Post su Fb di Stefano Vaccari, capogruppo Pd Commissione Agricoltura della Camera
Al pianeta Terra, che oggi ricordiamo nella giornata dedicata, continuiamo a non voler bene come dovremmo. Gli effetti dei mutamenti climatici sono sotto gli occhi di tutti e spesso, ormai, si trasformano in tragedie. Quest'anno saranno ancora più evidenti i segni della siccità e della mancanza di acqua. Le grandi ondate di calore portano alla desertificazione e alla perdita di biodiversità. Un danno incalcolabile che avrà quale conseguenza l'accentuarsi della carenza di cibo e delle grandi migrazioni umane. A Parigi nel 2015 era stata definita una strategia concreta, che la destra avversò, in grado di puntare ad azzerare le emissioni nocive entro il 2050. Ormai è evidente che non ci si arriverà. Troppi tentennamenti, troppi passi da gambero nella costruzione di un modello di sviluppo imperniato sulla qualità, sulla sostenibilità e sulla giustizia sociale. Eppure è in gioco il futuro dell'umanità e i tanti giovani che, civilmente, nelle piazze di tutto il mondo, ci richiamano alla responsabilità lanciano un grido di allarme che non si può più ignorare. Chiudere immediatamente l'era dei combustibili fossili è un dovero morale verso noi stessi e le future generazioni. Si accompagni la transizione con misure di mitigazione, di sostegno alle rinnovabili, di salvaguardia dell'acqua bene comune, di incentivo alla modernizzazione green delle nostre case e delle nostre auto, di fermo del consumo del suolo, di rigenerazione urbana, di tutela del territorio e della biodiversità. Non c'è più tempo. Se non ora quando?
"Una buona notizia dal Parlamento europeo a tutela dei prodotti enogastronomici di qualità. Con voto unanime la Commissione Agricoltura ha adottato una relazione sulla Riforma delle norme per la registrazione e la protezione delle indicazioni geografiche per una serie di prodotti sui quali il nostro Paese vanta una consolidata tradizione ed un quarto del fatturo complessivo della cosiddetta Dop Economy. Peraltro, la Commissione Agricoltura ha introdotto, grazie al prezioso lavoro svolto dal relatore Paolo De Castro e da tutti i commissari, l'obbligo di indicare sull'etichetta di qualsiasi prodotto Dop e Igp il nome del produttore e, per i prodotti Igp, l'origine della materia prima principale. Questo consentirà di intervenire in quei casi di abuso come già successo per l'aceto balsamico e il prosecco. Snellite anche le procedure per il riconoscimento e la verifica delle IGP. Si tratta ora di stringere perché l'iter negoziale si concluda al più presto. Nel frattempo è necessario che nel nostro Paese questa opportunità favorisca, attraverso specifici investimenti, la valorizzazione dei nostri prodotti nel segno della qualità, della trasparenza e della tutela dei consumatori". Lo afferma in una nota il deputato dem Stefano Vaccari, capogruppo Pd in commissione Agricoltura della Camera.
Interrogazione Pd al ministro Lollobrigida per chiederne conto
Sulla gestione della fauna servono certezze, partendo dalle indicazioni della scienza. Per questo come gruppo Pd della Commissione Agricoltura abbiamo insistito, raggiungendo l'obiettivo, perché venisse ricostituito il Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Nazionale previsto dalla legge per la protezione della fauna e la regolamentazione della caccia. Con mesi di ritardo, nonostante le criticità in essere, dal cinghiale al lupo financo all'orso, ora il governo ha avviato le procedure per la promulgazione del decreto istitutivo chiedendo il parere alla Conferenza delle Regioni. Cosa propone però il ministro Lollobrigida probabilmente distratto dalla boutade vergognosa sulla sostituzione etnica? Di ridimensionare le rappresentanze di agricoltori, cacciatori, ambientalisti, regioni e province in seno al Comitato. Chi deciderà a quel punto le presenze venendo meno una presenza plurale e rappresentativa? Sarà la logica degli amici di cordata a guidare le scelte? Per questo motivo come gruppo Pd abbiamo depositato una interrogazione, a firma Vaccari, Forattini, Marino, Rossi, per chiedere conto di una illogica procedura e per sapere i criteri e le motivazioni di una inopportuna valutazione. Per quanto ci riguarda sosterremo in ogni sede l'allargamento delle rappresentanze nel rispetto di quanto a suo tempo definito.
Nota del gruppo Pd in Commissione Agricoltura della Camera.
“Il monitoraggio dell’impatto del lupo, degli ibridi e dei cani inselvatichiti, sul comparto zootecnico è uno degli aspetti fondamentali per assicurare la conservazione del lupo e la tutela di imprese agricole e zootecniche, come ci insegna il lavoro svolto da Federparchi. Purtroppo oggi dal governo non abbiamo ricevuto risposte concrete. Le predazioni sono la principale causa della chiusura di molti allevamenti, con ripercussioni su biodiversità, occupazione e manutenzione del territorio. Occorre ritrovare un equilibrio sostenibile che preservi la specie del lupo in purezza (l’ibridizzazione recente o antica secondo il rapporto Ispra sfiora ormai il 30%) e riduca l’impatto dei cani inselvatichiti. Serve un piano per la progressiva eradicazione dei cani inselvatichiti e uno studio sulle presenze abnormi del lupo in alcuni areali, affidando alla scienza le strategie di controllo. Serve rivedere il sistema di risarcimento dei danni, oggi l’attesa è in media di 201 giorni, reintegrando all’agricoltore i costi di perdita del capo e di mancata produzione di latte o carne. Va previsto un adeguato regime di sostegno delle imprese e sistemi assicurativi i cui costi devono essere per il 100% a carico degli enti pubblici competenti. Non saliamo sulle curve tra i protezionisti di tutto così com’è o di chi ritiene che serva agire in maniera indistinta. Vedremo cosa emerge dalla nuova versione del piano di conservazione del lupo, ma siamo ancora in attesa del piano complessivo di gestione della fauna selvatica, strombazzato in sede di Legge di bilancio ed ancora non arrivato come la costituzione del comitato tecnico faunistico venatorio nazionale. Ci sarebbe urgente bisogno di una strategia, che però non abbiamo intravisto nelle risposte di oggi di un governo che sembra invece navigare a vista, capace solo di agitare quando serve la bandierina propagandistica”.
Così il capogruppo del Pd in commissione Agricoltura, Stefano Vaccari, in replica alla Camera alla risposta della sottosegretaria, Matilde Siracusano, all’interpellanza urgente di cui è il firmatario assieme alla capogruppo, Chiara Braga.
“Nell'assegnazione dei flussi migratori stagionali dei lavoratori stranieri sono state sottostimate dal governo le reali necessità di tutte le regioni e dell'Emilia Romagna in particolare, come ha già avuto modo di sottolineare l’assessore, Vincenzo Colla. La ripartizione delle quote, peraltro avvenuta con criteri discutibili anche rispetto a regioni dove è più alto il ricorso al reddito di cittadinanza, non consentirà di soddisfare, in particolare, le esigenze dei settori turistico/alberghiero ed agricolo. Molte imprese non saranno in grado di svolgere pienamente le loro attività con gravi ripercussioni economiche e sui servizi. Il governo non solo deve modificare l'attuale orientamento e ascoltare le richieste provenienti dalle Regioni e dai territori ma deve approvare un nuovo decreto flussi che consenta di coprire totalmente le necessità. La ministra del Lavoro, Marina Calderone, non si giri dall'altra parte e non neghi il lavoro alle aziende che chiedono di poterlo attivare per il bene del Paese”.
Lo dichiara il capogruppo del Partito Democratico in commissione Agricoltura alla Camera, Stefano Vaccari.
"Il lupo è una specie protetta a livello internazionale che ha rischiato l'estinzione ma che oggi sta lentamente ripopolando vaste zone del nostro Paese. Per continuare a tutelarlo è necessario anche preservare il suo patrimonio genetico contrastando quindi l'ibridazione lupo - cane, fenomeno peraltro all'origine dei numerosi episodi di aggressione agli allevamenti e alla conseguente tensione sociale che sta coinvolgendo il settore agricolo e zootecnico. Per questi motivi chiediamo al governo di intervenire anche di concerto con gli Enti Locali e le Regioni coinvolte, al fine di introdurre sulla base del monitoraggio dell’Ispra, gli strumenti più idonei a garantire un giusto equilibrio tra la presenza del lupo e quella degli allevatori, per salvaguardare al tempo stesso le attività di reddito per le comunità locali e la conservazione e la valorizzazione delle peculiarità faunistiche ed ambientali del territorio. Così in una nota del Gruppo Pd alla Camera, annunciando una interpellanza urgente, a prima firma della Presidente Chiara Braga, su tale tematica. Tra i cofirmatari del Gruppo Pd anche Stefano Vaccari, capogruppo dem in commissione Agricoltura, Marco Simiani, capogruppo dem in commissione Ambiente, Augusto Curti, Christian Di Sanzo, Antonella Forattini, Sara Ferrari, Emiliano Fossi, Silvio Lai, Stefania Marino, Nico Stumpo, Nicola Zingaretti e Valentina Ghio.
"Al tempo stesso - prosegue la nota - è stato chiesto quali misure intende assumere il governo per giungere all’eradicazione dei cani inselvatichiti presenti sul territorio".
Nel nuovo pacchetto per pesca, acquacoltura ed ecosistemi marini predisposto dalla Commissione Europea, è incluso anche il Piano d’azione per proteggere e ripristinare gli ecosistemi marini per una pesca sostenibile e resiliente (Marine action plan), che prevede tra le misure una progressiva rinuncia alla pesca a strascico entro il 2030 nelle aree marine protette. Gli Stati membri dovevano definire entro marzo di quest'anno misure specifiche di attuazione. Dal governo, di contro, la campana suona a morto come avviene ormai dall'inizio della legislatura. Tanti annunci e nessuna decisione degna di nota se non per i grandi interessi. Eppure la questione dovrebbe essere affrontata con urgenza visto che le decisioni riguardano un settore che in Italia garantisce lavoro ad oltre 20mila addetti e che contribuisce per il 25% agli sbarchi di prodotto ittico, con ben 7mila imbarcazioni. Peraltro l’adozione del piano, così come formulato dalla Commissione, può intervenire drasticamente sulla produzione interna del prodotto che per ovvie logiche di mercato dovrà essere colmata da un prodotto importato, proveniente da paesi che non rispettano le regole UE in materia ambientale, di sicurezza e di lavoro. Per questo come gruppo Pd della commissione Agricoltura della Camera, insieme ai colleghi Forattini, Marino e Rossi abbiamo presentato una interrogazione al ministro Lollobrigida per sapere quali iniziative intenda perseguire, anche presso le istituzioni europee, al fine di accompagnare e sostenere, con le risorse già a disposizione, le imprese del settore ittico per raggiungere gli obiettivi fissati dalla Commissione europea in un giusto equilibrio tra attività economica, redditività dei pescatori e salvaguardia dell'ecosistema come convenuto anche dal commissario europeo Virginius Sinkevicius durante l'audizione svolta alla Camera.
Lo afferma il capogruppo Pd della commissione Agricoltura della Camera Stefano Vaccari.
“Quali risposte il governo intende dare alle aziende ittiche italiane, visto il nuovo regolamento Ue che vieterà la pesca a strascico, e alle imprese agricole e di allevamento, alla luce della direttiva che parifica le emissioni industriali a quelle degli allevamenti? Come Partito Democratico siamo molte preoccupati sul destino di queste aziende a serio rischio di chiusura se non si interviene presto e bene. Il governo deve agire per sostenere queste attività mettendo in sicurezza produzione e livelli occupazionali. Occorre mobilitare le risorse contenute nella Pac dell’Unione europea e utilizzando i 129 milioni dei fondi specificatamente previsti per il comparto della pesca e ancora non spesi. Il fatto che la direttiva Ue sulle emissioni prevede un arco di tempo per adeguarsi da oggi al 2029 e che riguarda solo i grandi allevamenti con alto numero di capi di bestiame non deve essere motivo di rilassamento per l’esecutivo. Agricoltura e pesca sono due settori prioritari per la nostra economia ed ogni sottovalutazione può essere pericolosa per l’intera nostra economia”.
Così i capigruppo del Pd alla Camera in commissione Agricoltura, Stefano Vaccari, e in commissione Ambiente, Marco Simiani, al termine dell’audizione del commissario europeo per l’Ambiente, gli oceani e la pesca, Virginijus Sinkevicius.
“Il Codice Appalti presenta gravissime criticità e le ultime indiscrezioni sul testo inviato al Consiglio dei ministri rischiano addirittura di peggiorare la situazione. Il ministro Salvini, invece di lanciarsi nei soliti proclami propagandistici, approfondisca meglio l’allarme delle imprese artigiane che verrebbero inspiegabilmente escluse dalla possibilità di partecipare a gare pubbliche. Impedire a migliaia di aziende questa possibilità rischierebbe di mettere in ginocchio le Pmi, già gravate dai costi energetici, dall’inflazione e dal blocco della cessione dei crediti in edilizia”.
Lo dichiarano in una nota congiunta i capigruppo Pd alla Camera Marco Simiani, in commissione Ambiente, e Stefano Vaccari, in commissione Agricoltura.
“Sulla gestione dei flussi di ingresso dei lavoratori stagionali extracomunitari il Governo Meloni naviga a vista non avendo assoluta contezza della realtà. Lo dimostra il fatto che, nel giorno del click day, previsto da un apposito decreto, spacciato come risolutivo dei problemi di carenza di manodopera in molte realtà produttive del Paese, le domande superano di gran lunga le disponibilità. Solo in agricoltura servirebbero oltre centomila lavoratori stagionali, come sottolineano le organizzazioni agricole, ma le norme fissano il tetto a 44mila unità. Interi comparti non riusciranno ad assolvere alle pratiche agricole già a partire da questa primavera. Anziché fare gli sceriffi lungo le coste nei confronti di povera gente che scappa da guerre e miserie, e purtroppo abbiamo visto come tragicamente può finire, la presidente Meloni e il ministro Lollobrigida dovrebbero impegnarsi a definire una strategia organica di regolazione dei flussi dei lavoratori nel rispetto delle indicazioni e delle richieste che arrivano da imprese ed aziende che sono impegnate nei cicli produttivi. Al tempo stesso si adotti subito un decreto aggiuntivo che allarghi significativamente le maglie delle autorizzazioni per gli ingressi stagionali. Giù la maschera, basta propaganda e più fatti concreti”. Lo dichiara Stefano Vaccari, capogruppo Pd in commissione Agricoltura della Camera.
“La legge a sostegno del florovivaismo italiano che nelle prossime ora sarà votata dalla commissione Agricoltura della Camera e la prossima settimana dall’Aula di Montecitorio è una necessità per offrire all’intero comparto, che vive un momento di crisi ma che comunque rappresenta una eccellenza, gli strumenti adeguati sotto il profilo biologico, tecnico, commerciale ed organizzativo. Per questo, come gruppo Pd, ci sentiamo impegnati nell’approvazione della legge, migliorando alcuni aspetti del testo in discussione che peraltro risulta identico a quello già votato nella scorsa legislatura e che si è poi fermato al Senato per l’interruzione anticipata della legislatura.
A tal riguardo abbiamo depositato una serie di emendamenti, a firma Vaccari, Rossi, Forattini e Marino, per rafforzare la proposta di legge anche quale conseguenza delle interlocuzioni e delle audizioni con le organizzazioni professionali agricole e delle associazioni del commercio e dell’artigianato.
Auspichiamo convergenza di tutte le forze politiche sugli emendamenti e sul voto finale anche per rispondere positivamente ad un settore che vale complessivamente oltre 2,5 miliardi ed impiega 100.000 addetti in 27.000 aziende dove l’esportazione rappresenta un quarto della produzione annua.
Con la legge, che interviene nelle diverse articolazioni del settore, si individuano soluzioni congiunturali e strutturali per superare le criticità, in particolare sul fronte dei fiori recisi e sugli interventi di riforestazione urbana, e per dare pieno coinvolgimento dei diversi portatori di interesse nelle diverse istanze di confronto istituzionale dove i problemi debbono essere affrontati e risolti”. Lo dichiara Stefano Vaccari, capogruppo Pd in commissione Agricoltura di Montecitorio.
L'accordo con le principali manifatture del tabacco da parte del ministero dell'Agricoltura è un fatto importante che abbiamo sollecitato in più occasioni a partire dalla legge di bilancio con specifici emendamenti e durante i lavori parlamentari. Il settore aveva bisogno di programmare l'attività ed ora potrà farlo a fronte di investimenti importanti che avranno durata pluriennale e che avranno quali cifre di riferimento l'innovazione, la qualità e la sostenibilità. Peraltro la produzione italiana è pari ad un terzo di quella europea ed occupa circa 40.000 addetti per centinaia di aziende. Garantire la progettualità consentirà alla filiera del tabacco di mantenere la leadership che attualmente occupa.
Così Stefano Vaccari, capogruppo Pd in commissione Agricoltura della Camera.
Sulla flavescenza dorata, malattia epidemica che distrugge i vigneti e che è in rapida espansione, occorrono strategie appropriate che prevedono interventi di monitoraggio, di gestione e di eventuali estirpazioni delle viti colpite. Come gruppo PD della commissione Agricoltura della Camera abbiamo sollevato più volte la questione fino a far approvare uno specifico emendamento alla legge di bilancio, che ha istituito un fondo a disposizione per le aziende agricole coinvolte. Risorse limitate che andrebbero ulteriormente incrementate. Dal ministero dell'Agricoltura però la questione non viene affrontata con la solerzia che l'urgenza richiederebbe. Per questo come gruppo PD abbiamo presentato una interrogazione a firma dei deputati Vaccari, Forattini, Marino, Rossi per incalzare il Ministero ad adottare iniziative concrete, per sollecitare la predisposizione dell'elenco delle aree colpite ed interessate ai trattamenti fitosanitari e per sapere se, d'intesa con le Regioni, è stato concordato il riparto delle risorse a disposizione.
Così i deputati Pd della Commissione Agricoltura della Camera.
Con la propaganda e le norme pasticciate non si rivolvono i problemi, tantomeno quelli legati alla presenza in sovrannumero dei cinghiali. È lo stesso governo ad ammetterlo visto che rispondendo, questa mattina, ad una interrogazione del Gruppo Pd in commissione Agricoltura, ha ammesso di non aver ancora predisposto il Piano quinquennale di gestione della fauna selvatica e di non conoscere i dati relativi alle catture predisposte dalle Regioni. Un nulla di fatto che peraltro è ulteriormente aggravato dalla sospensione delle precedenti norme regionali che nel frattempo sono diventate incompatibili con le nuove disposizioni volute dal governo, con un blitz notturno, nella legge di bilancio.
Nel frattempo i cinghiali continuano a imperversare nelle campagne e nelle città creando gravi disagi alle imprese agricole e alla sicurezza dei cittadini. Di contro abbiamo appreso dal governo che è in fase di approvazione il decreto di ricostituzione del Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Nazionale, che come Pd abbiamo fortemente voluto, al quale partecipano l’Ispra, i rappresentanti istituzionali e delle organizzazioni agricole, venatorie ed ambientaliste. È in quella sede che potrà venire quel confronto tra tutti i portatori di interesse per affrontare le criticità, ma anche per valutare eventuali proposte di perfezionamento delle norme nazionali su caccia e parchi.
Così Stefano Vaccari, capogruppo Pd in Commissione Agricoltura della Camera.