“La costruzione del maxi allevamento intensivo di galline ovaiole ad Arborio rischia di avere devastanti impatti sull’ambiente e sul territorio del vercellese. Penso che sia inconcepibile continuare a non agire per fermare questo modello di estremo sfruttamento e inquinamento che sono gli allevamenti intensivi: 300.000 animali rinchiusi in poco spazio, destinati ad una fine cruenta”. Lo dice la deputata Pd, Eleonora Evi presentando un'interrogazione al ministro dell'Agricoltura, Lollobrigida.
“Sarà costruito a poca distanza dalle prime case del centro abitato e dalla Riserva Naturale – sottolinea l'esponente dem - e comporterà un allarmante dispendio d'acqua, con immissione di circa 19 tonnellate di ammoniaca ogni anno. A pagarne le conseguenze sarà la salute delle persone per l'eccessiva presenza di PM 2,5 che si forma proprio anche a causa della presenza di ammoniaca, e per il rischio di zoonosi, l'influenza aviaria che in tali condizioni trova maggiore facilità di trasmissione del virus”, conclude Evi.
“Nel Pacchetto di primavera del Semestre europeo, la Commissione europea evidenzia come l’Italia sia, tra gli Stati membri dell’Ue, quello più esposto ai rischi climatici. L’agricoltura è il settore che paga maggiormente lo scotto dell’evoluzione climatica, in un susseguirsi di eventi estremi, dalle inondazioni alle siccità, dalle grandinate alle ondate di calore, che ogni anno, con maggiore frequenza, mettono in ginocchio i produttori: soltanto nel 2024, le perdite hanno raggiunto i 9 miliardi di euro, secondo un’analisi di Coldiretti. Al fattore climatico, si aggiungono ulteriori vulnerabilità, rappresentate dalla bassa redditività, dal mancato ricambio generazionale e dalla concorrenza sleale. Nella Giornata Mondiale dell’Ambiente, è essenziale ricordare il ruolo fondamentale che agricoltori rivestono nell’evoluzione verso modelli di economia circolare e la necessità di sostenere la transizione ecologica con nuovi strumenti e adeguate risorse.” Così Antonella Forattini, capogruppo Pd nella Commissione Agricoltura della Camera.
A rischio migliaia di posti di lavoro.
“L’articolo 18 del decreto Sicurezza varato dal governo Meloni rischia di infliggere un colpo mortale all’intera filiera della canapa industriale, vietando importazione, lavorazione e vendita delle infiorescenze. Una norma ideologica, priva di fondamento scientifico, che mette a rischio un settore in crescita e con un forte potenziale occupazionale, in particolare tra i giovani.” Lo dichiara la deputata Antonella Forattini, capogruppo Pd in commissione Agricoltura.
“Si parla di circa 23.000 lavoratori coinvolti e di un fatturato – prosegue l’esponente dem - che si aggira intorno al miliardo di euro. Si tratta di giovani imprenditori che hanno creduto in questo settore, investendo risorse e sviluppando un’industria in grado di produrre ed esportare non solo infiorescenze, ma una vasta gamma di prodotti derivati. Ora, dall’oggi al domani, questa categoria rischia di essere criminalizzata, senza alcun ammortizzatore sociale o forma di compensazione”.
“Nonostante gli appelli del settore e delle associazioni di categoria – conclude Forattini - l’esecutivo ha tirato dritto per pura ideologia, ignorando le evidenze economiche, occupazionali e scientifiche. Ma il Partito Democratico non resterà a guardare. Continueremo questa battaglia in Parlamento e fuori, a fianco delle imprese e dei lavoratori. Inoltre, rilanciamo la nostra proposta di legge sulla cannabis terapeutica, su cui il governo continua a non dare risposte, ma il tempo del silenzio è scaduto”.
“Il ministro Salvini non solo si fa autore della cosiddetta legge Brambilla sugli animali che già di per sé ha molti limiti, ma addirittura ha avuto il coraggio di dire che la Lega è amica degli animali nota per essere un ammazza orsi e lupi. Ci vuole proprio un bel coraggio da leoni!”. Lo dichiarano le deputate del PD Patrizia Prestipino garante degli animali di Roma capitale ed Eleonora Evi componente della commissione Agricoltura di Montecitorio.
“Vogliamo ricordare al ministro Salvini e a tutta la lega che il PD ha proposto una legge che prevedeva i reati contro gli animali molto più capillare e puntuale della legge Brambilla, ma questo governo non ascolta le parole di buon senso che arrivano dalle opposizioni fa solo propaganda sulla pelle degli animali e dei cittadini italiani”, aggiungono le deputate dem.
“Con questa dichiarazione intendo esprimere il mio voto contrario al decreto Sicurezza, frutto di una gestione istituzionale profondamente discutibile. Un provvedimento che costituisce una grave lesione dei principi democratici e costituzionali, come sottolineato anche da oltre 230 tra studiosi e docenti di diritto costituzionale. L’utilizzo dello strumento del decreto-legge per eludere il confronto parlamentare su un disegno di legge già in avanzata fase di discussione rappresenta un precedente pericoloso e un abuso evidente del principio di urgenza. Il contenuto del decreto introduce misure sproporzionate e autoritarie che compromettono i diritti fondamentali dei cittadini. Si colpiscono forme di dissenso civile, si autorizza l’uso delle armi anche da parte di agenti fuori servizio, e si introducono strumenti come il daspo urbano, violando la presunzione di innocenza. Il provvedimento colpisce duramente anche il settore della canapa industriale, mettendo a rischio oltre 3mila imprese e 23mila lavoratori. Un comparto che vale un miliardo di fatturato annuo diventa fuorilegge e viene spazzato via senza un confronto, senza un periodo di transizione, senza alcuna valutazione seria né delle conseguenze economiche, né della coerenza con il diritto europeo. Per responsabilità istituzionale e rispetto della Costituzione, rifiutiamo una deriva autoritaria che mina le fondamenta del nostro ordinamento. Chiediamo l’apertura di un dialogo serio, trasparente e rispettoso del ruolo del Parlamento e dei diritti dei cittadini”.
Così la capogruppo del Pd in commissione Agricoltura, Antonella Forattini, intervenendo in Aula alla Camera sul decreto Sicurezza.
“Il nuovo blocco informatico di oggi dei servizi telematici dell'Agenzia delle Entrate rischia di penalizzare migliaia di aziende agricole per il mancato invio della comunicazione per la prenotazione del credito d'imposta Zes Unica e del credito d'imposta Zes agricoltura sugli investimenti effettuati dall'1 gennaio 2025 al 15 novembre 2025 e in scadenza il prossimo 30 maggio. Già il 16 maggio scorso si era verificato il medesimo problema e l'Agenzia aveva prorogato le scadenze del 16-19 maggio al 20 al 30 maggio. Si tratta di un disservizio che penalizza in maniera particolare il mondo agricolo. Ecco perché riteniamo necessaria l’autorizzazione ad una ulteriore proroga di dieci giorni, a partire dalla data di risoluzione del problema, poiché con questo blocco è stata di fatto impedita ogni comunicazione relativa a pagamenti, dichiarativi o files. Siamo certi che il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Vincenzo Carbone, non lascerà inascoltata questa richiesta che è giunta anche dal Consiglio nazionale dei commercialisti”.
Così la capogruppo Pd in commissione Agricoltura della Camera, Antonella Forattini.
«Dalla maggioranza è arrivato un grave strappo costituzionale: è stato impedito un vero confronto parlamentare. Questo decreto colpisce i diritti fondamentali, dentro una torsione securitaria che ha trovato l'opposizione di autorevoli costituzionalisti italiani, firmatari di un manifesto che rappresenta un grido d’allarme. Siamo davanti a un provvedimento che mina l’architettura costituzionale del nostro Paese e impone un modello di governo che usa il diritto penale come strumento di controllo sociale. La sicurezza non può diventare un alibi per comprimere i diritti: la forza della legge deve essere sempre bilanciata dalla forza delle garanzie», ha dichiarato in Aula Antonella Forattini (PD), intervenendo nella discussione generale sul decreto Sicurezza. Forattini, che è capogruppo in Commissione Agricoltura alla Camera, ha duramente contestato anche le norme del decreto che colpiscono il settore strategico della canapa industriale, definendo l'intervento del Governo “punitivo, ideologico e irresponsabile”. “Parliamo di oltre 3.000 imprese e 12.000 lavoratori, con un volume d’affari di circa 900 milioni di euro. Un settore che ha mostrato dinamismo, innovazione e potenziale di crescita, ora viene abbandonato dal Governo solo per propaganda, senza alcuna base scientifica o giuridica. Con un colpo di decreto – ha proseguito – si trasformano migliaia di imprenditori in sospetti criminali. È assurdo. È una violazione del principio di leale collaborazione, delle normative europee e un danno d’immagine per l’Italia. Mi appello agli organi di garanzia costituzionale – ha concluso Forattini – affinché vigilino con fermezza e censurino un intervento normativo che tradisce lo spirito democratico della nostra Carta”.
“Unioncamere svela l’imbroglio dei dati del governo Meloni sui contratti a tempo indeterminato. Solo il 16,7 per cento sono contratti stabili nel mese di aprile di quest’anno. Il resto sono contratti precari in settori come servizi, turismo, agricoltura. Declina il lavoro nel settore manifatturiero. Significa che in questo Paese i giovani e le donne sono condannati a un futuro di precarietà e sottosalario. Per questo la destra insiste per astenersi sui referendum dell’8 e 9 giugno. Hanno paura di fare i conti con la realtà”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto, durante una manifestazione referendaria a Campi Bisenzio.
“La mafia percorre nuove strade per allargare i suoi tentacoli sull’agroalimentare, con un volume d’affari che oggi raggiunge i 25,2 miliardi di euro, come documentato nell’8° Rapporto sui crimini agroalimentari in Italia presentato recentemente da Eurispes, Coldiretti e Fondazione Osservatorio Agromafie”. Così in una nota a prima firma della deputata Antonella Forattini, capogruppo Pd in commissione agricoltura e gli altri componenti dem Stefania Marino, Nadia Romeo, Andrea Rossi e Stefano Vaccari.
“Contraffazione dei prodotti – continuano gli esponenti dem - caporalato, frodi alimentari e sul packaging, credito illegale, acquisto di aziende in difficoltà, riciclo denaro, controllo dei mercati e intercettazione dei fondi pubblici sono le modalità sempre più utilizzate dalle agromafie per trarre profitto illegale dal grande business del Made in Italy. Le ricadute riguardano la sicurezza alimentare e la qualità dei prodotti, l’alterazione delle dinamiche di mercato e la compromissione dell’identità stessa delle produzione d’eccellenza italiane”. “È necessario tenere alta la guardia, affinare e potenziare i controlli, rafforzare la collaborazione tra istituzioni e organizzazioni di settore”, concludono i deputati Pd.
“In un momento in cui tornano ad affacciarsi proposte di modifica alla legge 157/1992, ribadiamo con forza la necessità di tutelare e rafforzare un quadro normativo che ha garantito equilibrio tra la conservazione della biodiversità, la protezione della fauna selvatica e una regolamentazione responsabile dell’attività venatoria. La legge 157, "Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio", rappresenta una conquista fondamentale della legislazione ambientale italiana. Frutto di un lungo confronto tra associazioni ambientaliste, venatorie, agricole, scientifiche e forze politiche, ha saputo costruire un modello che tutela la fauna selvatica, riconosciuta come patrimonio indisponibile dello Stato, e al tempo stesso regolamenta in modo rigoroso la caccia. Dopo oltre trent’anni, i risultati sono evidenti: ha contribuito alla protezione di numerose specie, introducendo divieti di uccellagione e di cattura indiscriminata, nonché al prelievo di uova e nidi e di caccia nei valichi montani; ha previsto specifiche tutele per specie vulnerabili come il lupo, l’orso, la lontra, i rapaci e numerosi uccelli protetti;
ha imposto alle Regioni la redazione di piani faunistico-venatori e di piani di gestione della caccia, sulla base di criteri scientifici e territoriali, grazie anche al supporto di Ispra;
ha favorito l’integrazione delle aree protette con una visione ecosistemica e lungimirante; ha introdotto norme per il contenimento della fauna in caso di danni o pericoli, bilanciando esigenze ambientali, agricole e di sicurezza. In questo contesto, la proposta avanzata dalla destra di stravolgere l’impianto della legge 157 si configura come un grave passo indietro, che porterebbe a una pericolosa deregolamentazione della caccia, ad un indebolimento degli strumenti di tutela e alla normalizzazione di attività di bracconaggio.
Il Partito Democratico si oppone con fermezza a qualsiasi tentativo di destrutturare questa norma e riafferma il proprio impegno per il rispetto dei principi costituzionali, il contrasto al bracconaggio e ai traffici illeciti di fauna e per una caccia sostenibile e rigorosamente regolamentata, che rispetti gli equilibri ecologici, tuteli la biodiversità e rafforzi la partecipazione delle Regioni e dei territori nella gestione della fauna. Difendere la legge 157 significa difendere un equilibrio costruito con responsabilità e visione, a protezione del nostro patrimonio naturale e della biodiversità, oggi più che mai minacciata. Per questo diciamo con chiarezza: la legge 157 non si tocca” Così i capigruppo Pd delle commissioni ambiente e agricoltura della Camera, Marco Simiani e Antonella Forattini.
“In occasione della Giornata mondiale della biodiversità, dedicata al tema “Armonia con la natura e sviluppo sostenibile”, ribadiamo l’importanza di difendere un patrimonio fondamentale per la sicurezza alimentare, la salute degli ecosistemi e la resilienza ai cambiamenti climatici. La biodiversità garantisce servizi ecosistemici essenziali per la vita dell’uomo, la sua salvaguardia deve diventare l’obiettivo di un’agricoltura praticata con criteri di sostenibilità. L’Italia, tra i Paesi europei più ricchi di biodiversità, deve proteggere questa ricchezza da minacce crescenti come il consumo di suolo, l’inquinamento e il cambiamento climatico. Come ricordato dal Presidente Mattarella, servono politiche lungimiranti per coniugare sviluppo e tutela dell’ambiente. Difendere la biodiversità significa difendere il futuro” così la capogruppo democratica in commissione agricoltura della camera, Antonella Forattini.
“Il ministro Lollobrigida ha scelto una strada sbagliata per cambiare e adeguare la legge 157/92 sulla caccia. Serve invece un approccio diverso, a partire da un’analisi seria e approfondita sui risultati che ha prodotto l'applicazione della normativa, accanto ai limiti che ha mostrato, visto che Il 7 febbraio scorso la Commissione europea ha inviato all'Italia due lettere di costituzione in mora avviando altrettante procedure di infrazione relative ad alcune disposizioni italiane in materia di caccia e all'attuazione della normativa europea volta a limitare le catture accessorie di uccelli e specie marine.
Suonano pertanto molto stonate le parole del Ministro, considerando che negli ultimi due anni la maggioranza di destra ha già introdotto alcune modifiche spot per inseguire spinte varie di alcune associazioni, senza alcun confronto parlamentare, ma anzi approfittando del favore delle tenebre durante l’approvazione delle leggi di bilancio”.
Così Stefano Vaccari, capogruppo Pd in commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera.
“Noi - aggiunge - non eravamo e non siamo pregiudizialmente contrari a modificare la legge sulla caccia, lo abbiamo detto e ridetto nelle sedi opportune oltre che pubblicamente, ed e’ dall’inizio della legislatura che chiediamo inascoltati che il Governo produca ciò che la stessa legge 157 affida come compito al Governo in carica, e cioè una relazione circostanziata che a 33 anni da quella stagione, che porto anche all’approvazione della legge nazionale sui parchi e le aree protette, metta nero su bianco dati e analisi da cui partire per produrre qualsiasi modifica futura, anche ponendoci l'obiettivo di rendere maggiormente protagonisti gli agricoltori. Brandire come una clava il potere dei numeri davanti alle associazioni venatorie, insultare Ispra dopo aver provato addirittura a soppiantarla con un nuovo fantomatico Istituto faunistico, da controllare e guidare, non sono le premesse utili a discutere seriamente su questo tema. E soprattutto non aiuta farlo agitando visioni manichee tra buoni e cattivi inasprendo e radicalizzando le posizioni dei fronti opposti, a scapito di riflessioni basate sulle conoscenze scientifiche e le prassi concrete di gestione della fauna selvatica nel territorio italiano. In realtà - conclude - viene da pensare che si cerchi di alimentare solo il conflitto per ragioni di mera propaganda. Ma a rimetterci saranno purtroppo gli stessi cacciatori”.
“A Lollobrigida va ricordato che un Ministro non è un privato cittadino. Ha giurato sulla Costituzione repubblicana e ha un dovere in più rispetto agli altri: quello di incentivare la partecipazione democratica, non di scoraggiarla. Siccome non ha argomenti per contrastare il merito dei referendum contro la precarietà e per la cittadinanza se la prende con il principale partito di opposizione. Lui che dovrebbe rispondere su cosa ha fatto per contrastare il caporalato nelle campagne, per arginare il ricorso a contratti precari nel settore agroalimentare, per garantire ai tanti migranti che consentono all’agricoltura di andare avanti pari dignità con tutti i cittadini. E’ uno scandalo tutto italiano quello dei membri del governo e di cariche istituzionali che invitano all’astensione. Anche per contrastare questa deriva vanno moltiplicati gli sforzi perché il quorum venga raggiunto l’8 e 9 giugno”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Sull’articolo 18 del decreto Sicurezza che vieta la produzione, trasformazione e vendita dell’infiorescenze della canapa non vi è alcun emendamento correttivo da parte dei parlamentari di destra. E’ una non notizia visto che avranno ricevuto un ordine di scuderia da parte del governo, ma è certamente una notizia che sconfessa anche qualche improvvida dichiarazione di taluni esponenti di destra, compresi i presidenti di commissione, che hanno annunciato, a più riprese, l’impegno a rivedere un’assurda norma dettata da logiche di propaganda e non certo finalizzate alla tutela della salute e della sicurezza dei cittadini. Inascoltata pure la Conferenza delle Regioni. Ora ci diranno che è in corso una trattativa con il governo per emendamenti che saranno presentanti successivamente dai relatori, che comunque non potranno mai affermare la dignità e la sopravvivenza di un settore che, sulla spinta di giovani imprenditori, ha consolidato un mercato virtuoso e innovativo che ha un giro d’affari di mezzo miliardo di euro e che dà lavoro a trentamila persone”.
Così il capogruppo Pd in commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari.
“Una scelta grave quella che si sta assumendo il governo - aggiunge - che porterà a procedimenti di infrazione da parte dell’Unione Europea e a una moltitudine di ricorsi nei Tribunali, e che sarebbe grave che venisse trattata nella logica di qualche baratto in qualche segreta stanza. Il gruppo Pd ha presentato specifici emendamenti che sono di abrogazione della norma ma anche finalizzati a farne slittare l’applicazione per consentire ulteriori approfondimenti e comunque legati alla necessità di smaltire le scorte nei magazzini e a prevedere ristori per le imprese e tutele per i lavoratori che verranno licenziati. Se hanno voglia discutere, governo e destre - conclude - noi ci siamo ma non arretreremo rispetto ad un giudizio che è severo nei confronti di chi ha voluto propagandisticamente grattare la pancia ai cittadini italiani raccontando balle sulla produzione e sull’utilizzo della canapa”.
Trattori senza rolbar, Lollobrigida incalzi Salvini
“Mezzi vetusti e operatori non adeguatamente formati e protetti sono le principali cause delle morti bianche in agricoltura. Ben 120 nel 2024. Una denuncia di infortunio su quattro si conclude tragicamente. Un dato significativo ed inammissibile sul quale occorre intervenire senza indugi rafforzando prevenzione e formazione ma facendo si che le norme approvate non rimangano solo sulla carta. È il caso della mancata entrata in vigore della revisione dei mezzi agricoli prevista da un decreto interministeriale del 2015. Manca l'operatività del decreto che deve essere garantita da un decreto attuativo del Ministero dei Trasporti. In Italia circolano 1,2 milioni di trattori e mezzi agricoli sprovvisti di strumenti di sicurezza a cominciare dalle cinture. Metà del parco trattori è sprovvisto di rolbar, la struttura di protezione indispensabile per garantire la sicurezza del conducente in caso di ribaltamento. Chiediamo al Ministro Lollobrigida di farsi carico di questa inderogabile esigenza nel confronti del ministro Salvini. È una questione di civiltà ed è doveroso agire con urgenza”.
Lo dichiara Stefano Vaccari, capogruppo PD in Commissione Agricoltura e Segretario di Presidenza della Camera in occasione della Giornata Mondiale per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro.