25/07/2025 - 11:53

“Ringraziamo il Prefetto di Roma per l'impegno che sta mettendo nella lotta contro gli atti di vandalismo e lo sforzo delle forze dell'ordine per  garantire l'incolumità delle persone e la sicurezza di tutti i cittadini, ma serve decisamente qualcosa in più. Serve intervenire direttamente per sciogliere le organizzazioni di matrice neofascista e neonazista che alimentano azioni e retorica di violenza sul territorio e fare in modo che vengano sciolte al più presto. Sono organizzazioni che si pongono fuori dall'agire del terreno democratico, agendo spesso al fianco delle organizzazioni criminali, indipendentemente dalla presenza o meno di firme per rivendicare le loro azioni rappresentano minacce costanti le cui violenze non possiamo continuare a condannare sempre o solo il giorno dopo”.

Lo dichiarano i deputati Roberto Morassut e Andrea Casu che oggi hanno presentato in aula un’interpellanza urgente al Governo dopo che a Roma nel quartiere Montespaccato la storica sezione locale del Pd è stata vandalizzata da ignoti che hanno imbrattato le pareti esterne e le serrande con svastiche e simboli nazifascisti.

“Non sono in gioco solo le sedi dei partiti considerati 'nemici' come il Partito Democratico – sottolineano gli esponenti dem – ma tutto il territorio e la sicurezza dei cittadini, il riscatto sociale di quelle che potevamo definire 'borgate' che avanza grazie all’impegno e alla partecipazione democratica. Inoltre per difendere le sedi sotto attacco da organizzazioni che per la nostra Costituzione non devono nemmeno esistere, si sottraggono energie e risorse alle forze dell'ordine per garantire la sicurezza e contrastare la criminalità”. “Solo pochi giorni fa è stata vandalizzata ancora una volta la targa dedicata a Giacomo Matteotti, per non parlare degli attacchi quotidiani alle sedi dei sindacati o dei partiti, è necessaria un''assunzione di responsabilità chiara e netta da parte di tutto il  Governo e della Presidente del Consiglio Meloni”, concludono Roberto Morassut e Andrea Casu.

 

24/07/2025 - 19:40

“Il decreto sport discusso oggi in Aula in realtà, con lo sport ha poco a che fare. È meglio definirlo per ciò che è: una rappresentazione plastica della voracità insaziabile di questo Governo rispetto all’occupazione di poltrone, spazi, potere nel mondo dello sport”. Lo dichiara il deputato Pd Mauro Berruto, responsabile per le politiche sportive del Partito Democratico, sul dl Sport.
“Ne sono esempi lampanti – sottolinea l'esponente dem - l’aumento dei componenti nella governance della fondazione Milano-Cortina arrivato nottetempo, l’America’s Cup ma senza la rappresentanza della Regione Campania e l’attacco frontale alle ATP finals che metteva a rischio l’assegnazione del torneo stesso all’Italia, fortunatamente scampato in base alla possibilità di mantenere l’attuale governance rinunciando al contributo pubblico, insieme alla soglia di 5 milioni al di sotto della quale si manterrà autonomia gestionale a tutele delle federazioni medio-piccole, frutto di un nostro emendamento. E ancora sub-emendamenti dell’ultimo minuto sulle figure di ipotetici commissari, la vergogna del contributo per la doverosa sicurezza dei Giochi Olimpici, stornato però dai risparmi del fondo di rotazione per le vittime di mafia, usura, racket e orfani di femminicidio nonostante tre diverse proposte delle opposizioni per trovare quel denaro da fondi diversi”.
“Tutto in un balletto di interruzioni, rinvii, emendamenti difesi e ritirati al punto di non permettere oggi la conclusione del provvedimento, come doveva essere. Siamo felici delle correzioni che siamo riusciti ad apportare al testo: in particolare quella orientata a promuovere l’equilibrio di genere all’interno delle governance dei grandi eventi sportivi, promossa, difesa e ottenuto grazie a un emendato che ho firmato insieme alla collega Sara Ferrari”, conclude Berruto.

24/07/2025 - 17:44

“Finalmente chiuse le indagini, ora si arrivi rapidamente a una conclusione. Deve emergere tutta la dinamica, comprese le condizioni di lavoro, i tempi ristretti, i carichi eccessivi e i processi burocratici complessi che, come abbiamo segnalato nella relazione prodotta dalla Commissione nel settembre scorso, hanno determinato il grave incidente ferroviario che ha scosso il nostro territorio”.

Così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, dopo la chiusura delle indagini sulla strage di Brandizzo.

“Credo si debba fare un plauso al lavoro della procura di Ivrea che, nonostante la ben nota carenza di personale e di risorse, è riuscita a concludere in tempi ragionevoli un lavoro certamente molto complesso - prosegue Gribaudo - Nella Relazione pubblicata dalla Commissione abbiamo fornito delle indicazioni per garantire la sicurezza di chi lavora sui binari, dove si continua a morire”.

“Mi auguro che queste proposte possano venire presto prese nella dovuta considerazione, anche alla luce di quanto emergerà dall'indagine giudiziaria. Perché è certamente indispensabile individuare le responsabilità, lo dobbiamo alle vittime e ai loro famigliari, che troppo spesso vedono trascorrere troppo tempo prima di avere giustizia. Ma dobbiamo, tutti, fare di tutto affinché incidenti di questo genere non accadano più” conclude Gribaudo.

 

24/07/2025 - 16:57

A ottant’anni dai bombardamenti atomici su Hiroshima e Nagasaki, il Partito Democratico presenta alla Camera una mozione per chiedere al Governo un impegno concreto e immediato verso il disarmo nucleare.

Due gli impegni chiave richiesti:

“ad adottare misure concrete in direzione del disarmo nucleare, rafforzando il Trattato di non proliferazione (NPT), facendo proprie le prescrizioni e le indicazioni contenute nel Trattato sulla proibizione delle armi nucleari (TPNW) per quanto riguarda l’assistenza alle vittime e il risanamento ambientale, nella prospettiva di una piena adesione dell’Italia allo stesso Trattato”; e “a promuovere l’adozione di politiche di ‘Non primo uso’ e l’estensione delle garanzie negative in materia di sicurezza”.

La mozione è promossa da Laura Boldrini e firmata dai deputati democratici Vincenzo Amendola, Giuseppe Provenzano, Fabio Porta, Lia Quartapelle, componenti della Commissione Esteri, e da Eleonora Evi e Stefania Marino, componenti dell’intergruppo della Camera per il disarmo nucleare.

Presentato alla vigilia dell’anniversario dei bombardamenti del 6 e 9 agosto 1945, il testo nasce come risposta all’escalation nucleare globale: nel solo 2024, secondo ICAN (Premio Nobel per la Pace 2017), la spesa per gli arsenali atomici ha superato i 100 miliardi di dollari, con un aumento dell’11% rispetto al 2023 e del 48% dal 2021.

Alla luce di una crescente mobilitazione per il disarmo – oltre 120 Comuni e due Regioni hanno già aderito alla campagna “Italia, ripensaci” – il Partito Democratico sollecita il Governo ad assumersi le proprie responsabilità: “servono scelte chiare, concrete e immediate a favore della sicurezza globale e della pace”.

 

24/07/2025 - 13:31

"Il governo Meloni decide in solitaria e impone alla Sardegna l’arrivo di 92 detenuti sottoposti al regime del 41‑bis nella casa circondariale di Uta, senza alcun confronto con il territorio, senza trasparenza e, soprattutto, senza un piano di rafforzamento delle strutture e del personale penitenziario". Lo dichiara Silvio Lai, deputato del Partito Democratico e componente della commissione Bilancio della Camera, annunciando la presentazione di una interrogazione urgente al ministro della Giustizia, cofirmata dai deputati Debora Serracchiani (responsabile Giustizia del Pd) e Federico Gianassi (capogruppo PD in commissione Giustizia).

"Siamo di fronte a una decisione gravissima che colpisce un’isola già penalizzata dal punto di vista logistico e infrastrutturale, e - prosegue l'esponente dem - che rischia di trasformare il carcere di Uta in un hub nazionale della detenzione di massima sicurezza, senza le necessarie garanzie sanitarie, organizzative e di sicurezza, aggiungendosi ai detenuti in 41‑bis presenti nelle altre carceri isolane, a partire da Bancali. Con l’arrivo dei 92 nuovi detenuti, la Sardegna si avvia a ospitare quasi un quarto dell’intera popolazione detenuta in regime di 41-bis in Italia, a fronte di appena il 2,6% della popolazione nazionale. È evidente che siamo davanti a una scelta di comodo da parte del governo, che tratta la Sardegna come un’area di servizio per le emergenze penitenziarie del Paese. Tutto questo avviene senza alcun confronto istituzionale, né con la Regione né con i Comuni interessati. Non esiste un piano per il potenziamento del personale, per il rafforzamento dei presidi sanitari, né per garantire il rispetto delle prescrizioni costituzionali e giurisprudenziali che riguardano il trattamento dei detenuti più pericolosi".

“E tutto questo – conclude Lai – avviene nel silenzio dei sostenitori sardi del governo Meloni mentre alla Sardegna viene scaricato un fardello enorme senza alcuna contropartita né riconoscimento. L’istituto di Uta è già in sovraffollamento, con 700 detenuti su una capienza regolamentare di 561 posti. Il regime 41‑bis richiede sorveglianza continua, celle singole, trattamenti sanitari adeguati e personale altamente formato. Il governo non ha previsto nulla di tutto ciò: solo ordini calati dall’alto e il solito scaricabarile verso i territori più deboli. È inaccettabile. Nell’interrogazione chiediamo: chi ha deciso questo trasferimento massiccio? Da dove provengono i detenuti? Come si pensa di garantire legalità, sicurezza e diritti in queste condizioni? Il governo risponda davanti al Parlamento e alla Sardegna".

 

24/07/2025 - 11:00

«I dati diffusi da ActionAid e dal Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Bari sono sconcertanti: l’operazione Albania è la più costosa, inutile e disumana mai sperimentata nelle politiche migratorie italiane» – dichiara Rachele Scarpa, deputata del Partito Democratico.

«L’operazione Albania è l’emblema del fallimento complessivo del sistema CPR: 74 milioni di euro spesi con affidamenti diretti per costruire strutture mai completamente operative, e 570mila euro versati in soli 5 giorni all’ente gestore Medihospes per trattenere qualche decina di persone. Il costo medio per ogni posto effettivamente disponibile nei CPR albanesi nel 2024 è stato di oltre 153.000 euro. Oggi, nonostante la retorica del governo, nei centri in Albania ci sono appena 26 persone, e la stragrande maggioranza delle persone deportate sono state riportate in Italia. È una presa in giro per i cittadini italiani, con le cui tasse è pagato tutto questo, ed è uno spreco che genera sofferenze inutili.»
«I numeri parlano da soli e sono spaventosi. Solo nel 2024 il sistema della detenzione amministrativa è costato all’Italia quasi 96 milioni di euro, più di quanto speso in tutti i sei anni precedenti messi insieme. A fronte di questa spesa enorme, il tasso di rimpatri effettuati è del 41,8%. Una percentuale che scende al 10,4% se si guarda all'intero numero di persone che hanno ricevuto un provvedimento di allontanamento» – dichiara Rachele Scarpa, deputata del Partito Democratico.

«Oltre agli sprechi, c’è il dramma: 3 morti di CPR solo nell’ultimo anno e mezzo, oltre 30 da quando esiste la detenzione amministrativa. E mentre i centri si svuotano, aumentano i costi e le sofferenze: quasi la metà dei trattenuti nel 2024 erano richiedenti asilo, di cui il 21% senza nemmeno un provvedimento di allontanamento. In moltissimi casi, sono stati i giudici a dover intervenire per liberare chi non doveva nemmeno essere trattenuto: il 29% delle uscite è avvenuto per mancata convalida del provvedimento di trattenimento» prosegue Scarpa.
«Siamo di fronte a un meccanismo che produce dolore, ingiustizia e inefficacia. Non garantisce più sicurezza, non serve alla gestione dei flussi, e costringe lo Stato a spendere milioni per una repressione che non funziona. Quello che oggi chiamiamo CPR è un sistema costruito per negare diritti, scaricare responsabilità e alimentare consenso sulla pelle delle persone più fragili» conclude.
«Chiediamo la chiusura immediata dei CPR, a partire da quelli in Albania. I numeri ci dicono che non funzionano, la cronaca ci racconta che fanno male, e la Costituzione ci impone di difendere la dignità umana, non di calpestarla. Basta ipocrisie: è tempo di cambiare strada.»

 

 

23/07/2025 - 19:08

Dem presentano interrogazione a Salvini “il peggior ministro dei trasporti della storia’

 

“Lo avevamo detto, ma la realtà e' peggio delle previsioni: la partenza dei lavori infrastrutturali sul ponte ferroviario lungo la linea sul fiume Po, con la chiusura del collegamento ferroviario fino al 30 agosto, sta generando pesanti criticità sulla tratta Genova-Milano, dove si stanno registrando numerose soppressioni e deviazioni di convogli. Una situazione non che non può essere sottovalutata o lasciata così. Per questo chiediamo a Ministero, visti gli innumerevoli disagi registrati, di attivarsi con urgenza, in raccordo con le regioni Piemonte e Lombardia, con RFI e con Trenord, per mettere in campo nuove  e ulteriori misure urgenti che affrontino con determinazione e continuità le criticità emerse, coinvolgendo anche le rappresentanze dei pendolari e degli enti locali. È necessario incrementare le misure compensative a favore degli utenti coinvolti, potenziando in particolare i servizi sostitutivi, le informazioni in tempo reale, la verifica delle reali possibilità di prenotazione e l’accesso ai rimborsi, oltre a mettere in atto ogni azione utile per anticipare il ripristino del servizio ordinario sulla tratta, garantendo standard minimi di affidabilità, sicurezza e dignità del trasporto ferroviario.

E' un danno pesante per passeggeri Lombardi, Piemontesi e per la Liguria l'ennesimo scacco dopo anni di conseguenze e isolamento per i perenni cantieri infrastrutturali. È fondamentale trovare e mettere in atto soluzioni immediate per andare incontro alle esigenze di pendolari e viaggiatori.

Grandi disagi e mancata gestione di lavori annunciati. Mancanza di programmazione di una molteplicità di lavori

totale assenza del Ministro Salvini che di fronte a tre regioni con mobilità ferroviaria compromessa ignora il problema e non propone soluzioni utili e si conferma il peggior ministro dei trasporfi della storia del bostro Paese” così la vicepresidente del Gruppo PD alla Camera componente Commissione trasporti, Valentina Ghio che ha presentato un’interrogazione alla Camera al Ministro Salvini per i disagi causati dai lavori sulla tratta ferroviaria Genova Milano con i colleghi Pandolfo, Forattini, Fornaro, Girelli, Pastorino, Roggiani.

 

23/07/2025 - 12:14

“La Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia prosegue il proprio operato per migliorare le condizioni di sicurezza e fare luce su quanto accaduto, perché non si ripeta più. Oggi, audiremo Paolo Sasso, responsabile idroelettrico in Italia per ENEL, in merito a quanto avvenuto a Suviana”.

Così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d’inchiesta sulle condizioni di lavoro.

“Come Commissione abbiamo aperto fin da subito un’inchiesta sulla strage che il 9 aprile del 2024 portò via sette lavoratori. Il tema è complesso ma serve agire per individuare le responsabilità, ma soprattutto per fare in modo che fatti del genere non capitino più. Sta anche alla politica portare quel cambiamento forte e necessario, in termini di normative e rivoluzione culturale, per evitare tragedie come queste”.

22/07/2025 - 14:27

“Chiediamo al ministro Schillaci di fare chiarezza su una decisione tanto grave quanto incomprensibile che apprendiamo a mezzo stampa: il rifiuto, da parte del governo italiano, di aderire agli emendamenti 2024 al Regolamento Sanitario Internazionale adottati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Uno strappo inaccettabile che rischia di isolare il nostro Paese proprio su un tema cruciale come la salute pubblica globale”.
Lo dichiara Gian Antonio Girelli, deputato del PD e vicepresidente della Commissione parlamentare d’inchiesta Covid, primo firmatario di una interrogazione al ministro Schillaci.

“In una lettera inviata dal ministro Schillaci al direttore generale dell’OMS Tedros Ghebreyesus, l’Italia comunica il proprio no agli emendamenti, ritenuti dal governo una minaccia alla ‘sovranità nazionale’ e strumenti per un presunto controllo dell’informazione da parte dell’OMS. È un cambio di rotta pericoloso e non motivato, che ci allontana dalla comunità internazionale e rischia di compromettere la nostra credibilità e la sicurezza sanitaria collettiva”, aggiunge Girelli.

“Alla luce di questa palese contraddizione tra parole e atti – conclude Girelli – chiediamo al Ministro di venire immediatamente in Parlamento per spiegare le ragioni di questa scelta e chiarire se intenda davvero portare l’Italia fuori dal circuito multilaterale della salute pubblica. La pandemia ci ha insegnato che le risposte sanitarie non possono essere affrontate da soli. Non possiamo permettere che il nostro Paese venga isolato su un terreno tanto strategico come quello della cooperazione globale per la salute”.

 

19/07/2025 - 18:05

"Negli ultimi fine settimana sono stati intensificati i controlli sugli autobus tra Grosseto, Marina di Grosseto e Castiglione della Pescaia, a seguito di episodi di violenza, incluso un accoltellamento. I controlli, che andranno avanti per tutta l'estate, mirano a garantire sicurezza e legalità in zone molto frequentate da giovani e turisti. Va per questo un ringraziamento a Forze dell’Ordine, Prefettura, Autolinee Toscane e personale viaggiante per l'impegno: la sicurezza è una responsabilità condivisa e non un tema da strumentalizzare politicamente". Lo dichiara il deputato Pd Marco Simiani.
"Anche in questa occasione - sottolinea l'esponente dem - ci sono state forze politiche, peraltro al governo del paese da tre anni, che hanno utilizzato fatti di cronaca locali solo per fare becera propaganda scaricando ogni colpa sul Comune di Castiglione della Pescaia. Fratelli d'Italia ancora una volta si è infatti distinta per le polemiche dimenticando le responsabilità che un partito di maggioranza dovrebbe assumere: per prevenire questi episodi occorrono progetti e risorse a livello nazionale capaci di promuovere integrazione e contattare il disagio giovanile. Proprio quello che la Premier Meloni non ha mai fatto cavalcando esclusivamente repressione e paure senza però ottenere alcun risultato", conclude Simiani.

19/07/2025 - 14:48

Le opposizione presentano una interrogazione unitaria, serve trasparenza

I gruppi parlamentari di opposizione hanno presentato un’interrogazione unitaria - promossa dal capogruppo in commissione ambiente Marco Simiani e sottoscritta dalla capogruppo dem alla Camera Chiara Braga e dai deputati Fontana (Movimento 5 Stelle) Bonelli (Alleanza Verdi e Sinistra) Gadda (Italia Viva) Ruffino (Azione) - al Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per denunciare gravi criticità nella trasparenza e nel rispetto delle tempistiche previste per le nomine dei presidenti degli enti parco nazionali. L’interrogazione prende le mosse da una precedente risposta del Ministero, che si è limitata ad affermare che la pubblicazione degli avvisi sul sito web è conforme alle Linee Guida AgID, grazie alla presenza della dicitura “Ultimo aggiornamento”. Tuttavia, questa generica indicazione non consente in alcun modo di verificare se le procedure siano state avviate entro i termini di legge, ovvero almeno 60 giorni prima della scadenza del mandato, come stabilito dall’articolo 9, comma 3, della legge n. 394 del 1991.
Consultando la sezione del sito ministeriale relativa agli avvisi di nomina per numerosi parchi nazionali – tra cui l’Arcipelago Toscano, il Parco della Majella e altri – non è possibile accertare se gli avvisi siano stati effettivamente pubblicati nei tempi previsti. In particolare, per l’Ente Parco Arcipelago Toscano, il cui mandato scade il 14 maggio 2025, non risultava alcun avviso pubblicato entro il 15 marzo, termine ultimo per l’avvio della procedura. Lo stesso vale per il Parco Nazionale delle Cinque Terre.
Con l’interrogazione si chiede al Ministero: se l’avviso di nomina per l’Arcipelago Toscano sia stato pubblicato entro il termine di legge; in quale data sia stato pubblicato l’avviso per il Parco delle Cinque Terre; se il Ministero intenda finalmente aggiornare la pagina dedicata, indicando con precisione la data di pubblicazione di ciascun avviso, per garantire una reale trasparenza amministrativa.
"Non è ammissibile – dichiarano i deputati di opposizione – che le procedure di nomina dei vertici degli enti parco avvengano in modo opaco e senza permettere un controllo pubblico sul rispetto delle tempistiche. Il patrimonio ambientale del nostro Paese merita scelte trasparenti, legittime e puntuali".

 

17/07/2025 - 14:55

“L'istituzione della Giornata nazionale in memoria dei giornalisti uccisi è un atto doveroso con cui si onorano i nomi, i volti e le storie di persone che hanno dato la vita per un principio sancito dalla nostra Costituzione: senza verità non c'è libertà, senza giornalismo libero non c'è democrazia”. Lo dichiara la deputata Giovanna Iacono sulla Pdl di istituzione della Giornata nazionale in memoria dei giornalisti uccisi a causa dello svolgimento della loro professione.

“Parole che hanno senso solo se c'è qualcuno a farle diventare realtà”, sottolinea l'esponente dem. “Penso quindi ai giornalisti che hanno raccontato gli affari illeciti di mafia, a chi ha documentato guerre e stragi, a chi dà voce a verità scomode o a storie dimenticate. Ogni nome è una storia che non possiamo permetterci di dimenticare, perché l'informazione libera è ancora oggi una delle attività più pericolose”. “Ma non può bastare una giornata simbolica se a questo non fa seguito la garanzia di condizioni di sicurezza, di sostegno e di protezione della dignità di un mestiere che oggi è sempre più fragile. Il 3 maggio sia un'occasione di riflessione nelle scuole e nelle piazze per spiegare alle giovani generazioni cosa significhi informare in modo libero”, conclude Iacono.

 

17/07/2025 - 11:28

La proposta della Commissione Europea sul bilancio agricolo per il periodo 2028–2034 è una scelta grave e profondamente sbagliata. Tagliare quasi il 20% delle risorse destinate alla Politica Agricola Comune significa colpire al cuore uno dei pilastri storici e fondativi dell’Unione così come è un errore diluire le risorse dentro un fondo comune. Così si creano contrapposizioni e competizioni che porteranno a scelte non oggettive legate ai bisogni reali della gente e dei territori”. 

Lo dichiarano il capogruppo Pd della Commissione Agricoltura della Camera, Antonella Forattini e i deputati, Stefania Marino, Andrea Rossi, Nadia Romeo e Stefano Vaccari.
“È inaccettabile - aggiungono - che a fronte delle sfide climatiche, economiche e geopolitiche che il settore primario si trova ad affrontare, si scelga proprio di ridimensionare gli strumenti che finora hanno garantito produzione alimentare di qualità, sicurezza, coesione sociale e presidio del territorio  nel contesto di una equa e sostenibile transizione ecologica. La proposta della presidente von der Leyen e del commissario Fitto di trasformare la PAC in una generica “linea guida” per i piani nazionali è un vero e proprio arretramento politico e culturale, che nega il ruolo dell’agricoltura come leva strategica per il futuro dell’Europa. Privare Regioni, agricoltori e comunità rurali della possibilità di programmare e investire significa abbandonare chi ogni giorno garantisce cibo, lavoro e sostenibilità ambientale.
Questa rinazionalizzazione mascherata è un regalo alle destre nazionaliste, che non aspettano altro che vedere l’Europa ritirarsi dai suoi compiti più nobili. Invece di indebolire la PAC, la Commissione dovrebbe rafforzarla, ascoltando chi nei territori ha esperienza diretta dei bisogni delle imprese agricole e delle filiere agroalimentari. Il Partito Democratico si opporrà con fermezza a questa impostazione. L’agricoltura non è un capitolo di spesa da tagliare, ma una scelta strategica per lo sviluppo, la qualità della vita e la sovranità alimentare del continente europeo. Difendere la PAC significa difendere l’Europa. Servivano - concludono - altre scelte economiche e vedremo se ora il Lollobrigida, Fitto e il governo italiano sapranno esprimere con forza la loro contrarietà nel successivo percorso parlamentare per scongiurare questo scenario o si gireranno dall’altra parte come hanno fatto con i dazi per non disturbare gli alleati sovranisti. Li misureremo sul campo”.

 

17/07/2025 - 10:36

“In queste settimane il territorio della provincia di Matera è stato duramente colpito da una serie di incendi che hanno messo a dura prova la capacità operativa dei vigili del fuoco, in particolare nei comuni di Metaponto, Pisticci e Ferrandina. A fronte dell’impegno straordinario e dell’abnegazione dimostrata dal personale, è ormai evidente la necessità urgente di potenziare organici e mezzi, per garantire una risposta adeguata a un’emergenza sempre più frequente e complessa nei mesi estivi.”
Lo dichiarano i deputati del Partito Democratico Marco Sarracino ed Enzo Amendola, che oggi hanno presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Interno e al Ministro per la Protezione civile e le politiche del mare.
“Nella provincia di Matera – spiegano – il numero di interventi è cresciuto in modo esponenziale, mentre i mezzi del comando provinciale risultano sempre più logorati e spesso costretti a soste forzate in officina per riparazioni. Questa situazione riduce la capacità di intervento e mette a rischio la sicurezza dei cittadini e la tutela del territorio.”
“Abbiamo chiesto al Governo – proseguono – di intervenire con urgenza per rafforzare l’organico dei vigili del fuoco e rinnovare il parco mezzi, e di valutare il potenziamento delle sedi distaccate di Ferrandina, Tinchi di Pisticci e Policoro, insieme al necessario rafforzamento stagionale su Metaponto e all’istituzione di un distaccamento permanente a Stigliano. È una misura fondamentale per assicurare una copertura efficace e tempestiva, soprattutto in questa fase in cui gli effetti del cambiamento climatico rendono sempre più vulnerabili i nostri territori.”
“Il rispetto e il sostegno alle donne e agli uomini del Corpo nazionale dei vigili del fuoco devono tradursi in atti concreti. Non si può continuare a fare affidamento solo sulla loro professionalità e spirito di sacrificio: servono risorse, programmazione e visione”, concludono Sarracino e Amendola.

 

16/07/2025 - 18:21

Oggi una delegazione del Partito Democratico composta dalla capogruppo alla Camera Chiara Braga, dalla coordinatrice della segreteria nazionale Marta Bonafoni, e dai deputati Maria Cecilia Guerra, Arturo Scotto, Laura Boldrini, Antonella Forattini e Rachele Scarpa, ha incontrato presso la Sala Berlinguer della Camera — insieme a parlamentari del Movimento 5 Stelle e di Alleanza Verdi e Sinistra — i familiari di Satnam Singh, il bracciante indiano morto in condizioni disumane il 19 giugno dello scorso anno in seguito a un incidente sul lavoro in un’azienda agricola nell’agropontino.
“Satnam è stato abbandonato davanti alla sua abitazione, con un braccio amputato poggiato in una cassetta della frutta. Un atto brutale che ha scosso il Paese e messo ancora una volta sotto i riflettori la realtà dello sfruttamento nei campi” hanno detto i deputati nel corso di un incontro definito “intenso e toccante”. L’incontro promosso dalla CGIL è stato un momento di ascolto e di condivisione del dolore della famiglia, oggi in Italia per seguire il processo sul caso. “Un incontro che ha avuto un duplice valore - hanno detto i democratici - da un lato, testimoniare la vicinanza concreta della nostra comunità politica e delle istituzioni a chi chiede giustizia; dall’altro, rinnovare il nostro impegno a trasformare il dolore in azione politica e legislativa.
“La richiesta di giustizia della famiglia di Satnam è sacrosanta”, ha detto Chiara Braga. “E quella richiesta oggi è arrivata fino al Parlamento, dove ci impegniamo perché tragedie come questa non si ripetano mai più. Il Partito Democratico continuerà a battersi per rafforzare le leggi contro il caporalato, migliorare i controlli e garantire reali tutele per tutti i lavoratori agricoli, in particolare quelli più vulnerabili. Le morti sul lavoro nel nostro Paese sono ancora troppe e colpiscono in modo drammatico i cittadini stranieri, più esposti allo sfruttamento, all’insicurezza e all’illegalità” ha concluso la capogruppo democratica.

Pagine