“In occasione del 174esimo anniversario della fondazione della Polizia di Stato, rivolgo un sincero ringraziamento alle donne e agli uomini in divisa che ogni giorno operano con dedizione, professionalità e spirito di servizio per garantire la sicurezza dei cittadini e la tutela dei valori democratici del nostro Paese”. Lo dichiara Stefano Graziano, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Difesa della Camera, a Marcianise in provincia Caserta per l’anniversario della Polizia di Stato.
“La loro presenza capillare sul territorio rappresenta un presidio essenziale, non solo per la prevenzione e il contrasto alla criminalità, ma anche come punto di riferimento per le comunità locali, soprattutto nei contesti più complessi.
È fondamentale continuare a sostenere il loro lavoro con investimenti adeguati, strumenti moderni e il pieno riconoscimento del valore umano e professionale di chi indossa una divisa”, conclude Graziano.
"ln questi anni non ho mai risposto apertamente al deputato di Fdi Fabrizio Rossi nonostante abbia di fatto appoggiato e votato ogni provvedimento del suo governo contro la Tirrenica: dal vergognoso taglio delle risorse già stanziate, al mancato finanziamento dei tratti già cantierabili, dall'aumento delle tariffe autostradali nei pochi chilometri ammodernati; alla mancanza di interventi di messa in sicurezza. La lista è così lunga che annoierebbe tutti. Oggi però interviene a margine della discussione del mio odg al decreto Pnrr - e sottolineo a margine perché non ha mai avuto il coraggio di intervenire in Aula per paura di non contraddire Giorgia Meloni - e accusa me di aver perso una occasione perché ho proposto di finanziare la Tirrenica con i soldi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che il suo governo non ha saputo spendere? Parlando poi di inesistenti cavilli burocratici e dimostrando di non conoscere neppure la differenza tra un atto di indirizzo e un testo normativo. Chiunque avesse seguito con una minima attenzione il dibattito avrebbe capito che non ho accettato la riformulazione del mio ordine del giorno perche avrebbe azzerato completamente le premesse e tolto ogni riferimento alla Tirrenica e proprio all'articolo 30 del decreto in discussione da cui provengono le risorse. Caro Fabrizio Rossi, sei te che hai perso un'occasione, quella di rimanere in silenzio": è quanto dichiara il deputato Dem Marco Simiani.
"Sarà il prossimo governo di centrosinistra a realizzare la Tirrenica, ridando dignità e centralità al Parlamento e rimettendo le risorse tagliate da Meloni e Salvini. Oggi alla Camera abbiamo avuto l’ultima sconcertante conferma che alla destra della messa in sicurezza e dell’ammodernamento della strada non importa assolutamente nulla. In quattro anni l’attuale esecutivo non è nemmeno riuscito a perfezionare il passaggio di consegne tra Anas e Sat, mentre ha tolto tutti i finanziamenti già assegnati dai precedenti governi: questi sono i fatti. Avevamo la possibilità di vincolare, con le risorse del Decreto Pnrr non utilizzate, il completamento della Tirrenica, ma ancora una volta la maggioranza ha voltato le spalle a cittadini e territori. La settimana prossima si terrà a Capalbio una manifestazione pubblica per dire basta ai moltissimi incidenti causati da una strada che non ha standard di sicurezza idonei: vedremo come la destra potrà ancora giustificare chi in Parlamento in questi anni ha di fatto impedito qualsiasi iniziativa legislativa per finanziarla”: è quanto dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio, sul suo ordine del giorno al Decreto Pnrr respinto oggi, giovedì 9 aprile.
“Nel suo discorso in Aula Giorgia Meloni in quasi 7000 parole non ha mai pronunciato la parola trasporti. Eppure le scelte di questo Governo stanno trascinando il trasporto pubblico locale in una crisi sotto agli occhi di tutti. Gli ultimi dati Eurostat testimoniano che il nostro paese ha un indice del 68%, quasi sette italiani su 10, che non utilizzano mai il trasporto pubblico locale. In Europa peggio di noi c’è solo Cipro e il Governo continua a boicottare il settore: non solo ci sono stati tagli nell'ultima manovra, ma anche i ritardi nell’erogazione del fondo nazionale e ancora a tutt’oggi mancano le risorse e gli interventi per affrontare l'aumento dei costi dei carburanti e garantire il rinnovo dei contratti e la sicurezza per lavoratrici e lavoratori. Di fronte a tutto questo c'è la totale assenza di Giorgia Meloni e del ministro Salvini, che hanno completamente lasciato nel dimenticatoio il trasporto pubblico locale. Come Partito Democratico insieme alle altre forze di opposizione continueremo a incalzare il Governo per costringerli ad ascoltare il grido di dolore di Regioni, Imprese, Enti Locali e Sindacati ed affrontare in Parlamento le difficoltà che vivono ogni giorno
“Una procura nazionale e formazione di qualità: a chi resta, dopo una strage come quella di Suviana, dobbiamo questo tipo di attenzioni, oltre che di giustizia. Sono trascorsi due anni e ancora i familiari non hanno risposte”.
Così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, oggi a Bologna per l’evento della Cgil nel secondo anniversario della strage di Suviana.
“Siamo qua per ricordare e perché è importante mantenere viva l’attenzione, ma è difficile farlo quando finito il cordoglio si dimenticano il confronto tra le parti sociali e le parti politiche anche dell’opposizione - ha proseguito la deputata dem - Più di un anno fa ho chiesto i dati sulle morti legate, come in questo caso, ai subappalti, dati che attualmente non sono pubblici e che ancora non ci sono stati consegnati. Questa è una mancanza di rispetto nei confronti del Parlamento e dei familiari”.
“C’è un problema, generale di stipendi nel Paese ma in particolare di chi si occupa della filiera ispettiva: come si può far rispettare la legalità, quando c’è una così grande mancanza di ispettori? Dobbiamo svolgere un lavoro comune, tra forze politiche e sociali, perché le proposte ci sono e mi auguro che nel tempo che ci resta di questa legislatura si possa affrontare in maniera seria il tema della sicurezza sul lavoro” ha concluso Gribaudo.
“Da Giorgia Meloni oggi in Aula è stato solo un piagnisteo per nascondere i fallimenti. Ha dato la colpa alle opposizioni, alla Magistratura, agli italiani che le hanno bocciato l’attacco alla Costituzione, all’Europa, alle contingenze internazionali, ma è mancato qualcosa contro Trump o Netanyahu. C’è mancato poco che non urlasse anche all’invasione delle cavallette contro il suo Governo”.
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, sull’informativa della Presidente del Consiglio oggi alla Camera.
“Un comizietto stanco e stantio buono (forse) per un tour elettorale, ma molto al di sotto dello standing che il suo ruolo da Presidente del Consiglio, la situazione del Paese e lo scenario globale imporrebbero - prosegue la deputata dem - In pratica se dopo 4 anni dal suo insediamento l’Italia è peggiorata, sul lavoro, sull’economia, sulla sicurezza, la colpa non è sua ma della maledetta sfortuna”.
“Ha descritto un Paese che non esiste ripetendo una solfa che è ben lontana dalla realtà e gli italiani se ne sono accorti. Come giustamente ha detto la Segretaria Elly Schlein, toccherà a noi risollevare il Paese da questi 4 (forse 5, se arriveremo alla fine della legislatura) anni di nulla e disastri” conclude Gribaudo.
Le parole di Giorgia Meloni oggi in Aula certificano un dato politico ormai evidente: il fallimento delle politiche sulla sicurezza del Governo.
Un fallimento che ha un nome e un cognome: Matteo Piantedosi.
La Presidente del Consiglio dicendosi insoddisfatta delle politiche per la sicurezza ha di fatto preso le distanze dal Ministro dell’Interno, scaricandone le responsabilità senza però assumersi fino in fondo quelle dell’Esecutivo che guida. Un tentativo tardivo e poco credibile.
Resta grave e inaccettabile il silenzio del Ministro su questioni che non attengono alla sfera privata, ma riguardano la trasparenza e l’indipendenza dell’azione pubblica. I rapporti che possono aver inciso, o incidere, sull’esercizio delle sue funzioni devono essere chiariti senza ambiguità.
Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati
“Nel Decreto Pnrr ci sono già le risorse per realizzare la Tirrenica, utilizzando i fondi non spesi che il provvedimento riassegna ad opere specifiche non ancora finanziate. Mi appello ai deputati di destra perché sostengano questa scelta, votando il mio ordine del giorno che vincolerebbe il Governo Meloni a completare una infrastruttura fondamentale per la Toscana e l’intero centro Italia”.
Così Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente della Camera, sulla discussione del provvedimento prevista per oggi, giovedì 9 aprile, nell’Aula di Montecitorio.
“Il governo in questi tre anni non ha rispettato alcun impegno togliendo addirittura risorse già stanziate. Gli interventi di ammodernamento e messa in sicurezza della strada sono necessari e non più rinviabili anche per fermare una scia drammatica di incidenti che si verificano lungo il percorso. Confido nella sensibilità dei colleghi della maggioranza per ottenere un risultato condiviso ma qualora anche questo tentativo fallisse sarebbe un tradimento verso elettori, cittadini ed interi territori. Chi in Parlamento vota contro la Tirrenica abbia almeno la decenza di non presentarsi venerdì 17 aprile alla manifestazione pubblica promossa a Capalbio”: conclude.
“L’intervento ferroviario inerente all’interramento della linea Porrettana a Casalecchio di Reno è una priorità per il territorio ed un'opera di valore nazionale. Ricordo che a cura di Rfi è prevista la parte di sistemazione del tratto di linea ferroviaria Bologna-Pistoia, in corrispondenza della fermata di Casalecchio di Reno, con l'interramento di un tratto di linea ferroviaria in affiancamento all’interramento stradale della SS64 ‘Porrettana’ (a cura di Anas). I benefici per il territorio della realizzazione di questa parte dell’opera del più vasto nodo ferro-stradale sono noti: il miglioramento della regolarità della circolazione ferroviaria e della sicurezza stradale e ferroviaria, la ricucitura del tessuto urbano interessato dall'attraversamento della linea ferroviaria storica Pistoia-Bologna, il miglioramento della viabilità stradale esistente, la predisposizione della sede ferroviaria per un futuro raddoppio potenziamento dell’infrastruttura. Ho presentato un’interrogazione parlamentare al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti sull’effettiva volontà del governo di finanziare e completare l’opera, ritenuta dalla comunità territoriale strategica, ma da considerarsi fondamentale in un contesto più largo di organizzazione e pianificazione degli interventi per migliorare la rete ferro-stradale di un’area vasta”.
Così Andrea De Maria, deputato Pd.
“Le dichiarazioni arrivate oggi appaiono tardive e rischiano di suonare come lacrime di coccodrillo”. Lo afferma Stefano Graziano, capogruppo Pd in Commissione Difesa alla Camera, commentando la presa di posizione del governo e del ministro Crosetto dopo l’episodio che ha coinvolto un convoglio Unifil nel Libano meridionale.
“Da tempo – prosegue – i rischi per i nostri contingenti erano evidenti e andavano denunciati con chiarezza e tempestività. Strillare ora non basta, quando si è scelto di non farlo nei momenti opportuni”.
Secondo Graziano, “l’ambiguità nella linea politica e diplomatica del governo finisce per indebolire il posizionamento dell’Italia, esponendola a diffidenza tra i partner europei e a una minore considerazione sul piano internazionale”.
“Servono parole nette e coerenti, parole chiare contro Trump e Netanyahu – conclude – perché in gioco non c’è solo la credibilità della missione Unifil, ma anche la sicurezza dei nostri militari”.
«Il governo si impegni ad adottare, con la massima urgenza, iniziative, anche normative, nel primo provvedimento utile, finalizzate a fronteggiare gli effetti della frana nel territorio di Petacciato (Cb), assicurando il sostegno alle popolazioni coinvolte e il rapido ripristino della funzionalità della viabilità stradale, autostradale e ferroviaria della dorsale adriatica».
Lo chiedono, in un’interrogazione parlamentare e in un ordine del giorno al Dl Pnrr, i deputati democratici D’Alfonso, Braga, Simiani, Casu, Manzi, Curti, Stefanazzi, Viggiano e Lacarra.
Negli atti parlamentari si chiede soprattutto di «assicurare l’attivazione e il completamento degli interventi di messa in sicurezza e mitigazione del rischio idrogeologico già programmati per l’area interessata, nonché di promuovere ulteriori interventi strutturali nelle zone limitrofe a rischio, e di adottare iniziative volte al rifinanziamento e all’aggiornamento continuo dell’Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia (Iffi), nonché all’istituzione, presso Ispra, di un Osservatorio permanente sulle frane, quale struttura di coordinamento tecnico-scientifico, al fine di rafforzare il monitoraggio, la prevenzione e la pianificazione degli interventi contro il dissesto idrogeologico».
Difenda la Costituzione e dica no alle basi militari
"Il governo sta navigando a vista e si sta dimostrando inadeguato a difendere la credibilità politica internazionale del Paese e la tenuta economica di famiglie ed imprese. L'esecutivo continua ad avere un atteggiamento di totale subalternità nei confronti di Trump e di ambiguità rispetto ad un conflitto pericoloso ed illegale. Bisogna interloquire a schiena dritta, come stanno facendo i premier di Spagna, Francia e Austria, che hanno negato l’utilizzo dello spazio aereo ai velivoli destinati a combattere in Iran. La Premier Meloni ha impiegato dodici giorni prima di venire in Parlamento. Per settimane ha detto che non condivideva e non condannava questo attacco; solo qualche giorno fa ha affermato di non essere d’accordo. La premier italiana dovrebbe condannare e prendere le distanze con forza da un’azione illegale che rischia di incendiare il mondo e portarci nel baratro. Abbiamo chiesto che si dicano parole nette da questo punto di vista. E vorrei essere molto chiaro rispetto alle parole di Meloni e Crosetto: non accettiamo lezioni dalla destra come opposizioni. Noi stiamo dimostrando responsabilità, chiedendo al governo di difendere il diritto internazionale e la Costituzione del Paese. La destra quando era all’opposizione non ha mostrato la stessa responsabilità: strizzavano l’occhio ai No Vax, ai No Mask e ai No Green Pass. Ora noi chiediamo parole chiare: l’Italia non deve entrare in una guerra illegale contraria al diritto internazionale e pericolosa per la sicurezza globale. Sul fronte economico, il governo peraltro sembra limitarsi a tentativi di restyling politico e distrazioni mediatiche, senza ottenere risultati concreti. Famiglie e imprese continuano a pagare aumenti di bollette, carburanti e carrello della spesa, peraltro non solo a causa della guerra, ma anche per l’incapacità del governo di ridurre la dipendenza dalle fonti fossili. Servono azioni urgenti e una strategia chiara con misure strutturali. Non basta un viaggio come tentativo di restyling politico e come azione di distrazione mediatica. Finora, le iniziative adottate sono state insufficienti e sbagliate". Lo ha detto Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissione politiche europee a Tagadà su La7
“Esprimiamo piena e convinta condivisione alla lettera che 58 associazioni animaliste, ambientaliste e scientifiche hanno indirizzato alla Presidente del Consiglio Meloni, chiedendole di fermare il ddl Caccia che rischia di cancellare decenni di tutele per la fauna selvatica e per la sicurezza dei cittadini”. Lo dichiarano in una nota congiunta le deputate PD, Eleonora Evi e Patrizia Prestipino.
“Secondo i sondaggi Ipsos – sottolineano le parlamentari dem – l’85% degli italiani è contrario a qualsiasi ampliamento dei diritti dei cacciatori: questi numeri non si ignorano, si ascoltano. Chiediamo alla Presidente Meloni di prenderne nota invece di cedere alle lobby che mercanteggiamo sulla vita degli animali e sul patrimonio naturale che appartiene a tutti”. “I cittadini – aggiungono le deputate - chiedono di disarmare la società incivile che spara per farsi giustizia da sola, che traffica illecitamente con armi e munizioni, che organizza safari a Sarajevo, che chiude un occhio davanti al bracconaggio”.
“Il ddl Caccia è un provvedimento che introduce più fucili, meno controlli, meno aree protette, più specie cacciabili, e stranieri che potranno cacciare in Italia senza alcun limite. Denunciamo con forza anche l’ennesimo attacco all’autonomia scientifica dell’ISPRA, che il governo continua a svuotare di competenze per sostituire la scienza con le convenienze elettorali e clientelari”, concludono Evi e Prestipino.
Il gruppo del Partito Democratico alla Camera, con la capogruppo in Commissione Cultura Irene Manzi e i deputati fiorentini Simona Bonafè e Federico Gianassi, ha depositato un’interrogazione parlamentare per fare piena luce sul grave attacco alla sicurezza digitale che ha colpito le Gallerie degli Uffizi.
Secondo quanto emerso sulla stampa, l’attacco informatico avrebbe consentito ai pirati informatici di sottrarre dati sensibili, inclusi codici di accesso e informazioni sui sistemi interni, sollevando forti preoccupazioni per la tutela del patrimonio culturale.
Una vicenda che desta allarme e preoccupazione e che richiede risposte rapide e puntuali. Per questo, nell’interrogazione si chiede al Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, di rispondere con urgenza in Parlamento e anche per rendere noto quanto il governo sta investendo per rafforzare la sicurezza digitale delle istituzioni culturali.
È necessario fare piena luce sull’accaduto, garantire la massima trasparenza e adottare tutte le misure necessarie affinché episodi di tale gravità non possano ripetersi.