"La sesta commissione della Regione Piemonte ha approvato, a colpi di maggioranza, una proposta di legge di FdI che finanzierebbe 'l’orientamento sportivo' per indirizzare, attraverso dei voucher per ragazze e ragazzi fra gli 8 e i 14 anni, verso la disciplina sportiva più consona alle proprie caratteristiche antropometriche, immagino. La ritengo una bestialità così grande che non voglio neppure fare speculazioni politiche (che mi verrebbero spontanee e facili) su come e a beneficio di chi verrebbero usato questi voucher. Parlo piuttosto da esperto in materia che ricorda a tutti, a maggior ragione alle famiglie che vogliono avvicinare i propri figli allo sport, che la iper-specializzazione precoce non solo è dannosa, ma è la principale causa di abbandono sportivo proprio dopo quei 14 anni di età. Capisco l’approssimazione, il populismo, la non conoscenza della materia e il tentativo di fare felice qualche interesse lobbistico o di amici, ma basterebbe chiedere per evitare di fare stupidaggini. Oppure copiare, visto che tanto si è parlato del successo della Norvegia nell’ultimo medagliere olimpico, paese che prevede un approccio multidisciplinare allo sport giovanile". Lo dichiara in una nota il deputato e Responsabile Sport del PD, Mauro Berruto.
"Spero che quando il provvedimento arriverà in aula in Regione Piemonte qualcuno rinsavisca e trasformi questo provvedimento e le risorse necessarie per iniziative orientate a un accesso universale alla pratica sportiva in ottica proprio multidisciplinare, visto che in Piemonte, come in Italia, ben prima della specializzazione, il problema è che lo sport lo fa solo chi se lo può permettere", conclude il deputato dem.
"Il governo israeliano sta annettendo sempre più territori della Cisgiordania, nel silenzio assoluto, approfittando del conflitto nel Golfo. Un'accelerazione dell'annessione che sta avvenendo con il placet di Washington. Prova ne sia il fatto che gli Usa hanno aperto un consolato nella colonia illegittima di Efrat e un altro ne apriranno nell’insediamento ultra-ortodosso di Beitar Illit, anch'esso illegittimo. Aprire consolati in colonie che sono e restano illegali secondo il diritto internazionale e secondo le risoluzioni dell'Onu è un atto gravissimo che legittima l'annessione. A riprova dell'escalation, il recente report dell’organizzazione israeliana Peace Now, il 2025 è stato un anno record per l’appropriazione della terra palestinese in Cisgiordania: 54 gli insediamenti approvati (contro i 9 del 2023) e 86 i nuovi avamposti in attesa di approvazione.
Tajani spieghi cosa intende fare il governo per favorire veramente la soluzione a due stati e per evitare che le sue restino dichiarazioni vuote e slogan privi di sostanza. E mentre ben 19 ministri degli Esteri, tra cui 11 europei, hanno duramente condannato queste azioni, il ministro Tajani e la presidente Meloni tacciono. Per questo ho presentato un'interrogazione a Tajani per chiedere perché non si è unito ai suoi colleghi e cos'ha da dire sull'apertura dei consolati Usa. E' inutile parlare di "due popoli e due stati" se si tace davanti all'annessione del territorio di uno dei due stati, la Palestina.
Insieme a me, hanno firmato l'interrogazione Enzo Amendola, Peppe Provenzano, Fabio Porta, Lia Quartapelle, Ouidad Bakkali, Mauro Berruto, Sara Ferrari, Valentina Ghio e Arturo Scotto". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
Come Tajani insegna 'vale fino a un certo punto'
Come saranno trattati i dossier sui tavoli di Comitato Olimpico e Paralimpico Internazionale con questa clamorosa violazione della tregua olimpica da parte di USA e Israele?
La tregua olimpica, di cui tanto ci si è riempito la bocca, è in vigore dal settimo giorno precedente l’inizio dei Giochi Olimpici al settimo giorno successivo alla fine dei Giochi Paralimpici. A meno che, come Tajani insegna, anche la tregua olimpica valga “fino a un certo punto”.
Così Mauro Berruto, deputato e responsabile nazionale Sport del Partito Democratico.
“Anna Arnaudo, mezzofondista e già campionessa italiana dei 5.000 e 10.000 metri, atleta del CUS Torino, da tempo combatte una battaglia che ha dell'incredibile. Per una legge del 1932 atlete e atleti con diabete, come lei stessa, non possono avere accesso ai gruppi sportivi militari. Ho presentato un ordine del giorno al decreto 'milleproroghe' sul tema, chiedendo che questa discriminazione sia superata, tanto più che oggi i gruppi sportivi militari accolgono, giustamente, anche gli atleti con disabilità. Il mio ordine del giorno sarebbe stato accolto “come raccomandazione”, davvero troppo poco. Ho ricordato all'aula che 18 delle 30 medaglie olimpiche di Milano-Cortina provengono dai gruppi sportivi militare e che è letteralmente antistorico che una legge di quasi 100 anni fa, non permette ad atlete e atleti come Anna (e a tanti adolescenti di talento) di poter immaginare un futuro nello sport. Proprio oggi quando atleti con diabete come Alex Zverev, tennista n.4 al mondo, l'intero team ciclistico Novo Nordisk, la pallavolista della nazionale Alice Degradi gareggiano al massimo livello assoluto. Il Governo, dopo un po' di riflessioni, ha proposto una riformulazione al mio ordine del giorno, che ho accettato aprendo a tutta l'aula la possibilità di sottoscriverlo. E, per una volta, si è verificato un fatto piacevolmente anomalo che spero sia il miglior viatico per la soluzione della vicenda: la sottoscrizione unanime del mio ordine del giorno da parte di tutti i gruppi parlamentari, sia di opposizione che di maggioranza. Ora mi rivolgo direttamente al Ministro Crosetto, affinché il ministero della Difesa possa ora trovare la soluzione e rimuovere finalmente questa discriminazione."
Così il responsabile nazionale sport, il deputato democratico Mauro Berruto.
“Oggi alla camera è stato approvato un odg del Pd a firma delle deputate e dei deputati Merola, Manzi, Orfini, Roggiani, Berruto e Iacono, per dare piena attuazione all'istituzione degli ordini dei pedagogisti e degli educatori, evitando ulteriori proroghe, e per promuovere le iniziative operative per avviare effettivamente gli Ordini, quali strumenti di tutela della qualità dei servizi educativi e di welfare”, lo rende noto un comunicato del gruppo del Pd della Camera.
Berruto (Pd): Proteggere gli atleti e garantire accesso allo sport
Sono 684 gli sportivi uccisi in Palestina dall’ottobre 2023. Tra loro 178 ragazzi tra i 6 e i 20 anni. Distrutti circa 290 impianti sportivi tra Gaza e Cisgiordania, tra stadi, campi da calcio, palestre e sedi di club impedendo qualsiasi pratica sportiva..
È il quadro tracciato dal Comitato Olimpico Palestinese nel report presentato oggi alla Camera, nel corso di una conferenza stampa organizzata dal deputato e responsabile nazionale Sport del PD Mauro Berruto.
I dati, che viene sottolineato nel Report “sono stati meticolosamente raccolti e verificati”, parlano di 684 vittime distribuite in 34 federazioni e istituzioni sportive. La federazione più colpita è la Federcalcio palestinese, che conta 367 morti tra arbitri, allenatori, giocatori, presidenti di club e dirigenti. Seguono l’Associazione Scout Palestinese con 54 vittime e la Federazione Karate con 31.
Il report evidenzia un impatto generazionale profondo: 178 vittime avevano tra i 6 e i 20 anni; 143 tra i 20 e i 30 anni, nel pieno dell’attività agonistica; 111 avevano più di 50 anni, tra dirigenti storici e figure chiave della governance sportiva. Una perdita che compromette non solo il presente ma la continuità futura dello sport palestinese.
Colpita anche la componente femminile dello sport. Secondo i dati del Comitato Olimpico Palestinese, le vittime donne sono il 5% del totale. Molte erano bambine, giovani atlete o impegnate nell’amministrazione sportiva. Una ferita che, sottolinea il report, rappresenta un grave arretramento nel percorso di crescita della partecipazione femminile nello sport palestinese, già fragile e frutto di anni di lavoro per affermare uguaglianza e inclusione.
Sul fronte delle infrastrutture, la distruzione viene definita “sistematica”. Secondo la Federcalcio palestinese, dall’ottobre 2023 sono stati demoliti 23 grandi stadi e campi sportivi, 12 campi da calcio omologati FIFA, 35 palestre indoor polivalenti e 60 sedi amministrative di club. Danni per centinaia di milioni di euro, con tempi di ricostruzione stimati in decenni.
Simbolo di questa devastazione è lo stadio Al-Yarmouk, inaugurato nel 1952 e tra i più antichi impianti della Palestina. Luogo di partite internazionali e raduni olimpici, durante il conflitto sarebbe stato trasformato dagli israeliani in campo di detenzione per prigionieri di guerra, per poi essere completamente raso al suolo. Da simbolo di orgoglio nazionale a luogo di umiliazione, fino alla distruzione totale.
Il documento parla di un impatto “senza precedenti” sull’intero settore sportivo e richiama esplicitamente i principi della Carta Olimpica: non discriminazione, uguaglianza di genere, rispetto dei diritti umani e diritto allo sport.
“Dobbiamo riportare al centro la Carta Olimpica, il documento del Comitato Olimpico Internazionale che tutela i valori fondamentali dello sport”, ha dichiarato Mauro Berruto aprendo la conferenza. “Quello che sta avvenendo in Palestina è un vero e proprio genocidio, in aperta violazione dei diritti umani internazionali. Viene colpito un popolo anche nel suo aspetto più condivisibile: lo sport”.
Da qui l’appello del Comitato olimpico palestinese alla comunità internazionale e alle federazioni sportive mondiali: “Chiediamo che venga garantita la libera partecipazione degli atleti palestinesi alle competizioni internazionali, senza ostacoli, e la loro protezione da qualsiasi minaccia o molestia. È il momento di stare al fianco degli atleti palestinesi, di proteggere lo sport e di piantare i semi della pace e della giustizia. Lo sport deve essere un ponte per la pace e una speranza per tutti”.
Un appello che in concomitanza con le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 punta a riportare la questione palestinese anche dentro le istituzioni sportive globali, trasformando il diritto allo sport — per uomini e donne — in una questione di responsabilità internazionale.
*Renzo Ulivieri premierà con la “Panchina speciale AIAC 2025” il CT della nazionale palestinese di calcio*
venerdì 13 febbraio h. 11.30 c/o Sala stampa della Camera, Via della Missione 4
Promossa dal responsabile nazionale sport del Pd,Mauro Berruto, parteciperanno:
Jibril Rayoub, Presidente del Comitato Olimpico Palestinese e della Federcalcio palestinese
Dima Said, ex calciatrice e portavoce della federcalcio palestinese
Ehab Abu Jazar, CT della nazionale maschile palestinese di calcio
Charlotte Phillips, atleta della nazionale femminile palestinese di calcio
Valerie Tarazi, nuotatrice olimpica palestinese e membro dell’Olympic Council of Asia
Parteciperanno anche:
Renzo Ulivieri, presidente della AIAC (Associazione italiana allenatori calcio) e
Sua Eccellenza Mona Abuamara, ambasciatrice di Palestina in Italia
Nel corso della conferenza verrà consegnato ai giornalisti il ‘Report sull’attuale situazione dello Sport palestinese’.
Renzo Ulivieri premierà con la “Panchina speciale AIAC 2025” il CT della nazionale palestinese Ehab Abu Jazar.
Così si rischia di affossare una riforma condivisa.
“Il rinvio sine die al Senato del disegno di legge sulla partecipazione popolare nelle società sportive rappresenta un fatto grave e politicamente inspiegabile. La proposta, di iniziativa parlamentare e con prima firma di Riccardo Molinari e da me sottoscritta, è stata approvata all’unanimità alla Camera oltre un anno fa ed è poi arrivata al Senato, dove ha ottenuto il via libera della commissione competente con parere favorevole del ministro Abodi. Un percorso lineare che rende sorprendente e del tutto inusuale il rinvio richiesto in Aula, senza peraltro motivarlo, dal gruppo di Forza Italia”. Lo dichiara Mauro Berruto, deputato e responsabile nazionale Sport del Partito Democratico.
“Il testo – prosegue l’esponente dem - introduce una norma estremamente equilibrata: consente, solo su base volontaria per le società, l’ingresso di associazioni di tifosi fino a una quota massima dell’1 per cento del capitale sociale. Una partecipazione simbolica, esercitabile attraverso associazioni rappresentative di almeno il 10 per cento della media degli spettatori allo stadio. Si tratta di un modello prudente, distante da altre esperienze europee come quella tedesca che prevede il 50 per cento +1 di azionariato popolare, che non altera gli assetti proprietari ma rafforza il legame tra società sportive, territori e comunità”.
“Il rinvio – conclude Berruto - è stato chiesto dal gruppo di Forza Italia, nel quale siedono senatori come Claudio Lotito e Adriano Galliani. È legittimo chiedere soprattutto a loro cosa sia cambiato rispetto a un provvedimento già votato e sostenuto dal ministro Abodi e dal governo. È bene ricordare che questa proposta di legge potrebbe essere approvata anche senza i voti di Forza Italia, perché può contare sul sostegno del Partito Democratico. Non a caso, l’unica forza politica che si è opposta al ritorno del testo in commissione è stata proprio il Pd, ribadendo la necessità di arrivare rapidamente al voto finale. Il rischio concreto è che il provvedimento venga fermato, frustrando ancora una volta le aspettative di tifosi per bene, alcuni dei quali erano sulle tribune del Senato pronti ad applaudire il voto finale. Il Parlamento e il mondo dello Sport meritano trasparenza, spiegazioni chiare sulle responsabilità su una decisione che mette in discussione una riforma di buon senso”.
“Riportare la Tregua Olimpica al centro dell'agenda geopolitica mondiale è una priorità, soprattutto in questo momento storico e politico.
Il progetto “Giochi Olimpici di pace ”propone una riforma del protocollo olimpico per rispondere alle sfide dei conflitti contemporanei. Uno dei temi fondamentali che mi preme sottolineare riguarda la richiesta di modifica del giuramento dell’atleta olimpico inserendo un passaggio esplicito rispetto alla responsabilità di ripudiare la guerra ed essere costruttore di pace rendendo l’atleta olimpico esempio per tutti gli altri sportivi. Ho vissuto per due volte la concreta utopia del Villaggio Olimpico, so che è possibile! Sogno atleti olimpici come veri e propri diplomatici, in grado di spingere istituzioni sportive e politiche verso una pace duratura. Non meno importanti sono i nuovi criteri di esclusione per gli Stati belligeranti e tutele per gli atleti individuali, già presenti nell’attuale carta olimpica, ma troppo spesso disattesi. Noi chiediamo che vengano fatte queste modifiche in modo che non possano più accadere fatti come nel caso dell’atleta Heraskevych, al quale il Cio ha vietato di indossare un casco con i volti delle vittime, atleti e sportivi, caduti in Ucraina”. Lo ha detto Mauro Berruto Deputato e responsabile nazionale sport del PD durante una conferenza stampa di presentazione di una proposta, presentata da Renato Accorinti e sostenuta da moltissime firme di atleti e di protagonisti della società civile, per riassegnare ai Giochi Olimpici un protagonismo nella ricerca della pace.
“Sosteniamo con tutte le nostre forze la comunità scolastica del Righi che sta facendo grandi sacrifici per andare avanti e non può essere lasciata sola. Giorgia Meloni non può continuare a fare finta di non vedere che quello che sta succedendo mette a repentaglio ogni giorno la sicurezza e la serenità di tutta la comunità scolastica. La nostra segretaria Elly Schlein e tutto il Pd condanna sempre, senza distinguo, ogni forma di violenza politica e chiede che anche la Presidente del consiglio prenda posizione quando chi la commette si dichiara fascista, firma con una svastica e usa lo stesso slogan 'la scuola è nostra' che solo poche settimane fa abbiamo visto sventolare ad Atreju. Con la nostra interrogazione chiediamo alla Presidente del Consiglio di esprimere finalmente le parole di condanna e di mettere in campo le azioni concrete che fino a oggi sono mancate per impedire che episodi gravi e intollerabili come questi possano ripetersi.”
Lo dichiarano in una nota Andrea Casu primo firmatario dell’interrogazione depositata insieme alla Responsabile Scuola del Partito Democratico Irene Manzi e i deputati PD Berruto, Boldrini, Ciani, Curti, De Maria, Di Biase, Evi, Fassino, Ferrari, Forattini, Fornaro, Furfaro, Ghio, Gianassi, Girelli, Gribaudo, Guerra, Iacono, Lai, Laus, Madia, Malavasi, Marino, Morassut, Orfini, Pandolfo, Porta, Prestipino, Quartapelle Procopio, Ricciardi, Roggiani, Romeo, Rossi, Sarracino, Scarpa, Scotto, Serracchiani, Simiani, Stefanazzi, Stumpo, Tabacci, Viggiano.
Renzo Ulivieri premierà con la “Panchina speciale AIAC 2025” il CT della nazionale palestinese di calcio
venerdì 13 febbraio h. 11.30 c/o Sala stampa della Camera, Via della Missione 4
Promossa dal responsabile nazionale sport del Pd, Mauro Berruto, parteciperanno:
Jibril Rayoub, Presidente del Comitato Olimpico Palestinese e della Federcalcio palestinese
Dima Said, ex calciatrice e portavoce della federcalcio palestinese
Ehab Abu Jazar, CT della nazionale maschile palestinese di calcio
Charlotte Phillips, atleta della nazionale femminile palestinese di calcio
Valerie Tarazi, nuotatrice olimpica palestinese e membro dell’Olympic Council of Asia
Parteciperanno anche:
Renzo Ulivieri, presidente della AIAC (Associazione italiana allenatori calcio)
e
Sua Eccellenza Mona Abuamara, ambasciatrice di Palestina in Italia
Nel corso della conferenza verrà consegnato ai giornalisti il ‘Report sull’attuale situazione dello Sport palestinese’.
Renzo Ulivieri premierà con la “Panchina speciale AIAC 2025” il CT della nazionale palestinese Ehab Abu Jazar.
https://www.assoallenatori.it/news/2560.html
Conferenza stampa mercoledì 11 febbraio h. 10.00
presso la Sala stampa della Camera dei deputati, Via della Missione 4
Parteciperanno:
Mauro Berruto, deputato della Repubblica italiana
Renato Accorinti, già sindaco di Messina
In occasione dei prossimi Giochi Invernali di Milano-Cortina 2026, nasce un’iniziativa che mira a riportare realmente la Tregua Olimpica al centro dell'agenda geopolitica mondiale.
Il progetto “Giochi Olimpici di pace” che verrà presentato ufficialmente alla stampa, propone una riforma del protocollo olimpico per rispondere alle sfide dei conflitti contemporanei. La proposta prende le mosse dalle parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sulla necessità di onorare il "DNA olimpico".
Durante la conferenza stampa verranno illustrati i dettagli di un appello formale inviato al CIO, al CIP e alle massime cariche dello Stato italiano e sottoscritto da moltissimi protagonisti del mondo sportivo, politico, culturale, scientifico, religioso del nostro Paese. La proposta affronta temi cruciali e di forte impatto mediatico, tra cui:
• Nuovi criteri di esclusione per gli Stati belligeranti e tutele per gli atleti individuali.
• Una proposta di evoluzione simbolica della bandiera Olimpica per rendere il messaggio di pace visibile a miliardi di spettatori.
• L'integrazione del "giuramento dell'atleta" con un impegno esplicito contro la guerra.
L’obiettivo è spingere le istituzioni sportive e politiche a farsi portavoce di un cambiamento che trasformi ogni competizione in un atto concreto di diplomazia e fratellanza.
“Il rinvio al Senato, sine die, del disegno di legge sulla partecipazione popolare, e in particolare dei tifosi, nelle società sportive, è un atto molto grave e una responsabilità politica pesante di governo e maggioranza”. Lo dichiara il deputato Mauro Berruto, responsabile nazionale Sport del Partito Democratico.
“Parliamo di una legge - conclude Berruto - approvata alla Camera il 23 aprile 2024, ferma da mesi al Senato e ora nuovamente bloccata senza alcuna motivazione credibile. Uno stop che mortifica il Parlamento e ignora il lavoro fatto su una riforma attesa da tifosi, associazioni e territori. Questa proposta introduce finalmente anche in Italia il principio della partecipazione popolare nelle società sportive, rafforzando il legame tra club, comunità e tifosi, superando il modello proprietario chiuso che negli anni ha prodotto distorsioni e crisi. Il governo smetta di fare melina e chiarisca se vuole davvero sostenere uno sport più democratico e radicato nei territori, oppure se intende continuare a rinviare per convenienza politica una riforma condivisa e necessaria".
Conferenza stampa di mercoledì 11 febbraio h. 10.00
presso la Sala stampa della Camera dei deputati, Via della Missione 4
Parteciperanno:
Mauro Berruto, deputato della Repubblica italiana
Renato Accorinti, già sindaco di Messina
In occasione dei prossimi Giochi Invernali di Milano-Cortina 2026, nasce un’iniziativa che mira a riportare realmente la Tregua Olimpica al centro dell'agenda geopolitica mondiale.
Il progetto “Giochi Olimpici di pace” che verrà presentato ufficialmente alla stampa, propone una riforma del protocollo olimpico per rispondere alle sfide dei conflitti contemporanei. La proposta prende le mosse dalle parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sulla necessità di onorare il "DNA olimpico".
Durante la conferenza stampa verranno illustrati i dettagli di un appello formale inviato al CIO, al CIP e alle massime cariche dello Stato italiano e sottoscritto da moltissimi protagonisti del mondo sportivo, politico, culturale, scientifico, religioso del nostro Paese. La proposta affronta temi cruciali e di forte impatto mediatico, tra cui:
• Nuovi criteri di esclusione per gli Stati belligeranti e tutele per gli atleti individuali.
• Una proposta di evoluzione simbolica della bandiera Olimpica per rendere il messaggio di pace visibile a miliardi di spettatori.
• L'integrazione del "giuramento dell'atleta" con un impegno esplicito contro la guerra.
L’obiettivo è spingere le istituzioni sportive e politiche a farsi portavoce di un cambiamento che trasformi ogni competizione in un atto concreto di diplomazia e fratellanza.
*Renzo Ulivieri premierà con la “Panchina speciale AIAC 2025” il CT della nazionale palestinese di calcio*
venerdì 13 febbraio h. 11.30 c/o Sala stampa della Camera, Via della Missione 4Promossa dal responsabile nazionale sport del Pd,Mauro Berruto, parteciperanno:
Jibril Rayoub, Presidente del Comitato Olimpico Palestinese e della Federcalcio palestinese
Dima Said, ex calciatrice e portavoce della federcalcio palestinese
Ehab Abu Jazar, CT della nazionale maschile palestinese di calcio
Charlotte Phillips, atleta della nazionale femminile palestinese di calcio
Valerie Tarazi, nuotatrice olimpica palestinese e membro dell’Olympic Council of Asia
Parteciperanno anche:
Renzo Ulivieri, presidente della AIAC (Associazione italiana allenatori calcio) e
Sua Eccellenza Mona Abuamara, ambasciatrice di Palestina in Italia
Nel corso della conferenza verrà consegnato ai giornalisti il ‘Report sull’attuale situazione dello Sport palestinese’.
Renzo Ulivieri premierà con la “Panchina speciale AIAC 2025” il CT della nazionale palestinese Ehab Abu Jazar.