“La presentazione e l’approvazione da parte della destra dell’emendamento soppressivo che cancella il ruolo istituzionale degli Enti Locali dal Decreto Alluvione è una scelta politica, anche se mascherata dietro un tecnicismo parlamentare. Governo e maggioranza mettendo nel mirino e cancellando il comitato istituzionale, il tavolo che garantiva un reale coordinamento del lavoro con le istituzioni territoriali, e la partecipazione fattuale di comuni, province e unione dei comuni, sanciscono la loro volontà di comandare centralizzando ogni decisione, anziché di governare. Con una discussione seria e franca si sarebbe potuto affrontare e risolvere ogni questione realmente ‘tecnica’. Invece, nonostante il nostro emendamento fosse stato approvato in commissione Ambiente all’unanimità e avesse anche ottenuto il parere favorevole della commissione Bilancio, la destra ha scelto la via dello scontro. A pagare pegno saranno i cittadini, le imprese e gli enti locali dell’Emilia Romagna, che fino ad oggi hanno solo visto le passerelle dei ministri e della presidente del Consiglio e nulla più”.
Lo dichiarano i deputati democratici della commissione Ambiente e dell’Emilia Romagna.
“Pensavamo che di fronte ad una drammatica alluvione potessero prevalere a livello istituzionale solidarietà e comunione d'intenti. Ci dobbiamo ricredere. Pur di mantenere il controllo assoluto sull'utilizzo delle risorse, peraltro insufficienti, il governo e la destra, utilizzano il grimaldello della Ragioneria per abrogare un emendamento del PD, già votato con il parere favorevole unanime della Commissione Ambiente e avvallato ieri sia dal sottosegretario Freni che dalla Commissione Bilancio. Si allargava la governance della cabina di regia del Commissario alla ricostruzione Figliuolo ai presidenti di Regione indicati come vice Commissari che si sarebbero dotati di una struttura di supporto e si istituiva in comitato interistituzionale per coinvolgere i sindaci nel processo di ricostruzione. Analogamente a quanto si è già fatto con successo dopo il sisma del 2012 in Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto. Niente di tutto questo sarà possibile perché il Governo e la maggioranza hanno voluto dare l’ennesimo schiaffo al buon senso e ai territori colpiti dall’alluvione.
Al governo hanno deciso di comportarsi come i sciacalli che approfittano delle altrui sventure per tenersi stretto il malloppo e la sua gestione, nella becera logica degli interessi politici. Ci auguriamo che non ci sia la velata complicità anche del Generale Figliuolo perché se fosse così saremmo in presenza di una grave ingerenza sul Parlamento da parte di un organismo commissariale di nomina governativa”.
Lo dichiara il deputato del PD Stefano Vaccari
Stiamo assistendo a una forzatura inaccettabile in Commissione sul decreto Alluvioni. Il Governo pretende di cancellare un emendamento del Pd su cui aveva dato poche ore prima parere favorevole in Commissione Bilancio e che è stato approvato all’unanimità sul ruolo dei subcommissari Presidenti di Regione e dei comitati istituzionali dei sindaci, nascondendosi dietro un improvviso cambio di parere della Ragioneria dello Stato. L’ennesimo pasticcio di un Governo e di una maggioranza pronti a ogni forzatura e accecati solo dalla volontà di fare del post alluvione una battaglia politica, mortificando una filiera istituzionale e un territorio che chiede invece serietà e velocità per far partire la ricostruzione.
Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei deputati
“Il grave pasticcio creato da maggioranza e governo non deve mettere in discussione quanto approvato su proposta dell’opposizione nel Dl alluvione. La struttura commissariale è infatti fondamentale per garantire l’efficacia degli interventi di ricostruzione. E’ incredibile la superficialità con la quale sono stati condotti i lavori con l’approvazione in commissione seguita dal parere favorevole della Bilancio e poi bloccata in Aula dopo le osservazioni della Ragioneria Generale dello Stato. Non si utilizzi questa manifesta incapacità di seguire i provvedimenti per colpire solo per motivi politici una scelta approvata in commissione. Ancora una volta assistiamo purtroppo a governo e maggioranza non all’altezza del ruolo che ricoprono che si traduce nell’incapacità di dare risposte ai cittadini”. Lo dichiara il capogruppo democratico in commissione Ambiente Marco Simiani.
“Il caos regna sovrano tra i sovranisti. L’Emilia Romagna meriterebbe un esecutivo all’altezza della difficile fase che sta vivendo e invece abbiamo assistito: prima, a un pasticcio del governo in commissione Ambiente sui testi; poi, alle rassicurazioni del sottosegretario sulle coperture dell’emendamento sui subcommissari in commissione Bilancio, che ha dato parere favorevole; e, infine, alla retromarcia in Aula che sconfessa quanto detto dal governo dopo l’alt della Ragioneria di Stato. Questo si traduce in un ulteriore ritardo nell’approvazione del decreto Alluvione, che slitta di nuovo, e nei tempi di attesa dei cittadini, delle imprese e dei comuni dell’Emilia Romagna nell’ottenere le risorse finanziare per affrontare l’emergenza e la ricostruzione”.
Lo dichiara la deputata del Partito Democratico, Ouidad Bakkali.
“La decisione del presidente della commissione Ambiente, Mauro Rotelli, di chiedere all’Aula il rinvio in commissione del cosiddetto decreto Alluvione, dopo i rilievi della Ragioneria generale per la mancanza di copertura finanziaria, dopo che la commissione Bilancio aveva espresso parere favorevole e il governo giustificato tutti i rilievi, dimostra o l’approssimazione di questa maggioranza di destra e del governo Meloni o la sua volontà di contraddire una scelta già fatta in commissione di affidare il ruolo di vice commissario ai presidenti di regione con rispettive strutture di supporto. Dopo due mesi di attesa, mentre i cittadini, gli enti locali e le imprese dell’Emilia Romagna sono ancora in attesa di aiuti, ristori e finanziamenti, la destra fa le bizze su una scelta di buon senso e che può solo aiutare il percorso di ricostruzione e lo stesso commissario Figliuolo”.
Lo dichiara il capogruppo del Pd in commissione Ambiente alla Camera, Stefano Vaccari, commentando il voto della maggioranza in Aula per il rinvio in commissione del Decreto Alluvione.
“Fitto prova a dare lezioni di galateo anziché rispondere alle richieste puntuali da noi avanzate.
Non ci ha dato infatti alcun chiarimento su una serie di questioni.
Quando conta di ricevere risposte dall’Ue sulla quarta rata e quindi quando presenterà su questa la domanda di liquidazione? Vorremmo sapere infatti quando l’Italia potrà ricevere questi finanziamenti, considerato che ancora deve ricevere la terza rata.
Perché hanno bloccato la liquidazione degli anticipi ai Comuni provocando così il blocco di molte gare d’appalto? Gare che, peraltro, hanno scadenze che i Comuni rischiano di bucare.
La famosa riforma della governance, da lui tanto caldeggiata, quante persone ha visto già incardinate e al lavoro presso la struttura tecnica che ha messo in piedi presso Palazzo Chigi?
E, infine, quando ci farà arrivare le schede tecniche di rimodulazione del Piano? Atteso che vorremmo avere questa informazione almeno una settimana prima dell’informativa fissata alle Camere per il primo di agosto”.
Lo dichiara il deputato democratico Ubaldo Pagano, capogruppo in commissione Bilancio.
Dichiarazione di Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente e on. Emiliano Fossi, segretario Pd Toscana
“Il governo non solo ha ammesso di aver tagliato 300 milioni di euro già stanziati per l’Interporto di Livorno ma ha oggi confermato, nonostante i frettolosi annunci del viceministro Rixi, che queste risorse non verranno riassegnate nemmeno con la Legge di Bilancio”. È quanto dichiarano i deputati Pd Marco Simiani ed Emiliano Fossi, rispettivamente capogruppo in Commissione Ambiente e segretario della Toscana del Partito Democratico, sull’ordine del giorno al Decreto Rigassificatori, respinto oggi lunedì 17 luglio dalla Camera dei Deputati.
“Siamo di fronte ad una destra cialtrona e sprovveduta, capace solo di annunci falsi e di menzogne. Prima hanno tolto le risorse di nascosto, poi hanno negato il taglio. Una volta scoperti hanno promesso di rifinanziare l’opera ma oggi, di fronte ad un atto parlamentare ufficiale, hanno votato contro il rifinanziamento dell’interporto. D’ora in poi potranno dire quello che vogliono ma non saranno più credibili”. concludono i deputati Pd.
I risparmi eventuali relativi al bilancio della Camera del 2023 siano destinati alle aree interessate dall’alluvione in Emilia Romagna, Toscana e Marche. E’ la richiesta del gruppo Pd con un ordine del giorno che accompagna la votazione del bilancio consuntivo 2022 e preventivo 2023 di Palazzo Montecitorio e che stamani ho annunciato nel corso dell’intervento in discussione generale. Già nel 2016 tale eventualità fu esercitata consentendo di trasferire 352 milioni dei risparmi della Camera a favore delle popolazioni colpite dal terremoto in Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto.
Di contro ho espresso motivati dubbi sul fatto che la Camera possa affidare a contenitori terzi, tipo società in house, la gestione dei servizi accessori, anche di carattere amministrativo senza aver valutato prima la sostenibilità finanziaria, l’efficienza, l’economicità e l’efficacia di tale operazione. Peraltro già da anni la Camera esternalizza alcuni servizi con conseguente risparmio di spesa. Semmai sarebbe auspicabile affrontare le ricadute che tali risparmi hanno avuto sugli stipendi e i diritti di centinaia di lavoratori e di impiegati della Camera.
Lo dichiara Stefano Vaccari, deputato Pd e Segretario di Presidenza della Camera dei deputati.
Dopo mesi in cui lavora contro il Sud, dalla legge di bilancio alla proposta di autonomia differenziata, oggi la destra si ricorda del Mezzogiorno parlando delle Zes. Ricordiamo al Governo che si tratta di uno strumento voluto dal PD e creato dal governo Gentiloni nel 2017. Come Partito Democratico abbiamo proposto un emendamento a mia prima firma, approvato nella legge delega fiscale per recuperare un'amnesia del Governo e proprio nell'ultima direzione nazionale abbiamo discusso dell'ipotesi di rafforzare questo strumento di sostegno agli investimenti, lavorando per estendere le Zes a tutto il Mezzogiorno. A breve depositeremo un apposito testo di legge per ampliare i benefici amministrativi, fiscali e burocratici a tutto il Sud, e inviteremo tutte le forze politiche a pronunciarsi sulle politiche di sviluppo del Mezzogiorno senza infingimenti o prese in giro, per evitare che la proposta di Fitto si riduca solo ad un tentativo di ulteriore accentramento della governance di programmi di investimenti. Nel frattempo, chiediamo però al Governo e in particolare al ministro Fitto di essere coerenti e non bloccare nessuno degli interventi ZES già finanziati per 630 milioni nel Pnrr, su cui non si hanno più certezze.
Così Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione Politiche Ue della Camera.
"I dati dell’Ocse sulla perdita di valore reale dei redditi da lavoro, con l’Italia agli ultimi posti con -7,5% dicono con chiarezza quali sono le priorità a cui dovrebbe dedicarsi il governo Meloni piuttosto che continuare a baloccarsi con questioni marginali. Sarebbe necessario, dopo le marce indietro in Europa per l’immigrazione e con la NATO per la Turchia, anche un bagno di realtà con l’emergenza stipendi e lavoro degli italiani, altro che l’umiliante card 'Dedicata a te'. Lo dichiara il deputato dem Silvio Lai, componente della commissione Bilancio.
Ad oltre due mesi dall’alluvione in Romagna, non servono più annunci e chiacchere ma risorse e risposte adeguate che finora non sono arrivate. Dopo un primo decreto del governo totalmente insufficiente, approda in commissione e, non ancora in Aula alla Camera, il secondo provvedimento con la nomina del commissario Figliuolo. È una figura autorevole, ma dentro una scelta centralistica e distante dai territori. La struttura commissariale infatti è impostata su procedure lente e burocrazia; sono previste ben 60 persone, dal costo di 10 milioni, per oltre 160 mila euro a testa di retribuzione (anziché comuni, enti e regione che non costavano nulla e conoscevano il territorio). Così si rischia di paralizzare nei tempi e nelle procedure la ricostruzione. Oltre a ciò, questa scelta è stata accompagnata anche questa volta da risorse molto scarse. I 120 milioni di indennizzi a famiglie e imprese stanziati dal governo coprono soltanto una minima quota. Altroché che l’impegno del 100% di indennizzi della presidente Meloni! Il Gruppo dei deputati del Pd propone modifiche al decreto che vengono dal territorio, con emendamenti puntuali che individuano le coperture, tra cui il ristoro del 100 per cento dei danni a famiglie e imprese e l’incremento conseguente delle risorse finanziarie. Stesso discorso vale per la ricostruzione pubblica per la quale chiediamo un incremento delle risorse e che almeno il 30% siano vincolate al ripristino della viabilità. Il governo adesso metta da parte la politica e pensi alla ricostruzione. Le risorse, se si vuole, si trovano. L’idea che più passa il tempo più ci si dimentica, non cancellerà mai il fatto che siamo di fronte ad una emergenza eccezionale; che come tale non può escludere risposte straordinarie, anche ipotizzando finanziamenti in deficit o lo scostamento di bilancio. Adesso il governo e la presidente Meloni non hanno più tempo per tergiversare e fare distinguo. Le proposte che avanziamo vengono dal territorio e non hanno colore politico; è il momento di riconoscerle con fatti e atti. L’Emilia Romagna è una terra che produce ricchezza e che saprà restituire al Paese più di quanto riceverà oggi per risollevarsi e tornare a correre.
Lo dichiara il deputato democratico Andrea Gnassi.
“Non è l’opposizione a dover spiegare alcunché. È il Governo, andrebbe ricordato al ministro Fitto, a dover dare delle spiegazioni su tutto quello che sta accadendo. Troppo facile schivare i confronti e continuare a fare scaricabarile oltre ogni limite di decenza. Sono mesi che aspettiamo invano che il ministro venga a chiarire nel merito quali modifiche vuole apportare al Pnrr e oggi, come un fulmine a ciel sereno, scopriamo che il Parlamento è stato scavalcato e calpestato dal governo. E pensare a ciò che diceva Giorgia Meloni dai banchi dell’opposizione fino un anno fa… Non è solo incoerenza, è pura improvvisazione. Obiettivi non raggiunti, terza rata data per dispersa, quarta rata che arriverà, se tutto va bene, entro la fine dell’anno. Non si può tollerare che il ministro Fitto e il governo Meloni giochino a dadi con i progetti di sviluppo del Paese. Vengano in Parlamento a riferire su ciò che l’Italia sta decidendo di fare col Piano e mettano immediatamente fine a questa pantomima ipocrita”.
Così Ubaldo Pagano, capogruppo PD in commissione Bilancio alla Camera.
"Sull'interporto di Livorno finanziato dal Governo Draghi e definanziato da quello Meloni comprendo l'imbarazzo del senatore della Lega Manfredi Potenti. Capisco il suo disagio e della Lega per le dichiarazione del viceministro Rixi: conferma di aver tolto 300 milioni di euro per la Toscana ma per lui si tratta solo di una operazione contabile. Le chiacchiere stanno a zero: il Ministro Salvini ha ufficialmente sottratto risorse già assegnate, se poi verranno reintegrate in Legge di Bilancio sarà solamente un risarcimento dovuto e niente più. Comunque aspettiamo la risposta alla mia interrogazione". Lo dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio sulla decisione del Mit di annullare i finanziamenti disposti nel 2022 per le opere relative all'Interporto di Livorno.
Dichiarazione di Ubaldo Pagano, capogruppo Pd in Commissione Bilancio
“Faccio appello a tutta la maggioranza affinchè ci dica che fine abbia fatto il ministro del Pnrr Raffaele Fitto perché abbiamo perso le sue tracce ormai da mesi , più o meno come la terza rata del piano, e stiamo ancora aspettando risposte sulla relazione relativa al semestre precedente. “ Così il capogruppo Pd in commissione Bilancio Ubaldo Pagano, intervenendo in aula alla Camera. “Nell’ambito della relazione sullo stato di attuazione del piano – ha proseguito Pagano- avevamo pianificato in commissione Bilancio la sua audizione per il 13 luglio . E in quella sede attendevamo che ci venisse a riferire almeno lo stato di attuazione di quelle che sono le partite in gioco e soprattutto ci venisse a spiegare come intendeva rimodulare lo stesso piano visto che la scadenza del 30 agosto per completare l’iter di deposito alla commissione e praticamente dietro l’angolo. Ma cosi non sarà perché ieri ci è stato detto , anche questa volta, che per improrogabili impegni istituzionali la sua audizione in commissione bilancio è stata sconvocata e rimandata a data da destinarsi.” Per Pagano “il problema è fare in fretta qualcosa che serve al paese perché qui non c’è la polemica stupida nei confronti di un ministro inadempiente la cui incapacità avevamo conclamata certezza. Qui – ha concluso il parlamentare Dem- c’è un problema politico enorme: voi state rischiando di sciupare 200 miliardi di euro semplicemente perché non avete una direttrice di marcia e soprattutto non volete farvi aiutare . Se volete coinvolgerci in questa procedura noi saremo ben lieti di dare una mano. Perché di fronte all’interesse supremo del Paese noi contrapponiamo semplicemente l’amore per questo paese e non la volontà di fare polemica a basso costo”.