Brutta pagina province Perugia, Grosseto, Arezzo e Siena
“Ancora una brutta pagina di caporalato e di sfruttamento nel nostro Paese portata alla luce dalle indagini svolte dal Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro nelle province di Perugia, Grosseto, Arezzo e Siena. Scoperchiata l’ennesima drammatica realtà con lavoratori sottopagati, senza tutele contrattuali e sanitarie e in completa assenza delle norme di sicurezza. Sapere che è stata sgominata una rete di padroncini in grado di fare l’intermediazione con aziende agricole incuranti della forza lavoro messa loro a disposizione non può certo bastare. Servono controlli più costanti e a tappeto per interrompere un fenomeno che si sta allargando in molte zone del Paese. Non si tratta solo di attivare le forze di polizia rafforzando organici e tecnologie ma occorre attivare una rete di monitoraggio che comprenda istituzioni e realtà produttive. Il diritto al lavoro non può prescindere dall’eliminazione di qualsivoglia ricatto nei confronti di chi ha problemi economici e di sopravvivenza. Altra questione riguarda la possibilità che vengano adottate sistemi di collocazione pubblica per i lavoratori occasionali e stagionali in agricoltura ed infine, non da ultimo, è quello di rendere tutte le persone visibili regolarizzando i lavoratori stranieri, più soggetti di altri, a cadere nella rete del caporalato. Solleciteremo il governo ad attivare tutte le misure perché la legge sul caporalato trovi concreta applicazione a cominciare dall’adozione di misure cautelari relative all’azienda agricola in cui è commesso il reato, dall’estensione alle vittime del caporalato delle provvidenze del Fondo antitratta, dal potenziamento della Rete del lavoro agricolo di qualità, in funzione di strumento di controllo e prevenzione del lavoro nero in agricoltura, dal graduale riallineamento delle retribuzioni nel settore agricolo”.
Lo dichiarano Marco Simiani e Stefano Vaccari, capigruppo PD in Commissione Ambiente e Agricoltura della Camera dei Deputati.
“Il senatore di Fdi, Luca De Carlo, prima di dichiarare dovrebbe informarsi, altrimenti rischia di fare brutte figure. Oggi gli apicoltori italiani hanno manifestato in centinaia a Roma. Se lo hanno fatto è perché hanno voluto evidenziare problemi che non sono stati risolti e pertanto è legittimo che le critiche più forti le abbiano rivolte verso il governo ed il ministro Lollobrigida che sul comparto agricolo si limitano agli annunci, anziché produrre misure e decisioni. Con generosità il senatore De Carlo si prodiga nella difesa d’ufficio del suo ministro, ma ciò che non può fare è attaccare l’opposizione che svolge coerentemente il suo lavoro per mettere a nudo manchevolezze e ritardi ed offrire, come nel caso dell’apicoltura, soluzioni concrete e ragionevoli. PS. Giovedì ero impegnato all’ufficio di presidenza della Camera convocato prima dell’audizione del ministro”.
Così il capogruppo Pd in commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari.
“L’import sleale e i cambiamenti climatici affossano il miele italiano con i produttori nazionali che devono fronteggiare arrivi di prodotto straniero di bassa qualità a prezzi stracciati, mentre aumentano i costi di produzione necessari per fronteggiare maltempo e siccità. Una situazione sempre più insostenibile per gli apicoltori italiani. E’ giusta la loro protesta anche a fronte del fatto che, come al solito, il governo degli spot, si gira sempre dall’altra parte quando ci sono criticità che dovrebbero essere affrontate con misure immediate e concrete. Difendere i nostri apicoltori significa avviare in Europa le procedure antidumping sensibilizzando al contempo i consumatori verso un acquisto consapevole del miele. Per questo, insieme ai colleghi Bonafè, Curti e Manzi, ho raggiunto questa mattina gli apicoltori che manifestavano a piazza Santi Apostoli a Roma. Ho avuto modo di parlare a nome del gruppo del Partito Democratico e nell’esprimere solidarietà ho segnalato quelle che saranno le nostre iniziative parlamentari per svegliare dal torpore il ministro Lollobrigida e l’esecutivo Meloni”.
Così Stefano Vaccari, capogruppo Pd in commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera.
“Ciao Lino. Te ne sei andato in silenzio. Amavi lavorare con competenza, passione, lungimiranza per far girare al meglio ‘la macchina’ e innovarla il più possibile. Le feste dell’Unita’ come baluardo del nostro rapporto con i militanti, i cittadini, i territori. Insieme abbiamo dovuto cambiare le modalità organizzative delle Feste durante e dopo il Covid per non farle mancare mai come occasione di incontro e scambio. Mi mancherà la tua presenza certa e rassicurante, per gestire e cambiare il partito e la politica”.
Così Stefano Vaccari, capogruppo del Partito Democratico in commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera.
“Basta polemiche e ipocrisie nei confronti dell’Europa, considerato che le risorse per l’agricoltura arrivano da lì, attraverso la Pac. I Piani strategici della Pac sono nazionali e gli Stati membri hanno margini di modifica, prima della Commissione Europea, soprattutto per quanto riguarda semplificazione e sburocratizzazione. Sull’assegnazione dei fondi Pac occorre fare con urgenza chiarezza e agire in favore della trasparenza. In gioco ci sono la reputazione del Paese e gli interessi degli agricoltori. Vanno contrastati le frodi e gli illeciti comunitari per cui chiediamo ancora di avere contezza di quante istruttorie Agea abbia avviato dal 2022 a oggi. Come chiediamo conto dei sussidi ricevuti dalle aziende attraverso Agea, dal momento che l’agenzia non sta fornendo i dati richiesti”.
Nella Commissione congiunta Camera e Senato che si è svolta oggi, Antonella Forattini, deputata Pd della Commissione Agricoltura, si è rivolta al ministro Lollobrigida invocando correttezza, concretezza e trasparenza.
“Sulla pesca - ha argomentato la deputata dem - si devono aumentare le quote di tonno rosso per i pescatori dell’Adriatico a sostegno dei piccoli artigiani della pesca, particolarmente in difficoltà. Sulla Psa, servono tempi certi per gli indennizzi e accordi in Europa per definire la zona di restrizione dei focolai da cinghiali diversa da quelli domestici. In campo energetico, per evitare l’utilizzo dei terreni agricoli per l’installazione dei parchi agrisolari, è necessario individuare aree idonee. Le proposte che il gruppo Pd ha formulato in questi mesi - ha evidenziato Forattini - erano finalizzate a sostenere il reddito degli agricoltori e il ricambio generazionale: un miope errore, da parte dell’esecutivo, averle cassate”.
Deputati dem chiedono spiegazioni su bando che esclude agriturismo da fondi valorizzazione enogastronomica
“Per quale folle ragione il ministro dell’Agricoltura Lollobrigida ha escluso gli agriturismi dai fondi Masaf per la promozione dell’enogastronomia?” Così i deputati democratici della commissione Agricoltura della Camera, Andrea Rossi, Antonella Forattini, Stefano Vaccari e Maria Marino chiedono spiegazione sui criteri di partecipazione al bando per la destinazione di 76 milioni di euro a favore della filiera del food per la valorizzazione del patrimonio enogastronomico italiano. “Siamo davanti a una forte discriminazione, una vera e propria disparità di trattamento da parte del Ministero dell’agricoltura che non ha alcuna motivazione oggettiva. O forse Lollobrigida pensa che gli agriturismi non siano parte integrante del patrimonio enogastronomico italiano? Noi la pensiamo all’opposto: gli agriturismi sono tra gli attori che maggiormente promuovono i sapori e i saperi locali, specialmente nelle aree rurali ed interne, svolgendo quindi anche un’importante funzione sul fronte dell’attrattività turistica, anche verso l’estero. Chiediamo al ministro Lollobrigida spiegare quali sono i criteri del bando”.
“Chissà cosa intende il ministro Lollobrigida quando sostiene che il diritto di manifestare debba avvenire nell'ambito della legalità. Vuole forse indicare il diritto di utilizzare la forza e i manganelli contro giovani studenti che esprimevano liberamente e pacificamente le loro idee anche se spontaneamente e senza autorizzazione? Caro ministro non siamo d'accordo, non siamo più al tempo di libro e moschetto. Per fortuna nostra ed anche sua caro ministro”.
Lo dichiara Stefano Vaccari, capogruppo Pd in commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera.
“Il ministro Lollobrigida volta le spalle alla pesca sportiva e ricreativa. Lo fa con un decreto ministeriale che riduce da 200 a 50 il numero complessivo degli ami dei palangari presenti a bordo e/o calati da ciascuna unità da diporto e che introduce il divieto di utilizzo dei verricelli salpa-reti elettrici o collegati a motori termici. Una scelta unilaterale, di nessun senso visto che le disposizioni precedenti erano in perfetta sintonia con le direttive comunitarie e le indicazioni della scienza. Semmai c’è da domandarsi perché il ministro abbia ritenuto di fare una scelta così drastica senza avvertire il bisogno di informare il Parlamento e di valutare le nuove disposizioni con le associazioni di categoria creando così un conflitto con il settore della pesca professionale, della quale ovviamente abbiamo il massimo rispetto e che avrebbe bisogno di altri interventi strutturali ed economici per risollevarsi dalla crisi in atto.
La pesca sportiva, nelle sue diverse articolazioni, rappresenta uno spaccato sociale che si coniuga con la storia e le tradizioni del nostro Paese e che coinvolge decine di migliaia di appassionati, difensori strenui dei nostri mari e della biodiversità. Per questo presenteremo una interrogazione per chiedere conto al ministro del decreto firmato e per ripristinare i diritti che sono stati cancellati”.
Lo dichiarano Stefano Vaccari e Marco Simiani, capigruppo Pd in Commissione Agricoltura e Commissione Ambiente della Camera.
Agea fornisca documenti inviati a Ue e quadro pagamenti
“E’ stata accolta la proposta del gruppo Pd della commissione Agricoltura per lo svolgimento di un ciclo di audizioni sullo stato di attuazione della Pac 2023-2027 e sui negoziati relativi sulla sua eventuale modifica da proporre in sede europea. Il primo incontro sarà giovedì 14 marzo con il ministro Francesco Lollobrigida assieme alla commissione del Senato. Seguiranno le audizioni con il direttore dell’Agea e i rappresentanti delle principali organizzazioni del comparto agroalimentare. Le audizioni saranno l’occasione per affrontare le criticità emerse nel corso delle manifestazioni promosse dagli agricoltori e per evidenziare quelle proposte necessarie per rendere protagonista l’Agricoltura nella fase della transizione ecologica. Abbiamo altresì chiesto che da Agea vengano forniti tutti i documenti trasmessi all’Unione Europea e il quadro dei pagamenti della prima annualità della Pac per avere contezza dell’andamento reale nella gestione dei fondi assegnati al nostro Paese”.
Lo dichiara Stefano Vaccari, capogruppo Pd in commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera.
Interrogazione su istruttorie avviate da Agea
“Nel mirino della Guardia di Finanza e’ finito il sistema di finanziamento pubblico relativo alla Politica Agricola comune. A fronte di accurate indagini svolte in Abruzzo e con diramazioni in altre regioni italiane, la Guardia di Finanza ha avuto la ‘percezione indebita di ingenti contributi e il danneggiamento del territorio e delle imprese agricole oneste’. D’altronde già la Corte dei Conti Europa fin dal 2022 aveva segnalato che la Pac comprende alcuni regimi di spesa particolarmente esposti ai rischi di frode connessi all’occultazione, da parte dei beneficiari, di violazioni delle condizioni di ammissibilità, alla complessità delle misure finanziate e alle forme illegali di ‘accaparramento dei terreni’. Le superfici agricole maggiormente esposte all’attività fraudolenta sono i terreni demaniali o i terreni privati con assetto proprietario poco chiaro che vengono acquisiti, in modo legale o con altri mezzi, al solo scopo di ricevere pagamenti diretti, senza svolgervi alcuna attività agricolo pastorale. Una pratica già usate dalle consorterie malavitose come denunciato negli anni scorsi dall’allora Presidente del Parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci. Nel nostro Paese il quadro di gestione e controllo dei finanziamenti connessi all’attuazione della Pac risulta fortemente decentrato e complesso e l’Agea svolge il ruolo di organismo pagatore procedendo alla liquidazione, sulla base dei criteri definiti dalla Commissione Ue, dei finanziamenti comunitari previsti dalla Pac e dal Piano di Sviluppo Rurale, effettuando al contempo controlli per verificare la corrispondenza delle azioni eseguite rispetto a quanto previsto dalla normativa europea. Per questo insieme ai colleghi del Pd della Commissione Agricoltura della Camera, Antonella Forattini, Stefania Marino e Andrea Rossi, e dei colleghi capigruppo di commissione Anthony Barbagallo, Ubaldo Pagano, Marco Simiani, di fronte ad un fenomeno poco conosciuto che potrebbe risultare deflagrante per il comparto agricolo abbiamo chiesto, con una specifica interrogazione, al ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare, Francesco Lollobrigida, quali iniziative intende adottare per contrastare le frodi e gli illeciti comunitari sui fondi Pac 2023-2027 e quante istruttorie sono state avviate da Agea dal 1 dicembre 2022 ad oggi per l’accertamento di crediti irregolari a valere sui fondi comunitari”.
Così Stefano Vaccari, capogruppo Pd in Commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera.
“Le dichiarazioni di Lollobrigida sono uno squallido scaricabarile. E lui il responsabile della procedura per l'accesso al "Fondo per il sostegno delle eccellenze della gastronomia e dell'agroalimentare italiano, le cui domande sono attualmente sospese. Ancora una volta il governo cerca di scaricare su altri, in questo caso Invitalia, le proprie inefficienze e l’incapacità di gestione dei ministeri”. Così il capogruppo del Pd nella commissione Agricoltura della Camera, Stefano Vaccari, che sottolinea come “la procedura del click day è stata definita dal Gabinetto di Lollobrigida”.
“Non si era mai viSto un dirigente di una società statale rispondere con arroganza ed ilarità ad un Parlamentare della Repubblica, Stefano Vaccari, che sta svolgendo il suo ruolo di controllo sancito dalla Legge. Evidentemente il Direttore di Agea tradisce eccesivo nervosismo a causa dei ritardi nei pagamenti Pac, ed in particolare ed in particolare dell'Ecoschema 1, che avevamo già segnalato e che sono una delle cause della recente protesta dei ‘trattori’. Chiediamo al Ministro Lollobrigida di richiamare il suo dirigente ad un maggiore rispetto verso le Istituzioni ed un maggiore impegno verso gli agricoltori”. Lo dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio a proposito delle parole del Direttore di Agea Fabio Vitale.
Lollobrigida tranquillizzi suo nominato e fornisca dati a Parlamento
“Il direttore di Agea, Fabio Vitale, con un linguaggio inusuale ed arrogante, che mal si concilia con il suo ruolo di funzionario dallo Stato, di nomina governativa, si picca perché mi sarei permesso di chiedere che i parlamentari, ed io tra questi, potessero acquisire l’Annual Performance Report (Apr 2023), il documento che rendiconta l’attività svolta dall’Agenzia nel quadro della prima annualità del ciclo di programmazione Pac 2023-2027. Un documento non secretato poiché il 20 febbraio l’Agea annuncia con grande evidenza che l’Apr 2023 ha ricevuto l’ammissibilità della Commissione Europea e nello stesso giorno il ministro Lollobrigida illustra in una conferenza stampa il risultato raggiunto fornendo i dettagli di tale documento. Di contro, alla richiesta scritta che ho rivolto all’Agea, il direttore Vitale, adducendo banali e burocratiche giustificazioni, ha risposto con un diniego all’invio della documentazione. Per questo, subito dopo, ho chiesto al ministro Lollobrigida, con una interrogazione, esponendo cronologicamente i fatti, nel pieno rispetto delle modalità, per forma e sostanza, di un rapporto istituzionale, ‘se non intenda adottare le iniziative di competenza volte a garantire l’accesso alla documentazione predisposta da Agea relativa al ciclo di programmazione Pac 2023-2027 assicurando l’imparzialità e la trasparenza dell’azione della stessa Agenzia’. Ci aspettavamo, dunque, la risposta del ministro e non certo del direttore Vitale che con un comunicato stampa si è elevato al ruolo di portavoce politico scomodando persino Socrate e la distorsione cognitiva di cui deve certamente essere uno dei massimi esperti. Invitiamo il direttore dell’Agea a rimanere al suo posto e a rispondere agli interessi del Paese e non di una parte politica. Questo è il suo compito. E aspettiamo la documentazione che ora chiederemo anche attraverso la Commissione parlamentare poiché in base alle norme, che forse il direttore Vitale non ha studiato, vi è l’obbligo di trasmettere alle Camere i documenti dell’Ue e di fornire un’informazione qualificata in merito ai medesimo atti, in modo da segnalarne la rilevanza e valutarne l’impatto ai fini dell’esame parlamentare.
Abbiamo altresì chiesto al presidente della commissione Agricoltura della Camera un ciclo di audizioni sullo stato di attuazione e sulle eventuali modifiche della stessa proposte dal ministro Lollobrigida in sede europea senza aver sentito il bisogno di avviare prioritariamente e preventivamente il confronto in Parlamento. Al ministro Lollobrigida consigliamo di tranquillizzare il suo nominato, perché rischia, viste le premesse, che la prossima volta parlerà in sua vece”.
Lo dichiara Stefano Vaccari, capogruppo Pd della commissione Agricoltura della Camera.
“Siamo insoddisfatti delle parole del ministro Lollobrigida. Si continua a dare le colpe a qualcun altro, quando invece le proteste degli agricoltori non erano rivolte solo nei riguardi dell’Ue, ma anche contro l’operato del governo italiano. Questo esecutivo governa da 18 mesi, riguardo i Piani strategici della Pac, che sono nazionali, perché non è intervenuto soprattutto per semplificare e sburocratizzare? Perché la maggioranza non ha cominciato prima a lavorarci venendo a discutere in Parlamento, invece di farci perdere tempo con inutili e senza risorse provvedimenti spot, utili solo per la propaganda in vista delle elezioni europee? Ieri il ministro ha illustrato in una conferenza stampa un documento strategico di revisione della Pac alla presenza delle organizzazioni agricole che hanno espresso le loro valutazioni nel merito del documento stesso dichiarando di fatto di conoscerlo. Con tutto il rispetto: perché loro Sì e il Parlamento No? Vorrei ricordare che la Camera partecipa alla formazione delle politiche e della normativa dell’Ue attraverso strumenti conoscitivi, di indirizzo e controllo e vi è l’obbligo di trasmettere alle Camere i progetti legislativi e altri documenti dell’Ue. Al presidente della Camera chiedo di intervenire a tutela del ruolo e delle funzioni del Parlamento. Questo è il luogo deputato per discutere atti e documenti”.
Così il capogruppo Pd in commissione Agricoltura alla Camera, Stefano Vaccari, replicando al ministro Lollobrigida durante il Question time. Nel presentare l’interrogazione la deputata dem, Antonella Forattini, aveva chiesto garanzie affinché il Parlamento potesse svolgere pienamente il suo ruolo nella definizione delle scelte relative alla nuova Pac 2023-2027 e ricordato come il commissario europeo all’Agricoltura fosse un esponente del Gruppo presieduto da Meloni.
È una fiducia condizionata quella che il Partito Democratico ha espresso alla legge delega del Governo sul florovivaismo, finalizzata a delineare un quadro normativo organico in materia di coltivazione, promozione, commercializzazione, valorizzazione e incremento della qualità e dell'utilizzo dei prodotti del settore e della filiera florovivaistica. "Ancora una volta" spiega Antonella Forattini, deputata PD in Commissione Agricoltura "il Governo ha esautorato il Parlamento e scavalcato la Commissione che, sulla materia, aveva già approvato in un ramo del Parlamento una proposta di legge condivisa, elaborata in collaborazione con i soggetti del comparto". "La strada scelta dall'esecutivo allungherà i tempi" continua Forattini "la previsione di una delega legislativa e di un termine di ventiquattro mesi per l'adozione dei relativi decreti legislativi non farà che ritardare misure attese da tempo".
Il settore rappresenta un fiore all'occhiello del Made in Italy e una leva di sviluppo nella cornice del Green Deal europeo, ma sono numerosi ed eterogenei i fattori che ne minacciano la capacità competitiva. Alla diffusione di fitopatologie aggressive e alla costante riduzione dei principi attivi per la difesa fitosanitaria, si aggiungono l'aumento dei costi di produzione, la difficoltà di approvvigionamento di alcune materie prime, l'aumento dei tassi di interesse e dell'inflazione, la crisi climatica e idrica. "È un mix esplosivo, che riduce drasticamente la marginalità delle imprese, e che andrebbe disinnescato con provvedimenti rapidi e risorse dedicate" osserva Forattini. "Il disegno di legge sarebbe stato più efficace se tutti gli emendamenti che abbiamo presentato fossero stati accolti" incalza Forattini "vigileremo affinché il Governo mantenga gli impegni assunti e stanzi le risorse necessarie in materia di formazione professionale, ricerca, sperimentazione, innovazione tecnologica, promozione di nuove coltivazioni, installazioni a basso impatto ambientale, azioni di informazione a livello europeo e avvio delle filiere produttive a livello regionale".