“Il ddl sicurezza che ‘abbiamo rimandato a settembre’ presenta molte norme sbagliate e ingiuste. Tra queste anche il giro di vite sulla canapa industriale che è un vero e proprio intervento a gamba tesa del Governo su una interessante filiera agricola e commerciale italiana. Un intervento che ammazza un mercato di oltre 10 mila addetti e circa 3 mila imprese. Il governo e la maggioranza hanno il tempo per ripensarci: siamo davanti a una scelta esclusivamente data dalla furia ideologica. Senza alcun senso e che va a penalizzare migliaia di italiani e delle italiane che vivono grazie al lavoro in questo settore merceologico in piena crescita ovunque e imprenditori che hanno investito soldi e lavoro fidandosi dello Stato".
"Abbiamo assistito a una scelta sciagurata del Governo e alla scomparsa del Ministro dell'Agricoltura. Che era troppo impegnato a mettersi sull'attenti di fronte al diktat di Palazzo Chigi per difendere il settore".
Lo dichiara Matteo Mauri deputato e responsabile Sicurezza del Pd.
“Equiparare la cannabis light a quella con Thc è un gravissimo errore e il governo stanotte, stavolta sì con il favore delle tenebre, approvando un emendamento al decreto sicurezza ha deciso di azzerare un settore produttivo che impiega migliaia di persone e fattura oltre 500 milioni all'anno. Ha vinto, almeno per ora, la follia propagandistica del governo che pensa così di comunicare un impegno istituzionale contro le droghe che però sono altra cosa rispetto alla cannabis light con potenziale produttivo tra cosmesi, erboristeria, integratori alimentari e florovivaismo. Una scelta sbagliata che colpisce un settore che impegna molti giovani e che avrebbe dovuto essere aiutato e non certo annientato anche perché non ci sono controindicazioni di ordine sanitario”.
Così Stefano Vaccari, capogruppo Pd in commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera.
Interrogazione a Lollobrigida: serve sostegno filiera ittica
Serve un piano straordinario di intervento a sostegno della filiera ittica e per preservare e sostenere le imprese e i lavoratori del comparto della pesca e dell'acquacoltura. Lo chiedono al ministro Francesco Lollobrigida, attraverso un’interrogazione i deputati del gruppo Pd della commissione Agricoltura, Stefano Vaccari, Antonella Forattini, Maria Stefania Marino, Nadia Romeo e Andrea Rossi.
“Nonostante le criticità ormai note sollevate in più occasioni dal comparto e dagli amministratori locali e regionali - spiega il capogruppo dem Vaccari - il governo continua ad alimentare l’inutile filiera degli annunci anziché predisporre un piano di intervento di medio e lungo periodo che accompagni l’attuale fase dell’emergenza. Eppure i dati sono terrificanti. La presenza devastante del granchio blu ha di fatto annientato la produzione di cozze e vongole che solo in Emilia Romagna e in Veneto insieme costituivano la prima area di produzione in Europa per le vongole veraci, con oltre 3mila addetti e un fatturato di 200 milioni di euro all’anno. Granchio blu che ha causato danni per 100 milioni devastando non solo gli allevamenti di vongole e cozze, ma facendo piazza pulita anche di ostriche, telline, altri crostacei e pesci come sogliole e cefali, per un conto che rischia di raddoppiare se non verranno presi provvedimenti. Interventi al momento fatti da Emilia Romagna e Veneto. La prima ha stanziato un milione per indennizzare i pescatori che non riescono a trovare mercato per i tanti granchi pescati. La seconda ha messo in campo 180mila euro per l’acquisto, oltre che del seme, anche delle reti di protezione e delle nasse da cattura. Dal comparto ittico si segnala, tra l’altro, quanto sta avvenendo sulla laguna di Orbetello, dove si registra una moria di quintali di orate e anguille a causa del caldo eccessivo. Anche a Taranto è emergenza: secondo gli operatori è a rischio l’80% della produzione di cozze. Oltre alle altissime temperature del mare, che mandano in sofferenza il prodotto che muore per asfissia, il problema è la mancanza di una filiera di stoccaggio. Problemi anche per i pescatori di Friuli, Veneto, Emilia Romagna, Molise, Abruzzo e Puglia impegnati a contenere il fenomeno della mucillagine. Sulle coste di Calabria, Sicilia e Puglia, infine, è scattata l’allerta rossa per il vermocane. Si stima che entro il 2050 i settori di pesca e acquacoltura in Italia potrebbero perdere miliardi di euro a causa dei cambiamenti climatici. Alcune produzioni e coltivazioni, in seguito alla tropicalizzazione del mare, potrebbero sparire, altre cambieranno casa, altre produttività con gravi conseguenze per le comunità che vivono di pesca. Di fronte a tutto questo - domanda Vaccari - come intende muoversi il governo? Quali strumenti mette in campo? Quale strategia? Al momento, purtroppo, c’è il silenzio assoluto”.
“Sul contrasto alla Psa e sul contenimento dei cinghiali avevano promesso di tutto e di più annunciato pure l’utilizzo dell’esercito. Ora invece se ne va anche il Commissario alla peste suina al quale erano stati affidati compiti urgenti e operativi. L’ennesimo buco nell’acqua per il ministro Lollobrigida e il governo nel mentre si sta allargando l’areale della diffusione del virus e allevatori e aziende di trasformazione sono seriamente preoccupate per il rischio di dover interrompere le loro attività con gravi ripercussioni economiche. Al tempo stesso gli agricoltori continuano a lanciare grida d’allarme per la presenza in sovrannumero dei cinghiali che stanno compromettendo terreni e produzioni agroalimentari. Tema che si somma alla crisi idrica sulla quale c’è assoluta inadeguatezza degli interventi di carattere strutturale. Con le navi e le autobotti non si fronteggia questa grande criticità. Dov’è finito il piano straordinario di gestione della fauna selvatica che un anno fa era stato annunciato? Solo parole che non portano da nessuna parte e che rendono precario il comparto agricolo del nostro Paese. Lollobrigida e governo se ci siete battete un colpo”.
Così Stefano Vaccari, capogruppo Pd in commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera.
“Per la messa in sicurezza del fiume Albegna in provincia di Grosseto, soggetto a frequenti esondazioni per la eccessiva velocità di deflusso delle acque, la Regione Toscana si è mossa da tempo, valutando le differenti soluzioni e scegliendo quella più efficace, ovvero un invaso che prevede uno stanziamento di 50 milioni di euro. Si tratta di una somma che necessita quindi di risorse nazionali e per questo il Partito Democratico aveva presentato un emendamento al Decreto Agricoltura. Emendamento poi bocciato dalla maggioranza prima al Senato, poi alla Camera. Questi i fatti e francamente non crediamo che le polemiche di Fdi locali in questi giorni siano strumentali, molto probabilmente non sanno nemmeno di cosa parlano”. Lo dichiarano in una nota congiunta il deputato dem Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente e Leonardo Marras assessore all'Economia della Regione Toscana.
“Ormai - conclude la nota - è chiaro a tutti che il governo Meloni stia penalizzando la Regione Toscana, ma dai parlamentari di maggioranza del territorio ci aspettavamo francamente uno scatto d’orgoglio. Devono rendersi conto che sono alla guida della nazione da due anni e non solo non hanno portato a casa alcun provvedimento o risorsa per il territorio, ma hanno addirittura avallato qualsiasi taglio ai finanziamenti già concessi (Tirrenica, Interporto Livorno, finanziamenti ai comuni solo per fare alcuni recenti esempi) e respinto qualsiasi proposta delle opposizioni. Sono solo soldatini al servizio del padrone”.
Oggi confronto con esperti ed associazioni su futuro del settore
Si svolgerà oggi, martedì 23 luglio, dalle ore 10.45 alle 13.00, presso la Sala Berlinguer, via degli Uffici del Vicario 21, il convegno promosso dal Gruppo Pd della commissione Agricoltura della Camera dal titolo: “Con l’agricoltura, verso il futuro. Prospettive e nuovi orizzonti per il sistema agroalimentare italiano nell’era del Green New Deal”.
A introdurre l’evento, presieduto dalla deputata Antonella Forattini, sarà il capogruppo Pd in commissione Agricoltura, Stefano Vaccari.
Relazioni: Livio Proietti, presidente Ismea; Roberto Grismondi e Francesco Giovanni Truglia, Istat - “Sostenibilità ed eccellenze dell’agricoltura italiana”; Stefano Cuicchio e Roberto Moro, Istat - “Il settore agricolo nei conti nazionali”; Barbara Nappini, presidente Slow Food - “Un’agricoltura buona, pulita e giusta per il futuro della terra”.
Interventi programmatici: Cristiano Fini, presidente Cia; Stefano Masini, direttore Coldiretti area Ambiente e Territorio; Tommaso Battista, presidente Copagri; Alessandra Ausiano, responsabile Affari istituzionali Confagricoltura; Corrado Martinangelo, presidente Agrocepi; Angelo Petruzzella; vicepresidente Legacoop Agroalimentare; Carlo Piccinini, presidente Fedagripesca Confcooperative.
Partecipano: Maria Stefania Marino, Andrea Rossi e Nadia Romeo, deputati Pd commissione Agricoltura.
Interviene Camilla Laureti, responsabile politiche agricole segreteria nazionale Pd, e conclude i lavori Chiara Braga, presidente del Gruppo Pd alla Camera.
Per accreditarsi scrivere a: segreteria.vaccari@camera.it.
L’evento si potrà seguire da remoto sulla pagina Instagram Deputati Pd.
“Ora anche la Protezione civile diventa terra di conquista da parte della destra. Il governo Meloni sta infatti per approvare in Cdm la nomina del nuovo capo della Protezione Civile nella logica dell’occupazione sistematica del potere senza avere contezza che in determinati posti occorre favorire continuità, preparazione, competenza e riconoscibilità. E il Dipartimento della Protezione civile è certamente uno dei luoghi dove la gestione delle emergenze in questi anni è sempre avvenuta con grande professionalità ed abnegazione lontano dalle bandierine politiche e di appartenenza, nel solo interesse di rispondere agli interessi generali delle nostre comunità colpite di volta in volta da eventi catastrofici che richiedevano solerzia, immediatezza e collaborazione istituzionale. Lo sanno bene i cittadini, le imprese e le amministrazioni locali che hanno potuto contare sul sostegno e sul supporto del sistema di Protezione civile a tutti i livelli. In questo contesto l’ingegnere Fabrizio Curcio è sempre stato all’altezza del compito gravoso assegnatogli che però per la destra, con in testa un improbabile ministro come Musumeci, alla ricerca di ennesime poltrone amiche, merita di essere rimosso. Una decisione che se sarà confermata è davvero vergognosa e grave, perché rischia di mettere in discussione un sistema efficace ed efficiente costruito negli anni ’80 da una grande intuizione di Zamberletti”.
Così il capogruppo dem in commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari.
Martedi’ confronto con esperti ed associazioni su futuro del settore
Si svolgerà domani, mercoledì 23 luglio, dalle ore 11.00 alle 13.00, presso la Sala Berlinguer, via degli Uffici del Vicario 21, il convegno promosso dal Gruppo Pd della commissione Agricoltura della Camera dal titolo: “Con l’agricoltura, verso il futuro. Prospettive e nuovi orizzonti per il sistema agroalimentare italiano nell’era del Green New Deal”.
A introdurre l’evento, presieduto dalla deputata Antonella Forattini, sarà il capogruppo Pd in commissione Agricoltura, Stefano Vaccari.
Relazioni: Livio Proietti, presidente Ismea; Roberto Grismondi e Francesco Giovanni Truglia, Istat - “Sostenibilità ed eccellenze dell’agricoltura italiana”; Stefano Cuicchio e Roberto Moro, Istat - “Il settore agricolo nei conti nazionali”; Barbara Nappini, presidente Slow Food - “Un’agricoltura buona, pulita e giusta per il futuro della terra”.
Interventi programmatici: Cristiano Fini, presidente Cia; Stefano Masini, direttore Coldiretti area Ambiente e Territorio; Tommaso Battista, presidente Copagri; Corrado Martinangelo, presidente Agrocepi; Angelo Petruzzella; vicepresidente Legacoop Agroalimentare; Carlo Piccinini, presidente Fedagripesca Confcooperative. Partecipano: Maria Stefania Marino e Andrea Rossi, deputati Pd commissione Agricoltura.
Interviene Camilla Laureti, responsabile politiche agricole segreteria nazionale Pd, e conclude i lavori Chiara Braga, presidente del Gruppo Pd alla Camera.
Per accreditarsi scrivere a: segreteria.vaccari@camera.it. L’evento si potrà seguire da remoto sulla pagina Instagram Deputati Pd.
Martedi’ confronto con esperti ed associazioni su futuro del settore
Si svolgerà martedì 23 luglio, dalle ore 11.00 alle 13.00, presso la Sala Berlinguer, via degli Uffici del Vicario 21, il convegno promosso dal Gruppo Pd della commissione Agricoltura della Camera dal titolo: “Con l’agricoltura, verso il futuro. Prospettive e nuovi orizzonti per il sistema agroalimentare italiano nell’era del Green New Deal”.
A introdurre l’evento, presieduto dalla deputata Antonella Forattini, sarà il capogruppo Pd in commissione Agricoltura, Stefano Vaccari.
Relazioni: Livio Proietti, presidente Ismea; Roberto Grismondi e Francesco Giovanni Truglia, Istat - “Sostenibilità ed eccellenze dell’agricoltura italiana”; Stefano Cuicchio e Roberto Moro, Istat - “Il settore agricolo nei conti nazionali”; Barbara Nappini, presidente Slow Food - “Un’agricoltura buona, pulita e giusta per il futuro della terra”.
Interventi programmatici: Cristiano Fini, presidente Cia; Stefano Masini, direttore Coldiretti area Ambiente e Territorio; Tommaso Battista, presidente Copagri; Corrado Martinangelo, presidente Agrocepi; Angelo Petruzzella; vicepresidente Legacoop Agroalimentare; Carlo Piccinini, presidente Fedagripesca Confcooperative. Partecipano: Maria Stefania Marino e Andrea Rossi, deputati Pd commissione Agricoltura.
Interviene Camilla Laureti, responsabile politiche agricole segreteria nazionale Pd, e conclude i lavori Chiara Braga, presidente del Gruppo Pd alla Camera.
Per accreditarsi scrivere a: segreteria.vaccari@camera.it. L’evento si potrà seguire da remoto sulla pagina Instagram Deputati Pd.
“La ministra Calderone vive in un mondo tutto suo. Mentre spiega che sulla sicurezza sul lavoro il governo continua a fare progressi, non mette in campo nessuna strategia per far emergere il nero, il sommerso e l’illecito. Abbiamo proposto il durc di congruità anche in Agricoltura, ma non c’è alcuna volontà di farlo. Così come non si capisce che fine abbia fatto il tavolo sul caporalato. Siamo oltre la retorica” così il capogruppo democratico nella commissione lavoro della Camera, Arturo Scotto al termine delle comunicazione della ministra Calderone.
Roma, 18 luglio 2024
“Il Sistema Informativo Nazionale per lo sviluppo dell’Agricoltura sarà incorporato di diritto nell’Agea. Lo ha stabilito il decreto Agricoltura convertito nei giorni scorsi dal Parlamento. Un atto di imperio voluto dal ministro Lollobrigida con il sostegno del direttore di Agea, senza che nelle fasi precedenti al varo del decreto venisse informato il personale e senza ovviamente alcuna interlocuzione con i sindacati al fine di costruire una norma condivisa. Peraltro il passaggio del personale da inquadrare in Agea presenta una evidente difficoltà poiché la norma è stata approvata ad invarianza di spesa, che tradotto in operatività avrà ripercussioni negative sul benessere organizzativo dei lavoratori e sui servizi che dovranno essere erogati all’utenza. Anche la mobilitazione che si è svolta in queste ore, con presidi davanti al ministero non hanno prodotto alcuna novità. Il Ministro e il Capo di Gabinetto non hanno dato riscontro alla richiesta di un incontro per esaminare tutte le problematiche. Sosteniamo senza indugi le richieste dei lavoratori, viste pure le modalità con le quali si è arrivati ad assumere le decisioni, e chiediamo al Ministro ovvero al direttore di Agea in sua vece, di aprire un urgente tavolo di confronto con le OO.SS. Ascoltare prima di decidere è una pratica democratica che dovrebbe appartenere a chi rappresenta le istituzioni.
Capito signor Ministro?”.
Così Stefano Vaccari, capogruppo Pd in commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera.
“Sulla Dieta Mediterranea, e non solo, è in corso la resa dei conti nella destra. Le parole del senatore della Lega e del vicepresidente del Senato Giancarlo Centinaio non lasciano adito a dubbi. L'indice accusatorio è rivolto al ministro Lollobrigida. Il tema è la Dieta Mediterranea, patrimonio dell'Unesco per i suoi indiscutibili effetti positivi sulla salute e per il fatto che si basa su alimenti base, non processati.
Centinaio si schiera apertamente dalla parte delle grandi multinazionali, il cui diritto d'impresa nessuno ovviamente mette in dubbio, ma in un rapporto di assoluta trasparenza anche sulle terminologie e sulla trasparenza delle etichette.
Semmai stupisce il silenzio del Ministro Lollobrigida che evoca continuamente il Made in Italy e le tradizioni della cucina italiana basata su preparazioni a filiera corta con i prodotti che arrivano dai campi, e poi si rifugia nel silenzio quando non riuscendo più a fare due parti in commedia, a secondo del luogo di enunciazione, non riesce a dire nulla sulla difesa della Dieta Mediterranea e sui cibi ultra processati.
Non risponde nemmeno ad una interrogazione che su questo tema abbiamo presentato come gruppo PD della commissione agricoltura.
Se ha qualcosa da dire il ministro Lollobrigida batta un colpo”.
Lo dichiara Stefano Vaccari, capogruppo PD della Commissione Agricoltura e Segretario di Presidenza della Camera.
Vaccari (Pd): Nessuna misura per combattere il male assoluto del caporalato_
“Siamo all’ennesima fiducia su un provvedimento che avrebbe meritato ben altre attenzioni: approfondimento e confronto che non ci sono stati perché la maggioranza considera il Parlamento un passa carte o peggio ancora la lunga mano del governo. Il decreto agricoltura è un provvedimento omnibus che interviene con misure spot senza prevedere alcun intervento di lungo periodo capace di dare risposte strutturali alle emergenze di cui l’agricoltura ha bisogno. Un decreto tardivo e insufficiente, che affronta solo la gestione ordinaria condendola di qualche 'mancetta' per fare propaganda sui territori. Così non si vuole bene al comparto agricolo italiano”. Lo dichiara il deputato Stefano Vaccari, Capogruppo democratico in Commissione Agricoltura, esprimendo il voto negativo del Pd sul Dl Agricoltura alla Camera.
“È un provvedimento – continua Vaccari - che non interviene sulla crisi idrica e sulla siccità perché per il governo non sono un problema; che non combatte la peste suina ma nomina nuovi commissari, che invoca l'intervento dell’esercito e non si attiva per ridurre drasticamente per il numero dei cinghiali. Non affronta il male assoluto del caporalato, un sistema che per 4 euro l'ora ha sfruttato il lavoro di Satnam Singh e lo ha ucciso nell'indifferenza e nell'ipocrisia delle istituzioni che fanno leggi avanzate di tutela e poi non le dotano dei mezzi e delle risorse necessarie. Per combattere il caporalato e lo sfruttamento sul lavoro servirebbe un colpo d'ala: via la Bossi-Fini, si applichi davvero la legge 199/2016 per respingere l'assalto dei carnefici e si costituisca un DURC di congruità, così come è stato fatto in edilizia, cioè uno strumento che metta in relazione il tipo di coltura che viene fatto con la manodopera che è necessaria”.
“Nessuna risorsa per le opere della Toscana necessarie per garantire le risorse idriche e contrastare il dissesto idrogeologico, in un provvedimento peraltro dove vengono finanziate altre opere simili in numerose regioni”. Lo dichiarano i deputati dem Emiliano Fossi e Marco Simiani in merito agli ordini del giorno al Decreto Agricoltura respinti oggi.
“Gli interventi - concludono Fossi e Simiani - avrebbero riguardato, nello specifico, il fiume Albegna in provincia di Grosseto, il torrente Marinella e il fiume Bisenzio in Provincia di Firenze, il torrente Falchereto in provincia di Pistoia ed il Rio San Bartolomeo in provincia di Pisa. La destra sta evidentemente penalizzando solo la Toscana, già colpita duramente da siccità e alluvioni. Siamo di fatto sconcertati da un'azione punitiva nei confronti della nostra Regione. Dopo gli emendamenti al decreto bocciati sia alla Camera che al Senato viene chiusa ogni possibile trattativa da un governo palesemente ostile. Il rammarico più grande è stato però il comportamento dei colleghi di maggioranza eletti nei nostri territori che ancora una volta si sono girati dall’altra parte”.
“Granchio blu e mucillagine stanno mettendo in ginocchio la produzione delle vongole in Italia. Siamo davanti a una vera e propria emergenza e il governo è latitante:
il ministro Lollobrigida ancora non ha dato rassicurazioni alle imprese sui necessari ristori per temperare gli effetti negativi di una riduzione della produzione di oltre il 70% e le misure contenute nel decreto agricoltura sono del tutto insufficienti” così la deputata democratica, componente della commissione ambiente di Montecitorio, Nadia Romeo, che ha presentato un ordine del giorno al decreto agricoltura “per porre l’attenzione sull’emergenza granchio blu che sta mettendo a rischio la sopravvivenza della produzione di vongole, cozze e ostriche nelle acque italiane”. “Quanto sta accadendo nell’alto Adriatico - ha aggiunto la democratica - è emblematico della gravità della situazione italiana a cui si sta sommando adesso anche l’emergenza mucillagine che sta compromettendo ulteriormente le produzioni. Gli effetti economici e occupazionali di questa crisi sono molto profondi: sono di oltre 100milioni di euro le perdite di un settore che produce eccellenze e che per colpa dei ritardi del governo sta
vivendo grandi incertezze con il rischio di non riuscire neanche a pagare i contributi ai lavoratori” ha concluso la democratica auspicando un “cambio di rotta da parte
dell’esecutivo che sia capace di dare risposte mettendo in campo le risorse promesse, nominando il commissario che hanno previsto da maggio ma che non è mai arrivato e guardando con lungimiranza al futuro per permettere interventi strutturali e di vivificazione delle lagune”.