“Il conflitto illegale avviato da Trump in Iran sta incendiando il mondo, provocando un terremoto geopolitico ed economico. Siamo di fronte a un attacco barbaro al diritto internazionale e alla diplomazia, privo di strategia e carico di rischi globali. Il governo non si sta dimostrando all’altezza del ruolo che l’Italia dovrebbe avere a livello internazionale. È ambiguo, subalterno, schiacciato sulle posizioni di Trump e non ha preso le distanze da una guerra illegale, illogica, irrazionale e pericolosa. Speriamo solo che la flebile tregua regga”. Lo afferma Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione Politiche Ue della Camera.
“Sul piano economico – evidenzia l’esponente dem – ci sono ricadute dirette sui cittadini. Questa crisi sta generando uno shock energetico con effetti pesanti soprattutto per il nostro Paese: aumento del costo dei carburanti, delle bollette e del carrello della spesa. Il governo è stato immobile e inadeguato, intervenendo con enorme ritardo e con misure inefficaci e insufficienti, peraltro finanziate tagliando risorse a sanità e servizi”.
“Serve – conclude De Luca - un cambio di passo netto. Il governo dovrebbe recuperare autorevolezza se ne è capace, difendere la costituzione e il diritto internazionale, dire no agli alleati quando sbagliano e lavorare in Europa per recuperare un ruolo da protagonista che oggi purtroppo manca”.
“Da Giorgia Meloni oggi in Aula è stato solo un piagnisteo per nascondere i fallimenti. Ha dato la colpa alle opposizioni, alla Magistratura, agli italiani che le hanno bocciato l’attacco alla Costituzione, all’Europa, alle contingenze internazionali, ma è mancato qualcosa contro Trump o Netanyahu. C’è mancato poco che non urlasse anche all’invasione delle cavallette contro il suo Governo”.
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, sull’informativa della Presidente del Consiglio oggi alla Camera.
“Un comizietto stanco e stantio buono (forse) per un tour elettorale, ma molto al di sotto dello standing che il suo ruolo da Presidente del Consiglio, la situazione del Paese e lo scenario globale imporrebbero - prosegue la deputata dem - In pratica se dopo 4 anni dal suo insediamento l’Italia è peggiorata, sul lavoro, sull’economia, sulla sicurezza, la colpa non è sua ma della maledetta sfortuna”.
“Ha descritto un Paese che non esiste ripetendo una solfa che è ben lontana dalla realtà e gli italiani se ne sono accorti. Come giustamente ha detto la Segretaria Elly Schlein, toccherà a noi risollevare il Paese da questi 4 (forse 5, se arriveremo alla fine della legislatura) anni di nulla e disastri” conclude Gribaudo.
"Oggi alla Camera Giorgia Meloni ha tentato un discorso da fiducia, senza chiedere la fiducia. Il suo è un libro dei sogni di una realtà che non esiste. Ignora le difficoltà reali delle italiane e degli italiani che non riescono più a fare la spesa perché i salari sono impoveriti, che non riescono a curarsi perché la sanità pubblica è allo sfascio, che non riescono neanche più a fare benzina perché il prezzo del carburante è alle stelle e i provvedimenti del governo sono meno di un pannicello caldo.
Ignora, Meloni, il messaggio chiaro e forte dei 15 milioni di no al referendum che le diceva anche di smetterla di essere vassalla di Trump e Netanyahu da cui, neanche questa volta, neanche davanti al disastro globale che viviamo, prende le distanze con nettezza e determinazione.
Ha accusato di nervosismo le opposizioni, ma il suo è stato un intervento pieno di livore e rabbia verso chi non sta con lei.
Come ha detto la segretaria Schlein, toccherà a noi risolvere i problemi delle italiane e degli italiani. Lo faremo nella prossima legislatura". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Una lettura autoglorificante sui tre anni e mezzo già passati che stridono con la realtà di un paese impoverito dai salari che non recuperano l'inflazione, dalla produzione industriale ferma da ornai tre anni, da una crescita asfittica sostenuta solo dal Pnrr ormai giunto ai titoli di coda.
Questa la narrazione della presidente Meloni oggi alla Camera. Accompagnata dal tentativo, sofferto, di inventarsi un programma di rilancio fatto di soli titoli.
E da una visione debole per soluzioni europee in quello che viene giustamente descritto come un quadro molto preoccupante, pur senza avere il coraggio di imputarne la primaria responsabilità a Trump e Netanyahu. La Meloni pensa all'allentamento del Patto di stabilità, che lascerebbe i paesi come il nostro, indebolito da un debito pubblico molto alto, con armi spuntate, senza avere invece il coraggio di abbandonare la politica sovranista di corto respiro che l'ha caratterizzata sino ad ora e impegnarsi davvero al rilancio di politiche comuni, sostenute da debito comune, come è stato nella pandemia il Next Geberation Eu”. Lo dichiara Maria Cecilia Guerra, capogruppo pd in commissione bilancio di Montecitorio a proposito dell’informativa della presidente del consiglio Meloni nell’aula della Camera.
“Le dichiarazioni arrivate oggi appaiono tardive e rischiano di suonare come lacrime di coccodrillo”. Lo afferma Stefano Graziano, capogruppo Pd in Commissione Difesa alla Camera, commentando la presa di posizione del governo e del ministro Crosetto dopo l’episodio che ha coinvolto un convoglio Unifil nel Libano meridionale.
“Da tempo – prosegue – i rischi per i nostri contingenti erano evidenti e andavano denunciati con chiarezza e tempestività. Strillare ora non basta, quando si è scelto di non farlo nei momenti opportuni”.
Secondo Graziano, “l’ambiguità nella linea politica e diplomatica del governo finisce per indebolire il posizionamento dell’Italia, esponendola a diffidenza tra i partner europei e a una minore considerazione sul piano internazionale”.
“Servono parole nette e coerenti, parole chiare contro Trump e Netanyahu – conclude – perché in gioco non c’è solo la credibilità della missione Unifil, ma anche la sicurezza dei nostri militari”.
“La netta sconfitta al referendum ha segnato la crisi del Governo. Le principali riforme istituzionali sono naufragate — autonomia affossata, giustizia bocciata, premierato accantonato — e sul fronte economico i risultati sono ancora più deludenti, con produzione industriale ancora in calo, misure insufficienti e tardive per fronteggiare la crisi energetica e economica, sanità e lavoro senza risposte per i cittadini. Senza la spinta del PNRR, il Paese sarebbe già in recessione. Maggioranza e esecutivo sono alle prese con dimissioni, scandali e ombre inquietanti, mentre il Governo ha smesso di governare. Meloni dovrebbe prendere atto che questa legislatura è stato un grande fallimento. In questi anni non sono arrivati risultati concreti per gli italiani; nessuna riforma che ha portato benefici alle famiglie e imprese, solo tentativi di scassare le istituzioni. Si erano dichiarati pronti, si sono dimostrati incapaci. E sul piano internazionale la linea di appiattimento a Trump ha portato non solo caos globale ma anche a danni gravissimi per il nostro Parse. Vedremo se domani Meloni avrà l’umiltà di fare autocritica. La aspettiamo per capire se finalmente abbandonerà la propaganda e tornerà a occuparsi dei problemi degli italiani. Noi continuiamo anche dal fronte del lavoro parlamentare a costruire l’alternativa per il governo del Paese.” così la
capogruppo del Pd Chiara Braga nel suo intervento all’assemblea del gruppo alla Camera.
“La tregua ferma l'avventura militare, ma il clima in MO è incendiario, soprattutto nel Libano. Trump e Netanyahu usano Board of War per risolvere i conflitti fuori dal diritto internazionale, col silenzio timoroso della dx italiana. UE esca dall'angolo con negoziati e diplomazia” così sui social il capogruppo del Pd nella commissione Esteri del Camera, Enzo Amendola.
Il cessate il fuoco in una guerra insensata e ingiustificabile è una buona notizia, ma non basta. Dopo settimane di devastazione, ricatti e blocchi, è inaccettabile che si continui a giocare sul destino del Medio Oriente. Donald Trump e Benjamin Netanyahu devono assumersi fino in fondo la responsabilità delle loro scelte: fermare davvero e immediatamente i bombardamenti, porre fine a ogni escalation e garantire senza ambiguità la protezione della popolazione civile.
Non servono dichiarazioni di facciata né tregue fragili: serve una svolta concreta, verificabile, che metta al centro il diritto internazionale e che tuteli anche le forze di pace impegnate nell’area come gli italiani in Libano.
Quanto accaduto finora pesa come una responsabilità politica e morale gravissima a cui il governo Meloni non è stato in grado di muovere critica e prendere distanze, né di esercitare opera di persuasione sull’amico Trump.
Allo stesso tempo, la comunità internazionale non può continuare a restare spettatrice. A partire dall’Unione europea, è necessario un protagonismo forte, autonomo e credibile: l’Europa deve uscire dall’ambiguità, esercitare pressione politica e diplomatica reale e guidare un processo che costruisca finalmente una pace vera, giusta e duratura.
Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati
“Un cessate il fuoco è sempre un sospiro di sollievo. Ma è una tregua fragile e parziale, che esclude il Libano, a dimostrazione della volontà di Netanyahu di portare avanti una guerra permanente. Tutte le parti ora sono chiamate a rispettare la tregua, ma siamo arrivati a un passo dall’abisso. Quando si minaccia di morte un’intera civiltà, il mondo ha già perso. E questa sconfitta morale è stata inflitta da Donald Trump. Restano i morti civili, la devastazione e un gigantesco fallimento politico di una guerra illegale e contraria ai nostri interessi: il regime è ancora lì, più brutale di prima e con le chiavi di Hormuz ha un’arma geopolitica potentissima. Ora l’Italia sostenga il ritorno alla diplomazia, di un ruolo delle Nazioni Unite e di un protagonismo dell’Europa che è stata irrilevante. Per farlo, però, servirebbe il coraggio di esprimere quel giudizio politico di condanna sull’idea di mondo di Trump e Netanyahu, un mondo di instabilità e guerra. Una condanna che fin qui è mancata”. Lo ha detto il responsabile Esteri del Pd, Peppe Provenzano, intervenendo a ‘L’Aria che tira’ su La7.
"Tra poche ore scade l'ultimatum di Trump che, accecato dal suo furore bellico, minaccia di distruggere "un'intera civiltà". L'attacco deliberato e illegale degli Usa e di Israele contro l'Iran non ha mai avuto, da parte di Washington, un obiettivo chiaro. Si è passati dalla minaccia nucleare che l’Iran rappresenterebbe ad un cambio di regime, fino alla minaccia della distruzione di una civiltà, ora che Trump non sa come uscire dall'impasse in cui si è cacciato da solo, conducendo un'operazione militare priva di strategia e di obiettivi.
Un'ulteriore escalation su larga scala nella guerra contro Teheran non solo non libererà il Paese dal regime degli ayatollah, ma metterà ancora più in pericolo la popolazione civile. A rischiare di più sono le prigioniere e i prigionieri politici detenuti nelle carceri iraniane, tra cui la premio Nobel per la pace Narges Mohammadi, perché non hanno neanche la possibilità di scappare e cercare riparo altrove.
In queste ore riceviamo appelli disperati da parte di attiviste e attivisti iraniani per i diritti umani che chiedono alla comunità internazionale di mobilitarsi per fermare quell'inferno che viene costantemente minacciato dal presidente statunitense e un ulteriore aggravarsi della situazione.
Il ministro Crosetto, oggi alla Camera, avrebbe potuto dire cosa l'attuale governo sta facendo per impedire nuove violazioni del diritto internazionale da parte di Trump e Netanyahu e in difesa delle vite dei civili iraniani, oltre che degli interessi energetici italiani. Ha preferito, invece, fare uno sterile e inutile elenco degli usi delle basi Usa e Nato sul territorio italiano durante i governi precedenti. Speravamo, dopo l'intervista di questa mattina, di ascoltare parole ferme e decise. Ancora una volta, non è successo. Chiedere l'unità alle opposizioni senza avere un piano su come porre fine a questa gravissima crisi, è solo un vuoto esercizio retorico". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
I componenti del Pd della Commissione Difesa della Camera attaccano il ministro della Difesa Guido Crosetto dopo l’informativa odierna in Parlamento.
“Le dichiarazioni del ministro mostrano una evidente perdita di lucidità. Si tratta di un fatto molto grave perché provengono dal titolare della Difesa, che dovrebbe gestire una fase estremamente delicata per il Paese e per la comunità internazionale”, affermano. “Nel corso dell’informativa, proseguono gli esponenti del Partito Democratico, Crosetto non solo ha rivolto lo sguardo al passato, ma accomunato situazioni profondamente diverse tra loro, senza offrire una lettura chiara e adeguata della crisi attuale”. Secondo i democratici l, “le missioni citate erano inserite in un quadro multilaterale e condiviso, anche in ambito NATO, mentre oggi ci troviamo di fronte a un conflitto con caratteristiche radicalmente diverse, segnato da una dinamica unilaterale e da responsabilità ben precise”.
“Parole che risultano ancora più gravi alla luce del ruolo istituzionale ricoperto dal ministro. Ma probabilmente non c’è da stupirsi da chi vorrebbe una persona che sta accendendo conflitti in tutto il mondo come Trump candidato al premio Nobel per la Pace”, concludono i democratici.
Difenda la Costituzione e dica no alle basi militari
"Il governo sta navigando a vista e si sta dimostrando inadeguato a difendere la credibilità politica internazionale del Paese e la tenuta economica di famiglie ed imprese. L'esecutivo continua ad avere un atteggiamento di totale subalternità nei confronti di Trump e di ambiguità rispetto ad un conflitto pericoloso ed illegale. Bisogna interloquire a schiena dritta, come stanno facendo i premier di Spagna, Francia e Austria, che hanno negato l’utilizzo dello spazio aereo ai velivoli destinati a combattere in Iran. La Premier Meloni ha impiegato dodici giorni prima di venire in Parlamento. Per settimane ha detto che non condivideva e non condannava questo attacco; solo qualche giorno fa ha affermato di non essere d’accordo. La premier italiana dovrebbe condannare e prendere le distanze con forza da un’azione illegale che rischia di incendiare il mondo e portarci nel baratro. Abbiamo chiesto che si dicano parole nette da questo punto di vista. E vorrei essere molto chiaro rispetto alle parole di Meloni e Crosetto: non accettiamo lezioni dalla destra come opposizioni. Noi stiamo dimostrando responsabilità, chiedendo al governo di difendere il diritto internazionale e la Costituzione del Paese. La destra quando era all’opposizione non ha mostrato la stessa responsabilità: strizzavano l’occhio ai No Vax, ai No Mask e ai No Green Pass. Ora noi chiediamo parole chiare: l’Italia non deve entrare in una guerra illegale contraria al diritto internazionale e pericolosa per la sicurezza globale. Sul fronte economico, il governo peraltro sembra limitarsi a tentativi di restyling politico e distrazioni mediatiche, senza ottenere risultati concreti. Famiglie e imprese continuano a pagare aumenti di bollette, carburanti e carrello della spesa, peraltro non solo a causa della guerra, ma anche per l’incapacità del governo di ridurre la dipendenza dalle fonti fossili. Servono azioni urgenti e una strategia chiara con misure strutturali. Non basta un viaggio come tentativo di restyling politico e come azione di distrazione mediatica. Finora, le iniziative adottate sono state insufficienti e sbagliate". Lo ha detto Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissione politiche europee a Tagadà su La7
“Il ministro Crosetto ha perso un’occasione per spiegare le scelte del governo. Sempre più paesi stanno negando l’uso delle basi agli USA. Quindi: il diniego emerso il 31/3 è una presa di distanza o Meloni resterà con il cerino in mano, ultima irriducibile a sostenere Trump?” Così sui social la vice presidente della commissione Esteri della camera, la deputata democratica Lia Quartapelle.
Non possiamo aspettarci molto dal viaggio della Meloni che vuole soprattutto allontanarsi dai problemi del paese. La situazione è preoccupante e ieri lo ha spiegato bene il ministro Giorgetti. Dopo una timida e tardiva presa di distanza, Meloni non dice fino in fondo la verità e cioè che la guerra Illegale scatenata da Trump e Nethaniau ha provocando problemi enormi anche ai cittadini italiani e la risposta è stata ben diversa da quella di altri paesi che hanno fatto scelte impegnative e straordinarie come la Spagna. Il governo, senza strategia, è intervenuto una prima volta per una necessità elettorale, poi con misure tampone che entrano in contraddizione con altre scelte come i tagli al Pnrr e a Transizione 5.0. In tutto questo ISTAT e Bankitalia segnalano una pressione fiscale senza precedenti e il mancato rientro dalla procedura d’infrazione che ci porterà anche quest’anno a una manovra di bilancio senza respiro. Servirebbe che il governo si occupasse davvero di questi problemi per fronteggiare una crisi che rischia di essere peggiore di quella del COVID e ricadere interamente su famiglie e imprese. E servirebbe un’alleanza europea che invece il nostro governo ha sempre contrastato stando dalla parte di chi minaccia l’Europa, da Trump a Orban.
Lo ha detto a Sky Chiara Braga, Capogruppo PD alla Camera dei Deputati.
Meloni prova a mettere 5000 km tra lei e sottosegretari in affari con persone vicine alla camorra, ministri accusati di truffare lo stato, altri che mettono in imbarazzo le istituzioni. Scappa da Roma non con un piano di pace, ma per provare a salvare se stessa da 15 milioni di No e da un paese in allarme per i costi della spesa e dei carburanti. Invece di sostenere l’Europa e insistere per una soluzione di pace, parte con l’illusione di cercare risposte alla crisi energica, non curante della forza e della tradizione diplomatica in Medio Oriente che l’Italia ha rappresentato per decenni e che avrebbe potuto esercitare in tutti questi mesi, favorendo il dialogo senza l’ostinato rifiuto di condannare le sciagurate scelte dell’amico Trump e di Netanyahu.
Il capolinea di un governo isolato in Europa e malvisto in casa è sempre più vicino.
Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.