21/01/2026 - 16:19

“La destra gioca con le parole e nasconde che l’Italia sostiene l’Ucraina anche con mezzi militari. Non hanno il coraggio di dire quello che fanno, e così minano la fiducia tra cittadini e istituzioni, proprio su una materia di primaria importanza, la sicurezza dell’Europa” così la Vicepresidente della commissione Esteri Camera, la deputata democratica Lia Quartapelle.

 

21/01/2026 - 14:53

“La destra che esulta per la sentenza del Tar su 'Bologna Citta'30' festeggia per lo stop a un provvedimento che ha introdotto una maggiore sicurezza sulle strade, salvando le vite di tante persone, e ha determinato un minore inquinamento. Il centrodestra, continua a portare avanti una battaglia anacronistica, di retroguardia e di unica vicinanza alle lobby e ha come unico scopo quello di colpire il sindaco Lepore e la città di Bologna. Per risolvere l’ostacolo delle osservazioni del TAR il Comune procederà a ridefinire il provvedimento generale strada per strada. A Bignami e Salvini  non resteranno che i vicoli chiusi, le loro strade preferite” così il deputato democratico Virginio Merola che conclude dicendo “é anacronistica una maggioranza che esulta per stop a norma salva vite”.

21/01/2026 - 14:40

“Dopo aver ascoltato il ministro Nordio mi verrebbe da dire parafrasando un suo collega di governo che la 'giustizia vale fino ad un certo punto'. Il ministro parla di un mondo quello della giustizia che apparentemente non conosce, non frequenta e non capisce. Le tante interrogazioni, proposte di legge e audizioni avanzate dal PD in questi tre anni, raccontano un mondo della giustizia completamente diverso da quello narrato da Nordio che continua solo a dire di no a tutte le proposte e risoluzioni che gli vengono presentate e porta avanti il triste record di una riforma che non verrà intaccata neanche da un piccolo emendamento. Non è una 'petulante litania' ricordare che la Costituzione appartiene a tutti gli italiani, e che va rispettata e trattata con cura”. Lo dichiara la deputata e responsabile giustizia del PD, Debora Serracchiani.
“Se va tutto bene come sostiene Nordio ed è stato rispettato il Pnrr  - sottolinea la parlamentare dem - perché fare un decreto urgente per spostare i magistrati da una parte all'altra del Paese? Perché i giudici di pace fissano le udienze al 2032? Perché nel processo di digitalizzazione, le richieste di archiviazioni si stanno facendo a mano? Per non parlare poi del precariato presso il ministero della Giustizia e le gravissime carenze di personale amministrativo”. “È offensivo sentire che i suicidi nelle carceri avvengono per paura di liberazione e che il sovraffollamento evita i suicidi. Sulla sicurezza il fallimento è totale e lo ammette anche la premier Meloni che le chiede un cambio di passo. Ma Nordio continua con l'aumento dei reati e delle pene omettendo anche una sola parola su prevenzione, formazione e informazione, elementi fondamentali per rendere più sicure le città”, conclude Serracchiani

 

21/01/2026 - 13:47
“Capisco il tentativo del ministro Nordio di parlare del referendum di 'domani' per non parlare dello stato in cui versa la giustizia oggi. Ma inviterei il ministro a rimanere fedele nell'illustrazione annuale dell'amministrazione della giustizia. Ogni volta che Nordio viene in Aula fa l'iconografia dell'immagine della bilancia della giustizia, ma quando parla di carceri e detenzione non cita mai l'articolo 27 della Costituzione che ci dice come dovrebbe essere la funzione della pena all'interno del nostro Paese, ovvero tutto ciò che oggi non si verifica all'interno delle carceri italiane”. Lo dichiara in Aula la deputata PD, Michela Di Biase.
“Il mondo che questo governo descrive – sottolinea la parlamentare dem - e il Piano Carceri che Nordio più volte cita, non corrisponde alla realtà che si vive: il sovraffollamento ha infatti raggiunto vette inimmaginabili con punte pari al 200%. Invece di risposte concrete per far fronte a questa emergenza, continuiamo ad assistere ad una furia panpenalistica del governo che ha introdotto 50 nuove fattispecie di reati e 400 anni di pena in più per le aggravanti”. “Questo è un governo sordo agli appelli dei garanti dei detenuti e all'accorato appello del Presidente del Senato. Incurante anche della questione delle carceri minorili, ora al collasso, nonostante gli sbandierati e propagandistici decreti Caivano e Sicurezza. Solo promesse, mai mantenute”, conclude Di Biase.

 

21/01/2026 - 12:45

Se notizie confermate, Nordio si dimetta

“Apprendiamo con sgomento da indiscrezioni di stampa che tutti i pc dei magistrati italiani sarebbero sottoposti a controlli da remoto che violano la segretezza delle indagini, la riservatezza delle inchieste e degli stessi atti processuali. Una questione di sicurezza nazionale e una evidente lesione dell’indipendenza e autonomia della magistratura.
Un fatto gravissimo che se confermato smaschererebbe ancora una volta il governo e sarebbe la conferma che il Governo Meloni vuole controllare la magistratura.
Tanto più grave se corrisponde al vero che il caso sollevato da una importante procura sarebbe stato messo a tacere nel 2024, secondo fonti ministeriali citate, dai dirigenti del ministero su richiesta della presidenza del Consiglio. Una violazione di fondamentali principi costituzionali e di sicurezza nazionale di cui il ministro Nordio e palazzo Chigi dovranno rispondere con immediatezza.
Questa volta come minimo ci aspettiamo che la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni venga in Aula a spiegare se quanto rivelato da Report corrisponde al vero e in caso affermativo che il Ministro Nordio si dimetta immediatamente”. Lo dichiara Debora Serracchiani deputata e responsabile Giustizia del Pd.

 

21/01/2026 - 11:56

“Mentre la giustizia è al collasso, il ministro Nordio ci spiega che invece tutto funziona meravigliosamente, evidentemente vive in un mondo fantastico che però non esiste e i dati parlano chiaro: il suo ministero è peggiore per l'adempimento del Pnrr, il giudice di Pace fissa le prime udienze al 2032, la digitalizzazione è in tilt e la carenza di personale è ormai strutturale. Le carceri stanno esplodendo e si assiste al fallimento della giustizia penale, con tante nuove fattispecie di reato che non hanno inciso per nulla sulla questione sicurezza nel Paese che mostra lacune clamorose”. Lo dichiara il deputato e capogruppo Pd in Commissione Giustizia, Federico Gianassi.
“Il ministro – sottolinea il parlamentare -  ha già dichiarato che la riforma della giustizia non serve a migliorare il sistema giudiziario e allora perché continua ad accanirsi? Il sottosegretario Delmastro Delle Vedove ha usato parole talvolta peggiori di quelle che usa l'opposizione nel criticare la riforma. Questa è una riforma pericolosa perché è mossa da intendimenti punitivi verso la magistratura, lo provano le parole della premier e dei membri del governo”. “In democrazia non esistono poteri illimitati per chi vince le elezioni, ma l'obbligo di rispettare la legge, la cui verifica compete ad un corpo di magistrati autonomi e indipendenti.”, conclude Gianassi.

 

21/01/2026 - 11:42

“La Sicilia è nuovamente in ginocchio, sotto l’acqua e nel fango e ancora una volta paga il prezzo di una fragilità del territorio nota da anni e colpevolmente sottovalutata. Nelle province di Enna e Messina il maltempo sta causando gravi disagi: strade allagate e interrotte, frane, famiglie isolate, attività produttive in difficoltà, con decine di interventi dei Vigili del Fuoco e della Protezione civile per fronteggiare una situazione che resta critica. Non siamo di fronte a eventi imprevedibili, ma agli effetti concreti dell’assenza di prevenzione e di investimenti strutturali”. Lo dichiara la deputata Pd Maria Stefania Marino.
“Il Governatore Schifani chieda subito stato di emergenza ed il Governo Meloni si attivi rapidamente per stanziare risorse straordinarie per le prime necessità, il ripristino dei servizi essenziali e la messa in sicurezza dei territori colpiti. Non bastano le dichiarazioni di circostanza: servono atti rapidi e fondi certi. Le comunità di Enna, Messina e dell’intera Sicilia non possono essere lasciate sole ancora una volta. Vigileremo perché alle parole seguano finalmente fatti concreti”, conclude la deputata dem.

20/01/2026 - 18:28

“Con l’approvazione definitiva al Senato della legge sulla rottamazione dei veicoli fuori uso sottoposti a fermo amministrativo, già votata alla Camera lo scorso marzo, mettiamo fine a un’assurdità burocratica che per anni ha condannato le nostre città e le nostre periferie aprendo la strada alla rimozione di quelli che sono purtroppo dei veri e propri monumenti al degrado”. Lo dichiara il deputato PD e vicepresidente in Commissione Trasporti, Andrea Casu, primo firmatario della proposta di legge del Partito Democratico sul tema.
“I numeri – spiega Casu – descrivono un’urgenza nazionale: ad aprile 2025 i veicoli sotto fermo erano quasi 4 milioni, con picchi drammatici a Napoli (512mila), Roma (234mila) e Milano (173mila). Parliamo di oltre 231mila mezzi fermi da più di 20 anni e decine di migliaia di modelli Euro 0, con motori a benzina privi di catalizzatore. È irrealistico pensare che auto ferme da decenni possano ancora soddisfare un credito erariale; rappresentano solo un peso ambientale e un costo per la collettività. Adesso finalmente una volta attestata dai Comuni e dagli enti proprietari della strada il potere di attestare l’inutilizzabilità dei mezzi, potremo rimuovere i vincoli e procedere alla demolizione in tempi rapidi”.
“Questa legge – prosegue il deputato dem – frutto del lavoro comune in Commissione e del confronto con le analoghe iniziative portate avanti dagli altri gruppi di maggioranza e opposizione introduce anche la possibilità di interventi immediati per motivi di incolumità pubblica, di sicurezza pubblica o di sicurezza della circolazione stradale, di tutela ambientale e per esigenze di carattere militare, inasprendo le sanzioni in caso di violazione delle norme relative alla raccolta e alla gestione dei veicoli fuori uso destinati alla demolizione. È un traguardo raggiunto insieme, superando le differenze partitiche, perché di fronte a un’auto abbandonata dovrebbe esserci solo l’urgenza di intervenire per rimuoverla e restituire spazio pubblico alla collettività. Un primo passo concreto che unisce transizione ecologica e transizione sociale: liberare spazio pubblico significa restituire alle persone la libertà di camminare, parcheggiare e vivere meglio il proprio quartiere. Ora ci aspettiamo che il Governo sia coerente e garantisca ai Sindaci tutti gli strumenti e le risorse necessarie per andare avanti e raggiungere l’obiettivo di liberare le strade dalle auto abbandonate su tutto il territorio nazionale”.

20/01/2026 - 18:07

“È sconcertante che esponenti della maggioranza plaudano oggi all'annullamento di una misura che già nel primo anno di applicazione ha ottenuto a Bologna un risultato oggettivo e incontestabile: l’azzeramento dei pedoni morti, insieme al dimezzamento del numero totale di vittime e alla forte diminuzione degli scontri stradali”, afferma Andrea Casu, vicepresidente della Commissione Trasporti della Camera e deputato PD. “Invece che commentare strumentalmente a fini politici le sentenze del TAR, chi ha responsabilità nelle istituzioni oggi dovrebbe interrogarsi su quali sono gli attuali limiti normativi e come garantire ai Comuni che vogliono mettere la sicurezza stradale al primo posto gli strumenti d’azione più adeguati: basta pensare ai voti da conquistare, dobbiamo occuparci delle vite che dobbiamo proteggere”.

 

20/01/2026 - 18:05

“Discutiamo dell’ennesimo decreto-legge sull’ex Ilva, il quarto del solo 2025, che ancora una volta non può essere separato da ciò che accade fuori da quest’Aula”. Così Alberto Pandolfo, capogruppo Pd in commissione Attività produttive, annunciando il no del Partito Democratico al decreto sulla continuità operativa degli stabilimenti.

L’esponente dem ha ricordato la morte del lavoratore Claudio Salamida, di 47 anni, avvenuta pochi giorni fa nello stabilimento di Taranto. “Una tragedia che impone rispetto, responsabilità e verità. Alla famiglia va il nostro cordoglio, ai lavoratori e alle lavoratrici il nostro sostegno, così come alle organizzazioni sindacali che hanno scioperato”.

“La sicurezza sul lavoro – ha proseguito il deputato Pd - non è una variabile negoziabile, soprattutto in uno stabilimento che da anni vive in condizioni di precarietà produttiva, manutentiva e gestionale. I nostri emendamenti presentati per rafforzare la sicurezza degli impianti, la manutenzione e un vero piano di emergenza, sono stati tutti respinti dal governo e dalla maggioranza. In tre anni di gestione Meloni non è stata costruita alcuna strategia industriale credibile. La produzione è ai minimi storici, l’azienda perde milioni di euro al giorno, migliaia di lavoratori sono sospesi tra lavoro e cassa integrazione e l’indotto è allo stremo”.

“Questo decreto – ha concluso Pandolfo - non apre una prospettiva e non disegna un futuro: stanzia risorse pubbliche e proroga misure temporanee senza un piano industriale, senza una strategia di decarbonizzazione, senza garanzie occupazionali e senza risposte sul futuro ambientale e sanitario dei territori. Si rinvia ancora, si prende tempo. Ma il tempo per l’ex Ilva è finito da anni”. Per queste ragioni il voto del Partito Democratico è contrario, dalla parte dei lavoratori, delle comunità locali e di un futuro industriale che non può essere affidato all’improvvisazione”.

 

20/01/2026 - 13:24

“I problemi legati alla sicurezza sono in aumento ed è necessario intervenire. Tuttavia, non è possibile farlo solo aumentando le pene o introducendo nuovi reati: servono risorse concrete, dal rafforzamento degli organici delle forze di polizia, che negli ultimi anni si sono progressivamente ridotti, al sostegno ai Comuni per politiche di prevenzione. Solo così si garantisce davvero la sicurezza dei cittadini”, ha dichiarato Matteo Mauri, deputato e responsabile Sicurezza del Partito Democratico alla vigilia del vertice di maggioranza sulla sicurezza di oggi. “Se le anticipazioni sull’intervento del Governo fossero confermate, saremmo di fronte all’ennesimo provvedimento basato su nuovi reati e inasprimenti di pena, ma privo di un vero piano straordinario di assunzioni per le forze dell’ordine e delle risorse necessarie per la prevenzione nei Comuni. Un intervento ideologico e di pura propaganda che non produce maggiore sicurezza”, conclude Mauri.

 

20/01/2026 - 12:47

“È importante questo codice perché costituisce uno strumento utile per conoscere e mettere in fila i diritti e i doveri degli under 18. Serve ai giovani per acquisire consapevolezza, ma serve anche a tutti coloro che si occupano di minori. Uno strumento di conoscenza e consapevolezza, un’opera di formazione e informazione che tocca argomenti che riguardano la prevenzione e non solo la repressione nei casi di disagio giovanile”. Lo ha detto Debora Serracchiani, deputata e responsabile Giustizia del Pd, nel suo intervento alla Camera per presentare il volume “Codice Junior. Under 18: diritti e doveri”.

“Proprio per la tutela dei minori, abbiamo presentato una proposta di legge sia alla Camera che al Senato: è necessario, ancora di più oggi alla luce dei tragici fatti di cronaca di questi giorni che hanno coinvolto ragazzi di 16 anni, vietare la vendita online e fisica di armi da taglio e coltelli ai minori in Italia, introducendo sanzioni severe (reclusione fino a 3 anni, multa fino a 10.000 euro) per i venditori che non verificano l'età. Ma le sanzioni non bastano. È fondamentale la prevenzione: rafforzare i controlli, cercare di prevenire la violenza tra i minori, nelle scuole, nelle famiglie e allo stesso tempo formare e sensibilizzare i commercianti, responsabilizzarli perché dalla vendita di un coltello ad un minore può dipendere la vita di un altro suo coetaneo. Il Pd ha messo in campo una serie di proposte per la sicurezza e la prevenzione della violenza, cercando di arginare anche la disinformazione online e in generale l’utilizzo delle armi. Questo Codice ci aiuta ad avere uno strumento in più da mettere nella nostra cassetta degli attrezzi per affrontare la complessità della minore età, dei suoi diritti e doveri”, ha concluso Serracchiani.

 

19/01/2026 - 15:57

“Più agenti sul territorio, investimenti in prevenzione sociale e norme efficaci contro la diffusione dei coltelli tra i giovani: da qui deve ripartire una vera politica per la sicurezza. Dopo tre anni di Governo Meloni, invece, registriamo meno presìdi e nessuna risposta strutturale, a fronte di una situazione che rischia di trasformarsi in un’emergenza. Da tre anni il numero degli agenti di polizia in servizio diminuisce e le assunzioni annunciate dal Governo non sono state sufficienti nemmeno a coprire il turn over. Il risultato è un indebolimento del presidio territoriale, soprattutto nelle grandi città e nelle aree a maggiore rischio. Serve un cambio di passo immediato. Occorre un investimento concreto con un piano straordinario di assunzioni che garantisca una presenza efficace e continua delle forze dell’ordine, accompagnato da forti investimenti nella prevenzione sociale, in particolare per far fronte a un disagio giovanile crescente. Sono necessarie subito norme che impediscano la circolazione dei coltelli tra i giovani, come quella già depositata dal Pd e che il Governo finge di non conoscere, affiancate da politiche educative e sociali. Il Governo dimostri di avere davvero a cuore la sicurezza e smetta di usare questo tema per alimentare propaganda o per cercare scappatoie alle proprie responsabilità. Se le anticipazioni sul prossimo ddl Sicurezza fossero confermate, vorrebbe dire che si tratta invece dell’ennesimo elenco di nuovi reati e inasprimenti di pena, criminalizzazione degli stranieri e norme per comprimere il dissenso politico. Cioè lo stesso approccio fallimentare che il Governo ha avuto fino a qui. La valutazione sarà semplice: ci sarà un vero piano di assunzioni straordinarie delle forze dell’ordine? Ci saranno le risorse per politiche di prevenzione dedicate ai Comuni? Ci saranno norme efficaci contro la diffusione delle armi da taglio e non solo? In assenza di risposte concrete, sarà l’ennesima conferma del fallimento delle politiche della destra in materia di sicurezza”. Così una nota del responsabile Sicurezza del Pd, il deputato democratico Matteo Mauri.

19/01/2026 - 13:45

“Esprimo la mia piena vicinanza al sindaco Aurelio Lo Fazio e all’amministrazione comunale di Anzio per il grave atto intimidatorio che ha portato al danneggiamento del campo sportivo Falasche, proprio dopo la conclusione dei lavori di messa in sicurezza”. Lo dichiara la deputata del Partito Democratico Michela Di Biase.

“La struttura oggetto dei danneggiamenti – sottolinea Di Biase – era stata al centro dello scioglimento del Comune per condizionamenti della criminalità organizzata ed è richiamata nella relazione della Commissione d’accesso. Proprio la Commissione prefettizia aveva avviato l’iter per l’allontanamento degli occupanti abusivi e per il ripristino della piena legalità nella gestione dell’impianto e l'attuale amministrazione era in procinto di pubblicare un bando pubblico per la gestione, ripristinando i principi di trasparenza”.“Sto depositando un'interrogazione parlamentare al Ministro Piantedosi per fare piena luce sui fatti. È evidente –  conclude – che l’azione di recupero della legalità e di restituzione dei beni pubblici alla collettività incontri resistenze e tentativi di intimidazione, che vanno respinti con fermezza e pieno sostegno”.

 

 

19/01/2026 - 11:56

"Leggo con preoccupazione le notizie di stampa sugli atti vandalici compiuti contro una pizzeria in Bolognina, che sarebbero legati a denunce contro situazioni di spaccio. Ricordo che l'amministrazione comunale ha depositato un articolato dossier in Procura, dove viene segnalato in modo circostanziato un quadro inquietante legato alla presenza di bande criminali che gestiscono lo spaccio di sostanze stupefacenti in quel territorio. Per quanto riguarda le competenze del Governo si riconferma la necessità di rafforzare in uomini e mezzi l'operatività delle Forze dell'Ordine a Bologna, rispetto ad iniziative già assunte che non coprono i vuoti che si aprono e si apriranno per il turn over. Poi per la Bolognina è necessario mettere in campo sempre di più una iniziativa di controllo del territorio e garantire la sicurezza dei cittadini che denunciano situazioni di reato. Alla destra dico: basta propaganda e disinformazione sulla pelle dei cittadini. Così non si sostengono ma si indeboliscono le politiche di sicurezza". Così Andrea De Maria, deputato PD.

 

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