04/03/2024 - 16:15

Prosegue il viaggio verso Rafah della delegazione italiana di cui fanno parte 14 parlamentari, oltre ad associazioni, accademici e giornalisti. Oggi la delegazione ha incontrato le agenzie dell'Onu che operano nella Striscia di Gaza e la Mezzaluna Rossa egiziana.
«“A Gaza c'è un bagno ogni 600 persone. Normalmente, nelle emergenze, c'è un bagno ogni 20 persone. Immaginate le condizioni igieniche. La negazione della dignità umana, a Gaza, è anche questo". E' iniziata così la relazione di Richard Brennan, direttore regionale per le emergenze dell'OMS che ha aggiunto quanto sia difficile trovare gli aggettivi per descrivere la situazione nella Striscia, perché è più che catastrofica e più che apocalittica – spiega Laura Boldrini, deputata PD che fa parte della delegazione -. Sahar Al-Jobury, capo di UNRWA in Egitto, e Abu Hasna, Media Advidor UNRWA a Gaza hanno spiegato come l'agenzia sia la spina dorsale del sistema umanitario a Gaza. Hanno anche criticato duramente il lancio di viveri in alcune aree della Striscia, definendolo inutile visto il livello dei bisogni, costoso e pericoloso. Gli aiuti non mancano: ci sono 1200 convogli in attesa di entrare a Rafah che vengono lasciati fuori dalle autorità israeliane. Spesso i camion vengono respinti perché c'è un generatore, considerato un articolo non autorizzato. E hanno aggiunto che i palestinesi hanno perso ogni speranza: Gaza non ha futuro. Il problema è tutto politico, non di non accessibilità logistica. Non finanziare Unrwa è un'altra punizione collettiva, oltre a quella militare, contro i palestinesi e anche contro l'agenzia stessa. Sospendere i fondi perché 12 dipendenti avrebbero partecipato al terribile attacco terroristico del 7 ottobre, già licenziati e nei cui confronti è stata aperta una indagine interna, significa colpire tutta l'organizzazione, una cosa mai vista in altre circostanze.
«Infine, Lofty Ghaith, capo delle operazioni in Egitto e responsabile delle operazioni ad Al-Arish per la Mezzaluna Rossa – conclude Boldrini - ha illustrato la lunghissima trafila a cui vengono sottoposti i camion di aiuti prima di poter  entrare a Gaza: ci vogliono 30 giorni per concludere la procedura di controlli imposti dagli israeliani mentre dall'altra parte le persone muoiono letteralmente di fame».

04/03/2024 - 14:04

UNRWA è la spina dorsale dell'assistenza sanitaria nella Striscia: sospendere fondi è una decisione miope.
È ciò che è emerso nel corso della seconda mattinata di incontri della delegazione dei parlamentari italiani, impegnati nella missione a Rafah, con le agenzie delle Nazioni Unite.
"Il 15,6% dei bambini a Gaza è sotto il livello minimo di nutrizione. Prima era dell’1%. La stima è che a Rafah ora ci sia un bagno ogni 600 persone, le epidemia sono in aumento e senza un cessate il fuoco le proiezioni parlano di ulteriori 85mila morti in 6 mesi per infezioni o malattie. 1500 camion di aiuti umanitari sono bloccati al valico" ha riferito Richard Brennan, responsabile regionale a Gaza per l’OMS.
Questo perché - conferma la Mezzaluna Rossa egiziana - "i camion di aiuti umanitari subiscono quattro tipo di controlli che durano complessivamente 30 giorni e se anche un solo articolo non viene accettato dalle forze israeliane, tutto il carico è rifiutato e resta inutilizzato nei magazzini.
Il capo di UNRWA in Egitto, Sahar Al-Jobury ha sottolineato che UNRWA lavora sulla base di un mandato internazionale e sta cercando di eseguire il proprio incarico, ma con i fondi sospesi il personale non riesce a lavorare e subisce anche restrizioni nei movimenti.
Bisogna confermare i fondi a UNRWA, aprire tutti i valichi, togliere l'assedio alla striscia e cessare il fuoco.
Come ribadito da Amani Salah,  responsabile Affari umanitari di OCHA, Gaza è la chiave della stabilità della regione. È necessario fermare il massacro e lavorare al domani di questa area. La violenza rischia di generare nuove ondate di estremismo.
La pace si costruisce solo con la pace.
La delegazione farà oggi tappa ad Al Arish per poi raggiungere il valico di Rafah domani.

*Così i parlamentari della delegazione Stefania Ascari, Carmela Auriemma, Angelo Bonelli, Ouidad Bakkali
Laura Boldrini, Dario Carotenuto, Sara Ferrari, Nicola Fratoianni, Valentina Ghio, Francesco Mari, Andrea Orlando, Rachele Scarpa, Arturo Scotto, Alessandro Zan*

01/03/2024 - 20:27

"L'accordo firmato potrebbe risolvere una situazione che il Governo Meloni ha bloccato per mesi anche se non prevede alcun impegno formale da parte di Jsw. Attendiamo quindi sviluppi immediati sul futuro di stabilimento e lavoratori".  È quanto riporta una nota dei deputati Pd Marco Simiani, Vinicio Peluffo, Laura Boldrini ed Arturo Scotto sul "Memorandum Piombino" firmato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

"Il Memorandum è utile solo per garantire una parte degli attuali livelli occupazionali: l'impegno assunto da Jindal è infatti per soli 400 addetti mentre resta da chiarire il reintegro dei 1150 lavoratori ancora in attesa degli investimenti del gruppo Metinvest. E' necessario vigilare affinché questi accordi si concretizzino e venga finalmente realizzato un progetto complessivo di ridefinizione del comparto industriale di Piombino, attraverso una sinergia efficace tra pubblico e privato. Il Partito Democratico si batterà affinché nessun posto di lavoro vada perso: un presupposto per noi irrinunciabile e sul quale il Ministro Urso non ha ancora assunto una posizione netta", così si conclude la nota del Pd .

01/03/2024 - 14:20

"Era importante oggi esprimere solidarietà e vicinanza ai giornalisti che hanno manifestato a Roma per chiedere che finisca la strage di reporter a Gaza, così come in altri conflitti, che si possa raccontare liberamente quello che sta succedendo nella Striscia da ormai quasi cinque mesi, che si tuteli l'incolumità dei pochi che sono ancora sul campo e si rispetti il loro lavoro.
A Gaza sono stati uccisi 123 giornalisti dall'inizio delle operazioni militari israeliane a seguito dell'attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre: un numero elevatissimo, la maggior parte dei quali palestinesi. Inoltre Israele impedisce l'ingresso nella Striscia della stampa internazionale, minando la libertà di informare ed essere informati. "Basta sangue sui nostri giubbotti" è lo slogan di oggi. Perché il giornalismo non è un crimine, uccidere i giornalisti sì". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

29/02/2024 - 18:17

"Sparare sulla folla in attesa degli aiuti umanitari è quanto di più atroce si possa immaginare. Oltre 110 persone uccise e 760 feriti che non facevano altro che aspettare cibo. A Gaza la violazione del diritto internazionale da parte dell’esercito israeliano ha superato ogni possibile limite.
Il cessate il fuoco è urgente e non rimandabile. Netanyahu e il suo scellerato piano vanno fermati, gli ostaggi liberati e va iniziato un serio negoziato di pace". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo.

29/02/2024 - 13:18

"Piantedosi avrebbe solo dovuto scusarsi per i fatti di Pisa. Quelle immagini, di ragazze e ragazzi delle superiori, spesso minorenni, disarmati e con le mani alzate, presi a manganellate e immobilizzati a terra mentre facevano una manifestazione pacifica contro la guerra, hanno indignato non solo le opposizioni, ma l'opinione pubblica, il corpo docenti, lo stesso sindacato di polizia Siulp.
Invece no. Ha rivendicato la "carica di alleggerimento". Ha attaccato i ragazzi e le ragazze accusando noi di strumentalizzare le forze dell'ordine e di fare processi sommari. Un'accusa ridicola che dovrebbe rivolgere ai suoi colleghi di governo, come Salvini che non perde occasione di tentare di appropriarsi proprio delle forze dell'ordine. La difesa a priori è un grave errore perché in democrazia l'impunità non esiste per nessuno: non esiste per chi aggredisce la polizia com'è successo ieri a Torino, e non esiste per chi abusa della divisa che indossa offendendo la dignità delle istituzioni tutte. Per questo chiediamo che gli agenti possano essere identificati con codici sui caschi e sulle divise.
La partecipazione dei giovani alla vita politica, anche con le manifestazioni di piazza come con le autogestioni nelle scuole, è un fatto importante, da sostenere, non da punire. Nel rispetto dei diritti costituzionali e perché non venga meno la fiducia nelle istituzioni, perché non si consumi "un fallimento dello Stato", come ha detto il presidente Mattarella". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

28/02/2024 - 19:30

Governo intervenga davanti a ondata di arresti, violenze e campagna xenofoba

“Tajani dica quali sono le azioni prese dal governo, sia in sede bilaterale che nei consessi internazionali, per fare pressione sul Presidente Saied affinché cessi immediatamente la repressione in Tunisia e sia garantito il ripristino del pluralismo della rappresentanza, nonché il rilascio di tutti i prigionieri politici”. Lo chiedono il responsabile esteri del Pd, Provenzano e i deputati Quartapelle, Porta, Boldrini e Ciani che hanno firmato l’interrogazione parlamentare. “Dal febbraio 2023 – sottolineano - è in corso una ondata di arresti che sta colpendo diversi esponenti politici dell’opposizione, giornalisti, avvocati, sindacalisti, attivisti ed esponenti vari della società civile; arresti accompagnati da una campagna gravemente xenofoba e senza precedenti contro i migranti subsahariani, accusati di programmare una “sostituzione etnica”.

Ecco il testo integrale dell’interrogazione parlamentare

Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale - Per sapere - premesso che:
in data 20 aprile 2023, è stato arrestato il leader storico, 82enne, del partito islamico tunisino Ennahdha, Rached Ghannouchi con l’accusa di "cospirazione contro la sicurezza dello Stato";
l’arresto si inserisce in un crescendo di atti di violenta repressione attuati dal presidente, Kaïs Saïed che, in meno di due anni, ha concentrato sempre più potere nelle proprie mani fino ad arrivare alla promulgazione della nuova Costituzione, adottata a seguito di un referendum segnato da un altissimo tasso di astensionismo, che sostituisce la Costituzione del 2014, indubbiamente una delle Carte costituzionali più democratiche nel mondo arabo, con un nuovo testo dai tratti fortemente autoritari;
dal febbraio 2023, difatti, è in corso una ondata di arresti che sta colpendo diversi esponenti politici dell’opposizione, giornalisti, avvocati, sindacalisti, attivisti ed esponenti vari della società civile; arresti accompagnati da una campagna gravemente xenofoba e senza precedenti contro i migranti subsahariani, accusati di programmare una “sostituzione etnica”;
lo scorso 19 febbraio Rachid Ghannouchi, ha manifestato la sua solidarietà con uno sciopero della fame in sostegno ad altri sei politici in carcere che la settimana prima avevano adottato questa forma di protesta per denunciare i metodi autoritari del presidente Kais Saied; 
negli ultimi mesi in Tunisia si è assistito a un ulteriore deterioramento della situazione interna, sia sul fronte economico, politico e sociale; 
il paese vive anche una profonda crisi economica, per cui scarseggiano da mesi beni di prima necessità, il tasso di inflazione è oltre il 10%, il tasso di disoccupazione superiore al 15 %, il debito pubblico sfiora il 100% del Pil e, dunque, la tensione sociale è molto alta. In tale contesto, si è registrato il rifiuto da parte del presidente della Repubblica Kaïs Saïed di sottoscrivere l’accordo negoziato dal suo governo con il Fmi per un prestito di 1,9 miliardi di dollari -prestito che serviva a favorire la stabilità-, mentre la Banca mondiale ha sospeso i dialoghi con la Tunisia, preoccupata per le condizioni della comunità subsahariana;
stante la situazione di volatilità economica, molti analisti sono preoccupati che il paese possa proclamare un default sul debito estero. Questo scenario avrebbe gravi ripercussioni anche per l’UE e l’Italia, sia in termini economici che di ulteriori flussi migratori;
al riguardo si rileva come nella prima metà del 2023 la Tunisia abbia superato la Libia come numero di partenze per l’Italia;
inoltre, il Presidente Saïed ha intrapreso una campagna anti-migranti senza precedenti nella storia del Paese utilizzando affermazioni gravemente xenofobe che sono state seguite da crescenti violenze e maltrattamenti da parte delle autorità tunisine nei confronti dei migranti subsahariani;
il 16 luglio 2023 è stato firmato il memorandum d’intesa per una partnership strategica e globale fra Unione europea e la Tunisia al fine di ridurre il numero degli arrivi dal paese, un accordo però privo delle necessarie condizionalità sullo stato di diritto e la tutela dei diritti umani in Tunisia;
in merito al memorandum, Giorgia Meloni ha affermato che “questo partenariato deve diventare un modello per le relazioni dell’Unione europea con gli altri Paesi del Nordafrica”;
in realtà sono state espresse parecchie critiche al MOU, in particolare, la commissaria per i diritti umani del Consiglio d'Europa, Dunja Mijatovic, ha dichiarato che: “Gli Stati membri del Consiglio d'Europa dovrebbero insistere sulla chiara salvaguardia dei diritti umani in qualsiasi ulteriore cooperazione in tema di migrazione con la Tunisia. Le tutele di ogni tipo di diritti umani devono essere una parte integrante di ogni attività di cooperazione sulla migrazione tra gli stati membri del Consiglio d'Europa e i paesi terzi, Tunisia inclusa. (...) Le gravi violazioni dei diritti umani recentemente riportate contro rifugiati e migranti in Tunisia rendono solo più stringente che tali tutele siano contemplate":-
quali iniziative intenda intraprendere il governo, sia in sede bilaterale che nei consessi internazionali, per fare pressione sul Presidente Saied affinché cessi immediatamente la repressione in Tunisia e sia garantito il ripristino del pluralismo della rappresentanza, nonché il rilascio di tutti i prigionieri politici.
FIRMATARI
PROVENZANO, QUARTAPELLE, PORTA, BOLDRINI, CIANI

28/02/2024 - 19:00

"Un'altra condanna contro altri quattro signori, si fa per dire, che quando ero presidente della Camera decisero bene di lanciare una campagna contro di me sui social in occasione della mia visita a Latina per inaugurare, su invito dell’allora sindaco Damiano Coletta, il parco "Falcone e Borsellino" conosciuto come "parco Mussolini" perché a lungo intitolato al fratello del dittatore. La cosa, evidentemente, non piacque ai neofascisti della zona che si radunarono a Latina e, contemporaneamente, fecero circolare sui social un fotomontaggio con un piccolo balilla che urinava su di me.
Decisi di denunciare sia per tutelare me stessa sia per rispetto alla carica che ricoprivo. Nessuno deve essere costretto a convivere con la violenza e deve essere chiaro che insultare e offendere una persona è un reato nella vita reale ed è un reato anche sul web.
Ieri è arrivata la condanna del Tribunale di Latina, come era giusto che fosse. L'odio on line si può e si deve fermare". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo.

28/02/2024 - 14:04

"Dopo le notizie delle indagini della magistratura per istigazione all'odio, oltre che per peculato e truffa, oggi arriva la sospensione di 11 mesi dalle Forze Armate con motivazioni pesantissime: "carenza del senso di responsabilità", "lesione al principio di neutralità/terzietà della Forza Armata" e compromissione del "prestigio e la reputazione dell'Amministrazione di appartenenza e ingenerando possibili effetti emulativi dirompenti e divisivi nell'ambito della compagine militare".
Chi lo aveva aspramente criticato, evidentemente, non aveva tutti i torti se anche le Forze Armate hanno deciso di agire a tutela della propria reputazione. Per coerenza, Salvini dovrebbe attaccare le Forze Armate come ha fatto con la magistratura e le presunte "inchieste a orologeria", come amano dire a destra. Ma la coerenza è sconosciuta dal ministro che in poche righe riesce a criticare la sospensione di Vannacci e a scrivere "Viva le Forze Armate", le stesse che hanno deciso il provvedimento contro il generale che lui vorrebbe candidare alle europee.
Tutto e il contrario di tutto: un'arte in cui il vicepremier è un vero esperto. L'unica, a dire il vero. Ma alle sue parole, ormai, non crede più nessuno". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

27/02/2024 - 16:33

"Insieme al collega Peppe Provenzano, oggi abbiamo incontrato Kamel Jendoubi, presidente onorario di Euromed Rights ed ex ministro tunisino. Jendoubi ci ha esposto le sue preoccupazioni per le prossime elezioni in Tunisia, che dovrebbero tenersi tra ottobre e dicembre prossimi. Il regime di Kais Saied, infatti, continua ad azzerare tutte le opposizioni con provvedimenti liberticidi, dopo averne arrestato i leader e gli esponenti più attivi, accusati di complotto anche solo per aver dichiarato che le scorse consultazioni non sono state trasparenti. La nuova legge elettorale, poi, impedisce di candidarsi a chiunque non sia tunisino da almeno tre generazioni e a chi ha la doppia cittadinanza. Questo esclude tutti coloro che sono stati costretti ad andare via per non incappare nella repressione di Saied. Si tratta di una fortissima limitazione al diritto di partecipare alle elezioni per decine di attiviste e attivisti costretti a rifugiarsi all’estero. Ci siamo impegnati a presentare un atto parlamentare per chiedere al governo italiano di agire in sede bilaterale ed europea per fare pressioni su Saied affinché, alle prossime consultazioni, sia garantita la possibilità di candidarsi a tutte e tutti coloro che vogliono partecipare e perché vengano inviati osservatori internazionali per vigilare sull'andamento del voto". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

27/02/2024 - 09:23

"Congratulazioni ad Alessandra Todde, prima donna presidente della Sardegna. La sua vittoria è la dimostrazione che la sinistra vince quando è unita e presenta candidate e candidati di valore. Ed è anche la dimostrazione che il volto della premier al posto di quello dei candidati locali non funziona più.
Alessandra, oltre alla faccia, c’ha messo le sue capacità e il cuore e i sardi l'hanno premiata.
Adesso la coalizione si metta al lavoro per vincere anche nelle altre regioni e nei comuni che andranno al voto. Che bella giornata!". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo.

26/02/2024 - 14:30

"Prevedere codici identificativi degli agenti delle forze dell'ordine è il cuore di una proposta di legge che già nella scorsa legislatura abbiamo depositato insieme al collega Andrea Frailis. Lo stesso testo l'ho ripresentato all'inizio della legislatura in corso.
Quindi, ben prima dei fatti di Pisa su cui il presidente Mattarella ha usato parole di saggezza che non possono essere ignorate.
Ho grande rispetto per il lavoro delle donne e degli uomini delle forze dell'ordine, ma è proprio per questo che scene come quelle che abbiamo visto nei giorni scorsi non possono più ripetersi. A tutela del diritto di manifestare, previsto dall'art. 17 della Costituzione, e dell'autorevolezza di chi indossa la divisa, coloro che abusano del loro ruolo devono poter essere identificati con certezza. Quello di cui, invece, non c'è alcuna necessità e andrebbe assolutamente evitato è che il vicepresidente del Consiglio Salvini si erga ad avvocato d'ufficio, tentando di appropriarsene, delle forze dell'ordine il cui compito è a garanzia di tutta la comunità e non certo di una sola parte. Un atteggiamento gravemente improprio e inopportuno". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo.

25/02/2024 - 15:59

"Il governo italiano ha tradito i familiari delle vittime e i superstiti del naufragio di Steccato di Cutro del 26 febbraio 2023.

 Oggi, insieme all'eurodeputato Pietro Bartolo, abbiamo incontrato i parenti delle persone morte durante quella tragica notte e coloro che si sono salvati. A loro la presidente Meloni, il 16 marzo, promise il ricongiungimento dei superstiti con le famiglie rimaste in Afghanistan. E promise anche che i familiari delle vittime sarebbero stati portati in Italia.

 Non solo la promessa non è stata mantenuta, ma nessuno di loro è mai stato ricontattato né ha avuto notizie di alcun genere.

 Queste persone chiedono giustizia e verità su quello che è successo quella notte. E si aspettano che le promesse fatte siano mantenute.

 Come chiedono anche che siano fatte le comparazioni del test del DNA per identificare le vittime ancora senza nome.
Era dovere del governo essere qui e parlare con queste persone. E invece non è successo". Lo dichiarano Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo, e Pietro Bartolo eurodeputato del PD dopo l'incontro con i familiari delle vittime e i sopravvissuti al naufragio di Steccato di Cutro.

25/02/2024 - 11:57

"Si chiama "Il giardino di Alì", quello inaugurato oggi a Crotone, dedicato alla più piccola delle vittime del naufragio di Steccato di Cutro del 26 febbraio 2023. Alì non aveva nemmeno un anno e fu l'ultimo ad essere identificato.
 94 piante, tante quante sono le persone morte in quella tragica notte di un anno fa, adesso le ricordano a Crotone, nei pressi di piazzale Nettuno.
 Inizia così una fitta giornata di iniziative organizzate dalla società civile, dai sindaci di Crotone e Cutro che ringrazio per tenere alta la memoria e per l'umanità che continuano a dimostrare.
 Sono, invece, esterrefatta di non vedere nessun rappresentante del governo, qui. La visita improvvisata e alla chetichella del ministro Piantedosi, venerdì scorso, è sintomatica dell’indifferenza del governo nei confronti di quasi cent

24/02/2024 - 18:54

"Perché sono qua?" È la domanda che, durante il colloquio che abbiamo avuto oggi nel carcere calabrese di Castrovillari, Maysoon Majidi, iraniana, 27 anni, attivista e militante politica, ha ripetuto più volte incredula e inorridita. Lo ha chiesto in italiano, grazie ad un dizionario datole in carcere. E ha voluto dirlo in italiano, nonostante con me ci fossero Parisa Nazari e Shadi Alizadeh, due attiviste iraniane del movimento “Donna, vita, libertà“.
Una domanda che da due mesi sta tormentando questa giovane attivista per i diritti umani e regista scappata dall’Iran, insieme al fratello. Per quattro anni ha vissuto nel Kurdistan iracheno dove ha lavorato in Tv locali e ha continuato l’attività politica, fino a quando la sua sicurezza non è stata più garantita neanche lì. E con il sostegno del padre, professore in Iran, lei e il fratello hanno deciso di andarsene. “Mio padre ha venduto tutto per salvare noi, non gli è rimasto più niente” ha raccontato quasi piangendo. Dalla Turchia si sono imbarcati verso l’Italia sperando di trovare finalmente protezione. E invece, da quasi due mesi, si trova in carcere con l'accusa di essere una scafista, “favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”. Una situazione kafkiana, surreale. E tutto sulla base di testimonianze che, per chi come me ha lavorato tanti anni con i rifugiati, difficilmente possono dimostrare la sua partecipazione all’organizzazione del viaggio. Tant'è che gli stessi testimoni, che non sono più in Italia, hanno fatto avere alla famiglia dei video in cui smentiscono di avere detto che lei fosse una scafista e che, evidentemente, c’è stato qualche errore nella traduzione.
 Ho fiducia nella magistratura e sono certa che saprà approfondire tutti gli elementi e acquisirne di nuovi. Il rischio è che Mysoon Majidi finisca in un enorme equivoco le cui conseguenze ne comprometterebbe il futuro. Questo non deve accadere". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo.

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