03/07/2025 - 15:12

“Il dialogo e il confronto nel merito della proposta e del testo sono il cuore del nostro lavoro nell’Istituzione parlamentare e non mancheranno. Non sia un altro dibattito agostano, come lo fu lo scorso anno, parliamo di vite e storie vere di ragazzi e ragazze che nascono, crescono qui e non si vedono riconosciuti come cittadini e come italiani e questo comporta reali sofferenze e concrete discriminazioni. Siamo pronti a confrontarci, a dialogare perché possano esserci miglioramenti concreti.

Noi abbiamo una proposta di legge depositata con proposte molto chiare sia per quanto riguarda sia lo ius soli che lo ius scholae, punto sul quale si esprime la proposta di Forza Italia che è chiaramente lontana dalla nostra per i tempi e per gli aspetti di meritocrazia che lega il diritto alla cittadinanza all’esperienza scolastica di questi ragazzi e ragazze. Questo percorso per parte nostra sarà affrontato tenendo aperto il dialogo anche con le associazioni e i movimenti che da anni promuovono questa riforma perché possano partecipare e continuare ad esprimere le loro proposte alle quali continueremo a dare voce”

Così la deputata democratica Ouidad Bakkali che chiede a Fi la calendarizzazione parlamentare della proposta.

 

03/07/2025 - 13:55

“Sullo ius scholae siamo pronti a discutere, la posizione del Partito Democratico è chiara così come la disponibilità a cercare dialogo in Parlamento per dare diritti di cittadinanza a quelle bambine e bambini a cui oggi sono negati. Si tratta di una norma di civiltà. Mi auguro che almeno questa volta Forza Italia non soprassieda rispetto alle posizioni della Lega, come avvenuto con le norme sulle detenute madri. I diritti dei minori non possono essere messi in discussione, Forza Italia ne chieda subito la calendarizzazione, il Pd sarà pronto a discuterne”. Lo dichiara la deputata Michela Di Biase, capogruppo Pd in commissione Infanzia e Adolescenza.

03/07/2025 - 11:30

“Ottima notizia l’apertura di Forza Italia sullo Ius Scholae. Ora però si passi dalle parole e ai fatti. Tanti italiani nella sostanza aspettano solo il riconoscimento formale di questo diritto dovuto. Si restituisca così anche la giusta centralità al Parlamento” così sui social la deputata democratica Marianna Madia.

27/06/2025 - 19:06

“Oggi il Tunnel del Tenda ha finalmente riaperto, seppur con grosse limitazioni e molte incertezze. Spero, per il mio territorio, che tutto prosegua per il meglio e proprio in un’ottica di miglioramento ho consegnato al ministro Salvini un dossier contenente tutte le problematiche di mobilità nel cuneese. Questo perché dietro ai nastri da tagliare i problemi persistono”.

Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, oggi presente al Colle del Tenda per la riapertura del Tunnel. In questa occasione ha consegnato al ministro dei Trasporti un documento dettagliato che racconta la drammatica situazione della viabilità provinciale, tra infrastrutture al collasso, fondi tagliati e manutenzioni ferme.

“Abbiamo ritenuto opportuno che, invece di festeggiare per un ritardo di dieci anni e milioni di euro persi dal territorio, sia ora di rimboccarsi le maniche - prosegue la deputata cuneese - Per questo nel dossier abbiamo raccolto tutto ciò che ancora non va nella gestione della rete stradale della nostra Provincia. La sicurezza delle nostre strade deve essere una priorità, atteggiamento che vorrei condividesse anche il Governo invece di giocare con i tagli dei fondi senza dare informazioni chiare”.

“A differenza di chi oggi ha scelto di non esserci, noi abbiamo portato la voce delle istituzioni, della cittadinanza, dei lavoratori e delle lavoratrici, delle imprese e dei disagi che le persone qui vivono quotidianamente. Abbiamo richieste chiare e fondate: il ripristino integrale dei fondi tagliati alla Provincia di Cuneo, un cronoprogramma certo e pubblico per la piena funzionalità del Tunnel di Tenda, il completamento delle troppe opere incompiute, come le tangenziali di Alba e Fossano o la At - Cn, o mai iniziate come la Variante di Demonte o il tunnel Armo - Cantarana, un piano pluriennale per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade provinciali” conclude Gribaudo.

26/06/2025 - 19:00

Sollevata questione di illegittimità costituzionale presso la Corte

“Il Tribunale di Torino ha sollevato questione di legittimità costituzionale sulla legge voluta dal ministro Tajani in materia di cittadinanza. Un passaggio giudiziario che conferma in pieno quanto abbiamo sostenuto con forza in Parlamento: quella norma è profondamente sbagliata, ingiusta e lesiva dei diritti fondamentali degli italiani nel mondo. Il tentativo del governo di restringere per via legislativa – e addirittura tramite decreto – il diritto alla cittadinanza ai discendenti degli italiani emigrati è un atto grave, che calpesta la storia e l’identità stessa del nostro Paese. L’Italia è una nazione costruita sulla migrazione. Dal 1876 a oggi, quasi 40 milioni di persone sono partite in cerca di futuro, portando con sé la lingua, la cultura e l’appartenenza italiana. Negare oggi il riconoscimento della cittadinanza ai figli e nipoti di quegli italiani significa recidere un legame storico e umano che ha reso l’Italia un Paese globale” così il vicepresidente del gruppo del Pd della Camera, Toni Ricciardi che rende noto che la Sezione specializzata in materia di Immigrazione del Tribunale di Torino ha accolto il ricorso che solleva la questione di legittimità costituzionale della nuova legge sull' Cittadinanza italiana che sarà adesso analizzato dalla Corte Costituzionale.

 

20/06/2025 - 13:08

“Quanto accaduto lo scorso 12 giugno è di una gravità inaudita. Il Ministero dell’Interno ha ammesso con comunicazione ufficiale che non è stato in grado di erogare per intero la prima rata del Fondo di solidarietà comunale 2025 a causa della mancanza di liquidità dello Stato centrale. A essere versata è stata solo un’anticipazione parziale, il 3 giugno, rinviando a data indefinita il saldo residuo. Questo significa che lo Stato non ha cassa, ma soprattutto che il Governo ha deciso di scaricare le conseguenze della propria inefficienza finanziaria sui Comuni, spesso già in condizioni di sofferenza strutturale, soprattutto nelle aree interne e nelle regioni più fragili, quelli destinatari dei fondi di solidarietà. Non siamo di fronte a un normale ritardo amministrativo, ma a un segnale preoccupante di crisi finanziaria che intacca la propaganda mensile del Mef sulle entrate e sul fabbisogno decrescente. Ma sopratutto rischia di compromettere servizi essenziali a livello locale. I Comuni, primi presìdi di cittadinanza, vengono messi in condizione di non poter programmare la spesa, pagare i fornitori o garantire i servizi ai cittadini”.

Lo dichiara il deputato PD della Commissione Bilancio, Silvio Lai.
“A ciò si aggiunge - prosegue Lai - il blocco dell’erogazione delle risorse previste dall’art. 1, comma 563, della legge 29 dicembre 2022, n. 197 (Legge di Bilancio 2023), destinate a interventi nei piccoli comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti. La graduatoria del bando relativo a tali risorse è stata pubblicata il 4 agosto 2024, ma a quasi un anno di distanza nessun trasferimento è stato ancora effettuato. Serve trasparenza e responsabilità. Per questo chiederó, anche con una interrogazione, che il Governo riferisca urgentemente al Parlamento su: quale sia la reale situazione della liquidità statale; quanti altri bandi risultino fermi per motivi analoghi; quali misure intenda adottare per garantire immediatamente le risorse spettanti ai Comuni”.

 

13/06/2025 - 11:00

“Resto indignato dalla risposta del governo alla mia interpellanza sul voto degli italiani all'estero. Nonostante la conclamata incapacità dell'esecutivo, la sua scelta restrittiva e sbagliata sulla cittadinanza, 1,3 milioni hanno votato ai recenti referendum. Con che faccia un esponente del governo può dire che espletare il diritto di voto degli italiani all'estero costa troppo? Le risorse alle sedi diplomatiche per consentire il voto all'estero sono state meno della metà di quanto richiesto e dovuto. Ci viene detto che i plichi vengono inviati a indirizzi 'non bene definiti', ma chi dovrebbe controllare la veridicità delle informazioni se non il governo?” Lo dice il deputato Toni Ricciardi, vicepresidente del Gruppo Pd alla Camera intervenendo in Aula nell'interpellanza urgente sul voto degli italiani all'estero negli scorsi referendum.
“La richiesta della rappresentanza degli italiani all'estero – sottolinea l'esponente dem - non ha avuto mai un percorso semplice. Le leggi elettorali alcune volte in maniera corretta e molte volte, invece, nel tentativo di raggiungere determinati fini e limare la partecipazione democratica, sono state sempre cambiate a ridosso delle elezioni. Le recenti elezioni referendarie hanno riscontrato, volutamente, difetti in comunicazione e in pubblicità, diciamo che non è stata proprio fatta, per gli italiani all'estero che sono rimasti all'oscuro sul voto o non hanno ricevuto il plico per votare”. “Con questo governo, gli italiani all'estero sono uno spreco e non una risorsa. Se prima erano cittadini di serie B, ora non sono neanche cittadini. Infine, non vi azzardate nemmeno lontanamente di mettere mano alla legge elettorale per gli italiani all’estero come governo. La legge elettorale è prerogativa parlamentare, in caso contrario, ci rivolgeremo direttamente all’unico garante della democrazia, il Presidente della Repubblica, conclude Ricciardi.

 

12/06/2025 - 13:34

“Mentre il Paese attende risposte concrete, la maggioranza si mostra ancora una volta unita solo di facciata. Forza Italia e Lega non perdono occasione per litigare su ogni dossier: fisco, riforme, politica estera, cittadinanza, terzo mandato e perfino nomine interne. Altro che governo coeso e stabile. Oggi è la volta della rissa fiscale. Da un lato Tajani, che insiste sulla necessità di un taglio strutturale dell’Irpef per aiutare il ceto medio. Dall’altro Salvini, che rilancia l’ennesima rottamazione e invoca una “pace fiscale” che, a conti fatti, non ha copertura. Peccato che i soldi per fare entrambe le cose non ci siano, e che nel frattempo il ministro dell’Economia Giorgetti venga ignorato perfino dalla premier Meloni. Lo scontro di oggi conferma una volta di più che siamo di fronte a una crisi plastica, evidente e sotto gli occhi di tutti” così il capogruppo democratico nella commissione bilancio della Camera, Ubaldo Pagano.

 

09/06/2025 - 19:31

Più di 14 milioni di italiane e italiani non hanno avuto paura di andare a votare e di chiedere più diritti. Lo hanno fatto nonostante l’invito a disertare le urne da parte delle più alte cariche dello stato come il Presidente del Senato. Chi voleva educare gli italiani a stare a casa ha fallito perché i cittadini vogliono essere liberi di scegliere e di indicare al governo una rotta per l’Italia.

I quasi 13 milioni che si sono espressi per i sì sono comunque più degli elettori che hanno eletto il governo Meloni: far finta di non vedere questo dato è irrispettoso di chi si è recato alle urne. Per noi, questa è la base per costruire l’unità e lavorare per l’alternativa a partire dalla condizione e dai problemi veri delle persone.

Ora le battaglie per un lavoro più stabile e più sicuro, una cittadinanza per chi vive nel nostro paese, continuano in Parlamento e nel paese.Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

 

06/06/2025 - 13:30

“Cinque sì convinti, per dare maggiore dignità al lavoro e combattere la precarietà. Cinque sì convinti, per garantire diritti e integrazione alle tante persone che risiedono in Italia, sono nate in Italia, vanno a scuola con i nostri figli e che sono costrette a vivere in una incertezza infinita per i tempi di cittadinanza. Cinque sì convinti per proteggere un'Italia che assiste alla deriva anti-democratica da parte di un governo che vuole minare i suoi cardini costituzionali e che ha paura della partecipazione civile e del diritto di voto. Cinque sì convinti nelle urne elettorali, per referendum dell'8 e 9 giugno”. Così in una nota la deputata Valentina Ghio, vicepresidente del Gruppo Pd alla Camera.

 

06/06/2025 - 11:04

“Il 67 per cento dei bambini con background migratorio è nato in Italia e frequenta le nostre scuole. Questo dato, da solo, racconta l’enorme ingiustizia che si consuma quotidianamente ai danni di migliaia di bambine e bambini: crescono nel nostro Paese, parlano la nostra lingua, condividono lo stesso percorso educativo dei loro coetanei, ma non hanno le stesse opportunità di vedersi riconosciuta la cittadinanza italiana”. Così la deputata Irene Manzi, capogruppo Pd in commissione Cultura e responsabile nazionale Scuola del Pd.

“È il momento – aggiunge l’esponente dem - di colmare questo vuoto normativo e umano. Votare SÌ al referendum non è solo un atto politico, ma un gesto di giustizia verso una generazione che vive da italiana pur senza esserlo per legge. È necessario guardare alla realtà delle nostre aule scolastiche, dove la legge attuale non riesce più a rappresentare ciò che accade ogni giorno”.

“L’8 e il 9 giugno – conclude Manzi - sono un’occasione decisiva per cambiare rotta e riconoscere diritti a chi li merita. Andiamo a votare e votiamo SÌ: per una scuola che include, per un’Italia più giusta, per un futuro davvero comune”.

 

06/06/2025 - 10:34

“Ad oggi, per fare solo richiesta della cittadinanza italiana, sono necessari dieci anni di residenza continuativa e legale nel nostro Paese. Ma a questi si aggiungono poi anni di burocrazia, attese e intese, portando il tempo complessivo a 15, 18, a volte anche 20 anni. È un’attesa lunghissima, una vera e propria umiliazione e sofferenza per persone che spesso sono nate, cresciute, studiano e lavorano in Italia”. Lo denuncia la deputata dem Rachele Scarpa, responsabile nazionale Giovani del Pd.

 

“Proponiamo - conclude Scarpa - di portare gli anni richiesti per poter presentare la domanda di cittadinanza da 10 a 5, mantenendo invariati tutti gli altri criteri previsti dalla legge. Questo semplice cambiamento ridurrà sensibilmente i tempi e restituirà dignità a migliaia di persone che vivono ogni giorno come italiane, pur senza esserlo formalmente. Per noi è solo una ‘X’ sulla scheda. Per loro è un cambiamento radicale nella vita. L’8 e il 9 giugno andiamo a votare e votiamo cinque SÌ a in particolare votiamo Sì al quinto quesito sulla cittadinanza”.

 

06/06/2025 - 09:49

“L’Italia attivi tutte le procedure già previste dall’accordo con il Brasile per l’estradizione di Carla Zambelli, deputata brasiliana già condannata a dieci anni dalla Corte Suprema per hackeraggio al sistema informatico del Consiglio Nazionale di Giustizia”, così ha dichiarato Fabio Porta, deputato del Partito Democratico membro della Commissione Affari Esteri e residente in Brasile.
“La doppia cittadinanza non è sinonimo di impunità e non può essere usata per sfuggire alla legge del proprio Paese – continua la dichiarazione del parlamentare eletto in Sudamerica – e ci sono diversi precedenti a confermarlo; nel 2015 intervenni personalmente sull’allora Ministro della Giustizia Andrea Orlando per l’estradizione dell’ex Direttore del Banco do Brasil Henrique Pizzolato, che fu prontamente estradato in Brasile.”

06/06/2025 - 09:47

“La sicurezza sul lavoro è una cosa seria. Lo afferma la deputata dem Cecilia Maria Guerra, responsabile nazionale Lavoro del Partito Democratico, intervenendo nel dibattito pubblico sui referendum promossi in materia di diritti del lavoro e cittadinanza, con particolare attenzione al quarto quesito, dedicato alla tutela della sicurezza nei luoghi di lavoro.

“Il grosso degli incidenti sul lavoro – spiega l’esponente dem – si verifica lungo la catena degli appalti e dei subappalti. E perché accade? Perché si scelgono spesso imprese che offrono minori garanzie in termini di sicurezza e magari pagano anche meno i lavoratori. Questo sistema è inaccettabile”.

 La deputata Pd sottolinea quindi la necessità di introdurre meccanismi di responsabilità solidale: «Chi affida un appalto deve rispondere della qualità dell’impresa a cui assegna il lavoro. Deve essere responsabile in solido del pagamento dell’indennizzo al lavoratore che subisce un incidente. L’indennizzo, almeno, deve essere certo”.

«Per questo – conclude Guerra – dobbiamo votare sì a tutti i referendum, ma in particolare al quarto, quello sulla sicurezza sul lavoro. Perché la vita e la dignità dei lavoratori non possono essere sacrificate sull’altare del risparmio o dell'efficienza a tutti i costi”.

 

05/06/2025 - 10:58

“Solo negli ultimi giorni c’è stata più attenzione ai temi del referendum ma sappiamo bene che c’è stata poca informazione, soprattutto sulla tv di Stato. Invito le persone ad andare a votare perché è uno strumento di partecipazione vero. È un cattivo esempio chi ricopre ruoli istituzionali e invita ad andare al mare, poi non lamentiamoci se quando si va a votare per le elezioni politiche l’astensione cresce. I referendum parlano di contrasto alla precarietà del lavoro, più attenzione alla sicurezza e meno burocrazia per la richiesta della cittadinanza, temi cioè che riguardano la vita concreta delle persone”.

Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, in diretta su Sky Start, sul referendum dell’8 e 9 giugno.

 

Pagine