"Il Governo agisca immediatamente in sede UE per contrastare l’iniziativa della Commissione europea relativa alle avvertenze sanitarie in etichetta per gli alcolici a tutela dell’intera filiera vitivinicola italiana". È quanto chiede Stefano Vaccari, capogruppo del PD in Commissione Agricoltura della Camera insieme ai deputati Forattini, Marino e Rossi con una interrogazione al ministro delle Politiche Agricole e della Sovranità Alimentare Francesco Lollobrigida.
"La scelta unilaterale del governo irlandese di introdurre in etichetta messaggi di warning salutistici obbligatori per tutte le bevande alcoliche, vini compresi, è una scelta azzardata e sproporzionata che non tiene conto della specificità del prodotto vino rispetto ad altre bevande, con il rischio di creare confusione verso il consumatore sul rapporto tra alcol, vino e salute".
"La scelta della Commissione - sostengono i parlamentari Dem - rischia di aprire le porte a una normativa comunitaria che metterebbe a rischio una filiera che in Italia dal campo alla tavola garantisce 1,3 milioni di posti di lavoro, un fatturato di 12 miliardi di euro ed un valore di esportazioni pari a 7 miliardi di euro ed è la principale voce dell’export agroalimentare".
“Non è in discussione la caccia e tantomeno la necessità di stabilire con grande urgenza un piano di gestione e di prelievo dei cinghiali visto l’abnorme quantitativo di presenze della specie che sta determinando gravi danni alle colture agricole, problemi di ordine sanitario e alla sicurezza delle persone. La destra di contro strumentalizzando la caccia e la sua dignità e con un blitz all’ultimo istante ha votato un emendamento alla Legge di bilancio per consentire la caccia a tutte le specie, anche particolarmente protette, nelle città e senza vincoli di orari e di giornate. Per di più ha derubricato il ruolo dell’autorità scientifica, Ispra, d un mero e insignificante ruolo di ascolto senza prevederne il parere obbligatorio e vincolante. Così la destra colpisce la biodiversità e riapre conflitti sociali di cui non si sentiva proprio il bisogno. Per questo abbiamo presentato un ordine del giorno alla manovra di bilancio per chiedere al governo di fermarsi e ripartire con un provvedimento diverso che riguardi solo il prelievo degli ungulati e che ricostituisca il Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Nazionale”.
Così i deputati Stefano Vaccari e Marco Simiani, rispettivamente capigruppo Pd delle commissioni Agricoltura e Ambiente.
“Una manovra finanziaria, per certi versi, è la radiografia che chi governa fa al Paese e da una lettura attenta, partendo dalle misure introdotte, ci si dovrebbe accorgere dello stato di salute economica, sociale, delle nostre comunità, degli interventi fatti per risolvere problemi e criticità, ma anche rilevare la strategia che accompagna il Paese, oltre la crisi che stiamo attraversando. Sinceramente, però, è davvero difficile, con tutta l'immaginazione che si possa avere a disposizione, sovrapporre lo stato reale del Paese con quello che si riscontra in questa manovra finanziaria. È, in sostanza, la manovra finanziaria per chi può permettersi le crisi, non certo per i deboli e gli ultimi”. Lo ha detto in Aula alla Camera il deputato dem Stefano Vaccari, capogruppo Pd in commissione Agricoltura di Montecitorio, intervenendo durante la discussione generale sulla legge di Bilancio.
“Per l'agricoltura italiana – ha concluso Vaccari - solo chiacchiere e distintivo, d'altronde quello è stato il filo conduttore di tutta la manovra, quel distintivo che avete voluto esibire sul petto con un'imboscata arrogante fatta alle 6 del mattino al termine della commissione Bilancio, quando avete forzato la mano per approvare un emendamento su un tema che noi per primi avevamo posto al ministro: la presenza abnorme dei cinghiali ungulati in gran parte d'Italia. Con il vostro blitz avete dato vita alla destra di Asterix e Obelix, che, di fronte all'invasione dei cinghiali, usano la pozione magica della caccia ovunque e contro qualsiasi animale per risolvere il problema. Con il vostro emendamento, siete andati molto oltre le necessità, modificando la legge n. 157, intervenendo su tutta la fauna selvatica, anche sulle specie protette in ogni luogo, aree urbane comprese”.
“Per l’agricoltura italiana si poteva fare di più. Ad un pessimo testo iniziale della manovra finanziaria, pieno di spot e bandierine, senza una strategia generale, non sono seguiti miglioramenti significativi da parte delle destre. Abbiamo insistito sulla necessità di sostenere le imprese agricole le cui attività sono segnate pesantemente dalla crisi energetica. Aumentare il fondo di solidarietà sarebbe stato un obbligo ma gli emendamenti del Pd sono stati bocciati, fatta salva l’acquisizione da parte della maggioranza delle nostre proposte su giovani e imprenditoria femminile e sulla rimodulazione delle accise sul tabacco. Sulle criticità che vive l’agricoltura ci hanno invece seguiti. Votati i nostri emendamenti per istituire un fondo triennale di 5,5 milioni di euro per sostenere le imprese vinicole colpite dalla flavescenza dorata e riattivato, con 500 mila euro l’anno, il comitato tecnico faunistico venatorio nazionale, così importante per affrontare l’emergenza della fauna selvatica in eccesso a cominciare dai cinghiali e per valutare eventuali aggiustamenti delle leggi statali su caccia e parchi. La contrarietà del governo non ci ha consentito di ottenere analoghi risultati per l'agricoltura biologica, per la frutticoltura, per la cooperazione e per i consorzi di bonifica che avrebbero bisogno di interventi immediati. Presenteremo, in merito, una serie di ordini del giorno per impegnare l’Esecutivo”. Lo dichiara il deputato dem Stefano Vaccari, capogruppo Pd in commissione Agricoltura della Camera.
“Il governo con uno dei suoi emendamenti interviene sul comparto del tabacco. Bene verrebbe da dire se non fosse per il fatto che due giorni fa su un emendamento analogo proposto dal PD ha espresso parere contrario e la maggioranza ha votato contro. Che strano modo di fare attività legislativa. Peraltro il nostro emendamento, con la sua rimodulazione sulle accise, sostenuta da tutto il settore e dalle organizzazioni agricole, avrebbe consentito un maggiore gettito utile per affrontare altre criticità per l'agricoltura italiana. Le destre, anche su altre questioni, hanno operato nello stesso modo facendo dietrofront. Non avendo idee si accaparrano quelle dell'opposizione. Siamo soddisfatti lo stesso, a noi interessa risolvere i problemi aperti, nell'interesse del Paese”. Lo dichiara Stefano Vaccari, capogruppo Pd della Commissione Agricoltura della Camera.
“Prima spendono parole roboanti per l’agricoltura italiana. Poi Meloni e Lollobrigida affossano gli emendamenti che portano soluzioni alle criticità manifestate dalle aziende agricole del nostro Paese. E’ il caso della proposta avanzata dal gruppo Pd, in seno alla legge di bilancio, finalizzata alla rimodulazione delle accise per le diverse categorie legate al tabacco, senza modificare la struttura della tassazione attuale. Misura sulla quale si erano espresse favorevolmente le organizzazioni agricole e quelle di settore. Quelle stesse associazioni che in gran segreto qualche ora fa sono state convocate al Mef per concordare non sappiamo cosa, ma guarda caso un emendamento di maggioranza analogo al nostro è stato ritirato nel corso dei lavori della Commissione. Il governo ha impedito così di portare quelle novità normative che il comparto chiedeva a gran voce e che per una volta potevano essere concordare tra maggioranza ed opposizione. ‘Se ari male, peggio mieterai’, diceva un antico proverbio contadino”.
Così Stefano Vaccari, capogruppo Pd in Commissione Agricoltura della Camera.
Un piacere oggi ricevere alla Camera dei deputati una delegazione guidata dall’on.Bat Erdene Jadambaa, membro del parlamento della Mongolia, dall’ Ambasciatore della Mongolia in Italia S.E. Sig.ra Narantungalag Tserendorj, dall’Ambasciatore d'Italia in Mongolia S.E. Sig.ra Laura Botta e da B.Bolormaa funzionario del Ministero dell'Alimentazione e dell'Agricoltura e dell'Industria.
Un’occasione per confrontarci e per rafforzare le relazioni politiche, economiche e culturali tra i nostri due Paesi. Abbiamo analizzato la possibilità della creazione delle sinergie tra gli imprenditori italiani e gli imprenditori della Mongolia. Vorremmo firmare una intesa con la Mongolia che ci consentirà di essere presenti per scambiare il know-how e aggregare associazioni, imprese e interessi progettuali per innalzare la qualità delle relazioni internazionali promuovendo le buone pratiche di internazionalizzazione.
Nel settore tessile - con la produzione della lana e del cachemire più pregiato al mondo -, nell’energia, nell’immobiliare, nella sanità, nelle infrastrutture, nell’agroalimentare, nei trasporti e nel turismo ci sono ampi spazi di manovra per accrescere l’interscambio e generare lavoro. E questo è l’obiettivo a cui lavoreremo da subito. Schiacciata da Russia e Cina, la Mongolia ha un valore simbolico e geopolitico importante. Sono sconfinate le risorse naturali di cui dispone.Una democrazia destinata a crescere in maniera notevole nei prossimi anni.” Così Nicola Carè deputato del Pd.
La flavescenza dorata sta assumendo i contorni del flagello produttivo ed economico per i viticoltori del nostro Paese. Le aziende agricole, non disponendo attualmente di cure efficaci, possono intervenire solo con l’estirpazione della vite colpita dal parassita provvedendo alla sua sostituzione, tramite rimpiazzo e reimpianto. Servono però le risorse per farlo in modo da sostenere così le aziende più colpite dalla malattia. Un emendamento presentato dal gruppo Pd alla manovra finanziaria, che vista l’importanza dell’argomento è stato segnalato, istituisce il Fondo e stanzia 30 milioni per l’anno 2023. Sarà il ministero delle Politiche Agricole e della Sovranità alimentare a gestire il Fondo di concerto con la Conferenza delle Regioni. Nella discussione che ci sarà in Commissione verificheremo se le buoni intenzioni manifestate dal governo verso il sistema agricolo sono solo una operazione di facciata o si esprimerà un parere favorevole al nostro emendamento nell’interesse generale del Paese.
Dichiarazione di Stefano Vaccari, capogruppo Pd Commissione Agricoltura della Camera
“L’ortofrutta è un asset strategico per il comparto agroalimentare italiano. In tale settore il costo della manodopera è la principale voce del conto economico delle singole colture. Differenze retributive della manodopera si riverberano negativamente nella competitività di alcune aree a discapito di altre aree del paese e soprattutto estere”.
Così i deputati del Pd, Stefano Vaccari e Andrea Rossi, rispettivamente capogruppo e segretario della commissione Agricoltura.
“Perdere un ettaro di una produzione frutticola - sottolineano Vaccari e Rossi - significa anche la perdita di circa 500 ore anno di lavoro sia esso dipendente o a tempo determinato. Inoltre, trattandosi di produzioni a ciclo ultradecennale e che hanno un tempo di allevamento prima di entrare in produzione, difficilmente una volta che sono state espiantate torneranno sugli stessi terreni dove sarà più facile fare colture tutte meccanizzabili e a basso impego di manodopera. In anni recenti, poi, la frutticoltura è stata funestata da gelate e fitopatie che ne hanno ridotto la produzione e spinto ulteriormente gli agricoltori ad allontanarsi da queste produzioni. Per queste ragioni abbiamo presentato un emendamento alla Legge di Bilancio chiedendo di estendere le agevolazioni contributive delle aree svantaggiate a queste colture, per consentire di ridurre lo svantaggio competitivo del settore e favorire anche la stabilizzazione del lavoro agricolo e soprattutto i livelli occupazionali di manodopera nella produzione primaria. Riconoscere specifici finanziamenti per le imprese del settore - concludono i deputati Pd - consentirebbe di dare un segnale di sostegno ai produttori di ortofrutta del nostro Paese, perché riacquistino fiducia e non dismettano una produzione che caratterizza l’agricoltura italiana e che rappresenta un alimento fondamentale di una dieta alimentare equilibrata e salutare”.
“Briciole e solo qualche spot per il comparto agricolo nella manovra di bilancio. Meloni e la destra si sono dimenticati strategia ed urgenze, alla vigilia dell’entrata in vigore della nuova Pac.
Occorreva ben altro con l’obiettivo di valorizzare l’agricoltura nell’ottica della transizione ecologica e di sostenere, al contempo, le misure che risolvano le criticità.
Come gruppo Pd della Commissione Agricoltura abbiamo presentato emendamenti che affrontano i temi più complessivi del caro energia, delle calamità naturali, del fondo di solidarietà, dell’agricoltura biologica e delle accise sul tabacco e i temi più specifici delle problematiche in essere come la flavescenza, l’esubero dei cinghiali e i consorzi di bonifica.
Assurdo che il governo non abbia ritenuto di intervenire sugli effetti drammatici che la flavescenza dorata sta producendo in tanti territori sugli impianti della vite.
Le destre sono abili a grattare la pancia ad agricoltori e cacciatori e poi rimanere fermi alle parole. Nulla si muove per ridurre la presenza abnorme dei cinghiali che sta creando disagi in termini economici, sanitari e sociali.
Appare altresì inspiegabile e dannoso il definanziamento dei mutui ai consorzi di bonifica per l’opera meritoria che hanno svolto e continuano a svolgere in tutto il territorio nazionale sul tema della regimazione delle acque, gli invasi e l’approvvigionamento all’agricoltura”. Lo dichiara Stefano Vaccari, capogruppo Pd Commissione Agricoltura della Camera.
“Questo decreto è il primo atto legislativo del nuovo governo di destra. E’ il biglietto da visita che ci dice quali sono le sue priorità. E’ legittimo cancellare dal ministero delle Infrastrutture e i trasporti, proprio la mobilità sostenibile. Certo sorge il dubbio che della mobilità sostenibile interessi poco. Dubbio fondato visto l’azzeramento delle risorse per il fondo per le piste ciclabili in Legge di bilancio. E’ legittimo cancellare il nome di transizione ecologica dal ministero dell’Ambiente, ma si abbia il coraggio di dire chiaramente che si leva il nome transizione ecologica perché non ci si vuole occupare di transizione ecologica. Quello che ci preoccupa è che possa essere la porta per smontare il Pnrr che prevede il 40% di risorse per progetti sulla rivoluzione verde. Non vi permetteremo di sabotare un piano di investimenti straordinario. Il Pnrr non va rinegoziato, va attuato”.
Così Simona Bonafè, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera, intervenendo in Aula per esprimere il voto contrario sul Dl Ministeri.
“Avete voluto chiamare il ministero dello Sviluppo economico - ha aggiunto - ministero delle Imprese e del Made in Italy senza però prevedere in Legge di bilancio il rifinanziamento dei fondi come Industria 4.0 e Sabatini, che potrebbero davvero sostenere la competitività delle nostre imprese all’estero. E potrei continuare con Agricoltura e sovranità. E arriviamo al ministero dell’Istruzione e del merito. Il Pd non è contrario al merito. Parlare del merito nella scuola dell’obbligo non può però essere disgiunto dal riaffermare il tema delle uguaglianze di opportunità. Ma Il merito si calcola dopo che si è adempiuto alla responsabilità repubblicana di rimuovere gli ostacoli, con soldi per le borse di studio, sostegno ai costi universitari per i meritevoli, libri gratuiti, alloggi, compensazione del gap informatico delle famiglie più povere. Quando avrete fatto tutte queste cose potrete premiare e valorizzare il merito. Ma tutto questo nella Legge di bilancio non c’è. Avete vinto le elezioni, avete una maggioranza chiara per governare. Noi voteremo contro - ha concluso - e sappiate che continueremo ad essere vigili perché nessuna maggioranza può far tornare indietro il nostro Paese”.
"Sul consumo di suolo dichiarazione solenni e impegni solo nelle giornate dedicate. La destra in Italia ha fermato sempre il varo di una normativa nazionale che consentisse di fermare il consumo e di attivare un piano strategico di manutenzione e di opere finalizzate al contrasto del dissesto idrogeologico e alla rigenerazione di parti urbanizzate in disuso e non più compatibili con le nuove esigenze. L’Ispra nel suo ultimo rapporto ci segnala che il consumo di suolo avanza nel nostro Paese di 2,2 mq al secondo per complessivi 69,1 chilometri annui. Negli ultimi 25 anni c’è stata la scomparsa di un quarto delle terre coltivate con diretta diminuzione delle produzioni di qualità e della sicurezza ambientale ed alimentare.
Che altro si deve aspettare per intervenire? Altri eventi catastrofici? E poi come è consuetudine delle destre intervenire con i condoni edilizi e fiscali. Recuperare il suolo all’attività agricola e alla salvaguardia dell’ambiente è la strada maestra per garantire presidio e buon governo del territorio.
Dichiarazione di Stefano Vaccari, capogruppo Pd in commissione Agricoltura della Camera.
“Il cambio di denominazione del ministero dell’Agricoltura è solo un artificio retorico. Per questo come gruppo Pd abbiamo votato contro in commissione Agricoltura. La sovranità alimentare non può essere confusa con sovranismo e autarchia e ha un senso nel logo di un ministero se accompagnata alla cifra della sostenibilità. Non essendo stata accolta la nostra proposta non potevamo che esprimere un parere contrario anche a tutela della gran parte degli agricoltori e delle imprese agricole che sono già in sintonia con questi orientamenti e ci consegnano per questo produzioni di assoluta eccellenza. Sovranità alimentare significa cibo sano e nutriente da attività agricole pulite e significa difendere il valore del cibo come diritto umano da garantire e tutelare. Al governo, infine, parlano di cibo e rinunciano però a richiamare quale prioritaria la strategia del farm to fork per guidare, sulla base di una decisione europea, la transizione verso un sistema alimentare, equo, sano e rispettoso dell’ambiente”.
Così il capogruppo Pd in commissione Agricoltura alla Camera, Stefano Vaccari.
“Quest’estate l’agricoltura italiana è stata messa a dura prova da una siccità che non dobbiamo considerare un fenomeno da archiviare. Servono soluzioni sulla gestione del suolo e una vera e propria politica nazionale sull’acqua. Passi avanti sono stati fatti, ma non sono ancora sufficienti. Un’opportunità viene dal Pnrr che mette a disposizione 880 milioni con l’obiettivo di aumentare del 40% le fonti di irrigazione dotate di contatore. Dei 2 miliardi da investire in infrastrutture idriche, solo 350 milioni sono destinati a 20 grandi bacini. Troppo pochi, e comunque non c’è ancora nessun progetto. È necessario mettere a terra tutti i sistemi che permettono di non disperdere acqua, come l’irrigazione goccia a goccia, investire sulla digitalizzazione e sulla relativa formazione. Cruciale, poi, è puntare sulle coltivazioni che ottimizzano l’utilizzo di acqua selezionando le colture e promuovendo incentivi per l’adozione di pratiche agricole più sostenibili. Obiettivi ambiziosi che crediamo possano essere raggiunti, mettendo in campo tutti gli attori e migliorando il monitoraggio. Per questo condividiamo la necessità di istituire una cabina di regia nazionale presso Palazzo Chigi, che coinvolga i ministeri interessati, le Regioni, la Protezione civile, le autorità di distretto, i consorzi di bonifica, le associazioni di impresa, i gestori idrici ed energetici. Anche noi vogliamo la sovranità alimentare, ma per raggiungerla serve una nuova politica agricola lungimirante”.
Lo ha detto la deputata del Pd Antonella Forattini nel suo intervento oggi in Commissione Agricoltura della Camera.
“Insoddisfacente. Non si può dire diversamente per l’audizione del ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, che ha presentato le linee guida del governo alle commissioni congiunte di Camera e Senato. Si è limitato ad una elencazione di temi e criticità senza legare le questioni dentro un orizzonte condiviso. Non bastano i capitoli e le formulette normative, ma occorre collocare l’agricoltura nel contesto più generale della transizione ecologica, dei mutamenti climatici e di un nuovo modello di sviluppo improntato a qualità, sostenibilità e giustizia sociale, intervenendo su dissesto idrogeologico e consumo di suolo. In questa cornice si assegna all’agricoltura rilevanza sociale ed economica e, nel raccordo necessario con l’Europa, dove sta per partire la nuova Pac, si trovano soluzioni ad alcune priorità. Per essere concreti, serve un’attenzione particolare alla strategia nazionale sulla flavescenza che ha colpito la vite in tante regioni, alle problematiche del settore ortofrutticolo, così duramente colpito dall’aumento dei costi energetici, sul rischio di destabilizzare la filiera del tabacco italiano con l’aumento indiscriminato delle accise, nonché al ripensamento del settore ippico. Insomma i buoni propositi hanno un senso se tradotti in atti e decisioni. Il Pd lavorerà in tal senso per l’interesse dell’agricoltura e del Paese”.
Così il capogruppo del Pd in commissione Agricoltura alla Camera, Stefano Vaccari.