13/02/2026 - 18:30

“Purtroppo esprimiamo nuovamente massima preoccupazione e solidarietà ai lavoratori della logistica dell'indotto Stellantis a partire da Trasnova che in queste ore, per una iniziativa unilaterale datoriale, stanno ricevendo lettere di licenziamento a Pomigliano e in altre realtà produttive. Lavoratori che da mesi si battono per la salvaguardia dei propri diritti e del proprio posto di lavoro. Oggi vengono nuovamente smentite le parole del Governo e si apre una fase davvero difficile che coinvolge ancora una volta in particolar modo Pomigliano D’Arco. Chiediamo che il Ministro Urso e soprattutto la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni si assumano le proprie responsabilità per trovare una soluzione di profilo industriale in tempi rapidissimi e in maniera definitiva che salvaguardi i livelli occupazionali. Noi continueremo ad essere al fianco dei lavoratori in questa battaglia” così i deputati democratici Marco Sarracino e Arturo Scotto.

 

11/02/2026 - 16:19

“Dei tanti numeri dati dal ministro Urso si è dimenticato di quelli principali: è l'Istat che ci dice che la produzione industriale è crollata da quando si è instaurato il governo Meloni del 2,1% nel 2023, del 3,5% nel 2024 e della stagnazione che emerge dai dati parziali del 2025. La perdita della capacità produttiva non è congiunturale ma strutturale con i costi dell'energia più alti di tutta l'Europa, debolezza degli investimenti, incertezza regolatoria e assenza di politiche industriali”. Lo dichiara il deputato PD e vicepresidente della Commissione Attività produttive, Vinicio Peluffo in replica al ministro Urso durante il Question Time alla Camera.
“La realtà – sottolinea il parlamentare dem - mette in luce solo i grandi errori del ministro Urso: Transizione 5.0 è un fallimento di ritardi e di risorse non utilizzate; la legge sul Made in Italy ridotta a somma di contributi a pioggia inefficaci e con l’illusione di un fondo sovrano senza risorse; l'industria dell'acciaio è in crisi, così come la chimica di base, il tessile e l'automotive. Che fine ha fatto la promessa di produrre 1 milione di autovetture all'anno e di un secondo produttore? Nulla è accaduto se non il taglio dei fondi per l'automotive che aveva ereditato dal precedente governo”. “Non c'è nessuna politica industriale da parte del governo ma solo una somma di annunci, ritardi e retromarce”, conclude Peluffo.

13/01/2026 - 19:54

“Le dichiarazioni di Donald Trump contro l’accordo commerciale con Canada e Messico e contro le auto prodotte fuori dagli Stati Uniti colpiscono direttamente anche Stellantis e l’intera filiera automotive, fortemente integrata tra Usa, Messico e Canada, con possibili ricadute sull’industria e sull’occupazione in Italia. Di fronte a questo scenario, dal governo Meloni non arriva alcuna presa di posizione. Un silenzio ancora più grave se si considera che l’esecutivo ha annunciato la convocazione, a fine mese, del tavolo automotive senza però presentare una strategia chiara o un’idea industriale credibile. Stellantis, che produce sia in Messico che in Canada, ha già annunciato investimenti negli Stati Uniti, ma questo non è sufficiente a mettere al riparo una filiera globale e integrata dalle spinte protezionistiche americane. Continuare a tacere significa accettare un progressivo indebolimento del sistema industriale italiano. L’appiattimento sui capricci americani fa male all’Italia. Serve una linea chiara a difesa dell’industria e del lavoro”. Così Vinicio Peluffo, vicepresidente della Commissione Attività produttive della Camera.

 

23/12/2025 - 17:18

“Da quando Giorgia Meloni è al governo, la produzione industriale è in calo drammatico e intere filiere strategiche del nostro sistema produttivo vengono progressivamente abbandonate, dall’automotive alla siderurgia. È la prova più evidente del fallimento della ricetta economica della destra. La legge di bilancio 2026 non solo non inverte questa tendenza, ma consolida un modello fondato su stagnazione e disuguaglianze crescenti. In un contesto internazionale segnato da forti incertezze e tensioni, sarebbe servita una risposta pubblica all’altezza delle difficoltà che attraversano il Paese. Al contrario, il Governo sceglie l’inerzia e una gestione ordinaria del declino. Sanità, scuola, università, ricerca, politiche per la casa e trasporto pubblico locale vengono progressivamente indeboliti, mentre la pressione fiscale raggiunge il livello più alto degli ultimi dieci anni. Questa non è prudenza: è incapacità di governo. La destra aveva promesso crescita e sicurezza. Dopo tre anni a Palazzo Chigi, consegna al Paese precarietà, impoverimento e assenza di prospettive”. Così Alberto Pandolfo, capogruppo PD nella Commissione Attività produttive della Camera dei deputati.

 

01/12/2025 - 12:22

“Grazie a Nicola Zingaretti e Pierfrancesco Maran per l’occasione di condividere i risultati del lavoro che stiamo portando avanti anche alla Camera dei Deputati per rendere l’Italia protagonista e non solo spettatore pagante della rivoluzione della guida autonoma. Senza scelte e investimenti che ci consentano di costruire al più presto campioni europei in grado di sviluppare progetti su larga scala in questo settore cruciale per il futuro della mobilità, della sicurezza, del lavoro e delle politiche industriali l’Italia e l’Europa saranno condannati alla totale dipendenza dai colossi che negli Stati Uniti e in Cina stanno facendo passi da gigante. Dopo l’iniziativa avviata a Milano lo scorso giugno e la sottoscrizione dell’appello firmato da oltre 60 sindaci la scorsa settimana è arrivato un segnale importante e unitario anche dal Parlamento con l’approvazione all’unanimità di 4 risoluzioni di differenti forze politiche di maggioranza e opposizioni. Come partito democratico ci siamo battuti perché al fianco degli impegni condivisi per la modifica degli aspetti anacronistici del codice della strada e la costruzione del “Piano nazionale” in linea con gli orientamenti europei insieme alle imprese del settore tecnologico, della mobilità collettiva e dell’automotive vengano subito coinvolti anche tutti i sindacati comparativamente più rappresentativi delle lavoratrici e lavoratori in tutti gli ambiti coinvolti dalle possibili applicazioni della guida autonoma per orientare

l’evoluzione di questa tecnologia nell’orizzonte della valorizzazione del fattore umano in tutte le fasi dei nuovi processi e della

salvaguardia dei posti di lavoro. Adesso chiediamo al Governo di dare seguito al più presto a tutti questi impegni fondamentali: L’Italia deve essere locomotiva delle scelte necessarie a garantire che le innovazioni nella mobilità e nella logistica restino sempre al servizio delle persone, ma per farlo non possiamo limitarci ad aprire la porta per comprare da altri le tecnologie dobbiamo costruire in Europa un mercato unico che abbia le dimensioni e la forza per indirizzarne lo sviluppo”

Dichiara Andrea Casu Deputato Pd e Vice Presidente della Commissione Trasporti intervenendo a Roma all’iniziativa “Guida autonoma: capire per guidare dall’Italia il futuro”

27/11/2025 - 18:24

“I segnali di crescita registrati al sud nell'ultimo anno per motivi legati soprattutto alla resilienza del suo sistema produttivo vanno tutelati e consolidati. Ma non dobbiamo cadere in inganno perché la "glaciazione demografica" meridionale e in particolare delle sue aree interne è oltre la soglia della drammaticità. Questo si traduce in meno servizi e meno capacità di mantenere il passo della crescita. La Basilicata è simbolo di questo mezzogiorno fotografato da Svimez. Siamo preoccupati perché il governo non agisce su nessuna leva in grado di sostenere il sud e nonostante i proclami tutti i provvedimenti compresa l'ultima legge di Bilancio che ci apprestiamo ad esaminare in parlamento sono contro il Mezzogiorno. Noi  sfidiamo la destra a partire dalla Basilicata ad un confronto a tutto campo su emergenza idrica, tutela del manifatturiero, dell'automotive, del salotto, e dell'agroalimentare. Ma soprattutto lì vogliamo sfidare sul rilancio e il mantenimento dei servizi nelle aree interne e impedire l’emigrazione giovani” così una nota del deputato democratico, Enzo Amendola.

12/11/2025 - 16:54

“La cessione di Iveco a un gruppo extraeuropeo rappresenta un campanello d’allarme per il futuro del nostro sistema industriale e per la capacità dell’Italia di difendere i propri asset strategici. Iveco è uno degli ultimi grandi costruttori industriali italiani nel settore dell’automotive pesante. Il trasferimento del controllo fuori dall’Unione Europea rischia di indebolire il presidio industriale nazionale e di spostare le principali leve decisionali all’estero. È indispensabile che il governo garantisca che la sede torinese mantenga un ruolo strategico e che una parte della governance resti in Italia. È necessario tutelare i lavoratori e la filiera produttiva mentre le garanzie occupazionali appaiono limitate a un orizzonte di due anni. Chiediamo un piano industriale dettagliato, con impegni vincolanti e pluriennali su stabilimenti, livelli occupazionali e investimenti in ricerca e sviluppo, per proteggere l’indotto, in particolare in Lombardia ed Emilia-Romagna.
Il caso Iveco è il sintomo di una fragilità più ampia: la mancanza di una politica industriale nazionale ed europea capace di proteggere e rilanciare i settori strategici. L’Italia deve farsi promotrice di un quadro comune europeo di difesa industriale, con strumenti pubblici d’intervento sul modello francese e tedesco. Su questi aspetti fondamentali il ministro Urso oggi in audizione non è stato in grado di assumere impegni chiari. Rimangono aperti tutti i problemi emersi: tutelare l’interesse nazionale, garantire la continuità produttiva e assicurare che Iveco resti un presidio industriale e tecnologico italiano all’interno di una strategia europea condivisa”.
Così i deputati del Pd Vinicio Peluffo, Antonella Forattini, Alberto Pandolfo, Arturo Scotto e Gian Antonio Girelli.

 

12/11/2025 - 11:56

“Il ministro Urso dice di essere 'alla ricerca di risorse nuove', peccato che quelle vecchie, gli oltre 6  miliardi destinati a Transizione 5.0, le abbia già fatte sparire. È paradossale: la principale misura industriale del PNRR è stata smontata pezzo per pezzo da questo Governo, che ha tagliato quasi 4 miliardi di euro e ora lascia le imprese in lista d’attesa, con una semplice 'ricevuta di indisponibilità delle risorse'. Altro che successo: è un fallimento annunciato”. Lo dichiara Ubaldo Pagano, deputato del Partito Democratico e capogruppo dem in Commissione Bilancio alla Camera.
“Hanno trasformato Transizione 5.0 - sottolinea il parlamentare - in un imbuto burocratico che blocca gli investimenti e alimenta la sfiducia del sistema produttivo. È l’ennesima dimostrazione dell’improvvisazione del Governo Meloni sul fronte delle politiche industriali. Invece di accompagnare la transizione energetica e digitale delle imprese, stanno mettendo in ginocchio chi vuole innovare, produrre e creare lavoro. Le imprese non chiedono nuove scuse, ma serietà, programmazione e regole chiare. Dalla siderurgia all’automotive, dal manifatturiero alla transizione verde, il bilancio dell’esecutivo è disastroso. Il ministro Urso si riempie la bocca di parole come 'reindustrializzazione' e 'rilancio', ma dietro gli annunci non c’è alcuna strategia, solo ritardi, tagli e propaganda”.
“La verità – conclude Pagano – è che questo Governo non ha una politica industriale: ha solo un elenco di fallimenti. E senza una visione vera, la prossima transizione rischia di essere quella dal futuro al passato”.

 

12/11/2025 - 11:02

“Il Piemonte non è più una delle Regioni che traina il Paese. Anzi è “in transizione”, cioè non più tra le più sviluppate in Europa. Abbiamo perso 3 punti percentuali di pil pro capite in sette anni: è la dimostrazione plastica, chiara ed evidente del fallimento Cirio”.

Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico e deputata piemontese, sul declassamento del Piemonte a Regione “in transizione”.

“Il crollo del settore automotive, che più volte abbiamo denunciato, su cui governo nazionale e regionale non sono minimamente intervenuti, ha tolto 1500 posti di lavoro a Torino solo nell’ultimo anno - prosegue la deputata dem - Aumentano la cassa integrazione, il lavoro nero, quello sommerso. Il PNRR? È stato sprecato senza programmazione ma con un’accozzaglia di interventi inutili. Hanno tagliato sugli ospedali, sui sostegni alle famiglie per fare ridicole feste “identitarie”. E la lista sarebbe lunga.
Cirio, troppo impegnato a tagliare nastri e a fare il simpatico alle sagre, non si è mai accorto di tutto questo”.

“Oggi la Regione apre gli occhi e festeggia per 1,5 miliardi in più da spendere. Farebbe ridere se non fosse drammatico: si esulta perché arriveranno più fondi proprio per il declassamento. Cirio parlava di “Piemonte a un’altra velocità”, slogan buono per la campagna elettorale ma assolutamente lontano dalla realtà. Il Piemonte corre, è vero, ma all’indietro. Serve un piano industriale, una capacità di attrarre cervelli e investimenti, un netto cambio di passo. Tutto quello che l’attuale giunta, in quasi 7 anni, ha dimostrato di non saper fare” conclude Gribaudo.

 

06/11/2025 - 13:40

“La dinamica economica del Paese sta rallentando e la produzione industriale nel 2024 è diminuita del 3,5 per cento rispetto all’anno precedente. La manovra del governo Meloni non contiene misure per la crescita: la politica industriale di questo esecutivo è pari a zero”. Così il deputato dem Vinicio Peluffo, vicepresidente della commissione Attività produttive.

“Programmi come Transizione 5.0 – evidenzia l’esponente dem - si sono rivelati un flop totale, mentre intere filiere strategiche, automotive, moda, tessile, acciaio, chimica di base, sono in crisi. Servono interventi mirati e politiche industriali coerenti con quelle europee, a partire da un fondo per accompagnare la doppia transizione ecologica e digitale e un fondo specifico per l’automotive, tagliato del 75 per cento nell’ultima legge di bilancio. In Italia i costi energetici sono tra i più alti d’Europa. Occorre intervenire subito sul meccanismo di formazione del prezzo dell’elettricità, sganciandolo dal gas e investendo di più sulle rinnovabili, anche semplificando le procedure e incentivando i contratti a lungo termine. Solo così si potrà abbassare la bolletta e restituire competitività alle imprese”.

“Infine – conclude Peluffo – i dazi imposti dagli Stati Uniti rischiano di colpire duramente il nostro export, uno dei motori dell’economia italiana. Mentre altri Paesi europei hanno già agito, il governo Meloni è rimasto fermo e in testa indossa sempre il cappellino ‘Make America Great Again’ e fa gli interessi di Trump, non quelli del nostro Paese”.

 

28/10/2025 - 14:37

“Il silenzio di Meloni sulle sconsiderate parole pronunciate ieri da Orbàn imbarazza il governo e il Paese. Noi chiediamo più investimenti e coraggio da parte dell'Europa per affrontare le sfide e i problemi reali delle famiglie e delle aziende. Tuttavia, è evidente che oggi quel coraggio manca.

Sono proprio i governi di destra, conservatori e sovranisti, a bloccare però le riforme e l'integrazione ulteriore dell'Europa. Sono proprio questi governi che si lamentano di un'Europa che non funziona, ma che non contribuiscono a semplificare il mercato o a prevedere fondi e interventi europei per la sanità, per le filiere industriali come l'Automotive, per l'energia, così come per rendere strutturale il Next Generation Eu. Oggi il diritto di veto è un grande problema. L'Europa ha bisogno di risposte rapide ed efficaci, soprattutto in politica estera e in materia di bilancio e fiscale.

Chiediamo a Meloni di cambiare idea per fare gli interessi dell’Italia e non continuare a inseguire una sterile propaganda sovranista. Non possiamo continuare a rimanere bloccati da singoli paesi che ostacolano decisioni fondamentali per il bene comune”. Lo ha detto Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissione politiche europee, a Coffee Break su La7.

 

22/10/2025 - 17:53

“I sovranismi nazionali di cui siete tanto orgogliosi hanno avuto la responsabilità politica di non aver fatto valere il peso di un’Europa coesa e determinata nel difendere i propri interessi. Il risultato è che i dazi colpiscono in modo rilevante le esportazioni europee e italiane incidendo sul Pil e sull'occupazione, con il nostro Paese, la seconda manifattura europea, tra i più esposti”.

Così il vicepresidente della commissione Attività produttive alla Camera, Vinicio Peluffo, intervenendo in Aula sulle comunicazioni della presidente Meloni.
“Avevate detto - ha aggiunto - che una volta arrivati al governo sareste andati a Bruxelles a battere i pugni sul tavolo per fare gli interessi degli italiani. Allora fate una cosa utile. Chiedete un piano di investimenti orientato a rafforzare la politica industriale dell'unione europea. Chiedete la creazione di una governance industriale europea rafforzata. Chiedete la promozione di una strategia europea di commercio internazionale che combini l'apertura verso nuovi mercati con la protezione delle filiere strategiche e un supporto concreto alle imprese esposte e poi, se ci riuscite, fate anche qualcosa qui in Italia, visto che sulle politiche industriali non avete fatto niente su automotive, chimica di base, acciaio, moda e tessile. L'elenco delle emergenze alle quali non date risposte diventa sempre più lungo, ma le imprese e i lavoratori italiani non possono più aspettare”.

 

13/09/2025 - 16:54

“È urgente che il governo prenda iniziative per scongiurare la grave situazione della multinazionale dell’AI per l’automotive Cerence di Torino che ha avviato il licenziamento collettivo di 54 lavoratrici e lavoratori. È altrettanto necessario che l'esecutivo attivi tutti gli strumenti normativi e giuridici a tutela delle maestranze. Oggi i sindacati hanno presidiato il Comune di Torino e nei prossimi giorni porteranno la vertenza anche in Regione Piemonte”. Così il deputato Pd Mauro Laus che ha presentato un’interrogazione parlamentare e chiesto al Governo di "aprire subito un tavolo di crisi al MIMIT e al Ministero del Lavoro, per difendere occupazione e competenze strategiche”.

“Non possiamo permettere che un patrimonio di know-how così importante venga disperso”, conclude Laus.

 

11/09/2025 - 14:49

“Chiediamo una informativa urgente del ministro Urso in quest’Aula per sapere quali iniziative intenda adottare per invertire il trend di caduta del settore dell’automotive. I dati pubblicati lo scorso 6 agosto ci dicono che il settore dell’automotive ha registrato un decremento quasi del 20 per cento solamente nei primi 6 mesi del 2025. L’indice di produzione dei veicoli è calato, così come l’indice di produzione delle carrozzerie e degli accessori. Insomma, secondo l’Istat, tutto il settore dell’automotive ha registrato una variazione negativa. Nello stabilimento torinese di Stellantis che rappresenta idealmente un po’ la bandiera della produzione automobilistica in Italia nel primo semestre del 2025 sono state prodotte 15.000 unità, un calo del 21% rispetto al 2024 e di oltre il 56% rispetto al 2021. Oltre 7850 lavoratori hanno subito dei profondi tagli ai propri stipendi. Le iniziative finora intraprese dal governo per cercare di risollevare il settore dell’automotive evidentemente non hanno avuto efficacia. Di fronte a questi dati diventa fondamentale avere un’informativa da parte del governo; il ministro Urso ci dica quante risorse nuove intende investire per favorire il rilancio della produzione di autovetture negli stabilimenti italiani di Stellantis, a Mirafiori, Pomigliano d’Arco, Cassino, Melfi e Termoli”. Lo ha detto in Aula il deputato del Pd, Alberto Pandolfo.

25/08/2025 - 14:25

Governo incapace di dare prospettiva a un settore cruciale.

“L’Italia possiede il più grande patrimonio museale al mondo, decine di siti Unesco e 8.000 km di coste nel cuore del Mediterraneo. Un Paese così non può affrontare il turismo con slogan o con improvvisati ‘oroscopi’, come purtroppo sta facendo la ministra Santanchè, imbarazzando lo stesso governo di cui fa parte. Servono meno rancore e più studio, meno propaganda e più strategia”. Lo dichiara Andrea Gnassi, deputato Pd ed ex sindaco di Rimini, intervenendo alla trasmissione L’Aria che Tira.

“Il turismo balneare – prosegue l’esponente dem – è oggi nel caos a causa del mancato recepimento della direttiva Bolkestein: né gli imprenditori né i Comuni hanno certezze sul futuro delle concessioni. Ciò significa che non possono programmare né investire, mentre il governo continua a rinviare una legge adeguata. Dire che non ci sono problemi perché ‘le seggiovie sono piene’ è un non-senso: sarebbe come giustificare la crisi della Nazionale di calcio con la vittoria di Sinner a Wimbledon. Il turismo è un’industria complessa, che va dal balneare al congressuale, dal culturale al digitale, e non può essere liquidata con battute superficiali”.

L’ex Sindaco di Rimini richiama poi la necessità di politiche di lungo respiro: “Non possiamo oscillare dall’overtourism al crisis tourism. Serve un vero piano strategico nazionale, che non sia solo evocato, ma che intervenga concretamente: riqualificazione delle coste, contrasto all’inquinamento marino, strumenti per l’aggregazione di prodotto e l’innovazione dei processi. Occorre collegare i grandi attrattori culturali - Venezia, Firenze, Roma - con trasporti efficienti e integrati, così da aumentare la permanenza media dei turisti internazionali e distribuire i flussi anche nei borghi e nelle città d’arte minori. Nel 2024 In Spagna queste politiche hanno portato a entrate per 126 miliardi, in Francia 77: l’Italia è ferma a 59. Per il 2025 il trend è che Spagna e Francia crescono di più e meglio che l'Italia. Non basta invocare i ‘turisti alto spendenti’, quando in realtà si sta promuovendo un 'turismo escludente' che penalizza i ceti medi italiani, già colpiti dal crollo del potere d’acquisto”.

“Il punto – conclude Gnassi – è che in Italia il turismo non è mai stato considerato alla stregua di un’industria strategica, come la meccanica, l’automotive o la chimica. È tempo di cambiare approccio, trattandolo per quello che è: una delle prime industrie del Paese. Ma per farlo servono serietà, visione e politiche industriali, non slogan e battute estemporanee. Questo governo, purtroppo, non si è dimostrato all’altezza delle potenzialità straordinarie del nostro sistema turistico”.

 

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