"Gravissime repressioni delle opposizioni, il rifiuto di pubblicare i risultati elettorali, arresti arbitrari di giornalisti, attivisti per i diritti umani, avversari politici, censure e perfino minacce nei confronti delle ambasciate: il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, si sta macchiando di pesanti violazioni dei principi democratici al punto che il suo avversario alle ultime elezioni, Edmundo Gonzalez, è stato costretto a chiedere asilo politico in Spagna perché colpito da un mandato di arresto per tradimento e sedizione. Asilo politico che gli è stato riconosciuto.
Il Venezuela sta vivendo un momento di forte instabilità che compromette la tenuta democratica del Paese e dell'intera regione e davanti a questo la comunità internazionale non può restare a guardare: chieda l'immediata liberazione dei prigionieri politici e il ripristino dei processi democratici". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Le dimissioni di Sangiuliano da ministro della Cultura sono l'unico epilogo possibile di questa imbarazzante vicenda. Se la premier Meloni le avesse accettate tre giorni fa, avrebbe risparmiato alle italiane e agli italiani un umiliante teatrino con tanto di confessionale in prima serata sulla televisione pubblica.
Evidentemente, al contrario di quanto sostenuto finora, il ministro era ricattabile e ormai non più difendibile". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"La scelta di Emmanuel Macron di nominare premier Michel Barnier, uomo della destra gollista non sgradito a Le Pen, ha il sapore di uno schiaffo alla volontà popolare che, invece, alle scorse elezioni ha scelto la grande coalizione di centro sinistra.
Le Pen e Bardella, cacciati dai francesi dalla porta, rientrano così dalla finestra con una mossa non solo discutibile, ma che mina profondamente la fiducia di elettrici e elettori.
Che senso ha mobilitarsi in massa e votare se poi il governo non viene affidato a chi ha avuto più voti? Che fine fa la democrazia rappresentativa se neanche si permette al Fronte che ha battuto Le Pen di provare a formare un governo?
Del tutto condivisibili, dunque, le proteste delle forze di sinistra a cui spettava almeno la possibilità di guidare l'esecutivo". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Da ieri è in corso a Grosseto il raduno nazionale di CasaPound, nota formazione neofascista. Questo accade nella totale, colpevole, indifferenza del sindaco Vivarelli Colonna, eletto con una colazione di destra.
Un evento, non il primo purtroppo, che non può passare sotto silenzio e che è stato preceduto perfino da lettere anonime recapitate all'Anpi. La Toscana e Grosseto non possono diventare terreno di pascolo di organizzazioni che, invece, andrebbero sciolte perché contrarie ai principi della nostra Costituzione, nata dalla lotta antifascista. A tutto questo bisogna reagire ed ha fatto bene l'Anpi stessa insieme alla Grande alleanza democratica e antifascista a organizzare il concerto "Mai più fascismi" che si terrà questa sera proprio a Grosseto, al Parco Ombrone.
Non smetteremo di denunciare l'incostituzionalità di gruppi, associazioni e organizzazioni dichiaratamente neofasciste, né in Toscana né altrove". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Raramente il nostro Paese è caduto così in basso come con la vicenda del ministro Sangiuliano e la finta consulente Boccia. Una storia imbarazzante che va ben oltre il gossip, come dimostrano le dimissioni farsa prontamente respinte dalla presidente Meloni. La sua soap opera personale è diventata una questione politica e di sicurezza nazionale.
Alla vigilia del G7 Cultura, la credibilità della nostra amata Italia viene messa in discussione dal comportamento di un ministro che ha già dato prova più volte di essere inadeguato e di non avere rispetto per il ruolo che ricopre: altro che "disciplina e onore" come dice l'art.54 della Costituzione. Non ultima, l'intervista sulla TV pubblica che manda le confessioni del ministro per ben 15 minuti in prima serata, anziché venire a riferire alle Camere, come sarebbe stato corretto e giusto. In quale altro paese democratico tutto ciò può essere considerato normale? Solo per Giorgia Meloni va tutto bene". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Il governo italiano appoggi la richiesta di Josep Borrell di attuare sanzioni contro alcuni ministri del governo israeliano che hanno incitato all’odio contro la popolazione palestinese. Anzi, sia più coraggioso e proponga sanzioni economiche all'intero governo. Le parole del ministro Tajani che, invece, nega questa possibilità, espongono il governo Meloni alla complicità con quello che sta accedendo in Cisgiordania. In totale spregio del diritto internazionale si sta consumando un vero e proprio tentativo di annessione violenta e sanguinosa dei Territori palestinesi occupati per opera dell'esercito israeliano e dei coloni spinti e protetti dal governo di Netanyahu, specialmente da alcuni ministri che da anni fomentano l'odio contro i palestinesi negandone perfino l'esistenza.
Solo negli ultimi giorni abbiamo visto Itmar Ben Gvir marciare verso la moschea di Al-Aqsa, luogo simbolo per i musulmani non solo palestinesi, sostenendo che andrebbe abbattuta per costruire una sinagoga. Una provocazione che rischia di incendiare un'area sacra per le tre religioni monoteiste e da sempre al centro di aspre contese. Ma sappiamo anche che Ben Gvir, insieme al suo collega il ministro Smotrich, ha distribuito armi ai coloni della Cisgiordania, ha teorizzato il ritorno delle colonie a Gaza e, non ultimo, in passato è stato condannato per sostegno a un'organizzazione terroristica ebraica.
Perfino il capo dello Shin Bet, il servizio segreto interno, Ronen Bar ha parlato di "terrorismo ebraico". Nonostante questo, Ben Gvir resta saldamente al suo posto di ministro perché così fa comodo a Benjamin Netanyahu. Questo non può essere ignorato né favorito dall'inerzia della comunità internazionale, Ue e Italia in primis: bisogna cambiare strategia e agire subito per imporre al governo israeliano di fermarsi". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Il governo ha l’obbligo giuridico e morale di cambiare le norme ed i codici di condotta sui salvataggi in mare. Impedire alle navi umanitarie di sbarcare i naufraghi nei porti vicini aumentando agonie e sofferenze, costringere successivamente i migranti a ulteriori spostamenti verso centri di accoglienza lontani e colpire le ong con multe e fermi amministrativi sono scelte scellerate in palese violazione di tutte le Convenzioni internazionali sui diritti umani. Le ultime vicende della nave Geo Barents costretta ad approdare a Livorno e bloccata a Salerno nonostante avesse salvato centinaia di vite, soprattutto minori, è una crudeltà ignobile e gratuita su cui abbiamo presentato una interrogazione sia alla Camera sia al Senato”. Così una nota congiunta dei parlamentari della Toscana del Partito Democratico Emiliano Fossi, Marco Simiani, Simona Bonafè, Federico Gianassi, Marco Furfaro, Laura Boldrini, Arturo Scotto, Christian Di Sanzo, Dario Parrini, Silvio Franceschelli e Ylenia Zambito.
“Da inizio 2024 sono morte nel Mediterraneo oltre 1000 persone, in fuga da guerre, carestie e violenze. Invece di impedire questa mattanza la destra colpevolizza, criminalizza e punisce chi salva le vite in mare. Nel 2023 le rotte vessatorie inflitte dal Viminale alle Ong hanno costretto le navi umanitarie a percorrere oltre 150 mila chilometri senza motivo: quante delle 2500 vittime potevano essere salvate senza queste restrizioni? E i dati registrati nei primi mesi del 2024 sono ancora peggiori. Il Governo Meloni deve sospendere queste norme inaccettabili e riconoscere piena agibilità alle attività di ricerca e salvataggio delle navi Ong che avvengono nel pieno rispetto del diritto internazionale”, conclude la nota.
"E' gravissimo che il governo israeliano non garantisca all'Onu e alle sue agenzie condizioni di operatività che consentano di portare avanti le attività umanitarie a sostegno della popolazione palestinese che ormai vive in condizioni disumane e che sta affrontando anche l'incubo di un'epidemia di poliomielite. I continui ordini di evacuazione che spingono le persone da una parte all'altra della Striscia come fossero palline di un flipper, impediscono che ci siano zone sicure dove poter distribuire aiuti, soccorrere e curare i feriti, somministrare cure e vaccini. Ed è inaccettabile che il governo Netanyahu continui ad impedire alla stampa internazionale di entrare nella Striscia per documentare quanto sta accadendo. L'appello lanciato ieri dalla Federazione europea dei giornalisti a Borrell e raccolto in Italia da Articolo 21 è più che condivisibile: 160 coraggiosissimi reporter locali uccisi finora mentre il governo israeliano continua a tenere i confini di Gaza chiusi alle operatrici e agli operatori internazionali è una situazione insostenibile e senza precedenti che deve cessare.
La situazione a Gaza non sta precipitando: è già precipitata e non ci sono più aggettivi per descriverla. Questo impone un netto cambio di strategia da parte della comunità internazionale. E' il tempo delle sanzioni economiche verso Israele e della fine dell'invio delle armi cosa che già, per l'Italia, è vietata dalla legge 185, anche attraverso triangolazioni. Norma di civiltà che va osservata in ogni circostanza e in particolar modo dopo che un governo si è macchiato di orrendi crimini ai danni di decine di migliaia di civili.
Non è sopportabile che continuino a morire donne e bambini per mano di armi europee e statunitensi". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"La candidatura di Kamala Harris riaccende l’entusiasmo e la speranza di cittadine e cittadini statunitensi che vogliono una leadership seria e attenta ai bisogni delle persone, in particolare dei giovani e delle donne. Kamala Harris è una figura istituzionale ma sicuramente non imbalsamata, è una donna ironica e capace di trasmettere gioia. Davanti a lei Donald Trump si mostra come un uomo aggressivo e rancoroso, sul viale del tramonto.
La sua candidatura fa bene agli Usa e restituisce protagonismo alle tante donne americane che si sono sentite offese dal sessismo di Trump. Forse questa volta il soffitto di cristallo si può veramente rompere". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Solidarietà a Pierluigi Bersani che dovrà affrontare un processo per diffamazione per avere risposto ad un generale che ha scritto un intero libro e costruito un'intera carriera politica offendendo migliaia di persone. Vannacci non ha avuto remore a deridere le femministe chiamandole “fattucchiere”, a definire le persone LGBTQIA+ “non normali” e a riservare stigma verso chiunque non coincida con i suoi surreali canoni ma poi non ha esitato a denunciare chi gli ha risposto per le rime.
Una "libertà di pensiero” bizzarra, a senso unico e che non prevede repliche". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Bene che le Olimpiadi abbiano contribuito a riaprire il dibattito sulla cittadinanza di chi nasce e cresce in Italia. Il Parlamento non può più ignorare la riforma di una legge obsoleta e ormai inadeguata e l'apertura di Forza Italia su questo è un'occasione da non sprecare in una discussione ferragostana che si spegne nel giro di qualche giorno.
In Parlamento ci sono diverse proposte di legge, inclusa quella a mia prima firma: alla riapertura dei lavori si mettano in calendario.
Non aspettiamo che sia il governo a pensarci. Sappiamo qual è la linea di questo esecutivo di destra, lo ha chiarito Piantedosi nella sua recente conferenza stampa: smantellare il diritto d'asilo, creare più irregolarità e, quindi, più caos, per continuare a speculare sulla paura delle persone.Per la destra rendere la vita impossibile ai migranti è una questione identitaria, specialmente quando deve nascondere problemi e fallimenti mantenendo il consenso.
Una nuova legge sulla cittadinanza non è più rinviabile: non deludiamo, per l'ennesima volta, migliaia di ragazze e ragazzi che da troppo tempo chiedono uguaglianza per sentirsi a pieno titolo cittadine e cittadini italiani". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Vandalizzare con la vernice rosa il murale realizzato da Laika e dedicato a Paola Egonu è uno sfregio razzista che qualifica chi lo ha fatto, che sicuramente non ha mai portato a casa nessuna medaglia.
L’Italia che guarda al futuro e vince lo fa valorizzando le differenze e facendole proprie. Se ne facciano una ragione i signori e le signore legati ad un “unico modello di italianità” che esiste solo nelle loro piccole teste. Un abbraccio e solidarietà alla grande Paola Egonu". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Non resteremo in silenzio davanti al raduno nazionale che CasaPound, organizzazione orgogliosamente neofascista, ha indetto a Grosseto dal 5 all'8 settembre, men che meno dopo le recenti violenze di cui i suoi militanti si sono resi protagonisti.
La Costituzione parla chiaro: "E' vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista". Dobbiamo dar voce ai tanti cittadini e cittadine che si identificano nei valori della nostra Costituzione e perciò condannano tali formazioni e le loro iniziative. Per questo ritengo importante sostenere l’appello alla mobilitazione diffuso dalla Grande alleanza democratica e antifascista capeggiata dall’Anpi, che prevede il lancio di una petizione online per chiedere lo scioglimento di CasaPound, insieme a un evento pubblico che si terrà l’8 settembre proprio a Grosseto, città che non merita di essere conosciuta come il punto di ritrovo di CasaPound.
La petizione, attiva da oggi su Change.org, può essere firmata attraverso questo link: https://chng.it/CsdTrtvXBq ". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo a margine della conferenza stampa di lancio delle iniziative di Grosseto in risposta alla fasta nazionale di CasaPound.
"Stiamo sentendo parole così gravi nell'aula di Montecitorio, mentre si vota un decreto su un tema importante come quello delle carceri, che non possiamo che stigmatizzare. L'onorevole Matone della Lega, per difendere la proposta del suo partito che vuole mettere in galera le donne incinte o con figli fino a un anno che commettono un reato, ha fornito motivazioni a sfondo razziale facendo riferimento alle donne Rom, a cui è rivolta la norma. Inoltre l'on. Matone ha detto che l’opposizione dovrebbe andarci a visitare i campi Rom, realtà che alcuni di noi conoscono bene avendo lavorato per trovare soluzioni: non si chiudono i campi senza alternative abitative dignitose, solo per assecondare i peggiori istinti razzisti. E alludere, come fatto dall’on. Matone, ad un "tacco 12" con cui si sarebbe andate nei campi ha un sottotesto patriarcale e paternalistico che davvero non può essere ascoltato in Parlamento.
Grave, poi, che il governo abbia ritirato il parere favorevole all'ordine del giorno del collega Lacarra sulla permanenza in carcere dei figli piccoli con le loro madri, perché il collega non ha accettato la sottoscrizione dell'on. Matone. Una firma in netta contraddizione con quanto richiesto nell’odg. Ritirare il parere favorevole è stata una forma di ritorsione del governo nei confronti delle opposizioni. Diciamo che in pochi minuti è accaduto tutto il peggio". Lo ha dichiarato, intervenendo nel dibattito in aula, Laura Boldrini, deputata Pd e presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Accordi prevalentemente commerciali, che puntano all’estrazione di energia fossile e che intendono dare qualcosa ai paesi che si impegnano a ridurre le partenze dei migranti. Questo è il cuore del tanto decantato "Piano Mattei" del governo di Giorgia Meloni, annunciato in pompa magna in Parlamento e in ogni sede internazionale. Cento paginette scritte in stile Wikipedia in cui si parla principalmente di una dimensione commerciale che non darà alcuno slancio all'Africa né ai rapporti con il nostro Paese". Lo ha dichiarato Laura Boldrini, deputata dem e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, durante la conferenza stampa dei componenti PD della commissione Esteri con la capogruppo Chiara Braga sul Piano Mattei.
"Dov'è l'approccio innovativo e paritario? Non c'è nulla sul coinvolgimento della società civile africana, niente che riguardi il ruolo delle diaspore, la democratizzazione dei paesi coinvolti e il rispetto dei diritti umani e delle libertà democratiche. Manca un’analisi sui flussi migratori interni al Continente, così come un investimento sulle energie rinnovabili. E non c'è neanche alcunché sull'empowerment femminile, altro tratto distintivo dell’impegno italiano nei paesi in via di sviluppo - ha proseguito Boldrini -. Il Piano Mattei rappresenta un passo indietro rispetto all'esperienza più che consolidata della cooperazione italiana in Africa. Abbiamo letto progetti descritti senza criteri ne parametri di riferimento che in parte sono già in atto e previsti, su cui è stato messo il bollino "Piano Mattei" senza aggiungere un solo euro". "I fondi provengono dalla Cooperazione allo sviluppo e dal Fondo per il clima. Fondi, questi ultimi, destinati alla non più rimandabile transizione ecologica e che, invece, finiranno in progetti con altre finalità, in perfetta linea con le tendenze negazioniste della crisi climatica che caratterizzano questo governo - ha sottolineato la deputata PD -. Avremmo voluto dare un contributo concreto, perché siamo consapevoli di quanto sia importante che l'Italia e l'Europa puntino a rapporti paritari e a un ruolo centrale dell'Africa nel futuro prossimo, ma qui mancano proprio i presupposti".