"Le dichiarazioni rilasciate oggi a Roma dal premier ungherese Viktor Orbán sono sbagliate e non condivisibili. Mentre l’Ucraina continua a difendere la propria libertà, Orbán afferma che ‘sulla guerra in Ucraina c’è ben poco da fare’, che ‘l’Europa è fuori dai giochi’ e annuncia un viaggio a Washington per ‘aggirare le sanzioni’ contro la Russia, colpendo così direttamente la credibilità dell’Unione Europea e degli Stati Uniti.
È una posizione che mina i principi di solidarietà europea, indebolisce il fronte comune contro l’aggressione di Putin e rischia di compromettere la sicurezza e l’autonomia economica, industriale ed energetica del nostro continente. La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni prenda le distanze pubblicamente dalla linea del suo alleato sovranista. Perché non è più tollerabile che il Governo italiano si mostri indulgente e ambiguo verso chi lavora per distruggere l’Europa dall’interno". Lo dice Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissione politiche europee.
Da governo disattenzione e poche risorse
“Al terzo summit della ristorazione collettiva presso Cirfood District a Reggio Emilia sono emersi dati importanti sull’evoluzione delle abitudini alimentari In Italia in relazione all’età, al sesso e alla nazionalità del campione studiato. La ristorazione collettiva è sempre più riconosciuta come elemento essenziale dal grande valore sociale ed economico, pietra angolare nell’educazione alimentare delle giovani generazioni, soprattutto in un’epoca in cui i pasti in casa sono sempre più veloci e frugali. Il Governo si limita a convocare tavoli tra i diversi ministeri, a scaricare sui comuni i costi delle politiche su questi temi e stanzia appena 800mila euro per tutto il 2026 sul tema dell’obesità infantile, che pure è stata riconosciuta nei Lea come malattia cronica soprattutto nelle nuove generazioni. Le risorse stanziate sono assolutamente insufficienti”.
Così i deputati Pd della commissione Agricoltura, Stefano Vaccari, segretario di Presidenza della Camera, e Andrea Rossi, primo firmatario della Pdl sull’educazione alimentare.
“Per aggredire nelle scuole dell’obbligo questo flagello che coinvolge migliaia di giovani in tutto il Paese, penalizzando il loro sviluppo psicofisico - aggiungono - è necessario investire molto di più sulle politiche dell’alimentazione e dell’educazione alimentare, cosa che si può fare proprio partendo dalle mense scolastiche. La tradizione della cucina italiana è basata sulla filiera corta con i prodotti che arrivano dalle nostre coltivazioni direttamente sulle nostre tavole e questa deve essere la via maestra per formare i nostri giovani nel rapporto con il cibo. Ben altre risorse servono anche per migliorare gli standard di sicurezza alimentare e sostenibilità ambientale, aspetti che incidono sulle scelte alimentari delle famiglie italiane sempre di più, come emerso dai dati presentati durante il summit. Il Pd - concludono - ha formulato anche una proposta di legge sull’educazione alimentare che è a disposizione per discutere nel merito delle scelte da fare su questo tema”.
“In un vibrante post sui social Giorgia Meloni ha ringraziato Jacopo e Gaia, due agenti di Polizia del commissariato di Sant’Ippolito, che a Roma nei giorni scorsi a Via di Portonaccio hanno salvato una bambina che stava soffocando. Ha fatto bene perché sono effettivamente due eroi, che meritano di essere ringraziati da tutte le istituzioni, ed è importante che tutti riconoscano il prezioso lavoro quotidiano che portano avanti ogni giorno insieme a tutti i loro colleghi. Con l’occasione però, la Presidente Meloni apra finalmente gli occhi sull’assurda situazione che vive proprio il Commissariato di Sant’Ippolito, dove lavorano questi eroici agenti, che come ha denunciato più volte il Presidente del IV Municipio Massimiliano Umberti è stato definanziato dal suo stesso Governo. Un esempio concreto di come la destra sostenga la sicurezza solo con le chiacchiere: in Via Achille Tedeschi è già stata identificata da tempo la nuova sede del commissariato che è uno degli unici due in un territorio di circa 170 mila abitanti nel cuore del quadrante est della Capitale. Senza questa nuova sede, se succede qualcosa nell’area della stazione Tiburtina, gli agenti devono partire da San Basilio o da San Lorenzo. Prima che arrivasse la Presidente Meloni il nuovo commissariato era stato finanziato con 9 milioni di fondi CIPE e 4 del Ministero dell’interno. Adesso che la destra è al Governo questi fondi non ci sono più, il nuovo commissariato resta chiuso, i cittadini sono più insicuri e gli agenti fanno i salti mortali per garantire comunque la sicurezza: la Presidente Meloni con quale faccia si ricorda di loro solo per ringraziarli pubblicamente ma dimentica le donne e gli uomini in divisa quando scrive una manovra che non mette le risorse per sostenerli e tenere aperti i commissariati sul territorio? Perché il Ministro dell’interno Piantedosi non ha ancora mai risposto a nessuna delle interrogazioni parlamentari che abbiamo depositato a partire dal maggio 2023 per chiedere conto di questo ennesimo voltafaccia? Ma come si fa a essere dalla parte delle forze dell’ordine solo per alimentare la retorica sui social e poi voltargli le spalle nelle scelte concrete quando si governa?”. Lo scrive sulle sue pagine social Andrea Casu, della presidenza del gruppo Pd alla Camera.
“Sono stati tre giorni di dialogo serrato e ascolto vero tra tutte le parti sociali. Ci siamo confrontati senza pregiudizi e, anzi, gli Stati Generali sono stati il luogo in cui abbiamo raccolto le critiche, sempre costruttive, perché come ci ha ricordato il nostro Presidente Mattarella non esistono scorciatoie su temi come la sicurezza sul lavoro”.
Così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, al termine della tre giorni degli Stati Generali su Salute e Sicurezza sul lavoro a Montecitorio.
“È stata una maratona impegnativa ma piena di spunti, molti decisamente di buon senso: sembrerebbe, infatti, che maggioranza e opposizione possano trovare dei punti di unione su un tema che non deve avere colore politico. Oggi, alla presenza di Tino Magni, presidente della Commissione sulle condizioni di lavoro al Senato, e di Walter Rizzetto, presidente della Commissione Lavoro, abbiamo concordato che occorre un impegno bipartisan per conseguire quanto emerso in queste giornate - prosegue la deputata - Ci sono arrivate delle richieste più che comprensibili, alcune anche toccanti, come quelle da parte dei famigliari delle vittime, che ci hanno ricordato che nonostante sia passato del tempo dalla tragedie che li hanno colpiti non è cambiato nulla. Ecco, questo deve cessare”.
“Patenti a punti, accordo Stato Regioni, gratuito patrocinio: sono tutti punti su cui ci sono state richieste modifiche e miglioramenti, sono sicura che riusciremo, insieme, a essere più efficaci nel lavoro legislativo a prescindere dalle bandiere politiche. Do l’appuntamento al prossimo anno con una speranza: che ci sia un coordinamento della governance delle banche dati, perché ciò che abbiamo tristemente registrato in questa edizione è che sia sul fronte della giustizia sia su quello di appalti e subappalti non ci sono dati a disposizione e torneremo a chiederli, così come mancano troppi magistrati per garantire che la legge faccia il proprio percorso in tempi decorosi per il dolore di chi ha perso qualcuno” conclude Gribaudo.
a responsabile nazionale giustizia del Pd, la deputata democratica, Debora Serracchiani, ha promosso un’interrogazione parlamentare al Ministro della Giustizia Nordio in merito alle notizie giornalistiche secondo cui “il capo di gabinetto del Ministro della Giustizia ha utilizzato una motovedetta dell'Arma dei Carabinieri”. L’interrogazione - sottoscritta dai deputati Casu, Di Biase, Gianassi, Lacarra, Scarpa - riprende quanto riportato da diversi organi di stampa secondo cui la dottoressa Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto del ministero della Giustizia, “si sarebbe recata tra il 3 e il 4 ottobre 2025 sull’isola di Capri per partecipare a un convegno organizzato dalla Corte di cassazione”, a bordo di un mezzo riservato al Ministro Nordio per motivi di sicurezza e rappresentanza istituzionale, e con la presenza di “il professor Gaetano Arnao, coniuge della medesima, persona estranea all’Amministrazione”.
L’interrogazione sottolinea che “non risulterebbero sussistenti le condizioni di sicurezza o di emergenza tali da giustificare l’impiego di una motovedetta militare” e ricorda che il Codice dell’ordinamento militare riserva l’uso dei mezzi militari “a finalità istituzionali, di servizio o di sicurezza personale di alte cariche dello Stato, previa specifica autorizzazione ministeriale”.
La vicenda, se confermata - scrivono i democratici - solleva questioni di rilievo disciplinare e amministrativo, anche in relazione all’impiego di risorse pubbliche”.
"Le conseguenze delle bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki sarebbero uno scherzo al confronto di quelle delle armi nucleari disponibili oggi. Se venissero usate, segnerebbero la distruzione dell'umanità per come la conosciamo". E' questo l'accorato appello che l'associazione Nihon Hidankyo, Premio Nobel per la pace nel 2024, rappresentata da Masashi Ieshima, e ICAN, campagna internazionale promotrice del Trattato per la proibizione delle armi nucleari (TPNW), premio Nobel nel 2017, rappresentata da Florian Eblenkamp, hanno rivolto al Comitato diritti umani della Camera, che presiedo, durante l'audizione di questa mattina. Ieshima e Eblenkamp erano accompagnati da Alessja Trama, responsabile delle Relazioni esterne del progetto “Senzatomica”, e da Francesco Vignarca, coordinatore Campagne della Rete Italiana Pace Disarmo". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidene del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Le armi nucleari oggi disponibili sono esponenzialmente più potenti di quelle usate dagli Usa sul Giappone 80 anni fa. E, in questo momento, a possederle non è più un solo Paese come allora, ma ben nove. L'allarme lanciato da Ieshima ed Eblenkamp ha basi solide: più volte, in passato, il mondo si è avvicinato molto alla possibilità che queste armi di distruzione di massa venissero usate - sottolinea Boldrini -. Un pericolo scampato solo in extremis, ma che non possiamo permettere si ripeta perché, come ha detto Ieshima, "l’uso di queste armi è un pericolo esistente e l'unica cosa da fare per mettere in sicurezza l’umanità è abolirle".
"La Commissione esteri ha già approvato nel 2023 all'unanimità una risoluzione a mia firma che impegnava il governo a partecipare come osservatore alla scorsa Conferenza del TPNW. Ma a quell'impegno non c'è stato alcun seguito. Continueremo convintamente a lavorare perché l'Italia si avvicini al Trattato e si impegni concretamente per l'abolizione delle armi nucleari" conclude la presidente del Comitato.
Oggi ultima giornata degli Stati Generali su Salute e Sicurezza sul lavoro. L’appuntamento è alle ore 10 in Sala della Lupa con gli interventi della presidente della Commissione d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, Chiara Gribaudo, Tino Magni, presidente della Commissione d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia al Senato, Walter Rizzetto, presidente della Commissione Lavoro pubblico e privato, e Antonio di Bella, presidente ANMIL. Durante la tavola rotonda ci sarà la presentazione degli esiti dei gruppi di lavoro riunitisi ieri per discutere insieme di patente a crediti e il nuovo accordo Stato-Regioni sulla formazione, logistica e benessere mentale. Gli Stati Generali saranno chiusi alle 11.30 con l’intervento della procuratrice della Corte di Cassazione Rita Sanlorenzo, che parlerà di salute e sicurezza sul lavoro in rapporto con la giustizia.
“Lei, presidente Meloni, ha parlato degli orrori di Hamas. In noi provocano sconcerto. Si figuri quando abbiamo sentito paragonare quell'organizzazione terroristica alle opposizioni democratiche del suo Paese. Sarà il suo famoso appello alla responsabilità. Allora le faccio io un appello: nel piano Trump la prospettiva dei due Stati è avvolta nella nebbia e c’è un solo modo per diradarla: riconoscere lo Stato di Palestina, perché significa riconoscere non Hamas ma l'Autorità nazionale palestinese per dargli forza, condannare l'occupazione illegale e l’annessione della Cisgiordania. Lo hanno già fatto più di 150 Paesi e non è degno per l'Italia arrivare per ultima. I crimini compiuti non possono restare impuniti se vogliamo ricostruire l'integrità del diritto internazionale che ha Gaza è stato seppellito. Contro tutto questo si sono mobilitate le opinioni pubbliche. Trump ha detto a Netanyahu ‘non puoi fare la guerra contro tutto il mondo’. Lui lo ha capito, lei ancora No”.
Così il responsabile Esteri della segreteria del Pd, Peppe Provenzano, intervenendo in Aula alla Camera sulle comunicazioni della presidente Meloni.
“Non c'è pace senza l'Ucraina - ha aggiunto - e non c'è sicurezza senza l'Europa. Lo diciamo dal primo giorno, ma qual è l'iniziativa dell’Italia e dell'Europa? Il vertice tra Trump e Putin, che dovrebbe tenersi in Ungheria, non deve ripetere l'errore dell'Alaska, il cui unico esito è stata una rilegittimazione di Putin sul piano internazionale che lui ha usato per continuare a massacrare l’Ucraina, i civili inermi, chi eroicamente resiste. Questo provoca lo sdegno credo di tutto il nostro Parlamento. Ma una cosa è certa, il Vannacci supporter del macellaio del Cremlino non lo troverete qui tra i nostri banchi. Qui non troverete gli amici di Orban che sono amici di Putin. Meloni - ha concluso - continua a rimproverare l'immobilismo dell'Europa, ma quell'immobilismo è il frutto degli egoismi nazionali delle destre al governo e di una Commissione europea che vi corre dietro. E del potere di veto che volete difendere”.
“Dopo un’inaugurazione toccante con i famigliari dei morti sul lavoro e la seconda giornata dedicata prima alle scuole e alla formazione e con i tavoli tematici successivamente, domani restituiremo gli spunti raccolti con delle proposte politiche per concludere questa tre giorni di Stati Generali. Lo ha detto il Presidente Mattarella e lo abbiamo fatto in questi giorni, producendo e generando attenzione alla cultura della sicurezza. Il percorso però deve andare avanti anche con atti adeguati in Parlamento”.
Così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, al termine della seconda giornata degli Stati Generali su Salute e Sicurezza sul Lavoro, tenutisi a Montecitorio e in collaborazione con la Presidenza della Camera dei Deputati.
L’appuntamento di domani è alle 10 in Sala della Lupa con gli interventi della presidente Gribaudo, Tino Magni, presidente della Commissione d’inchiesta sulle condizioni idi lavoro in Italia al Senato, Walter Rizzetto, presidente della Commissione Lavoro pubblico e privato, e Antonio di Bella, presidente ANMIL. Durante la tavola rotonda ci sarà la presentazione degli esiti dei gruppi di lavoro riunitisi oggi per discutere insieme di patente a crediti e il nuovo accordo stato-Regioni sulla formazione, logistica e benessere mentale. Gli Stati Generali saranno chiusi alle 11.30 con l’intervento della procuratrice della Corte di Cassazione Rita Sanlorenzo, che parlerà di salute e sicurezza sul lavoro in rapporto con la giustizia.
“Sabato mattina mi sono recata per una visita ispettiva all’interno del carcere femminile di Rebibbia, dove ho potuto incontrare otto donne in stato di gravidanza: un numero enorme, conseguenza diretta dello scellerato decreto sicurezza fortemente voluto da questa destra, che ha riportato in carcere madri con figli sotto l’anno di età e detenute in gravidanza”. Lo dichiara Michela Di Biase, capogruppo Pd in commissione Infanzia e Adolescenza.
“Fra queste donne – conclude Di Biase – tre versano in condizioni di salute gravissime, tali da mettere a rischio la loro stessa vita e quella dei nascituri. Ho presentato un’interrogazione scritta per sapere cosa intendano fare il ministro Nordio e il ministro della Salute per garantire l’incolumità di queste detenute. Non possiamo permettere che neppure una donna sia messa in pericolo quando si trova sotto la tutela dello Stato”.
“La carenza di infermieri non si risolve accorciando i percorsi di studio, ma valorizzando la professione: migliori condizioni di lavoro e riconoscimento del ruolo. Chi lavora ogni giorno per la salute pubblica merita più riconoscimento e più risorse, non scorciatoie che rischiano di compromettere la qualità e la sicurezza delle cure. Poi magari arriveremo a proporre anche un liceo per avvocati e uno per commercialisti? Sono davvero senza parole”.
Così sui social il deputato democratico Mauro Laus replica alle parole del leghista Garavaglia, Presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato che ha detto “Crisi infermieri? Colpa della formazione troppo lunga. Meglio un liceo abilitante.”
Dopo una prima giornata ricca di spunti e di dialogo, mercoledì 22 ottobre proseguono gli Stati Generali sulla Salute e la Sicurezza sul Lavoro, organizzati dalla Commissione d’inchiesta parlamentare sulle condizioni di lavoro della Camera dei Deputati presieduta dall’onorevole Chiara Gribaudo, in collaborazione con la Presidenza della Camera dei Deputati.
L’appuntamento è alle 9.30 a Montecitorio, nella Sala della Lupa, dove si terrà il panel sulla formazione e sugli infortuni nell’ambito scolastico, con un saluto della Vicepresidente della Camera dei Deputati Anna Ascani e un intervento introduttivo di Patrizia Marrocco, vicepresidente della Commissione parlamentare d’inchiesta. Gli interventi saranno di Nunzia Catalfo (INAIL), Alessia Rosolen (assessora al Lavoro della Regione Friuli-Venezia Giulia), Mariaelena Dentesano e Dino Parelli che presenteranno la Carta di Lorenzo, Chiara Marciani (Assessora alle Politiche Giovanili e al Lavoro del Comune di Napoli) che racconterà Percorsi Sicuri. Educazione alla salute e sicurezza sul lavoro nei percorsi di formazione scuola-lavoro, Marco Ferro (fondatore Mindful safety), Raffaella Briani (Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione), Massimiliano Sonno (Formedil).
Alle 11.30 si prosegue parlando di tecnologie nell’ambito della salute e la sicurezza sul lavoro, con un intervento introduttivo di Marco Cerreto (Deputato componente della Commissione parlamentare di inchiesta), con la presentazione del progetto Start da parte di Vincenzo Cangemi, Melania Talarico e Patrizia Agnello, con Stefano De La Torre (Safety on Chain Srl), Matteo Vellone (Antea Studio Srl), Giovanni Maria Riccio (Università di Salerno). Nel pomeriggio, dalle 14.30, si discute di Intelligenza Artificiale con uno studio dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, che analizza le pratiche più virtuose adottate dalle imprese italiane in materia di salute e sicurezza sul lavoro, con Tiziano Treu e Michele Faioli, mentre a seguire ci saranno tre tavoli su patente a crediti e il nuovo accordo stato-Regioni sulla formazione, logistica e benessere mentale.
“Mentre alla Camera maggioranza e opposizioni lavorano in concerto per contrastare la piaga delle morti sul lavoro e per dialogare sulla sicurezza durante gli Stati Generali con le parti sociali, quanto sta avvenendo al Senato è di una gravità assoluta: approvare la cosiddetta ‘certificazione di filiera’ significa fare un passo indietro sulla sicurezza e delegittimare il lavoro di qualità”.
Così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, al Senato per il convegno ‘Il decalogo sulla sicurezza sui luoghi di lavoro’.
“Dobbiamo dircelo chiaramente: mentre ai convegni proposte utili dal confronto, qualcuno forza e al Senato si approvano norme che legalizzano il caporalato - prosegue la deputata dem - Lo dico al Governo presente in sala: siamo ancora in tempo, fermatevi” ha concluso Gribaudo.
“Oggi abbiamo l'opportunità di dimostrare che le istituzioni sanno ascoltare, dialogare e decidere insieme. Non sprechiamola. Il vero obiettivo è che queste giornate non siano l'ennesimo convegno, ma l'inizio di un cambiamento reale. Come ha detto il Presidente Mattarella nel messaggio che ho avuto l'onore di leggere, occorre un’“alleanza per la sicurezza sui luoghi di lavoro””.
Così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, all’apertura degli Stati Generali su Salute e Sicurezza sul lavoro.
“Questa edizione tratta diversi temi. Da quello della giustizia, che ci viene chiesta dai famigliari delle vittime, alla formazione, con cui ci eravamo salutato l’anno - ha proseguito la deputata - Un’intera giornata è infatti dedicata alle scuole, alle università, a questi ragazzi e ragazze, specie a quelli impegnati nei percorsi di formazione lavoro, che devono essere esperienze formative dove il rischio deve essere nulla di diverso dallo zero”.
“Avremo tavoli tematici sulla patente a crediti, su cui chiediamo un’apertura da parte del Governo per migliorarla, perché così come è fatta non convince tanta parte del mondo dell’edilizia; sulla logistica, filiera in cui si annidano pratiche di appalti e subappalti che come emerge da alcune inchieste, ultima quella di Biella, sfociano nel caporalato; sul benessere mentale e sul diritto alla disconnessione, perché la salute sul lavoro non è solo fisica, anzi lo stress, il burnout, i rischi psicosociali sono oggi emergenze forse non abbastanza riconosciute. La sicurezza sul lavoro è un obiettivo che ci deve unire, anzi, un obiettivo che è nostro compito dimostrare al paese che non ci divide” ha concluso Gribaudo.
Di seguito il messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella letto da Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, durante gli Stati Generali su Salute e Sicurezza sul lavoro, avviati oggi a Montecitorio.
“La seconda edizione degli Stati Generali sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro rappresenta l’occasione per riaffermare, con rinnovata determinazione, l’impegno a non arrendersi di fronte a incidenti e decessi sul lavoro.
E una sequela quotidiana che ci richiama, drammaticamente, ogni giorno, a quanto sia
urgente intervenire.
La tutela dei lavoratori costituisce la prima forma di giustizia nel lavoro, parte integrante del diritto di ogni donna e uomo a svolgere un’attività dignitosa e protetta. Un lavoro non è vero se non è anche sicuro.
La garanzia della attuazione di questo principio richiede l’impegno congiunto di istituzioni, imprese, lavoratori e parti sociali: un’alleanza capace di superare le differenze per perseguire obiettivi condivisi.
Serve un’alleanza per la sicurezza sui luoghi di lavoro.
Sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori non sono ammesse scorciatoie: questi obiettivi devono guidare ogni scelta e ogni politica del lavoro.
Auspico che da queste giornate emergeranno impegni concreti a questo scopo. Strategie di sviluppo e competitività del nostro Paese non passano dall’allentamento delle tutele dei
lavoratori”.
Sergio Mattarella