“La trasmissione Report ha mostrato in un servizio la gestione degli abbattimenti di animali negli allevamenti colpiti dall’emergenza influenza aviaria, con immagini inedite e di particolare gravità.
Emergono modalità di abbattimento, che richiedono fra l’altro ingenti risorse pubbliche, in netto contrasto con le normative nazionali ed europee in materia di benessere animale, biosicurezza e contenimento della diffusione del virus, nonché con i protocolli che dovrebbero essere applicati sotto la supervisione dei servizi veterinari pubblici.
L’inchiesta segnala inoltre che la ditta Bidente risulterebbe di fatto titolare di un monopolio degli abbattimenti per malattie infettive in diverse regioni del Nord Italia; il titolare della ditta, Ido Bezzi, risulta imputato in un procedimento penale relativo a precedenti focolai di influenza aviaria, circostanza che solleva interrogativi rilevanti in merito all’opportunità, alla trasparenza e alla legittimità dell’affidamento di tali incarichi.
Chiediamo alla luce dei suddetti fatti gravi cosa intende fare il ministro, se sia a conoscenza di quanto accade e se le procedure di gara e assegnazione degli incarichi dí abbattimento avvengono con trasparenza e nel rispetto delle normative vigenti. Chiediamo anche che il Governo intervenga per tutelare il benessere animale, ad esempio attraverso l'obbligo di telecamere nei macelli e negli allevamenti”. Lo dichiarano le deputate del PD Eleonora Evi e Patrizia Prestipino che hanno presentato una interrogazione in commissione Affari sociali al ministro della Salute.
"Abbiamo chiesto più volte al governo cosa intendesse fare per la cura della Fip (feline infectious peritonitis), la peritonite infettiva felina, una patologia che colpisce a morte il 96 per cento dei gatti. Nonostante abbiano autorizzato l'uso del Remdesivir, il farmaco che cura questa patologia ma che ha costi elevatissimi, e successivamente l'uso del metabolita GS-441524, un antivirale derivato dal Remdesivir che si può preparare in farmacia su prescrizione veterinaria, le famiglie che possiedono gatti si sentono prese in giro e abbandonate dal governo, che dopo aver fatto il solito show elettorale non è intervenuto in modo pratico ed efficace su molti aspetti connessi all'uso di questi farmaci. C'è il tema del reperimento delle materie prime che non è stato minimamente affrontato dal Governo. C’è il tema del mercato nero, perché rimane il rischio che le famiglie si rivolgano ancora al mercato illegale, oggi a mio avviso con nuovi e maggiori rischi di incappare in prodotti di scarsa qualità. C'è poi il tema dell'aggiornamento dei veterinari stessi; molti veterinari ancora non sanno bene come affrontare la malattia felina, indirizzando sovente le famiglie verso i volontari. Ci sarebbe anche il tema di non disperdere un grande lavoro di monitoraggio e raccolta dati fatto dai volontari, un bagaglio di conoscenza che dovrebbe essere valorizzato. A tutte queste domande al momento il governo non da risposte. Nella lotta per curare i gatti malati di FIP siamo stati i primi a incalzare il governo e a presentare un’interrogazione già lo scorso febbraio 2025. Dopo un anno il governo risponde finalmente ma noi continueremo a chiedere conto di quanto fatto e di ciò che manca da fare per salvare la vita di esseri senzienti". Lo ha detto in Aula la deputata del Pd, Eleonora Evi, in replica al governo che rispondeva ad una interrogazione del Pd a prima Evi, Prestipino e Roggiani.
“Il governo Meloni ha approvato una legge di bilancio povera e senza visione. E, come se non bastasse, senza alcuna attenzione per il benessere degli animali che anzi continua a perseguitare con leggi far west e l’introduzione della caccia a pagamento. Questo governo cieco ha voluto cancellare la misura approvata nella scorsa legislatura dal ministro Speranza e da me riproposta nello scorso mese di aprile insieme ai colleghi Furfaro e Serracchiani, per ridurre la spesa per le cure degli animali di affezione, chiedendo di introdurre farmaci generici per uso veterinario e consentendo ai veterinari di prescrivere farmaci per umana con lo stesso principio attivo del farmaco veterinario corrispondente, che arriva a costare fino a 5 volte di più”. Lo dichiara in una nota la deputata Pd e Garante degli animali di Roma Capitale, Patrizia Prestipino.
“Nonostante il successo che aveva da subito riscontrato questa misura, il governo Meloni l’ha cancellata e oggi, respingendo il nostro ordine del giorno, continua a ignorare il problema dei costi dei farmaci veterinari”. “Una scelta ingiusta che penalizza chi ogni giorno si prende cura degli animali”, conclude Prestipino.
“Il caso della nave Spiridon II con le migliaia di bovini intrappolati per lunghe settimane in condizioni drammatiche, molti dei quali morti e, sembrerebbe, gettati direttamente in mare, ha scosso l'opinione pubblica e rappresenta l'ennesima prova di un sistema farraginoso, privo di controlli efficaci e che non tiene conto in alcun modo del benessere degli animali. Sebbene quel caso non riguardi direttamente l'Italia e l'Europa, sono molti e gravi quelli verificatisi in UE nel recente passato che, infatti, hanno spinto la Commissione europea a modificare il Regolamento europeo 1/2005 sul trasporto di animali vivi. Abbiamo presentato una interrogazione al Ministro Lollobrigida, oggi impegnato a Bruxelles per i lavori del consiglio Agrifish la cui agenda prevede anche una discussione sulla proposta di modifica del Regolamento, per sapere quale sia la posizione del nostro paese, se si intenda promuovere una revisione incisiva della normativa vigente in materia di trasporto di animali, sostenendo in particolare il divieto di esportazione verso Paesi terzi extra-UE, l’adozione di standard più rigorosi per la tutela degli animali vulnerabili e la transizione verso il trasporto di carne e carcasse, come raccomandato dall’EFSA e dalla Corte dei Conti europea. Il trasporto di animali vivi oggi in Europa ed in Italia è lontano anni luce da dare un senso compiuto alle parole benessere animale”. Lo dichiarano i deputati del Pd, Evi, Forattini, Prestipino, Casu, che hanno sottoscritto l’interrogazione al ministro dell’Agricoltura Lollobrigida.
OGGI ORE 16 SALA STAMPA MONTECITORIO CONFERENZA STAMPA PDL DIVIETO MACELLAZIONE CAVALLI E IMPORTAZIONE PMSG
Verrà presentata oggi alle ore 16 presso la sala stampa della Camera dei Deputati la proposta di legge a prima firma Eleonora Evi del Pd, cofirmatarie le deputate del Pd, Patrizia Prestipino e Debora Serracchiani, per definire il cavallo animale d’affezione e per il divieto dell’importazione di PMSG.
“Insieme ad Animal Equality, presentiamo alla Camera dei Deputati una proposta di legge che potrebbe cambiare il destino di tanti animali: il divieto di macellazione dei cavalli e degli altri equidi in Italia.
Questi animali sono infatti considerati da moltissime persone come compagni di vita, e non c’è più alcuna giustificazione per permettere che finiscano nei macelli.
Con Animal Equality abbiamo mostrato immagini raccolte in una recente investigazione in un macello dell’Emilia Romagna: cavalli sottoposti a maltrattamenti, stordimenti ripetuti e sofferenze estreme.
È una realtà che non può essere ignorata.
La nostra proposta prevede protezioni concrete e un percorso di riconversione degli allevamenti, perché questo cambiamento è possibile.
Inoltre la pdl prevede il divieto di importazione di PMSG, un ormone estratto dal sangue dalle giumente gravide, che vengono quasi dissanguate, per favorire la produzione negli allevamenti intensivi in Europa ed in Italia. Una pratica terribile e ingiustificata, considerate le alternative sintetiche esistenti”. Lo dichiara la deputata del Pd, Eleonora Evi che interverrà in conferenza stampa con Francesca Flati, rappresentante di Animal Equity.
“La gestione del lupo e dei canidi derivanti dai processi di ibridazione del lupo stesso non è più rinviabile. Sono molti ormai i sindaci e gli amministratori locali, soprattutto di aree interne o rurali, che invitano governo e Parlamento ad assumere iniziative concrete a fronte di una presenza della specie che in alcune aree è decisamente in sovrannumero creando problemi di sicurezza ed arrecando danni ingenti ad allevatori ed insediamenti rurali anche con l'uccisione di animali da affezione. Hanno ragione gli amministratori, occorre guarda in faccia la realtà poiché non si può archiviare il problema confinandolo nell'alveo della percezione del pericolo”.
Lo dichiarano i deputati del Pd Andrea Gnassi e Stefano Vaccari.
“Si tratta di intervenire - aggiungono - evitando conflitti e superando le posizioni ideologiche e propagandistiche, sia delle destre che degli animalisti. Si tratta di intervenire usando sia criteri scientifici sul rilevamento e sia quei dati di realtà laddove questi evidenziano ormai situazioni contingibili e urgenti tanto che è messa in discussione persino la sicurezza di persone e animali domestici. Il Pd ha presentato una proposta di legge che interviene sulla prevenzione, sul monitoraggio costante, sulle tutele da attivare, sui risarcimenti immediati ed anche su una gestione attiva che prevede eventuali catture, sterilizzazione ed abbattimenti nel segno delle indicazioni europee e nel rispetto delle valutazioni della scienza. Ciò che non si può fare - concludono - è rimanere fermi ed attendere gli eventi”.
“L’emergenza bracconaggio in Lombardia, su cui oggi abbiamo fatto il punto proprio nella sede del consiglio regionale lombardo grazie al WWF, è drammaticamente sottaciuta e trascurata, tanto in Lombardia quanto a Roma da parte del governo Meloni e della sua maggioranza. Ed è un fatto incontrovertibile che le continue modifiche alla legge regionale e nazionale sulla caccia, quelle fatte e quelle in cantiere - modifiche fatte surrettiziamente utilizzando la legge di bilancio, malcostume della destra - abbiano spalancato e spalancheranno ancora di più le porte all’illegalità diffusa. I dati presentati oggi da parte del CRAS Valpredina sulla fauna sequestrata nel corso del 2025 sono infatti allarmanti e registrano forti peggioramenti. Il bracconaggio alimenta un traffico illegale di animali selvatici milionario che oggi viene contrastato con mezzi e risorse drammaticamente insufficienti, che aggrava i numerosi problemi già causati dall’attività venatoria, come la diffusione di zoonosi, l’inquinamento ambientale in particolare da piombo e il rischio anche per la salute pubblica di chi consuma quelle carni contaminate, oltre che, chiaramente, alimentare una sofferenza indicibile per gli animali, che dovrebbero invece essere tutelati come chiede la nostra Costituzione. Oggi insieme al consigliere del PD Simone Negri e alle altre forze di opposizione presenti abbiamo ribadito la nostra fermezza nel contrastare il bracconaggio e qualsiasi forma di deregolamentazione selvaggia della caccia". Lo dichiara la Deputata del PD Eleonora Evi.
“Un rapporto pubblicato dall’associazione Essere Animali evidenzia che nelle razze a rapido accrescimento di polli allevati – che rappresentano circa il 90 % degli oltre 550 milioni macellati ogni anno in Italia – la prevalenza del white striping può raggiungere dal 50 % al 90 % degli esemplari. Si tratta di una miopatia che insorge quando i muscoli pettorali dei polli crescono così rapidamente da non ricevere adeguata ossigenazione e nutrimento. Ciò porta a necrosi del tessuto muscolare, sostituzione con grasso e tessuto cicatriziale, ossia la 'striscia bianca' visibile nella carne”. Così in una nota la deputata Pd, Eleonora Evi con cui annuncia un'interrogazione al ministro della Salute, Orazio Schillaci.
“Questo fenomeno – sottolinea Evi - solleva questioni rilevanti, non solo in termini di benessere animale ma anche di qualità del prodotto e informazione al consumatore: sofferenza per i polli e grassi negli alimenti”. “Se da parte del governo non c'è la volontà di promuovere l'adozione di razze a crescita più lenta e allevamenti più rispettosi del benessere degli animali, - conclude Evi - almeno chiarisca quali siano le sue intenzioni per contrastare il white striping nei polli. Se poi si riuscisse ad aderire ai protocolli internazionali più avanzati (ad es. il European Chicken Commitment), di certo, avremmo una reale riduzione delle sofferenze degli animali”.
“L’indagine pubblicata oggi da Greenpeace Italia rivela, ancora una volta, condizioni inaccettabili negli allevamenti intensivi di suini, con carcasse abbandonate, ratti che accedono ai box, ferite non curate, mutilazioni e fiumi di liquami che minacciano falde e territorio.
Tale quadro conferma quanto più volte denunciato: il modello degli allevamenti intensivi è non solo eticamente insostenibile ma anche pericoloso per l'ambiente e la salute. È tempo che le istituzioni smettano di girarsi dall’altra parte.
In qualità di prima firmataria della proposta di legge “Oltre gli allevamenti intensivi”, ribadisco oggi con forza la necessità urgente e inderogabile di calendarizzare il suo esame in Parlamento. L'obiettivo è chiaro:
porre un freno immediato all’espansione degli allevamenti intensivi, ridurre drasticamente il numero di animali allevati con questo sistema, avviare una reale transizione verso modelli di allevamento compatibili con la tutela degli animali, dell’ambiente e della salute pubblica e fornire strumenti per sostenere una riconversione verso produzioni alimentare senza sofferenza. La Commissione Agricoltura tiri fuori dai cassetti questa proposta di legge affinché non resti un ennesimo documento in attesa, ma diventi strumento concreto di cambiamento su cui confrontarsi. Le responsabilità sono chiare: non possiamo più accettare che il “Made in Italy” si regga su pratiche di sofferenza e che umiliano la dignità animale, che distruggono territorio e generano rischi sanitari”. Lo dichiara Eleonora Evi, deputata del Pd, prima firmataria della proposta di legge “Oltre gli allevamenti intensivi”.
"Quanto può far paura e scandalizzare il racconto di una giovane alunna di una scuola Secondaria di primo grado? Un racconto corredato di disegni colorati che raffigurano mucche che mostrano cartelli con le scritte "Stop allevamenti intensivi". Un racconto pubblicato su "Diario Amico" realizzato dall’Ufficio scolastico territoriale del Verbano Cusio Ossola, uno strumento che raccoglie testi e illustrazioni nati dal concorso “Leggere la montagna”. Tra questi, l’intervista immaginaria in cui una mucca racconta la propria condizione negli allevamenti che ha generato tanto sdegno e livore da spingere alcuni deputati leghisti a presentare una interrogazione parlamentare invocando la censura e il ritiro, dunque la distruzione, delle 7.000 copie del Diario Amico.
Siamo al paradosso: invece di educare i ragazzi al pensiero critico e alla consapevolezza, si tenta di censurare un racconto che invita a riflettere sul rispetto degli animali e sull’impatto delle nostre scelte alimentari”. Lo dichiara Eleonora Evi, deputata del Partito Democratico, che ha presentato un’interrogazione al Ministro dell’Istruzione e del Merito per difendere la libertà educativa e di espressione.
“È vergognoso e, questo si, profondamente antieducativo – prosegue Evi – che si tenti di imbavagliare una libera iniziativa scolastica perfettamente in linea con le Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica, emanate dal Ministero dell'Istruzione stesso, che prevedono esplicitamente che l’insegnamento favorisca il rispetto delle persone, degli animali e della natura.
“La scuola deve restare un luogo libero e pluralista, non piegato agli interessi di categoria o alla censura ideologica. La Lega dovrebbe preoccuparsi di migliorare la qualità dell’istruzione, non di mettere il bavaglio alle favole. Chi ha paura delle parole di una mucca, forse teme che dica troppo la verità”, conclude la deputata dem.
“Come denunciato dalle associazioni animaliste sembra che sia in corso l’ennesimo blitz sulla caccia da parte della maggioranza che, con una forzatura delle procedure, vorrebbe inserire parti del DDL Malan, oggi arenato in commissione da oltre 2.000 emendamenti e fortemente criticato da parte dell'opinione pubblica, sotto forma di emendamenti alla legge di bilancio. Se questo fosse confermato sarebbe un sotterfugio, un artificio per continuare il lavoro di deregolamentazione della caccia, una materia che non c'entra nulla con la manovra, senza alcun vero confronto, senza trasparenza, senza valutazioni scientifiche. La maggioranza agisce, ancora una volta anche in questa legge di bilancio come in quelle precedenti, per corrispondere agli interessi della lobby degli armieri e della parte più ambigua del mondo agricolo venatorio, in un clima che riduce il Parlamento a dare copertura a pratiche venatorie illecite e al bracconaggio e in cui aumentano i rischi di incidenti anche mortali, come dimostra il numero dei sinistri. L'unico emendamento in manovra su questo tema su cui convergere tutti dovrebbe riguardare l'aumento di risorse, di donne e uomini dei carabinieri forestali per il contrasto agli illeciti e per il sostegno ai centri di recupero della fauna selvatica. Il PD chiede di investire in conoscenza abbiamo infatti chiesto una dettagliata relazione sullo stato di applicazione della legge 157/92 ascoltando anche le richieste pervenute dall'associazionismo. Anche qui la destra promuove silenzio e ignoranza. Invece siamo di fronte ad una forzatura inaccettabile che denunciamo ai presidenti di Camera e Senato ai quali chiediamo di agire per fermare questa grave iniziativa lesiva dei principi costituzionali e delle procedure democratiche”. Lo dichiarano in una nota congiunta le deputate del Pd, Eleonora Evi e Patrizia Prestipino.
“Il governo Meloni festeggia i tre anni ma solo con bugie. A questo punto ci chiediamo: sarà vero che la presidente Meloni è romana? Se lo è davvero, spieghi il definanziamento di 50 milioni di euro alla Metro C, un taglio assurdo che rischia di bloccare un’opera strategica per la città di Roma, proprio in un momento cruciale in cui si stanno portando avanti importanti cantieri. Questa manovra con tagli non previsti ad importanti infrastrutture denota tutta l’inadeguatezza di questo governo”. Lo dichiara la deputata del Pd e Garante per gli animali di Roma Capitale, Patrizia Prestipino.
“Apprendiamo che la Regione Lazio stanzia 600.000 euro destinati ai Comuni per “interventi di contenimento” sugli animali domestici rinselvatichiti: cavalli, capre, maiali, mucche, e potrebbero essere a rischio anche cani vaganti.
Una misura che, di fatto, prevede l’abbattimento di questi animali d’affezione. Non basta il governo con il suo ddl caccia; non basta il fatto che la Regione Lazio non fa nulla per il recupero della fauna selvatica ferita; ora addirittura la Regione Lazio vara un bando per uccidere questi animali d’affezione rinselvatichiti, che vivono tranquillamente nei loro habitat naturali. E non è solo un atto immorale. Ma che va contro la legge nazionale 157 del 1992, nonché contro l’articolo 9 della Costituzione”. Lo dichiarano in una nota congiunta le deputate del Pd Eleonora Evi e Patrizia Prestipino, che annunciano: “Presenteremo una interrogazione al governo per chiedere chiarimenti in merito”.
Patrizia Prestipino, deputata del Pd nonché Garante degli animali di Roma Capitale, rincara la dose: “Su richiesta continua di associazioni di categoria e cittadini,
stiamo facendo di tutto per attivare un servizio di recupero della fauna selvatica a Roma, mentre la Regione fa tutto il contrario, premia chi li uccide!
Tutto questo è vergognoso e merita un immediato chiarimento”.
“Sui circhi alla Camera è andato in scena uno spettacolo triste e indegno da parte della maggioranza e del governo. La destra ha finto di voler rispettare gli impegni assunti con la legge del 2022, che prevede il superamento dell’utilizzo degli animali nei circhi, ma di fatto continua con assurde scuse a posticipare ciò che sarebbe necessario fare. Da questo punto di vista, il nostro ordine del giorno al Ddl Spettacolo chiedeva al governo di smettere di temporeggiare e di intervenire con urgenza fornendo in tempi brevi un cronoprogramma, certo e definito, con le scelte da compiere per superare con gradualità lo sfruttamento degli animali per scopi circensi. Oggi, purtroppo, sono ancora tanti, troppi, circa duemila, gli animali che vengono sfruttati per questo tipo di attività degradanti e diseducative, troppo spesso fonti di sofferenza e di veri e propri maltrattamenti. Dunque, adesso non ci sono più scuse. Avevamo chiesto al governo di fare presto e invece, ancora una volta, il governo ha scelto di girarsi dall’altra parte e di fingere di voler essere al fianco degli animali, mentre in realtà ha scelto di continua a perpetrare le logiche di sfruttamento becero e bieco. E’ ora di dire basta”.
Così le deputate democratiche, Eleonora Evi e Patrizia Prestipino.
“Apprendiamo da fonti stampa che nella Commissione di valutazione presso il Ministero della Cultura, organo che prende le decisioni per le erogazioni del Fondo Nazionale dello Spettacolo dal Vivo a sostegno delle attività circensi e dello spettacolo viaggiante, figura Gianluca Cavedo, noto esponente del settore circense tradizionale, collaboratore come broker assicurativo nonché Assessore di Legnago, delegato all’Assemblea nazionale di Fratelli d’Italia. Cavedo risulta essere, quindi, potenzialmente beneficiario – diretto o indiretto – dei finanziamenti pubblici oggetto di valutazione da parte della Commissione stessa. A conferma di ciò, risulta essersi astenuto una cinquantina di volte dalla votazione dei progetti circensi che ha sollevato dubbi relativi a 'questioni di opportunità” e “interrogativi sulla sua imparzialità'”. Così si legge nell'interrogazione presentata dai deputati Pd Eleonora Evi, Patrizia Prestipino, Irene Manzi e Mauro Berruto per chiedere al ministro della Cultura di far luce sulla partecipazione di Gianluca Cavedo nella commissione di valutazione per le attività circensi e quali siano i criteri di adottati per la nomina dei componenti della stessa Commissione per evitare che ci siano situazioni di incompatibilità o conflitto d'interesse.
“Il ministro Giuli dovrà inoltre spiegare i motivi del terzo vergognoso rinvio dell’attuazione della Legge Delega 106/2022 che regola il superamento dell’uso degli animali nei circhi e negli spettacoli viaggianti”, concludono i deputati Pd.