22/04/2024 - 13:54

Poggioreale è uno dei luoghi che assomiglia di più all’inferno. I numeri parlano chiaro: sono 2060 detenuti ad oggi, quando la casa circondariale ne può ospitare al massimo 1500. In questo momento sono due i padiglioni chiusi per ristrutturazione e, dunque, le condizioni di promiscuità sono ancora più evidenti e drammatiche. Il sovraffollamento di questo carcere è una vergogna nazionale che si salda con la presenza di tantissime persone detenute per ragioni psichiatriche. Sono 200 con problemi di salute mentale, di cui 80 psicotici, alcuni dei quali dovrebbero essere già fuori da tempo perché destinati a centri di riabilitazione. La salute mentale resta il punto più drammatico: la legge prevede uno psichiatra ogni trecento detenuti, ma questi numeri non esistono nella realtà. 660 invece sono i detenuti che sono in carcere per reati legati alla tossicodipendenza, alcuni dei quali potrebbero usufruire di pene alternative. Solo la settimana scorsa sono stati due i tentativi di suicidio, ma dall’inizio dell’anno i numeri sono elevatissimi. Sono stati salvati da piantoni con cui abbiamo parlato a lungo, che però al momento vengono retribuiti per tre ore al giorno, mentre svolgono un lavoro h.24 per evitare incidenti. Molte celle dovrebbero contenere al massimo sei detenuti, ma tantissime ne ospitano nove. Molti detenuti si sono lamentati delle difficoltà a comunicare all’esterno attraverso il telefono, nonostante ne abbiano diritto alcuni giorni al mese: molti apparecchi sono rotti o funzionano a singhiozzo. Chiediamo al Dap di sbloccare la situazione incrementando il numero di telefonate e videochiamate per evitare l’accumulatrice di tensioni. Il Consiglio Regionale e la Giunta della Regione Campania hanno dato il via libera per aprire un secondo Rems (Residenza per esecuzione delle misure di sicurezza): auspichiamo che si proceda in questa direzione perché è una misura necessaria.

Serve però una svolta nazionale, un impegno serio per affrontare e risolvere in futuro in modo strutturale il dramma del sovraffollamento, attraverso il miglioramento delle infrastrutture e l'implementazione di misure alternative, così da poter garantire condizioni davvero dignitose e umane per i detenuti in Italia e a Napoli. Lo dichiarano i deputati Arturo Scotto e Piero De Luca, in visita al Penitenziario d i Poggioreale, accompagnati dal dottor Samuele Ciambriello, Garante del detenuto e dalla dottoressa Maria Rosaria D’Alesio, coordinatrice dell’Ufficio del Garante del detenuto.

 

17/04/2024 - 14:03

Dichiarazione di Rachele Scarpa, deputata Pd 

 

Lunedì mattina assieme ad altri colleghi e colleghe sono stata nel CPR di Roma, nell'ambito di un'iniziativa promossa dal Tavolo Asilo e Immigrazione che ha portato rappresentanti della società civile e della politica a visitare tutti i CPR del Paese. Oggi a mezzogiorno si è tenuta la conferenza stampa di restituzione.

 

I centri hanno confermato di essere luoghi di vera a propria “detenzione” in cui le persone sono “detenute” senza aver commesso alcun reato e con l'unico scopo, irrealizzabile, di essere rimpatriate. In questi luoghi i diritti fondamentali delle persone vengono calpestati quotidianamente. Le persone sono abbandonate a sé stesse, non sanno perché sono lì e per quanto tempo ci resteranno, perché nessuno lo ha spiegato loro. Queste istituzioni totali e senza scopo sono il simbolo del fallimento delle politiche in materia di immigrazione degli ultimi 30 anni. Carceri illegali lontane da occhi indiscreti, disumanizzanti, dove i tentati suicidi sono un dato quotidiano. Il governo ha aumentato fino a un anno e mezzo il periodo massimo del trattenimento, il Patto Europeo Migrazioni e Asilo rafforza la detenzione amministrativa: stiamo andando nella direzione sbagliata.

Dopo le visite di questi giorni, è ancora più evidente che l'unica soluzione è la chiusura di questi centri e la cancellazione della detenzione amministrativa, contraria ai principi della Costituzione e del diritto internazionale, come le organizzazioni nella società civile chiedono da sempre.

 

 

 

11/04/2024 - 13:57

 "Durante la visita di lunedì scorso all'Icam di Lauro avevamo segnalato la presenza di tre bambini in attesa di assegnazione di un pediatra di libera scelta. Ieri abbiamo avuto notizia che l'iter è stato concluso, garantendo per i minori certezza di assistenza medica". Lo affermano i deputati del Partito Democratico Michela Di Biase, Marco Furfaro e Marco Sarracino, che lunedì scorso aveva visitato la struttura detentiva in Campania. "Una notizia - proseguono Di Biase, Furfaro e Sarracino - che conferma l'importanza dell'impegno nei luoghi di detenzione e nelle carceri. Tra le questioni emerse durante la visita nell'istituto per detenute madri anche la necessità di rafforzare i progetti all'esterno dell'Icam per i bambini e le bambine. Quando finirà la scuola rischiano di doversi rinchiudere nell'istituto, non è accettabile. Ci spenderemo - concludono i deputati Pd - per trovare una soluzione che garantisca progetti estivi per i bambini di Lauro".

08/04/2024 - 15:22

 "Servono misure per consentire ai bambini che si trovano reclusi insieme alle detenute madri di avere assicurati tutti i diritti costituzionali e di poter svolgere più progetti all'esterno. Nelle prossime ore ci attiveremo con gli atti preposti, affinché questi diritti vengano garantiti". Lo affermano i deputati del Partito Democratico Michela Di Biase, Marco Furfaro e Marco Sarracino dopo la visita presso l'Icam di Lauro, insieme al Garante regionale dei detenuti Samuele Ciambriello e Paolo Siani, già deputato Pd. "L'Icam di Lauro è una struttura ben amministrata ed abbiamo potuto svolgere una visita approfondita grazie alla disponibilità del personale di direzione. Abbiamo però riscontrato anche qui alcuni problemi legati alla detenzione delle detenute madri che troppo spesso si ripetono - affermano i deputati Pd -. In primo luogo il fatto che alcuni bambini non abbiano ancora un pediatra assegnato, violazione che rinvia al diritto alle cure sanitarie che è sancito dalla Costituzione. C'è poi una questione di fondamentale importanza - sottolineano Di Biase, Furfaro e Sarracino - ovvero il fatto che questi bambini trascorrano troppo tempo reclusi. Servono più progetti all'esterno, soprattutto nel periodo in cui la scuola è ferma. Ribadiamo che il carcere è incompatibile con la crescita di un minore" hanno concluso i deputati Pd.

02/04/2024 - 21:00

“La decisione da parte dei giudici dell'ottava sezione penale del Tribunale di Roma di ammettere la nostra costituzione di parte civile nei confronti del sottosegretario Delmastro consentirà un dibattimento più completo e approfondito.  Nel processo - nato da un esposto presentato dal deputato Bonelli - sarà possibile far luce sulla genesi della vicenda, che ha portato Delmastro a raccogliere informazioni riservate per consentire al suo compagno di partito Donzelli di utilizzarle contro l'opposizione. Si potrà, dunque, accertare l'uso strumentale del potere da parte di un alto esponente di questa classe dirigente, che si è servito dell’istituzione pubblica per squalificare i deputati dell’opposizione, “colpevoli” dell'esercizio di una fondamentale prerogativa parlamentare: quella di visitare i detenuti nelle carceri”. Così i parlamentari democratici Serracchiani, Orlando, Lai e Verini.

13/03/2024 - 17:55

“Il presidente Mollicone ha perso un’occasione per tacere. Prima di blaterale presunte coperture politiche del Pd a terroristi palestinesi, avrebbe almeno potuto leggere le motivazioni con cui la Corte d’appello de L’aquila, proprio oggi, ha negato l’estradizione a Anan Yaeesh, il palestinese oggetto di una nostra interrogazione parlamentare che, non entra minimamente nel merito delle accuse, ma chiede di negare l’estradizione a causa delle gravi condizioni di trattamento dei palestinesi nelle carceri israeliane”. Così le deputate democratiche, Laura Boldrini e Ouidad Bakkali, che hanno firmato l'interrogazione, insieme ai deputati di Avs e M5s. “La nostra posizione – sottolineano – non è diversa da quella della Corte d’Appello de L’Aquila che, oggi,  ha motivato il diniego all’estradizione proprio sottolineando ‘il rischio di trattamenti crudeli, disumani o degradanti, o comunque ad atti che configurano la violazione dei diritti umani’. “Invece di attaccare il Pd – aggiungono le democratiche - Mollicone dovrebbe piuttosto interrogarsi sul perché, solo un mese fa, il ministro Nordio, contro il volere dei giudici, ha negato l’estradizione a un prete accusato di crimini contro l’umanità in Argentina. Non accettiamo critiche da chi, per basse speculazioni politiche, applica un indecente doppiopesismo. Tutto questo è ancora più grave – concludono Boldrini e Bakkali – visto che Mollicone dovrebbe ricoprire un incarico di garanzia nel parlamento italiano”.

07/03/2024 - 19:21

Serracchiani e Forattini visitano casa circondariale di Mantova, struttura ben tenuta ma servono investimenti e più agenti

“Nella carcere Mantova la direttrice sta portando avanti un lavoro prezioso in sinergia con gli operatori e la polizia penitenziaria” così la responsabile nazionale giustizia del Pd, Debora Serracchiani e la deputata democratica eletta in Lombardia, Antonella Forattini, al termine della visita nella Casa circondariale di Mantova. “La struttura è in buone condizioni rispetto a tante altre realtà del nostro sistema carcerario con spazi importanti e ben tenuti per la socialità. Tuttavia – sottolineano le democratiche – anche a Mantova c’è un serio problema di sovraffollamento - 145 detenuti sono tanti in uno spazio relativamente piccolo - e un sottodimensionamento dell’organico della polizia penitenziaria - che ha meno di 60 agenti quando dovrebbe averne 80. Segnaleremo questi aspetti al ministro Nordio perché intervenga rapidamente con interventi strutturali per superare i problemi dovuti all’anzianità dell’edificio, a partire dal rifacimento dei bagni nelle celle. Al governo – concludono - chiediamo di affrontare con urgenza l’emergenza del nostro sistema carcerario, con più fondi e più uomini e ripensando alcune scelte in materia di giustizia che stanno aumentando esponenzialmente le presenze in carcere”.

27/02/2024 - 19:43

“I suicidi in carcere in Italia non sono più un’emergenza, sono diventati la norma. E’ una situazione drammatica ma sembra di urlare contro un muro di gomma. Oggi un’altra tragedia nel carcere di Prato, dove un detenuto si è impiccato in cella. E’ il secondo caso in un mese in quel penitenziario, 21 suicidi da inizio anno. Praticamente uno ogni due giorni. E’ incredibile che davanti a una situazione del genere, in cui i suicidi, come denunciato da Antigone, sono diventati un ‘fatto strutturale’, dal governo non si senta l’esigenza di intervenire. Sono morti, vite spezzate dietro le sbarre a causa delle condizioni di detenzione che si registrano nelle carceri italiane, non ci si può girare dall’altra parte”. Lo afferma la deputata dem Michela Di Biase, componente della commissione Giustizia.

27/02/2024 - 12:57

Il Pd ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministro della Giustizia, Carlo Nordio sul caso del ventitreenne di Mestre detenuto nel carcere di Montorio Veronese che è stato portato d’urgenza all’ospedale Borgo Roma con fratture e un’emorragia interna in corso che lo ha costretto a un delicato intervento e a tre giorni di terapia intensiva. Come si legge nel testo dell’interrogazione “al suo risveglio, così come denunciato dalla madre, il ragazzo ha dichiarato di “essere stato selvaggiamente picchiato da agenti della polizia penitenziaria della casa circondariale di Santa Maria Maggiore a Venezia. Il Garante dei detenuti si è già attivato e la Procura di Venezia, competente per territorio, ha iniziato gli accertamenti”. Al ministro Nordio chiediamo che sia fatta piena luce su questo ennesimo caso di violenze e di conoscere quali misure, anche di carattere disciplinare, sono state adottate”. Così la responsabile Giustizia del Pd, Debora Serracchiani e i componenti dem della commissione Giustizia di Montecitorio, Federico Gianassi, Alessandro Zan, Michela Di Biase, Marco Lacarra.

22/02/2024 - 16:26

Domani, venerdì 23 febbraio, alle ore 13.45 una delegazione del Partito Democratico si recherà presso la Casa Circondariale di Livorno “Le Sughere”: il sopralluogo sarà l’occasione per verificare le condizioni della struttura che presenta numerose criticità tra cui il sovraffollamento dei detenuti (oltre 300 a fronte dei posti regolamentari disponibili), la carenza di organico del personale (quasi 50 unità in meno) oltre a gravissime problematiche strutturali ed igienico sanitarie.

Prenderanno parte alla visita i deputati Pd: Debora Serracchiani, responsabile nazionale Giustizia; Federico Gianassi, capogruppo in commissione Giustizia; Marco Simiani, capogruppo in commissione Ambiente. Saranno inoltre presenti Luca Salvetti, sindaco di Livorno; Marco Solimano, garante dei diritti dei detenuti del comune di Livorno e Francesco Gazzetti, consigliere Pd della Regione Toscana.

21/02/2024 - 14:44

“Due detenuti morti nel giro di poche ore a Roma, ormai siamo oltre l’emergenza. E’ una situazione insostenibile sulla quale il Governo continua ad essere assente. Sto depositando un’interrogazione urgente al Ministro Nordio per andare a fondo sulle ragioni di questi ultimi due decessi”. LO afferma in una nota la deputata Pd Michela Di Biase, componente della commissione Giustizia.
“I casi avvenuti a Roma a distanza di poche ore richiedono approfondimenti – spiega Di Biase -. Dalle prime notizie emerse sembra che si tratti di due detenuti di Rebibbia, anziani e malati. Il primo, deceduto nella notte tra il 19 e il 20, aveva 66 anni ed era diabetico e si trovava in cella a Rebibbia. Il secondo, morto ieri mattina, aveva 77 anni ed era affetto da polmonite, oltre ad avere un'insufficienza renale e sarebbe morto in ospedale. Condivido l’allarme del Garante dei detenuti del Lazio Anastasia – ha aggiunto la deputata Pd -, che ha denunciato l'incompatibilità della detenzione con le malattie gravi, che non possono essere adeguatamente curate in carcere. Chiediamo chiarezza sui fatti al Ministro” ha concluso Di Biase.

20/02/2024 - 17:03

“Una nuova perizia medico legale sarà eseguita sulla salma di Stefano Dal Corso, il detenuto romano di 42 anni deceduto nella sua cella del carcere Massama di Oristano nel 2022.” La notizia arriva dai deputati del Partito Democratico Debora Serracchiani e Silvio Lai che riferiscono quanto contenuto nella risposta del Ministro della Giustizia all’interrogazione presentata dal gruppo del PD, prima firmataria la stessa Debora Serracchiani.

Il caso era stato archiviato come suicidio dal GIP del Tribunale di Oristano senza che venisse effettuata l’autopsia. La sorella di Dal Corso aveva chiesto la riapertura del caso, sulla base anche di una testimonianza anonima di una persona che aveva detto di essere in possesso di filmati che proverebbero l’uccisione di Stefano Dal Corso. Ricordiamo che il detenuto, la cui pena era nella fase conclusiva, era arrivato da pochi giorni da Rebibbia nel carcere di Oristano per presenziare ad un’udienza di un processo nel quale era coinvolto.

“Abbiamo chiesto al Ministro – afferma Debora Serracchiani – di adottare iniziative immediate per verificare quanto accaduto nel carcere di Oristano. Se dovessero emergere responsabilità di terzi il fatto rappresenterebbe un vulnus di incredibile gravità al sistema di gestione dell’esecuzione della pena da parte dello Stato. La notizia dell’incarico ad un collegio peritale composto da cinque esperti del settore è sicuramente molto positiva. Speriamo che a questo punto si arrivi ad una verità definitiva sulla morte di Stefano Dal Corso. Ma ci sono altri elementi che devono essere approfonditi e che riguardano i sistemi di sicurezza del carcere di Oristano.”

“Dalla risposta del Ministro – dichiara il deputato sardo del PD Silvio Lai – emerge che dal 2017 non viene effettuata la manutenzione dell’impianto di video sorveglianza. E sempre nel 2017 risultavano funzionanti solo 45 telecamere su 295. Nessuna telecamera funzionante è presente nelle celle, e anche quella dalla quale si intravede la cella nella quale è avvenuto il decesso di Dal Corso risulterebbe malfunzionante.”

“Tutto questo è gravissimo – concludono i due deputati dem – chiediamo che vengano avviate immediatamente tutte le procedure per eseguire la manutenzione del sistema di video sorveglianza ed il ripristino di tutte le telecamere non funzionanti per garantire la più totale sicurezza a tutte le persone che operano nel carcere e a tutti i detenuti.”

20/02/2024 - 14:55

"I dati del rapporto Antigone sulla giustizia minorile confermano le preoccupazioni sull'aumento degli ingressi dei minori in carcere. All’inizio del 2024 sono circa 500 i detenuti nelle carceri minorili italiane. Sono oltre dieci anni che non si raggiungeva una simile cifra. Anche gli accessi negli Ipm sono passati da 835 nel 2021 a 1143 nel 2023. Siamo davanti al rischio sovraffollamento anche per gli istituti minorili, occorre riflettere subito sulle iniziative per invertire la rotta". Lo ha detto la deputata del Partito Democratico Michela Di Biase, intervento stamattina alla presentazione del settimo rapporto dell'associazione Antigone sulla giustizia minorile e gli istituti penali per minorenni.
"È evidente - ha concluso Di Biase - l'impatto del decreto Caivano e di un approccio repressivo che si è esteso anche ai più giovani. Abbiamo bisogno di altri strumenti per fronteggiare il problema del disagio giovanile, è sbagliato pensare che per educare si debba punire. Deve essere ribaltato il paradigma e passare ad un approccio rieducativo e insieme garantire investimenti sulle comunità educanti per prevenire il disagio. Deve essere chiaro che quando un minore entra in carcere siamo davanti ad un fallimento per lo Stato".

19/02/2024 - 20:34

Dichiarazione di Debora Serracchiani, responsabile Giustizia Pd e Federico Gianassi, capogruppo Pd commissione Giustizia

"Il sottosegretario Delmastro oggi ad un convegno ha dichiarato che il governo assicurerà 7.300 posti in più nelle carceri per colmare i 9.100 attualmente mancanti. I posti disponibili, in base ai dati del Garante dei detenuti, sono 47000 e i reclusi più di 60.000. Inoltre, sul sovraffollamento è stato proprio il capo del Dap in Commissione Giustizia della Camera ad affermare, pochi giorni fa, che l'obiettivo del governo, utilizzando anche le risorse del Pnrr, è realizzare circa 3.800 nuovi posti. Quanti sono in realtà quindi, 7300 come dice Delmastro o 3800 come dice il Dap?
In ogni caso come si può realmente affrontare con efficacia il sovraffollamento se la popolazione carceraria aumenta di oltre 400 unità a mese, sempre secondo le dichiarazioni del capo del Dap, e che dunque nei prossimi due anni aumenterà in previsione di quasi 10.000 unita? Sicuramente non come fa Delmastro con numeri a casaccio". È quanto dichiarano Debora Serracchiani, responsabile giustizia del Pd, e il capogruppo Pd in Commissione Giustizia di Montecitorio Federico Gianassi.

16/02/2024 - 16:43

"Io mi chiedo, Nordio va in giro a cercare caserme dismesse quando ci sono carceri, come quello di Arezzo, con intere sezioni chiuse per ristrutturazione da 14 anni, con fondi già stanziati e i lavori interrotti. Ottanta posti inutilizzabili su 120.
Com' è possibile? È possibile a causa di lungaggini burocratiche e trascuratezza.
Oggi ho constatato personalmente, durante una visita alla Casa circondariale di Arezzo, qual è la situazione della struttura.
Un grande sforzo della direzione, della Polizia penitenziaria e del personale che, insieme alle tante volontarie e ai tanti volontari, lavorano per offrire alle persone detenute i servizi e l'assistenza migliori possibili.
Ma la ristrettezza degli spazi, a fronte di una palazzina completamente chiusa, rende tutto più difficile e svilisce il ruolo di reinserimento nella società che la pena dovrebbe avere, come stabilito dalla Costituzione.
La cronica carenza di personale, poi, rende difficile la realizzazione di attività lavorative, educative e ricreative necessarie per una qualità della vita dignitosa e per potere guardare al futuro con speranza.
La cosa imperdonabile è che questo accade in un momento di grande sovraffollamento delle strutture penitenziarie italiane, mentre siamo già a 20 suicidi in carcere dall'inizio dell'anno.
Presenterò un'interrogazione parlamentare per chiedere chiarimenti e sollecitare una soluzione più rapida possibile". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo.

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