“Le dimissioni del vicesindaco di Pisa testimoniano il caos tutto interno ad una destra che pensa soltanto agli incarichi senza alcun rispetto verso le comunità che governano. Soltanto ieri in Commissione Trasporti della Camera Raffaele Latrofa rassicurava infatti sulla sua compatibilità di esponente nella giunta del capoluogo toscano, che riveste da anni, ed il nuovo ruolo di Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro-Settentrionale (l’ente gestisce gli scali di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta) dimenticando comunque come la distanza notevole tra le due città, la complessità delle diverse responsabilità e le problematiche contingenti e logistiche non fossero un impedimento già insormontabile al doppio incarico. All’improvviso ha deciso però di dimettersi tradendo la fiducia degli elettori e creando, proprio per l’importanza delle deleghe assunte in particolar modo nei lavori pubblici e nella qualità urbana ed anche alla luce dei progetti del Pnrr non ancora conclusi, evidenti e inaspettati problemi alla città. Pisa sta infatti vivendo una fase difficile a causa di continui problemi di sicurezza pubblica, aggravati dal degrado urbano ma invece di rispettare il mandato elettorale Raffaele Latrofa ha gettato la spugna”: è quanto riporta una nota congiunta dei parlamentari Pd Simona Bonafè, Ylenia Zambito e Marco Simiani.
Il Partito Democratico ha presentato una risoluzione nelle Commissioni Bilancio e Ambiente per chiedere un intervento urgente del Governo dopo il devastante incendio del 9 luglio a Metaponto. La risoluzione, primo firmatario del dem Enzo Amendola, sara calendarizzata per la discussione nei prossimi giorni.
Il testo chiede ristori rapidi, interventi di bonifica, sicurezza delle pinete e rafforzamento dei presidi locali, oltre a misure per contrastare l’erosione costiera e potenziare la prevenzione incendi con nuove tecnologie. La risoluzione chiede inoltre il ripristino dei Presidi locali di VVff e forestale e implementazione delle giornate per i lavoratori e le lavoratrici del consorzio di bonifica impegnati nelle attività idraulico forestali.
“Serve una risposta immediata ed efficace per non abbandonare questo territorio – dichiara Amendola –. Chiediamo l’approvazione entro l’estate.”
“I ritardi infrastrutturali della Provincia di Siena e del Sud della Toscana vanno ancora colmati ma è soprattutto grazie ai governi a guida Pd, sia nazionali che regionali, se sono state stanziate le risorse oggi utilizzate per mettere in sicurezza ed ammodernare le strade e le ferrovie locali”. Lo dichiarano in una nota i parlamentari Pd, Marco Simiani e Silvio Franceschelli, a margine dell’iniziativa pubblica “Gradi opere, visioni e territorio: confronto sulle scelte strategiche” organizzata a Siena dal Partito Democratico comunale.
“La destra in tre anni di governo - sottolineano i dem - non solo non è riuscita a portare un euro in più rispetto a quanto già programmato, ma c’è addirittura il rischio concreto, con Salvini al Ministero, che vengano spostate altrove anche le risorse già stanziate, come già successo spesso in altri territori della regione: per la Tirrenica, l’interporto di Livorno o la tramvia di Firenze. La Toscana è una regione estesa, con vaste aree poco antropizzate che spesso restano ai margini della pianificazione nazionale". "È necessario garantire una vera perequazione tra i territori, assicurando servizi essenziali, dallo sport, alla gestione dei rifiuti, fino ai trasporti, anche ai piccoli comuni e alle aree interne, al pari delle grandi città. È quindi necessario aggiornare il contratto di programma con Anas e RFI, per progettare nuove infrastrutture che completino un sistema della mobilità locale. Solo con investimenti mirati e una visione strategica si può garantire uno sviluppo equilibrato, sostenibile e inclusivo”, concludono Simiani e Franceschelli.
“Quanto emerge dall’indagine del Tribunale di Milano desta inquietudine. L’azienda Loro Piana era capofila di una catena di appalti ed esternalizzazioni, in cui comparivano imprese che non producono ma distribuiscono le commesse ad altri, con il risultato finale di comprimere i diritti dei lavoratori, pagarli quattro soldi, aggirare regole di sicurezza. L’enormità dello sfruttamento appare dal dato di prezzo: una giacca di lusso pagata 86 euro a chi la produceva davvero e commercializzata al consumatore finale a un prezzo compreso fra i 1000 e i 3000 euro. Presenteremo una interrogazione: occorre interrompere la spirale della precarietà, del sottosalario e dei subappalti che stanno impoverendo il lavoro portandolo a livelli di sfruttamento senza precedenti”.
Così la deputata dem e responsabile Lavoro del Pd, Maria Cecilia Guerra, e il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
Per quale ragione la Sardegna è stata interamente trasformata in una zona rossa, con blocco totale della movimentazione dei bovini, senza alcuna distinzione territoriale o proporzionalità rispetto al focolaio? Il Governo deve rispondere immediatamente». È quanto chiedono i deputati del Partito Democratico Silvio Lai, eletto in Sardegna, Marco Furfaro (capogruppo PD in Commissione Affari Sociali e Sanità) e Antonella Forattini (capogruppo PD in Commissione Agricoltura) con un’interrogazione urgente rivolta ai Ministri della Salute e dell’Agricoltura.
Dopo il focolaio di dermatite nodulare bovina (Lumpy Skin Disease) nel Comune di Orani, e gli ulteriori focolai segnalati successivamente, nella Regione Sardegna è stata estesa la cosiddetta zona soggetta a restrizione (ZUR) a tutta l’isola, impedendo di fatto la movimentazione dei bovini verso il continente e bloccando il commercio dei vitelli da ristallo. «Questa scelta appare sproporzionata perché include anche territori senza focolai e lontani dal nucleo iniziale. Non si comprende perché non sia stata prevista una zona di salvaguardia esterna alla zona di sorveglianza, dove si possa non rendere obbligatoria la vaccinazione e autorizzare la movimentazione in sicurezza.»
I deputati chiedono dunque al Governo di chiarire, anche interagendo con la Commissione europea e la Direzione Generale competente:
• i criteri per l’istituzione delle Zone di Vaccinazione 1 e 2 e se sarà imposto il 100% di copertura vaccinale per ogni azienda;
• le condizioni necessarie per il recupero dello status di indennità sanitaria della Sardegna;
• la possibilità di prevedere deroghe immediate per sbloccare almeno parte delle movimentazioni verso il continente.
Infine, i parlamentari PD sollecitano il Governo a:
• convocare un tavolo tecnico urgente con Regione Sardegna, Commissione europea, autorità veterinarie e organizzazioni agricole;
• verificare se analoghe misure vengano applicate negli altri Stati europei colpiti, come nel caso della Savoia in Francia.
«Non possiamo accettare che la Sardegna paghi da sola il prezzo di scelte non coordinate e non proporzionate, che rischiano di mettere in ginocchio l’intera zootecnia isolana», conclude Silvio Lai.
“L’arresto a Milano del capo della gang specializzata in attacchi ransomware è un risultato significativo che dimostra la capacità della nostra Polizia Postale e dei centri cibernetici di intervenire con efficacia e concretezza.
Per dare continuità a questi risultati serve un piano strutturato per prevenire la minaccia ransomware e per rispondere ai continui tentativi di estorsione informatica subiti quotidianamente da aziende e pubbliche amministrazioni.”
Lo dichiara Matteo Mauri, deputato del Partito Democratico, responsabile nazionale del tema sicurezza del PD e già Vice-Ministro dell’Interno, commentando l’operazione internazionale coordinata tra Italia, Francia e Romania che ha portato all’arresto di un 44enne, ritenuto il leader della gang “Diskstation”.
“L’operazione – portata avanti dal Centro Cibernetico di Milano e dalla Polizia Postale – smantella una rete che chiedeva riscatti in cripto valute alle nostre aziende e pubbliche amministrazioni, mettendo così al riparo l’Italia da ulteriori danni economici e informatici. È il frutto di un lavoro serio, coordinato e professionale, che merita il nostro riconoscimento.”
“Per garantire che gli attacchi ransomware diminuiscano in modo strutturale il Partito Democratico ha già da tempo depositato misure concrete per la definizione di una strategia nazionale per
il contrasto degli attacchi informatici a scopo di estorsione. È arrivato il momento che il governo si attivi contro i ransomware, che colpiscono da tempo nel profondo la nostra economia nazionale, le imprese italiane e minacciano la sicurezza nazionale".
Così in una nota Matteo Mauri, deputato del Partito Democratico e responsabile nazionale per la Sicurezza.
“Nessuno nel Pd vuole abolire la polizia, è la destra al governo che continua a prenderla in giro. Invece di alimentare fake news per colpire il partito democratico con false notizie già abbondantemente smentite dal Pd Monza e dal Pd Lombardia con la dichiarazione di Silvia Roggiani, Bignami e Del Mastro rispondano alle legittime preoccupazioni delle forze dell’ordine per le conseguenze che i dazi voluti da Trump avranno sugli stipendi degli italiani e quindi anche sui salari delle lavoratrici e dei lavoratori della Polizia di Stato. Non permetteremo al governo Meloni, dopo la giravolta sugli scorrimenti graduatorie, un altro ignobile scaricabarile. Chi lavora ogni giorno per difendere la nostra sicurezza deve essere rispettato e ringraziato con atti concreti, non strumentalizzato politicamente da una maggioranza disperata pronta a tutto per non parlare di dazi”.
Così in una nota il deputato del Partito Democratico, Andrea Casu.
Golden power non può diventare un’arma politica contro il nostro sistema bancario.
"Il governo Meloni deve smettere di pasticciare e fermarsi. L’uso del golden power nel caso UniCredit–Banco BPM ha superato ogni limite di legittimità e buon senso. È stato già ridimensionato dal TAR, con buone possibilità di essere ulteriormente sconfessato nei gradi superiori di giudizio e contestato apertamente dalla Commissione europea. Andare avanti su questa strada significa aumentare l’incertezza per imprese e risparmiatori e rischiare di consegnare una grande banca italiana come BPM in mani molto meno italiane". Così il deputato Pd Silvio Lai, componente della commissione Bilancio.
"Il golden power - sottolinea l'esponente dem - è uno strumento serio, pensato per proteggere asset strategici da reali minacce alla sicurezza nazionale, non per ostacolare operazioni tra due soggetti italiani sottoposti alle regole delle nostre autorità di vigilanza. Il TAR ha già annullato due delle principali prescrizioni imposte dal governo a UniCredit: quelle relative ai portafogli di project finance e agli investimenti di Anima, riconoscendole come interferenze illegittime nella libertà gestionale di una banca privata.
A questo si aggiunge la posizione chiara della Commissione europea, che ha ricordato che nessun governo può bloccare una fusione bancaria per motivi puramente economici o discrezionali, se l’operazione è conforme alle normative sulla concorrenza e alla vigilanza prudenziale. È un principio basilare del mercato unico e dell’Unione bancaria.
Il paradosso è evidente: mentre si frena UniCredit, si consente a Crédit Agricole di salire oltre il 20% in BPM senza la minima obiezione. Il governo si comporta da sovranista solo quando fa comodo, ma nei fatti favorisce soggetti esteri e ostacola i nostri".
"Infine - conclude Lai - c’è un tema che riguarda tutti. In un momento in cui sarebbe necessario rafforzare il sistema bancario e consolidare la fiducia, si preferisce creare instabilità per calcoli politici di breve periodo. Il governo si occupi piuttosto di ottenere regole europee più eque, di affrontare la questione dei dazi, di difendere l’industria italiana, invece di alterare le regole del gioco nel sistema bancario con forzature istituzionali che rischiano di ritorcersi contro il Paese".
"È sconcertante la posizione della maggioranza di governo. Apprendiamo dalla autorevole voce di Marco Osnato, responsabile economico di Fratelli d'Italia e presidente della commissione Finanze della Camera, che la maggioranza di governo dà per scontato che a causa dei dazi ci saranno danni per il Paese. Troviamo sconvolgente che invece di battersi per difendere gli interessi degli italiani si accetti con rassegnazione e servilismo l'attacco economico e politico di Trump alle nostre comunità. La drammatica verità è che la subalternità del governo Meloni rispetto a Trump ha portato il nostro esecutivo a svendere gli interessi degli italiani, danneggiando le imprese e i lavoratori e a non articolare nessuna risposta efficace rispetto ai dazi minacciati e a quelli già in parte applicati dall'amministrazione americana. Bisognava mettere in sicurezza la nostra economia e lavorare per una risposta europea unitaria affinché si potesse negoziare con Trump a schiena dritta. Il mantenimento del libero mercato e di scambi aperti, come ha ricordato il presidente Mattarella, rappresentano anche un veicolo di pace, di stabilità e di concordia". Lo dice Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione Affari europei alla Camera.
"Invece - conclude De Luca - il governo Meloni ha appaltato la propria linea politica a Trump e ha preferito difendere l'amicizia con il proprio alleato politico piuttosto che le aziende e i lavoratori che rischiano di saltare. Le parole di Osnato, che danno per scontato il danno che sarà arrecato al nostro Paese dall'applicazione dei dazi, danno il senso di quanto questa maggioranza di governo sia inadeguata e incapace di difendere davvero gli interessi del nostro Paese".
"Con il Governo Meloni e con il Ministro Salvini si è bloccato il rilancio infrastrutturale della Costa Toscana: sono state definanziate opere già pronte come i Collegamenti Ferroviari connessi al porto di Livorno per oltre 300 milioni di euro scippati ai territori e mai reintrodotti e sono state totalmente dimenticate opere prioritari per il territorio come la Tirrenica; nonostante gli annunci della Lega che promettevano l'inizio dei lavori nel 2025. Questa ė purtroppo la realtà di una destra che in questi anni ha creato soltanto disastri": così il capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio a margine della 23esima edizione della Giornata dell'Economia, in programma oggi a Livorno.
"Tutte le proposte del Pd al Decreto Infrastrutture per modernizzare e mettere in sicurezza strade e ferrovie della Costa sono state respinte della maggioranza: oltre al completamento della Due Mari e la stessa strada Tirrenica sono stati infatti bocciati il Lotto zero di Livorno, la metropolitana di superficie tra Grosseto ed il Mare, e l'implementazione dell'Alta Velocità nel tratto ferroviario Genova-Roma. Senza infrastrutture moderne, efficaci e sostenibili le comunità locali ed il vasto ed operoso tessuto imprenditoriale non possono sviluppare una adeguata crescita sociale ed economica".
Subito una strategia chiara di contenimento e ristori certi per gli allevatori
"La progressiva moltiplicazione dei casi di dermatite nodulare bovina in Sardegna impone un intervento immediato, coordinato e trasparente. L’isola rischia oggi di essere l’unica regione coinvolta da un provvedimento sanitario che, se mal gestito, potrebbe determinare un isolamento di fatto del comparto zootecnico, come già accaduto nel passato con la peste suina africana. Una situazione inaccettabile e che va evitata con l’impegno del governo innanzitutto, per un sistema produttivo già messo a dura prova". Lo dichiara il deputato del PD Silvio Laiper chiedere "un approccio coordinato in Sardegna che garantisca un sistema di controllo delle procedure che devono essere poste in essere in piena sicurezza da parte degli operatori".
Per il parlamentare dem "serve mettere in atto una strategia nazionale che punti al contenimento, alla zonizzazione e alla sorveglianza attiva, evitando decisioni che compromettano l’intera filiera sarda e che prevenga il rischio di chiusura totale della Sardegna. Affrontare con trasparenza il nodo della vaccinazione: ad oggi è l’unica strategia autorizzata in Europa e in Italia. Attivare una sperimentazione operativa controllata per verificare se la vaccinazione in mandrie con casi attivi possa garantire protezione efficace, oppure se sia inevitabile una procedura di abbattimento estesa e non limitata al solo capo infetto. E, infine, assicurare il pieno sostegno economico agli allevatori, sia attraverso ristori diretti che misure di compensazione sui mercati". "La Sardegna non può essere lasciata sola, né sul piano sanitario né su quello economico. Serve un approccio coordinato, con regole chiare e il coinvolgimento delle autorità regionali, sanitarie e delle rappresentanze del mondo agricolo", conclude Lai.
“Con un certo ritardo, in particolare rispetto alle necessità dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina che sono alle porte, arriva questo decreto Sport. Il nostro sarà un posizionamento non certo ideologico, ma puntuale su iniziative e aspetti da migliorare. Ci sono cose che condividiamo ed altre assolutamente no, come il tentativo sempre più evidente di occupare spazi di potere nella governance di alcune grandi manifestazioni sportive. Tutti i nostri emendamenti sono stati dichiarati ammissibili e questo lo riteniamo un buon risultato per il PD perché abbiamo lavorato nella direzione del buon senso e del tentativo di migliorare il decreto. Gli articoli sono estremamente diversi fra loro: dai Giochi Olimpici a quelli Paralimpici (ci preoccupa l’incremento di oltre il 300% delle risorse che dovrà gestire, in pochissimi tempo, il commissario ai Giochi Paralimpici e chiederemo spiegazioni su cosa sia successo), all’America’s cup a Napoli, ai Giochi del Mediterraneo, al tentativo di ingresso a piedi pari nella governance della ATP Finals di tennis, ai compiti della neo-insediata commissione che dovrà valutare i bilanci delle società calcistiche, alla sicurezza sulle piste da sci. Come sempre il Partito Democratico farà il suo lavoro fino in fondo per migliorare il decreto”. Lo dichiara Mauro Berruto, deputato Pd e responsabile nazionale Sport.
"La variante di Firenzuola è fondamentale per collegare in modo efficiente e sicuro il comune dell’Alto Mugello al casello autostradale. È inaccettabile che si siano perse me tracce di un'opera attesa da oltre trent’anni, formalmente approvata, finanziata e inserita negli impegni ufficiali tra Ministero, Regione Toscana e Autostrade per l’Italia": è quanto dichiarano i parlamentari Pd Simona Bonafè e Dario Parrini, che hanno depositato oggi, mercoledì 9 luglio, un’interrogazione parlamentare, rispettivamente alla Camera dei Deputati e al Senato, rivolta al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.
"L’intervento, del valore di circa 122 milioni di euro, è stato progettato per riqualificare 15 chilometri di viabilità esistente e prevede opere fondamentali tra cui nuova pavimentazione, messa in sicurezza del tracciato, segnaletica, contenimenti e un nuovo ponte sul passo della Futa. La popolazione di Firenzuola subisce da decenni un isolamento infrastrutturale che penalizza sviluppo economico, mobilità e sicurezza. Dopo anni di rinvii e false partenze, nel marzo 2023 è stato finalmente presentato il progetto esecutivo e nel maggio dello stesso anno è stato sottoscritto un protocollo d’intesa con il Mit. Non ci sono più alibi: i cittadini meritano risposte concrete. Non è tollerabile che, a distanza di due anni dalla presentazione del progetto definitivo, la realizzazione sia ancora bloccata, presumibilmente nella fase di validazione tecnica. Chiediamo al governo di intervenire con urgenza e di monitorare attentamente l’operato dei soggetti attuatori, a partire da Autostrade per l’Italia, per garantire trasparenza, efficienza e la piena realizzazione dell’opera": concludono.
“Il disegno di legge sulla montagna, così com’è stato approvato dalla maggioranza e ora destinato a un nuovo passaggio al Senato, rappresenta un'occasione sprecata. Un testo privo di visione, che più che rilanciare i territori montani, sembra sancirne l’abbandono». Lo dichiara il deputato del Pd Gian Antonio Girelli, che ieri in Aula ha annunciato il voto contrario dei Gruppo dem al provvedimento.
«Avevamo l’opportunità – aggiunge l’esponente Pd – di mettere in campo una vera politica per la montagna, intervenendo sulle tante fragilità che la caratterizzano: a partire da un serio governo del territorio, restituendo dignità e competenze alle comunità montane, potenziando la rete dei servizi come sanità, trasporti, scuola, cultura e affrontando con decisione il tema del dissesto idrogeologico. Non solo: servivano misure fiscali che incentivassero chi decide di restare o di investire in montagna, sia per acquistare una casa che per avviare un’attività economica. Ma di tutto questo, nel testo votato, non c’è traccia se non in qualche enunciazione generica. I fondi stanziati, 100 milioni il primo anno e 200 per gli anni successivi, sono del tutto insufficienti per garantire un reale impatto sulle comunità interessate”.
«Il nostro voto contrario è un no consapevole e responsabile – conclude Girelli – perché non si può prendere in giro chi vive in territori fondamentali non solo per la loro bellezza e identità, ma anche per la sicurezza dell’intero Paese. Ci auguriamo che al Senato si apra uno spazio per correggere questa impostazione. Il Partito Democratico continuerà a fare proposte serie e concrete, come già fatto con i nostri emendamenti, per superare questa pericolosa inerzia”.
“Il respingimento della missione italiana ed europea dalla Libia non è uno scherzo. Al contrario, è un segnale grave che dovrebbe riportare l'attenzione dell'Italia - non solo del governo ma di tutte le forze politiche e di tutti gli apparati coinvolti nella sicurezza nazionale - sulla Libia, con urgenza. Non si è trattato di un inciampo diplomatico di un ministro. La Libia è uno snodo strategico, in cui si intrecciano interessi cruciali e la crescente influenza della Russia nell'est del paese - attraverso Haftar e il sostegno alle sue milizie - rappresenta una minaccia diretta alla stabilità del Mediterraneo, ma anche alla sicurezza nazionale italiane ed europea. Quello che è accaduto a Bengasi, con il rifiuto della visita della delegazione europea, è un gesto politico chiaro: l'Europa non è benvenuta dove Mosca ha messo radici.
Non possiamo permetterci di confinare con un paese che per metà è sempre più vicino alla Russia, per l’altra metà è nelle mani della Turchia e nel quale le bande che lo governano hanno imparato fin troppo bene a utilizzare la leva migratoria come strumento di pressione. In un contesto in cui sono sempre più centrali due attori come Russia e Turchia, i due paesi europei più coinvolti - Francia e Italia - devono mettersi d'accordo e guidare una soluzione politica. La Libia per l'Italia è un interesse nazionale primario e la sua stabilizzazione è l'obiettivo principale, per raggiungerlo l'Italia non deve isolarsi, ma rilanciare un'iniziativa europea credibile e condivisa”. Lo dichiara Lia Quartapelle, vicepresidente Pd della commissione Esteri di Montecitorio.