Il caso Almasri è stato finora il festival delle reticenze e delle omissioni.
“Anche oggi, come già accaduto due settimane fa, il Partito Democratico si associa alla richiesta di un’informativa urgente rivolta al ministro Nordio sulla vicenda dell’arresto del torturatore libico Almasri. Una richiesta doverosa e rimasta senza risposta: il ministro, infatti, ha finora scelto di non presentarsi in Aula”. Lo dichiara Federico Gianassi, capogruppo Pd in commissione Giustizia alla Camera.
“I fatti emersi – aggiunge il deputato dem - nel frattempo aggravano ulteriormente la situazione. Le deboli argomentazioni difensive del ministro sono risultate clamorosamente contraddittorie e prive di credibilità. Le informazioni pubblicate dai media confermano quello che si temeva: il ministero della Giustizia era perfettamente consapevole della necessità di attivarsi per garantire l’estradizione verso la Corte penale internazionale. Tuttavia, il ministro Nordio, pur presente in Aula, ha omesso di riferire particolari di estrema rilevanza, inclusi scambi interni al ministero che confermano tale consapevolezza. A questo punto le ipotesi sono due, entrambe inaccettabili. O il ministro non governa davvero il ministero e viene scavalcato nella gestione di dossier di questa portata ed è quindi un pericolo pubblico, oppure era perfettamente al corrente e ha mentito al Parlamento. In entrambi i casi, la sua permanenza al vertice del dicastero della Giustizia è ormai insostenibile”.
"È tempo di trasparenza - conclude Gianassi - il Parlamento merita la verità, e il ministro Nordio non può più sottrarsi”.
“Quando uno mente in Parlamento mente a tutti gli italiani. Allora come si fa? A maggior ragione se è il ministro della Giustizia a mentire. Viene buttata acqua sul fuoco dicendo che è colpa dei giornalisti. È gravissimo. Ci stanno portando verso una deriva sempre più pericolosa".
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, in diretta su RaiNews24.
“Non si può stare in posizioni così rilevanti senza mai assumersi le responsabilità di quello che si dice e di quello che si fa fuori e dentro le aule parlamentari - ha detto la deputata dem - Visto che noi siamo rispettosi della Costituzione sempre, per decenza politica prima ancora di tutto il resto dovrebbe dimettersi”.
“La premier Giorgia Meloni dovrebbe venire in aula a riferire di quello che è successo perché le cose non sono andate come sono state raccontate al Parlamento, e dunque al Paese, ed è evidente che le Opposizioni adesso hanno chiesto un’informativa urgente: ci vorrebbe un po’ di decenza in questo Paese, in altri si sarebbero già dimessi” ha concluso Gribaudo.
“Avevamo già denunciato nei mesi scorsi che la difesa del ministro Nordio era stata una fiera delle reticenze e un festival delle omissioni. Ma quanto sta emergendo in queste ore è ancora più grave e francamente scandaloso. Ci troviamo di fronte a un bivio inquietante: o il ministro ha mentito al Parlamento, oppure non è in grado di governare le strutture del suo Ministero. In entrambi i casi, la situazione è inaccettabile. Andremo fino in fondo, perché vogliamo che tutta la verità venga a galla. La vicenda politica non può e non deve fermarsi qui. Per decenza istituzionale, Nordio dovrebbe dimettersi: se non lo farà, continueremo ad incalzarlo senza sosta, finché ogni responsabilità politica non sarà chiarita” così Federico Gianassi, Capogruppo PD nella Commissione Giustizia della Camera.
Lo stillicidio di notizie fa assumere alla vicenda Almasri contorni sempre più inquietanti. Se il Ministro Nordio sapeva, come starebbe emergendo dall’inchiesta, di avere a che fare con un torturatore, ha scelto di mentire davanti al Parlamento. E questo è inaccettabile. Nessun governo può prendere in giro le istituzioni e i rappresentanti dei cittadini. Nemmeno i membri di un governo sovranista che si considera sopra la legge, può sfregiare la legalità internazionale e sperare di farla franca. Nordio venga a spiegare cosa è veramente accaduto nel gennaio scorso.
Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
"Che la vicenda Almasri fosse, quanto meno, fumosa, è stato evidente fin da subito. Che il governo non avesse detto le cose come stavano, è stato altrettanto chiaro già dalle prime ore e da quell'immagine, insopportabile, del torturatore e stupratore di bambini libico che torna in Libia a bordo di un volo di Stato. Oggi le notizie pubblicate da diverse testate fugano ogni dubbio: il ministro Nordio ha mentito davanti al Parlamento. Il suo ministero aveva in mano tutti gli elementi per trattenere Almasri e assicurarlo alla giustizia della Corte penale internazionale. Ma hanno scelto di liberarlo. Come hanno scelto di mentire davanti al Parlamento, prendendo in giro non le opposizioni, ma milioni di italiani e italiane.
Vista la gravità della situazione non si può pensare di passare oltre, di normalizzare la menzogna e un ministro che mina la credibilità delle istituzioni. In una democrazia, non è concepibile. Nordio deve scusarsi e dimettersi. Senza perdere un secondo in più". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Sul caso Almasri è necessario fare chiarezza e che il governo venga in Aula per un'informativa urgente. Quando il 5 febbraio il ministro Nordio venne in Parlamento a spiegare quanto accaduto, rimanemmo colpiti dalle sue parole che non facevano luce sui fatti. La liberazione di Almasri è stato un chiaro esempio del rapporto 'particolare' che il governo Meloni ha con la Libia e con chi oggi in quel Paese detiene il potere: un rapporto che non fa onore al nostro Paese. La vicenda Almasri ha peraltro umiliato un'attività di polizia e di intelligence che aveva portato all'arresto di un uomo su cui pesavano accuse di crimini contro l'umanità. Arrestato in Italia e ricondotto in Libia con un volo di Stato ad attenderlo c'erano festeggiamenti: Nordio ha provato a spiegarci che questa è la 'normalità'. Lo dichiara il deputato Paolo Ciani, vicepresidente del Gruppo Pd/Idp.
“È un fatto gravissimo – sottolinea il parlamentare - perché da ciò che emerge il ministro ha mentito al Parlamento ed il Governo ai cittadini. Oggi apprendiamo che la sua capo di gabinetto era al corrente già dalla domenica di tutto e che la vicenda andava trattata in maniera 'riservata' per una rapida soluzione. Impossibile non abbia informato il Ministro ed il resto del Governo”. “Non è questo ciò che le persone torturate da Almasri si aspettavano da un Paese democratico come l'Italia, non è questo ciò che noi ci aspettiamo dal governo e dalle istituzioni della nostra Repubblica”, conclude Ciani.
“Sulla vicenda Almasri avevamo già denunciato in Aula in occasione della mozione di sfiducia contro Nordio che la difesa del ministro era stata il festival delle omissioni e delle reticenze, ma quello che oggi emerge sui giornali è scandaloso e oltrepassa i limiti della decenza. Leggiamo che il ministero era informato ben prima di quanto aveva solennemente dichiarato in Aula il ministro Nordio, che la scelta della liberazione è dunque tutta politica e che veniva raccomandato massimo riserbo all'interno degli uffici.
Siamo in presenza di una vicenda indegna che ha umiliato il nostro Paese sul piano internazionale, della quale il ministro e il governo Meloni portano una clamorosa responsabilità politica e dinanzi alla quale le dimensioni del ministro Nordio sono il minimo sindacale.”
Così Federico Gianassi, capogruppo Pd in commissione Giustizia di Montecitorio.
“Era febbraio 2024 quando il parlamento ha licenziato il protocollo con l'Albania per la realizzazione dei centri. Dopo poco più di un anno il governo presenta un nuovo decreto che modifica radicalmente l'accordo precedente. Il governo ammette di avere fallito e che il modello presentato dalla Presidente del Consiglio come il sistema che ci avrebbe copiato tutta l'Europa è stato un enorme flop: un modello di spreco di risorse. Il Pd è stato facilmente profeta di quello che sarebbe successo: un progetto che non serviva a nulla se non alla propaganda del governo, pagata a caro prezzo dai contribuenti italiani”. Lo ha dichiarato la deputata Pd, Simona Bonafè nella dichiarazione di voto alla fiducia posta dal governo sul cosiddetto Dl Albania.
“I numeri – sottolinea l'esponente dem - non sono piegabili alla narrazione quotidiana del falso successo del governo: anche nella versione originaria i centri avrebbero potuto trattenere al massimo il 2% dei migranti che arrivano in Italia. Invece di ammettere il fallimento, il governo prima si accanisce contro i giudici, poi facendo il gioco delle tre carte, crea una lista dei 'Paesi sicuri' e infine, sposta le competenze della convalida dei trattenimenti alla corti d'appello, distorcendo il sistema giudiziario”.
“Con questo decreto, in Albania arriveranno migranti trasferiti dai Cpr italiani in attesa di essere espulsi. Ma dov’è l’ effetto deterrenza? Parlavate di lotta contro i trafficanti di esseri umani per tutto il globo terracqueo e l'unico criminale che è stato trovato in Italia, Almasri, è stato riportato a casa con gli onori di Stato. I tanti soldi spesi per un fallimento annunciato, andavano spesi per la sanità pubblica e per abbattere le liste d'attesa e per fare vere politiche di cooperazione con i Paesi dai quali i migranti partono”, conclude Bonafè.
Doveva trasmettere gli atti non valutarli, ministro, e le chiedo chi le ha detto di stare fermo e di riportarlo in Libia con un volo di Stato. E' stata Giorgia Meloni? Perché non ce lo dite? Lei ha gravi responsabilità, oggettive e politiche, perché ha mentito al Paese. Vi siete limitati ad attaccare la Cpi, nata proprio qui a Roma. Il vostro modello Caivano, securitario e punitivo, vale solo per i poveri cristi". Così la segretaria del Pd Elly Schlein intervenendo nell'aula della Camera per la dichiarazione di voto sulla mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni (a eccezione di Azione) nei confronti del ministro della Giustizia Carlo Nordio dopo il caso Almasri
Schlein, difesa d'ufficio di Nordio su Almasri pagina vergognosa Poteva ma ha scelto di non lasciare in carcere un torturatore (ANSA) - ROMA, 26 MAR - "La sua difesa d'ufficio di un torturatore libico rappresenta una delle pagine più vergognose a cui è sottoposto questo Parlamento". Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein parlando in Aula alla Camera nell'ambito delle dichiarazioni di voto sulla mozione di sfiducia al ministro Nordio. "I fatti - ha evidenziato - qui sono incontrovertibili e per quante omissioni e falsità abbiate messo in campo sono molto chiari: contravvenendo una esplicita richiesta d'arresto da parte della corte penale internazionale e a causa della sua mancata risposta alle sollecitazioni del procuratore generale l'arresto non è stato convalidato e Almasri non solo è stato scarcerato ma addirittura riportato a Tripoli con tutti gli onori, libero di continuare a uccidere, torturare, stuprare. Come fa a rimanere ancora al suo posto?". "Ho ascoltato i contraddittori argomenti dei colleghi di maggioranza - ha proseguito - ma la cosa è molto semplice: noi riteniamo che avesse l'obbligo di intervenire e vi si sia sottratto, loro ritengono che lei non doveva ma poteva ma la sostanza non cambia: poteva ma ha scelto di non far rimanere in carcere un torturatore libico. E' stata una scelta politica, ne prendiamo atto". "Se aveva un dubbio poteva chiamare la Corte? Perché non lo ha fatto?"
"Dov'è la presidente del Consiglio? Perché fugge? Mentre i ministri sono costretti ad assumersi la responsabilità delle decisioni che lei ha preso, lei resta nascosta nell'ombra". Così la segretaria del Pd Elly Schlein intervenendo nell'aula della Camera per la dichiarazione di voto sulla mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni (a eccezione di Azione) nei confronti del ministro della Giustizia Carlo Nordio dopo il caso Almasri.
"Il paese ha il diritto di sapere la verita': chi ha deciso il rilascio di Almasri e riportarlo in Libia, la presidente Meloni? Lei ministro ha gravi responsabilita', giuridiche e politiche e con il solito vittimismo vi siete limitati ad attaccare la Corte penale internazionale". Lo ha detto in Aula della Camera la segretaria del Pd, Elly Schlein, rivolgendosi al ministro Nordio
Nordio poteva, "ma non ha scelto, di far rimanere in carcere" un torturatore, poteva "trasmettere gli atti. Mi chiedo chi le ha chiesto di stare fermo?" e di rimandare Almasri in Libia "è stata Meloni? Deve dirci la verità", è stato fatto perché altrimenti "sarebbe emerso tutto il fallimento dei vostri inumani centri in Albania". Lo ha detto la segretaria Dem Elly Schlein intervenendo in Aula alla Camera nelle dichiarazioni di voto sulla sfiducia al ministro Carlo Nordio. "Sono costretta a chiedere ancora una volta - ha detto ancora - dov'è la premier? perché fugge?". Il Paese deve conoscere la verità su "scelte che lei ha imposto o avallato stando nell'ombra voterete la fiducia "Lei - ha concluso - non può continuare a ricoprire il ruolo di ministro perché poteva e doveva evitarlo e ha scelto di non farlo ha scelto la ragione di partito".
Un altro criminale di guerra libico si aggira per l’Italia: Abdul Ghani Al-Kikli, noto signore della guerra di Tripoli, accusato di torture, sparizioni forzate e omicidi va e viene con voli privati dal nostro paese.
Ancora una volta l’Italia, invece di collaborare con la giustizia internazionale, offre ospitalità a personaggi impresentabili. Il governo Meloni chiude le frontiere ai chi fugge da torture e accoglie torturatori e consente a chi dell’immigrazione ha fatto un business disumano di muoversi indisturbato nel nostro paese.
Questa volta non può fare come per Almasri: ogni silenzio sarà complicità.
Così in una nota, i capigruppo Pd di Camera e Senato, Chiara Braga e Francesco Boccia, e il capo delegazione Pd al Parlamento Europeo, Nicola Zingaretti.
“La decisione del governo di chiedere una proroga per l’invio delle informazioni richieste dalla Corte penale internazionale (CPI) sul caso Almasri è gravissima e inaccettabile. Ancora una volta, l’esecutivo continua a non essere trasparente, rifiutandosi di collaborare pienamente con la giustizia internazionale e tradendo gli impegni presi. Il governo deve spiegare perché ha deciso di rimettere in libertà un criminale accusato di reati gravissimi dalla CPI, anziché garantirne la consegna alla giustizia. L’ostruzionismo nei confronti della Corte e il rinvio delle informazioni richieste non sono giustificabili e danneggiano la credibilità dell’Italia a livello internazionale. Chiediamo che l’esecutivo smetta di prendere tempo e trasmetta immediatamente alla CPI tutti i documenti richiesti. La giustizia non può essere piegata a logiche di convenienza politica”. Così la responsabile giustizia del Pd, Debora Serracchiani che conclude dicendo che “il rinvio appare ancora più incomprensibile visto che il ministro Nordio aveva dichiarato di avere tutto chiaro dopo aver attentamente studiato le carte, arrivando persino a entrare nel merito del mandato d’arresto."