«La ragazza ha lamentato che “la mia infanzia è stata rubata”. Per quella cifra [un miliardo di dollari di risarcimento per lo stupro subito] è lecito chiedersi quanti si farebbero derubare dell’infanzia, non una, ma anche due, tre volte…» Filippo #Facci, 2018.
«Risulterà che una ragazza di 22 anni era indubbiamente fatta di cocaina prima di essere fatta anche da Leonardo Apache La Russa…» Filippo Facci, 2023.
Passano gli anni, ma non passa il disprezzo di Facci per il genere femminile, reiterato nel tempo in svariate occasioni. Evidentemente, incolpare le vittime di stupro ed essere misogini sono diventati precondizioni per ottenere la conduzione di una striscia quotidiana su Rai2.
Vergogna assoluta per chi ha sostenuto questa scelta. Per Giorgia #Meloni, prima donna Presidente del Consiglio, va tutto bene? Come per le inqualificabili esternazioni del sottosegretario #Sgarbi, anche qui nulla da dire?“. Lo scrive su twitter la deputata del Pd, Laura Boldrini.
Dichiarazione di Laura Boldrini , deputata Pd
Una commissione d’inchiesta sul #Covid che esclude dall’indagine le Regioni che hanno per Costituzione la gestione della sanità – il 90 per cento delle competenze è infatti regionale – è una farsa.
Ed è anche un grande imbroglio verso il Paese, perché significa non voler far chiarezza su quanto accaduto. La maggioranza di destra – che nei momenti più difficili della #pandemia occhieggiava a No Vax e No Mask – ha votato per l’istituzione di una commissione d’inchiesta che così com’è impostata non ha alcuna autorevolezza e ha una sola finalità: non quella di indagare su quanto accaduto e sugli errori che pure ci sono stati, ma quella di mettere in atto una vendetta politica contro chi si è trovato a gestire una delle più grandi emergenze degli ultimi cento anni. Peraltro, sul lavoro di chi ha gestito la pandemia, in particolare il presidente Conte e il ministro Speranza, la magistratura si è già espressa affermando che si è agito nell’interesse del Paese, archiviando così il caso con formula piena.
Questa commissione è veramente una manovra indegna.
Il ministro #Sangiuliano ha dichiarato oggi alla Camera che «la parità di genere è tra le priorità» del suo Ministero e che su questo tema «sono chilometri avanti a voi e non accetto lezioni da nessuno». Parole forti, impegnative e assai presuntuose. Peccato che manca un piccolo particolare: se davvero la parità di genere fosse una priorità del suo Ministero, avrebbe immediatamente chiesto le dimissioni di chi lo rappresenta come sottosegretario, e cioè quel Vittorio #Sgarbi che con il turpiloquio e le frasi misogine ha offeso non solo le lavoratrici del #Maxxi, ma milioni di donne italiane. E invece neanche un accenno, nessuna assunzione di responsabilità. Dopo quanto accaduto, le belle dichiarazioni non contano nulla. Se non si passa dalle parole ai fatti si perde ogni credibilità e autorevolezza, ed è quello che sta accadendo al ministro Sangiuliano e alla presidente #Meloni.
Così su Twitter la deputata democratica Laura Boldrini.
È in corso una gara assai poco edificante tra #Meloni e #Salvini in vista delle prossime elezioni europee.
Fratelli d’Italia dice che non ci si può alleare con gli amici di Salvini (Le Pen e AfD) perché non sarebbero europeisti, e Giorgia Meloni oggi è a Varsavia per incontrare il suo sodale Morawiecki che guida un governo sotto diverse procedure d’infrazione «per non rispetto dei valori fondamentali della #UE».
Per non parlare di quanto siano europeisti gli altri alleati di Meloni: i postfranchisti di Vox.
Proprio una bella gara tra urlatori anti-Ue di vecchia data che oggi si vogliono rifare un’immagine. Una competizione taroccata tra falsi europeisti.
Non ci crede nessuno.
"Da anni, milioni di persone che studiano o lavorano lontano dal luogo in cui risiedono chiedono di poter votare dove vivono, senza doversi spostare, affrontare lunghi viaggi e spendere soldi, così come si fa in altri Stati europei. In un Paese come il nostro, dove l’astensione è in costante crescita, consentire di votare a distanza è essenziale per promuovere la partecipazione. Per questo il Partito Democratico
, recependo la richiesta di comitati di studenti e studentesse e di milioni di fuorisede, ha portato in Aula una proposta di legge che però la maggioranza di destra ha completamente snaturato, impedendo a chi lavora o studia lontano da dove risiede di poter votare alle elezioni politiche e anche alle prossime elezioni europee. Se ne riparlerà infatti, se va bene, tra 18 mesi. Per questo abbiamo deciso di astenerci e di non condividere questa presa in giro". Lo scrive sui suoi profili social la deputata dem Laura Boldrini.
Tweet di Laura Boldrini, deputata Pd
Sono intervenuta nell’aula della Camera dei deputati e, insieme ad altre colleghe e ad altri colleghi, ho chiesto al #Governo di prendere posizione su quanto sta avvenendo in questi giorni in #Palestina e in #Israele. Il campo profughi di #Jenin, nella Cisgiordania illegalmente occupata dall’esercito israeliano, è stato sottoposto a un violento raid militare che ha provocato tra la popolazione palestinese 10 morti, tutti tra i 16 e i 23 anni, centinaia di feriti e 3000 persone costrette a lasciare le loro abitazioni. Oggi, con un atto di vendetta elogiato da #Hamas, a Tel Aviv un palestinese di Hebron ha scagliato la propria automobile contro civili, alcuni dei quali sono stati feriti gravemente. La spirale di violenza non si ferma, e il Governo di destra guidato da #Netanyahu provoca ulteriore tensione annunciando la costruzione di 5000 nuove case per i coloni israeliani sui territori palestinesi, una decisione che il Segretario generale dell’#Onu, Guterres, ha definito una «flagrante violazione del diritto internazionale». Fino a quando perdureranno le occupazioni illegali della #Cisgiordania non vi sarà sicurezza né per gli israeliani né per i palestinesi. Di fronte a tutto questo il Governo italiano tace e rinuncia così a dare un contributo per la pace e la giustizia. Un silenzio deplorevole e non più sopportabile per un Paese che nella sua storia ha sempre cercato di promuovere ogni occasione di dialogo tra israeliani e palestinesi, per favorire una prospettiva fondata sulla convivenza di due popoli e due Stati.
I leader sovranisti di #Polonia e #Ungheria dicono no a #Meloni e fanno saltare il Patto europeo sull’#immigrazione.
Lei però si dichiara soddisfatta. Ma di cosa?
Troppe parti in commedia, Presidente Meloni. Così non si fanno gli interessi né dell’Italia né dell’Europa.
Così su Twitter la deputata democratica Laura Boldrini
Oggi contiamo la vittima di femminicidio n. 55 dei primi sei mesi del 2023. Una giovane di soli 17 anni, uccisa a coltellate da un coetaneo e poi abbandonata dentro un sacco in un carrello della spesa, accanto ai cassonetti dell’immondizia. Come uno scarto, un rifiuto.
Davanti a questa immane tragedia, non si può che ribadire quanto ci sgoliamo da sempre a ripetere: si possono fare le migliori leggi del mondo, si possono inasprire le misure penali, ma ciò non basta e non basterà mai.
Quello che ancora manca è un serio e capillare lavoro culturale, a partire dalla scuola, dove andrebbe introdotta una nuova disciplina di studi: l’educazione sentimentale. Senza che questo percorso venga ostacolato dalla destra, la quale continua ad appellarsi a una fantomatica e non meglio identificata «teoria gender» – che nessuno, nemmeno a destra, ha ben capito cosa sia – rendendo quindi difficile anche a chi insegna affrontare un tema a cui non possiamo più sfuggire.
Nelle scuole va insegnato il rispetto verso le donne, la condivisione degli oneri tra uomo e donna. E soprattutto va insegnato cos’è l’amore, che non è mai sopraffazione né violenza. Se non agiremo sulla causa di questi incessanti femminicidi, continueremo a rimanere alla finestra in attesa di veder passare e contare l’ennesima vittima.
Un conteggio che vorremmo non dover tenere mai più.
Lo scrive in un post la deputata democratica Laura Boldrini.
Dichiarazione di Laura Boldrini e Fabio Porta, deputati Pd
All’Amazzonia è stato dedicato l’incontro di oggi promosso alla Camera dei Deputati dall’Associazione di Amicizia Italia-Brasile, in collaborazione con “Ambientevivo”, “Calabria tra le righe”, “Projeto Saude & Algeria” e “UIL Scuola”.
Ospite d’onore una testimone diretta della lotta per la preservazione dell’Amazzonia e la salvaguardia delle popolazioni indigene, Elenira Mendes, figlia del sindacalista ambientalista Chico, assassinato brutalmente nel 1988 da un sicario assoldato dai suoi oppositori.
Ad accoglierla due parlamentari impegnati in prima linea contro lo sfruttamento delle terre indigene e la difesa dell’Amazzonia: la Presidente del Comitato diritti umani della Camera Laura Boldrini e il Presidente del gruppo di amicizia Italia-Brasile Fabio Porta.
In Italia sarà pubblicata quest’anno la prima biografia del “Gandhi della foresta”, come è stato definito il leader dei lavoratori dell’estrazione della gomma nello Stato dell’Acre in Amazzonia, a trentacinque anni dalla morte e alla viglia dell’ottantesimo anniversario della nascita.
Elenira Mendes, in Italia su invito dell’associazione “Calabria tra le righe” per una serie di conferenze ed incontri dove racconterà la sua vicenda personale unitamente al grande lascito politico e morale del padre, ha voluto intrattenersi sulla grandissima attualità della difesa dell’ambiente e della foresta “costruendo un nuovo modello di sviluppo che possa coniugare il rispetto dell’ambiente, la tutela delle popolazioni indigene e la crescita equa e sostenibile dell’Amazzonia nella positiva valorizzazione delle sue grandi ricchezze.”
“L’incidente ferroviario di Viareggio è un simbolo tragico delle contraddizioni della modernità. Morire quando si crede di essere al sicuro, nelle proprie abitazioni, a causa di carenze nella manutenzione dei convogli, di protocolli insufficienti, di convenzioni logistiche scellerate che hanno permesso passaggi, ad alta velocità, di treni con carichi esplosivi nelle stazioni in prossimità di edifici e centri città, è inaccettabile. Come è altrettanto insostenibile che dopo 14 anni, nonostante le cause accertate, non siano stati individuati i colpevoli della strage. Una nostra delegazione sarà presente questa sera alla fiaccolata di commemorazione mentre in Parlamento formuleremo proposte e progetti per celebrare il giusto ricordo delle vittime e promuovere buone pratiche per garantire la sicurezza ferroviaria”: è quanto riporta una nota congiunta dei deputati e senatori Pd Emiliano Fossi, Marco Simiani, Simona Bonafè, Federico Gianassi, Laura Boldrini, Marco Furfaro, Christian Di Sanzo, Dario Parrini, Ylenia Zambito e Silvio Franceschelli.
Anche oggi non c’erano. Per la seconda volta in pochi giorni, in Commissione Affari Esteri nessuno – dico nessuno – dei deputati e delle deputate della maggioranza si è presentato per il dibattito sul MES. Continuano a scappare dalle loro responsabilità. Meloni ieri, nella sua replica gridata alla Camera, ha detto che si tratta di una «questione di metodo». No, ci sono due cose che si nascondono dietro questa fuga. Una è prendere tempo per usare la ratifica del MES a mo’ di ricatto, come «merce di scambio» per ottenere altro a Bruxelles. Una modalità deleteria, che normalmente in UE non solo non funziona, ma addirittura irrita. E poi c’è la famosa frase pronunciata con teatralità dalla presidente Meloni durante un’intervista: «L’Italia non accede al MES, lo posso firmare col sangue». L’eventualità di smentire sé stessa per l’ennesima volta è un amaro calice che Giorgia Meloni cerca di allontanare. E così in commissione non si presenta nessuno.
Così Laura Boldrini, deputata del Pd, sui social.
Dichiarazione on. Laura Boldrini, deputata Pd
Oggi sono stata nominata presidente del Comitato Permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, incarico che ho svolto anche nella scorsa legislatura.
Questa riconferma è per me un grande onore, essendomi sempre spesa per l’affermazione dei diritti, sia nei 25 anni di lavoro nelle agenzie dell’Onu sia in Parlamento.
Grazie alla Commissione Affari Esteri e al presidente Giulio Tremonti.
Ci aspetta, insieme alle associazioni, un grande impegno.
«Per nascondere il proprio fallimento sulle politiche migratorie e l’imbarazzante indecisione sul MES, la Presidente Meloni usa le aule parlamentari come una piazza in cui fare comizi. Urla, invece di parlare, solo per cercare l’applauso dei suoi deputati, evita di rispondere alle domande che le vengono poste e manipola il pensiero degli avversari politici per deriderli, perché non sopporta il confronto democratico e non intende interloquire con le opinioni altrui. Noi non ci faremo certo intimidire».
Così Laura Boldrini, deputata del PD e componente della Commissione Affari Esteri, commentando le comunicazioni della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in vista della riunione del Consiglio europeo del 29 e 30 giugno 2023.
Si svolgerà oggi, martedì 27 giugno, alle ore 16, nella Sala Stampa della Camera, la conferenza stampa della deputata e responsabile Giustizia del Pd, Debora Serracchiani, e del senatore Filippo Sensi, per illustrare il Ddl “Disposizioni in materia di salute mentale”.
Il disegno di legge, già presentato nel 2017 a firma di Nerina Dirindin e Luigi Manconi, e riproposto nell’ultima legislatura dall’on. Elena Carnevali e dalla senatrice Paola Boldrini, è pensato per dare piena attuazione su tutto il territorio alla Legge 180.
“La zona Logistica semplificata della Toscana attende da mesi di essere istituita. L’area, già individuata dalla Regione, potrebbe sviluppare molte potenzialità di crescita dei territori, soprattutto della Costa su cui si concentrano i poli di crisi industriale. La Zls metterà infatti in sinergia i porti di Livorno, Piombino, Marina di Carrara e Portoferraio, gli interporti di Guasticce e Prato oltre all’aeroporto di Pisa. Da oltre 6 mesi abbiamo depositato alla Camera una interrogazione per capire i ritardi ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta; ad oggi sappiamo soltanto che per istituirla occorre un apposito Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri mai emanato. Evidentemente per Giorgia Meloni questo atto non è una priorità, visto che ancora nessuno ha risposto alla nostra interrogazione alla Camera dei Deputati”: è quanto dichiarano i deputati Pd Marco Simiani, Emiliano Fossi, Simona Bonafè, Laura Boldrini, Federico Gianassi, Marco Furfaro e Christian Di Sanzo. Questo appello è condiviso e sostenuto anche dai senatori del Partito Democratico Dario Parrini, Ylenia Zambito e Silvio Franceschelli.