“Insieme all’aumento dei prezzi generalizzato, gli italiani che si mettono in viaggio stanno trovando la batosta del costo dei carburanti. Prezzi alle stelle, ma governo incapace di affrontare la situazione. Sono lontani i tempi delle vibranti proteste di Giorgia Meloni con l’indimenticabile video di protesta di fronte alla pompa del distributore. Ora il governo con il no al salario minimo e lo stop al reddito di cittadinanza sembra impegnato solo a colpire i più fragili e, con la delega fiscale, ad aiutare furbi ed evasori. E nello sfondo il caro-carburante che morde le caviglie degli italiani”.
“Il governo rischia di creare un terremoto sociale accanendosi contro le fasce piu deboli e povere della popolazione. È devastante la decisione di togliere - tra l’altro con un semplice sms - a circa 160 mila nuclei familiari un minimo sussidio che ha permesso loro di sopravvivere fino a fine mese in un momento così difficile per la nostra economia, con l'inflazione alle stelle, in realtà territoriali che hanno già ritardi atavici in termini di servizi, lavoro e opportunità come il Mezzogiorno. Bisognava lavorare piuttosto per prevedere una graduale modifica del reddito di cittadinanza, accompagnandolo a percorsi già definiti di formazione professionale che ancora ad oggi purtroppo sono inesistenti. Se a questo aggiungiamo la mancata volontà del governo di prevedere per legge un salario minimo, come noi chiediamo con forza, che dia una base di dignità lavorativa fondamentale, viene fuori un mix drammatico ed esplosivo. Mi stupisco come si possa agire con tanto cinismo e disinteresse nei confronti dei problemi reali del Paese. Su questo, come Pd, non molleremo la presa nemmeno un istante”. Così Piero De Luca, capogruppo PD in commissione politiche europee alla Camera, intervenendo su SkyTg24 economia.
La cattiveria sociale del governo trova oggi riscontro nelle parole della ministra Calderone secondo la quale c’è lavoro e c’è salario e le opposizioni fanno solo allarmismo. Peccato che il grido di allarme viene dai sindaci e dai sindacati da chi è in prima linea e si confronta ogni giorno con i problemi dei cittadini e dei lavoratori. Ci sono migliaia di famiglie povere, e non colpevoli della loro situazione, messe in una condizione di precarietà assoluta con un sms. E mentre si taglia il reddito di cittadinanza, si dice no al salario minimo e non si fa niente contro l’aumento della benzina, l’impennata dei tassi sui mutui e il caro vita. Eppure questo è il governo dei decreti, mai così tanti e mai tanto distanti dagli interessi del paese reale.
Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
“C’è un problema di tempi, lo abbiamo ricordato alla ministra Calderone nel question time di oggi, per dare risposte alle tante famiglie espulse dal Reddito di cittadinanza. Abbiamo appreso dalla ministra che la risposta per quelli che loro hanno definito occupabili, ma che alla prova dei fatti non lo sono perché in grave disagio sociale, dovrebbe arrivare entro il 31 ottobre. Tre mesi nel nulla. Gli altri occupabili devono aspettare che a settembre parta la complessa procedura per partecipare alla lotteria del Supporto per la formazione e il lavoro, un aiuto temporaneo riservato ai fortunati che riusciranno ad essere ammessi a un corso di formazione. Abbiamo avvisato la ministra che altre 100mila famiglie di poveri non occupabili, secondo la definizione del governo, saranno fuori da ogni aiuto, da gennaio, perché il governo ha abbassato le soglie reddituali per essere ammessi al nuovo Assegno di inclusione. Si tratta per lo più di famiglie in affitto, che non potranno essere aiutate dai Comuni perché il Fondo per l’affitto è stato cancellato dalla legge di bilancio. La disperazione che è esplosa in questi giorni non è colpa dell’improvvido sms dell’Inps, ma del fatto che da parte del governo… risposta non c’è”.
Lo dichiara la deputata Maria Cecilia Guerra, responsabile Lavoro del Pd.
Centinaia di famiglie sotto la soglia di povertà sono state lasciate al loro destino con una comunicazione incerta e confusa: tanto coloro che potranno essere presi in carico da parte dei servizi, quanto quelli che aspirano al Sostegno promesso per l‘occupazione, che in ogni caso non saranno coperti per il mese di agosto e per il quale non sono ancora state attivate le procedure per poterne usufruire. Per non parlare di tutti i nuclei esclusi perché non rientrano nei parametri di accesso alla nuova misura.
Chiederemo al governo di farsi carico di questa situazione di incertezza, così come di ascoltare il grido di allarme degli operatori sociali che ogni giorno entrano in contatto con le condizioni di fragilità e povertà di migliaia di cittadini. Sono infatti i servizi di primo impatto dei comuni che stanno affrontando la cancellazione del reddito di cittadinanza cercando di trovare alternative ai casi più disperati. Per questo domani durante il Question Time chiederemo al ministro del lavoro e delle politiche sociali come pensano di affrontare questa nuova emergenza sociale creata ad arte con miopia e ingiustificato accanimento contro i più deboli, senza scaricare su altri la responsabilità dei tagli.
Così una nota del Gruppo Pd Camera
“Si sta dimostrando con sempre maggiore evidenza che favorire evasori e ricchi e colpire i cittadini più fragili è il vero obiettivo del governo. Non solo per il rozzo intervento sul reddito di cittadinanza, ma lo stesso discorso vale per le rinunce e le modifiche al Pnrr, per come vogliono spaccare il Paese con l’autonomia differenziata, per le ingiustizie e regali agli evasori con la delega fiscale, per la melina avviata sul salario minimo che punta ad affossare una nostra sacrosanta proposta”.
Lo ha detto a margine della manifestazione a Sessa Aurunca il deputato democratico Stefano Graziano
“Sta accadendo quello che era facile prevedere. La decisione del Governo Meloni di sospendere il Reddito di Cittadinanza per alcune fasce di popolazione finora assistite sta già provocando episodi di intolleranza che hanno come vittime i sindaci.
Una situazione che non può che aggravarsi con il tempo e che sta già allarmando i primi cittadini, soprattutto del Sud e della Sicilia, su cui è caricata la responsabilità di compensare l’assenza del contributo senza che però siano state in alcun modo destinate risorse agli enti locali per questo scopo.
Un gioco al massacro che non capiamo a chi giovi e che rischia di provocare conseguenze gravi in tema di ordine pubblico. Chi Governa non può ignorare il bisogno di migliaia di persone decidendo di toglier loro con un semplice sms l’unico sostegno su cui potevano contare”.
Lo dichiara la deputata democratica Giovanna Iacono.
“Quanto sta avvenendo in queste ultime ore, con il governo che scarica sui sindaci l’onere di farsi carico delle 169mila famiglie che hanno ricevuto l’sms con l'indicazione che da agosto non riceveranno più il reddito di cittadinanza, è indecoroso per le Istituzioni repubblicane. Il governo deve venire urgentemente in Parlamento per spiegare come intende affrontare questa emergenza. Con quali risorse, personale e strutture, il governo pensa che i comuni possano gestire questa situazione? Quali misure di sostegno agli enti locali l’esecutivo ritiene necessarie attivare? La maggioranza e il governo delle destre lo devono spiegare al Paese. Basta giocare a nascondino dinnanzi a chi dalla sera alla mattina si è ritrovato senza alcuna forma di aiuto economico”.
Lo dichiara il capogruppo del Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“In questi giorni 169mila famiglie hanno ricevuto un sms con l'indicazione che da agosto non riceveranno più il reddito di cittadinanza. A parte l’insensibilità nel comunicare via sms la fine dell'aiuto a chi è in grave difficoltà e l'irresponsabilta’ di fomentare fratture sociali pericolose, ma sconcertante è l'invito a rivolgersi ai servizi sociali dei Comuni, senza aver concordato con i sindaci questa modalità e soprattutto dato loro gli strumenti per affrontarla. Quindi, dopo aver tagliato il fondo affitti che consentiva ai Comuni di sostenere le spese abitative dei cittadini in difficoltà, dopo aver unilateralmente definanziato i progetti Pnrr dei Comuni per lotta al dissesto e rigenerazione urbana, il governo scarica il malcontento della cancellazione del reddito sulle spalle dei Comuni. Un atteggiamento irresponsabile, senza solidarietà istituzionale e sociale, che evidenzia un'idea di società dove chi è in difficoltà viene abbandonato al proprio destino con un sms, passando la palla ai sindaci senza nemmeno avvisarli”.
Così la vicepresidente dei deputati democratici, Valentina Ghio.
“Sul salario minimo e il reddito di cittadinanza la destra ha scelto da che parte stare. Contro qualsiasi forma di sostegno a chi è in difficoltà. Non si rendono conto di quali siano le emergenze del Paese. Quasi quattro milioni di lavoratori e lavoratrici sopravvivono con redditi da fame, a questi si stanno aggiungendo tutti i percettori di Rdc che in questi giorni vengono espulsi dal programma di protezione con un sms. La destra ha scelto quali sono le sue priorità: docile con chi sfrutta, ammiccante con chi evade, feroce con chi non ha nulla”.
Lo dichiara il capogruppo del Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
Si poteva aggiustare, finalizzare all’inserimento al lavoro. Hanno scelto la strada più facile e più ingiusta: cancellare il reddito di cittadinanza con l’arroganza di un sms. Alla destra non interessa combattere la povertà, preferisce strizzare l’occhio agli evasori.
Lo ha scritto su Twitter Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei deputati
Prima tagliano l’unico strumento contro la povertà a 169mila famiglie con un sms, poi pretendono una commissione parlamentare per processare il reddito di cittadinanza, ma condonano gli evasori: la destra toglie alle persone più in difficoltà per pagare le loro mance ai più forti.
Lo scrive su Twitter Alessandro Zan, deputato e responsabile Diritti della segreteria nazionale del PD.
Il taglio del reddito di cittadinanza sta mettendo a dura prova le città, soprattutto nel Mezzogiorno. Il Governo ha abbandonato il campo e lasciato soli i sindaci a gestire la rabbia di migliaia di persone mandate sul lastrico da un giorno all’altro. Meloni ci metta la faccia e convochi un tavolo con gli amministratori locali. Servono risorse immediate per assumere assistenti sociali, dare una risposta a chi perde il reddito e dare continuità ai progetti comunali del Pnrr le cui risorse sono state sottratte da Fitto. Non si è mai visto un governo che appicca incendi, anziché contribuire a spegnerli.
Così Arturo Scotto, capogruppo PD in commissione Lavoro della Camera.
“Comunicare via sms a una famiglia che non riesce a mettere il pranzo con la cena l’eliminazione del Reddito di Cittadinanza è oggettivamente un esercizio cinico. Ci vuole stile persino quando si dichiara guerra ai più poveri”.
Lo scrive su Twitter il capogruppo del Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
"Siamo di fronte ad una ministra del Turismo, che dovrebbe promuovere le nostre aziende nel mondo, che scopriamo dall'inchiesta di Report aver mentito spudoratamente e su più punti in Senato. Siamo di fronte ad una ministra che da sempre critica i percettori di reddito di cittadinanza chiamandoli 'fannulloni' ma allo stesso tempo ha scarsissimo rispetto dei propri lavoratori dipendenti. Bilanci in rosso, lavoratori mandati a casa senza liquidazione, ditte strozzate per mancato saldo delle forniture. A questo punto la domanda è una sola: la maggioranza ancora vuole tenere una persona che ha dimostrato una così scarsa etica imprenditoriale ed istituzionale a capo del Ministero del Turismo? E' una questione di rispetto delle istituzioni, di opportunità politica, e non certo di giustizialismo. Per questo chiediamo che la ministra faccia un passo indietro, per tutelare il prestigio e la dignità dell'istituzione che presiede, poiché al momento non sembra sia in grado di fornire risposte chiare ed inequivocabili sull'accuse di illecito mosse proprio dai dipendenti delle sue aziende. Non riteniamo che una persona così possa e debba ricoprire il ruolo di ministra della Repubblica". Lo ha detto intervenendo in Aula la deputata del Pd, Chiara Gribaudo, che ha illustrato l'interpellanza urgente del Pd al Governo sul caso sollevato dalla trasmissione televisiva Report che vede coinvolta la ministra del Turismo Daniela Santanchè.
"La vicenda che riguarda la ministra Santanchè è molto grave e imbarazzante per tutte le istituzioni democratiche - ha replicato al Governo il deputato del Pd Emiliano Fossi -. Il Governo continua a non rispondere con la precisa volontà di cambiare le modalità di stare all'interno delle stesse istituzioni. Non si presenta in Aula la ministra Santanchè, non si presenta la presidente del Consiglio, che interviene dall'estero. Qui abbiamo due questioni: non solo la responsabilità soggettiva ed oggettiva dell'imprenditrice Daniela Santanchè, nonché attuale Ministra del Turismo, ma vi è anche e soprattutto una questione di dignità: la ministra ha mentito al Paese e alle Camere nell'esercizio delle sue funzioni, mentre riferiva in Parlamento. E di fronte a questo un ministro con una dignità personale, politica ed istituzionale avrebbe immediatamente presentato le sue dimissioni, anche per tutelare la dignità del proprio Governo".