07/02/2026 - 16:25

“Una vergogna che va denunciata. Gli avete voluto togliere tutto, il volto, il nome, negargli l’inno perché non abbastanza italiano secondo i canoni di telemeloni e del sovranismo identitario che strizza l’occhio al Trump che posta gli Obama con immagini razziste. Gli avete negato anche la lingua araba, perché quel pezzo della storia di Ghali, di tanti di noi, nuovi italiani questa Destra non la riconosce. E invece Ghali esiste! Esistiamo! Esistono centinaia di migliaia di ragazzi e ragazze che non vogliono essere invisibili, né sulla Rai né nel Paese. Vogliono stigmatizzare un’intera categoria, affibbiare tratti somatici alla categoria dei Maranza, da criminalizzare, silenziare. Isolare. Ma Ghali esiste. Esistiamo e siamo un pezzo di questa italia, con la stessa dignità e diritto a esistere. La sua voce è potente, resterà potente, molto più di Petrecca, di TeleMeloni e della cultura razzista di questa Destra”. Così sui social la deputata democratica Ouidad Bakkali componente della commissione di vigilanza Rai.

06/02/2026 - 15:14

“Secondo il Financial Times un’ufficiale trumpiana sarebbe venuta a Roma e a Milano con l’obiettivo di finanziare think tank MAGA nel nostro paese. Se confermato si tratterebbe di una ingerenza politica senza precedenti. Che informazioni ha su questo il governo?”

Così la vice presidente della Commissione Esteri della Camera, la deputata democratica Lia Quartapelle sui social dove annuncia un’interrogazione parlamentare sul caso.

 

05/02/2026 - 15:42

"Tutto potevamo immaginare tranne che la commemorazione di Renée Nicole Good e Alex Jeffrey Pretti, brutalmente uccisi dalla violenza cieca dell'Ice nelle strade di Minneapolis, venisse utilizzata dalla maggioranza per una inspiegabile polemica. Siamo stati accusati di una falsità, per l'ennesima volta. Secondo la deputata Matone avremmo chiesto la commemorazione di Good e Pretti "per alzare una cortina fumogena" sui fatti di Torino. E' una bugia. La commemorazione è stata richiesta 10 giorni fa, ben prima della manifestazione di Torino. E mai ci saremmo sognati di strumentalizzare l'uccisione di due innocenti, mentre loro, oggi, non si sono fatti scrupoli a farlo pur di attaccare l'opposizione rivolgendoci perfino l'infamante epiteto di "fascisti". Veramente incredibile.
Oggi alla Camera abbiamo voluto commemorare Nicole Good, attivista per i diritti umani, e Alex Pretty, infermiere. Due esecuzioni a freddo, di due persone che non stavano facendo niente di male, di offensivo o di pericoloso.
Guardando quelle immagini ci siamo chiesti che fine avesse fatto l’America dei diritti civili, l’America che andava fiera di Martin Luther King, di Rosa Parks, della marcia da Selma a Montgomery, di Eleanor Roosevelt e della Dichiarazione dei diritti umani. Donald Trump l’ha già sepolta? Per fortuna no: quell'America era lì, lungo le strade ghiacciate di Minneapolis. Perché le persone non si sono arrese e nonostante il gelo implacabile hanno continuato a manifestare. Non si sono arrese e hanno vinto: ieri abbiamo avuto la notizia che 700 agenti dell’ICE saranno ritirati da Minneapolis. Noi siamo con le donne e gli uomini di Minneapolis che hanno resistito e vinto e con le centinaia di migliaia di persone che hanno riempito le strade delle città americane per protestare contro le esecuzioni di Minneapolis e per dire “No Kings". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

04/02/2026 - 11:28

Oggi alle ore 16 in Sala Stampa della Camera con Ascani e De Maria

"L'Europa tra Trump e la Cina. Tendenze e conflitti del mondo globale" è il titolo del libro di Patrizio Bianchi che viene presentato oggi, alle 16, presso la sala Stampa della Camera, con una variazione di sala e di orario rispetto a quanto comunicato in precedenza. All'incontro parteciperanno oltre all'autore, Anna Ascani, vicepresidente della Camera, Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera, e Andrea De Maria, deputato Pd. "Le guerre alle nostre porte e le crescenti tensioni internazionali ci ricordano ogni giorno il rischio che i conflitti locali si possano generalizzare, con conseguenze disastrose per il mondo intero. In questo contesto, nella maggior parte dei paesi europei si registrano violenti spostamenti verso posizioni conservatrici e reazionarie; posizioni che sembrano voler porre in discussione gli stessi fondamenti delle nostre democrazie - si legge nella presentazione del saggio edito da Il Mulino -. Tutte queste tensioni sono state esasperate da Donald Trump che, una volta rieletto Presidente degli Stati Uniti, ha subito imposto al mondo intero una visione conflittuale, in cui la forza sembra sostituire la ragione in tutti i rapporti. Di fronte alla crisi l'Europa, anziché accelerare il processo di integrazione tra paesi affinché possano rispondere uniti alla sfida americana, si decompone e molti governi arretrano fino ad adottare politiche sovraniste. Questo ci condanna a una sostanziale stagnazione economica che vede l'Europa incapace di competere, schiacciata fra la Cina e gli Stati Uniti".

 

03/02/2026 - 18:22

“Con colpevole ritardo il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha risposto all’interrogazione presentata lo scorso dicembre sulla chiusura dello stabilimento Freudenberg di Rho, annunciata il 5 novembre 2025 con il licenziamento collettivo di tutti i 42 lavoratori”. Lo dichiarano in una nota i deputati Pd Vinicio Peluffo, vicepresidente della commissione Attività produttive, Alberto Pandolfo e Silvia Roggiani, rispettivamente capogruppo in commissione Attività produttive e componente della commissione Bilancio, commentando la risposta del Governo.

“Una decisione gravissima – sottolineano gli esponenti dem – tanto più incomprensibile perché lo stabilimento di Rho era un sito produttivo di eccellenza, con produzione a pieno regime, ordini in crescita e standard qualitativi riconosciuti a livello internazionale. La stessa azienda ha motivato la scelta di trasferire le produzioni in Slovacchia e negli Stati Uniti con una ragione esplicita: l’aumento dei costi legato ai dazi introdotti dall’amministrazione Trump. Ancora una volta sono i lavoratori italiani a pagare il prezzo di una guerra commerciale che colpisce la manifattura europea e spinge le multinazionali a delocalizzare per tutelare margini e profitti”.

“Di fronte a questo scenario – concludono Peluffo, Pandolfo e Roggiani – la risposta del governo è disarmante. L’unico strumento richiamato è la cassa integrazione straordinaria per una parte dei lavoratori, una misura tampone che non affronta il nodo politico e industriale della vicenda. Manca del tutto una strategia per difendere i siti produttivi italiani colpiti dai nuovi dazi e dalle tensioni commerciali globali: servono interventi immediati, tavoli di crisi e politiche industriali attive. Continueremo a stare al fianco dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali, perché la Freudenberg di Rho non è solo una crisi aziendale, ma un test sulla capacità dello Stato di reagire alla nuova stagione di dazi e delocalizzazioni”.

 

03/02/2026 - 14:33

“Fermare il Board of Peace di Trump è un obbligo morale, politico ed istituzionale per tutti coloro che intendono affermare le ragioni della Pace a Gaza e per quanti ritengono che l‘obiettivo di prospettiva è quello di garantire sicurezza nella logica di due popoli e due Stati. In questa direzione va anche l’appello di oltre 400 ex diplomatici che non solo hanno chiesto agli stati membri dell’Unione di non aderire al Bord of Peace ma hanno anche sostenuto la necessità che l’Europa torni ad esercitare ruoli e funzioni finalizzate ad avviare un dialogo costruttivo tra le parti ponendo fine alle continue violazioni del diritto internazionale”.

Così il deputato democratico e segretario di presidenza della Camera, Stefano Vaccari.
“Una posizione lungimirante - aggiunge - che ribadisce i valori fondanti dell’Unione e del Parlamento Europeo contro il tentativo ormai esplicito di Trump di sostituire il sistema delle Nazioni Unite con una nuova governance privatistica legata solo ai grandi interessi. Si uccide così il multilateralismo e i diritti dei popoli all’autodeterminazione dando libero arbitrio ai criminali della guerra. Nella logica perversa - conclude - che le sorti del mondo siano affidate ai più forti, conflitti ancora irrisolti dopo 50 anni come quello tra il popolo Saharawi e il Marocco dove finiranno? Nell’oblio definitivo della storia?“.

 

02/02/2026 - 12:13

“L’Europa tra Trump e la Cina. Tendenze e conflitti del mondo globale” è il titolo del libro di Patrizio Bianchi che sarà presentato mercoledì 4 febbraio alle ore 14.30 presso la sala Matteotti della Camera dei Deputati. All’incontro parteciperanno oltre all’autore, Anna Ascani, Vicepresidente della Camera, Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera, e Andrea De Maria, deputato Pd.

 

29/01/2026 - 17:33

“Le parole del ministro Tajani sull’ICE sono più rivelatrici di quanto sembri. Quando afferma che gli agenti dell’ICE in Italia “non scenderanno in tuta da combattimento” e che quindi “non c’è pericolo per la democrazia”, ammette implicitamente che negli Stati Uniti quel pericolo esiste”. Lo dichiara Matteo Mauri, responsabile sicurezza del Partito Democratico e deputato PD. “L’ICE, milizia alle dirette dipendenze del presidente Trump, è oggi un grave problema democratico nelle strade americane. Proprio per questo il governo italiano non può limitarsi a minimizzare: Tajani convinca Meloni a prendere chiaramente le distanze dalla deriva autoritaria che gli Stati Uniti stanno attraversando e contribuisca a allontanare ogni imitazione che alcuni esponenti leghisti di maggioranza vorrebbero importare nel nostro paese”.  Così Matteo Mauri Responsabile Sicurezza PD – Deputato PD.

 

28/01/2026 - 17:31

“Ha fatto bene la segretaria del Pd Elly Schlein a dire che gli uomini dell’Ice non sono i benvenuti in Italia. Negli Stati Uniti accadendo fatti incredibili, vergognosi e pericolosi per i valori democratici”. Lo afferma Matteo Mauri, deputato e responsabile nazionale Sicurezza del Partito Democratico, commentando l’ipotesi di una presenza di agenti Ice alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina.

“Di fronte a quanto sta succedendo negli Usa – sottolinea l’esponente dem – bisognerebbe mettere limiti chiari e paletti invalicabili. La difesa della democrazia italiana e dei valori democratici devono venire prima di tutto. Colpisce, invece, l’opacità del governo Meloni: a giorni alterni sventola la bandiera della sovranità, ma poi abbassa lo sguardo quando Trump alza la voce. L’ipotesi stessa dell’invio di agenti Ice è ‘una provocazione’. Parliamo di una forza che si sta macchiando di violenze gravissime negli Stati Uniti, con uccisioni, arresti arbitrari, arresti di bambini. Anche se ovviamente non verrebbero qui a svolgere funzioni di ordine pubblico, e ci mancherebbe altro, il messaggio politico e simbolico sarebbe devastante”.

“Gli Stati Uniti – conclude Mauri- hanno personale di sicurezza più che sufficiente: mandino qualcun altro. La democrazia vive anche di simboli e di messaggi. Consentire oggi la presenza degli uomini dell’Ice in Italia significherebbe accettare una deriva inaccettabile. È giusto che una parte larga del Paese, non solo l’opposizione ma tanti cittadini, esprima indignazione per quello che vede e dica chiaramente che con tutto questo non vuole avere nulla a che fare”.

 

27/01/2026 - 16:23

"Il problema è molto serio e non può essere sottovalutato. Parliamo di una sorta di milizia paramilitare che sta operando negli Stati Uniti in un clima di totale anarchia e impunità. Le immagini sono sotto gli occhi di tutti: omicidi a sangue freddo, minacce, violenze diffuse. Un modello di polizia autoritaria che non ha nulla a che vedere con la nostra idea di democrazia, con i principi della Costituzione e persino con i valori fondanti dei Giochi Olimpici. Per questo abbiamo presentato un’interrogazione al ministro dell’Interno Piantedosi, chiedendo una cosa semplice e chiara: che nessun agente di questa struttura venga impiegato in Italia in occasione dei Giochi Olimpici. A oggi, però, dal Governo non è arrivata alcuna risposta". Lo ha detto Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissione politiche europee, a Tagadà su La7

"Anzi, ha aggiunto, abbiamo assistito a una pantomima di un governo imbarazzato e imbarazzante, che dimostra tutta la sua inadeguatezza nel gestire un tema così complesso e delicato. Prima il ministro Piantedosi ha negato di esserne a conoscenza, un ministro, di fatto, “a sua insaputa”, poi ha sostenuto che, anche qualora fossero arrivati, non ci sarebbero stati problemi. Dichiarazioni smentite poco dopo dal presidente Fontana. Successivamente il Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Viminale ha chiarito che non sarebbero stati inviati agenti in Italia. E ora, invece, apprendiamo che quegli agenti dovrebbero arrivare.  Di fronte a questa confusione chiediamo chiarezza e verità. Non ci sentiamo tutelati da un Governo che affronta con tale leggerezza un tema così sensibile, che riguarda la sicurezza, la democrazia e il rispetto dei nostri valori costituzionali. Intervenga anche la presidente del Consiglio, che finora non ha detto una parola chiara. Non è tollerabile che la Premier si spinga fino ad ipotizzare candidature al Nobel di Trump, e poi il governo non sia in grado di affermare una posizione netta: che questo tipo di forze restino fuori dal nostro Paese".

 

27/01/2026 - 13:21

Dem: non vogliamo milizia Trump su nostro territorio

“Questo balletto di dichiarazioni, con il Ministro Piantedosi prima smentito dal Presidente della Regione Lombardia e oggi dal portavoce dell’ICE, dimostra l’improvvisazione con cui tutto il Governo sta affrontando un tema delicatissimo come quello della sicurezza.
Prendendo per buone le parole del Ministro Piantedosi, che aveva dichiarato di non avere notizie sulla presenza di agenti dell'ICE, osserviamo che sembra più informata la stampa che il Governo. Questo non tranquillizza certo i cittadini italiani. Così come nessuno può essere tranquillo pensando che in giro per le città italiane ci saranno agenti del Corpo di Polizia che risponde a Trump. E che sta compiendo negli Stati Uniti azioni inaccettabili che mettono in discussione diritti fondamentali, libertà civili e garanzie dello Stato di diritto. È un modello incompatibile con i valori e con l’ordinamento del nostro Paese e l'ICE non è benvenuto in Italia. Altro che "polemiche sul nulla" come qualcuno ha detto. È venuto il momento di alzare la testa e tenere la schiena dritta difendendo la dignità internazionale dell'Italia e di smetterla con ambiguità e silenzi francamente imbarazzanti. Per questo il Partito Democratico ha presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Interno Piantedosi, chiedendo chiarimenti immediati e l’esclusione di qualsiasi presenza operativa dell’ICE sul territorio italiano”. Lo dichiara Matteo Mauri, deputato e responsabile Sicurezza del Partito Democratico.

 

26/01/2026 - 17:33

Interrogazione PD su agenti ICE alla Camera

Il Partito Democratico ha presentato un’interrogazione parlamentare alla Camera dei deputati per chiedere al Governo chiarimenti urgenti sulla possibile presenza in Italia di agenti dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) al seguito della delegazione statunitense durante le Olimpiadi e le Paralimpiadi invernali di Milano-Cortina. “È inaccettabile che a poco dall'apertura dei Giochi Olimpici non ci sia ancora chiarezza su un punto così delicato. Il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha detto di non sapere. Ma arrivati a questo punto il Governo non può non sapere. Si tratta di un fatto molto grave. Anche perché è del tutto evidente che se il Presidente Trump vorrà mandare l'ICE in Italia - alla luce di quello che sta accadendo negli Stati Uniti e dell'indignazione che sta causando - si tratterebbe di una vera e propria provocazione al nostro Paese. Nei quesiti rivolti al ministro Piantedosi si chiede: “quali iniziative urgenti intenda adottare, anche sul piano diplomatico, e d’intesa con i Ministri interessati, per assicurare che durante i giochi olimpici invernali non siano in ogni caso presenti agenti dell’ICE, alla luce dei gravi fatti riportati in premessa”.
A dichiararlo è Matteo Mauri, deputato del Partito Democratico e responsabile Sicurezza del PD: “Il Governo e la maggioranza stanno giocando una partita pericolosa, tra ambiguità e silenzi. Con l'assurdità delle dichiarazioni del Presidente della Lombardia Fontana, che prima ammette l'arrivo dell'ICE e poi smentisce. Quanto sta accadendo negli Stati Uniti dimostra una deriva gravissima: l’ICE è il simbolo di un modello di polizia che non vogliamo avere nel nostro Paese. Il corpo di Polizia dell'Ice non è gradito”.

 

25/01/2026 - 19:00

“Come mostrano le immagini dei giornalisti della trasmissione in Mezz’ora, che stanno circolando online, operatori della Rai impegnati negli Stati Uniti sono stati verbalmente minacciati da agenti della polizia ICE e impediti nello svolgimento del proprio lavoro. Esprimiamo piena solidarietà ai giornalisti coinvolti e condanniamo con forza questi episodi, che rappresentano un attacco gravissimo alla libertà di stampa.
Ci chiediamo se Rai abbia denunciato ufficialmente quanto accaduto e quali iniziative siano state adottate dal governo italiano per tutelare i propri cittadini all’estero. L’episodio rivela quanto il modello politico di Trump metta in discussione le basi del diritto e della libertà.
Chiediamo a Meloni e Tajani di prendere pubblicamente le distanze da questi comportamenti e di farsi garante della sicurezza e della libertà dei giornalisti italiani, anche nei rapporti con gli Stati Uniti” così i il capogruppo del Pd nella Commissione di Vigilanza Rai, Stefano Graziano

 

25/01/2026 - 15:46

“Il silenzio assordante di Giorgia Meloni e del governo sugli omicidi compiuti dagli agenti dell’ICE non è neutrale: è una chiara scelta politica”, così una nota di Matteo Mauri, responsabile sicurezza del Partito Democratico, deputato PD.
“Questi silenzi sui fatti gravissimi che stanno accadendo allarmano anche perché in Italia sta per essere emanato un ennesimo decreto sicurezza, che dalle anticipazioni del ministro Piantedosi conterrà ancora numerose norme contro la liberta’ di manifestare il dissenso politico.
A Minneapolis un uomo di 37 anni, Alex Pretti, è stato colpito mortalmente da agenti federali dell’ICE durante un’operazione di contrasto all’immigrazione. Pretti era un infermiere, non un criminale, e le immagini diffuse dai media mostrano dinamiche agli antipodi rispetto alla versione ufficiale: le autorità federali affermano un confronto armato, mentre video e testimonianze raccontano di un uomo disarmato che stava cercando di aiutare altri manifestanti prima di essere ucciso barbaramente. Questa è una deriva inaccettabile della sicurezza, fuori dallo stato di diritto, da cui serve una presa di distanza netta da Trump e da chi considera la repressione la risposta al dissenso politico. E in questo contesto preoccupano ancora di più le notizie degli incontri del vicepremier Salvini con chi teorizza quelle modalità di azione e vede nella violenza uno strumento legittimo.
Giorgia Meloni ha il dovere di chiarire da che parte sta il suo governo, se con lo Stato di diritto o con forme di repressione che comprimono gravemente le libertà costituzionali”.

 

23/01/2026 - 18:48

“Meloni chiede a Trump di rivedere Board of Peace perché l’Italia ha ‘problematiche costituzionali’. Poi auspica che il Presidente Usa possa prendere premio Nobel per la pace. Infine, gli dà anche un po’ ragione sull’Artico. Dal sovranismo al servilismo il passo è davvero breve”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

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