28/01/2026 - 14:22

"Sul Ponte sullo Stretto il ministro Salvini sta tentando di forzare i tempi per avviare i cantieri, ma queste scorciatoie stanno portando il governo contro un muro". Lo afferma Marco Simiani, deputato Pd e capogruppo in Commissione Ambiente, commentando le ultime decisioni sull’iter del progetto. "Lo hanno evidenziato anche i magistrati della Corte dei Conti: mancano autorizzazioni fondamentali e la documentazione trasmessa al Cipess non consente né di sbloccare le risorse né di superare i necessari controlli", sottolinea Simiani.

"Si sta tentando di bypassare la Corte dei Conti per forzare l’avvio del Ponte, creando una grave confusione istituzionale. Una scelta irresponsabile che rischia di provocare un danno enorme non solo al governo, ma all’intero Paese. Le grandi opere si possono e si devono fare, ma vanno realizzate bene, nel pieno rispetto delle regole, delle valutazioni ambientali e con il coinvolgimento dei territori e dei cittadini.
Il Partito democratico e il centrosinistra – prosegue l'esponente dem – hanno sempre sostenuto le grandi infrastrutture quando utili allo sviluppo, come dimostra la Tav, realizzata garantendo tutte le autorizzazioni ambientali e contribuendo, anche con risorse europee, alla costruzione dell’opera".

"Oggi però - conclude Simiani - le priorità sono altre. Sicilia, Calabria, Sardegna e Basilicata stanno vivendo giorni drammatici a causa del dissesto idrogeologico. Invece di investire sulla messa in sicurezza dei territori, il governo parla solo del Ponte e scarica sulle imprese obblighi assicurativi per eventi catastrofali che non coprono nemmeno mareggiate e bombe d’acqua. È indispensabile cambiare paradigma: le risorse vadano subito alla messa in sicurezza del territorio. È la prima priorità per la sicurezza delle persone ed è anche una grande opportunità industriale per il Paese.

 

28/01/2026 - 12:52
"È importante far sentire la voce di condanna del Governo italiano per le violenze e le persecuzioni in atto in Siria ai danni delle minoranze etniche, e in particolare dei curdi e della loro esperienza democratica e solidale di autonomia basata su pluralismo etnico e parità di genere; nonché premere affinché l’UE e gli organismi multilaterali agiscano con tutti gli strumenti previsti dal diritto internazionale per fermare il Governo di Damasco e i suoi propositi di sterminio". È questo il cuore della lettera che Laura Boldrini, Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, ha inviato al ministro degli Esteri Tajani. Al ministro si chiede anche "di fare suo l’appello urgente che la Mezzaluna Rossa Curda ha rivolto alla comunità internazionale, alle Nazioni Unite, all’Unione Europea e alle organizzazioni umanitarie affinché si apra al più presto un corridoio umanitario verso Kobane, allo scopo di consentire l’ingresso di aiuti salvavita: medicinali, carburante, cibo, generatori elettrici, coperte e assistenza medica d’urgenza". "Le Syrian Democratic Forces (SDF), le forze armate curde di Kobane e del Rojava, hanno per anni combattuto e alla fine sconfitto l’Isis con il sostegno della coalizione internazionale guidata dagli USA, pagando un prezzo altissimo in termini di vite umane. In questo modo hanno debellato una minaccia terroristica che incombeva anche sui Paesi europei e occidentali - si legge nella lettera -. Oggi la preoccupazione per una ripresa delle azioni dell’Isis torna a manifestarsi" come dimostrano le bandiere dell'Isis che sventolano a Raqqa. "Questo perché - spiega Boldrini - alle SDF è stato tolto il controllo delle migliaia di miliziani dello «Stato Islamico» che sono stati tenuti in sicurezza in prigioni e campi di detenzione, dai quali hanno già iniziato a fuggire".
"Milizie vicine al governo di Damasco, che dopo aver aggredito alawiti e drusi ora si accaniscono contro le popolazioni di etnia curda, si avvalgono anche del silenzio della comunità internazionale e della stessa Unione Europea, che nulla hanno detto su quanto sta avvenendo in queste settimane" prosegue la lettera. Da qui la richiesta a Tajani di far sentire la voce del governo italiano e di pressare per l'apertura di corridoi umanitari verso Raqqa.

 

27/01/2026 - 16:23

"Il problema è molto serio e non può essere sottovalutato. Parliamo di una sorta di milizia paramilitare che sta operando negli Stati Uniti in un clima di totale anarchia e impunità. Le immagini sono sotto gli occhi di tutti: omicidi a sangue freddo, minacce, violenze diffuse. Un modello di polizia autoritaria che non ha nulla a che vedere con la nostra idea di democrazia, con i principi della Costituzione e persino con i valori fondanti dei Giochi Olimpici. Per questo abbiamo presentato un’interrogazione al ministro dell’Interno Piantedosi, chiedendo una cosa semplice e chiara: che nessun agente di questa struttura venga impiegato in Italia in occasione dei Giochi Olimpici. A oggi, però, dal Governo non è arrivata alcuna risposta". Lo ha detto Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissione politiche europee, a Tagadà su La7

"Anzi, ha aggiunto, abbiamo assistito a una pantomima di un governo imbarazzato e imbarazzante, che dimostra tutta la sua inadeguatezza nel gestire un tema così complesso e delicato. Prima il ministro Piantedosi ha negato di esserne a conoscenza, un ministro, di fatto, “a sua insaputa”, poi ha sostenuto che, anche qualora fossero arrivati, non ci sarebbero stati problemi. Dichiarazioni smentite poco dopo dal presidente Fontana. Successivamente il Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Viminale ha chiarito che non sarebbero stati inviati agenti in Italia. E ora, invece, apprendiamo che quegli agenti dovrebbero arrivare.  Di fronte a questa confusione chiediamo chiarezza e verità. Non ci sentiamo tutelati da un Governo che affronta con tale leggerezza un tema così sensibile, che riguarda la sicurezza, la democrazia e il rispetto dei nostri valori costituzionali. Intervenga anche la presidente del Consiglio, che finora non ha detto una parola chiara. Non è tollerabile che la Premier si spinga fino ad ipotizzare candidature al Nobel di Trump, e poi il governo non sia in grado di affermare una posizione netta: che questo tipo di forze restino fuori dal nostro Paese".

 

27/01/2026 - 13:21

Dem: non vogliamo milizia Trump su nostro territorio

“Questo balletto di dichiarazioni, con il Ministro Piantedosi prima smentito dal Presidente della Regione Lombardia e oggi dal portavoce dell’ICE, dimostra l’improvvisazione con cui tutto il Governo sta affrontando un tema delicatissimo come quello della sicurezza.
Prendendo per buone le parole del Ministro Piantedosi, che aveva dichiarato di non avere notizie sulla presenza di agenti dell'ICE, osserviamo che sembra più informata la stampa che il Governo. Questo non tranquillizza certo i cittadini italiani. Così come nessuno può essere tranquillo pensando che in giro per le città italiane ci saranno agenti del Corpo di Polizia che risponde a Trump. E che sta compiendo negli Stati Uniti azioni inaccettabili che mettono in discussione diritti fondamentali, libertà civili e garanzie dello Stato di diritto. È un modello incompatibile con i valori e con l’ordinamento del nostro Paese e l'ICE non è benvenuto in Italia. Altro che "polemiche sul nulla" come qualcuno ha detto. È venuto il momento di alzare la testa e tenere la schiena dritta difendendo la dignità internazionale dell'Italia e di smetterla con ambiguità e silenzi francamente imbarazzanti. Per questo il Partito Democratico ha presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Interno Piantedosi, chiedendo chiarimenti immediati e l’esclusione di qualsiasi presenza operativa dell’ICE sul territorio italiano”. Lo dichiara Matteo Mauri, deputato e responsabile Sicurezza del Partito Democratico.

 

26/01/2026 - 18:40

L’arroganza dei coloni israeliani non conosce confini. Questa volta contro carabinieri italiani impegnati a garantire la sicurezza diplomatica. Non è accettabile che siano stati fermati e minacciati con uso delle armi. Sono anni che i coloni uccidono, minacciano e tengono sotto pressione i palestinesi con abusi, violenze e apartheid. È ora che il governo italiano dica a Netanyahu di fermarsi perché l'impunità alla quale i coloni israeliani sono abituati non è più tollerabile.

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

26/01/2026 - 17:33

Interrogazione PD su agenti ICE alla Camera

Il Partito Democratico ha presentato un’interrogazione parlamentare alla Camera dei deputati per chiedere al Governo chiarimenti urgenti sulla possibile presenza in Italia di agenti dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) al seguito della delegazione statunitense durante le Olimpiadi e le Paralimpiadi invernali di Milano-Cortina. “È inaccettabile che a poco dall'apertura dei Giochi Olimpici non ci sia ancora chiarezza su un punto così delicato. Il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha detto di non sapere. Ma arrivati a questo punto il Governo non può non sapere. Si tratta di un fatto molto grave. Anche perché è del tutto evidente che se il Presidente Trump vorrà mandare l'ICE in Italia - alla luce di quello che sta accadendo negli Stati Uniti e dell'indignazione che sta causando - si tratterebbe di una vera e propria provocazione al nostro Paese. Nei quesiti rivolti al ministro Piantedosi si chiede: “quali iniziative urgenti intenda adottare, anche sul piano diplomatico, e d’intesa con i Ministri interessati, per assicurare che durante i giochi olimpici invernali non siano in ogni caso presenti agenti dell’ICE, alla luce dei gravi fatti riportati in premessa”.
A dichiararlo è Matteo Mauri, deputato del Partito Democratico e responsabile Sicurezza del PD: “Il Governo e la maggioranza stanno giocando una partita pericolosa, tra ambiguità e silenzi. Con l'assurdità delle dichiarazioni del Presidente della Lombardia Fontana, che prima ammette l'arrivo dell'ICE e poi smentisce. Quanto sta accadendo negli Stati Uniti dimostra una deriva gravissima: l’ICE è il simbolo di un modello di polizia che non vogliamo avere nel nostro Paese. Il corpo di Polizia dell'Ice non è gradito”.

 

26/01/2026 - 08:38

La riapertura del fronte di frana a Niscemi è una ferita per un’intera comunità, a cui va la nostra solidarietà e vicinanza. Centinaia di sfollati, rischio di isolamento del paese, la situazione è drammatica. Chiediamo al Governo di inserire la frana di Niscemi nella dichiarazione dello stato di emergenza nazionale per le devastazioni causate dal ciclone Harry. Nei giorni scorsi, come parlamentari siciliani del Pd, avevamo presentato un’interrogazione per chiedere al Governo gli interventi urgenti e necessari per la protezione civile e la messa in sicurezza del paese colpito, non abbiamo ricevuto risposta. Ma oggi non è il momento delle polemiche. Abbiamo presentato due emendamenti al milleproroghe per sospendere i tributi delle popolazioni colpite dalla devastazione in Sicilia e restituire subito ai siciliani un miliardo impegnato sul Ponte di Salvini - che nel 2026 è inutilmente buttato perché comunque non sarà mai speso - per gli interventi di ricostruzione. Tutto questo va esteso anche a Niscemi” così il deputato democratico Peppe Provenzano.

25/01/2026 - 19:00

“Come mostrano le immagini dei giornalisti della trasmissione in Mezz’ora, che stanno circolando online, operatori della Rai impegnati negli Stati Uniti sono stati verbalmente minacciati da agenti della polizia ICE e impediti nello svolgimento del proprio lavoro. Esprimiamo piena solidarietà ai giornalisti coinvolti e condanniamo con forza questi episodi, che rappresentano un attacco gravissimo alla libertà di stampa.
Ci chiediamo se Rai abbia denunciato ufficialmente quanto accaduto e quali iniziative siano state adottate dal governo italiano per tutelare i propri cittadini all’estero. L’episodio rivela quanto il modello politico di Trump metta in discussione le basi del diritto e della libertà.
Chiediamo a Meloni e Tajani di prendere pubblicamente le distanze da questi comportamenti e di farsi garante della sicurezza e della libertà dei giornalisti italiani, anche nei rapporti con gli Stati Uniti” così i il capogruppo del Pd nella Commissione di Vigilanza Rai, Stefano Graziano

 

25/01/2026 - 15:46

“Il silenzio assordante di Giorgia Meloni e del governo sugli omicidi compiuti dagli agenti dell’ICE non è neutrale: è una chiara scelta politica”, così una nota di Matteo Mauri, responsabile sicurezza del Partito Democratico, deputato PD.
“Questi silenzi sui fatti gravissimi che stanno accadendo allarmano anche perché in Italia sta per essere emanato un ennesimo decreto sicurezza, che dalle anticipazioni del ministro Piantedosi conterrà ancora numerose norme contro la liberta’ di manifestare il dissenso politico.
A Minneapolis un uomo di 37 anni, Alex Pretti, è stato colpito mortalmente da agenti federali dell’ICE durante un’operazione di contrasto all’immigrazione. Pretti era un infermiere, non un criminale, e le immagini diffuse dai media mostrano dinamiche agli antipodi rispetto alla versione ufficiale: le autorità federali affermano un confronto armato, mentre video e testimonianze raccontano di un uomo disarmato che stava cercando di aiutare altri manifestanti prima di essere ucciso barbaramente. Questa è una deriva inaccettabile della sicurezza, fuori dallo stato di diritto, da cui serve una presa di distanza netta da Trump e da chi considera la repressione la risposta al dissenso politico. E in questo contesto preoccupano ancora di più le notizie degli incontri del vicepremier Salvini con chi teorizza quelle modalità di azione e vede nella violenza uno strumento legittimo.
Giorgia Meloni ha il dovere di chiarire da che parte sta il suo governo, se con lo Stato di diritto o con forme di repressione che comprimono gravemente le libertà costituzionali”.

 

24/01/2026 - 12:41

Il Partito democratico chiede al Governo di fare piena luce su indiscrezioni giornalistiche riguardanti la presenza in Italia di agenti dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement) durante le Olimpiadi e Paralimpiadi invernali di Milano-Cortina. A renderlo noto è Matteo Mauri, responsabile nazionale Sicurezza del Pd e deputato della Camera in Commissione Affari costituzionali, annunciando il deposito di una interrogazione parlamentare rivolta al ministro dell’Interno Piantedosi.
“La gestione della sicurezza di un grande evento internazionale deve avvenire nel rispetto delle competenze, delle regole e dei principi costituzionali – afferma Mauri –. Eventuali forme di cooperazione con apparati di sicurezza stranieri non possono essere apprese dalla stampa, né rimanere prive di un quadro normativo e operativo chiaro”.
“Alla luce dei gravissimi fatti che hanno coinvolto l’ICE negli Stati Uniti in questi ultimi tempi e le accuse che ne sono seguite – prosegue Mauri – è doveroso che il Governo sgombri immediatamente il campo da ogni dubbio".
Il tema, conclude Mauri, “sarà sollevato anche in Commissione Affari costituzionali, perché la sicurezza non può mai essere disgiunta dalla tutela rigorosa dei diritti e dall’immagine internazionale del nostro Paese”.

 

23/01/2026 - 18:12

«È molto grave che il ministro dell’Interno Piantedosi continui a fare disinformazione sui numeri che riguardano l’organico delle forze di polizia». Lo dichiara il responsabile Sicurezza del Partito Democratico, il deputato Matteo Mauri.

«I dati, che sono oggettivi, dimostrano chiaramente ad esempio che le assunzioni in Polizia fatte dal governo Meloni in questi anni non sono state nemmeno sufficienti a coprire il turnover. Sono i dati ufficiali della stessa Polizia di Stato a certificarlo. Segnando una diminuzione continua dell'organico dal 2023 in poi.

Le chiacchiere stanno a zero e il ministro si prende una grave responsabilità nel continuare a negare questa evidenza».«Nel tweet pubblicato oggi – aggiunge Mauri – Piantedosi arriva persino a fare un confronto con il 2020, l’anno del Covid e del lockdown, un paragone strumentale e fuorviante. Tra l’altro, si tratta dell’anno in cui lui stesso ricopriva l’incarico di Capo di Gabinetto al Viminale: un dettaglio che rende ancora più evidente il carattere propagandistico di questa operazione».

«La realtà – prosegue Mauri – è che, mentre diminuiscono i presìdi della polizia sul territorio, aumentano le aggressioni, i furti e le rapine, ed è sempre più diffuso tra i cittadini un forte senso di insicurezza. Come segnalano anche molti sindaci, le città sono sempre più sguarnite di agenti nelle strade, soprattutto nelle ore notturne, ma questa situazione riguarda purtroppo anche le aree interne, non solo i grandi centri urbani».

«Piantedosi la smetta con questa operazione di propaganda e con il gioco delle tre carte. Sulla sicurezza dei cittadini servono serietà, trasparenza e scelte concrete, non propaganda», conclude Mauri.

 

23/01/2026 - 14:25

“Abbiamo presentato un’interrogazione parlamentare ai Ministri della Protezione civile, delle Infrastrutture e dell’Ambiente per chiedere chiarimenti urgenti sulla grave frana che il 16 gennaio scorso ha colpito il territorio di Niscemi, in provincia di Caltanissetta, mettendo a rischio abitazioni, infrastrutture e la sicurezza di cittadine e cittadini”.

Così i deputati democratici, Peppe Provenzano e Giovanna Iacono.
“La vicenda di questi giorni - aggiungono - riporta drammaticamente alla memoria quanto già accaduto nel 1997, quando un’altra frana colpì Niscemi causando ingenti danni e l’evacuazione di circa 400 persone. Nonostante allora fossero state adottate misure straordinarie di protezione civile, il versante ovest – oggi nuovamente interessato dal dissesto – presentava già evidenti condizioni di instabilità.
Con l’interrogazione chiediamo al Governo di chiarire se esistano progetti esecutivi per la stabilizzazione dei versanti, se siano state richieste o ottenute risorse finanziarie e se siano stati effettuati studi geologici aggiornati. E, soprattutto, quali interventi urgenti si intendano mettere in campo per il ripristino in sicurezza della Strada provinciale 12, arteria fondamentale per il territorio. La sicurezza delle persone non può dipendere da interventi tampone o da promesse rimaste sulla carta. È indispensabile conoscere lo stato reale della programmazione e delle risorse disponibili, e soprattutto, avviare finalmente opere strutturali di messa in sicurezza. Niscemi non può continuare a vivere nell’emergenza permanente. Seguiremo con attenzione l’evolversi della situazione e l’iter della nostra interrogazione - concludono - mantenendo costante il confronto con le istituzioni preposte e con la Protezione civile”.

 

23/01/2026 - 12:28

"La riforma della governance portuale approvata dal governo rischia di penalizzare gravemente i porti di Livorno e Piombino e l’intero sistema economico della costa toscana. Dai dati Assoporti sui bilanci 2024 emerge che l’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Settentrionale perderebbe circa 20 milioni di euro, risorse che oggi restano sul territorio e che verrebbero invece trasferite alla nuova società centrale Porti d’Italia S.p.A. Parliamo di una quota rilevantissima delle entrate dell’Autorità di sistema, risorse fondamentali per garantire manutenzioni, sicurezza, investimenti, sostenibilità ambientale e competitività del sistema portuale". Lo riporta una nota di Alessandro Franchi, consigliere regionale della Toscana del Partito Democratico, e Marco Simiani, deputato Pd.

"La riforma non rafforza il coordinamento nazionale ma centralizza e svuota le Autorità di sistema, sottraendo risorse e competenze ai territori e prevedendo anche il trasferimento del 25 per cento del personale a Porti d’Italia Spa. Il risultato concreto sarà un indebolimento dei porti, a partire da Livorno, e il rischio di scaricare i costi su imprese e lavoratori attraverso l’aumento di canoni e tariffe. Indebolire i porti di Livorno e Piombino significa colpire lavoro, logistica, industria e sviluppo territoriale: per questo chiediamo al governo di fermarsi, aprire un confronto vero con i territori e rivedere radicalmente una riforma che, così com’è, rischia di produrre danni strutturali", conclude la nota.

 

23/01/2026 - 12:02

"In questi giorni sono stati avviati lavori strutturali e riorganizzativi presso la Casa circondariale di Nuoro – Badu ’e Carros. Durante una visita parlamentare è stato riscontrato lo svuotamento di intere sezioni, il trasferimento di gran parte dei detenuti e l’avvio di interventi in reparti di alta sicurezza recentemente ristrutturati, circostanza che, per modalità e tempistica, non appare riconducibile a semplice manutenzione ordinaria. È urgente chiarire se gli interventi siano collegati a una riorganizzazione finalizzata all’accoglienza di detenuti sottoposti al regime speciale 41-bis, anche alla luce delle dichiarazioni rese in Conferenza Stato-Regioni il 18 dicembre 2025 sulla razionalizzazione del circuito. Per questo abbiamo presentato un’interrogazione al Ministro della Giustizia, chiedendo dettagli su opere e sezioni interessate, costi, risorse impiegate, ditte incaricate e modalità di affidamento. Chiediamo inoltre che il Ministro riferisca tempestivamente alle Camere, assicurando piena trasparenza sugli interventi nelle carceri sarde connessi al circuito 41-bis". Così in una nota i deputati Silvio Lai (PD) e Francesca Ghirra (Avs).

 

22/01/2026 - 15:26

“La Commissione Europea ha avviato una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia per il mancato rispetto del codice europeo delle comunicazioni elettroniche anche a seguito della denuncia di interferenze sui canali radiofonici dei Paesi confinanti con l’Italia. Tale situazione, ancora non affrontata dal governo italiano, potrebbe portare con un colpo di spugna alla cancellazione delle frequenze delle emittenti radiofoniche Fm del nostro Paese. Sotto pericolo di chiusura oltre 2mila impianti anche perché non si è proceduto, irresponsabilmente, ad una valutazione concreta della problematica attraverso una analisi tecnica e legale degli aspetti sollevati dalla Commissione Europea”.

Così i deputati emiliani del Pd, Stefano Vaccari, Virginio Merola, Andrea De Maria, Ilenia Malavasi e Andrea Rossi, che hanno depositato un’interrogazione al ministro per le Imprese per chiedere al governo come intenda difendere il comparto radiofonico, quali approfondimenti legali e tecnici intenda assumere per rispondere alla procedura di infrazione, quali sarebbero gli impianti radiofonici coinvolti e in che cosa consisterebbero nel dettaglio le asserite situazioni interferenziali.

“Al governo - aggiungono - probabilmente sfugge il valore sociale ed economico delle radio in Italia. Non solo hanno una penetrazione quotidiana che coinvolge oltre 35 milioni di persone ma sono al tempo stesso un mezzo resiliente, capace di garantire un’informazione libera, gratuita ed immediata che peraltro si è dimostrato essenziale nei casi di emergenza. Senza dimenticare che stiamo parlando di impianti radiofonici che operano da oltre 30 anni in virtù di concessioni ministeriali, rilasciate a norma di legge, per le quali lo Stato ha riscosso e sta riscuotendo tasse e canoni. Il governo - concludono - esca finalmente allo scoperto ed eviti decisioni frettolose e semplicistiche”.

 

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