“Diamo addio a Stefano Benni. Ci lascia testi importanti, romanzi indimenticabili. E soprattutto una vita irripetibile, per ironia e intransigenza motivata. Ha avuto un rapporto con Bologna severo e insieme ostinato. Lo ricorderò, come tanti di noi, al bar sport sotto casa, quando per colazione evitiamo di mangiare la Luisona” così il democratico Virginio Merola.
"CasaPound, come testimoniato anche recentemente con il mancato sgombero degli immobili occupati da decenni, ha evidenti coperture politiche da parte del Governo Meloni. La Festa nazionale organizzata ancora una volta in Maremma, dove vengono celebrate la violenza, l’antisemitismo e il razzismo della destra, tranquillamente tollerata anche da quelle forze politiche locali che sostengono l'esecutivo ma che si professano antifasciste, non può lasciarci indifferenti. È fondamentale ribadire con chiarezza che Grosseto e la Toscana sono e devono restare terre di democrazia, di libertà e di diritti": è quanto dichiara il deputato Pd Marco Simiani.
"La nostra comunità ha bisogno di coesione e inclusività, non di chi alimenta divisioni, odio e discriminazione. E nemmeno di chi, sotto l'ombrello del civismo come per le prossime regionali, si finge moderato ma di fatto sostiene valori illiberali e reazionari. In questo senso, desidero esprimere grande apprezzamento e sostegno al coraggio del sindaco di Acri, Pino Capalbo, che ha scelto di revocare la cittadinanza onoraria a Mussolini e di conferirla a Giacomo Matteotti. Un gesto di straordinario valore simbolico e civile, che riafferma come le istituzioni debbano schierarsi sempre dalla parte della democrazia e della memoria storica, contro ogni tentativo di riabilitazione del fascismo": conclude Marco Simiani.
"Il raduno nazionale di CasaPound a Grosseto è un affronto a questo territorio e alla sua storia che è una storia fatta di persecuzioni fasciste, di violenze contro i partigiani ma anche di resistenza.
Nella Repubblica nata sui valori dell'antifascismo, realtà come CasaPound e tutta la galassia neofascista non dovrebbero esistere perché anticostituzionali per definizione. Per questo chiediamo lo sgombero della sede di CasaPound occupata a Roma che qualcuno ha tentato di paragonare al Leoncavallo. Nessun paragone è possibile tra chi porta cultura, arte, politica dal basso come il centro sociale milanese, con i nostalgici del peggior regime che l'Italia abbia mai sperimentato.
E per questo oggi essere a Grosseto con l'Assemblea antifascista e l'Anpi è fondamentale: non possiamo e non vogliamo girarci dall'altra parte nel momento in cui l'internazionale nera guidata da Donald Trump e tanto amata da Salvini e Meloni tenta di imporre la sua agenda fatta di autoritarismi, di attacchi ai diritti, di tentativi di riscrivere la storia e di gravissime limitazioni delle libertà". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“L’appello lanciato da Paolo Gentiloni insieme ad altre autorevoli personalità europee rappresenta un contributo importante che va nella giusta direzione ed andrebbe raccolto con decisione. Siamo di fronte a un bivio storico: o l’Unione Europea sceglie di rafforzarsi ulteriormente e procedere verso una maggiore integrazione, aprendo una nuova stagione di riforme politiche ed istituzionali, o rischia di diventare irrilevante di fronte alle sfide globali”. Lo dichiara Piero De Luca, deputato del Pd e capogruppo in commissione affari europei.
“L’Europa è stata nei decenni un motore straordinario di pace, diritti e sviluppo economico. Ha garantito stabilità e benessere a generazioni di cittadini. Ma oggi il modello attuale non basta più. Il mondo è radicalmente cambiato e la competizione internazionale si gioca su terreni che richiedono una risposta ancora più unita e decisa. L'equità sociale, la crescita occupazionale, la difesa, la sicurezza energetica, la transizione verde e digitale, la gestione ordinata e solidale dei flussi migratori, la capacità di restare competitivi a livello industriale e tecnologico: nessuno di questi obiettivi può essere raggiunto con strumenti frammentati e logiche puramente nazionali. Per questo è indispensabile costruire un’Europa più integrata e politicamente coesa, in grado di parlare con una voce sola e di essere davvero protagonista a livello internazionale. Non è in gioco solo il futuro delle istituzioni UE: è in gioco la possibilità di continuare a garantire pace, diritti, democrazia e il nostro modello sociale di welfare. Ci auguriamo che già dal prossimo discorso sullo Stato dell’Unione la Presidente Ursula Von der Leyen sappia dare un segnale forte e netto in questa direzione, indicando la strada di una nuova fase costituente per l’UE. Perché l’Europa, oggi più che mai, non è solo il nostro passato: è la nostra casa comune, il nostro futuro, ed è la condizione necessaria per difendere al meglio i nostri cittadini”.
“Le parole del ministro Piantedosi parlando a margine del Meeting di Rimini destano più di una perplessità. Oggi lascia intravedere un percorso di legalizzazione per la sede di Casa Pound. Ma solo qualche giorno fa ha ordinato dal Viminale lo sgombero del Leoncavallo ben sapendo che era in fase avanzata un accordo con il Comune per il trasferimento in una sede legale. Un evidente doppio pesismo che mina la credibilità dell’azione delle istituzioni”.
Così il deputato del Partito Democratico e responsabile nazionale Sicurezza Matteo Mauri.
“Vorrei inoltre ricordare – prosegue l’esponente dem – che il fatto che Casa Pound occupi un immobile pubblico e non privato non significa che non ci sia un danno per lo Stato. Anzi, è esattamente il contrario: parliamo di un edificio in una posizione di grande pregio, molto più centrale di quello del Leoncavallo, e dunque con un impatto economico e simbolico ancora maggiore”.
“Il punto – conclude Mauri - è semplice: il criterio della legalità deve valere per tutti e non solo per qualcuno. Non è a corrente alternata. Per usare un'espressione da prima Repubblica, "le regole non si possono applicare ai nemici e interpretare per gli amici" secondo le convenienze politiche. E questo principio deve valere anche per alcuni esponenti del governo, colleghi di Piantedosi, che sono convinti di essere al di sopra della legge".
"Giorgia Meloni esulta e annuncia, con lo sgombero del centro sociale di Leoncavallo a Milano, che non possono esistere zone franche in uno Stato di diritto? Adesso ci aspettiamo quindi una rapida soluzione per gli stabili occupati da Casapound che da decenni tengono in ostaggio il patrimonio pubblico. Il caso di Roma, dove il movimento neofascista rivendica l'illegalità, è vergognoso. Vediamo se la premier sara per una volta coerente o continuerà a salvaguardare l'estrema destra". Lo dichiara il deputato Emiliano Fossi segretario Pd della Toscana.
“Lo sgombero del Leoncavallo avvenuto stamane a Milano è pura propaganda. Il governo ha voluto usare il pugno di ferro solo per dare un segnale politico in vista dell'inizio di una lunga campagna elettorale. Un'azione assolutamente inutile, visto che era già previsto lo sfratto a Settembre e che c'era una trattativa in fase avanzata con il Comune per trovare una nuova sistemazione nel pieno rispetto della legalità." Lo afferma il deputato Matteo Mauri, responsabile Sicurezza del Partito Democratico.
“Concordo pienamente con il Sindaco - prosegue l’esponente dem - quando dice che serve mantenere aperta un'interlocuzione con il Leoncavallo per dare continuità a un'esperienza storica di Milano che produce cultura e promuove l'inclusione”.
“Colpisce - conclude Mauri - la doppia morale del governo. Giorgia Meloni e il ministro Piantedosi parlano di ripristino della legalità nel caso di un centro culturalmente vivo e aperto alla città come il Leoncavallo. Ma tacciono sulla palese illegalità dell'immobile occupato abusivamente e trasformato in un fortino inaccessibile da CasaPound in centro a Roma, dove da anni un intero stabile è occupato abusivamente. È inaccettabile che si usino due pesi e due misure, sgomberando realtà che hanno un valore sociale riconosciuto e chiudendo gli occhi di fronte a chi si richiama apertamente a ideologie neofasciste. La legalità non può essere applicata a convenienza. O vale per tutti, o diventa uno strumento di propaganda. Il Partito Democratico continuerà a battersi per soluzioni che tengano insieme legalità, coesione sociale e rispetto delle istituzioni”.
“Ho appreso dalla stampa che il comune di Bari ha chiesto ai rappresentanti della Fiera del Levante e della Nuova Fiera del Levante di interrompere ogni rapporto commerciale con lo Stato di Israele e di non invitare alcun rappresentante dello Stato stesso ai Saloni specializzati, in occasione della prossima edizione della Fiera Campionaria il prossimo mese di settembre. Devo premettere che non mi risulta che né lo Stato di Israele, né suoi rappresentanti, abbiano partecipato alla Fiera a titolo formale almeno negli ultimi anni, alla Fiera. Chiarito questo, sono preoccupato che l’invito a non avere rapporti commerciali con il governo di Israele possa tradursi nell’impedire a cittadini israeliani o imprese israeliane, se mai ne avessero l’interesse, di partecipare alla prossima Campionaria". Lo dichiara in una nota il deputato pugliese Claudio Michele Stefanazzi.
"Una cosa - continua il parlamentare del Pd - è la legittima opposizione ad un governo, quello Netanyahu, che ha trasformato la reazione ai fatti del 7 ottobre in una guerra infinita, impari peraltro, nel tentativo di rinviare il momento in cui, attraverso libere elezioni, il suo governo verrà mandato a casa. Altro è schierarsi contro i cittadini israeliani, soprattutto in questo momento storico nel quale occorre essere al fianco di quanti in Israele riempiono le piazze della protesta anti Netanyahu. Sarebbe un venir meno alla missione storica della Fiera del Levante, che è nata per essere il luogo per eccellenza nel quale i popoli, non i governi, del mediterraneo avessero la possibilità di fraternizzare“, conclude Stefanazzi.
“Un altro naufragio a poche miglia dalle coste italiane. Ancora una volta il Mediterraneo diventa un cimitero per migranti che sperano in una vita migliore. Sono almeno 27 le vittime a largo di Lampedusa, tra loro anche minori. Non è più accettabile, umanamente e politicamente”. Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, sul naufragio al largo delle coste di Lampedusa.
“Non possiamo accettare l'ipocrisia di un Governo che rimanda a casa un torturatore come Almasri che dalla Libia può nuovamente gestire i traffici di migranti, mandando in mare barche senza alcuna sicurezza - prosegue la deputata dem -. Tutto questo mentre dicono di voler inseguire gli scafisti su tutto il globo terracqueo: per ora li rimandano a casa con tutti gli onori e il volo di Stato”.
“Così come a Cutro, perché nessuno è intervenuto in tempo per salvare vite umane? Si faccia chiarezza, per onorare la memoria di chi non c'è più, e ci si attivi subito per corridoi sicuri nel Mediterraneo” conclude Gribaudo
“Anche se nascosta dietro ai principi di 'diligenza, correttezza, buona fede e lealtà nell'utilizzo dei presidi digitali', trovo del tutto paradossale la circolare dell'Ad Rai, Giampaolo Rossi con cui limita la libertà dei dipendenti dell'azienda nell'utilizzo dei social con la minaccia di provvedimenti disciplinari contro i cosiddetti trasgressori. A parte la divulgazione di informazioni protette da segreto contrattuale, non vorrei che la circolare fosse solo uno strumento per impedire di venire a conoscenza quello che avviene all'interno della Rai come se 'i panni sporchi si lavano solo in casa'. Un circolare ad hoc per restringere sia la comunicazione, sia l'informazione dall'interno della Rai”. Così in una nota i componenti del Partito Democratico nella commissione di Vigilanza Rai.
Bene riqualificare le città ma servono tutele per le imprese
“Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza rappresenta un’opportunità straordinaria per modernizzare e mettere in sicurezza i nostri territori urbani. Tuttavia, la gestione dei cantieri deve andare di pari passo con la salvaguardia del tessuto economico locale, in particolare delle attività di commercio di prossimità, che oggi stanno pagando un prezzo troppo alto in tutta Italia". Lo dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio, annunciando la presentazione di un’interrogazione parlamentare. Nell’atto ispettivo viene sottolineato che in numerose città italiane i cantieri finanziati dal Pnrr stanno comportando la chiusura prolungata di strade, piazze e aree centrali, con effetti pesanti sulle attività economiche locali.
“Il caso di Grosseto - continua l'esponente dem - è emblematico con interventi di grande portata come la greenway dalla Cittadella degli Studi al cuore della città, la nuova ciclovia, il restyling di piazze e vie storiche, la riqualificazione della Fortezza, del Parco del Diversivo e di piazza De Maria, fino alla costruzione della Casa della Musica e di nuovi plessi scolastici. Opere utili e strategiche, ma che richiedono mesi, se non anni, di cantieri aperti". "Serve un piano nazionale di misure straordinarie di sostegno che preveda ristori economici, sospensioni tributarie e forme di compensazione per le imprese più colpite, oltre a un migliore coordinamento dei cantieri per evitare che si sovrappongano in zone nevralgiche", conclude Simiani.
"Un altro suicidio in carcere, peraltro ampiamente annunciato, certifica il fallimento del sistema penitenziario: la morte di Stefano Argentino, aldilà della gravità del reato commesso, mette infatti in serio dubbio la capacità del sistema penitenziario di garantire l'incolumità dei reclusi. Si tratta di un fatto grave su cui va fatta piena chiarezza": è quanto dichiara la deputata Pd, Maria Stefania Marino, depositando una interrogazione al Ministro Nordio sul caso del 22enne che si è tolto la vita il 6 agosto nella casa circondariale di Gazzi (Messina), dove era detenuto in attesa di giudizio per omicidio.
"Nonostante i chiari segnali di disagio psichico manifestati fin dall’arresto, Argentino era stato ritenuto idoneo alla detenzione ordinaria. Serve un’indagine rigorosa per capire se vi siano state omissioni o sottovalutazioni nella gestione di un caso ad alto rischio. La tutela della salute mentale in carcere non può essere secondaria. Non va inoltre sottovalutato la grave carenza di personale denunciata dai sindacati di categoria, che comprometterebbe la sorveglianza dei detenuti più vulnerabili", conclude.
Sono gravissime le parole di ieri della presidente Meloni sul caso Almasri. Lamenta di non essere stata ritenuta responsabile penalmente, sostenendo di esserlo politicamente. E così facendo se ne deduce: che sono state fornite al Parlamento informazioni false; che il Governo italiano, con in testa la premier, si è adoperato per impedire alla Corte Penale Internazionale di consegnare alla giustizia un criminale; che il criminale in questione, torturatore e stupratore di bambini, è stato riaccompagnato a casa con il volo di Stato italiano con il benestare della Presidenza del Consiglio. Autodenuncia gravissima, su cui deve essere fatta immediata chiarezza dalla presidente Meloni, e sconcerta che i fatti così descritti vengano dalla stessa addirittura rivendicati”. Così la responsabile nazionale Giustizia del Pd, Debora Serracchiani che aggiunge: “Colpisce, inoltre, l’atteggiamento costante della presidente del Consiglio nei confronti della magistratura che viene attaccata quando procede con rinvii a giudizio e viene attaccata quando decide di non procedere. Sarebbe quasi comico, se non fosse tragico, vedere chi governa il Paese delegittimare sistematicamente uno dei pilastri della nostra democrazia.”
“Nel carcere di Taranto sono rinchiusi circa 850 detenuti a fronte di appena 400 posti disponibili: un tasso di sovraffollamento che lo rende tra i più affollati d’Italia. In queste condizioni, gli agenti di polizia penitenziaria, già ridotti al minimo, sono costretti a turni massacranti di oltre 12 ore. È una situazione indegna e insostenibile».
Così Ubaldo Pagano, Capogruppo Pd in Commissione Bilancio alla Camera, in merito all’interrogazione parlamentare presentata ai Ministri della Giustizia e dell’Interno sulla drammatica situazione della Casa Circondariale di Taranto, denunciata dai sindacati.
“I droni che trasportano droga e cellulari, le aggressioni e la gestione di detenuti con gravi problemi psichiatrici - aggiunge - rappresentano una minaccia non solo per il personale e i detenuti stessi, ma per l’intera comunità di Taranto. Non possiamo aspettare che accada l’irreparabile. Servono subito più agenti, più medici specialisti e un piano serio per ridare dignità al carcere e garantire la sicurezza di tutti. Già lo scorso anno, dopo una visita presso l’istituto, avevo denunciato condizioni allarmanti ma il Governo non ha fatto assolutamente niente per alleviare la situazione. Ora basta - conclude - non possono continuare a voltarsi dall’altra parte”.
"Dopo la Francia, anche UK riconosce lo Stato di Palestina. Ora sono 4 su 5 i membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu ad aver fatto questo passo. La maggioranza. Mancano gli USA di Trump. Meloni non pervenuta. Sta facendo anticamera alla Casa Bianca per essere autorizzata". Così su X Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera.