"Ancora una volta il Presidente Mattarella pronuncia parole che tracciano la strada da seguire. "Il mondo che noi vorremmo è quello che rispetta il diritto internazionale", ha detto durante la sua visita in Montenegro.
E' il mondo che noi vorremmo e quello per cui ci battiamo da sempre: un mondo in cui si tutelino le Corti che hanno il compito di far rispettare il diritto internazionale, come la Corte penale internazionale e la Corte internazionale di giustizia; in cui chi si macchia di crimini di guerra e crimini contro l'umanità ne debba rispondere, comunque si chiami; un mondo in cui la sovranità territoriale degli Stati sia rispettata da tutti, in cui i diritti umani siano la base di qualsiasi relazione tra governi e tra Paesi. Un mondo in cui venga riconosciuta l’auto determinazione dei popoli.
Questo non sta avvenendo. E anche tra i Paesi del cosiddetto Occidente che per decenni si sono proclamati baluardo di quei diritti e di quelle regole, c’è oggi chi li rinnega. Sembra che si stia chiudendo un'era e che se ne stia aprendo una di totale incertezza in cui vale la legge del più forte e in cui chi fa propaganda dicendo di voler salvare "i nostri valori", in realtà ne sta facendo carta straccia. Sul piano nazionale e sul piano internazionale.
Tutto questo va fermato e per farlo serve una Unione Europea salda e coesa, con una identità politica forte e autonoma. Non possono esserci tentennamenti né doppiogiochismi". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
Mercoledì 19 febbraio, alle ore 14, il Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo presieduto dall'On. Laura Boldrini, ospiterà in audizione pubblica la premio Nobel iraniana Narges Mohammadi.
Mohammadi, attivista per i diritti delle donne e per i diritti umani e vice-presidente del Centro dei Difensori dei Diritti Umani, è detenuta nel carcere di Evin, a Teheran, dal 2021 dopo esservi stata detenuta diverse altre volte in passato. Attualmente, le è stato concesso di uscire momentaneamente dal carcere perché necessita di cure che per lungo tempo le sono state negate.
Nel 2023 le è stato conferito il premio Nobel per la Pace "per la sua lotta contro l'oppressione delle donne in Iran e per la sua lotta per promuovere i diritti umani e la libertà per tutti".
L'audizione sarà trasmessa in streaming sulla webtv della Camera dei deputati: https://webtv.camera.it/commissioni
"Finalmente il senatore della Lega Manfredi Potenti si è accorto che la Zls della Toscana non era stata istituita lo scorso settembre, come ha ripetuto per mesi insieme agli esponenti della destra ed addirittura al governo che è stato capace di ribadire questa falsità in Parlamento, ma soltanto poche settimane fa. Le imprese della Toscana non hanno infatti beneficiato delle risorse stanziate perché le richieste di incentivo dovevano pervenire entro lo scorso mese di gennaio ma mancava l'ufficializzazione della Zona Logistica Speciale. Il PD aveva sottolineato questa criticità, anche con atti a Montecitorio, ma dal governo erano arrivate soltanto risposte vaghe ed addirittura false conferme. Sempre il PD aveva presentato un emendamento al Milleproroghe per estendere di alcuni mesi la possibilità di presentare domande anche successivamente al 31 gennaio: grazie alla sua approvazione è stato allungato il periodo. Rimaniamo comunque sconcertati dal senatore Manfredi Potenti e dalla destra che invece di chiedere scusa per gli errori commessi, hanno addirittura il coraggio di rivendicare questo risultato. Vedremo ora se, al passaggio alla Camera del Milleproroghe, sottoscriveranno le nostre proposte per aumentare le risorse disponibili da destinate alle imprese anche della Toscana": è quanto riporta una nota dei Parlamentari toscani del partito democratico Emiliano Fossi, Marco Simiani, Ylenia Zambito, Dario Parrini, Laura Boldrini, Silvio Franceschelli, Simona Bonafe, Federico Gianassi Arturo Scotto Marco Furfaro e Cristian Di Sanzo.
"Solidarietà al presidente Sergio Mattarella a cui Mosca ha rivolto un attacco oltraggioso e irricevibile.
Mattarella rappresenta l'Italia intera e i valori costituzionali sui si basa la nostra società. Le sue parole a Marsiglia sono state illuminanti e di grande saggezza per chiunque ami la democrazia e la pace che si tutelano solo rispettando il diritto internazionale e il multilateralismo". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"La presidente del Consiglio dovrebbe incontrare Maysoon Majidi e ascoltare la sua storia emblematica per capire gli errori che produce il combinato disposto della legge sull'immigrazione e del decreto Cutro.
Oggi alla Camera, la giovane attivista curdo-iraniana, ingiustamente detenuta per 10 mesi con l'accusa di essere una scafista e poi assolta con formula piena, ha raccontato la sua incredibile vicenda frutto di leggi sbagliate e di un clima da caccia alle streghe che colpisce chi tenta di arrivare in Europa in cerca di libertà a sicurezza, ma lascia liberi i trafficanti veri, quelli che si arricchiscono restando comodamente nei loro paesi - lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, a margine della conferenza stampa che si è tenuta oggi in sala Berlinguer, alla Camera dei Deputati, alla quale hanno partecipato la stessa Maysoon Majidi, la capogruppo del Pd Chiara Braga, Marco Grimaldi (Avs), Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, e Parisa Nazari, attivista italiana del movimento Donna, vita, libertà.
"Ho conosciuto Maysoon Majidi a febbraio dello scorso anno, quando era detenuta nel carcere di Castrovillari e da subito la sua storia di rifugiata è apparsa credibile e coerente - spiega Boldrini -. Insieme al collega Marco Grimaldi, a Luigi Manconi, ad Amnesty, al movimento "Donna, vita, libertà" e a tante e tanti ci siamo mobilitati perché Maysoon non cadesse vittima di un tragico equivoco giudiziario e non diventasse un capro espiatorio, un numero da esibire per raccontare agli italiani che il governo fa la caccia agli scafisti mentre, invece, libera i torturatori e assassini come Almasri, quelli che sui migranti speculano e traggono profitti".
"Siamo felici che Maysoon Majidi sia finalmente libera, che la sua innocenza sia stata dimostrata. Ma non è l'unico caso. Penso ad esempio a Marjan Jamali, anche lei iraniana di trenta anni, scappata insieme al figlio di 8 da un regime teocratico e oppressivo, ma ancora agli arresti domiciliari, accusata dagli stessi uomini che durante il viaggio l'hanno molestata, di essere una scafista. Non vediamo l'ora che anche lei sia libera - conclude la deputata Pd -. Sono circa 1300 le persone detenute con la stessa accusa di essere scafisti: quanti di questi sono vittime dello stesso sistema che ha tenuto in prigione Maysoon Majidi e ancora detiene Marjan? Quanti sono finiti sotto la scure di quell'art.12 del testo unico sull'immigrazione che considera un crimine tenere il timone della barca per non farla andare alla deriva, soccorrere chi si sente male e ritiene il profitto solo un'aggravante e non un elemento essenziale e qualificante del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina? Sono i trafficanti a dover essere perseguiti, quelli che guadagnano migliaia di euro per ogni migrante che si imbarca, che non rischiano la vista in mare e restano a casa, non coloro che a bordo tentano di salvare la propria vita e quella degli altri dal rischio di morire in mare. Maysoon potrebbe fornire alla presidente Meloni importanti elementi di valutazione. La incontri".
Oggi, giovedì 13, ore 15 – Sala Berlinguer, Via Uffici del Vicario 21, Roma
Oggi, giovedì 13 febbraio alle ore 15, nella Sala Berlinguer della Camera dei Deputati, si terrà una conferenza stampa promossa da Laura Boldrini (PD) e Marco Grimaldi (AVS) a cui parteciperanno: Maysoon Majidi (attivista curdo-iraniana, assolta la scorsa settimana dal Tribunale di Crotone dall’accusa di essere una scafista); Parisa Nazari (attivista iraniana del movimento Donna, Vita e Libertà); Riccardo Noury (portavoce di Amnesty International Italia).
“Viviamo un tempo al contrario, in cui vengono arrestate le vittime e liberati i carnefici. Questa conferenza stampa sarà un'occasione per denunciare le politiche del governo che trasformano i migranti in bersagli, anziché tutelarli, e per riaffermare la necessità di un approccio equo e umano alla gestione dei flussi migratori” dichiarano in promotori Laura Boldrini e Marco Grimaldi.
Per l’ingresso della stampa da Via Uffici del Vicario 21 è necessario inviare una richiesta di accredito all’indirizzo pd.ufficiostampa@camera.it
Per gli uomini è obbligatoria la giacca.
"Il ministro Urso ha mentito al Parlamento, ai sindacati, alle lavoratrici e ai lavoratori?
Per mesi Urso ha dichiarato che sulla vertenza Beko il governo aveva attivato la Golden Power parlando di
“poteri sanzionatori, o addirittura inibitori, previsti dall’esercizio della Golden Power, che abbiamo subito posto in essere” e, addirittura, rivendicando che solo grazie alla Golden Power erano stati scongiurati i licenziamenti.
Ma lo scorso 10 febbraio, all'incontro che si è svolto al Ministero tra sindacati, governo e azienda sul futuro degli stabilimenti Beko in Italia, secondo quanto riportano alcuni organi di stampa, la sottosegretaria Fausta Bergamotto ha dichiarato che nei confronti di Beko Siena non si può usare lo strumento della Golden Power, smentendo clamorosamente Urso.
Ho presentato, insieme ai colleghi Emiliano Fossi, Arturo Scotto, Federico Gianassi, Marco Furfaro, Marco Simiani, Christian Di Sanzo e alla collega Simona Bonafè, un'interrogazione perché il ministro chiarisca come stanno le cose: la Golden Power è stata attivata oppure no? E contiene anche una clausola sui livelli occupazionali oppure no? Non è accettabile che un ministro della Repubblica menta al Parlamento e a centinaia di lavoratrici e lavoratori il cui destino è legato all'esito della vertenza.
L'azienda insiste: vuole cessare la produzione il 31 dicembre 2025. Urso spieghi, senza ulteriori ombre, quali strumenti intende mettere in campo per uscire da questa impasse, tutelare le lavoratrici e i lavoratori, garantire la continuità produttiva e un piano industriale solido e convincente anche individuando nuovi, affidabili, investitori". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd, che venerdì scorso ha partecipato al corteo delle lavoratrici e dei lavoratori Beko di Siena.
Giovedì 13, ore 15 – Sala Berlinguer, Via Uffici del Vicario 21, Roma
Giovedì 13 febbraio alle ore 15, nella Sala Berlinguer della Camera dei Deputati, si terrà una conferenza stampa promossa da Laura Boldrini (PD) e Marco Grimaldi (AVS) a cui parteciperanno: Maysoon Majidi (attivista curdo-iraniana, assolta la scorsa settimana dal Tribunale di Crotone dall’accusa di essere una scafista); Parisa Nazari (attivista iraniana del movimento Donna, Vita e Libertà); Riccardo Noury (portavoce di Amnesty International Italia).
“Viviamo un tempo al contrario, in cui vengono arrestate le vittime e liberati i carnefici. Questa conferenza stampa sarà un'occasione per denunciare le politiche del governo che trasformano i migranti in bersagli, anziché tutelarli, e per riaffermare la necessità di un approccio equo e umano alla gestione dei flussi migratori” dichiarano in promotori Laura Boldrini e Marco Grimaldi.
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"Con l'approvazione della legge sul fine vita, la Toscana si conferma terra di civiltà e diritti. Davanti a una maggioranza e a un governo silenti che non raccolgono nemmeno le indicazioni della Corte costituzionale, ci debbono pensare le Regioni a dare seguito ad un principio sacrosanto: quello di poter smettere di vivere quando le sofferenze sono insopportabili e non c'è più alcuna speranza. La Toscana fu la prima al mondo, quasi 240 anni fa, ad abolire la pena di morte, a Empoli fu istituito il primo registro delle unioni civili, con molti anni di anticipo rispetto alla legge nazionale. Oggi è la prima regione italiana a segnare un altro passo importante per una società libera e rispettosa delle persone". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
Giovedì 13, ore 15 – Sala Berlinguer, Via Uffici del Vicario 21, Roma
Giovedì 13 febbraio alle ore 15, nella Sala Berlinguer della Camera dei Deputati, si terrà una conferenza stampa promossa da Laura Boldrini (PD) e Marco Grimaldi (AVS) a cui parteciperanno: Maysoon Majidi (attivista curdo-iraniana, assolta la scorsa settimana dal Tribunale di Crotone dall’accusa di essere una scafista); Parisa Nazari (attivista iraniana del movimento Donna, Vita e Libertà); Riccardo Noury (portavoce di Amnesty International Italia).
“Viviamo un tempo al contrario, in cui vengono arrestate le vittime e liberati i carnefici. Questa conferenza stampa sarà un'occasione per denunciare le politiche del governo che trasformano i migranti in bersagli, anziché tutelarli, e per riaffermare la necessità di un approccio equo e umano alla gestione dei flussi migratori” dichiarano in promotori Laura Boldrini e Marco Grimaldi.
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"Vittoria! La sindaca di Montevarchi, dopo le nostre proteste, ha deciso di sospendere un provvedimento che avrebbe ottenuto un solo risultato: umiliare dei bambini, rendendoli di serie B. E ora, che non accada mai più. In nessun comune, mensa o scuola. Vogliamo una politica che aiuti le famiglie in difficoltà, non che si accanisca sui più piccoli. Perché nessun bambino dovrebbe mai essere punito per le fragilità economiche della propria famiglia. E continueremo a batterci perché questo sia un diritto garantito per tutte e tutti". Lo scrivono in una nota Lo dichiarano in una nota congiunta Marco Furfaro della segreteria nazionale PD, il segretario regionale Emiliano Fossi, i deputati Laura Boldrini, Marco Simiani, Federico Gianassi e Simona Bonafé del Partito Democratico.
"Quello che sta succedendo in alcune scuole di Montevarchi, in provincia di Arezzo, è inaccettabile sotto ogni punto di vista. Ci sono bambini che in alcune scuole del Comune sono costretti a mangiare pane e olio solo perché le famiglie risultano morose nei confronti del servizio mensa. Una scelta, da parte dell'amministrazione comunale, che fa rabbrividire. La sindaca e l'amministrazione di destra che stanno guidando questa crociata "legalitaria" dovrebbero solo vergognarsi. Siamo di fronte ad una pratica ingiusta e completamente fuori dal tempo che mette a rischio la salute psicofisica dei bambini nell'ambiente scuola che è il luogo dove dovrebbero in ogni caso e in ogni situazione sociale trovare inclusione, accoglienza, benessere e solidarietà. Un Paese civile non può accettare che si applichino misure di questo tipo nei confronti di minori. Per questo abbiamo presentato con urgenza un'interrogazione al ministro Valditara affinché prenda immediatamente provvedimenti e abolisca questa pratica folle e insensata e si impegni a trovare soluzioni di civiltà e buon senso contribuendo a non inseguire anche a scuola la barbarie a cui questa destra ci sta abituando. Ci sono strumenti di sostegno per le famiglie in difficoltà e misure civili di controllo ed eventuale recupero delle morosità. Questo è il compito della politica locale non quello di praticare discriminazione e vendetta sulla pelle di bambine e bambini". Così in una nota Marco Furfaro della segreteria nazionale PD, il segretario regionale Emiliano Fossi, i deputati Laura Boldrini e Marco Simiani del Partito Democratico.
"Siamo sconcertati ma, dopo le ultime vicende, non stupiti, dalla decisione del governo di non firmare il documento in cui 79 Stati che aderiscono alla Corte penale internazionale condannano la scelta di Trump di sanzionare i giudici, i funzionari della Cpi e i loro familiari, che stanno indagando sui crimini commessi dai soldati Usa in Afghanistan e da quelli israeliani nella Striscia di Gaza. Come l'Italia, tra i paesi dell’Ue, solo Ungheria e Repubblica Ceca.
Un ordine esecutivo che deve essere condannato perché mette in grave pericolo chi lavora nella Cpi, la Corte stessa e, di conseguenza, il diritto internazionale. Come ci avevano spiegato, preoccupati, i vertici dell'Aja durante la nostra recente visita, a pagare saranno le vittime di crimini contro l'umanità, di crimini di guerra e di genocidio che chiedono giustizia.
Come si può assecondare una tale sciagurata scelta che riporta il mondo indietro di 80 anni, condannandolo alla barbarie più assoluta? E' una vergogna che offende l'Italia intera e la sua storia". Lo dichiarano le deputate e i deputati del PD Ouidad Bakkali, Laura Boldrini, Sara Ferrari, Valentina Ghio, Rachele Scarpa e Arturo Scotto che hanno visitato la Corte a dicembre scorso.
"Oggi a Siena, al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori della Beko di Siena che sono in lotta per salvare i posti di lavoro. 299 persone, le loro famiglie e l'indotto rischiano di perdere tutto. E non possiamo permetterlo.
Continueremo a stare dalla loro parte: nelle piazze, ai presidii, in Parlamento, al tavolo del ministero, in tutte le sedi necessarie.
E c'è bisogno della mobilitazione di tutta la città perché le ricadute non risparmierebbero nessuno.
Servono una proposta seria, un piano industriale credibile e investimenti adeguati". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo a margine del corteo che si è tenuto oggi a Siena.
"L'Italia ha venduto o no armi a Israele dopo il 7 ottobre? Da mesi sono in tanti, in Parlamento e nella società civile a chiedere chiarezza su questo perché sarebbe una violazione della legge 185 sul commercio di armi. Oggi, alla mia interrogazione in Commissione esteri, la sottosegretaria Tripodi ha risposto in modo vago ed elusivo.
Le ho chiesto, espressamente, se è vero, come ha rivelato Altreconomia sulla base di dati forniti dall'Agenzia delle dogane, che a dicembre 2023 e gennaio 2024 è proseguito l'export di «bombe, granate, siluri, mine, missili, cartucce ed altre munizioni e proiettili, e loro parti», a uso certamente militare.
Una domanda semplice a cui non è seguita una risposta altrettanto semplice. Una cosa, però, la sottosegretaria l'ha confermata e cioè che "non sono state sospese o revocate le licenze di esportazione autorizzate prima del 7 ottobre 2023" perché, a suo dire "i materiali interessati non presentano caratteristiche tali da poter essere impiegati contro la popolazione civile a Gaza, in Cisgiordania o in Libano".
Questi materiali sono le mine, i missili, le granate e tutte le armi citate dall'inchiesta di Altreconomia? Perché se è così, con almeno 47mila morti civili a Gaza, il governo come pensa che siano state usate quelle armi?
E come risponde il governo alle parole della controllata Leonardo secondo cui dopo il 7 ottobre è stata fornita "assistenza tecnica da remoto" e "riparazione di materiali e fornitura i ricambi"?
Il Governo risponde "ni", mai nei dettagli, sempre sul vago". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.