06/11/2025 - 15:34

“L’indagine pubblicata oggi da Greenpeace Italia rivela, ancora una volta, condizioni inaccettabili negli allevamenti intensivi di suini, con carcasse abbandonate, ratti che accedono ai box, ferite non curate, mutilazioni e fiumi di liquami che minacciano falde e territorio.
Tale quadro conferma quanto più volte denunciato: il modello degli allevamenti intensivi è non solo eticamente insostenibile ma anche pericoloso per l'ambiente e la salute. È tempo che le istituzioni smettano di girarsi dall’altra parte.
In qualità di prima firmataria della proposta di legge “Oltre gli allevamenti intensivi”, ribadisco oggi con forza la necessità urgente e inderogabile di calendarizzare il suo esame in Parlamento. L'obiettivo è chiaro:
porre un freno immediato all’espansione degli allevamenti intensivi, ridurre drasticamente il numero di animali allevati con questo sistema, avviare una reale transizione verso modelli di allevamento compatibili con la tutela degli animali, dell’ambiente e della salute pubblica e fornire strumenti per sostenere una riconversione verso produzioni alimentare senza sofferenza. La Commissione Agricoltura tiri fuori dai cassetti questa proposta di legge affinché non resti un ennesimo documento in attesa, ma diventi strumento concreto di cambiamento su cui confrontarsi. Le responsabilità sono chiare: non possiamo più accettare che il “Made in Italy” si regga su pratiche di sofferenza e che umiliano la dignità animale, che distruggono territorio e generano rischi sanitari”. Lo dichiara Eleonora Evi, deputata del Pd, prima firmataria della proposta di legge “Oltre gli allevamenti intensivi”.

30/10/2025 - 10:38

"Quanto può far paura e scandalizzare il racconto di una giovane alunna di una scuola Secondaria di primo grado? Un racconto corredato di disegni colorati che raffigurano mucche che mostrano cartelli con le scritte "Stop allevamenti intensivi". Un racconto pubblicato su "Diario Amico" realizzato dall’Ufficio scolastico territoriale del Verbano Cusio Ossola, uno strumento che raccoglie testi e illustrazioni nati dal concorso “Leggere la montagna”. Tra questi, l’intervista immaginaria in cui una mucca racconta la propria condizione negli allevamenti che ha generato tanto sdegno e livore da spingere alcuni deputati leghisti a presentare una interrogazione parlamentare invocando la censura e il ritiro, dunque la distruzione, delle 7.000 copie del Diario Amico.

Siamo al paradosso: invece di educare i ragazzi al pensiero critico e alla consapevolezza, si tenta di censurare un racconto che invita a riflettere sul rispetto degli animali e sull’impatto delle nostre scelte alimentari”. Lo dichiara Eleonora Evi, deputata del Partito Democratico, che ha presentato un’interrogazione al Ministro dell’Istruzione e del Merito per difendere la libertà educativa e di espressione.

“È vergognoso e, questo si, profondamente antieducativo – prosegue Evi – che si tenti di imbavagliare una libera iniziativa scolastica perfettamente in linea con le Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica, emanate dal Ministero dell'Istruzione stesso, che prevedono esplicitamente che l’insegnamento favorisca il rispetto delle persone, degli animali e della natura.

“La scuola deve restare un luogo libero e pluralista, non piegato agli interessi di categoria o alla censura ideologica. La Lega dovrebbe preoccuparsi di migliorare la qualità dell’istruzione, non di mettere il bavaglio alle favole. Chi ha paura delle parole di una mucca, forse teme che dica troppo la verità”, conclude la deputata dem.

 

29/10/2025 - 16:36

“Come denunciato dalle associazioni animaliste sembra che sia in corso l’ennesimo blitz sulla caccia da parte della maggioranza che, con una forzatura delle procedure, vorrebbe inserire parti del DDL Malan, oggi arenato in commissione da oltre 2.000 emendamenti e fortemente criticato da parte dell'opinione pubblica, sotto forma di emendamenti alla legge di bilancio. Se questo fosse confermato sarebbe un sotterfugio, un artificio per continuare il lavoro di deregolamentazione della caccia, una materia che non c'entra nulla con la manovra, senza alcun vero confronto, senza trasparenza, senza valutazioni scientifiche. La maggioranza agisce, ancora una volta anche in questa legge di bilancio come in quelle precedenti, per corrispondere agli interessi della lobby degli armieri e della parte più ambigua del mondo agricolo venatorio, in un clima che riduce il Parlamento a dare copertura a pratiche venatorie illecite e al bracconaggio e in cui  aumentano i rischi di incidenti anche mortali, come dimostra il numero dei sinistri. L'unico emendamento in manovra su questo tema su cui convergere tutti dovrebbe riguardare l'aumento di risorse, di donne e uomini dei carabinieri forestali per il contrasto agli illeciti e per il sostegno ai centri di recupero della fauna selvatica. Il PD chiede di investire in conoscenza abbiamo infatti chiesto una dettagliata relazione sullo stato di applicazione della legge 157/92 ascoltando anche le richieste pervenute dall'associazionismo. Anche qui la destra promuove silenzio e ignoranza. Invece siamo di fronte ad una forzatura inaccettabile che denunciamo ai presidenti di Camera e Senato ai quali chiediamo di agire per fermare questa grave iniziativa lesiva dei principi costituzionali e delle procedure democratiche”. Lo dichiarano in una nota congiunta le deputate del Pd, Eleonora Evi e Patrizia Prestipino.

23/10/2025 - 19:05

“Il governo Meloni festeggia i tre anni ma solo con bugie. A questo punto ci chiediamo: sarà vero che la presidente Meloni è romana? Se lo è davvero, spieghi il definanziamento di 50 milioni di euro alla Metro C, un taglio assurdo che rischia di bloccare un’opera strategica per la città di Roma, proprio in un momento cruciale in cui si stanno portando avanti importanti cantieri. Questa manovra con tagli non previsti ad importanti infrastrutture denota tutta l’inadeguatezza di questo governo”. Lo dichiara la deputata del Pd e Garante per gli animali di Roma Capitale, Patrizia Prestipino.

 

09/10/2025 - 13:28

“Apprendiamo che la Regione Lazio stanzia 600.000 euro destinati ai Comuni per “interventi di contenimento” sugli animali domestici rinselvatichiti: cavalli, capre, maiali, mucche, e potrebbero essere a rischio anche cani vaganti.
Una misura che, di fatto, prevede l’abbattimento di questi animali d’affezione. Non basta il governo con il suo ddl caccia; non basta il fatto che la Regione Lazio non fa nulla per il recupero della fauna selvatica ferita; ora addirittura la Regione Lazio vara un bando per uccidere questi animali d’affezione rinselvatichiti, che vivono tranquillamente nei loro habitat naturali. E non è solo un atto immorale. Ma che va contro la legge nazionale 157 del 1992, nonché contro l’articolo 9 della Costituzione”. Lo dichiarano in una nota congiunta le deputate del Pd Eleonora Evi e Patrizia Prestipino, che annunciano: “Presenteremo una interrogazione al governo per chiedere chiarimenti in merito”.

Patrizia Prestipino, deputata del Pd nonché Garante degli animali di Roma Capitale, rincara la dose: “Su richiesta continua di associazioni di categoria e cittadini,
stiamo facendo di tutto per attivare un servizio di recupero della fauna selvatica a Roma, mentre la Regione fa tutto il contrario, premia chi li uccide!
Tutto questo è vergognoso e merita un immediato chiarimento”.

 

06/08/2025 - 15:45

“Sui circhi alla Camera è andato in scena uno spettacolo triste e indegno da parte della maggioranza e del governo. La destra ha finto di voler rispettare gli impegni assunti con la legge del 2022, che prevede il superamento dell’utilizzo degli animali nei circhi, ma di fatto continua con assurde scuse a posticipare ciò che sarebbe necessario fare. Da questo punto di vista, il nostro ordine del giorno al Ddl Spettacolo chiedeva al governo di smettere di temporeggiare e di intervenire con urgenza fornendo in tempi brevi un cronoprogramma, certo e definito, con le scelte da compiere per superare con gradualità lo sfruttamento degli animali per scopi circensi. Oggi, purtroppo, sono ancora tanti, troppi, circa duemila, gli animali che vengono sfruttati per questo tipo di attività degradanti e diseducative, troppo spesso fonti di sofferenza e di veri e propri maltrattamenti. Dunque, adesso non ci sono più scuse. Avevamo chiesto al governo di fare presto e invece, ancora una volta, il governo ha scelto di girarsi dall’altra parte e di fingere di voler essere al fianco degli animali, mentre in realtà ha scelto di continua a perpetrare le logiche di sfruttamento becero e bieco. E’ ora di dire basta”.

Così le deputate democratiche, Eleonora Evi e Patrizia Prestipino.

 

25/07/2025 - 15:51

“Apprendiamo da fonti stampa che nella Commissione di valutazione presso il Ministero della Cultura, organo che prende le decisioni per le erogazioni del Fondo Nazionale dello Spettacolo dal Vivo a sostegno delle attività circensi e dello spettacolo viaggiante, figura Gianluca Cavedo, noto esponente del settore circense tradizionale, collaboratore come broker assicurativo nonché Assessore di Legnago, delegato all’Assemblea nazionale di Fratelli d’Italia. Cavedo risulta essere, quindi, potenzialmente beneficiario – diretto o indiretto – dei finanziamenti pubblici oggetto di valutazione da parte della Commissione stessa. A conferma di ciò, risulta essersi astenuto una cinquantina di volte dalla votazione dei progetti circensi che ha sollevato dubbi relativi a 'questioni di opportunità” e “interrogativi sulla sua imparzialità'”. Così si legge nell'interrogazione presentata dai deputati Pd Eleonora Evi, Patrizia Prestipino, Irene Manzi e Mauro Berruto per chiedere al ministro della Cultura di far luce sulla partecipazione di Gianluca Cavedo nella commissione di valutazione per le attività circensi e quali siano i criteri di adottati per la nomina dei componenti della stessa Commissione per evitare che ci siano situazioni di incompatibilità o conflitto d'interesse.

“Il ministro Giuli dovrà inoltre spiegare i motivi del terzo vergognoso rinvio dell’attuazione della Legge Delega 106/2022 che regola il superamento dell’uso degli animali nei circhi e negli spettacoli viaggianti”, concludono i deputati Pd.

 

23/07/2025 - 18:20

«Sul virus della dermatite nodulare contagiosa che ha colpito duramente gli allevamenti bovini in Sardegna, le rassicurazioni ricevute oggi dal Ministero della Salute, in risposta a un’interrogazione a mia prima firma, vanno nella giusta direzione, ma non sono sufficienti. Occorre fare molto di più e con maggiore tempestività».

Lo dichiara Silvio Lai, deputato del Partito Democratico, che ha sollecitato oggi in Commissione Sanità alla Camera al sottosegretario Marcello Gemmato una strategia più ampia e incisiva.

«Ho chiesto al Governo – prosegue Lai – di interagire con decisione con l’Unione Europea, affinché si tenga conto delle peculiarità dell’allevamento estensivo sardo, profondamente diverso da quello intensivo su cui si basano i protocolli europei. Servono misure più flessibili, adatte alla realtà territoriale dell’isola, senza che questo metta in discussione le procedure sanitarie previste».

«È inoltre indispensabile garantire – aggiunge – ristori immediati, adeguati e certi per i capi abbattuti, deceduti o dichiarati improduttivi dopo la vaccinazione, che deve essere attuata senza tentennamenti. Le attuali tariffe ISMEA sono assolutamente inadeguate e non riflettono il reale valore economico degli animali, danneggiando ulteriormente gli allevatori. Il Governo deve agire subito per aggiornare questi criteri, perché non è tollerabile che le aziende sarde vengano risarcite in modo parziale».

«Nella mia replica – sottolinea Lai – ho inoltre chiesto al Ministero di chiarire subito quali sono i tempi e i criteri per il recupero dello status di indennità sanitaria della Sardegna. È fondamentale sapere quanti mesi privi di nuovi focolai dovranno trascorrere dopo la vaccinazione per dichiarare l’isola esente dalla malattia. Solo così si potrà garantire una piena condivisione dell’obiettivo da parte di tutti gli operatori e riportare il comparto bovino alla normalità».

«Il Ministero ha evidenziato, nella sua risposta, i ritardi nella vaccinazione e la moltiplicazione dei focolai, aggravati dall’impossibilità di procedere tempestivamente agli abbattimenti a causa dell’assenza di un impianto di smaltimento di categoria 1 nell’isola. Una situazione che richiede un coordinamento molto più efficiente tra Stato, Regione e portatori di interesse».

«Serve una vera strategia nazionale – conclude Lai – e una gestione trasparente e condivisa dell’intera emergenza. La Sardegna non può essere lasciata sola».

 

23/07/2025 - 09:21

Conferenza stampa oggi, mercoledì 23 luglio alle ore 13 presso la Sala stampa di Montecitorio.

“Serve un quadro normativo chiaro, moderno e coerente per un settore strategico per l’economia rurale, la cultura agricola e il benessere animale come quello dell’ippicoltura e delle attività equestri”. Lo affermano in una nota congiunta i deputati Pd Marco Simiani e Stefano Vaccari, in merito alla loro proposta di legge “Disciplina dell’ippicoltura nonché disposizioni per la promozione delle attività equestri e il benessere degli equidi” che verrà presentata oggi, mercoledì 23 luglio alle ore 13 presso la Sala stampa di Montecitorio.

“Il comparto equestre - aggiungono i deputati dem - nonostante la sua importanza storica e socioeconomica, è stato per troppo tempo lasciato in un limbo normativo e fiscale che ha penalizzato allevatori, operatori e territori. È arrivato il momento di riconoscere pienamente l’ippicoltura come attività agricola, con tutti i diritti e le agevolazioni del settore primario. La proposta di legge si pone, in questa direzione, obiettivi diversificati: dal riconoscimento dell’ippicoltura come attività agricola, con relativa estensione del regime fiscale e previdenziale agevolato, alla valorizzazione delle attività connesse, come la doma, l’addestramento, il turismo equestre e l’ippoterapia. Tra i punti centrali della proposta anche la pensione equina, ovvero la possibilità per le aziende agricole di ospitare cavalli a fine carriera in modo etico e sostenibile, e la regolamentazione delle professioni equestri, con particolare attenzione alla figura del maniscalco, oggi priva di un adeguato riconoscimento giuridico nonostante il suo ruolo essenziale per il benessere degli animali".

“La nostra proposta - concludono Simiani e Vaccari - prevede inoltre misure concrete per incentivare l’occupazione giovanile nel settore equestre, sostenere le imprese che investono in turismo rurale e attività terapeutiche con i cavalli, e valorizzare le tradizioni agricole legate al cavallo come parte del patrimonio culturale italiano. Il rilancio dell’ippicoltura non è solo una scelta economica, ma anche culturale e ambientale. Integrazione tra cavalli e agricoltura significa sviluppo sostenibile delle aree interne, tutela della biodiversità, promozione del benessere animale e nuove opportunità per i territori rurali”

22/07/2025 - 10:56

Conferenza stampa domani mercoledì 23 luglio alle ore 13 presso la Sala stampa di Montecitorio.

 

“Serve un quadro normativo chiaro, moderno e coerente per un settore strategico per l’economia rurale, la cultura agricola e il benessere animale come quello dell’ippicoltura e delle attività equestri”. Lo affermano in una nota congiunta i deputati Pd Marco Simiani e Stefano Vaccari, in merito alla loro proposta di legge “Disciplina dell’ippicoltura nonché disposizioni per la promozione delle attività equestri e il benessere degli equidi” che verrà presentata domani mercoledì 23 luglio alle ore 13 presso la Sala stampa di Montecitorio.

“Il comparto equestre - aggiungono i deputati dem - nonostante la sua importanza storica e socioeconomica, è stato per troppo tempo lasciato in un limbo normativo e fiscale che ha penalizzato allevatori, operatori e territori. È arrivato il momento di riconoscere pienamente l’ippicoltura come attività agricola, con tutti i diritti e le agevolazioni del settore primario. La proposta di legge si pone, in questa direzione, obiettivi diversificati: dal riconoscimento dell’ippicoltura come attività agricola, con relativa estensione del regime fiscale e previdenziale agevolato, alla valorizzazione delle attività connesse, come la doma, l’addestramento, il turismo equestre e l’ippoterapia. Tra i punti centrali della proposta anche la pensione equina, ovvero la possibilità per le aziende agricole di ospitare cavalli a fine carriera in modo etico e sostenibile, e la regolamentazione delle professioni equestri, con particolare attenzione alla figura del maniscalco, oggi priva di un adeguato riconoscimento giuridico nonostante il suo ruolo essenziale per il benessere degli animali".

“La nostra proposta - concludono Simiani e Vaccari - prevede inoltre misure concrete per incentivare l’occupazione giovanile nel settore equestre, sostenere le imprese che investono in turismo rurale e attività terapeutiche con i cavalli, e valorizzare le tradizioni agricole legate al cavallo come parte del patrimonio culturale italiano. Il rilancio dell’ippicoltura non è solo una scelta economica, ma anche culturale e ambientale. Integrazione tra cavalli e agricoltura significa sviluppo sostenibile delle aree interne, tutela della biodiversità, promozione del benessere animale e nuove opportunità per i territori rurali”.

 

 

16/07/2025 - 13:00

“Serve un quadro normativo chiaro, moderno e coerente per un settore strategico per l’economia rurale, la cultura agricola e il benessere animale come quello dell’ippicoltura e delle attività equestri”. Lo affermano in una nota congiunta i deputati Pd Marco Simiani e Stefano Vaccari, in merito alla loro proposta di legge “Disciplina dell’ippicoltura nonché disposizioni per la promozione delle attività equestri e il benessere degli equidi” che verrà presentata mercoledì prossimo 23 luglio alle ore 13 presso la Sala stampa di Montecitorio.

“Il comparto equestre - aggiungono i deputati dem - nonostante la sua importanza storica e socioeconomica, è stato per troppo tempo lasciato in un limbo normativo e fiscale che ha penalizzato allevatori, operatori e territori. È arrivato il momento di riconoscere pienamente l’ippicoltura come attività agricola, con tutti i diritti e le agevolazioni del settore primario. La proposta di legge si pone, in questa direzione, obiettivi diversificati: dal riconoscimento dell’ippicoltura come attività agricola, con relativa estensione del regime fiscale e previdenziale agevolato, alla valorizzazione delle attività connesse, come la doma, l’addestramento, il turismo equestre e l’ippoterapia. Tra i punti centrali della proposta anche la pensione equina, ovvero la possibilità per le aziende agricole di ospitare cavalli a fine carriera in modo etico e sostenibile, e la regolamentazione delle professioni equestri, con particolare attenzione alla figura del maniscalco, oggi priva di un adeguato riconoscimento giuridico nonostante il suo ruolo essenziale per il benessere degli animali".

“La nostra proposta - concludono Simiani e Vaccari - prevede inoltre misure concrete per incentivare l’occupazione giovanile nel settore equestre, sostenere le imprese che investono in turismo rurale e attività terapeutiche con i cavalli, e valorizzare le tradizioni agricole legate al cavallo come parte del patrimonio culturale italiano. Il rilancio dell’ippicoltura non è solo una scelta economica, ma anche culturale e ambientale. Integrazione tra cavalli e agricoltura significa sviluppo sostenibile delle aree interne, tutela della biodiversità, promozione del benessere animale e nuove opportunità per i territori rurali”.

 

10/07/2025 - 19:30

“Non era accettabile che un provvedimento così delicato e impattante sulla biodiversità, come il disegno di legge sulla caccia, venisse esaminato con un iter semplificato e tempi ridotti. Il ritiro della sede redigente è un primo risultato importante per le opposizioni, che insieme hanno impedito una forzatura istituzionale e democratica su un tema che riguarda la tutela del patrimonio naturale del Paese.” Lo dichiarano in una nota congiunta Eleonora Evi, Patrizia Prestipino e Annalisa Corrado del Partito Democratico. “Il Partito Democratico ha contribuito con determinazione a fermare questo tentativo della maggioranza, che ora è costretta a fare marcia indietro. È un primo colpo per chi voleva blindare una proposta controversa, che fin dall’inizio ha suscitato forti critiche da parte di esperti, cittadini e associazioni. Ringraziamo le senatrici e i senatori del Partito Democratico che hanno contribuito al risultato raccogliendo le firme decisive e tutte di peso, rappresentando l’ufficio di presidenza del gruppo. Ringraziamo inoltre le realtà ambientaliste e animaliste che hanno accompagnato questa battaglia con impegno, competenza e mobilitazione. Ora si apra un confronto vero, trasparente e basato su evidenze scientifiche. La legge 157 sulla protezione della fauna e la regolamentazione dell’attività venatoria è un presidio da difendere e aggiornare nel segno della sostenibilità, non da smantellare con colpi di mano”.

10/07/2025 - 16:09

“Aumenta la criminalità agroambientale nel nostro Paese. Questo il dato inquietante che ci consegna il rapporto di Legambiente sulle ecomafie. Una crescita significativa visto che i reati superano ormai la soglia dei quarantamila. Di inquietante c’è che di fronte ad un fenomeno sempre più diffuso diminuiscono accertamenti e controlli con particolare riferimento al settore agroalimentare dove le verifiche legate al caporalato passano da 268 a 97 a dimostrazione che il rispetto della legalità continua ad essere evocata, davanti a soprusi e morti, per poi diventare occasionalità di intervento visto che non vengono attivate tutte le misure e le risorse a disposizione per consentire alle forze dell’ordine e agli ispettorati del lavoro di attivarsi con maggiore forza e continuità. E se cosche, reati e illeciti sono stati scoperti lo si deve proprio al prezioso e professionale lavoro di tanti servitori dello Stato ai quali il governo non offre condizioni di lavoro migliori”.

Così il capogruppo Pd in Commissione parlamentare d’inchiesta sugli Ecoreati e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari.
“Occorre dare più forza alla legge 60 del 2015 - aggiunge - che ha rappresentato un perno insostituibile di legalità, che ha consentito di ottenere i numeri registrati nel rapporto e quando l’approvammo eravamo consapevoli della portata storica di quel provvedimento. Se non piace più, e lo chiediamo al governo, lo si dica chiaramente. E comunque i dati del rapporto, ci segnalano la necessità di investire maggiormente la commissione d’inchiesta sulle ecomafie per entrare maggiormente nel merito di alcune tipologie di reati: dal ciclo del cemento a quello dei rifiuti, dalle violazioni al patrimonio archeologico a quelle del codice della navigazione anche nelle aree  protette, dai reati contro gli animali agli incendi boschivi e ai reati contro la flora. Come gruppo PD in Commissione Ecomafie - conclude - sosterremo le richieste formulate dal rapporto di Legambiente di modifica e aggiornamento normativo per rendere più efficace l’azione di prevenzione che repressiva”.

 

07/07/2025 - 09:06

“Se l’uomo è un cosi efficace bioregolatore, come afferma Lollobrigida, il Ministro ci dovrebbe spiegare come sia possibile che la specie più distruttiva sul pianeta sia proprio quella umana. Ha aggiunto che l’uomo è l'unico essere senziente che riesce a tradurre dati scientifici in azioni concrete. Dunque quando l’uomo porta all’estinzione o quasi diverse specie di animali, tra cui peraltro, il cinghiale italiano decidendo poi, in questo caso, di importarne una razza dell’est Europa piú grossa, prolifica, e oggi diventata “problematica”, stava bioregolando la natura? E quando adesso decide di accanirsi contro il lupo, aprendo a “quote legali” di uccisioni di questo animale che, quest’ultimo si, è un vero bioregolatore ed è predatore proprio del cinghiale e di ungulati, sta agendo in base alla sua virtuosa capacità senziente, scientifica, bioregolatoria? Noi ci opponiamo a questa visione distorta e mistificatoria e riteniamo che questo tipo di azioni umane siano state spinte, e continuino ad essero, da logiche ben diverse che puntano a difendere l’interesse di pochi, a dominare e sfruttare la natura e assecondare armieri. Altro che “uomo bioregolatore”. E per difendere attività umane importanti, da quelle agricole al turismo, servono informazione, misure di prevenzione e cultura della convivenza, fronti su cui si è sempre fatto troppo poco”. Lo dichiarano in una nota congiunta le deputate del Pd, Eleonora Evi e Patrizia Prestipino, rispettivamente membro della commissione Ambiente di Montecitorio e Garante degli animali per Roma Capitale.

02/07/2025 - 19:30

“Basta con il gioco delle tre carte sulla vita degli animali. Nei valichi montani interessati dalle rotte di migrazione restino in vigore le disposizioni della 157/ 92 con il divieto di caccia. La recente sentenza del Consiglio di Stato è chiara, aggirarla è inaccettabile. Vogliamo smontare per sempre il pretesto, l'alibi, il passepartout che con sempre maggiore monotonia il ministro Lollobrigida ripropone ogni giorno all'opinione pubblica, mentre forse la notte ascolta la corporazione armiero-venatoria più estremista. La tutela delle rotte migratorie non ha nulla a che vedere con i danni da fauna, questi sono un pretesto per la mattanza dei migratori”.

Così le deputate democratiche Patrizia Prestipino ed Eleonora Evi.

“Oramai è palese ed è consapevolezza diffusa - aggiungono - l'intento strumentale del governo di usare i problemi della nostra agricoltura al solo fine di ampliare la quantità e i tempi di caccia in contrasto, opportunisticamente camuffato, con le normative europee, la scienza e il pensiero e i diritti dei cittadini sulla tutela dei loro animali selvatici. Non è accettabile la guerra agli uccelli migratori che sorvolano il nostro Paese. Le convenzioni internazionali, le Direttive europee, i trattati ci impongono di adottare ogni possibile precauzione per salvare la biodiversità e non di esasperare il conflitto con la certezza di essere sottoposti a procedure di infrazione. Inoltre, già siamo nel pieno di una procedura di infrazione, ma gli italiani non lo sanno: eppure, l'erogazione delle sanzioni sarà a loro spese, a carico dei contribuenti che pagano le tasse regolarmente. Siamo stanchi delle furbizie, stanchi delle mistificazioni, del tentativo di far passare per controllo della fauna la smania di deregulation sparando sulle regole e ignorando metodi di controllo ecologici e non cruenti. Contro questo modo di operare non ci sono confini di partiti e coalizione: la contrarietà al disegno di legge rinnegato dal governo e ora presentato con ritocchi in Senato ha mobilitato tantissime coscienze, in illimitata trasversalità, con tanti elettori che sempre più a voce alta sono dalla parte degli animali. Il ministro Lollobrigida e la Lega - concludono - sparano sulla fauna ma anche su di loro”.

 

 

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