firma Piantedosi) che vuole trasformare il blocco della circolazione stradale fatto solo con il proprio corpo da un semplice illecito amministrativo a un vero e proprio reato da codice penale. Una norma ‘anti dissenso’, dal chiaro intento intimidatorio, che potrebbe portare alla reclusione fino a due anni anche semplicemente per chi fa una presidio per strada”.
 

24/02/2024 - 18:54

"Perché sono qua?" È la domanda che, durante il colloquio che abbiamo avuto oggi nel carcere calabrese di Castrovillari, Maysoon Majidi, iraniana, 27 anni, attivista e militante politica, ha ripetuto più volte incredula e inorridita. Lo ha chiesto in italiano, grazie ad un dizionario datole in carcere. E ha voluto dirlo in italiano, nonostante con me ci fossero Parisa Nazari e Shadi Alizadeh, due attiviste iraniane del movimento “Donna, vita, libertà“.
Una domanda che da due mesi sta tormentando questa giovane attivista per i diritti umani e regista scappata dall’Iran, insieme al fratello. Per quattro anni ha vissuto nel Kurdistan iracheno dove ha lavorato in Tv locali e ha continuato l’attività politica, fino a quando la sua sicurezza non è stata più garantita neanche lì. E con il sostegno del padre, professore in Iran, lei e il fratello hanno deciso di andarsene. “Mio padre ha venduto tutto per salvare noi, non gli è rimasto più niente” ha raccontato quasi piangendo. Dalla Turchia si sono imbarcati verso l’Italia sperando di trovare finalmente protezione. E invece, da quasi due mesi, si trova in carcere con l'accusa di essere una scafista, “favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”. Una situazione kafkiana, surreale. E tutto sulla base di testimonianze che, per chi come me ha lavorato tanti anni con i rifugiati, difficilmente possono dimostrare la sua partecipazione all’organizzazione del viaggio. Tant'è che gli stessi testimoni, che non sono più in Italia, hanno fatto avere alla famiglia dei video in cui smentiscono di avere detto che lei fosse una scafista e che, evidentemente, c’è stato qualche errore nella traduzione.
 Ho fiducia nella magistratura e sono certa che saprà approfondire tutti gli elementi e acquisirne di nuovi. Il rischio è che Mysoon Majidi finisca in un enorme equivoco le cui conseguenze ne comprometterebbe il futuro. Questo non deve accadere". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo.

24/02/2024 - 16:56

"Grazie al Presidente Mattarella per le parole di giustizia ed equilibrio dopo i tragici atti violenti di ieri nei cortei di Pisa e Firenze. Le immagini parlano chiaro, la reazione delle forze di polizia è stata sproporzionata. Come ha detto il Presidente della Repubblica 'l'autorevolezza non si misura con i manganelli', le forze dell'ordine devono 'assicurare sicurezza tutelando, al contempo, la libertà di manifestare pubblicamente opinioni'
Un corteo pacifico è stato trasformato in un teatro di violenza, alcuni minori sono ricoverati in ospedale. Fatti inaccettabili per il nostro Paese e per la nostra democrazia."
Lo afferma la deputata Pd Michela Di Biase, capogruppo in commissione Infanzia e Adolescenza.

24/02/2024 - 16:03

Governo garantisca libertà d’espressione
Dichiarazione di Matteo Mauri, responsabile sicurezza del Pd

“Ringraziamo sentitamente il Presidente Mattarella per le parole chiarissime rivolte al Ministro Piantedosi sulla necessità che le Forse dell'Ordine tutelino la libertà d'opinione. Qualche giorno fa il Ministro dell'Interno aveva provato a liquidare le nostre preoccupazioni con  frasi di circostanza quando gli abbiamo sottoposto un Question Time alla Camera esattamente su questo tema. Preoccupazioni che sono cresciute nel corso dei mesi e che si sono concretizzate ancora una volta nella giornata di ieri per i fatti gravi di Pisa. Speriamo che le considerazioni  così autorevoli del Capo dello Stato facciano finalmente riflettere il Viminale e tutto il governo. E vogliamo portare l'attenzione di tutti su due proposte.
La prima è l'introduzione dei codici alfanumerici identificativi sui caschi degli agenti impegnati nei servizi di Ordine Pubblico e sull’estensione dell'uso delle body-cam. A garanzia di tutti, compresi degli stessi agenti.
La seconda è quella di cancellare immediatamente l'art. 11 del disegno di legge governativo sulla sicurezza, a prima firma Piantedosi, che vuole trasformare il blocco della circolazione stradale fatto solo con il proprio corpo da un semplice illecito amministrativo a un vero e proprio reato da codice penale. Cosa che potrebbe portare alla reclusione fino a due anni anche semplicemente per chi fa una presidio per strada. È chiaro l'intento intimidatorio e la volontà di limitare in maniera drastica la possibilità di protestare senza incorrere in modo sproporzionato in gravissime conseguenze personali. Cioè esattamente il contrario di quello su cui ha voluto oggi accendere un faro il Presidente della Repubblica”.
Così in una nota il responsabile sicurezza del Pd, già vice Ministro dell’interno con delega alla Pubblica sicurezza, Matteo Mauri.

 

23/02/2024 - 18:00

Cancellare norma su blocco della circolazione stradale, è intimidatoria e anti presidii

“Siamo molto preoccupati dalle immagini sempre più frequenti di violenze durante le manifestazioni in giro per l'Italia. Il caso di oggi di Pisa, dove sono stati coinvolti giovani studenti che non rappresentavano alcun pericolo, alimenta ancora di più la nostra preoccupazione.

L’escalation dello scontro è sotto gli occhi di tutti. Siamo stati facili profeti quando, negli scorsi giorni, abbiamo interrogato il Ministro Piantedosi durante il Question Time della Camera proprio sulle modalità usata per la gestione dell'ordine pubblico durante le manifestazioni pubbliche e sull'uso sproporzionato della forza.

Le dimostrazioni di dissenso e di libero pensiero, nelle modalità previste dalla costituzione, sono espressioni di libertà. Devono essere perciò considerate sacrosante in democrazia e devono essere garantite e tutelate dalle Istituzioni dello Stato, a partite da chi è chiamato a gestire l'ordine pubblico.

Ecco perché confermiamo al Ministro Piantedosi che la nostra attenzione sarà massima su come il Governo si muoverà su questo delicato terreno.

Saremo le prime sentinelle per impedire ogni inasprimento da parte dello Stato della modalità di gestione delle forme democratiche di protesta e di dissenso.

Per questa ragione chiediamo che venga immediatamente cancellato l'art. 11 del disegno di legge governativo sulla sicurezza, a prima firma proprio del Ministro Piantedosi, che vorrebbe trasformare il blocco della circolazione stradale fatto solo con il proprio corpo da un semplice illecito amministrativo a un vero e proprio reato da codice penale. Cosa che potrebbe portare alla reclusione fino a due anni anche semplicemente per chi fa un presidio per strada.

In questa legge è facile riscontrare un atteggiamento intimidatorio e la volontà di limitare in maniera drastica la possibilità di protestare senza incorrere in modo sproporzionato in gravissime conseguenze personali”

 

Così il democratico Matteo Mauri.

23/02/2024 - 17:09

“ll testo del nuovo codice della strada arriverà in Aula la prossima settimana. La maggioranza è partita con un'idea condivisibile, quella di aumentare la sicurezza sulla strada, di ridurre il numero di morti. Ma il risultato finale non corrisponde all'idea con cui la maggioranza è partita.
Abbiamo provato in questi mesi, con tanti emendamenti, con audizioni in cui abbiamo ascoltato associazioni, cittadini, l'Anci, a portare un contributo per migliorare l'indirizzo del codice della strada, ma così non è stato”.  Lo ha detto Valentina Ghio, vicepresidente del Gruppo Pd alla Camere e componente della commissione Trasporti, intervistata sul sito web dei deputati Pd.

“Non sia è agito – ha proseguito l’esponente dem - sulla prima causa di morte sulla strada, ovvero la necessità di ridurre la velocità, producendo un vero e proprio attacco alla mobilità sostenibile, alla mobilità ciclabile e anche all'autonomia dei sindaci, andando ad incidere pesantemente sulla facoltà dei Comuni di pianificare la mobilità sui loro territori. In Aula torneremo con i nostri emendamenti, con le nostre proposte migliorative, per cercare di tenere assieme una maggiore sicurezza e anche un'idea di città diversa, una città più vivibile, una città dove si guardi anche all'ambiente, insieme alla sicurezza delle persone e che ci avvicini ai modelli di città europee che applicando questo tipo di impostazione negli ultimi anni hanno visto ridurre significativamente i morti sulle strade”.

“E’ questo – ha concluso Ghio - il nostro obiettivo: migliorare la vivibilità delle città, rendere le strade delle nostre città, più sicure e più vivibili. La direzione non è quella di non incidere sulla velocità e attaccare la mobilità sostenibile. La direzione è tutt’altra, è quella che gli esempi di tante città italiane ci stanno dimostrando in questi mesi e in questi anni e su questo bisogna agire”.

23/02/2024 - 16:56

Il Governo dia poteri speciali d’intervento

“Tommaso Foti, capogruppo di Fdi, con informazioni imprecise, cerca di scaricare sulla Regione Emilia-Romagna la responsabilità di un mancato contenimento dei cinghiali e di conseguenza del virus della Psa. Sceglie una modalità da respingere categoricamente perché utilizza pretestuosamente dati non aggiornati per fare un confronto fra Regioni e trarne conclusioni affrettate, e perché cerca di distrarre dal vero tema. La Regione Emilia Romagna sta giustamente ponendo dai primi mesi in cui la Pesta Suina Africana è stata individuata, più di due anni fa, la questione della mancata individuazione di una strategia nazionale efficace di contenimento del virus.

Decidere infatti che ogni singola Regione possa affrontare un problema di tale portata senza nemmeno un riconoscimento di potere speciali, posto che lo stesso virus circola non considerando i confini territoriali, è una semplificazione eccessiva della materia, che non considera adeguatamente il ruolo che ha il settore zootecnico dell’Emilia-Romagna, in particolare nelle produzioni di eccellenza che rappresentano il vero cuore del made in Italy del Paese”.

Lo dichiara il capogruppo Pd in commissione Agricoltura alla Camera, Stefano Vaccari.

“Ben ha fatto l’assessore Regionale all’agricoltura, Alessio Mammi - aggiunge - a chiedere al Governo un cambio di passo e che si valuti lo stato di calamità del settore perché potrebbe rendere disponibili quei poteri straordinari, anche in capo alle Regioni attraverso la nomina di subcommisari regionali, che possano consentire procedure rapide sia per quanto riguarda la riduzione della specie cinghiale, sia nel mettere in sicurezza le aziende e garantire i ristori a quelle che già oggi attraversano una fase critica per le restrizioni imposte dal commercio dei prodotti della salumeria. Peraltro Foti dovrebbe informarsi meglio dai suoi deputati in Commissione Agricoltura sul fatto che più volte come gruppo Pd abbiamo sollecitato il commissario a fare presto coinvolgendo le regioni anche con poteri speciali e che i danni della psa al settore se non preveniti e contenuti sarebbero stati drammatici per le imprese e l’occupazione.

Di fronte a queste richieste - conclude - la destra e il governo hanno preferito impegnarsi su norme di nessun rilievo per l'agricoltura solo per poter comunicare di aver impegnato il tempo a disposizione”.

23/02/2024 - 16:15

“La scuola aperta a tutti”. È il primo comma dell’articolo 34 della Costituzione ad individuare il principio fondamentale che sta - o dovrebbe stare - alla base di ogni politica per l’istruzione, perché la scuola è lo strumento per eccellenza che consente ad ogni individuo di migliorare la propria istruzione e, di conseguenza, la propria posizione sociale ed economica”.  A scriverlo è Ilenia Malavasi, Deputata del gruppo del Pd, in un articolo pubblicato sul sito della Fondazione Demo - la Fondazione del Pd presieduta da Nicola Zingaretti. “Il sistema educativo italiano è pensato dalla nostra Carta costituzionale come capace non solo di misurare i risultati ottenuti dai migliori, ma anche di accompagnare situazioni di fragilità o di marginalità, fornendo la possibilità ai ragazzi e alle ragazze, indistintamente, di acquisire nuove prospettive - sottolinea Malavasi -. E anche se questo avviene ancora in modo troppo limitato (solo il 6% dei giovani i cui genitori non hanno il diploma ottiene poi la laurea) è significativo che la Costituzione si occupi, in modo così diretto, della questione, riconoscendo, anche in questo modo, la centralità dell’idea di “comunità”, alla cui base ci sono la scuola, la valorizzazione dei talenti, il diritto di essere messi nella condizione di poter eccellere.  Nonostante questioni importanti ancora in campo quindi - continua Malavasi - come gli oltre 170mila supplenti che sono ogni anno chiamati a coprire cattedre scoperte, gli insegnanti di sostegno, spesso lasciati soli, la sicurezza degli edifici, la sproporzione di numeri tra alunni, insegnanti e dirigenti, “Stare bene a scuola” resta il punto fondamentale, raggiungibile con un ruolo centrale della “comunità educante” che si adopera affinché nessuno si perda durante il percorso scolastico o, peggio ancora, non abbia capacità o possibilità di accesso. Una comunità educante, appunto, che senta la responsabilità e il dovere prioritario di tutelare tutte le variabili di crescita dei suoi cittadini e cittadine più giovani”.

22/02/2024 - 17:17

“Investire nella difesa è diventata un’esigenza indifferibile per l’Unione. Viviamo una crisi globale, con nuovi conflitti ai confini dell’Europa e non solo, in cui serve un impegno comune, rinviato sin dagli anni 50 del secolo scorso, nella difesa, anche in ottica di deterrenza. Ben venga quindi l’idea degli Eurobond. Non si tratta di avanzare politiche bellicistiche, ma al contrario di rafforzare investimenti e un coordinamento operativo su base comune, allo scopo di rafforzare la capacità di preservare i nostri valori di pace, libertà e democrazia. Oltre che di continuare nella costruzione di una politica estera e di sicurezza comune che porti l’Europa a parlare con una voce sola ed essere sempre più attore protagonista negli scenari globali. Peraltro, come emerge da un dossier di studio del Parlamento UE, gli investimenti comuni nella difesa portano benefici anche economici con guadagni tra i 24 e i 75 miliardi di euro all’anno. Non solo. Con un sistema di appalti congiunti a livello europeo si potrebbe risparmiare fino al 30% della spesa annuale destinata alla difesa dai vari Stati. Risorse che potrebbero essere indirizzate alle politiche sociali e green, oltre che alla ricerca. Mettiamo da parte allora gli ideologismi: investire nella difesa conviene ed è indispensabile per il futuro dell’Europa”, cosi il capogruppo del Pd nella commissione affari europei della Camera, Piero De Luca.

Pagine