23/06/2025 - 18:00

Testo migliorato ma mancano ancora aspetti fondamentali a partire dalla tutela del lavoro

“Grazie alle pressanti richieste delle opposizioni il Ddl Intelligenza artificiale in discussione oggi in Aula è un testo che presenta miglioramenti e margini di intervento: il governo su nostra insistenza ha soppresso il comma 2 dell’articolo 6, che conteneva un generico obbligo di collocazione su server italiani senza però accogliere la nostra richiesta di qualificare e garantire adeguatamente la sicurezza dei dati strategici. Durante l’esame nelle Commissioni X e XI alla Camera sono stati inoltre approvati importanti emendamenti come quello a firma Ascani che prevede che per le azioni che l'Agenzia per la cybersicurezza nazionale deve necessariamente portare avanti per lo sviluppo dell'intelligenza artificiale sia data priorità a soggetti italiani ed europei. Una scelta strategica se vogliamo costruire un'effettiva sovranità digitale ed essere protagonisti di questa partita. Soddisfazione anche per l’approvazione degli emendamenti Casu e Peluffo: il primo richiama il ruolo dello Stato a sostegno del tessuto produttivo nazionale, con particolare riferimento alle piccole e medie imprese che non possono essere lasciate sole a fronteggiare una sfida epocale; mentre il secondo stabilisce che non devono essere previsti obblighi ulteriori rispetto a quanto già stabilito a livello europeo, un principio questo indispensabile per evitare di appesantire la corsa allo sviluppo. Restano ancora aperti nodi cruciali come quello relativo alla sicurezza dei dati strategici, alla necessità di un'autorità unica e indipendente per l'intelligenza artificiale, al diritto d'autore. E soprattutto la questione della tutela del lavoro e dei lavoratori, assente nel provvedimento su cui dovremmo ancora confrontarci per governare questa rivoluzione e garantire che nessuno la subisca", così la vicepresidente della Camera, la democratica Anna Ascani insieme ai deputati del Pd delle commissioni Trasporti e Attività produttive della Camera Ouidad Bakkali, Anthony Barbagallo, Andrea Casu, Paola De Micheli, Christian Di Sanzo, Valentina Ghio, Andrea Gnassi, Roberto Morassut, Alberto Pandolfo e Vinicio Peluffo.

 

23/06/2025 - 12:45

“Se la maggioranza avesse ascoltato interamente le critiche del Partito Democratico al Senato l’emendamento del Governo 6.2 non sarebbe stato necessario. Purtroppo l’intervento effettuato non è sufficiente: perché la soppressione tout court del riferimento ai server nazionali è comunque un errore perché non qualifica e garantisce in alcun modo la sicurezza dei dati strategici. Tra i passi avanti compiuti durante il lavoro in commissione sottolineiamo l’importanza degli emendamenti del Partito Democratico che hanno indicato un criterio di priorità per la collaborazione con soggetti italiani ed europei per le sfide che ACN è chiamata ad affrontare, hanno sancito il fatto che la normativa nazionale non possa introdurre ulteriori obblighi rispetto alle norme comunitarie e sottolineato il ruolo che deve avere lo Stato nel sostenere le micro, piccole e medie imprese che non possono essere lasciate sole nell’affrontare questa rivoluzione”. Lo dice il deputato Pd, Andrea Casu, segretario d'Aula e relatore di minoranza del disegno di legge in materia di intelligenza artificiale.
“Restano però tutte le nostre critiche sulla governance: indipendentemente da chi siede a Palazzo Chigi l’intelligenza artificiale non può essere gestita da un'agenzia governativa deve essere governata da un’autorità indipendente e lo spezzatino di poteri previsto da questo testo rischia di creare solo ulteriore confusione. Il nodo cruciale – sottolinea infine l'esponente dem - rimane la tutela verso il futuro del lavoro, e questa è la principale carenza di questo testo: il lavoro, i sindacati, la sicurezza sul lavoro. L’intelligenza artificiale non può e non deve servire a sostituire il lavoro, ma a realizzare pienamente la nostra Costituzione. Quindi l’importanza della formazione: della formazione nel lavoro, per il lavoro, e della formazione nella scuola”. “Se vogliamo tutelare i diritti fondamentali, non possiamo dimenticare il diritto d’autore. L’Italia è seduta su una pentola d’oro di dati, dati che vengono costantemente depredati e che dobbiamo dotarci di strumenti più adeguati per difendere”, conclude Casu.

 

22/06/2025 - 18:01

“La situazione attuale rappresenta uno degli scenari più gravi e delicati che il nostro Paese potesse trovarsi ad affrontare. È in gioco la sicurezza nazionale, ed è quindi necessario che il governo mantenga un confronto aperto e costante con il Parlamento, nel rispetto delle istituzioni democratiche. Serve un impegno immediato e concreto per la de-escalation. L'Italia deve farsi promotrice, insieme all’Unione Europea, di una forte azione diplomatica che abbia l’obiettivo di disinnescare le tensioni e costruire percorsi di pace duraturi. L’Europa deve essere protagonista, non spettatrice. Sarebbe un grave errore politico e strategico schiacciarsi su posizioni che – come i fatti dimostrano – mirano ad alimentare il conflitto anziché risolverlo.
L’Italia ha il dovere di scegliere la via del dialogo, della responsabilità e della pace” così il capogruppo dem in commissione difesa della Camera, Stefano Graziano.

20/06/2025 - 17:43

“Un’altra vita spezzata sul lavoro, un’altra ferita aperta nella nostra terra. Anche oggi la provincia di Napoli piange una vittima: un lavoratore che non farà più ritorno a casa. È inaccettabile. È intollerabile. La tragedia degli incidenti sul lavoro non può più essere trattata come una sequenza di episodi isolati o, peggio, come una triste routine. È un’emergenza nazionale. E come tale va affrontata. La frequenza con cui accadono queste morti dimostra che si sta sottovalutando la portata reale del problema. Ogni volta che cala il silenzio, ogni volta che manca una risposta concreta, si tradisce la dignità del lavoro e di chi lo svolge”.

Così il deputato Marco Sarracino, della segreteria nazionale del Pd.
“Abbiamo chiesto più volte - aggiunge - più controlli, più ispezioni, più strumenti per garantire che i protocolli di sicurezza non restino lettera morta. Ma le nostre richieste sono rimaste troppo spesso inascoltate. Non servono più dichiarazioni di circostanza o promesse che evaporano in poche ore. Servono fatti. Servono impegni concreti. Servono assunzioni negli enti preposti ai controlli, incentivi per la formazione, tolleranza zero per chi risparmia sulla pelle dei lavoratori. Chi lavora deve poter tornare a casa. Sempre”.

 

 

20/06/2025 - 17:41

"Oggi, più che mai, la richiesta di protezione e accoglienza dei rifugiati di tutto il mondo rischia di rimanere inascoltata. Secondo i dati diffusi dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) in occasione della "Giornata mondiale del rifugiato", richiedenti asilo e i rifugiati che scappano da guerre e da regimi totalitari e repressivi sono circa 122 milioni in tutto il mondo. La gran parte di queste persone rimane nei paesi confinanti, spesso in campi profughi, vivendo in condizioni estremamente difficili. Mentre una minoranza chi si sposta nei paesi che avrebbero più mezzi per accoglierli e tutelarli, si ritrova a dover subire sulla propria pelle durissime campagne di propaganda che alimentano odio e discriminazioni". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo. "Il diritto al riconoscimento del loro status, sancito dalla Convenzione di Ginevra del 1951, è messo a dura prova da chi li usa come capro espiatorio delle disuguaglianze, dell’insicurezza, del disagio sociale, dei tassi di disoccupazione delle nostre società - sottolinea Boldrini -. Chi, per vivere in pace e sicurezza, rischia la vita attraversando deserti, montagne, mari e passando perfino da campi di tortura scappando da regimi che li privano di ogni diritto , merita tutto il nostro rispetto e il nostro sostegno. Lo dice il senso di umanità e lo dice l'articolo 10 della nostra Costituzione".
"Di tutto questo parliamo oggi a Procida, terra di accoglienza e solidarietà, nel convegno organizzato dal sindaco dottor Raimondo Ambrosino che ringrazio per questo momento di riflessione e di confronto su un fenomeno che va governato e che, invece, in troppi pensano di poter demonizzare e reprimere. A costo della vita di migliaia di persone" conclude la deputata dem.

 

 

20/06/2025 - 16:41

"La legge della destra sulla sicurezza trasforma le lotte sindacali e le manifestazioni in un reato penale. Dobbiamo opporci a questa deriva autoritaria e sostenere il diritto dei lavoratori e dei sindacati. Da tempo anche i metalmeccanici lottano per il rinnovo del contratto. E la risposta del governo Meloni è la repressione. Solidarietà ai sindacati e ai lavoratori. Le imprese si assumano le loro responsabilità per raggiungere un accordo".

Così il deputato Virginio Merola, capogruppo Pd in commissione Finanze.

 

20/06/2025 - 15:40

“Lo dicevamo che le prime vittime del Dl Sicurezza sarebbero state gli operai. Infatti è successo. A Bologna dove le tute blu in sciopero sono state denunciate per l’occupazione temporanea della tangenziale. Se la prendono solo con la gente che lavora. Invece ai corrotti carezze”.

Così sui social il capogruppo del Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

20/06/2025 - 14:40

“Il tema della giustizia tocca la carne viva dei nostri concittadini e le questioni collegate al carcere, in particolare, rappresentano l’emergenza delle emergenze. Come ha dimostrato la grave e inaudita vicenda avvenuta nell’istituto di Marassi di Genova, dove un giovane detenuto di 18 anni, incensurato, recluso per un reato minore, è stato violentato e torturato per due giorni senza che nessuno abbia visto nulla. Sul tema del carcere noi ci giochiamo un pezzo della nostra credibilità e della nostra civiltà. Speriamo che da questo fatto drammatico possa scaturire un moto di cambiamento per far sì che questi luoghi possano diventare dei luoghi di dignità dove vivere e lavorare. Abbiamo ripreso l’iniziativa degli Stati Generali sull’esecuzione della pena e il Pd presenterà un aggiornamento di quei lavori e una proposta di legge sull’esecuzione penale proprio come risposta a questa emergenza e alla deriva panpenalista di questa maggioranza che stiamo vivendo attraverso il sadismo penale dei suoi vari decreti, da Cutro a Caivano, fino al decreto Sicurezza”.

Così la deputata e responsabile Giustizia del Pd, Debora Serracchiani, intervenendo oggi al convegno “Giustizia secondo Costituzione”, che si è chiuso con la relazione della segretaria Schlein.

“E’ necessario porre sempre di più all’attenzione del Paese - ha aggiunto - i pericoli contenuti nella riforma costituzionale sulla separazione delle carriere portata blindata dal governo in Parlamento, un fatto senza precedenti nella nostra storia repubblicana. In realtà non si sta facendo una separazione delle carriere, ma delle magistrature, con addirittura il sorteggio per le nomine che fu Almirante a chiedere nel 1971. Noi riteniamo che su questi temi non si debba mai toccare la Costituzione. Si sta dividendo il Csm e quando si divide un potere e lo si tramuta in due mezzi poteri entrambi ne escono più indeboliti. Questo è un problema - ha concluso - non solo per i magistrati, ma anche per gli avvocati, per i cittadini e per un Paese che si definisce ancora fortemente democratico”.

 

20/06/2025 - 13:44

“Manifestano per chiedere il rinnovo del contratto di lavoro ed ora rischiano dopo l'approvazione del decreto Sicurezza di essere denunciati perché a Bologna i metalmeccanici hanno imboccato la tangenziale bloccando il traffico. Assurdo che possa succedere ed assurdo che possano essere colpiti lavoratori che rivendicano certezza di diritto per il lavoro che svolgono. A questo si è arrivati con il governo Meloni che pur di tarpare le ali alla protesta e al dissenso ha fatto approvare norme liberticide e da stato di polizia. Piena solidarietà a quei lavoratori. Saremo al loro fianco nelle giuste battaglie che stanno portando avanti”.

Così il segretario di Presidenza della Camera e capogruppo Pd in commissione Ecoreati, Stefano Vaccari.

 

20/06/2025 - 11:07

“Leggo le dichiarazioni del ministro Giuli sulla sconcertante notizia dei fondi tax credit ricevuti dal killer di villa Pamphili. Spiega che proprio per evitare fatti del genere hanno riformato il tax credit. Leggo poi le dichiarazioni del suo direttore generale che spiega che è un fatto increscioso ma che era tutto regolare. Mi chiedo se il ministro e il suo direttore generale si parlino. Ma mi permetto di segnalare due questioni.

La prima è che la cosiddetta riforma messa in campo da questo governo non cambia assolutamente nulla su questi aspetti. La seconda è che stiamo parlando di una vicenda che dimostra semmai che c'è un tema di incapacità di vigilanza della struttura del ministero. Come peraltro evidenziato da diversi casi emersi in questi anni.

Tema sul quale prima di tutto dovrebbe riflettere la direzione generale cinema e chi la guida da molti anni, traendone le conseguenze con serietà e valutando l'opportunità di un passo indietro.

Ma al di là delle inadeguatezze individuali, la difficoltà a vigilare e gestire professionalmente le risorse è una delle ragioni principali per cui abbiamo proposto l'istituzione di una agenzia autonoma ed efficiente, raccogliendo la suggestione del maestro Pupi Avati. La soluzione è questa, non certo quella di aumentare il potere della dg cinema addirittura bypassando il ministro, come proposto dalla sottosegretaria Borgonzoni. Se davvero Giuli vuole affrontare seriamente la questione e non limitarsi a dichiarazioni e finte riforme, l'occasione di un dialogo costruttivo la abbiamo offerta mettendo nero su bianco una proposta che davvero metterebbe in sicurezza il settore.  Attendiamo ancora una risposta” così il deputato democratico, componente della commissione cultura della Camera, Matteo Orfini.

 

18/06/2025 - 18:32

"Lo dice anche la Corte dei Conti: serve un sistema unico di condivisione dei dati tra gli istituti deputati alla vigilanza. Ed è un’urgenza a cui pensare subito, perché la strage dei morti sul lavoro si combatte anche così: concentrando la raccolta e l’analisi dei dati per poi meglio coordinare le azioni e i processi”.

Così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d'inchiesta sulle condizioni di lavoro, in merito a quanto evidenziato dalla Corte dei Conti nella analisi sull'azione di vigilanza svolta dall'Ispettorato nazionale del lavoro in materia di salute e Sicurezza in ambito professionale, nel triennio 2022-2024

“Senza una banca dati si rischia di vanificare il grande sforzo di lavoratrici e lavoratori di tutte le agenzie e gli enti che si occupano di sicurezza sul lavoro - prosegue Gribaudo - Va in questo senso anche la mia proposta di una procura speciale, Non dobbiamo lasciare sole le piccole procure che spesso non riescono a gestire al meglio i procedimenti sugli incidenti sul lavoro, perché se no rischiamo di non dare giustizia ai famigliari. Quella degli infortuni, delle malattie professionali e delle morti è una piaga sociale da combattere con ogni mezzo”.

 

 

18/06/2025 - 18:00

“Sono trascorsi oltre sessanta giorni da quando, il 16 aprile scorso, ho depositato l’interrogazione rivolta al ministro dell’Interno sui gravi rischi sanitari derivanti dall’esposizione ai composti Pfas per le donne e gli uomini del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. A oggi, nonostante la delicatezza del tema e l’urgenza di un piano di monitoraggio su scala nazionale, il ministro non ha ancora fornito alcun riscontro. Questo silenzio è ingiustificabile. Parliamo di lavoratrici e lavoratori che ogni giorno mettono a repentaglio la propria vita per la sicurezza di tutti noi; pretendere tempi certi e trasparenza nelle risposte istituzionali è il minimo dovere che abbiamo nei loro confronti. Il Parlamento non può essere relegato al ruolo di spettatore muto quando in gioco ci sono salute e dignità dei lavoratori. Il ministro batta un colpo”.
Così Marco Lacarra, deputato del Partito Democratico della Commissione Giustizia.

 

18/06/2025 - 15:24

“Forse finalmente anche Palazzo Chigi ha capito che serve una concertazione di qualità e che per farlo occorre dare una giusta rappresentanza: basta con i contratti pirata. Ringrazio in particolare la Uil per la campagna Zero Morti sul Lavoro”.

Così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d'inchiesta sulle condizioni di lavoro, questa mattina alla tavola rotonda, organizzata a Borgaro Torinese dalla Uil e a cui ha partecipato anche il segretario Pierpaolo Bombardieri, dal titolo “Oltre l’emergenza”.

“La patente a crediti così concepita dal Governo non ha funzionato - ha proseguito Gribaudo - Serve un intervento più puntuale. Nessuna patente è stata sospesa: questo perché bisogna andare in giudicato e la misura non può funzionare. Conosciamo, infatti, molto bene quanto è lunga la giustizia in Italia e la misura così com’è non può avere efficacia”.

“Abbiamo bisogno di agire sotto più leve: dalla formazione alla cultura della sicurezza, passando per l’aumento del numero degli ispettori e dei loro stipendi. Ma in modo particolare serve una procura speciale o rivedere la geografia giudiziaria. Lo dobbiamo ai famigliari delle vittime che ci chiedono risposte, perché quello è un torto che si ripete due volte nei confronti di chi si è alzato per andare a lavorare e ha perso la vita” ha concluso Gribaudo.

 

18/06/2025 - 13:55

“Finanziamenti certi per garantire un piano complessivo di interventi per la Via Francigena: un percorso visitato ogni anno da decine di migliaia di pellegrini, provenienti da oltre 50 paesi”. Questo l’obiettivo della proposta di legge depositata a Montecitorio da Emiliano Fossi, deputato Pd e segretario Dem della Toscana, per recuperare l’antico itinerario che rappresenta non soltanto un volano di sviluppo turistico sostenibile e destagionalizzato ma una vetrina internazionale per le eccellenze enogastronomiche e artigianali del paese, capace inoltre di valorizzare un tessuto umano e sociale ricco di storia, cultura e tradizione.
“Da tempo si parla di inserire la Via Francigena tra i siti Unesco patrimonio dell’Umanità ma manca una normativa organica in materia, per promuovere un coordinamento a livello nazionale capace anche di attirare contributi pubblici e privati. Fino ad oggi si sono infatti susseguiti interventi efficaci (statali, regionali in particolare della Toscana e territoriali) senza però una regia unitaria in grado di mettere realmente in rete e sviluppare il patrimonio diffuso”.
“Recentemente sono arrivate risorse attraverso il fondo per i cammini religiosi, istituito dalla Legge di Bilancio 2022: riteniamo però che la Via Francigena, per storia, cultura e tradizione debba ottenere un riconoscimento peculiare specifico. Una normativa quindi finalizzata a elevare la fruibilità dell'intero itinerario attraverso la corretta manutenzione, la conservazione e il recupero del patrimonio esistente, la messa in sicurezza del tracciato, la valorizzazione di strutture ricettive e un'adeguata informazione promozionale”.
“L'articolo 1 definisce le finalità della legge, stabilendo le modalità di intervento per la salvaguardia e la valorizzazione della Via Francigena. L'articolo 2 sancisce l'istituzione del Fondo annuale mentre l'articolo 3 indica poi le modalità di finanziamento, specificando che saranno le regioni interessate, nel pieno rispetto dell'autonomia e del decentramento amministrativo, a individuare le proposte e le priorità degli interventi. L'articolo 4 promuove progetti di collaborazione fra soggetti pubblici e privati, mentre l'articolo 5 prevede, infine, la copertura finanziaria degli oneri derivanti dall'attuazione delle disposizioni della legge pari a 20 milioni di euro l’anno”, conclude Emiliano Fossi.

18/06/2025 - 12:00

“Ancora nessuna certezza sulla riassegnazione delle risorse sottratte ai comuni dal Governo Meloni con la rimodulazione del Pnrr oltre due anni fa. Il Ministero dell’Interno continua ad essere vago mentre moltissimi enti locali in tutta Italia hanno enormi difficoltà per far quadrare i bilanci e iniziare o completare le opere previste”: è quanto dichiara la vicepresidente dei deputati Pd Simona Bonafè sulla discussione della interrogazione sul Piano nazionale di Ripresa e resilienza svolta a Montecitorio.
“Quello che sappiamo ad oggi è che circa 1900 opere pubbliche, già finanziate dal PNRR, hanno subito per decreto nel maggio del 2023 una decurtazione delle risorse; si tratta peraltro di interventi che riguardano settori chiave quali la messa in sicurezza dei territori colpiti dal rischio idrogeologico, la manutenzione e la riqualificazione di infrastrutture viarie e l'idoneità degli edifici pubblici e delle scuole. Il governo ha ribadito in più occasioni che tali somme verranno restituite ma i comuni interessati non hanno avuto alcuna informazione e soprattutto non vi è ancora nessuna certezza sulla tempistica. L’interrogazione che ho presentato aveva proprio l’obiettivo di definire modalità chiare ma ancora volta questa destra ‘manda la palla in tribuna’ senza dare nel merito ai comuni alcuna informazione utile”: conclude.

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