“Se oggi nella competizione con il resto del mondo non siamo soli è anche grazie a Jacques Delors: grande socialista e costruttore straordinario del progetto europeo.
Nel suo nome ora è il tempo di un altro salto nel futuro. Contro i nazionalismi che producono fragilità, conflitti, solitudini e paure battiamoci per gli Stati Uniti d'Europa.
Un’unità nel nome del progresso, della sicurezza, della pace e del lavoro. Per dare speranza alle persone”.
Lo scrive il deputato democratico Nicola Zingaretti.
Interrogazione parlamentare su situazione drammatica
"I Centri per l’Accoglienza Straordinaria sono centri di prima istanza, dove le persone dovrebbero stare appunto per casi ‘straordinari’ e per pochi giorni, prima di essere inseriti nel circuito di secondo livello. Purtroppo oggi sono utilizzati dal governo come centri in cui ammassare le persone, siano essi adulti o minori non accompagnati (nonostante sia vietato metterli insieme), in condizioni degradanti. Si è scelto infatti, al posto della strategia di accoglienza diffusa che limita nei numeri il peso delle persone che arrivano sugli enti locali, l’idea di concentrare tante persone in pochi luoghi, a danno anche della sicurezza delle comunità. Oggi ho fatto visita al centro Cas di Montecatini Terme (Pistoia) sito al vecchio Hotel Palladio. E ne sono uscito sconcertato da quello che ho visto. Ho trovato condizioni igienico sanitarie fuori da ogni norma, ben oltre la legalità, con stanze piene di muffa dove si faticava a respirare per pochi minuti e dove invece in pochi metri quadri vivono e dormono tre, quattro minori. Minori non accompagnati che vivono negli stessi luoghi di altri adulti e che, al contrario di ciò che prescrive la legge e della loro volontà, non frequentano la scuola e sono lasciati in balia di sé stessi”.
Lo dichiara Marco Furfaro, deputato e componente della segreteria nazionale del Partito Democratico.
“Il pocket money - aggiunge - non viene erogato da agosto. Ci sono donne e bambini che hanno bisogno di cure che non sono stati presi in carico da nessuno. Un bambino di poco più di un anno con un’ernia ombelicale da operare, una madre con problemi all’anca, un’altra signora con evidenti dolori addominali visitata al pronto soccorso e poi lasciata nella sua condizione senza ulteriori controlli. Una situazione di evidente incuria non degna di un Paese come l’Italia. Per questo - conclude - presenterò un’interrogazione parlamentare, chiedendo al governo di fare luce su questa gestione e di ripristinare immediatamente le minime condizioni di legalità e umanità".
È un segnale molto positivo l’approvazione all'unanimità del nostro ordine del giorno che impegna il governo a reperire le risorse necessarie per garantire la massima protezione cyber di comuni e province. Grazie alla battaglia che abbiamo portato avanti come Partito Democratico la legge di delegazione europea ha aperto finalmente a questa possibilità, fondamentale per difendere tutti gli enti locali e quindi tutti i cittadini. Adesso non dobbiamo lasciare sole le amministrazioni e offrire presto a sindache e sindaci sul territorio tutti gli strumenti e le risorse necessarie a poter alzare finalmente la guardia contro i sempre più frequenti attacchi informatici che prendono di mira il nostro paese.
Lo afferma Andrea Casu, della presidenza del gruppo PD alla Camera primo firmatario dell’odg sottoscritto dalla vicepresidente della Camera Anna Ascani e dal capogruppo Pd in Commissione Politiche Ue Piero De Luca.
“Il governo non dà risposte concrete sui tempi, la progettazione e il reperimento dei fondi per la realizzazione della Pontremolese, un’opera fondamentale per tre regioni: Liguria, Toscana ed Emilia Romagna. In modo superficiale e incurante il viceministro alle Infrastrutture Galeazzo Bignami, rispondendo in commissione a una mia interrogazione, firmata insieme ai colleghi Orlando, Barbagallo, Bakkali, Fossi, Simiani e Malvasi, ha dichiarato che ad oggi il ministero non sa dove reperire i 113 milioni mancanti per la tratta Parma/ Vicofertile, mentre per la tratta Vicofertile/Fornovo di 18 km non è ancora stato redatto alcun progetto, forse si farà nel 2024. Non solo, per la seconda fase del progetto, per la quale si stima la necessità di fondi pari a 4,5 miliardi di euro, non si fa alcun cenno alla modalità di reperimento dei fondi e alle tempistiche dell’iter progettuale e di realizzazione, addirittura è messa in dubbio anche la realizzazione delle restanti tratte, visto che Rfi sta ancora valutando l’opportunità di procedere per la seconda fase dei lavori. Una situazione inaudita, che rischia di mettere a rischio la realizzazione di un'infrastruttura strategica per il collegamento della Liguria con Toscana ed Emilia-Romagna, ma dimostra quotidianamente la sua importanza per il trasporto intermodale delle merci tra le diverse aree produttive e i porti di La Spezia e Marina di Carrara e tra il Mediterraneo e l'Europa, come parte integrante della rete TEN-T Comprenhensive. Il completamento del raddoppio porterebbe benefici anche di carattere ambientale, con il parziale spostamento del traffico su gomma al ferro, con importanti migliorie ambientali e di sicurezza sull'intera rete infrastrutturale. La risposta di oggi è superficiale e inaccettabile: si deve procedere al più presto con la progettazione definitiva di tutte le tratte a binario unico e con il reperimento dei fondi e si deve stabilire un cronoprogramma puntuale per portare a termine l’opera”. Così la deputata dem Valentina Ghio, vicecapogruppo Pd e componente della commissione Trasporti.
“Grazie al sì all’emendamento del Pd la maggioranza apre all’obiettivo della massima protezione cyber per comuni e province. Il tema sollevato dalle nostre proposte il tema della sicurezza dagli attacchi hacker per i nostri enti locali viene finalmente riconosciuto come fondamentale per la crescita della digitalizzazione nel nostro Paese. Ora auspichiamo che il governo accolga il nostro ordine del giorno per l’impegno a reperire le risorse necessarie”.
Lo affermano i deputati democratici Andrea Casu e Anna Ascani e Piero De Luca, firmatari dell’odg e dell’emendamento approvato dall’aula nel corso dell’esame della legge sulla delegazione europea.
Dichiarazione di Andrea Casu e Anna Ascani, deputati Pd
L’ennesimo attacco ransomware, rivendicato da un gruppo hacker russo, che potrebbe mettere addirittura a rischio il pagamento di buste paga della pubblica amministrazione, dimostra ancora una volta quanto siano fragili le attuali difese e l’importanza degli emendamenti che abbiamo già votato in Commissione e che saranno discussi alla ripresa dei lavori in Aula a Montecitorio per alzare la guardia attraverso la legge di delegazione europea. Se non vogliamo diventare il paradiso mondiale del Cybercrime e che la notizia di queste ore diventi la regola per il futuro, il massimo livello di cybersicurezza previste dalla Direttiva “NIS 2” deve essere garantito anche a tutti i comuni e alle province del nostro Paese.
Così Andrea Casu e Anna Ascani, deputati Pd e firmatari degli emendamenti alla legge di delegazione europea.
“Nell’ambito della discussione sull'evoluzione dello sviluppo strategico dei porti in atto, che comprende governance, sviluppo infrastrutture e accompagnamento delle transizioni, bisogna mettere al centro anche la tutela del lavoro. Ho presentato in merito una proposta di legge alla Camera per inserire il lavoro delle figure professionali operative portuali tra i lavori usuranti, alla luce di alcune caratteristiche come il lavoro notturno, il lavoro in quota, il clima e i ritmi pressanti. Tra le categorie a cui la proposta si rivolge ci sono i gruisti; gli addetti al rizzaggio e derizzagio; gli operatori portuali polivalenti sottoposti ogni giorno a condizioni di lavoro particolarmente difficili. Con questa proposta i lavoratori portuali avrebbero diritto a un pensionamento anticipato, che garantirebbe la possibilità di non proseguire l’attività oltre certi limiti di età, dopo i quali è maggiormente a rischio la loro sicurezza. Faremo in modo che il governo non si dimentichi di questo tema che durante le audizioni è stato sottoposto all’attenzione del Parlamento da parte di diversi soggetti, come sindacati e rappresentati delle compagnie e imprese portuali, che hanno chiesto fortemente questa modifica”. Così la deputata e vicecapogruppo PD alla Camera Valentina Ghio che ha presentato una proposta di legge a sua prima firma al Parlamento.
"Orban sta ricattando l’Unione europea sull’Ucraina. Meloni pronunci parole nette contro questa intimidazione: la sicurezza dell’Europa si garantisce sostenendo l’Ucraina e difendendo i principi europei dello stato di diritto. L’Italia non può accettare minacce su questo". Lo scrive su X la deputata dem Lia Quartapelle, vicepresidente della commissione Esteri.
“Lo scontro tra il Frecciarossa e il treno regionale di domenica sera è stato un evento estremamente grave, che si aggiunge ad una lunga lista di incidenti ferroviari che ogni anno causano feriti, vittime e pesanti disagi su tutta la rete.
Siamo estremamente sollevati dal fatto che non ci siano state vittime o feriti gravi, ma la consapevolezza che il bilancio sarebbe potuto essere ben peggiore ci richiama non solo ad essere intransigenti nel fare chiarezza sull'incidente, ma a lavorare da subito per creare le condizioni affinché un evento del genere non possa ripetersi.
Per questo, insieme ai componenti PD della commissione Trasporti, ho chiesto che il Ministro Salvini, oltre a sollecitare un’indagine approfondita per appurare cause ed eventuali responsabilità, si impegni a reperire le risorse necessarie per completare il progetto di quadruplicamento della linea ferroviaria Bologna-Rimini al fine di includere anche la tratta che arriva sino a Rimini, un intervento che avrebbe ricadute dirette sulla sicurezza della linea e dei passeggeri”. Così la deputata del Pd, Ouidad Bakkali, insieme ai componenti Pd della commissione Trasporti di Montecitorio.
“Due anni fa allo scoppio dell’invasione russa contro l’Ucraina lei si è guadagnata la considerazione degli avversari e dell’opinione pubblica quando scelse di sostenere il governo Draghi a fianco dell’Ucraina. Allora apparve chiaro che lei era pronta a accantonare la pregiudiziale da capo dell’opposizione per contribuire a un interesse più grande, la sicurezza del nostro continente minacciato da Putin. Due anni dopo, come sa molto bene, e come si è ben guardata dal dire oggi, il presidente Orban ha già annunciato che metterà il veto al via dei negoziati dell’Ucraina e della Moldova. Orban, il primo leader europeo a stringere la mano a Putin dopo l’invasione dell’Ucraina. Sì, parlo del presidente Orban con il quale, insieme al polacco Morawiecki, lei ha provato a costruire un’altra Europa. Orban, lo stesso che lei ha definito un modello, un vero patriota europeo e che metterà il veto al negoziato dell’Ucraina con l’UE”. Lo ha detto in Aula alla Camera la deputata dem Lia Quartapelle, vicepresidente della commissione Esteri, durante il dibattito seguito alle comunicazioni del presidente del Consiglio Giorgia Meloni in vista del Consiglio Ue.
“È per questo – ha concluso Quartapelle - che giovedì non basterà un suo sì presidente. Lei ha peso politico in Europa, per il suo ruolo come presidente dei Conservatori. Non ci rassicura averla sentita parlare di fatica sull’Ucraina. Ci inquieta profondamente la compagnia anti-europea, pro-russa con cui Salvini si sta preparando a affrontare la campagna per le elezioni europee.
Non si può essere insieme amici di Zalensky e calorosi con Orban.
Lei deve scegliere. L’Europa o Orban. Oggi, quando nuvole ancora più scure si addensano sull’Ucraina e sul futuro dell’Europa. Lei oggi deve scegliere, e lo deve fare per tutti noi”.
“Siamo ormai a cinque mesi dall’approvazione della norma per la stabilizzazione dei lavoratori e delle lavoratrici della ricerca sanitaria pubblica degli Irccs pubblici e Izs, ma la macchina va ancora a rilento, specie negli Izs. Dopo un lavoro faticoso di cucitura la politica era stata in grado, per una volta, di mettere fine ad una indegna condizione di precarietà che affliggeva il 100% del personale della ricerca sanitaria pubblica, da trent’anni. Una norma sottoscritta da esponenti appartenenti a tutti i gruppi politici per far ritrovare coesione e stabilità ad un comparto di fondamentale importanza per il Ssn. Gli Istituti Zooprofilattici Sperimentali hanno un ruolo centrale nel campo della ricerca in sanità animale, sicurezza alimentare, igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche, benessere animale, farmacovigilanza, sorveglianza epidemiologica e analisi del rischio. Per questo non si capiscono le motivazioni per cui una norma dello Stato che riguarda sia gli Irccs pubblici che gli Izs, fatichi a trovare applicazione in questi ultimi Enti. La norma è chiara: il personale interessato, reclutato a tempo determinato, deve aver maturato al 30 giugno 2023 alle dipendenze di un ente del Ssn almeno 3 anni di servizio, anche non continuativi e deve essere assunto a tempo indeterminato. Si tratta pertanto di attuare una stabilizzazione su risorse già stanziate con un fondo stabilito, non ci sono elementi che ne giustifichino il ritardo nell’applicazione. Per questi motivi ho deciso di presentare un’interrogazione al ministro della salute Schillaci, perché ritengo inaccettabile e incomprensibile questo ritardo, 30 anni di precariato, il 90% dei quali senza le tutele minime, sia stato per i lavoratori e le lavoratrici un tempo di attesa sufficiente. Ora serve solo, immediatamente e senza tergiversare, stabilizzare queste figure”.
Così il capogruppo in commissione Affari sociali alla Camera e componente della segreteria nazionale del Pd, Marco Furfaro.
Oggi presso l’Università LUMSA sono tornato a confrontarmi sull’importanza delle spinte gentili. Proprio per quanto riguarda il contrasto della ludopatia e per la promozione di un gioco sempre responsabile insieme a Leonardo Cecchi abbiamo promosso un’agora democratica e una proposta di legge, sottoscritta anche da Marco Furfaro e Gian Antonio Girelli, per istituire una nudge unit per riformare il funzionamento del Registro Unico delle Auto-esclusioni, con l’obiettivo di mettere tutte le persone più a rischio nelle migliori condizioni di poter scegliere uno strumento già previsto dal nostro ordinamento, ma che oggi praticamente nessuno conosce e utilizza.
Un piccolo contributo per far crescere anche in Italia un dibattito che fatica a svilupparsi ma che cresce nel resto del mondo: la prospettiva comportamentale, infatti, può aiutarci a ottenere maggiori risultati a costi minori in tantissimi campi come, ad esempio, la sicurezza stradale o la transizione digitale della PA perché grazie alla teoria dei nudge si possono realizzare politiche pubbliche sempre più semplici ed efficaci, coinvolgendo nel modo migliore i veri protagonisti di ogni cambiamento, le persone chiamate a metterlo in pratica.
Così il deputato del Pd Andrea Casu.
Il governo sta giocando col fuoco. È necessario ratificare la riforma del Mes in Italia entro quest’anno e consentire la sua entrata in vigore per poter attivare uno dei principali strumenti innovativi previsti, il “backstop”, ossia il contributo al Fondo di risoluzione unico per le crisi bancarie. Questa nuova funzione Salva-banche consente infatti quasi di raddoppiare la dotazione finanziaria del Fondo alimentato dagli istituti di credito, che oggi vale quasi 80 miliardi, così da poter intervenire con le risorse del MES in caso di crisi bancarie contenendo i rischi di eventuale contagio per altri istituti, compresi quelli italiani. Il backstop del nuovo Mes rappresenta un vero e proprio estintore in grado di spegnere i possibili focolai di crisi sistemiche, una sorta di paracadute in caso di crollo di istituti bancari per evitare ulteriori rischi devastanti. La riforma deve però entrare in vigore al più tardi entro la fine dell’anno, perché gli attuali accordi bilaterali di “backstop” fatti nella zona euro scadranno proprio entro la fine del 2023 e si rischierebbe altrimenti di lasciare privi di adeguate tutele i risparmiatori europei ed anche italiani. È quindi fondamentale che entro la fine dell’anno entri in vigore la riforma del trattato Mes per attivare questa nuova rete di sicurezza finanziaria europea. L'opposto della narrazione demagogica della destra.
Così Piero De Luca, capogruppo del Pd in commissione Politiche Ue della Camera.
"Il voto contrario degli Usa ha impedito che la risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU per un immediato cessate il fuoco a Gaza venisse approvata. A niente è servito l'allarme del segretario generale Antonio Guterres che ha parlato di una situazione umanitaria giunta ad un punto di non ritorno. Il Consiglio ha fallito. Gli Usa si sono assunti una immensa responsabilità di fronte alla catastrofe che si sta consumando ai danni di civili palestinesi". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo.
"In 25 anni di lavoro nelle agenzie dell’Onu, spesso in missione nei teatri di guerra, non ho mai visto tanti morti civili in così poco tempo, in risposta ad un attacco terroristico.
Gaza, quasi, non c’è più.
A Gaza in sette settimane di bombardamenti indiscriminati sono morte più di 15 mila persone di cui oltre 6000 bambini. A Gaza vengono colpite scuole, abitazioni, ospedali, ambulanze. A Gaza sono stati uccisi 61 giornalisti, 281 operatori sanitari, 112 dipendenti dell’Onu. A Gaza manca il cibo, l’acqua, la corrente elettrica, i farmaci, il carburante. A Gaza gli aiuti umanitari che riescono a entrare sono del tutto insufficienti. A Gaza le persone restano sanguinanti per strada senza che possano essere medicate. A Gaza, 1 milione e 800mila persone, su 2 milioni e 200mila abitanti, sono state costrette a lasciare le proprie case. A Gaza non c’è più un posto dove le persone possano sentirsi sicure. A Gaza ci sono ancora più di 100 ostaggi israeliani e alcuni sono morti sotto le bombe del loro stesso governo. A Gaza è in corso una catastrofe senza precedenti che è anche una sconfitta dell’umanità.
E non ha precedenti il divieto di Israele ai vertici dell'Onu di entrare a Gaza, com'è successo oggi a al coordinatore umanitario delle Nazioni Unite, Lynn Hastings e qualche settimana fa all'Alto commissario per i diritti umani, Volker Turk. O che si impedisca ai giornalisti internazionali di documentare quanto accade nella Striscia, nonostante l'appello lanciato da reporter di tutto il mondo, negando così il diritto di informare e di essere informati che è un pilastro fondamentale di ogni stato di diritto.
Qualcuno fermi Netanyahu: questa guerra è devastante non solo per i palestinesi, ma anche per la sicurezza di Israele. Da questo non può che nascere ulteriore odio che andrà a discapito di tutti noi". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo.