"Ogni giorno Meloni pone nuove condizioni per il riconoscimento dello Stato di Palestina. Prima era la liberazione degli ostaggi israeliani e l'uscita di scena di Hamas da Gaza. Ora che gli ostaggi vivi sono tutti liberi, i corpi dei deceduti stanno tornando in Israele e Hamas ha firmato l'accordo che prevede che rimarrà fuori dal futuro di Gaza, a Meloni non basta. Oggi alle Camere ha detto che serve aspettare che Hamas sia del tutto disarmata. Domani troverà un'altra condizione. Tutto pur di non riconoscere lo Stato di Palestina per non dispiacere il suo alleato Netanyahu: lo dica chiaramente che non vuole farlo, invece di prendere in giro le italiane e gli italiani.
Riconoscere lo Stato di Palestina è urgente e necessario, soprattutto nel giorno in cui alla Knesset passa, seppure in prima lettura, una proposta di legge per estendere la sovranità israeliana alla Cisgiordania. Un atto gravissimo di annessione del territorio appartenente ad un altro popolo, l'ennesima violazione del diritto internazionale e delle risoluzioni dell'Onu e la conferma del fatto che Israele ostacola in ogni modo la nascita di uno stato palestinese autonomo.
Quelle aree sono palestinesi e le colonie sono illegali, come già stabilito dalla Corte internazionale di giustizia a luglio 2024 quando ha chiesto il ritiro dei coloni. Senza continuità territoriale, non può esserci uno Stato e le risoluzioni dell'Onu parlano chiaro: la Palestina è formata dalla Striscia di Gaza, da Gerusalemme Est e dalla Cisgiordania. L'Italia è tenuta a far rispettare il diritto internazionale e le risoluzioni dell'Onu. Prima che questo governo si decida a riconoscere lo Stato di Palestina, Israele avrà annesso tutta la Cisgiordania". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Ha accettato di appartarsi, doveva aspettarselo". E ancora: "Aveva già avuto rapporti quindi era in considerazione di immaginare i possibili sviluppi della situazione".
Con queste incredibili parole i giudici di Macerata hanno assolto un uomo accusato di stupro da una giovane di 17 anni.
Ancora una volta, una donna non ha giustizia per la violenza subita perché manca la cultura del consenso. Manca la formazione per comprendere che solo sì è sì, che una donna può non essere in grado di ribellarsi durante una violenza perché spesso non è possibile: la paura, lo shock, il dolore paralizzano e rendono impossibile ogni reazione.
Basta, non è più accettabile che sia la vittima a essere messa sul banco degli imputati.
Per questo ho presentato una proposta di legge che prevede il consenso esplicito perché un rapporto sessuale sia tale e non una violenza. Esplicito, cioè espresso, manifesto, indubbio. E tale deve essere per tutta la durata del rapporto perché in qualsiasi momento è lecito cambiare idea. Una norma prevista dalla Convenzione di Istanbul, già introdotta in molti paesi europei.
Solo sì è sì, prima di un rapporto e fino alla sua conclusione". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e prima firmataria della proposta di legge sul consenso attualmente in discussione in Commissione giustizia della Camera
L’Intergruppo parlamentare della Camera dei deputati per le Donne, i Diritti e le Pari Opportunità ha inviato una lettera al Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, Carlo Bartoli, per segnalare e stigmatizzare la pubblicazione di diversi articoli che offendono la memoria di Pamela Genini.
La lettera promossa dalla coordinatrice dell’Intergruppo, Laura BOLDRINI, è sottoscritta da Stefania ASCARI, Ouidad BAKKALI, Elena BONETTI, Andrea CASU, Michela DI BIASE, Sara FERRARI, Antonella FORATTINI, Marco FURFARO, Renate GEBHARD, Valentina GHIO, Francesca GHIRRA, Maria Cecilia GUERRA, Simona LOIZZO, Ilenia MALAVASI, Maria Stefania MARINO, Federica ONORI, Emma PAVANELLI, Debora SERRACCHIANI, Gilda SPORTIELLO, Luana ZANELLA.
Nel testo si fa riferimento in particolare a quanto pubblicato dal sito Dagospia.com poche ore dopo la morte della donna. “Un articolo - si legge nella lettera - pieno di allusioni e insinuazioni sessiste, che riduce la vita di una donna trucidata a oggetto di curiosità morbosa, spostando l’attenzione dalla violenza subita a giudizi sulla sua persona concentrandosi su dettagli irrilevanti della vita privata della vittima, insinuando dubbi sulla sua reputazione e mettendone in discussione la dignità anche dopo la morte”.
Nel testo, l’Intergruppo sottolinea come «raccontare un femminicidio significa affrontare una tragedia umana, oltre che una piaga sociale, non alimentare voyeurismo o sospetto» e ribadisce che «nessuna donna deve essere uccisa due volte: prima dalla violenza di chi la colpisce, poi dalle parole di chi la racconta senza rispetto».
Ecco il testo integrale delle lettera sottoscritta dai componenti dei gruppi di Pd, Lega, M5S, AVS e Azione.
“Al Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti
Gentile Presidente Bartoli,
Gentile Presidente,
a poche ore dall’uccisione di Pamela Genini, un sito online di grande diffusione (Dagospia.com) ha pubblicato un articolo che offende la memoria della vittima e tradisce i principi fondamentali del giornalismo.
Il testo, pieno di allusioni e insinuazioni sessiste, riduce la vita di una donna trucidata a oggetto di curiosità morbosa, spostando l’attenzione dalla violenza subita a giudizi sulla sua persona concentrandosi su dettagli irrilevanti della vita privata della vittima, insinuando dubbi sulla sua reputazione e mettendone in discussione la dignità anche dopo la morte.
È un modo di fare informazione che non solo manca di rispetto verso Pamela Genini e i suoi familiari, ma contribuisce a perpetuare una cultura tossica che tende a minimizzare la violenza di genere, spostando la colpa dalla mano dell’assassino alla vita della donna uccisa.
Chiediamo all’Ordine dei Giornalisti di farsi interprete, presso i propri iscritti, di un richiamo netto ai principi del Codice deontologico, del Testo unico dei doveri del giornalista e del Manifesto di Venezia, affinché episodi come questo non si ripetano più.
L’Ordine promuove una formazione costante e vigila sull’uso di un linguaggio rispettoso, consapevole e libero da stereotipi. È evidente che episodi di questo tipo rischiano di compromettere il grande sforzo compiuto finora per costruire un’informazione più attenta e responsabile.
Raccontare un femminicidio significa affrontare una tragedia umana oltre che una piaga sociale, e non alimentare voyeurismo o sospetto. Nessuna donna deve essere uccisa due volte: prima
dalla violenza di chi la colpisce, poi dalle parole di chi la racconta senza rispetto.
Un cordiale saluto.
Laura BOLDRINI, coordinatrice dell’Intergruppo della Camera per le Donne, i Diritti e le Pari opportunità;
Stefania ASCARI, Ouidad BAKKALI, Elena BONETTI, Andrea CASU, Michela DI BIASE, Sara FERRARI, Antonella FORATTINI, Marco FURFARO, Renate GEBHARD, Valentina GHIO, Francesca GHIRRA, Maria Cecilia GUERRA, Simona LOIZZO, Ilenia MALAVASI, Maria Stefania MARINO, Federica ONORI, Emma PAVANELLI, Debora SERRACCHIANI, Gilda SPORTIELLO, Luana ZANELLA.
Ecco il link dell’articolo in oggetto:
https://www.dagospia.com/cronache/era-veramente-pamela-genini-29enne-ucc...
"L'attentato ai danni di Sigfrido Ranucci è un fatto gravissimo che avrebbe potuto avere conseguenze ben più pesanti.
Ed è un fatto gravissimo anche perché è un attacco al giornalismo d'inchiesta del nostro Paese.
Stiamo assistendo a una deriva pericolosa: siamo passati dagli attacchi verbali alla stampa indipendente ai giornalisti spiati e ora siamo alle macchine esplose.
Una democrazia sana si riconosce anche dalla garanzia del diritto di critica e dell'informazione libera.
Solidarietà a Sigfrido Ranucci e a tutta la redazione di Report". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Ho depositato oggi la proposta di legge che introduce il codice sui crimini internazionali nel nostro ordinamento. Un testo che, se approvato, permetterà di perseguire anche in Italia, senza intralci, le persone indagate per aver commesso reati codificati dal diritto internazionale ovunque li abbiano commessi e a prescindere dalla loro nazionalità. Parliamo di crimini come genocidio, apartheid, crimini di guerra e contro l'umanità.
Una legge che riprende quanto elaborato dalla Commissione Palazzo-Pocar istituita dalla ministra Cartabia e che ci avrebbe permesso di processare Almasri in Italia e che permetterebbe di farlo con Netanyahu e Putin, tutti raggiunti da mandati di cattura emessi dalla Corte penale internazionale. Uno strumento per rendere giustizia alle vittime di tutto il mondo.
Ringrazio le tante colleghe e colleghi del Pd che hanno firmato questa proposta di legge tra cui la capogruppo Chiara Braga, il responsabile esteri della segreteria Peppe Provenzano e la responsabile giustizia Debora Serracchiani e i capogruppo in Commissione esteri Enzo Amendola e in Commissione giustizia Federico Gianassi.
E ringrazio Amnesty International Italia per avere ispirato la proposta di legge, la professoressa Alessandra Annoni e i professori Triestino Mariniello e Antonio Marchesi le cui competenze giuridiche in tema di diritto internazionale sono state fondamentali per la finalizzazione del testo.
Questa legge è un segnale chiaro in difesa del diritto internazionale e dell’impianto multilaterale che dalla fine della seconda guerra mondiale ha consentito che non prevalesse la legge della giungla ma il diritto. Adesso discutiamola e approviamola". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Come al solito, il ministro Tajani pattina. E' venuto oggi alla Camera a riferire sulla situazione a Gaza senza proposte concrete. E lo ha fatto con i banchi della maggioranza semi vuoti.
Ha detto che l'Italia sarà parte del processo per trasformare la tregua in pace, ma non ha detto come. Ha detto che il governo è pronto a inviare contingenti militari senza dire con quali regole di ingaggio. Ha parlato di ricostruzione, ma non ha specificato in che termini e con che ruolo". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, a margine dell'informativa del ministro Tajani.
"Fedele al "piano Trump" non ha neanche lontanamente accennato alla situazione in Cisgiordania dove proliferano le colonie illegali, le violenze, gli sfollamenti, la distruzione delle case, delle infrastrutture, dei campi palestinesi - evidenzia Boldrini -. Continua a dire che il riconoscimento dello Stato di Palestina arriverà. Quando? La condizione non era la liberazione degli ostaggi e l'esclusione di Hamas dal governo della Striscia? Ci siamo: cosa aspettano ancora?".
"Come pensa di lavorare alla costruzione di uno Stato di Palestina senza che i palestinesi siano protagonisti, senza continuità territoriale e senza che venga liberato l'unico in grado di dare una leadership solida al popolo palestinese, cioè Marwan Barghouti - incalza la deputata dem -? Come pensa di lavorare alla pace senza che ci sia giustizia per i crimini commessi dal governo Netanyahu? Altro che "Israele non ha voluto adottare quelle attenzioni e cautele imposte dal diritto internazionale", come ha detto Tajani. Israele ha commesso un genocidio che non può restare impunito".
"Tutti temi cruciali e fondamentali a cui il ministro Tajani non ha dato risposta. Aspetta che Trump dia la linea a cui, come sempre, assoggettarsi acriticamente" conclude Boldrini.
"Se su Gaza si intravede uno spiraglio, sulla Cisgiordania questo non avviene. Il piano di Trump, che al momento è un piano per il cessate il fuoco e la tregua, non accenna minimamente ai territori palestinesi occupati e a Gerusalemme Est. In Cisgiordania la situazione è sempre più drammatica. Il 42% del territorio è illegalmente occupato da colonie israeliane. Dopo il 7 ottobre c'è stato un aumento esponenziale degli espropri, delle violenze, delle demolizioni delle case, sia in Cisgiordania che a Gerusalemme Est. Spesso i palestinesi sono costretti anche a pagare l'abbattimento delle loro stesse abitazioni. Gli uliveti, fonte importantissima di sopravvivenza dei palestinesi, vengono estirpati, gli acquedotti e le infrastrutture distrutti. E questo non si deve all’azione di singoli coloni ma ad un sistema organizzato che tende all’annessione della Palestina. I check point impediscono alle persone di spostarsi per lavoro e persino di andare a curarsi negli ospedali. Nel rapporto presentato oggi in conferenza stampa alla Camera da Oxfam, Amnesty International, Cospe e altre associazioni c'è un dato che preoccupa moltissimo: l'Ue, il principale partner commerciale di Israele, importa dalle colonie illegali in Cisgiordania 15 volte di più di quanto importi dai produttori palestinesi che vivono in quelle terre da sempre. Questo è un modo per affossare un popolo e favorire l'illegalità delle colonie: a questo va messo uno stop. Le associazioni ci hanno chiesto una cosa semplice: uno strumento normativo che impedisca il commercio e gli investimenti con aziende che hanno la sede o operano nelle colonie illegali. Così come la legge 185 sul commercio di armi vieta la compravendita con paesi che sono in guerra o violano i diritti umani, così è possibile e necessario non contribuire in alcun modo all'economia della colonizzazione illegale e dell'annessione che Israele sta portando avanti. E noi raccogliamo questa richiesta.
Uno Stato di Palestina può esistere solo con la continuità territoriale che, adesso, in Cisgiordania non c'è. E senza uno Stato di Palestina non ci saranno mai né pace né sicurezza per nessuno dei due popoli". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"La liberazione degli ostaggi, il rispetto dei primi accordi, la liberazione dei prigionieri palestinesi sono delle ottime notizie. Ma siamo consapevoli che d'ora in poi servirà il concreto impegno della comunità internazionale affinché questa tregua si trasformi in una pace vera e soprattutto giusta, che riconosca il reciproco diritto all'esistenza di due Stati, quello di Israele e quello della Palestina". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo. "Certamente non si può cancellare con un colpo di spugna le responsabilità e i crimini commessi dal governo Netanyahu a Gaza, così come non è possibile dimenticare le decine di migliaia di vittime innocenti, prime fra tutti bambine e bambini palestinesi - sottolinea Boldrini -. Per questa ragione, con riferimento al match di questa sera fra Italia e Israele a Udine, non è possibile cambiare opinione: questa partita non si sarebbe dovuta giocare. Esattamente com'è stato fatto con la Russia e con altri Paesi in passato, Israele sarebbe dovuto essere sospeso da tutte le competizioni sportive internazionali dopo oltre due anni di vilipendio delle regole dello sport, della Carta Olimpica, degli statuti di Fifa e di Uefa sui quali è calato un silenzio assordante". "Continueremo a denunciare l’ignavia di tutte le organizzazioni sportive che hanno deciso di non decidere, come sottolineato dalla società civile spagnola in occasione della Vuelta, dalla grande manifestazione di Oslo di domenica scorsa e da quella di oggi a Udine - incalza ancora la deputata dem -. Lo sport diventi strumento attivo della trasformazione di questa tregua in un vero processo di pace, giustizia, rispetto. Il Comitato Olimpico e le federazioni sportive palestinesi devono poter tornare alle loro attività, almeno in Cisgiordania, dato che proprio il Comitato Olimpico palestinese ha dichiarato che la devastazione di Gaza non permetterà alcuna attività sportiva per i prossimi dieci anni". "Protagonisti e spettatori della partita di questa devono aver chiaro che oltre 800 sportivi palestinesi sono stati uccisi in questi due anni, che il 95% delle infrastrutture sportive a Gaza sono state rase al suolo e che i pochi stadi rimasti in piedi sono diventati centri di reclusione. E tutto questo per opera di Israele. La verità non si può nascondere, non si può cancellare e, soprattutto, non deve essere dimenticata. Non ci riuscirà certamente una partita di calcio" conclude.
"Congratulazioni a Eugenio Giani rieletto presidente della Regione con un ottimo risultato. Con buona pace della campagna elettorale aggressiva, sessista, razzista e volgare portata avanti dall'ex generale Vannacci: un flop su tutta la linea che porta la Lega al risultato peggiore possibile.
Il risultato di Giani è stato possibile anche grazie a una coalizione ampia e coesa, fondata su un programma condiviso guidata da un Pd forte: è questo il modello che bisogna far crescere anche sul piano nazionale perché solo così si può garantire una valida alternativa alle destre per la guida del Paese". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Riempiono di gioia le immagini degli ostaggi, rapiti durante il brutale attentato terroristico del 7 ottobre, finalmente liberati che stanno riabbracciando le loro famiglie dopo 2 anni passati nella mani di Hamas.
Festa anche a Ramallah dove arrivano i prigionieri palestinesi detenuti da anni nelle carceri israeliane, troppo spesso in condizioni disumane, e ora liberati.
Abbiamo già visto immagini simili, negli ultimi 2 anni. L'auspicio è che, questa volta, segnino l'inizio di un percorso nuovo che porti alla pace e non solo a una tregua. Non si torni a bombardare, a deportare, a distruggere.
Da qui deve cominciare un negoziato serio che porti alla nascita dello Stato di Palestina perché finché il popolo palestinese non avrà un suo stato, non ci potrà essere pace e sicurezza né per gli israeliani né per i palestinesi". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"In un paese normale, mai una ministra si permetterebbe di definire "gite" i viaggi della memoria ad Auschwitz, mai denigrerebbe l'educazione all'antifascismo su cui si basa la nostra Costituzione, mai tenterebbe di riscrivere la storia.
Le espressioni più atroci e violente dell'antisemitismo, in Europa, sono figlie delle ideologie nazifasciste: è un dato di fatto incontrovertibile e che nessuna propaganda di Roccella né di nessun altro potrà cambiare.
Ho partecipato personalmente nel 2016 ad un viaggio della memoria ad Auschwitz con Sami Modiano e le sorelle Andra e Tatiana Bucci. Ho visto direttamente l'enorme impatto che questa visita ha avuto sugli oltre cento ragazzi e ragazze che erano con noi, l'importanza che ha avuto parlarne, capire le origini del male assoluto e fin dove si possa spingere l'essere umano quando arriva a disumanizzare i propri simili. Sminuire quell'esperienza e ridurla a "gita" è vergognoso, soprattutto se a farlo è una ministra.
Ma la cosa più grave è il tentativo, continuo e costante, che esponenti della destra fanno di ribaltare la storia. Perché il loro problema non è l'antisemitismo, che usano strumentalmente: è l'antifascismo. Cioè, le fondamenta della Repubblica e della Costituzione". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Decine di migliaia di persone hanno marciato oggi da Perugia ad Assisi in nome della Pace, gli organizzatori parlano della marcia più partecipata di sempre: è l’Italia bella che ripudia la guerra. Come ogni anno, la marcia richiama a sé pacifiste e pacifisti di tutte le età perché la pace è un obiettivo davanti al quale non bisogna mai arrendersi.
Ma quest'anno il pensiero va soprattutto a Gaza, dove da poche ore hanno smesso di cadere le bombe e centinaia di migliaia di uomini, donne e bambini sono in cammino, riversandosi verso quelle che erano le loro case e, nella stragrande maggioranza dei casi, oggi sono cumuli di macerie, ma anche con quel filo di speranza per una tregua duratura che porti alla pace.
Come donne e uomini di sinistra non possiamo che lavorare ogni giorno per la pace a Gaza come in Ucraina, in Sudan, e in tutti i teatri di guerra attualmente aperti. La pace, per noi, deve essere al centro della nostra attività politica, azione quotidiana, ispirazione continua, obiettivo primario. Senza pace non ci possono essere sviluppo, rispetto dei diritti umani e democrazia”. Lo dichiara Laura Boldrini deputata Pd e presidente del Comitato diritti umani della Camera.
"Si chiude oggi la campagna elettorale toscana e domenica sarà il momento del voto. Dopo Pisa, Campiglia Marittima e Firenze ultime tappe questa sera ad Arezzo e Livorno. Sono state settimane intense e preziose in cui le nostre candidate e i nostri candidati, insieme al presidente Eugenio Giani, hanno mantenuto un confronto fitto con le persone raccontando il buon governo degli ultimi cinque anni e quello che verrà nei prossimi cinque.
Un governo che ha a cuore il benessere delle cittadine e dei cittadini, con un occhio sempre puntato sui diritti, come dimostrano la legge sul fine vita e le politiche per la parità di genere, e l'attenzione sempre alta per la vocazione toscana per la pace che ha portato al riconoscimento dello Stato di Palestina.
Eugenio Giani e la coalizione che lo sostiene hanno un programma chiaro e ambizioso per la Toscana. Tra le tante misure sociali vanno ricordate il salario minimo per chi lavora nelle aziende che vincono appalti con la Regione, il reddito di inclusione che davvero accompagni chi resta senza lavoro verso il reinserimento, l'abbattimento delle liste d'attesa nella sanità, una cura sempre maggiore per i bisogni reali delle toscane e dei toscani.
Tutto questo sarà possibile grazie a una coalizione ampia e solida che deve superare i confini regionali e diventare un'alternativa valida per la guida del Paese trovando la giusta coesione anche su temi come la politica estera, la pace, la sanità pubblica e il lavoro". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Congratulazioni a Maria Corina Machado, leader dell'opposizione venezuelana, a cui è stato conferito il premio Nobel per la Pace. Il comitato norvegese per il Nobel ha dimostrato di essere davvero indipendente. A niente sono servite le pressioni, improprie e imbarazzanti, che Donald Trump ha tentato di esercitare perché il prestigioso riconoscimento venisse assegnato a lui.
Il presidente statunitense in diverse occasioni ha sostenuto che tutti appoggiavano la sua candidatura. Tutti chi? Giusto Netanyahu, un ricercato internazionale per crimini di guerra e crimini contro l'umanità.
Come si poteva pensare di conferire il Nobel per la pace a un presidente che ha cambiato il nome del Ministero della Difesa in Ministero della Guerra, che ha continuato a fornire armi ad un paese che sta commettendo un genocidio, che ha riempito le strade delle città statunitensi di agenti armati fino ai denti che danno la caccia ai migranti letteralmente casa per casa, che ha abolito i finanziamenti ai programmi umanitari di UsAid, che perseguita la comunità LGBTQIA+, che sta tentando di mettere il bavaglio alla ricerca e alle università con il ricatto dei finanziamenti?
Davvero una proposta surreale che, per fortuna, non ha trovato sponda nel Comitato che assegna il Nobel. Ci auguriamo che questa decisione, che ricordiamo è stata presa da un Comitato autonomo e indipendente, non abbia delle ricadute sulla Norvegia, data l'attitudine alla vendetta di Donald Trump". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Altro che aiuti a Gaza in poche ore tramite i canali ufficiali di cui ha parlato il governo per dileggiare la missione della Global Sumud Flotilla. Music For Peace ha raccolto a Genova oltre 300 tonnellate di aiuti grazie ad una gara di solidarietà di centinaia di persone e si è rivolta proprio al governo per farli arrivare a Gaza dove l'Onu ha dichiarato esserci in corso una carestia causata dalla volontà politica di Benjamin Netanyahu". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Ma da settimane quegli aiuti sono fermi nel capoluogo ligure e non si riesce a farli partire. E all'interrogazione della collega Valentina Ghio in cui si chiedeva cosa stesse facendo il governo per accelerare i tempi, il sottosegretario Tullio Ferrante di fatto non ha risposto - incalza Boldrini -. Dove sono questi canali rapidi di cui dispone il governo? Semplicemente non esistono. Perché lo sappiamo, per averlo visto con i nostri occhi al valico di Rafah, che migliaia di camion di aiuti restano fermi per settimane, per mesi a marcire. Lo abbiamo visto personalmente che l'Idf non fa entrare medicinali, presidi sanitari, né alimenti considerati energetici come miele, zucchero, biscotti e cioccolata per i bambini. Perché lo scopo è affamare la popolazione di Gaza".
"Se la tregua dovesse durare, come tutti ci auguriamo - conclude -, almeno questo strazio sarà finito e gli aiuti potranno entrare nelle quantità adeguate. Ma non sarà certo merito del governo".