05/02/2026 - 15:42

"Tutto potevamo immaginare tranne che la commemorazione di Renée Nicole Good e Alex Jeffrey Pretti, brutalmente uccisi dalla violenza cieca dell'Ice nelle strade di Minneapolis, venisse utilizzata dalla maggioranza per una inspiegabile polemica. Siamo stati accusati di una falsità, per l'ennesima volta. Secondo la deputata Matone avremmo chiesto la commemorazione di Good e Pretti "per alzare una cortina fumogena" sui fatti di Torino. E' una bugia. La commemorazione è stata richiesta 10 giorni fa, ben prima della manifestazione di Torino. E mai ci saremmo sognati di strumentalizzare l'uccisione di due innocenti, mentre loro, oggi, non si sono fatti scrupoli a farlo pur di attaccare l'opposizione rivolgendoci perfino l'infamante epiteto di "fascisti". Veramente incredibile.
Oggi alla Camera abbiamo voluto commemorare Nicole Good, attivista per i diritti umani, e Alex Pretty, infermiere. Due esecuzioni a freddo, di due persone che non stavano facendo niente di male, di offensivo o di pericoloso.
Guardando quelle immagini ci siamo chiesti che fine avesse fatto l’America dei diritti civili, l’America che andava fiera di Martin Luther King, di Rosa Parks, della marcia da Selma a Montgomery, di Eleanor Roosevelt e della Dichiarazione dei diritti umani. Donald Trump l’ha già sepolta? Per fortuna no: quell'America era lì, lungo le strade ghiacciate di Minneapolis. Perché le persone non si sono arrese e nonostante il gelo implacabile hanno continuato a manifestare. Non si sono arrese e hanno vinto: ieri abbiamo avuto la notizia che 700 agenti dell’ICE saranno ritirati da Minneapolis. Noi siamo con le donne e gli uomini di Minneapolis che hanno resistito e vinto e con le centinaia di migliaia di persone che hanno riempito le strade delle città americane per protestare contro le esecuzioni di Minneapolis e per dire “No Kings". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

01/02/2026 - 12:31

“Quello che è accaduto a Torino è grave, inaccettabile e non ha nulla a che vedere con il diritto di manifestare. Una protesta annunciata come pacifica si è trasformata in ore di guerriglia urbana”. Lo dichiara Stefano Graziano, deputato del Partito Democratico e capogruppo in commissione Difesa.

“Esprimo la mia piena e sincera solidarietà all’agente aggredito e ferito durante gli scontri, così come a tutte le donne e gli uomini delle forze dell’ordine che hanno riportato ferite e ai giornalisti coinvolti. A loro va il nostro rispetto e il nostro sostegno - prosegue l'esponente dem - non può esserci alcuna giustificazione per chi usa martelli, bombe carta e incendi come strumenti di lotta politica. La violenza organizzata di gruppi antagonisti non è legittimo dissenso, ma è un attacco allo Stato, alla convivenza civile e alla libertà di tutti”.

“Torino - conclude Graziano - è una città democratica, solidale, civile, che non può essere ostaggio di minoranze violente che nulla rappresentano se non se stesse. Difendere il diritto a manifestare significa anche difendere la legalità e isolare chi la calpesta. Su questo non possono esserci zone grigie”.

 

27/01/2026 - 17:11

“Come è possibile che il patto stretto al vertice tra la premier Meloni e la segretaria del Pd Schlein venga calpestato in questo modo dalla volontà di Salvini, attraverso la presidente  della Commissione Giustizia al Senato? Come è possibile che la volontà unanime di tutte e tutti i deputati di tutte le forze politiche, che alla Camera hanno votato il loro sì sul “consenso”, sia stata negata dai loro stessi colleghi e colleghe al Senato? Tutte e tutti al cospetto della misoginia salviniana? Dichiareranno di non sapere cosa avevano votato? O che si erano sbagliati e sbagliate? Lo hanno capito che stanno tradendo non solo un accordo politico, ma soprattutto le donne? Le vittime di violenza, che faranno più fatica di oggi ad essere credute? Perché stravolgere la nostra proposta di legge volta a introdurre nel diritto italiano il concetto di consenso libero e attuale nei rapporti sessuali, trasformandolo in dissenso da provare?
Ignorando la paura che paralizza, negando voce e credibilità alle esperienze vissute da migliaia di donne.

Cosi le deputate dem della Commissione femminicidio e violenza, Sara Ferrari, Antonella Forattini, Valentina Ghio: ci auguriamo che ci sia ancora spazio per un’assunzione di responsabilità e uno scatto di dignità, in primis delle donne parlamentari, nei confronti delle altre donne. Colleghe e colleghi, ascoltate e rispettate la voce dei centri anti violenza e delle associazioni che tutelano le donne, che oggi erano numerose davanti al Senato a chiedervi di non cancellare il consenso, di dare valore e attendibilità al racconto delle donne, perché “SOLO SÌ è SÌ”.

 

27/01/2026 - 16:53

"Senza consenso è sempre stupro": oggi le donne lo hanno urlato forte davanti al Senato dove si sta consumando il tradimento delle destre con la proposta di legge della senatrice Bongiorno che ha riscritto la legge sul consenso togliendo proprio il consenso. Un salto indietro di decenni anche rispetto alle sentenze della Cassazione. Un salto indietro che si consuma sulla pelle delle donne che subiscono violenza e non riescono a reagire   all’aggressione dello stupratore.
Un testo irricevibile a cui ci opporremo: meglio nessuna legge che questa legge". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

 

27/01/2026 - 16:22

È una questione di merito e una questione di metodo. Nel merito, ancora una volta saranno le donne a dover dimostrare di aver subito violenza e ancora una volta possono non essere credute. Ed è una questione di metodo: c’era un patto tra la leader del maggior partito di opposizione, la segretaria del PD Schlein, e la premier Meloni, un patto chiesto dalle donne per avere una legge più giusta e che non le renda vittime una seconda volta. Il patto è stato tradito per assecondare la peggiore cultura maschilista presente nella maggioranza, con la complicità proprio di due donne, Bongiorno e Meloni. Così sono state tradite ancora una volta tutte le donne.

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo PD alla Camera dei Deputati.

 

22/01/2026 - 15:35

“Le proposte della senatrice Buongiorno sulla legge sul consenso sono irricevibili. Con un colpo di mano stravolge il testo unanime uscito dalla Camera dei Deputati sulla legge “solo SÌ è SÌ” a tutela delle vittime di violenza, tradisce clamorosamente l’accordo siglato da Meloni e Schlein e tradisce le donne. Una legge sul consenso che toglie la parola consenso è un eclatante passo indietro rispetto a come la giurisprudenza sta già operando secondo le sentenze della Corte Costituzionale. Introduce il dissenso e prevale il contesto, seguendo una logica regressiva che sposta il peso della prova sulle vittime, trasformando il silenzio, la paura o la paralisi in zone grigie funzionali a chi agisce violenza. Il richiamo al “contesto” e alla “situazione” rischia infatti di trasformarsi in un alibi, aprendo varchi per giustificazioni inaccettabili e rafforzando una cultura che normalizza la violenza invece di contrastarla. Ancora più allarmante è la scelta di ridimensionare la violenza sulla base delle conseguenze fisiche, come se il corpo fosse l’unico luogo in cui essa si manifesta. La sofferenza psicologica, la coercizione, l’abuso di potere e di contesto vengono relegati ai margini, mentre si tenta di misurare la gravità di un atto violento attraverso lividi e referti. Un’impostazione che nega  la voce e la realtà delle esperienze vissute da migliaia di donne.
Ci chiediamo cosa pensino le altre forze politiche della maggioranza che alla Camera hanno votato questa norma a tutela delle donne vittime di violenza. Le vogliono tradire anche loro?  Ma soprattutto chiediamo alla Presidente del Consiglio se intenda rispettare l’accordo assunto con l’opposizione”. Lo dichiarano Sara Ferrari, Presidente del gruppo PD in Commissione femminicidio e violenza, con la vicepresidente della commissione senatrice Cecilia D’Elia, i senatori Filippo Sensi e Valeria Valente, le deputate Valentina Ghio e Antonella Forattini.

22/01/2026 - 14:35

"Dalla legge sul consenso hanno tolto il consenso. Il testo proposto dalla senatrice Bongiorno non solo smonta radicalmente la legge approvata all'unanimità alla Camera dei deputati, ma segna un passo indietro incredibile nella tutela delle vittime di stupro. Di consenso non si parla più. Non c'è più traccia né della parola né del concetto stesso. E inoltre si diminuisce la pena per chi commette uno stupro. Uno schiaffo in faccia a tutte le donne che non sono state credute nei tribunali perché non hanno potuto reagire alla violenza. Per quello che ci riguarda, meglio nessuna legge che questa legge.
Come ha fatto Giulia Bongiorno, avvocata di vittime di violenza sessuale, a voltare le spalle alle donne in questo modo? Valgono più gli ordini di scuderia, le opinioni delle penne più sessiste del giornalismo italiano, che il diritto delle vittime a essere credute e tutelate?
Come prima firmataria della proposta di legge del Pd, su cui si è costruito l'accordo tra maggioranza e opposizione, sono indignata per questo vergognoso voltafaccia tutto a scapito delle donne.
Che fine ha fatto la parola di Giorgia Meloni che aveva stretto un accordo con Elly Schlein? E' l'ennesimo sgambetto di Salvini o ha ceduto alle pressioni delle aree più retrive del suo elettorato tradendo le donne?". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e prima firmataria del progetto di legge inziale sul consenso.

22/01/2026 - 14:33

“La proposta della senatrice Bongiorno è retrograda e pericolosa. Non solo annulla il lavoro fatto con impegno alla Camera, ma rappresenta un passo indietro rispetto all’inserimento nel nostro ordinamento del consenso libero e attuale, in linea con la Convenzione di Istanbul e con quanto già fatto da molti Paesi europei e già oggi riconosciuto dalle sentenze della Corte di Cassazione. Introdurre il concetto di dissenso peggiora la tutela prevista dal nostro ordinamento, indebolendo la protezione delle donne vittime di violenza. Sul piano politico, non possiamo non sottolineare che Bongiorno tradisce un impegno unanimemente preso da tutte le forze presenti in parlamento. Con quale faccia la maggioranza può accettare un testo che arretra gli impegni presi a tutela delle vittime? Inoltre, spiace che un testo così retrogrado arrivi proprio da chi ha professionalmente trattato questi temi.”. Così dichiara Michela Di Biase, deputata del Partito Democratico e relatrice del provvedimento alla Camera che conclude dicendo “È evidente che non siamo davanti ad un aggiustamento tecnico ma a una cinica scelta politica”.

 

22/01/2026 - 14:32

Un’offesa alle donne, un’offesa alle vittime e un’offesa anche alla presidente del consiglio. Il testo Bongiorno sulla pdl sul consenso fa tornare indietro una legge di civiltà sulla violenza contro le donne e stravolge l’accordo tra opposizione e maggioranza siglato dalla stessa Premier Meloni che aveva portato a un testo approvato all’unanimità alla Camera. La forzatura compiuta oggi al Senato stravolge il senso della legge che aveva l’obiettivo di tutelare le vittime rileggendo in senso limitativo le sentenze della Corte Costituzione. Un comportamento spregiudicato che fa emergere tutte le contraddizioni interne alla maggioranza e le pressioni della Lega che non ha mai creduto alla proposta. Questa volta bisogna scegliere se stare dalla parte delle donne o le sirene maschiliste a destra avranno la meglio nello stracciare un accordo contro la violenza e a favore delle donne che consentiva alla politica di parlare con una sola voce.

Così in una nota Chiara Braga e Francesco Boccia, Capigruppo Pd alla camera dei Deputati e al Senato.

 

21/01/2026 - 11:17

“I femminicidi e la violenza patriarcale, lo abbiamo sempre detto, non si combattono solo con l’inasprimento delle pene. Crediamo invece che si debba partire della prevenzione, dalla cultura, dall’educazione e dalla conoscenza del fenomeno. Uno degli strumenti istituzionali per farlo è fornire i report, che dovrebbero essere prodotti dal Viminale, con dati precisi e puntuali sull’andamento del fenomeno e una conseguente analisi di ciò che emerge. Questo non è stato fatto in un modo serio come il tema meriterebbe”.

Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, sul report, pubblicato lunedì 19 gennaio, in cui dovrebbero essere contenuti i dati sui femminicidi in Italia nel 2025.

“Lunedì è stato consegnato un report che contiene dei numeri, ma non dei dati. Non ci sono indicazioni precise e il Governo si limita a esultare per il numero di morti nel 2025 inferiore rispetto a quello del 2024 - prosegue la deputata dem - Mi dispiace, non c’è nulla da festeggiare: nel 2026, ad appena tre settimane dall’inizio dell’anno, sono state uccise già tre donne”.

“Per sensibilizzare, per cambiare veramente le cose, per fare cultura, non è possibile che le associazioni e le realtà che si occupano del tema siano costrette a fare indagini indipendenti. Il Ministero deve colmare questa enorme lacuna: c’è una legge, la 53 del 2022, che deve essere applicata, perché è davvero grave consegnare report in cui mancano età, ripartizione geografica, denunce pregresse, nazionalità e molto altro. Lo dobbiamo alla memoria di chi è già morta per mano di un uomo, senza limitarci a frasi fine a se stesse nelle giornate di commemorazione” conclude Gribaudo.

 

10/12/2025 - 16:54

“Il drammatico calo demografico rappresenta una delle principali minacce per la sostenibilità sociale ed economica del Paese. Ma il governo Meloni chiude gli occhi e affronta il problema con un mix di misure eterogenee o spot come i bonus per la natalità. Nessuna strategia per affrontare con programmazione e concretezza il calo demografico, quando servirebbero misure strutturali e servizi pubblici, anziché tagli ai comuni, che permettano ai possibili genitori e soprattutto alle donne di avere quella stabilità lavorativa, fondamentale per poter mettere al mondo i figli”. Lo dichiara la deputata e capogruppo Pd in commissione bicamerale sul femminicidio e la violenza, Sara Ferrari durante il Question time con la ministra Roccella.
“La natalità è oggi la sfida delle sfide per qualsiasi decisore politico. Eppure il quadro che emerge dai dati Istat è estremamente grave perché la diminuzione delle nascite è continua e la fecondità media è crollata ai minimi storici. Sono tre anni che il governo Meloni è in carica e ancora non si vedono i risultati delle politiche messe in campo: nessun rallentamento del calo demografico, nessun effetto positivo misurabile”, conclude Ferrari.

03/12/2025 - 16:11

La scuola non è censura ma sempre educazione, confronto e crescita. Quello che manca al provvedimento del Ministro dell’Istruzione e del Merito sull’educazione sessuo-affettiva. Per tenere corsi nelle scuole servirà il consenso dei genitori e comunque solo a partire dalle medie. Un colpo durissimo alla possibilità di costruire strumenti reali per prevenire e contrastare la violenza contro le donne. Una ferita che continua a lacerare il Paese: oltre cento femminicidi ogni anno, e un sommerso enorme di violenza che riguarda anche le ragazze e i ragazzi più giovani. Lo raccontano l’età sempre più bassa delle vittime e degli autori e i tragici fatti di cronaca di questi giorni. L’Italia va in direzione opposta rispetto ai Paesi più avanzati dell’Unione Europea, dove venti Stati hanno già introdotto l’educazione affettiva e sessuale obbligatoria. Difficile capire perché, se non pensando al bisogno di compiacere una minoranza ideologica che oggi detta gli equilibri della maggioranza. E così si ignorano le richieste che arrivano dalle scuole e dalle famiglie, da tanti educatori che chiedono strumenti veri per aiutare ragazze e ragazzi a non essere lasciati nelle mani di un’“educazione” fatta solo di social e web.
Un altro passo indietro sul fronte dei diritti e delle opportunità.

Lo ha scritto sui social Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati. 

 

03/12/2025 - 12:20

“Oggi, al grido “Dio patria famiglia“ la maggioranza di centrodestra, guidata dalla Lega, ha affossato l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole, che da tutti è considerata il primario strumento di prevenzione della violenza contro le donne e dei femminicidi. Perfino il sinodo dei vescovi italiani si è impegnato a promuovere percorsi di educazione alla sessualità e all’affettività anche nel rispetto dei diverse identità di genere, mentre il governo istituisce un percorso ad ostacoli per l’educazione alla sessualità e all’affettività nelle scuole italiane. Anziché colmare la distanza con altri 20 paesi europei che prevedono l’educazione sessuale obbligatoria nelle scuole, il governo porta l’Italia a chiudersi culturalmente nella retroguardia, umilia la scuola pubblica e fa un danno ai giovani, a cui nega il diritto ad un’educazione piena, abdicando al suo dovere costituzionale. Un giorno buio, anche per il contrasto alla terribile piaga sociale della violenza contro le donne che conta oltre 100 femminicidi all’anno nel nostro paese. Oggi la destra al governo si è assunta una responsabilità grave” così la deputata
democratica Sara Ferrari.

02/12/2025 - 20:10

“Talebani muti”. Così la deputata democratica Laura Boldrini ha definito in aula alla Camera i deputati di maggioranza che, per tutta la giornata, non sono mai intervenuti sul DDL Valditara sull’educazione sessuale nelle scuole. “Che cosa vi terrorizza? Con il vostro silenzio state dicendo no all’educazione affettiva e sessuale delle giovani generazioni. Perché negate questo diritto fondamentale? Perché vi state avvicinando a quei fondamentalisti che voi stessi dite di combattere? Mettete da parte il vostro fondamentalismo ideologico e riconoscete il legame tra la mancanza di educazione al rispetto e la violenza contro le donne. Il PD è contrario a questo provvedimento oscurantista e retrogrado e ribadisce che costruire una cultura del rispetto si realizza attraverso istruzione, formazione e conoscenza», ha concluso Boldrini.

 

02/12/2025 - 19:29

«La maggioranza ha rifiutato la richiesta di rinviare il provvedimento sul consenso informato in commissione, nonostante i fatti recenti, in particolare quanto avvenuto al liceo Giulio Cesare, che impongono una riflessione profonda sul clima educativo nelle nostre istituzioni scolastiche. Quanto accaduto al Giulio Cesare è un episodio grave che dimostra come non siano sufficienti soltanto sanzioni disciplinari: è necessario affrontare un problema culturale e sociale che riguarda il rispetto dell’altro e la costruzione di relazioni sane. In questo quadro, l’educazione sessuo-affettiva, richiamata dalle linee guida dell’UNESCO e dalle indicazioni dell’OMS, resta uno strumento essenziale. Abbiamo tentato di rafforzarla con emendamenti in commissione, emendamenti che purtroppo sono stati respinti». Così è intervenuta in Aula alla Camera la responsabile con delega alla scuola, istruzione, infanzia e povertà educativa nella segreteria nazionale del Partito Democratico, Irene Manzi. «Gli studenti del liceo hanno chiesto con forza percorsi formativi su questi temi e le loro famiglie hanno appoggiato tale richiesta: è una sensibilità diffusa nel Paese che non può essere ignorata. Per questo chiediamo al Governo un segnale di fiducia verso scuole, studenti e genitori, una fiducia che non si esprime irrigidendo procedure burocratiche, ma creando condizioni perché le attività educative possano svolgersi in modo semplice, sicuro e omogeneo. La Giornata internazionale contro la violenza sulle donne ci ha ricordato l’urgenza di intervenire sul versante educativo. Minimizzare il problema o appellarsi al cosiddetto “paradosso nordico” equivale a voltarsi dall’altra parte davanti a un’emergenza che è prima di tutto educativa. La scuola svolge un ruolo formativo insostituibile, spesso anche in sostituzione di famiglie che vivono serie difficoltà e questo va ricordato e non sottovalutato. Alla luce del rifiuto della maggioranza, continueremo a sollevare il tema nelle sedi istituzionali e nella comunità scolastica, chiedendo che il prossimo passaggio legislativo tenga conto della necessità di strumenti educativi efficaci e diffusi. Ribadiamo la nostra opposizione a un atteggiamento che ignora l’urgenza educativa e continueremo a lavorare per garantire percorsi di educazione sessuo-affettiva nelle scuole del Paese».

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