Adeguamenti al Codice della strada, campagne di comunicazione mirate e risorse dedicate per promuovere una nuova cultura dello spazio urbano
Sempre più italiani si muovono a piedi o in bicicletta. Secondo l’ultimo Rapporto sulla mobilità dell’ISFORT oltre il 28% degli spostamenti quotidiani avviene in queste modalità: ma sicurezza e infrastrutture restano il nodo cruciale da sciogliere al fine di rafforzare la tutela di pedoni e ciclisti e promuovere concretamente la mobilità attiva. È in questo contesto che si colloca la nuova proposta di legge presentata oggi alla stampa dalla deputata Valentina Ghio: un progetto che ha visto la collaborazione di FIAB – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, coinvolta nella redazione del testo col supporto di Andrea Colombo, esperto legale di mobilità e sicurezza stradale.
“Questa proposta di legge nasce da un dato evidente: sempre più persone scelgono di muoversi a piedi o in bicicletta, ma spesso in condizioni di elevata vulnerabilità. Serviva quindi un intervento organico che aggiornasse le norme e introducesse una gerarchia della mobilità centrata sulla tutela di pedoni e ciclisti” – dichiara l’on. Valentina Ghio prima firmataria della proposta di legge
“Non si tratta solo di modifiche tecniche, ma di un cambio di prospettiva – prosegue Ghio –
Siamo tutti pedoni e le strade devono diventare luoghi più sicuri e vivibili, dove camminare o pedalare sia una scelta normale e non un rischio. Inoltre strade meno trafficate sono un vantaggio anche per chi non può fare a meno di utilizzare la macchina.
Per rendere concreto questo cambiamento istituiamo il Fondo nazionale per la mobilità attiva e introduciamo strumenti a supporto degli enti locali.
Investire sulla mobilità attiva significa investire in salute, ambiente e città più inclusive, a misura di tutte le persone”, conclude la deputata.
Puntuale e articolato, il testo si fa interprete di un nuovo scenario urbano, abbracciando numerosi aspetti della mobilità. I cambiamenti proposti non coinvolgono solo il Codice della Strada ma estendono la propria efficacia anche al Codice Civile. Fra i diversi punti del codice stradale interessati dalla proposta si trova, innanzitutto, l’ampliamento delle definizioni. Il concetto di mobilità attiva viene introdotto a monte, con una distinzione fra le figure di “utente più forte” – chi utilizza mezzi con maggior massa, potenza o velocità – e di “utente della mobilità attiva”. Le nuove definizioni sono determinanti per introdurre una gerarchia che tuteli gli utenti più esposti in caso di collisione. Con la modifica del secondo comma dell’articolo 2054 del Codice civile, infatti, viene stabilito che, in caso di incidente, il conducente del veicolo più pesante o potente è considerato, fino a prova contraria, maggiormente responsabile.
La proposta introduce numerose misure volte a incentivare gli spostamenti a piedi e in bici e a proteggere l'incolumità degli utenti attivi. Ad esempio, i marciapiedi dovranno avere una larghezza minima di 2 metri, e i guidatori dovranno superare i ciclisti almeno a un metro e mezzo di distanza in ogni caso. Inoltre, i Comuni potranno installare più facilmente attraversamenti pedonali rialzati (dove avviene la maggior parte degli investimenti mortali), e i mezzi pesanti dovranno essere dotati di sensori elettronici per rilevare la presenza laterale di pedoni e ciclisti negli angoli ciechi.
Luigi Menna, Presidente di FIAB Italia, ha dichiarato: “Questa proposta di legge concentra l’attenzione sulla mobilità ciclistica quotidiana, ritagliando un ruolo importante ai ciclisti che ogni giorno percorrono le strade cittadine, statisticamente più pericolose. La diminuzione delle collisioni stradali passa obbligatoriamente attraverso la prevenzione, in particolare limitando la velocità degli autoveicoli – ad esempio tramite i passaggi pedonali e ciclabili rialzati e ampliando gli spazi urbani sicuri per ciclisti e pedoni, come le zone urbane e scolastiche”
La proposta introduce chiare norme per la governance, risorse e monitoraggio: è infatti prevista l’istituzione del CIPOMA, Comitato Interministeriale per le Politiche di Mobilità Attiva, che ha il compito di assicurare il coordinamento e la definizione degli indirizzi strategici e la Direzione Generale per la Mobilità attiva preso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Comuni e altri enti si dovranno dotare di strumenti mirati per valutare in modo continuativo l’efficacia delle politiche adottate e la validità delle infrastrutture implementate.
Viene istituito il Fondo nazionale per la mobilità attiva, con una dotazione iniziale pari a 300 milioni di euro per il triennio.
La costruzione di un reale cambiamento culturale nella mobilità passa inevitabilmente attraverso un’adeguata formazione e informazione. In questa prospettiva, la proposta a cui anche FIAB ha dato il proprio contributo prevede interventi specifici sull’educazione alla tutela della mobilità attiva. Un ruolo centrale è assegnato anche alla comunicazione: la pubblicità degli autoveicoli dovrà essere accompagnata da messaggi che promuovano la guida sicura, l’uso della mobilità attiva, di quella condivisa e del trasporto pubblico. A tal fine, una quota pari al 5% delle spese pubblicitarie destinate alla promozione dei veicoli sarà utilizzata per realizzare campagne istituzionali dedicate alla mobilità sostenibile e alla sicurezza stradale.
Pd presenta interrogazione per chiedere divieto munizioni in piombo
“Siamo di fronte ad un rischio completamente ignorato che colpisce chi consuma selvaggina. Ho presentato un’interrogazione parlamentare ai Ministri della Salute e dell’Agricoltura per accendere i riflettori su una questione di salute pubblica sottovalutata: la presenza di piombo nelle carni di selvaggina abbattuta con munizioni tradizionali.
Il piombo è una sostanza altamente tossica per cui non esiste una soglia sicura di esposizione. Oggi è vietato in vernici, giocattoli, tubazioni e addirittura nella benzina ma sulle munizioni si tace. Le autorità sanitarie internazionali hanno adottato un approccio di “tolleranza zero”, eppure in Italia la carne di animali selvatici cacciati con munizioni al piombo viene liberamente commerciata senza alcun limite di legge, a differenza di quanto previsto per gli animali da allevamento. Una disparità inaccettabile.
A pagarne le conseguenze è chi consuma selvaggina, soprattutto i cacciatori e i loro familiari. Lo stesso Comitato Nazionale per la Sicurezza Alimentare del Ministero della Salute aveva già riconosciuto nel 2017 che questa categoria “è effettivamente a rischio e necessiterebbe di interventi informativi”. Ad oggi, quell’allarme è rimasto lettera morta.
Con questa interrogazione chiedo al governo di agire concretamente su più fronti: introdurre limiti per il contenuto di piombo nella selvaggina come accade per le altri carni, estendere il divieto di munizioni al piombo su tutto il territorio nazionale, a partire dalla piena applicazione del Regolamento UE 2021/57 per la caccia nelle zone umide, tuttora parzialmente disapplicato, sostenere la proposta di restrizione europea nell’ambito del regolamento REACH e promuovere campagne di informazione rivolte a cacciatori, operatori di filiera e medici.
La Danimarca ha bandito il piombo nelle munizioni da caccia già nel 1996, senza ripercussioni negative sull’attività venatoria. L’Italia può e deve fare altrettanto. Il governo intervenga con limiti, divieti e informazione.” Lo dichiara Eleonora Evi, deputata Pd prima firmataria dell’interrogazione sottoscritta anche dai colleghi Pd Ilenia Malavasi, Marco Furfaro e Paolo Ciani.
Ritardi Salvini acclarati, subito i cantieri
“È stato finalmente approvato il progetto esecutivo della “Complanarina” di Modena con le modifiche e i finanziamenti necessari. I ritardi accumulati dal Ministero delle Infrastrutture tra prolungati silenzi, conflitti con Società Autostrade e i continui rinvii sono documentati. Oggi Salvini tenta di attribuirsi impropriamente meriti per un traguardo che, in realtà, è stato più volte sollecitato direttamente dal Sindaco Mezzetti, attraverso iniziative del Consiglio Comunale di Modena, nostre interrogazioni parlamentari, a sostegno della mobilitazione costante e determinata di cittadini, imprese e gli altri amministratori del territorio modenese”.
Così il deputato Pd e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari.
“Ora - aggiunge - attendiamo la firma e il testo del decreto, auspicando che l’annuncio non resti solo verbale e strumentale. Il completamento dell’opera, che collegherà direttamente la tangenziale sud al casello di Modena Sud sull’A1, rappresenta infatti un intervento strategico. Consentirà di alleggerire il traffico sulla Vignolese e su via Gherbella, intervenendo su snodi critici della viabilità e migliorando in modo concreto la qualità della circolazione.
Si tratta di un’infrastruttura attesa da tempo, che risponde a esigenze reali del territorio. Un risultato che non può essere ricondotto alla firma tardiva di un singolo decreto, ma che è frutto di un lavoro collettivo, tecnico e amministrativo, del gestore Società Autostrade, spesso silenzioso, ma determinato che ha coinvolto enti locali, progettisti, funzionari e rappresentanti istituzionali a ogni livello. Le opere pubbliche soprattutto quelle viarie non sono trofei da esibire. Per questo il nostro impegno continuerà a essere quello di vigilare affinché i cantieri vengano aperti e chiusi nei tempi previsti, le risorse siano utilizzate con trasparenza e l’intervento produca i benefici annunciati in termini di sicurezza, fluidità del traffico e qualità della vita. I modenesi - conclude - meritano infrastrutture efficienti, non narrazioni autocelebrative”.
Pdl promossa dalla deputata democratica Valentina Ghio
Mercoledì 18 febbraio 2026, ore 11:30 Sala Stampa della Camera dei Deputati
Mercoledì 18 febbraio 2026 alle ore 11:30, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, si terrà la conferenza stampa di presentazione della proposta di legge sulla Mobilità attiva promossa dalla deputata democratica Valentina Ghio.
L’iniziativa nasce dalla crescente diffusione degli spostamenti a piedi e in bicicletta e dalla necessità di rafforzare il quadro normativo in materia di sicurezza e infrastrutture, al fine di garantire maggiore tutela a pedoni e ciclisti.
La proposta di legge è stata elaborata in collaborazione con FIAB – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta e con il contributo di Andrea Colombo, esperto di mobilità sostenibile e sicurezza stradale.
Intervengono:
- Chiara Braga, Presidente Gruppo PD Camera dei Deputati;
- Annalisa Corrado, Eurodeputata Pd;
- Anthony Barbagallo, Capogruppo PD in Commissione Trasporti della Camera;
- Valentina Ghio, Vicepresidente Gruppo PD Camera e prima firmataria della PDL;
- Luigi Menna, Presidente nazionale FIAB;
- Massimo Gaspardo Moro, Coordinatore Centro Studi FIAB;
- Andrea Colombo, Esperto di mobilità sostenibile e sicurezza stradale;
- Luca Valdiserri, Giornalista Corriere della Sera;
Modera:
- Alfredo Di Giovampaolo, Giornalista Rai.
Oggi, mercoledì 18 febbraio, presso la Sala stampa della Camera dei deputati, a partire dalle ore 14.30 si terrà la conferenza stampa di presentazione della proposta di legge “Norme per il riconoscimento dell’ipnosi sanitaria quale strumento di pratica sanitaria nella gestione di diagnosi, cura, riabilitazione e prevenzione”, a prima firma della deputata e Capogruppo PD in Commissione Agricoltura, Antonella Forattini.
L’iniziativa nasce dall’esigenza di riconoscere e inquadrare in modo chiaro e scientificamente fondato, l’utilizzo dell’ipnosi sanitaria come strumento integrativo della pratica clinica, già presente in diversi ambiti della medicina e della psicologia, ma oggi privo di un quadro normativo organico. La proposta di legge intende definire ambiti di applicazione, requisiti professionali, e garanzie per i pazienti, valorizzando le esperienze cliniche consolidate e rafforzando la sicurezza e la qualità delle prestazioni sanitarie.
"Quasi un anno fa Ivan Francescon, poliziotto in vacanza con la sua famiglia sulle spiagge di Jesolo, salvò la vita a una bambina che stava annegando. Oggi quello stesso uomo, che aveva scelto di proteggere gli altri, non è stato protetto. Si è tolto la vita. È una tragedia che addolora e che impone una riflessione profonda". Lo dichiara l’On. Claudio Stefanazzi, deputato del Partito Democratico.
"Dall’inizio del 2026 si contano già otto suicidi tra appartenenti alle forze dell’ordine. Nel 2025 i casi segnalati sono stati 44, nel 2024 cinquanta, nel 2023 trentanove, nel 2022 addirittura settantadue. Numeri impressionanti, che descrivono un’emergenza strutturale troppo a lungo sottovalutata."
"Dietro ogni divisa – prosegue Stefanazzi – c’è una persona, con fragilità, carichi di stress enormi, turni massacranti, esposizione continua a eventi traumatici e, spesso, una solitudine silenziosa. Continuare a parlare di sicurezza senza occuparsi seriamente della salute psicologica di chi garantisce la sicurezza è una grave ipocrisia."
"Servono programmi stabili di supporto psicologico, presidi accessibili in tutti i territori, percorsi di prevenzione, formazione dei dirigenti e un’azione culturale forte per abbattere lo stigma che ancora circonda il disagio mentale nei corpi dello Stato. Ma soprattutto servono risorse vere, non annunci".
"Alla famiglia di Ivan Francescon e a tutte le famiglie colpite da queste tragedie va il mio pensiero più sincero. Lo Stato deve dimostrare, con i fatti, di prendersi cura di chi ogni giorno si prende cura di noi. Non possiamo più permetterci di voltare lo sguardo né continuare a far finta che la pressione cui è sottoposto il personale di pubblica sicurezza non esista".
Mercoledì 18 febbraio, presso la Sala stampa della Camera dei deputati, a partire dalle ore 14.30 si terrà la conferenza stampa di presentazione della proposta di legge “Norme per il riconoscimento dell’ipnosi sanitaria quale strumento di pratica sanitaria nella gestione di diagnosi, cura, riabilitazione e prevenzione”, a prima firma della deputata e Capogruppo PD in Commissione Agricoltura, Antonella Forattini.
L’iniziativa nasce dall’esigenza di riconoscere e inquadrare in modo chiaro e scientificamente fondato, l’utilizzo dell’ipnosi sanitaria come strumento integrativo della pratica clinica, già presente in diversi ambiti della medicina e della psicologia, ma oggi privo di un quadro normativo organico. La proposta di legge intende definire ambiti di applicazione, requisiti professionali, e garanzie per i pazienti, valorizzando le esperienze cliniche consolidate e rafforzando la sicurezza e la qualità delle prestazioni sanitarie.
"Quasi un anno fa Ivan Francescon, poliziotto in vacanza con la sua famiglia sulle spiagge di Jesolo, salvò la vita a una bambina che stava annegando. Oggi quello stesso uomo, che aveva scelto di proteggere gli altri, non è stato protetto. Si è tolto la vita. È una tragedia che addolora e che impone una riflessione profonda". Lo dichiara l’On. Claudio Stefanazzi, deputato del Partito Democratico.
"Dall’inizio del 2026 si contano già otto suicidi tra appartenenti alle forze dell’ordine. Nel 2025 i casi segnalati sono stati 44, nel 2024 cinquanta, nel 2023 trentanove, nel 2022 addirittura settantadue. Numeri impressionanti, che descrivono un’emergenza strutturale troppo a lungo sottovalutata."
"Dietro ogni divisa – prosegue Stefanazzi – c’è una persona, con fragilità, carichi di stress enormi, turni massacranti, esposizione continua a eventi traumatici e, spesso, una solitudine silenziosa. Continuare a parlare di sicurezza senza occuparsi seriamente della salute psicologica di chi garantisce la sicurezza è una grave ipocrisia."
"Servono programmi stabili di supporto psicologico, presidi accessibili in tutti i territori, percorsi di prevenzione, formazione dei dirigenti e un’azione culturale forte per abbattere lo stigma che ancora circonda il disagio mentale nei corpi dello Stato. Ma soprattutto servono risorse vere, non annunci".
"Alla famiglia di Ivan Francescon e a tutte le famiglie colpite da queste tragedie va il mio pensiero più sincero. Lo Stato deve dimostrare, con i fatti, di prendersi cura di chi ogni giorno si prende cura di noi. Non possiamo più permetterci di voltare lo sguardo né continuare a far finta che la pressione cui è sottoposto il personale di pubblica sicurezza non esista".
Pdl promossa dalla deputata democratica Valentina Ghio
Mercoledì 18 febbraio 2026, ore 11:30 Sala Stampa della Camera dei Deputati
Mercoledì 18 febbraio 2026 alle ore 11:30, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, si terrà la conferenza stampa di presentazione della proposta di legge sulla Mobilità attiva promossa dalla deputata democratica Valentina Ghio.
L’iniziativa nasce dalla crescente diffusione degli spostamenti a piedi e in bicicletta e dalla necessità di rafforzare il quadro normativo in materia di sicurezza e infrastrutture, al fine di garantire maggiore tutela a pedoni e ciclisti.
La proposta di legge è stata elaborata in collaborazione con FIAB – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta e con il contributo di Andrea Colombo, esperto di mobilità sostenibile e sicurezza stradale.
Intervengono:
- Chiara Braga, Presidente Gruppo PD Camera dei Deputati;
- Annalisa Corrado, Eurodeputata Pd;
- Anthony Barbagallo, Capogruppo PD in Commissione Trasporti della Camera;
- Valentina Ghio, Vicepresidente Gruppo PD Camera e prima firmataria della PDL;
- Luigi Menna, Presidente nazionale FIAB;
- Massimo Gaspardo Moro, Coordinatore Centro Studi FIAB;
- Andrea Colombo, Esperto di mobilità sostenibile e sicurezza stradale;
- Luca Valdiserri, Giornalista Corriere della Sera;
Modera:
- Alfredo Di Giovampaolo, Giornalista Rai.
“Oggi più che mai la Presidente Meloni porta l'Italia ai margini dell'Europa. La sua presa di posizione contro le critiche del cancelliere tedesco Merz e la difesa della cultura Maga è quanto di più deleterio per l'Italia. Meloni sceglie una cieca fedeltà a Trump al punto di disertare la Conferenza di Monaco, "Fortifying the foundation of transatlantic security" dove si sta discutendo di una nuova architettura di sicurezza europea, perché indigesta al Presidente degli Stati Uniti. Una posizione subalterna quella di Meloni, al punto di accettare anche di partecipare come 'invitata' al Board of Peace, allontanandosi in maniera definitiva dai partner dell'Unione europea. Un vero capolavoro di irresponsabilità”. Lo dichiara in una nota Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione Difesa della Camera.
"La recente ondata di maltempo che sta colpendo duramente la Calabria, con piogge torrenziali, esondazioni di fiumi come il Crati, frane, allagamenti, mareggiate sulle coste tirreniche e interventi straordinari dei vigili del fuoco, evidenzia ancora una volta la fragilità idrogeologica del Sud e l’assenza di una strategia efficace di prevenzione e tutela del territorio. In molte aree della regione sono state registrate criticità significative, con danni ad infrastrutture, minaccia alla ferrovia nel Cosentino e attività di difesa del patrimonio storico come il Parco archeologico di Sibari, mentre le autorità locali e la Protezione Civile proseguono nei monitoraggi e negli interventi di emergenza". Lo dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio.
“Questa ennesima emergenza meteorologica, sempre più frequente e violenta, non può essere affrontata con misure tampone o con un semplice esercizio di comunicazione: serve un riconoscimento chiaro dello stato di emergenza e risorse adeguate per la messa in sicurezza dei territori e per il sostegno alle comunità e alle imprese colpite. È indispensabile un piano strutturale di prevenzione del rischio idrogeologico e di adattamento climatico che metta al centro la tutela della vita, dell’ambiente e delle economie locali, invece di continuare a tagliare risorse e rinviare interventi essenziali", conclude Simiani.
Draghi e Letta indicano la rotta
Siamo orgogliosi, come italiani, che personalità come Mario Draghi e Enrico Letta abbiano indicato con chiarezza la rotta per il futuro dell’Europa. Al vertice informale di ieri hanno tracciato una linea netta: di fronte a sfide economiche, sociali, geopolitiche e di sicurezza senza precedenti, l’unica risposta efficace è rafforzare l’Unione, il suo mercato interno, la sua competitività.
Per difendere famiglie, imprese e lavoro serve un salto politico: procedere verso un’Europa federale. È una sfida esistenziale. O si costruiscono gli Stati Uniti d'Europa o resteremo irrilevanti e indifesi rispetto all'aggressività economica della Cina, agli attacchi militari di Putin e anche alle minacce di Trump. La linea proposta dalla Premier Meloni d'intesa con il cancelliere tedesco Merz va nella direzione opposta: rafforzare il potere dei singoli Stati e ridimensionare l'Unione. È una posizione sbagliata e dannosa per gli interessi nazionali.
Noi riteniamo indispensabile superare l’unanimità in Consiglio e abolire il diritto di veto che oggi paralizza decisioni strategiche. Bisogna sostenere poi cooperazioni rafforzate tra Stati che vogliono andare avanti, come accaduto con l’euro e con Schengen. E lavorare ad un nuovo Next Generation – da 800 miliardi l’anno – per finanziare anche in futuro case, ospedali di comunità, asili nido, scuole, transizione energetica e digitale. Non è una battaglia ideologica, è una scelta di responsabilità. Senza debito comune, senza Eurobond, questi investimenti semplicemente non si fanno.
Fratelli d’Italia non sostenne il Next Generation EU. Oggi Meloni è disposta a lavorare per debito europeo e nuovi investimenti comuni? È pronta a sostenere l’abolizione del veto e il superamento dell’unanimità? Il futuro dell’Europa non può essere ostaggio delle divisioni interne alla maggioranza né di posizioni subalterne rispetto a Trump. È in gioco la nostra libertà, la capacità di sostenere le nostre imprese e difendere il nostro modello sociale. Noi del PD sappiamo da che parte stare”. Lo ha detto Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissione affari europei, ad Agorà su Rai 3
"Ai palestinesi è negato anche lo sport, che dovrebbe essere il luogo della promozione della pace e della convivenza per eccellenza.
Oggi in comitato diritti umani, che presiedo, abbiamo ascoltato le testimonianze del preside del Comitato olimpico palestinese, Jibril Rajoub, della nuotatrice olimpica Valerie Tarazi e della portavoce della Federazione calcistica palestinese Dima Said. Ci hanno raccontato come le atlete e gli atleti palestinesi subiscano un insopportabile doppio standard. "La condizione degli atleti palestinesi non ha uguali al mondo, per noi è tutto un percorso ad ostacoli fatto di divieti imposti dal governo israeliano a raggiungere il luogo dell’allenamento, di mancanza di strutture sportive, di visti negati quando dobbiamo andare all’estero" ha detto Tarazi. Rajoub ha presentato un rapporto con un quadro drammatico: a Gaza non esistono più strutture sportive e in Cisgiordania gli israeliani occupano le palestre per destinarle ad altri usi, spesso legati alla sorveglianza. "A Gaza, aver raso al suolo stadi, campi di calcio, piscine, palestre e ogni altra struttura sportiva non è stato un errore, ma la volontà di impedire ai palestinesi di fare sport e di avere speranza", ha affermato il presidente del comitato olimpico palestinese.
Sal 7 ottobre a oggi sono 684 gli sportivi uccisi e migliaia i feriti appartenenti alle 34 federazioni sportive. In Cisgiordania anche spostarsi per partecipare alle competizioni è un azzardo perché ci sono circa mille check point gestiti in maniera del tutto arbitraria dall'esercito israeliano. "Noi non abbiamo accesso allo sport come tutti gli altri - ha sottolineato Dima Said -: senza beni di prima necessità, senza la sicurezza, senza libertà come si fa a fare sport?".
Mentre stiamo tifando le nostre squadre impegnate nelle olimpiadi invernali di Milano-Cortina, non possiamo non accogliere l'appello che ci arriva dal mondo dello sport palestinese.
Scriveremo al Comitato olimpico internazionale, alla Fifa e all'Uefa perché si prendano le responsabilità che finora hanno eluso, adoperandosi per garantire alle atlete e agli atleti palestinesi gli stessi diritti degli atleti di tutto il resto del mondo". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
Ancora una volta Nordio manca del senso della misura. Nel becero tentativo di coprire i fallimenti del governo sulla sicurezza, attacca la sinistra. Non accettiamo nessuna lezione sulla lotta alla violenza politica perchè abbiamo pagato un tributo di sangue per difendere la democrazia dagli attacchi del terrorismo rosso e nero. Se, come dice, il Ministro Nordio conosce la storia di quegli anni, il fatto che la travisi volutamente dimostra l’attacco strumentale e inaccettabile.
Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
“Sulla sicurezza siamo di fronte al fallimento del governo Meloni, non perché lo dice il Partito Democratico, ma perché lo dicono i cittadini. Il senso di insicurezza cresce, mentre si moltiplicano episodi violenti e reati predatori che incidono direttamente sulla vita delle persone. Eventi come il recente attacco al portavalori sulla superstrada di Brindisi hanno avuto un impatto emotivo fortissimo e rappresentano solo la punta dell’iceberg di un problema più ampio”. Lo dichiara il deputato Matteo Mauri, responsabile nazionale Sicurezza del Partito Democratico.
“Il governo – prosegue l’esponente dem - continua a predicare sicurezza, ma nei fatti non mette in campo le scelte strutturali necessarie. Di fronte alle difficoltà, l’unica risposta sembra essere la produzione continua di decreti legge presentati mediaticamente, spesso senza nemmeno testi ufficiali pubblicati. Si tratta di un racconto costruito solo per esigenze di propaganda e non per affrontare seriamente le criticità del sistema sicurezza. La priorità dovrebbe essere chiara: occorre intervenire sugli organici delle forze dell’ordine. In questi anni, e in particolare durante il governo Meloni, assistiamo a una riduzione significativa del personale, con migliaia di agenti in meno, soprattutto nella Polizia di Stato”.
“Le assunzioni rivendicate dall’esecutivo – conclude Mauri - non rappresentano un reale potenziamento, ma servono in larga parte a sostituire chi va in pensione, e spesso nemmeno integralmente. Il paradosso è evidente: si chiedono sempre più compiti e funzioni alle forze dell’ordine, senza rafforzarne adeguatamente le strutture e le risorse umane. È un atteggiamento irresponsabile che non va nell’interesse dei cittadini né degli operatori della sicurezza. Servono investimenti veri, programmazione e scelte coerenti, non slogan”.