25/09/2025 - 18:06

“L’odio in rete contro le donne non conosce pause ma se viene da esponenti politici e’ ancora più grave. Proprio all’indomani dell’avvio da parte della Commissione parlamentare sul femminicidio e la violenza dell’indagine conoscitiva sulla violenza digitale, per approfondire il fenomeno e proporre iniziative di legge per contrastarlo, un esponente locale di Forza Italia ha attaccato in modo violento, volgare e sessista la collega Laura Boldrini, “colpevole” di essere la prima firmataria di una proposta di legge, che abbiamo sottoscritto in molte e molti, per introdurre anche in Italia il principio che ogni rapporto sessuale senza consenso e’ stupro. A partire dallo squallido articolo di un giornale non degno di questo nome, si è scatenata sui social la solita orribile rincorsa dei leoni da tastiera ad insultare violentemente l’ex presidente della Camera dei Deputati. Alla sua giusta indignata, reazione ha fatto seguito un comunicato di scuse del vice responsabile di Forza Italia di Bari, autore del post. Prendiamo atto di queste doverose scuse, che non cancellano però il danno personale alla collega e collettivo alle donne tutte, perche’ ogni atto di aggressione anche verbale, peggio ancora se in sfregio alle vittime di stupri, continua a tenere viva una cultura della sopraffazione e della violenza normalizzata, che risulta più grave quando espressa da parte di esponenti politici che dovrebbero dare un esempio positivo. Ci aspettiamo che chi sta indegnamente accusando una parte politica di fomentare odio, sappia invece costruire rispetto a partire proprio dai suoi rappresentanti. Così la vicepresidente della Commissione Femminicidio, senatrice Cecilia D’Elia e la capogruppo del partito democratico nella commissione, la deputata Sara Ferrari.

25/09/2025 - 15:40

"Avete presente il clima di odio denunciato da Giorgia Meloni e da tutta la destra dopo l'omicidio Kirk? Quello che, a sentire loro, sarebbe alimentato dalla sinistra?
Ecco, oggi abbiamo l'ennesimo, classico esempio dell'odio che la destra, non noi, alimenta da anni. Odio che, quando si parla di donne, diventa immediatamente volgare sessismo.
Approfittando di uno dei soliti titoli urlati e sguaiati di certa stampa, il sig. Alfredo Giovine ("Lancaster" sui social), vice segretario cittadino di Forza Italia a Bari, pubblica un post in cui definisce “pussy pass” la mia proposta di legge sul consenso, senza cui un rapporto diventa stupro. E già qui è un'offesa enorme a tutte le donne che hanno subito molestie e stupri senza mai avere giustizia. Naturalmente, il post e il titolo del quotidiano danno la stura al peggio del peggio. Ed è lo stesso Giovine a scrivere nei commenti: "Sergio Fanelli, la Boldrini buongustaia ha assaggiato il big bamboo", cioè avrei una particolare predilezione per l'organo sessuale degli uomini neri. Fanelli, che fa parte del coordinamento dell'area metropolitana di Bari per Fratelli d'Italia, che fa?
Mette la faccina che ride.
Se due esponenti di un certo rilievo dei rispettivi partiti a livello locale attaccano pubblicamente un'avversaria politica in questo modo, come possiamo poi meravigliarci se migliaia di altri uomini condividono foto delle loro compagne senza consenso, per farle commentare in modo osceno?
Cosa intendono fare Forza Italia e Fratelli d'Italia nei confronti di questi signori? E' un linguaggio e un comportamento accettabile? Pensano sia sufficiente che il post sia magicamente sparito? Chi alimenta l'odio in politica?". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

29/08/2025 - 16:27

“La diffusione vergognosa di immagini rubate di donne, anche minorenni, su piattaforme che lucrano in modo barbaro umiliando, offendendo e calpestandone la dignità, violandone senza consenso l'intimità, è l’ennesima dimostrazione di una cultura tossica, sessista che si diffonde anche on line. Si tratta di reati gravissimi, di revenge porn, di istigazione all'odio e violenza, che vanno trattati e e perseguiti come tali", lo dichiara il deputato Pd Piero De Luca, capogruppo in Commissione Affari europei.

“Esprimiamo piena vicinanza e solidarietà alle vittime. Dobbiamo però reagire tutti con forza. Servono risposte concrete. Tra queste, sarebbe importante la soluzione contenuta nella proposta di legge del Pd a mia prima firma per contrastare i contenuti illegali in rete, come azioni di odio, volte a umiliare la dignità, la personalità e la libertà delle persone. Va introdotto l’obbligo di identità digitale per gli utenti. L’anonimato non può più essere lo scudo dietro cui si nascondono vigliacchi che alimentato come in questo caso l’odio, l'aggressione e la mercificazione del corpo femminile."

“La proposta di legge, aggiunge il dem, mira a prevedere specifiche procedure per responsabilizzare le piattaforme e i siti internet, prevenendo e bloccando in tempo reale la diffusione di contenuti degradanti illegali con strumenti di controllo e tracciabilità. Stop all’anonimato online, ma anche educazione digitale in particolare nelle scuole per un uso rispettoso, dignitoso, consapevole e corretto della rete. È auspicabile il sostegno di tutte le forze politiche per una rapida calendarizzazione e discussione in Parlamento. È una battaglia culturale e giuridica che ci riguarda tutti. Non possiamo più voltarci dall’altra parte di fronte a questa barbarie” così il capogruppo democratico in commissione affari europei della camera, Piero De Luca.

 

28/08/2025 - 12:30

“Quanto accaduto nelle ultime ore, con l’ennesima ondata di insulti e commenti sessisti scoperti online e rivolti a colleghe e rappresentanti delle istituzioni, è un fatto gravissimo che non può lasciarci indifferenti. Alle donne coinvolte va tutta la mia solidarietà. Non possiamo accettare che il web diventi terreno fertile per la diffusione di odio e sessismo”.

Lo dichiara Michela Di Biase, deputata del Partito Democratico.

“Di fronte a episodi così inquietanti, non basta la condanna. Serve un cambio di paradigma culturale che parta proprio dalle istituzioni. Per questo è urgente che il Parlamento acceleri sull’approvazione della legge che introduce il principio del consenso nei casi di violenza sessuale, ancora ferma in commissione alla Camera. Non si tratta soltanto di una modifica normativa - sottolinea Di Biase, che è relatrice del provvedimento - ma di una scelta che afferma con chiarezza che il corpo delle donne non è mai disponibile senza un sì esplicito e consapevole. È la strada per costruire una società fondata sul rispetto, sulla parità e sulla libertà delle persone. Il contrasto alla violenza sulle donne – aggiunge la deputata Pd  – non si gioca soltanto sul piano repressivo, ma soprattutto sulla capacità di costruire una cultura diversa, che parta dal linguaggio e arrivi fino ai comportamenti quotidiani, online e offline. È un dovere che riguarda tutti - conclude Di Biase -e che il Parlamento deve assumersi senza ulteriori rinvii”.

 

22/08/2025 - 16:04

Non c’è limite al peggio. Dopo gli attacchi a Schillaci, oggi la proposta di abolire l’obbligo vaccinale per i bambini. La Lega di Salvini non si fa scrupolo di negare i dati della scienza e il buon senso pur di pescare qualche consenso tra i no vax e regolare i conti con i suoi alleati di Governo. A farne le spese è ancora una volta la salute delle persone, a partire dai più fragili. Basta con questa propaganda irresponsabile.

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati

 

20/08/2025 - 11:11

Basta tolleranza del sessismo e della violenza contro le donne sui social, altrimenti è complicità. Il gruppo del Partito democratico nella Commissione Femminicidio e violenza del Parlamento si associa alla denuncia che è stata fatta alla polizia postale rispetto all’esistenza del gruppo Facebook 'Mia moglie', che con 32.000 iscritti pubblica foto di donne a loro insaputa, con commenti violenti e sessisti. “Troviamo sconcertante e inaccettabile l’esistenza di queste chat misogine, specchio di una cultura di possesso e sopraffazione che ignora il consenso delle donne. Chiediamo alla piattaforma Meta di chiuderla immediatamente, vigilando sulla sua possibile e purtroppo probabile riapertura sotto altro nome, così come di monitorare qualsiasi altra forma di maschilismo tossico e nocivo, veicolato attraverso i social di sua competenza” dice la capogruppo onorevole Sara Ferrari insieme alle colleghe Antonella Forattini e Valentina Ghio, alle senatrici Cecilia D’Elia e Valeria Valente e al senatore Filippo Sensi. “Questi gruppi social sono abominevoli. Grazie a chi ha segnalato e commentato tanta violenza e mortificazione. Le piattaforme devono intervenire su questi gruppi che nella logica del branco perpetuano e normalizzano una violenza di genere così becera e aggressiva. Il caso Pelicot non è bastato?”

 

13/08/2025 - 20:10

Le morti a largo di Lampedusa addolorano e indignano. I Cpr in Albania non servano a niente, il Piano Mattei non ha prodotto alcun effetto, i viaggi in Africa e le vergognose cortesie nei confronti di Almasri sono state del tutto inutili. Perché non si governa un fenomeno epocale con la propaganda. Diciamo da tempo che le politiche per l’immigrazione vanno gestite in Europa con una missione europea per la ricerca e il soccorso in mare, una collaborazione con le Ong che non possono essere criminalizzate, piani di accoglienza basate sulla solidarietà tra Paesi.
Basta cercare di ottenere qualche consenso sulla pelle di chi fugge, agitare paure e poi promettere misure impraticabili. L’Italia ha una collocazione nel Mediterraneo che le impone al contrario di essere protagonista di una svolta perché smetta di essere un mare di morte e dolore.

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati

 

13/08/2025 - 11:28

Mauro Berruto promotore dell’appello: “Non è vendetta, ma responsabilità”. Da oggi si può firmare su https://chng.it/WzNSSQbVzR Consenso trasversale auspicato alla vigilia di Italia–Israele a Udine

Alla vigilia della partita di calcio Italia–Israele, in programma a Udine il prossimo 14 ottobre, si accende il dibattito sul ruolo dello sport davanti a gravi crisi umanitarie e politiche. Il responsabile nazionale sport del Partito Democratico, Mauro Berruto, insieme a 44 parlamentari del PD eletti alla Camera, al Senato e al Parlamento europeo, ha promosso un appello che riguarda tutte le discipline sportive per chiedere ai membri italiani del Comitato Olimpico Internazionale, al Presidente del CONI e al Presidente della FIGC di farsi portavoce, presso CIO, FIFA e UEFA, della sospensione di Israele da tutte le competizioni sportive internazionali.
«Non si tratta di un gesto di vendetta – si legge nel testo – ma di un atto di responsabilità. Non per punire un popolo, ma per affermare che lo sport non può restare neutrale davanti a una politica di annientamento». L’appello sottolinea come, da quasi due anni, la Striscia di Gaza sia teatro di uno sterminio che ha già cancellato decine di migliaia di vite civili, tra cui almeno 636 atleti e atlete palestinesi. Il Comitato Olimpico Palestinese denuncia inoltre che oltre il 90% delle infrastrutture sportive a Gaza è stato distrutto, rendendo impossibile ogni attività per almeno un decennio.
Secondo i promotori, la distruzione dello sport non è un effetto collaterale, ma una scelta politica per colpire un popolo anche nello spirito e nella speranza. L’appello ricorda i precedenti storici in cui la comunità sportiva internazionale ha scelto la sospensione di federazioni e comitati nazionali: dalla Germania e Giappone del dopoguerra alla Jugoslavia, dall’Iraq all’Afghanistan, dal Sudafrica dell’apartheid (escluso per 24 anni dai Giochi) fino alla Russia, oggi sospesa per l’aggressione all’Ucraina.
Berruto in un intervista oggi su La Stampa si è fatto portavoce dell’auspicio di tutti i firmatari che chiedono un consenso trasversale, al di là delle appartenenze politiche, affinché lo sport resti coerente con i valori di pace, uguaglianza e dignità umana sanciti nelle Carte e negli Statuti olimpici e federali.

Ecco il testo dell’appello e i firmatari

Ai membri italiani attivi e onorari del Comitato Olimpico Internazionale:
Giovanni Malagò, Ivo Ferriani, Federica Pellegrini, Franco Carraro, Mario Pescante, Manuela Di Centa, Francesco Ricci Bitti

Al Presidente del Comitato Olimpico Italiano:
Luciano Buonfiglio

Al Presidente delle Federazione Italiana Giuoco Calcio: Gabriele Gravina

Lo sport, fin dagli albori della sua esistenza ai tempi dell’antica Olimpia, ha avuto la capacità di essere linguaggio universale e un potente strumento politico ed etico, nel senso più alto di questi termini.
C’è, nello sport, un principio inderogabile: l’idea che scendere in campo significhi riconoscere l’altro come avversario, non come nemico. È un principio fragile e prezioso, che ha retto nei momenti più difficili e che continua a ricordarci che l’essere umano può scegliere le regole e il rispetto, anche nel conflitto.
Oggi, tuttavia, siamo davanti a una ferita aperta che mette in discussione la credibilità stessa dello sport come spazio di pace. Da quasi due anni la Striscia di Gaza è teatro di uno sterminio che ha già cancellato decine di migliaia di vite civili. Tra queste, ci sono almeno 636 atleti e atlete palestinesi, uomini e donne che avevano dedicato la propria vita allo sport, che l’hanno persa, insieme alle loro famiglie, in case bombardate e sbriciolate o nei centri di distribuzione degli aiuti alimentari. Il Comitato Olimpico palestinese denuncia che oltre il 90% delle infrastrutture sportive nella Striscia di Gaza sono state rase al suolo e che per almeno dieci anni non sarà immaginabile ripristinare nessuna attività sportiva. Distruggere lo sport non è un effetto collaterale, ma una precisa scelta politica orientata a cancellare un popolo, colpendolo a morte anche nello spirito, nel senso di appartenenza, nella speranza che lo sport regala.
Il governo guidato da Benjamin Netanyahu porta avanti, giorno dopo giorno, politiche che negano il diritto stesso di esistere di un popolo. La Corte internazionale di giustizia ha avviato un procedimento per genocidio nei confronti di Israele, mentre la Corte penale internazionale ha emesso mandati di arresto per Netanyahu e Gallant per crimini di guerra e contro l’umanità. Non è solo una questione geopolitica, ma una questione etica che riguarda tutti e tutte noi, se vogliamo che lo sport continui a essere credibile quando proclama di difendere la pace, l’uguaglianza, la dignità umana, così come scritto nell’articolo 3 della Carta Olimpica, nell’articolo 3 dello statuto FIFA e nell’articolo 2 dello statuto UEFA.
Per questo, ci rivolgiamo a voi e vi chiediamo di farvi portavoce, presso il CIO, la FIFA e l’UEFA della richiesta di sospendere Israele da tutte le competizioni sportive internazionali. Non come gesto di vendetta, ma come atto di responsabilità. Non per punire un popolo, ma per dire che lo sport non può restare neutrale davanti a una politica di annientamento.
Lo sport ha già conosciuto queste scelte. Gli organismi sportivi internazionali hanno sospeso federazioni e Comitati Olimpici quando hanno visto calpestare i principi fondanti della convivenza: dal 1948 ad oggi sono state bandite dalle competizioni sportive internazionali, Germania, Giappone, Jugoslavia, Iraq, Afghanistan, Kuwait, Indonesia, Guatemala, Corea del Nord, Rhodesia, Pakistan, Chad, Myanmar, Congo; il Sudafrica per 24 anni è stato fuori dai Giochi Olimpici per l’apartheid, la Russia è fuori oggi per l’aggressione all’Ucraina. In tutti quei momenti, il messaggio è stato chiaro: chi trasforma lo sport in strumento di propaganda o chi, per gli stessi motivi, lo distrugge non può essere partecipe della comunità sportiva mondiale.
Non agire, oggi, significherebbe rinunciare alla forza politica ed etica che lo sport ha sempre avuto, essendo capace, con le sue battaglie, di conquiste in termini di diritti umani, civili, sociali.
Vi chiediamo di usare la vostra voce e il vostro ruolo nelle sedi delle tre più importanti organizzazioni sportive internazionali per far capire che, in questo silenzio globale, non vogliamo essere complici.
Vi chiediamo di restituire allo sport il coraggio di essere, ancora e più che mai, coscienza viva della nostra umanità, perché se lo sport non saprà difendere la vita di chi lo onora, allora quei 636 atleti morti e quelle decine di migliaia di giovani vite spezzate a Gaza non saranno solo nomi cancellati. Saranno il silenzio eterno di un campo sportivo vuoto di cui tutti, attori e spettatori, saremo colpevoli.


I e le parlamentari del Partito Democratico - Italia democratica e progressista.
Mauro Berruto, Ouidad Bakkali, Anthony Barbagallo, Lorenzo Basso, Brando Benifei, Laura Boldrini, Susanna Camusso, Annalisa Corrado, Gianni Cuperlo, Augusto Curti, Cecilia D’Elia, Eleonora Evi, Sara Ferrari, Rosanna Filippin, Antonella Forattini, Marco Furfaro, Gianni Girelli, Stefano Graziano, Chiara Gribaudo, Valentina Ghio, Giovanna Iacono, Silvio Lai, Francesca La Marca, Ilenia Malavasi, Stefania Marino, Antonio Nicita, Matteo Orfini, Alberto Pandolfo, Luca Pastorino, Vinicio Peluffo, Fabio Porta, Vincenza Rando, Silvia Roggiani, Nadia Romeo, Sandro Ruotolo, Rachele Scarpa, Arturo Scotto, Marco Simiani, Cecilia Strada, Nico Stumpo, Bruno Tabacci, Marco Tarquinio, Stefano Vaccari, Ylenia Zambito

 

06/08/2025 - 17:19

“In un momento in cui servirebbe rigore, credibilità e competenza, il Ministro della Salute ricostituisce il NITAG, l’organismo che definisce le strategie vaccinali del Paese, mettendoci dentro un ortopedico, un chirurgo in pensione e due no vax”.

 

Lo dichiara Marco Furfaro, capogruppo PD in Commissione Affari Sociali, commentando la nuova composizione del NITAG nominato da Orazio Schillaci.“Tra i membri scelti c’è Paolo Bellavite, che è arrivato ad affermare che gli effetti avversi dei vaccini avrebbero “pareggiato le vittime del Covid”. E c’è Eugenio Serravalle, secondo cui l’esavalente sarebbe inefficace, l’immunità di gregge un mito e le vaccinazioni pediatriche un falso mito privo di prove scientifiche. Un uomo che ha dichiarato testualmente che “la salute dei bambini non vaccinati è migliore di quella dei bambini vaccinati”.

“È una decisione gravissima. Il messaggio che il governo Meloni manda agli italiani è uno solo: la salute pubblica viene dopo il consenso politico”.

“Abbiamo presentato un'interrogazione urgente al ministro: chi ha messo in discussione la validità dei vaccini non può decidere se e come somministrarli a milioni di italiani”.

 

05/08/2025 - 20:06

La decisione del governo Meloni di impugnare la legge siciliana, a prima firma dell’on. Dario Safina, deputato regionale del PD, che garantisce la presenza di medici non obiettori negli ospedali pubblici, è un atto grave, miope e profondamente ideologico.
Invece di affrontare un problema reale — in Sicilia, in molte strutture, oltre l’80% dei medici è obiettore e l’interruzione volontaria di gravidanza è di fatto impossibile — il governo sceglie di difendere lo status quo e voltare nuovamente le spalle alle donne.
Quella approvata dall’Assemblea Regionale Siciliana, su iniziativa dell’on. Dario Safina, non è un’iniziativa parlamentare contro qualcuno, ma una legge finalizzata a garantire ciò che già la 194 prevede da oltre quarant’anni: libertà di scelta, tutela della salute, rispetto della dignità femminile.
Il Consiglio dei Ministri ha deciso di colpire una norma di civiltà per inseguire una linea politica che sacrifica i diritti sull’altare della propaganda e del consenso ideologico. Questo non è governare: è usare le donne come terreno di scontro politico.
La Sicilia ha avuto il coraggio di guardare in faccia un’emergenza e provare a risolverla. Roma, invece, si gira dall’altra parte e blocca chi lavora per garantire i Livelli Essenziali di Assistenza.
Manifesto pieno sostegno all’iniziativa parlamentare di Dario Safina. I diritti non si toccano, la legge 194 si deve applicare, e nessuna impugnativa ci farà arretrare di un passo.

29/07/2025 - 19:41

“Questo ennesimo decreto legge è un mosaico di micro misure relative a Università e scuola, senza un disegno organico né risposte strutturali ai bisogni del sistema formativo italiano”. Lo ha detto in Aula alla Camera Irene Manzi, capogruppo Pd in commissione Cultura, annunciando in il voto contrario del Gruppo del Partito Democratico.

“Il provvedimento – ha proseguito l’esponente dem – contiene interventi condivisibili, come l’estensione della copertura INAIL o la tutela dei laureati in Scienze dell’educazione, ma restano misure isolate.  Ancora una volta si spostano risorse già stanziate, senza investimenti aggiuntivi. Un gioco delle tre carte ai danni della ricerca e dell’istruzione. A fronte di un’emergenza crescente nel diritto allo studio, con migliaia di giovani che rinunciano all’università per motivi economici, il governo non dà risposte. I fondi per gli enti di ricerca sono in realtà il risultato di risorse spostate da un capitolo all’altro, le università statali sono in sofferenza, i precari della ricerca restano senza tutele”.

“Preoccupa – ha concluso Manzi - anche l’attacco all’autonomia della scuola e della didattica, come dimostrano i blitz in commissione Cultura su temi delicati come il consenso informato delle famiglie rispetto ad attività legate alla sessualità.  Non abbiamo la forza dei numeri per impedirvi queste scelte. Abbiamo però la forza per opporci come continueremo a fare. Nel Paese, nelle piazze, nelle aule parlamentari. Nel confronto quotidiano. Per continuare a dire che tutto questo non è e non sarà mai a nostro nome”.

 

24/07/2025 - 11:00

«I dati diffusi da ActionAid e dal Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Bari sono sconcertanti: l’operazione Albania è la più costosa, inutile e disumana mai sperimentata nelle politiche migratorie italiane» – dichiara Rachele Scarpa, deputata del Partito Democratico.

«L’operazione Albania è l’emblema del fallimento complessivo del sistema CPR: 74 milioni di euro spesi con affidamenti diretti per costruire strutture mai completamente operative, e 570mila euro versati in soli 5 giorni all’ente gestore Medihospes per trattenere qualche decina di persone. Il costo medio per ogni posto effettivamente disponibile nei CPR albanesi nel 2024 è stato di oltre 153.000 euro. Oggi, nonostante la retorica del governo, nei centri in Albania ci sono appena 26 persone, e la stragrande maggioranza delle persone deportate sono state riportate in Italia. È una presa in giro per i cittadini italiani, con le cui tasse è pagato tutto questo, ed è uno spreco che genera sofferenze inutili.»
«I numeri parlano da soli e sono spaventosi. Solo nel 2024 il sistema della detenzione amministrativa è costato all’Italia quasi 96 milioni di euro, più di quanto speso in tutti i sei anni precedenti messi insieme. A fronte di questa spesa enorme, il tasso di rimpatri effettuati è del 41,8%. Una percentuale che scende al 10,4% se si guarda all'intero numero di persone che hanno ricevuto un provvedimento di allontanamento» – dichiara Rachele Scarpa, deputata del Partito Democratico.

«Oltre agli sprechi, c’è il dramma: 3 morti di CPR solo nell’ultimo anno e mezzo, oltre 30 da quando esiste la detenzione amministrativa. E mentre i centri si svuotano, aumentano i costi e le sofferenze: quasi la metà dei trattenuti nel 2024 erano richiedenti asilo, di cui il 21% senza nemmeno un provvedimento di allontanamento. In moltissimi casi, sono stati i giudici a dover intervenire per liberare chi non doveva nemmeno essere trattenuto: il 29% delle uscite è avvenuto per mancata convalida del provvedimento di trattenimento» prosegue Scarpa.
«Siamo di fronte a un meccanismo che produce dolore, ingiustizia e inefficacia. Non garantisce più sicurezza, non serve alla gestione dei flussi, e costringe lo Stato a spendere milioni per una repressione che non funziona. Quello che oggi chiamiamo CPR è un sistema costruito per negare diritti, scaricare responsabilità e alimentare consenso sulla pelle delle persone più fragili» conclude.
«Chiediamo la chiusura immediata dei CPR, a partire da quelli in Albania. I numeri ci dicono che non funzionano, la cronaca ci racconta che fanno male, e la Costituzione ci impone di difendere la dignità umana, non di calpestarla. Basta ipocrisie: è tempo di cambiare strada.»

 

 

11/07/2025 - 14:30

“Le recenti intercettazioni e notizie pubblicate dagli organi di stampa e la 'non-risposta' del governo oggi in aula a Montecitorio, non fanno altro che confermare ciò che il Pd sta denunciando da tempo: c'è una connivenza e una complicità del governo nazionale con l'azione della Regione Siciliana sulle cosiddette finanziarie bancomat per quanto riguarda la sovvenzione di sagre, eventi e iniziative culturali che favorisce gli 'amici' dell'esecutivo a discapito di tante associazioni culturali e sportive presenti in Sicilia. Le risorse pubbliche vengono sistematicamente erogate senza criteri trasparenti, con l'unico obiettivo di costruire consenso spicciolo”. Lo dichiara il deputato e Segretario regionale del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo intervenendo a Montecitorio durante la trattazione di un'interpellanza urgente.
“Il centrodestra in Sicilia invece di aumentare il Fondo Unico per lo Spettacolo e garantire la più ampia trasparenza per l'accesso ai finanziamenti – sottolinea il deputato dem - assegna risorse ad personam con le cd finanziarie bancomat con importi fino a 300 mila euro. E lo stesso si dica per il finanziamento di società sportive per la realizzazione di eventi fantomatici, sempre che poi si siano effettivamente svolti”. “Non si parla di discrezionalità ma del puro arbitrio, con promesse e futuri scambi di favori. La scelta del governo nazionale di non impungare le finanziarie bancomat è una gravissima omissione che viola i precetti costituzionali e lede la sfera d'azione di tante associazioni culturali. Non può essere certo una chiaccherata telefonica tra Schifani e Calderoli a definire la non impugnativa del governo. La Sicilia insieme con la Calabria è la regione piu povera d'Europa. Le risorse disponibili vanno utilizzate per il bene comune e non per gli amici del centrodestra. Il PD continuerà con un'incessante battaglia dentro e fuori il palazzo”, conclude Barbagallo.

10/07/2025 - 14:29

"Siamo al decreto 104 e alla fiducia numero 83: è davvero il governo dei record negativi, un segnale pessimo per il Paese. Il governo procede alla rinfusa, inseguendo il consenso senza bussola e senza alcuna direzione. Contrario alla continuità istituzionale, questo governo sta distruggendo tutto ciò che è stato costruito in precedenza. È chiaro che i parlamentari della maggioranza non toccano palla, perché decide tutto Salvini. Sono state tolte tutte le risorse alle province, mentre si sostiene il contrario, e si abbandona il Sud alla siccità e alla crisi idrica, con infrastrutture malfunzionanti e perdite d’acqua elevatissime". Lo dichiara il deputato Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente, annunciando il voto contrario dei dem alla fiducia posta dall’esecutivo sul Dl Infrastrutture.
"Tutte le proposte del Pd sono state bocciate, senza prendere in considerazione le proposte delle opposizioni", sottolinea il parlamentare dem. "Il governo prende in giro gli italiani, facendo passare risorse strategiche per la difesa militare come opere di miglioramento delle infrastrutture. Rende la 'Stretto di Messina S.p.A.' una società appaltatrice e centro di committenza: miliardi dei cittadini destinati a una S.p.A. senza alcun controllo. Tutto assurdo, ignobile! E mentre gli italiani vanno in vacanza, avete cercato di aumentare il prezzo dei pedaggi autostradali con emendamenti presentati, ritirati, cancellati e poi ripresentati nel giro di poche ore. Un governo fallimentare, incapace di programmare, che sceglie di andare contro gli interessi dei cittadini», conclude Simiani.

 

07/07/2025 - 20:05

"La destra è così in confusione totale che boccia anche le sue stesse proposte. In virtù di un consenso che sembrava condiviso proprio a livello territoriale,  avevamo presentato una misura di buonsenso, temporanea ma concreta, che avrebbe aiutato migliaia di lavoratori e pendolari. Purtroppo ancora una volta da parte della maggioranza soltanto annunci e false promesse". E’ quanto dichiara Simona Bonafè, vicepresidente dei deputati Pd, sull'emendamento da lei sottoscritto respinto al Decreto Infrastrutture in discussione a Montecitorio e che avrebbe reso gratuito il tratto autostradale tra Firenze Nord e Firenze Sud per i residenti dell’area metropolitana.

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