03/02/2026 - 15:37

“L’attacco hacker che ha paralizzato l’Università La Sapienza, con il ricatto di un ransomware e la potenziale perdita di dati sensibili di migliaia di studenti e docenti, è l'ennesimo segnale d'allarme di una vulnerabilità nazionale non più tollerabile. Mentre le nostre infrastrutture critiche sono sotto scacco di crew criminali, spesso legate a dinamiche geopolitiche filorusse, il Governo continua a mostrare una preoccupante disattenzione, limitandosi a rincorrere le emergenze senza una visione d'insieme. Abbiamo depositato un'interrogazione urgente al Ministro dell'Interno per sapere come intenda affrontare questa crisi specifica e quali misure intenda finalmente attivare per proteggere il patrimonio digitale del Paese.”

“Non possiamo permettere che la sicurezza nazionale sia lasciata al caso o alla tempestività dei tecnici dell’ACN e della Polizia Postale, ai quali va il nostro ringraziamento. Il Gruppo Pd ha indicato da tempo la strada con la proposta di legge AC 2318 per una strategia nazionale di contrasto agli attacchi estorsivi, ma il silenzio dell’Esecutivo su questo fronte è assordante. È tempo che la maggioranza smetta di ignorare le nostre proposte e investa seriamente nella prevenzione e nella resilienza cibernetica: proteggere i dati della più grande università d'Europa significa proteggere la libertà e la privacy di tutti i cittadini.”

Così Andrea Casu, deputato del Partito Democratico e vice presidente della Commissione Trasporti e Matteo Mauri, deputato e responsabile nazionale Sicurezza del Partito Democratico.  

 

03/02/2026 - 15:15

"Ho sperato fino all'ultimo di sentire dal ministro Piantedosi parole di responsabilità, ma quello che abbiamo ascoltato è solo propaganda. La maggioranza è già in campagna elettorale e strumentalizza un fatto gravissimo da condannare. Un fatto che nulla ha a che vedere con quei 20 mila manifestanti scesi in piazza per manifestare in modo pacifico, così come previsto dall'articolo 17 della nostra Costituzione. E voglio esprimere in quest'Aula tutta la mia vicinanza e solidarietà a quegli uomini e donne in divisa che si sono sacrificati per far rispettare quelle libertà fondamentali, quel diritto, il diritto al dissenso, in sicurezza. E sì, dissenso anche a questo Governo. Diritti che questo governo mette in dubbio ogni giorno. Il ministro oggi in quest'Aula ha disegnato tutte quelle 20 mila persone come se fossero dei delinquenti, tutti raccontati come fossero criminali. Lì c'erano decine e centinaia di persone normali che lottavano per le proprie idee. Il governo vuole strumentalizzare le manifestazioni indette in modo pacifico e questo non lo accettiamo". Lo ha detto in Aula Matteo Mauri, deputato e responsabile Sicurezza del Pd, a proposito dell’informativa alla Camera del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

 

03/02/2026 - 14:54

«Quella del ministro Piantedosi non è stata un’informativa sui fatti di Torino, ma una strumentalizzazione politica di episodi gravissimi, usata con un solo obiettivo: giustificare le misure liberticide che il Governo intende inserire nel nuovo decreto sicurezza». Lo dichiara la deputata Pd Michela Di Biase.

«Le parole del ministro sono preoccupanti perché alimentano un clima di odio nel Paese e finiscono per mettere a rischio, in prima istanza, proprio le forze dell’ordine», prosegue Di Biase.

«Non si può confondere chi manifestava pacificamente con chi ha aggredito gli agenti di polizia. Ed è ancora più inaccettabile usare episodi di violenza per legittimare scelte gravi e sbagliate, come quelle ribadite oggi in Aula, a partire dall’introduzione del fermo preventivo».

 

03/02/2026 - 14:33

“Fermare il Board of Peace di Trump è un obbligo morale, politico ed istituzionale per tutti coloro che intendono affermare le ragioni della Pace a Gaza e per quanti ritengono che l‘obiettivo di prospettiva è quello di garantire sicurezza nella logica di due popoli e due Stati. In questa direzione va anche l’appello di oltre 400 ex diplomatici che non solo hanno chiesto agli stati membri dell’Unione di non aderire al Bord of Peace ma hanno anche sostenuto la necessità che l’Europa torni ad esercitare ruoli e funzioni finalizzate ad avviare un dialogo costruttivo tra le parti ponendo fine alle continue violazioni del diritto internazionale”.

Così il deputato democratico e segretario di presidenza della Camera, Stefano Vaccari.
“Una posizione lungimirante - aggiunge - che ribadisce i valori fondanti dell’Unione e del Parlamento Europeo contro il tentativo ormai esplicito di Trump di sostituire il sistema delle Nazioni Unite con una nuova governance privatistica legata solo ai grandi interessi. Si uccide così il multilateralismo e i diritti dei popoli all’autodeterminazione dando libero arbitrio ai criminali della guerra. Nella logica perversa - conclude - che le sorti del mondo siano affidate ai più forti, conflitti ancora irrisolti dopo 50 anni come quello tra il popolo Saharawi e il Marocco dove finiranno? Nell’oblio definitivo della storia?“.

 

02/02/2026 - 19:00

"Questo governo sulla sicurezza ha fallito. Non ha fatto che sfornare norme e inventare nuovi reati, ma la situazione evidentemente non è migliorata. E per di più se la prende con le opposizioni. Vedremo quali provvedimenti porteranno in aula, che  testo ci sottoporranno, ma da quello che sentiamo più che di prevenire l’azione dei gruppi violenti, si parla di limitare i diritti delle persone che vogliono manifestare pacificamente, sfruttando i fatti di Torino che noi abbiamo immediatamente condannato. Il governo dell'ordine e della sicurezza su questo fronte ha già dimostrato tutta la sua incapacità. Insistere con la stretta repressiva è una formula sbagliata che non funziona, è solo propaganda deleteria che mira ad alzare la tensione. Come alzano la tensione le parole usate da alcuni ministri in queste ore, che parlano di Br e accusano strumentalmente le opposizioni". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

02/02/2026 - 16:27

La gravissima frana di Niscemi, una delle più estese che si ricordino in Sicilia, richiede un intervento immediato e straordinario del Governo. La frana è ancora in corso, migliaia di persone sono sfollate e c’è l’urgenza di mettere in sicurezza il territorio.
Non basta un’ordinanza, né possono bastare i 100 milioni. Servono governance chiara, tempi certi e risorse adeguate per affrontare l’emergenza e avviare la ricostruzione. E basta ambiguità su condoni edilizi.
È inaccettabile che, di fronte a un’emergenza di questa portata nel Mezzogiorno, il Governo, dopo il sorvolo di Premier e Vicepremier, si occupi d’altro: la sicurezza delle persone e la prevenzione del rischio idrogeologico devono tornare al centro dell’agenda.
Serve un intervento tempestivo e un ruolo attivo anche del governo regionale al fianco di una comunità che ha perso tutto.

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

01/02/2026 - 16:30

“È vergognoso strumentalizzare le gravissime aggressioni di Torino alle nostre Forze dell'Ordine per costruire un’attacco politico immotivato contro il sindaco Lo Russo. A maggior ragione quando gli agenti feriti sono ancora in ospedale”. Lo dichiara Matteo Mauri, deputato e responsabile nazionale Sicurezza del Partito Democratico, commentando le dichiarazioni del ministro Paolo Zangrillo.

“Di fronte alle aggressioni criminali alle forze dell’ordine - sottolinea l’esponente dem - serve una condanna collettiva e unità delle istituzioni. Usarle per colpire politicamente un’amministrazione locale è scorretto e irresponsabile. Il sindaco Lo Russo ha sempre tenuto una linea chiara di difesa della legalità, di promozione del bene pubblico e di sostegno alle forze dell’ordine. Metterlo sotto accusa significa distorcere i fatti e alimentare una polemica che non aiuta né la sicurezza né la città”.

“Zangrillo - conclude Mauri - pensi piuttosto a fare il suo mestiere, che non sta facendo bene, invece di spiegare agli altri cosa dovrebbero fare. In momenti come questi servirebbe responsabilità istituzionale e fronte comune contro ogni forma di violenza, non propaganda politica sulla pelle degli agenti”.

 

01/02/2026 - 12:21

“Le aggressioni premeditate di ieri a Torino contro le nostre forze dell’ordine da parte di gruppi organizzati sono assolutamente inaccettabili”. Lo dichiara Matteo Mauri, deputato e responsabile nazionale Sicurezza del Partito Democratico.

“Ai poliziotti va tutto il nostro sostegno e la nostra vicinanza”, aggiunge il deputato dem, sottolineando la gravità degli episodi avvenuti nel capoluogo piemontese.

“Ora bisogna rinforzare gli organici e non lasciarli soli”, conclude Mauri.

 

31/01/2026 - 18:12

L’ospedale La Gruccia di Montevarchi simbolo di una criticità nazionale.

"Difendere il Punto nascita dell’ospedale della Gruccia significa difendere il diritto alla salute, alla sicurezza e alla dignità delle comunità locali. Ho voluto essere qui per testimoniare la mia vicinanza alle mamme, al personale sanitario, ai sindaci e a tutta la comunità, perché quando si rappresenta un territorio non contano le appartenenze politiche ma il dovere di stare accanto ai cittadini. La battaglia che si sta combattendo oggi non riguarda solo Montevarchi: è una questione nazionale legata alla grave crisi demografica che attraversa il Paese". Lo dichiara il deputato PD Marco Simiani, intervenendo alla manifestazione che si è svolta oggi a Montevarchi, davanti all’ospedale del Valdarno Superiore, alla quale hanno partecipato oltre 200 persone.

"Per questo - conclude Simiani - insieme alla collega Ilenia Malavasi e a molti altri parlamentari toscani, presenteremo un’interrogazione al ministro della Salute per chiedere il rinnovo immediato del Comitato Percorso Nascita Nazionale e per sollecitare azioni concrete a tutela dei punti nascita nelle aree più fragili. I parametri fissati quindici anni fa non possono più essere applicati automaticamente in un contesto profondamente cambiato. Dopo il Covid, soprattutto nella Regione Toscana, abbiamo imparato che la prossimità delle cure è un elemento fondamentale di sicurezza e coesione sociale: continuare a chiudere i punti nascita significherebbe aumentare le disuguaglianze territoriali e indebolire le comunità. Servono scelte responsabili, investimenti e soluzioni organizzative per garantire nascite sicure e servizi sanitari vicini alle persone".

 

31/01/2026 - 11:24

“Le parole del ministro Nordio all’apertura della anno giudiziario confermano un attacco diretto a un principio fondamentale della Costituzione: l’indipendenza della magistratura. Con il referendum è in atto un tentativo di delegittimarla e di piegarla al controllo del potere politico”. Lo ha detto a Sky Chiara Braga, Capogruppo Pd al Camera dei deputati.

“Per questo - ha sottolineato l’esponente dem - votare no significa difendere la Costituzione e lo Stato di diritto. Questa riforma non migliora il funzionamento della giustizia né rende i processi più efficienti, ma vuole creare una nuova super casta di pm che inevitabilmente sarà poi assoggettata al controllo dell’esecutivo”.

Sulla frana di Niscemi Braga ha ribadito che “le parole del ministro Musumeci sono offensive verso le famiglie sfollate e ancora più gravi perché arrivano da chi ha avuto precise responsabilità, prima come presidente della e oggi come ministro”.

“La Sicilia - ha aggiunto - è un territorio fragile che, come tutto il Paese, avrebbe bisogno di un vero piano di messa in sicurezza. Invece il governo taglia le risorse per la prevenzione e il contrasto al dissesto idrogeologico  e trova miliardi per il Ponte sullo Stretto, per accontentare Salvini. È uno schiaffo ai territori colpiti: 100 milioni per tre Regioni a fronte di danni per oltre 2 miliardi”. Chiediamo il blocco dei tributi e delle scadenze fiscali e interventi immediati. La nostra proposta di usare i fondi bloccati dai rilievi della Corte dei Conti per il Ponte sullo Stretto - 1,3 miliardi solo nel 2026 -  per opere essenziali ha trovato consenso anche nel centrodestra siciliano".

"Basta tradire il Sud. Occorre fermare scelte dissennate, a partire dai condoni edilizi che aggravano i disastri e che la destra continua a proporre senza nessuna vergogna. Servono risposte immediate a chi ha perso tutto, responsabilità e prevenzione”, ha concluso Braga.

 

30/01/2026 - 16:58

«Sulla riforma del sistema ferroviario il Governo continua a procedere per annunci, smentite e indiscrezioni di stampa. Ma il luogo del confronto non sono i giornali: è il Parlamento».
Lo dichiara Andrea Casu, deputato del Partito Democratico e Vice Presidente della Commissione Trasporti, intervenendo in Aula con un’interpellanza urgente sulla riorganizzazione del sistema ferroviario nazionale.

«Da mesi – sottolinea Casu – emergono ipotesi di riforma che incidono in modo profondo sulla governance del settore, sulla concorrenza nel trasporto regionale e Intercity, sulla gestione del materiale rotabile e sull’utilizzo delle risorse del PNRR. Si parla della nascita di una Rosco pubblica esterna al gruppo FS, della separazione tra proprietà dei treni ed esercizio del servizio e persino della possibile scissione della rete Alta Velocità secondo il modello RAB. Scelte di questa portata non possono essere calate dall’alto né inserite per decreto in singoli provvedimenti senza aprire un serio confronto pubblico sul futuro del nostro sistema ferroviario».

«Le preoccupazioni sono concrete – aggiunge – riguardano la prospettiva industriale del settore, la continuità del servizio pubblico, la qualità e la sicurezza dei trasporti, oltre alle condizioni di lavoro di migliaia di lavoratrici e lavoratori. L’avvicinarsi delle gare per i servizi regionali e Intercity, senza un quadro chiaro sugli investimenti e sul contratto di servizio oltre il 2028, rischia di alimentare incertezza e frammentazione».

«Per questo chiediamo chiarezza: quali sono le reali intenzioni del Governo, quali i tempi, quale il cronoprogramma. E soprattutto chiediamo un coinvolgimento pieno e preventivo del Parlamento, delle Commissioni competenti e delle rappresentanze sindacali. Serve un ciclo di audizioni trasparenti, in cui Governo, vertici di FS e parti sociali si confrontino apertamente».

«Il trasporto ferroviario è un servizio pubblico essenziale e un asset strategico per la coesione territoriale e la transizione ecologica del Paese. Proprio per migliorarlo – conclude Casu – serve un confronto vero, non riforme annunciate e smentite a mezzo stampa. Il Parlamento deve tornare ad essere il luogo delle decisioni».

30/01/2026 - 15:39

Dichiarazione di Silvio Lai, deputato pd

Ritardi gravi e ingiustificabili stanno bloccando l’attuazione del Piano nazionale di riqualificazione dei piccoli Comuni. Lo afferma Silvio Lai, deputato Dem, annunciando un’interrogazione ai Ministri dell’Interno, dell’Economia e al Ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare.
Il piano, con bando del 2023 e graduatoria approvata con DPCM del 2 agosto 2024, sostiene interventi di messa in sicurezza, rigenerazione urbana e potenziamento dei servizi nelle aree più fragili del Paese. Nonostante la conclusione delle istruttorie, non è stato ancora adottato il decreto attuativo del Viminale necessario per sottoscrivere le convenzioni e trasferire le risorse ai Comuni.
Gli enti locali si trovano così in un limbo amministrativo, senza tempi certi, senza risorse e senza garanzie sulla conferma della graduatoria dei beneficiari, mentre circolano voci su possibili tagli. Una situazione allarmante che sta paralizzando la programmazione dei territori e rischia di far saltare interventi fondamentali per sicurezza e servizi essenziali.
Il Governo chiarisca immediatamente chi o cosa sta bloccando il procedimento, si assuma le proprie responsabilità e sblocchi senza ulteriori rinvii un piano atteso da due anni, perché l’inerzia amministrativa non può ricadere ancora una volta sui Comuni più fragili del Paese.

 

30/01/2026 - 14:41

“L’energia è un tema centrale delle politiche pubbliche e una leva decisiva per la competitività del Paese, la coesione sociale e la sicurezza nazionale ed europea”. Lo ha detto il vicepresidente della Commissione Attività produttive della Camera, Vinicio Peluffo, intervenendo al summit organizzato dal gruppo parlamentare del Pd “Accendere il futuro – L’Italia e la sfida della transizione energetica” in corso a Milano.
Peluffo ha sottolineato che la transizione energetica va governata con scelte politiche chiare, perché “senza una vera strategia energetica e industriale il rischio è subirla, con costi economici, industriali e sociali”. Secondo l’esponente Pd, il Governo “continua a muoversi con misure temporanee, senza affrontare i nodi strutturali del prezzo dell’energia e della sicurezza energetica”.

“La sicurezza energetica è anche sicurezza industriale – ha aggiunto –: un Paese che paga l’energia più cara dei concorrenti europei perde competitività, investimenti e filiere produttive”.
Peluffo ha quindi ribadito che la transizione “non è un costo da contenere, ma una leva di sviluppo industriale, occupazionale e tecnologico”, a partire dalle rinnovabili, dalle filiere produttive nazionali e dalle comunità energetiche. “Senza equità economica e consenso sociale – ha concluso – la transizione si ferma. Accendere il futuro significa trasformarla in una grande politica industriale nazionale ed europea. Purtroppo questo tema è fuori dall’agenda del Governo”.

 

30/01/2026 - 11:47

“In Sicilia il governo continua a perdere tempo mentre famiglie, imprese e amministrazioni locali affrontano una situazione drammatica senza risposte adeguate. Di fronte a un’emergenza gravissima con 2 miliardi di danni a causa del ciclone Harry, è surreale che l'unica priorità di questo esecutivo resti il Ponte sullo Stretto. L'assenza del Ministro Musumeci in Aula durante il Question Time è l'ennesimo schiaffo a un Mezzogiorno che chiede risposte e non passerelle. Persino i rappresentanti locali del centrodestra hanno ammesso, con un atto politico inequivocabile, che quelle risorse vanno dirottate subito sulla messa in sicurezza del territorio e sulla ricostruzione delle infrastrutture devastate. Meloni invece visita dall'alto i territori ma resta immobile, limitandosi a interventi del tutto insufficienti, che confermano peraltro un dato politico chiaro: questo è il governo più antimeridionalista che la Repubblica abbia conosciuto. Da mesi assistiamo a una scelta precisa di penalizzazione del Sud, fatta di tagli, rinvii e promesse mancate”.
“La Premier Meloni non può continuare a nascondersi dietro alibi o scaricabarile. La responsabilità politica è sua e del centro destra. Governano da anni la Regione Sicilia e i risultati della mancata attenzione al territorio sono sotto gli occhi di tutti. Sono stati sprecati i soldi del dissesto oltre ai tagli nazionali sugli FSC, e sulle infrastrutture e investimenti al Sud. Il Partito Democratico ha avanzato proposte concrete e praticabili: destinare parte delle risorse oggi bloccate sul Ponte agli interventi urgenti in Sicilia e procedere immediatamente con il blocco dei contributi e il differimento delle scadenze fiscali per le imprese e i cittadini coinvolti. Serve un cambio di rotta immediato, perché non si può chiedere ai siciliani di aspettare ancora mentre il governo continua a voltarsi dall’altra parte. Il Sud non può continuare ad essere trattato come una periferia dimenticata”. Così Piero De Luca, deputato e segretario regionale del Pd della Campania.

30/01/2026 - 11:45

“Le risorse stanziate dal governo non sono sufficienti per il disastro causato dall’uragano Harry. Non lo dice il Pd. Lo dicono le Regioni.
Il disastro a Niscemi in Sicilia è stato un disastro annunciato, da trent’anni di burocrazie, le stesse che paralizzano le rinnovabili.

Non una calamità naturale imprevedibile, ma l’esito di oltre trent’anni di omissioni amministrative, progetti bloccati e finanziamenti mai trasformati in opere di sicurezza.

Un territorio classificato da decenni come ad altissimo rischio idrogeologico, eppure la prevenzione strutturale è rimasta quasi inesistente.

Ora il governo si faccia sentire, faccia la sua parte e aumenti i fondi destinati alla ricostruzione”. Lo dichiara la deputata del Pd, Stefania Marino, eletta in Sicilia, che aggiunge:

“Anche i deputati regionali di maggioranza nel segreto all’Ars si sono espressi responsabilmente per una volta per il bene dei territori e delle comunità anziché andare dietro ad un governo che pensa  solo agli slogan elettorali. Questo governo non può non tenere conto della classe dirigente della Sicilia e della loro volontà che rappresentano i territori, le persone, gli sfollati”.

 

Pagine