05/08/2025 - 16:36

Sono trascorsi dieci giorni e l’accordo tra Trump e Von der Leyen non ha dato alcuna certezza. Tra contromisure sospese e minacce americane, non si capisce come le aziende dovranno affrontare il futuro. Uniche verità, un presidente Usa arrogante e minaccioso e un’Europa incerta e attendista. Mentre vini e farmaci, settori chiave delle nostre esportazioni, rimangono nel limbo. Nel frattempo Meloni scomparsa. Preferisce andare in giro a fare promesse elettorali che poi non manterrà. O forse è già in vacanza con Giorgetti, anche lui disperso senza dire una parola su come aiutare commercio e lavoro e su come intende fare una legge di bilancio in un paese che vedrà il pil perdere mezzo punto a causa dei dazi.

 

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati

 

04/08/2025 - 17:43

"Il governo ha deciso l'inserimento dell'Umbria, insieme alle Marche, nelle Zone economiche speciali. È una decisione che di per sé è difficile non condividere, nonostante sia tardiva e appaia troppo smaccatamente schiacciata sulla imminente scadenza elettorale nelle Marche. Decidere queste cose alla immediata vigilia di un voto contiene un sapore elettoralistico e propagandistico, che imprese e cittadini non meritano. Comunque leggeremo bene il provvedimento, le risorse contenute, l'effettiva e reale praticabilità. Da mesi sosteniamo la necessità di aiutare le imprese, gli investimenti, le famiglie, lo abbiamo fatto con emendamenti e ordini del giorno che prevedevano sgravi fiscali e contributivi, semplificazione delle procedure, tutti respinti dall'esecutivo e dalla maggioranza. Sono misure fondamentali per le aree interne, soprattutto per quelle colpite dal terremoto. Valuteremo bene il testo del provvedimento e le risorse disponibili, chiedendo fin da ora che, anche dopo le elezioni regionali, si sostengano davvero le imprese e le famiglie, le aree interne.  Lo si deve fare con politiche industriali serie, con supporto alle produzioni manifatturiere e agroalimentari, per il costo dell'energia e delle bollette, per infrastrutture ferroviarie, stradali e digitali che richiamino investimenti e promuovano innovazione. E con politiche che contrastino gli effetti dei dazi imposti da Trump, verso i quali la Presidente Meloni ha tenuto una linea troppo remissiva e accomodante. Essere inseriti nella Zes è dunque solo un primo passo, compiuto il giorno dopo una manifestazione elettorale della stessa Meloni nelle Marche. Le nostre regioni meritano molto altro e meritano attenzione sempre, non solo quando si vota". Così i parlamentari PD Anna Ascani e Walter Verini.

 

04/08/2025 - 13:32

Manzi e Curti: “Dalla Premier solo passerelle elettorali e promesse pelose”

 

“Meloni chieda scusa ai marchigiani. Le sue false promesse, rilanciate puntualmente a ridosso delle elezioni, servono solo a mascherare l’indifferenza totale del suo governo verso la nostra regione. Altro che farsi bella con il Made in Italy: nelle Marche, dove il Made in Italy ha il cuore pulsante, le imprese sono oggi sotto attacco proprio a causa delle scelte di Meloni, che ha deciso di allinearsi alle scellerate politiche dei dazi volute da Trump”.Così i deputati democratici marchigiani Irene Manzi e Augusto Curti commentano le dichiarazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“Nel momento in cui i dazi statunitensi colpiscono duramente i nostri settori di eccellenza – proseguono – il governo resta in silenzio, subisce e finge di non vedere. Invece di difendere il sistema produttivo marchigiano, Meloni continua a rifugiarsi nella propaganda. Come già accaduto un anno fa, torna a rispolverare provvedimenti annunciati solo a ridosso del voto. Ricordiamo tutti il decreto sulle liste d’attesa: grande enfasi, nessun risultato. Ora tocca al Consiglio dei Ministri straordinario sulla ZES Umbria-Marche. Ma anche stavolta si tratta solo di fumo negli occhi: non conosciamo il testo, non conosciamo le risorse, non sappiamo nemmeno quali territori o imprese saranno coinvolti”.“E nel frattempo tutto resta fermo. Per le imprese marchigiane colpite dai dazi non c’è nulla. Per i lavoratori che ogni giorno fanno i conti con l’inflazione, nulla. Per la sanità marchigiana, dove un cittadino su dieci ha ormai rinunciato a curarsi e le liste d’attesa hanno superato ogni soglia di decenza, ancora nulla”.

“Le Marche non hanno bisogno di passerelle elettorali, ma di misure concrete, strutturali e durature. Serve un governo che non si ricordi della nostra regione solo quando si avvicinano le urne. Meloni dovrebbe avere il coraggio di chiedere scusa ai marchigiani e smetterla di usare le Marche come scenografia per i suoi teatrini elettorali”, concludono Manzi e Curti, sottolineando che se la volontà del governo fosse stata sincera, la ZES per le Marche sarebbe potuta arrivare ben prima, in tempi non sospetti, e non sarebbero state sistematicamente bocciate le proposte avanzate dal Partito Democratico in questa direzione.

 

31/07/2025 - 12:48

"L’accordo tra Ue e Usa sui dazi è "disastroso" e rappresenta una vera e propria disfatta. Più che un’intesa è una resa a Trump. Una conseguenza certo della debolezza della presidente della Commissione. Ma va detto però che il suo mandato politico negoziale era molto fragile a causa di posizioni ambigue e di subalternità a Trump di alcuni governi nazionali, tra cui in particolare quello italiano. Meloni ha danneggiato e svenduto gli interessi nazionali in nome di un’alleanza politica con Trump". Lo ha detto Piero De Luca in un'intervista al Quotidiano Nazionale

"I dati parlano chiaro: lo stesso ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha annunciato un dimezzamento delle prospettive di crescita. Questo accordo farà molto male all’economia italiana. Per questo la premier dovrebbe venire a riferire in aula. Ha definito l’intesa “positiva”. Non capisco cosa ci sarebbe da festeggiare in una tassa che porterà a una riduzione dell’export italiano di almeno 20 miliardi di euro e che metterà a rischio oltre 100mila posti di lavoro".

"Ora serve rilanciare e rafforzare il lavoro sulle proposte che abbiamo avanzato per attenuare l’impatto dei dazi. Occorre rinegoziare e ampliare la lista dei prodotti che ne sono esenti. Servono investimenti per sostenere la domanda interna e investimenti comuni per arrivare a un’autonomia strategica dell’Europa. Servirebbe un nuovo Next Generation Eu da 800 miliardi per investimenti nelle filiere strategiche per difendere il modello sociale europeo. Servirebbe anche un programma simile al Sure per difendere l’occupazione e dobbiamo lavorare per arrivare a imporre una Global Minimum Tax alle grandi multinazionali. Infine, occorre cercare nuovi mercati di sbocco, accelerando su accordi commerciali come quello con il Mercosur e investire nella politica industriale interna".

 

29/07/2025 - 19:55

"Dopo la Francia, anche UK riconosce lo Stato di Palestina. Ora sono 4 su 5 i membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu ad aver fatto questo passo. La maggioranza. Mancano gli USA di Trump. Meloni non pervenuta. Sta facendo anticamera alla Casa Bianca per essere autorizzata". Così su X Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera.

29/07/2025 - 19:13

“Trump ha un’ottima lobbista in Europa che si chiama Giorgia Meloni” così sui social la responsabile giustizia del Pd, Debora Serracchiani che, in un video, ricorda come gli impegni presi da Meloni nella sua visita di aprile a Trump coincidano con l’accordo siglato Usa-Ue sui dazi, dall’aumento degli acquisti di gas liquido dagli Stati Uniti, alle coproduzioni di armamenti, al riparo dalla digital tax per le big-tech americane.  “Giorgia Meloni – dice Serracchiani - può rivendicare un vero risultato nei 1000 giorni di Governo: aver fatto da perfetta lobbista per il suo amico Donald Trump. Peccato che, nel frattempo, non abbia rappresentato gli interessi dell’Italia. Dietro le foto sorridenti e le visite istituzionali dal tono trionfalistico, la realtà è ben diversa: né l’Italia né l’Europa stanno ricavando benefici concreti da questa strategia. Anzi, l’ultimo accordo sui dazi del 15% colpisce direttamente il Made in Italy, mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro e interi settori della nostra economia. L’Italia non ha bisogno di passerelle internazionali senza contenuti, ma di una visione strategica, di una politica estera seria, credibile, capace di rafforzare il nostro ruolo in Europa e nel mondo. Perché se la Premier si dichiara sovranista ma poi non difende davvero gli interessi del Paese, a pagarne il prezzo saranno — ancora una volta — imprese, lavoratori e tutti i cittadini italiani.

https://www.facebook.com/reel/1273311257599637

 

28/07/2025 - 16:29

“Siccome ormai è chiaro che i dazi al 15% non sono affatto un affare — o meglio, lo sono solo per Trump — da Fratelli d’Italia si cerca disperatamente un colpevole. E così Montaruli punta il dito contro la segretaria del Pd, Elly Schlein, nel tentativo goffo di scaricare le responsabilità di un disastro tutto del governo Meloni.

Se non ci fosse da piangere per le condizioni in cui i sovranisti italiani hanno accettato tutto senza fiatare, ci sarebbe da ridere. Ma purtroppo le conseguenze le pagano imprese, lavoratori e il Made in Italy.

Invece di cercare capri espiatori, il governo dovrebbe iniziare a dare risposte concrete con misure di sostegno per evitare crisi drammatiche. FDI ha cercato in tutti i modi di far credere che Trump avesse una sola interlocutrice europea: Giorgia Meloni. Ebbene, Trump ha tirato dritto per la sua strada, ignorandola completamente.

Altro che difesa degli interessi nazionali: siamo di fronte a una resa senza condizioni.”

Così Valentina Ghio, vice capogruppo del Partito Democratico alla Camera, replica alle dichiarazioni di Augusta Montaruli.

 

28/07/2025 - 13:16

“La firma dell’accordo commerciale tra Unione Europea e Trump rappresenta un colpo durissimo al comparto dell’automotive europeo e italiano. È una vera e propria capitolazione che rischia di compromettere stabilimenti, posti di lavoro e filiere fondamentali per la nostra economia industriale”.

Lo dichiara l’on. Alberto Pandolfo, capogruppo PD in Commissione Attività produttive alla Camera, intervenuto ieri sera alla Festa dell’Unità di La Spezia insieme al responsabile nazionale delle politiche industriali del PD, Andrea Orlando, dove è stata fortemente criticata l’intesa sui dazi tra Bruxelles e Washington.

“È davvero inspiegabile – ha proseguito Pandolfo – come l’Unione Europea possa accettare una sottomissione così evidente alla logica protezionista di Trump, svendendo interessi strategici del nostro continente. In questo accordo ci rimettiamo tutti, ma l’Italia è tra i Paesi più esposti: basti pensare alla centralità della nostra filiera automotive, con migliaia di imprese e lavoratori che oggi si trovano davanti a uno scenario di incertezza drammatica.”

“Altro che accordo sostenibile – conclude Pandolfo – come stanno tentando di raccontare, arrampicandosi sugli specchi, Meloni, Salvini e Tajani. Siamo di fronte a una resa, non a una strategia. Il Partito Democratico continuerà a battersi per difendere l’industria italiana, la sua filiera e un’Europa forte anche nelle sue scelte economiche.”
 

 

28/07/2025 - 12:04

“I dazi sono il frutto avvelenato della cultura sovranista.

Una tassa che costerà molto caro all’economia globale e come spesso è capitato nella storia a pagare il conto finale saranno i soggetti più deboli: le lavoratrici e i lavoratori.

Ancora una volta l’esaltazione identitaria dei nazionalismi produce guerre commerciali e alimenta un clima di tensioni e egoismi pericolosi e sterili.

Di fronte a rivoluzioni globali come quella digitale e i cambiamenti globali in atto ci sarebbero stato bisogno dell’esatto contrario: uno sforzo comune per salvare il pianeta e garantire una maggiore giustizia sociale.

Quando l’economia entrerà in recessione sapremo chi ringraziare a cominciare da quelli che salutavano entusiasticamente il ritorno alla Casa Bianca di Donald Trump e ancora in queste ore hanno il coraggio di difendere questa scellerata politica dei dazi”.

 

Lo scrive in una nota Federico Fornaro, dell’ufficio di presidenza del PD alla Camera

 

28/07/2025 - 11:27

“La capitolazione sui dazi di Trump ci dice che c’è bisogno di risposte eccezionali a situazioni eccezionali. Gli effetti, come dicono tutte le organizzazioni economiche e sociali, di questo compromesso rischiano di pagarlo i più deboli, con conseguenze ancora non calcolabili sulle nostre imprese e sull’occupazione. La Meloni ha una responsabilità enorme nell’aver contribuito a costruire un accordo al ribasso. Serve immediatamente uno scudo occupazionale e salariale. L’Italia si salva solo se scommette su un sostegno reale alla domanda interna: rinnovare i contratti, introdurre il salario minimo, estensione degli ammortizzatori sociali, difesa dello stato sociale”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

28/07/2025 - 11:26

Un accordo a spese dell’Europa. Con dazi al 15% l’Ue esce sconfitta. Una sudditanza alle pretese e alla prepotenza di Trump che pagheranno i cittadini europei, le nostre aziende, i nostri lavoratori. Voleva colpire un modello fatto di equilibrio e regole. Ci è riuscito con la complicità di chi come Meloni non è stato ponte e non ha mai creduto nella forza del nostro continente.

Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati

 

28/07/2025 - 10:51

“L’accordo commerciale annunciato con dazi al 15% danneggia gravemente il nostro Made in Italy, colpendo in particolare settori di punta come la moda, da sempre motore del nostro export e simbolo di eccellenza nel mondo. A rendere il quadro ancora più preoccupante è il contesto valutario: la recente svalutazione del dollaro, unita all’apprezzamento dell’euro, sta già penalizzando la competitività delle imprese italiane. E lo scenario potrebbe peggiorare ulteriormente: le dichiarazioni di Donald Trump sulla volontà di politicizzare la Federal Reserve, mettendola sotto diretto controllo politico, aprono a una fase di fortissima instabilità sul fronte valutario e finanziario. In un contesto così fragile, l’Italia non può restare ferma, Meloni e Giorgetti devono chiarire subito quali contromisure metterà in campo per sterilizzare gli effetti negativi di questo accordo” Così la vicepresidente del gruppo del Pd alla Camera, Simona Bonafè.

28/07/2025 - 10:34

“Sui dazi la gara tra Von der Leyen e Meloni ormai è sulla ‘cupidigia del servilismo’ come avrebbe detto Vittorio Emanuele Orlando nei confronti di Trump. La prima falsa europeista, la seconda falsa nazionalista: non c’è nulla di cui essere contenti anzi un disastro” così sui social il democratico Stefano Graziano.

28/07/2025 - 10:09

 “Con l’accordo sui dazi siglato da Von der Leyen e Trump, che prevede dazi medi del 15% su beni chiave dell’export europeo, ci troviamo di fronte non ad un'intesa ma ad una vera e propria resa che produrrà danni economici drammatici. E l’Italia, ancora una volta, è tra i paesi che pagheranno il prezzo più alto. Una capitolazione dell’Europa dovuta ad una debolezza politica determinata anche e soprattutto da posizioni degli Stati membri ambigue e subalterne a Trump come quelle del Governo italiano. Meloni doveva fare da pontiera per difendere gli interessi delle nostre aziende e dei nostri lavoratori, invece ha fatto la portabandiera di Trump svendendo il nostro Paese e il Made in Italy. Il 15% di dazi unilaterali sulla stragrande maggioranza dei prodotti destinati all'export, aggiunta peraltro alla svalutazione del dollaro, ci costerà cara. Si stima che l’Italia possa perdere almeno 23 miliardi di euro di esportazioni verso gli USA. Le imprese del Made in Italy, già alle prese con il costo dell’energia, l’instabilità geopolitica e la burocrazia, oggi vedono crollare interi segmenti di fatturato. È inaccettabile ed anche ridicolo che Meloni parli di un risultato positivo. Ora chieda scusa al Paese e spieghi cosa intende fare a livello nazionale ed europeo per difendere e mettere in sicurezza il nostro tessuto produttivo ed occupazionale. Questo accordo, inutile girarci intorno, è una disfatta. Non c’è nulla da festeggiare, solo da rimediare mettendo da parte la propaganda e iniziando a difendere davvero l’interesse dell’Italia e dell'Europa”. Così Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione politiche europee alla Camera

 

28/07/2025 - 09:41

"Più che un accordo sembra una debacle dell’Unione Europea. Dazi al 15%, aumento di centinaia di miliardi di investimenti europei negli Stati Uniti, acquisto di energia e armi negli Usa.  E niente global minimum tax per i giganti statunitensi del web. Ma Ursula Von der Leyen, afferma che si tratta  “dell’accordo più importante di sempre”.  Ma per chi? Meloni parla già di "accordo sostenibile", mentre già con l'ipotesi del 10% Confindustria aveva calcolato una perdita per il sistema nazionale di 20 miliardi e 118mila posti di lavoro in meno. Impossibile trovare qualcosa di positivo per i paesi europei, Italia inclusa. Un esempio di sudditanza nei confronti di Donald Trump che costerà molto caro a tutti e tutte noi". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

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