13/03/2025 - 12:38

Qualcosa si muove. La prossima settimana come richiesto da tutte le opposizioni, la Camera discuterà delle condizioni delle carceri italiane: siamo dovuti arrivare a dati preoccupanti per il sopraffollamento e lo stato delle persone private di libertà e degli operatori, ma ora anche la maggioranza riconosce che il tema non è più rinviabile. Le mozioni presentate incalzeranno il Governo a dire come intende agire con misure concrete e urgenti. È anche su questo che si misura il grado di civiltà di un paese.

 

Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

13/03/2025 - 11:58

Le istituzioni devono aiutare i ragazzi ad uscirne fuori

“Ringrazio il presidente Fontana e la giornalista Gaia Mombelli per questa iniziativa, la volontà di approfondire un tema delicatissimo, che tocca profondamente tutta la società nel suo insieme e soprattutto chi ha la responsabilità politica.
L’argomento ci sottopone a pensare alla pena, capire dove è il giusto nel rispetto del dettato costituzionale e le leggi che dobbiamo fare. Riuscire a coniugare la giusta condanna a chi commette un reato e l’assunzione di responsabilità che ti fa pensare al diritto di riscatto di chi commette il reato. Accogliere chi commette un reato in strutture adeguate e pensare ad un loro reinserimento è la prima responsabilità che una istituzione ha. Proprio perché il diritto di infliggere una pena coincide con il dovere di recuperare la persona soggetta a quella pena. E questo assume una valenza ancora maggiore quando si parla dei giovani e quando la pena e il conseguente recupero dalla pena riguarda i giovani, i minori che commettono un reato.
E qui parliamo del secondo aspetto importante di oggi, quello di prevenire molte situazioni. È importante e fondamentale intercettare quelle sacche di disagio sociale e familiare che molti giovani vivono loro malgrado, intercettare dei segnali di pericolo che mandano questi giovani. È un contesto che riguarda la scuola, la famiglia, il mondo del lavoro in cui molti di questi ragazzi sono già inseriti, l’associazionismo, il mondo dello sport. E noi dobbiamo trasmettere principalmente due valori, il primo quello della speranza, c’è sempre una mano, c’è sempre qualcuno che ti può aiutare ad uscire da una situazione di disagio sociale e di difficoltà. E il secondo, spetta a noi qui in parlamento creare delle leggi e delle condizioni per cui la pena non deve essere inflitta come una punizione, come qualcosa che fa paura, ma deve comprendere al suo interno i reinserimento, il riscatto sociale, il ritorno all’amore e alla normalità”. Lo ha detto il deputato del PD e membro della commissione affari sociali di Montecitorio, Gian Antonio Girelli, in apertura della conferenza stampa di presentazione del reportage di sky Tg24 sui carceri minorili.

 

12/03/2025 - 15:13

Domani alle ore 10 presso la sala della Regina, alla Camera dei Deputati, il deputato del Partito Democratico Gian Antonio Girelli presenterà il reportage della giornalista di Sky tg24 Gaia Mombelli intitolato “La Cattiva Strada – Viaggio nelle carceri minorili italiane”.

Saluti del Presidente della Camera Lorenzo Fontana

Parteciperanno
Gaia Mombelli, giornalista Sky Tg 24, autrice del reportage
On. Ingrid Bisa, Deputata al Parlamento
On. Debora Serracchiani, Deputata al Parlamento
Elisabetta Dami, scrittrice

 

12/03/2025 - 13:45

"Come opposizioni abbiamo chiesto la convocazione del Parlamento per parlare di carceri. Chiediamo che finalmente si faccia qualcosa, che ci siano norme che possano andare verso la liberazione anticipata speciale, che ci siano norme che possano rivedere il tema della sanità penitenziaria, che è un dramma: ci sono tanti detenuti che hanno disagi psichiatrici e tanti che hanno dipendenza e su quello non si sta facendo nulla. E anche tante assunzioni, mancano magistrati di sorveglianza, mancano funzionari giuridico-pedagogici, mancano agenti di polizia penitenziaria. Abbattere il sovraffollamento è un dovere. Però questo Governo non sta facendo assolutamente nulla". Lo ha detto Debora Serracchiani, deputata Pd e responsabile nazionale Giustizia.

12/03/2025 - 13:44

"La situazione delle carceri italiane è ormai un'emergenza che non può più essere ignorata. Troppi detenuti si tolgono la vita, troppi istituti versano in condizioni drammatiche e il sistema penitenziario è al collasso. Il Parlamento deve riunirsi al più presto per affrontare questa crisi con la serietà e l'urgenza che merita". Così la deputata Pd Michela Di Biase, componente della commissione Giustizia, a margine della conferenza stampa delle opposizioni sull'emergenza carceraria.

"Come Partito Democratico – conclude Di Biase - stiamo chiedendo con forza che il ministro Nordio dia risposte concrete per affrontare e risolvere questo dramma. Non possiamo più assistere inermi di fronte a questa situazione: servono interventi immediati per migliorare le condizioni detentive, rafforzare il personale e promuovere misure alternative alla detenzione per alleggerire il sovraffollamento carcerario. Il governo non può continuare a voltarsi dall'altra parte".

 

12/03/2025 - 08:00

Oggi mercoledì 12 alle ore 12, presso la sala Berlinguer della Camera dei Deputati, i gruppi di opposizione terranno una conferenza stampa sul tema carceri. Parteciperanno Fabrizio Benzoni, Maria Elena Boschi, Chiara Braga, Valentina D’Orso, Riccardo Magi e Luana Zanella, insieme a Rita Bernardini di “Nessuno tocchi Caino” e Roberto Giachetti.

11/03/2025 - 19:14

Mercoledì 12 alle ore 12, presso la sala Berlinguer della Camera dei Deputati, i gruppi di opposizione terranno una conferenza stampa sul tema carceri. Parteciperanno Fabrizio Benzoni, Maria Elena Boschi, Chiara Braga, Valentina D’Orso, Riccardo Magi e Luana Zanella, insieme a Rita Bernardini di “Nessuno tocchi Caino” e Roberto Giachetti.

 

04/03/2025 - 15:33

“Nordio chiarisca in Parlamento”

“Chiediamo al ministro Nordio se non ritenga urgente e necessario rendere conto al Parlamento dei programmi di costruzione di nuove carceri per fronteggiare l’emergenza del sovraffollamento e se le notizie in merito all’acquisto da parte del governo di moduli prefabbricati siano fondate, nonché quali siano stati i criteri individuati e i costi di questa operazione”.  Così Debora Serracchiani, responsabile Giustizia del Partito democratico e tutti i componenti Pd della commissione Giustizia della Camera in un’interrogazione al ministro della Giustizia.

“Apprendiamo infatti, anche da dichiarazioni recenti dello stesso ministro, che il governo, anche per tramite del Commissario straordinario per l’edilizia carceraria Marco Doglio, nominato mesi fa per affrontare la drammatica emergenza del sistema dell’esecuzione penale e del quale ancora si attendono notizie ufficiali,  avrebbe intenzione  di  fronteggiare il sovraffollamento carcerario utilizzando dei moduli prefabbricati, che avrebbe già  acquistato, destinati ad essere “stipati” nelle carceri in funzione dove ci sarebbe spazio, oppure in caserme dismesse rifunzionalizzate a carceri. Il governo farebbe, dunque, ricorso ad una sorta di modello “Albania”, rivelatosi fallimentare, incostituzionale oltre che costosissimo e dannoso dunque per la finanza pubblica. Inoltre, la necessità avvertita dall’esecutivo di istituire un Commissario straordinario ha certificato l’inadeguatezza dell’efficacia dell’azione della struttura amministrativa a ciò deputata e della guida politica attuale.  Il governo lo ha nominato l'estate scorsa, ma da allora nessun aspetto della gravissima crisi del sistema carcerario  è stata affrontato, anzi tutto il sistema della giustizia tra il 2025 e il 2027 ha subito un ulteriore taglio di 500 milioni, a danno principalmente dei programmi di amministrazione penitenziaria, edilizia penitenziaria, giustizia minorile e di comunità con le pene alternative,  giustizia riparativa ed esecuzione penale esterna”.

19/02/2025 - 17:05

“E’ arrivata la notizia di un altro suicidio in carcere. E’ avvenuto nell’istituto di Frosinone, a togliersi la vita un uomo di 52 anni a cui rimaneva da scontare solo un anno di detenzione. Siamo già a 14 suicidi in cella in un mese e mezzo dall’inizio dell’anno, l’elevato numero di drammatici episodi con cui si è chiuso il 2024 non sembra accennare a diminuire”. Lo dichiara la deputata del Partito Democratico Michela Di Biase, componente della commissione Giustizia.

“La preoccupazione è connessa all’assenza di interventi da parte del Governo per far fronte ad una situazione di vera emergenza – evidenzia la deputata Pd -. Il racconto di questo suicidio da parte del Garante dei detenuti del Lazio Anastasia descrive lo stato di disperazione dell’uomo, ormai senza più contatti con l’esterno. Servono risposte sul disagio mentale, da mesi chiediamo di aumentare il numero degli psicologi negli istituti, anche incentivando il lavoro del personale sanitario in carcere per garantire la copertura su tutto il territorio nazionale. Questa emergenza richiede interventi strutturali e urgenti – conclude Di Biase -, non è accettabile continuare a rispondere solo con la propaganda sull’edilizia carceraria. Il sovraffollamento si contrasta investendo su forme alternative di detenzione e su progetti che migliorino le condizioni di vita negli istituti di pena”.

 

18/02/2025 - 18:29

Durante il suo intervento alla Camera nel corso delle dichiarazioni di voto finali al decreto PNRR, il deputato democratico Silvio Lai ha colto l’occasione per esprimere, a nome del Partito Democratico, i migliori auguri di pronta guarigione a Papa Francesco.

“Un'emergenza sarebbe il dramma che si consuma nelle carceri e che non riguarda solo i detenuti, quelli che godete a non far respirare. Autorevolmente ne hanno segnalato l'urgenza innanzitutto il Papa - e voglio cogliere l'occasione per augurare al Santo Padre una pronta guarigione -, ma anche il Presidente della Repubblica e i sindacati della Polizia penitenziaria.”, ha dichiarato l’esponente dem.

“E di fronte allo sdegno – ha concluso Lai - alle preoccupazioni e agli allarmi, vi siete girati dall'altra parte: meglio occuparsi della separazione delle carriere, che non porta alcun beneficio per la collettività, ma che nasce dalla vostra volontà di indebolire l'ordine giudiziario, ancora oggi in grado di porre in attuazione della Costituzione un serio limite all'esercizio del potere esecutivo. E con la stessa volontà, portate avanti il tentativo di mettere il bavaglio all'informazione o alla libertà di manifestare le vostre opinioni”.

 

06/02/2025 - 18:34

“La giustizia riparativa è giustizia dell’incontro, segna il passaggio da una giustizia verticale ad una giustizia orizzontale.  Il diritto penale con le condanne, le carceri speciali e le pene espiate sembra non aver soddisfatto la domanda di giustizia tanto dalla parte delle vittime che da quella dei responsabili, sembra infatti incapace di offrire ricomposizione”. Lo ha detto la deputata del Partito Democratico introducendo oggi i lavori del convegno “Parole della giustizia – Incontro” organizzato dall’Associazione Fare presso la Sala del Refettorio della Camera dei Deputati alla presenza del prof. Adolfo Ceretti, Agnese Moro e Adriana Faranda.

“C’è la necessità di guardare al reato come ad un evento relazionale, che coinvolge offensore, vittima e collettività. In questa nuova visione – ha sottolineato Di Biase parlando dei principi della giustizia riparativa - l’illecito non è più unicamente un illecito da punire ma va considerato come un accadimento complesso che ha luogo tra persone ed il gesto riparativo è possibile solo nell’economia di una relazione che è disponibile ad accoglierlo.  Da qui il bisogno di piena attuazione di un’altra giustizia – ha concluso la deputata Pd - che sia emendata dalla crudeltà. E di un sistema penale che non ricorra unicamente alla forza coercitiva”.

05/02/2025 - 19:25

“Da 80 giorni un giovane cooperante italiano è detenuto nelle carceri venezuelane: si tratta di Alberto Trentini, arrestato il 15 novembre scorso e da allora senza contatti con la sua famiglia e i suoi legali. 
Con alcuni colleghi del mio gruppo parlamentare ho presentato qualche settimana fa un’interrogazione al governo esprimendo insieme alla nostra grande preoccupazione la richiesta di agire con tempestività e determinazione in tutte le sedi opportune per garantire al cooperante il pieno rispetto dei suoi diritti insieme all’immediata possibilità di rientro in Italia. 
Nel rispetto della riservatezza e della discrezione che devono riguardare questo tipo di situazioni, così come richiesto oggi dal Ministro degli Esteri in audizione qui alla Camera, abbiamo il dovere di fare sentire la nostra voce ed esprimere ai genitori di Antonio tutta la nostra solidarietà e vicinanza, così come abbiamo fatto per Cecilia Sala e per tutti i nostri connazionali detenuti all’estero, a maggior ragione quando a privarli della libertà è un governo autoritario che tiene in prigione per motivi politici decine di altri cittadini, tra i quali molti in possesso della doppia cittadinanza italiana e venezuelana”.

30/01/2025 - 17:48

"Questa mattina abbiamo visitato il centro in Albania insieme alle associazioni del Tavolo Asilo e Immigrazione, per verificare che fosse garantito il diritto all'assistenza legale, considerati i tempi ristretti di queste procedure. La nostra massima attenzione è rivolta al contatto con i difensori nominati, sia per l’udienza di convalida che per il ricorso contro il rigetto della domanda di asilo. Abbiamo riscontrato la disponibilità delle autorità che gestiscono il centro, ma resta il fatto che questi luoghi, voluti dal governo Meloni, sono dei veri e propri carceri a cielo aperto dove vengono ingiustamente recluse persone che non hanno compiuto alcun tipo di reato se non quello di essere scappati da condizioni drammatiche e aver subito violenze e torture. I centri in Albania sono disumani, oltre ad essere un grande spreco per le casse dello stato. Il partito democratico con le proprie ispezioni continuerà ad essere vigile e a garanzia del rispetto dei diritti civili di un progetto nato solo per fini propagandistici e che non sta avendo alcun effetto sul piano della deterrenza, come ci hanno detto gli stessi migranti che non sapevano neanche dell’esistenza di questi centri. ". Così la deputata democratica, Nadia Romeo.

23/01/2025 - 12:22

”Oggi parliamo del fallimento del proibizionismo, di una politica che voleva combattere le droghe e che invece è finita per alimentarle. Non ne ha fermato il consumo, ha aumentato la criminalità, abbiamo carceri sovraffollate e zero controllo sulla salute pubblica. Un fallimento. Un fallimento soffocato da una strumentalizzazione politica insopportabile, fatta di pregiudizi e paure infondate”. Lo ha detto in Aula alla Camera il deputato dem Marco Furfaro, capogruppo Pd in commissione Affari sociali, durante la dichiarazione di voto finale sulla mozione del Partito Democratico in materia di legalizzazione della cannabis per finalità terapeutico e ricreativo.

“Guardiamo – ha aggiunto l’esponente dem -  ai numeri: 6 milioni di italiani consumano cannabis regolarmente. Il 40 per cento del mercato delle droghe illegali è legato alla cannabis. 6,5 miliardi di euro finiscono ogni anno nelle tasche delle mafie grazie al mercato nero. Se davvero vogliamo proteggere i giovani, dobbiamo togliere la cannabis dal mercato nero e investire in educazione.  Siamo ostaggio del vostro mestiere preferito, quello di diffondere paure e fake news, come quella che regolamentare la cannabis aumenterebbe il consumo tra i giovani. O che non esistono droghe leggere e droghe pesanti. Sostenete che la cannabis sia una droga di passaggio verso sostanze più pericolose e che legalizzare la cannabis rafforzerebbe le mafie, quando è vero il contrario”.

“L’Italia – ha concluso Furfaro - è pronta per questo cambiamento. Vogliamo regolamentare l’utilizzo di cannabis perché a differenza vostra abbiamo a cura la salute delle persone, non i like, la lotta alle mafie, non gli slogan, la difesa delle nostre imprese, non le urla strappa applausi. Perché il proibizionismo è la storia di un fallimento epocale. Perché per decenni abbiamo preferito i pregiudizi ai numeri, la paura ai fatti, la propaganda alla prevenzione, le mafie alla legalità. È arrivato il momento di scrivere tutta un’altra storia. Contro le mafie, per uno Stato che ha a cuore i propri figli”.

22/01/2025 - 20:08

“Dal ministro Nordio abbiamo sentito toni trionfalistici e autoindulgenti. Si tratta di opinioni molto distanti dalla realtà. Udienze del giudice di pace rinviate al 2030, processo telematico in tilt, carceri che esplodono per il sovraffollamento, migliaia di precari al ministero della Giustizia che non sappiamo se nei prossimi mesi saranno ancora ai loro posti: questo è lo stato della giustizia italiana che è al collasso, ma che tutti vedono tranne il ministro e il governo; i quali continuano a muoversi con furore ideologico e intendimenti punitivi nei confronti della magistratura, così come avviene con la separazione delle carriere. Quelli che Nordio ha definito obiettivi raggiunti sono clamorosi errori e fallimenti. Come il richiamo al commissario straordinario per l’edilizia carceraria, luoghi dove registriamo il record dei suicidi. O come l’abrogazione dell’abuso d’ufficio, che cancella per la prima volta dal codice penale il reato del pubblico funzionario che violando deliberatamente la legge discrimina un cittadino”.

Così il capogruppo Pd in commissione Giustizia, Federico Gianassi, intervenendo in Aula dopo le comunicazioni alla Camera del ministro Carlo Nordio.

“Anche i pretesi successi sul Pnrr - ha aggiunto - meriterebbero ben altro atteggiamento. I dati, infatti, iniziano purtroppo a registrare controtendenze, come la riduzione dei procedimenti definiti nel settore civile e la riduzione del tasso di smaltimento. Questo mette a rischio il raggiungimento dei risultati stessi del Pnrr. La giustizia avrebbe bisogno non di ideologia, non di occhi rivolti al passato, ma di investimenti. Eppure anche su questo aspetto il governo taglia 500 milioni di euro di risorse dal 2025 al 2027. La strada imboccata è del tutto sbagliata. Occorrerebbe una svolta - ha concluso - ma nelle parole di Nordio non la vediamo”.

 

Pagine