Come in edilizia va introdotto il durc di congruità anche nel settore agricolo
“Gli atti parlamentari sono accessibili a tutti e la carta canta: l'unica cosa che gli italiani sanno è che 3 mesi fa in quel striminzito decreto sul Pnrr di cui parla il ministro Ciriani, il governo ha bocciato gli emendamenti del Pd che chiedevano l'incremento delle assunzioni di ispettori per la sicurezza sul lavoro. Questo è un dato certo! Voi siete sempre quelli del giorno dopo e solo grazie alla tragedia della morte di Satman Singh vi siete accorti del caporalato. Una morte che non può essere derubricata ad un fatto di cronaca nera perché è un pezzo del sistema malato della filiera agricola. E solo ora dopo due anni decidete di convocare un tavolo con le parti sociali”. Così il deputato dem, Arturo Scotto, Capogruppo Pd in Commissione Lavoro, intervenendo nella replica del question time al ministro Ciriani sulla sicurezza del lavoro dopo i gravissimi casi di caporalato degli ultimi giorni.
“Non avete ancora introdotto – ha continuato Scotto - gli indici di congruità nel settore agricolo così come è stato fatto nell'edilizia. A titolo di esempio vi ricordo che in due anni dall'introduzione del durc di congruità sono emersi nell'edilizia 70mila casi di lavoro nero. Occorre fare lo stesso nell'agricoltura e fare la scelta drastica di abolire la legge Bossi-Fini perché i lavoratori migranti e 'a nero' saranno sempre ricattabili e, senza permesso di soggiorno, difficilmente potranno denunciare il caporale che ti sfrutta e ti manda a morire nei campi. Servono risposte incisive e non promesse a vuoto”.
Nel presentare l’interrogazione, la deputata dem Maria Cecilia Guerra, ha chiesto a Ciriani "quali urgenti iniziative ritenesse di dover adottare al fine di definire una nuova e credibile strategia di contrasto del lavoro irregolare e del caporalato”.
“La presidente Meloni vive male il suo isolamento in Europa e pur di dare segni di vita lancia strali contro tutto e tutti e si aggrappa a qualsiasi argomento. Lo fa citando impropriamente l'agricoltura, ma prima di dare la colpa ad altri dovrebbe guardare al fallimento del suo governo incapace in questi due anni di sostenere strutturalmente la riforma del comparto per rafforzarne il protagonismo necessario nella fase della transizione ecologica. Di contro il governo Meloni ha rincorso le emergenze anche quale conseguenza dei mutamenti climatici ancora oggi negati dalla destra, a difesa dei grandi interessi e dei petrolieri". Lo dichiara Stefano Vaccari, capogruppo Pd in commissione Agricoltura e Segretario di Presidenza della Camera dopo le comunicazioni della Presidente Giorgia Meloni.
"Gli agricoltori - ha aggiunto l'esponente Pd - sono e dovranno essere il cuore pulsante di un nuovo modello di sviluppo improntato alla sostenibilità e alla giustizia sociale. Non ci siamo accorti che questa sia la strada scelta dal governo Meloni capace semmai di dire tutto e il contrario di tutto sulla dieta mediterranea, sul consumo di suolo, sulla crisi idrica, sulla lotta alla pesta suina e al contenimento drastico dei cinghiali, sull’utilizzo delle energie rinnovabili. Di contro gli sforzi del governo Meloni si sono concentrati sui fondi per allargare gli staff del ministro Lollobrigida, per finanziare gli eventi sportivi con le risorse degli agricoltori, per negare sostegni ai giovani agricoltori, per impedire, nel periodo della crisi, le indispensabili agevolazioni fiscali e le esenzioni irpef, nel disporre che le rendite catastali siano tornate ad essere imponibili".
"Dall’Europa - ha concluso Vaccari - arriveranno le scelte economiche, sociali e produttive dei prossimi anni. Con l’atteggiamento rancoroso della presidente Meloni, esclusa dai patti che stanno sottoscrivendo le grandi nazioni, l’Italia rimarrà alla finestra a guardare e non avrà quel ruolo che invece meriterebbe. Un capolavoro politico e di diplomazia che sarà purtroppo ricordato come nefasto per il nostro Paese".
"Il caporalato è un fenomeno diffuso in tutto il paese, contro cui è necessario agire utilizzando gli strumenti già previsti dalla Legge 199 del 2016. Quello che ha colpito nella tragica vicenda di Satnam Singh non è soltanto lo sfruttamento e la mancanza di rispetto per la vita umana dei 'caporali' ma il senso di impunità che ha caratterizzato i carnefici prima, dutante e dopo l'incidente. Dal governo, che continua colpevolmente a sottovalutare la situazione, sono però arrivati soltanto flebili promesse: abbiamo un Ministro dell' Agricoltura che in questi mesi ha pensato soltanto a incrementare il suo staff con spese milionarie, a fermare treni per tagliare nastri in tempo, a cercare visibilità negli eventi sportivi con i soldi dei contribuenti e sostenere polemiche inutili con l'Europa. D'altro canto il Ministro del Lavoro non è stato migliore: affossando i diritti, cancellando il salario minimo e riducendo i controlli mentre il Ministro dell'Interno ha continuato a criminalizzare i migranti nonostante la richiesta di manodopera delle imprese di tutta Italia. È essenziale che il governo si impegni seriamente nell'implementazione della legge 199, coinvolgendo prefetture, INPS e tutti gli enti competenti. Solo attraverso un'azione coordinata e determinata potremo contrastare efficacemente il caporalato e tutelare i diritti dei lavoratori": è quanto dichiara il Capogruppo Pd in Commissione Ambiente Marco Simiani, intervenendo oggi, sabato 22 giugno, alla Iniziativa "Agricoltura e Sviluppo in Maremma" svolta a Manciano (provincia di Grosseto), promossa dal Partito Democratico territoriale.
“Il ministro Lollobrigida conferma quanto diciamo da tempo. Un gesto criminale non può infangare la correttezza e la trasparenza della stragrande maggioranza degli imprenditori agricoli. Resta un fatto però sul quale, come al solito, il ministro sorvola. Nelle campagne italiane, come ci ricorda l'Osservatorio Placido Rizzotto della Flai CGIL, ci sono 230mila lavoratori senza contratto e senza diritti. Di questi, 55mila sono donne e il 30% non sono migranti extra-comunitari, ma cittadini italiani o della Ue. Un bracciante su quattro lavora in nero e la paga media di una giornata di oltre 10 ore è di 20 euro. Come intende intervenire il governo su queste palesi violazioni della legalità? Come intende concretamente applicare la legge sul caporalato? Basta ipocrisia. Il caporalato esiste perché è il braccio armato di padroni senza scrupolo alla ricerca esasperata del profitto. E le misere paghe a nero servono per tenere bassi i prezzi dei prodotti. Serve cambiare il sistema. Via la Bossi-Fini e si faccia una legge che consideri l’immigrazione una risorsa programmando flussi e rapporti bilaterali. Lavoratori formati e con paghe dignitose, sicurezza e tutele sanitarie, contrasto al lavoro irregolare, intolleranza verso l'evasione fiscale, giusto prezzo per il cibo pulito e di qualità. Questa la strada maestra dalla quale il governo rimane costantemente lontano. Intanto però si continua a morire in campagna. Non bastano più le grida di dolore”.
Così Stefano Vaccari, capogruppo Pd in commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera.
"Il caporalato in agricoltura esiste perché una parte del mondo delle imprese sceglie di competere sui costi anziché sulla qualità. E dunque taglia sui salari, sulla sicurezza e fa sistematicamente ricorso al nero. Satnam è morto sicuramente per mano di un criminale, che gli ha negato il soccorso, ma questa storia non può essere derubricata a un puro fatto di cronaca nera. Poteva accadere anche ad altri. Fa bene il ministro Lollobrigida a ricordarci che non si devono criminalizzare le aziende agricole. Ma non può considerare il caporalato un episodio. In alcuni territori è parte integrante della filiera agricola. Se vogliamo cambiare le cose va costruito un patto con le imprese che investono sulla qualità per scacciare dal mercato quelle che invece tagliano sui costi e sfruttano il lavoro". Così il deputato dem Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro.
"Le istituzioni - conclude Scotto - devono tracciare un solco, anche perché l’intermediazione illecita di manodopera è un pezzo del modello produttivo di questo Paese, che talvolta incrocia mafie e connivenze politiche. Negarlo è come vivere sulla luna".
Applicare legge 199 del 2016 e respingere assalto carnefici
“Riposa in pace Satnam Singh e perdonaci se non siamo stati in grado di tutelare la tua dignità di uomo e lavoratore. Tu che insieme a tua moglie Alisha eri aggrappato a una vita fatta di stenti e di sofferenza. Non sei morto accidentalmente ma sei stato ucciso da un sistema che per 4 euro l'ora ha sfruttato il tuo bisogno di lavoro. Un sistema che ha bisogno di donne e uomini invisibili per fare girare l'economia, e per fare lavori che noi non vogliamo più fare. Ridotti a schiavi da caporali senza scrupolo assoldati da pochi ‘prenditori’ alla ricerca di sempre più ingenti guadagni. Sei stato ucciso anche dall'indifferenza e dall'ipocrisia delle istituzioni che fanno leggi di tutela e poi irresponsabilmente le dimenticano in un cassetto”.Così il capogruppo Pd in commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera, Stefano vaccari, in un commento sull’Huffington Post.
“Dovremmo essere tutti convinti - scrive il deputato democratico - che il caporalato è un male assoluto così come lo sfruttamento del lavoro da parte di imprenditori voraci e compiacenti. Servirebbe un colpo d'ala. Applicare davvero la legge 199 del 2016 e respingere l'assalto dei carnefici. Servirebbe che la buona agricoltura si mettesse alla testa di questa battaglia di civiltà per isolare e denunciare chi inquina un comparto straordinario, la cui correttezza non è stata mai in discussione. Servirebbero più fatti e meno propaganda da parte di chi, in questa fase, ha la responsabilità di guidare il nostro Paese. Le bandiere di partito dovrebbero essere ammainate. C’è un interesse collettivo da salvaguardare - aggiunge - e c’è la morte di Satnam da riscattare, insieme a tante altre morti che hanno segnato tragicamente le nostre giornate in altri luoghi di lavoro”.
“Lollobrigida utilizza Ismea come bancomat del ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e forestale?”.
E’ quanto chiedono il capogruppo, Stefano Vaccari, e i deputati dem della commissione Agricoltura della Camera, Forattini, Marino e Rossi, con un’interrogazione indirizzata al ministro Lollobrigida, invocando “chiarezza sulle modalità di erogazione dei fondi pubblici destinati per diverse sponsorizzazioni sportive da parte di Ismea” e domandandosi “se tali erogazioni non rischiano di sottrarre risorse a sostegno dello sviluppo di progetti di innovazione finalizzati all'incremento della produttività nei settori dell’agricoltura, della pesca e dell'acquacoltura”.
“Ismea infatti - denunciano i deputati democratici - da quanto risulta dalle notizie apparse su alcuni organi di informazione, avrebbe assegnato 250mila euro per campagne istituzionali alla Figc, rinnovato una convenzione con Sport e Salute per 300mila euro, erogato un contributo di 113mila euro alla federazione Rugby per uno spot di 30 secondi in vista del Sei Nazioni e 100mila euro alla Federazione Italiana Golf per il Ryder Cup. Senza contare le risorse messe a disposizione del Giro d’Italia da parte dell’Ismea e del Ministero con due interventi a seguire di 327mila euro e 138mila euro. C’è un problema però - segnalano i deputati democratici - ed è che Ismea, da statuto, non ha alcuna competenza specifica in fatto di marketing e comunicazione. Trattandosi di un ente pubblico economico, infatti, Ismea è un soggetto autonomo, vigilato ma non controllato dal ministero dell’Agricoltura che non potrebbe versare direttamente. Come è stato aggirato questo impedimento? Tra una comparsata e l’altra sulle tribune degli europei di calcio - concludono i deputati - si attende la risposta del ministro Lollobrigida”.
“I ministri dell’Agricoltura e della Salute conoscono il rapporto dell’Oms del 13 giugno che denuncia la pericolosità degli alimenti ultra processati tanto da inserirli tra le quattro cause responsabili a livello globale, insieme a tabacco, combustibili fossili e alcol, di 19 milioni di morti all’anno, di cui 2,7 milioni in Europa? Sembrerebbe proprio di no od ancor peggio che possano essere d’accordo con il Crea, istituto di Ricerca del Ministero dell’Agricoltura, che ha evidenziato, in un report ufficiale, il fatto che la campagna contro i cibi ultra processati sta prendendo troppo il sopravvento e che sarebbe utile convincere i consumatori che i cibi ultra processati sono più sani di quelli naturali. Il Crea, inoltre, in aperto contrasto con l’Oms, invita il governo e le istituzioni europee a non utilizzare o riconsiderare criticamente la terminologia ‘alimenti ultra processati’”.
Con una interrogazione presentata dal capogruppo Pd, Stefano Vaccari, e dai deputati dem della commissione Agricoltura, Evi, Forattini, Marino e Rossi, si chiede ai ministri Lollobrigida e Schillaci, paladini di facciata del cibo sano, di conoscere la loro valutazione sui cibi ultraprocessati a partire dall’invito rivolto dal Crea alle istituzioni e sui rischi da abuso sul loro consumo.
“L’Oms denuncia come il consolidamento di questi settori industriali e di altri, in un piccolo numero di potenti corporazioni transnazionali, abbia permesso loro di esercitare un potere significativo sui contesti politici e legali in cui operano e di ostacolare le normative di interesse pubblico che potrebbero incidere sui loro margini di profitto.
Ecco perché - segnalano i deputati Pd - attendiamo l’opinione dei ministri dell’Agricoltura e della Salute”.
“Che fine ha fatto il piano straordinario per la gestione della fauna selvatica? Le regioni avrebbero dovuto già attuarlo ma non si hanno notizie, tantomeno dal ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, che sembra aver lasciato cadere nel dimenticatoio il problema dopo aver emanato un apposito decreto che ha annunciato in pompa magna il 13 giugno dello scorso anno. E’ già passato un anno e ogni giorno le cronache dei giornali sono piene di notizie legate al sovrannumero dei cinghiali. Le stime parlano di due milioni e mezzo di cinghiali che stanno provocando ingenti danni alle produzioni agricole, stanno veicolando la peste suina, creano problemi di equilibrio nel rapporto con le altre specie selvatiche con importanti danni alla biodiversità, sono un pericolo per la salute e la vita di tanti cittadini vista la frequenza di incidenti, anche mortali, sulle nostre strade. Sulla peste suina peraltro la strategia commissariale fin qui adottata non è risultata adeguata per arginare la diffusione della malattia e si rischia di mettere in ginocchio l'importante comparto delle carni di maiale. Per questo insieme ai colleghi del gruppo Pd della commissione Agricoltura della Camera, Antonella Forattini, Stefania Marino e Andrea Rossi, abbiamo presentato una interrogazione al ministro Lollobrigida per sapere quali Regioni hanno adottato il Piano straordinario per la gestione e il contenimento della fauna selvatica e quali sono i risultati eventualmente conseguiti al fine di favorire il depopolamento di migliaia di cinghiali selvatici e per assicurare la tutela del patrimonio suino nazionale.
Basta con gli annunci, ora è il momento di agire”.
Così Stefano Vaccari, capogruppo Pd in commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera.
"Il nervosismo di Fratelli d'Italia dopo le difficoltà elettorali in Toscana coinvolge anche gli esponenti di Orbetello e su temi che dovrebbero essere condiviso da tutti come il dissesto idrogeologico ed in particolare per la realizzazione dell'invaso del fiume Albenga: una infrastruttura necessaria per proteggere una vasta zona della Maremma dalle alluvioni. Il Pd non fa polemiche e proclami ma proposte concrete per cercare di affrontare e risolvere i problemi territoriali nonostante il Governo di Giorgia Meloni abbia cancellato quasi 1 miliardo e 300mila euro dal Pnrr di risorse contro il dissesto e completamente dimenticato il Progetto ‘Rendis’: il monitoraggio cioè che l'Ispra svolge per conto del Ministero dell’Ambiente sull'attuazione di piani e programmi di interventi urgenti. In ogni caso la soluzione è semplice: la maggioranza sottoscriva e approvi al Senato l'emendamento Pd al Decreto Agricoltura che inserisce la diga nell'Albenga tra gli interventi da realizzare immediatamente. In caso contrario sarà la destra ad opporsi a questa opera fondamentale". Lo dichiara il capogruppo Pd in Commissione Ambiente Marco Simiani.
“Inserire anche le opere idrauliche previste dal Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno tra gli interventi prioritari previsti dal Decreto Agricoltura, attualmente in discussione al Senato, che il Commissario di Governo contro la crisi idrica dovrà realizzare”: è quanto riporta una nota congiunta dei Parlamentari Pd Emiliano Fossi, Marco Simiani, Marco Furfaro, Simona Bonafè, Dario Parrini, Laura Boldrini, Federico Gianassi, Ylenia Zambito, Silvio Franceschelli, Arturo Scotto, Cristian Di Sanzo e Marco Sarracino, annunciando un emendamento con tali finalità, che sarà presentato sia al Senato che alla Camera dei Deputati.
“La siccità è un problema anche per la Toscana e questa tipologia di interventi ha anche l’obiettivo di intervenire per prevenire il dissesto idrogeologico in zone vulnerabili come quelle colpite dalle scorse alluvioni. Gli interventi specifici proposti dall’emendamento riguardano: la mitigazione del pericolo idraulico sul torrente Marinella di Travalle tra gli attraversamenti ferroviario e autostradale nel comune di Calenzano (Provincia di Firenze); l’adeguamento del manufatto di sottopasso del colatore sinistro di acque basse presso la Fattoria Flori in località Il Valico nel comune di Campi Bisenzio (Provincia di Firenze); il rifacimento dei manufatti di immissione nel Fiume Bisenzio del Canale Macinante e del canale Vecchio Gavine in località Il Valico nel Comune di Campi Bisenzio (Provincia di Firenze); la realizzazione di cassa di espansione sul Torrente Stella a valle della confluenza con il Torrente Falchereto nel comune di Quarrata (Provincia di Pistoia); la sistemazione idraulica del rio San Bartolomeo, nel comune di San Miniato (Provincia di Pisa) con adeguamento strutturale degli argini nel tratto di valle e gli interventi per la riduzione del rischio idraulico afferente al fiume Albegna, nel comune di Manciano (Provincia di Grosseto). Ci aspettiamo dai parlamentari della maggioranza un sostegno alla nostra proposta”, conclude la nota.
"Grazie al pesante risultato del PD dalle europee è arrivato un messaggio inequivocabile: ora è possibile costruire l'alternativa ad una destra ormai monolite che non è mai stata maggioranza nel Paese. Il consenso tra i giovani e il primato al Sud sono segnali davvero incoraggianti".
Così sui social il deputato democratico, Stefano Vaccari, capogruppo Pd in commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera.
“A che ora si dimette Signorelli?” Lo chiede il capogruppo democratico nella commissione giustizia della camera, Federico Gianassi sottolineando “la gravità del contenuto delle intercettazioni da cui emerge una relazione consolidata tra il portavoce del ministro dell’agricoltura e ambienti della criminalità organizzata. Frasi antisemite e deliranti, rigurgiti di fascismo, sprezzo per le istituzioni, esultanza per l’assoluzione di un boss - aggiunge Gianassi - tutto questo non può passare inosservato. Lollobrigida rimuova immediatamente Signorelli da un incarico che non può più assolvere, la sua presenza al ministero è un disvalore per le nostre istituzioni”.
“Il contenuto delle intercettazioni è gravissimo. Il portavoce del ministro Lollobrigida deve immediatamente dimettersi. Il ministro ne tragga le conseguenze. Non è tollerabile che un ruolo così importante per il ministero dell’Agricoltura sia ricoperto da una persona che si è macchiato di così pesanti e gravi giudizi, ma soprattuto che abbia relazioni così consolidate e profonde con ambienti della criminalità organizzata arrivando addirittura a festeggiare l’assoluzione di un boss”.
Così Stefano Vaccari, capogruppo Pd in commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera.
"Ricattare le famiglie in difficoltà ed in ginocchio per la alluvioni, a due giorni dal voto, è un atto ignobile, che potrebbe prefigurare persino il reato di voto di scambio. Si tratta di una situazione insostenibile che svela l'arroganza della destra ed in particolare di Fratelli d'Italia dal momento che il sottosegretario Bignami è da sempre uno dei fedelissimi della Premier. Se Giorgia Meloni non ne prende le distanze e non ne sconfessa immediatamente l'operato non è solo complice ma anche il mandante": è quanto dichiarano i deputati: Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente e Stefano Vaccari capogruppo in Commissione Agricoltura della Camera dei deputati.