02/03/2026 - 09:53

Si svolgerà domani, martedì 3 marzo alle ore 10.00, nella Sala della Lupa della Camera dei deputati, la tavola rotonda sul tema: “Astensionismo. Il non voto è un problema per la democrazia”. Nell’occasione sarà presentato il rapporto Ipsos-Lega Coop FragilItalia “Astensionismo”.
Il saluto ai lavori sarà dato dal segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari, deputato democratico e promotore dell'iniziativa. Partecipano: Vittoria Ferdinandi, sindaca di Perugia; Anna Finocchiaro, presidente della Fondazione Italiadecide; Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera; Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria; Valentina Pazè, docente di Filosofia politica presso l’Università di Torino; Serena Sorrentino, presidente della commissione per il Programma fondamentale della Cgil; Nicola Zingaretti, capodelegazione Pd al Parlamento europeo. Conclude: Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera. Coordina: la giornalista e scrittrice, Flavia Perina.
Il rapporto Ipsos-Lega Coop FragilItalia indaga gli aspetti che influiscono sull’astensione e sulle possibilità di invertire la tendenza.
Per accreditarsi scrivere a: segreteria.vaccari@camera.it.

25/02/2026 - 18:28

“Anna Arnaudo, mezzofondista e già campionessa italiana dei 5.000 e 10.000 metri, atleta del CUS Torino, da tempo combatte una battaglia che ha dell'incredibile. Per una legge del 1932 atlete e atleti con diabete, come lei stessa, non possono avere accesso ai gruppi sportivi militari. Ho presentato un ordine del giorno al decreto 'milleproroghe' sul tema, chiedendo che questa discriminazione sia superata, tanto più che oggi i gruppi sportivi militari accolgono, giustamente, anche gli atleti con disabilità. Il mio ordine del giorno sarebbe stato accolto “come raccomandazione”, davvero troppo poco. Ho ricordato all'aula che 18 delle 30 medaglie olimpiche di Milano-Cortina provengono dai gruppi sportivi militare e che è letteralmente antistorico che una legge di quasi 100 anni fa, non permette ad atlete e atleti come Anna (e a tanti adolescenti di talento) di poter immaginare un futuro nello sport. Proprio oggi quando atleti con diabete come Alex Zverev, tennista n.4 al mondo, l'intero team ciclistico Novo Nordisk, la pallavolista della nazionale Alice Degradi gareggiano al massimo livello assoluto. Il Governo, dopo un po' di riflessioni, ha proposto una riformulazione al mio ordine del giorno, che ho accettato aprendo a tutta l'aula la possibilità di sottoscriverlo. E, per una volta, si è verificato un fatto piacevolmente anomalo che spero sia il miglior viatico per la soluzione della vicenda: la sottoscrizione unanime del mio ordine del giorno da parte di tutti i gruppi parlamentari, sia di opposizione che di maggioranza. Ora mi rivolgo direttamente al Ministro Crosetto, affinché il ministero della Difesa possa ora trovare la soluzione e rimuovere finalmente questa discriminazione."
Così il responsabile nazionale sport, il deputato democratico Mauro Berruto.

25/02/2026 - 15:33

“La mobilitazione del personale Istat sui temi della valorizzazione professionale, delle progressioni di carriera e della stabilizzazione dei precari, è giusta e va sostenuta. La politica non può girarsi dall’altra parte. Non si possono celebrare i cento anni dalla fondazione dell’Istat senza dare allo stesso tempo risposte ai lavoratori riuniti in assemblea. Abbiamo già presentato un’interrogazione parlamentare al ministro della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, proprio per chiedergli quali misure urgenti intenda adottare per ricondurre la gestione organizzativa del personale dell’Istat entro i termini di un reale ed effettivo riconoscimento delle professionalità, per adeguare le retribuzioni agli analoghi enti di ricerca nazionali ed esteri e per ottenere l’utilizzo integrale delle vigenti graduatorie. Per tutte queste ragioni domani parteciperò all’assemblea dei lavoratori per sostenerne l’iniziativa”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

25/02/2026 - 12:31

Il pluralismo dell’informazione è presidio fondamentale della democrazia. Difendere il lavoro delle giornaliste e dei giornalisti significa garantire alle cittadine e ai cittadini il diritto a fonti libere, corrette e indipendenti. Siamo al fianco della redazione della Stampa in questo difficile passaggio: la qualità del dibattito pubblico dipende anche dalle condizioni in cui si esercita il giornalismo. La libertà di stampa non è un privilegio di categoria, ma un bene comune da tutelare con determinazione.
Per questo Il Partito Democratico sostiene le lavoratrici e i lavoratori, vigilerà sulla trattativa e rinnova la convocazione del gruppo Gedi in Commissione Cultura come peraltro chiesto da tempo.

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

24/02/2026 - 14:30

“Vorrei esprimere piena solidarietà e vicinanza all’arcivescovo di Palermo Lorefice, oggetto di attacchi violenti sui social per aver espresso il suo pensiero, nell’esercizio del suo ministero.
Sono parole piene di umanità, quelle di don Corrado Lorefice, che denunciano la strage di migranti che si consuma nel Mediterraneo, l’indifferenza di chi avrebbe la responsabilità politica, in Italia e in Europa, di fermare questa sistematica omissione di soccorso verso i naufraghi.
Uomini di Chiesa come Lorefice, testimoni quotidiani del Vangelo, non hanno certo bisogno di difensori politici. Ma è dovere di tutti noi difendere la libertà di chi richiama le istituzioni al rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale da ogni forma di intimidazione e violenza” così il deputato democratico, componente della commissione Antimafia Peppe Provenzano.

23/02/2026 - 09:38

"La destra italiana da tre anni conduce una battaglia senza quartiere contro il Green Deal europeo, ripetendo ossessivamente che 'per colpa dell'Europa il nostro continente affonda'. Ma la realtà dei fatti è più testarda degli slogan: le norme del pacchetto Fit for 55 sono state negoziate, finalizzate e sottoscritte tra fine 2022 e tutto il 2023 proprio dal governo Meloni. E senza fondi comuni europei l'Italia non reggerà la competizione globale”. Lo scrive in un articolo pubblicato sul sito della Fondazione Demo il deputato del Partito Democratico Enzo Amendola.

"La scelta di un modello economico ecosostenibile fu lanciata all'unanimità nel 2019, prima del Covid, da tutte le famiglie politiche europee – ricorda l’esponente dem – e fu ribadita nel 2020 con il Next Generation EU, che destinò una fetta consistente dei 750 miliardi alla transizione ecologica. Il pacchetto Fit for 55 arrivò sulla scrivania del governo Draghi ma venne ereditato e ratificato dalla compagine Meloni. Quando sentite urlare contro il Green Deal, ricordate che quelle norme le hanno firmate loro. L'unico caso di dissenso italiano riguardò il regolamento sui veicoli con motore endotermico, dove la posizione negoziale dell'Italia portò a una rimodulazione delle tempistiche. Ma su altri dossier cruciali, come l'ETS (sistema di scambio delle quote di emissione) su cui Meloni si scaglia oggi, il governo ha ratificato tutto nel 2023. È l'ennesimo ribaltamento della verità per fini propagandistici".

Nel merito, Amendola rivendica posizioni critiche già espresse: "La necessità di un'economia ecosostenibile non può essere messa in discussione. Saremmo come sonnambuli dinanzi al cambiamento climatico. Il limite del pacchetto non sta nelle finalità, come sostiene la destra, ma nella mancanza di risorse economiche per sostenere la trasformazione manifatturiera e agricola. Qui emerge la contraddizione ideologica del governo Meloni – prosegue – da un lato invoca la 'neutralità tecnologica' per rallentare il Green Deal, dall'altro si oppone a qualsiasi strumento europeo, come i bond comuni, per finanziare ricerca e sviluppo. Il sovranismo euroscettico alla fine danneggia l'interesse nazionale italiano".

Amendola richiama le indicazioni del Report Draghi sulla competitività: "Il nostro sistema economico ha bisogno di fondi comuni per beni comuni europei: ricerca applicata, revamping industriali, infrastrutture energetiche. Un paese come l'Italia con crescita sotto l'1% e i fondi del PNRR in esaurimento nel 2026 non può reggere da solo la competizione globale.
La Sinistra europea non deve recedere sulla visione di un modello economico rispettoso del limite ambientale – conclude Amendola – Solo un salto nell'integrazione europea, con strumenti e beni comuni definiti, può garantire tenuta sociale e sviluppo ecosostenibile. Dobbiamo unire ambiente e crescita, dimostrando che nella comunità di destino europea abbiamo la forza per reggere la competizione globale".

 

21/02/2026 - 11:49

“Quella della Corte Suprema americana sui dazi è una decisione importante. Perché innanzitutto conferma la validità delle democrazie liberali come sistema che garantisce l’equilibrio dei poteri. E questo spero possa essere una lezione per tutti. Inoltre è una decisione che cancella la leva principale della politica protezionista trumpiana e riconduce il tema della gestione degli squilibri della bilancia commerciale americana all’alveo del confronto e del negoziato e non a quello della protervia degli atti unilaterali. Con buona pace dei sovranisti europei e italiani che si erano subito piegati a tale logica, pericolosa per i nostri interessi economici e commerciali”.

 

20/02/2026 - 19:20

La decisione della Corte Suprema statunitense, che ha richiamato l’amministrazione al rispetto della Costituzione, conferma un principio fondamentale: nessun leader è al di sopra delle regole. Le misure commerciali volute da Trump sono illegittime.
Ora è il momento della chiarezza. Giorgia Meloni intende continuare a giustificare scelte che penalizzano le nostre imprese e mettono a rischio posti di lavoro, oppure vuole finalmente tutelare l’interesse nazionale? Nel video di stasera chiederà alle toghe rosse della Corte suprema di presentarsi alle elezioni?

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo PD alla Camera dei Deputati

 

20/02/2026 - 17:41

"Ora che anche la Corte suprema statunitense, inclusi tre giudici conservatori, ha bocciato i dazi, Meloni pensa di alzare, finalmente, la testa per mettere un argine agli arbitri e ai ricatti di Trump? Dov'è il suo patriottismo? Dov'è il suo ruolo di pontiera? Non è ancora chiaro, ma secondo alcuni la sentenza potrebbe anche far scattare la restituzione di tutti i dazi incassati illegittimamente dagli Usa. Sarebbe una doppia sconfitta per Trump.
Italia e Ue si sono piegate al volere della Casa Bianca spacciando come una vittoria il 15 per cento: questa è l'occasione per dire chiaramente che i dazi imposti con la minaccia sono sbagliati e vanno ritirati. Altro che "un'opportunità" come ha detto il vicepremier Salvini". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

20/02/2026 - 17:29

“La bocciatura da parte della Corte suprema dei dazi arbitrari adottati da Trump rappresenta una buona notizia per l’economia globale e per il rispetto delle regole democratiche. Le guerre commerciali non tutelano imprese e lavoratori. I dazi imposti per logiche ideologiche o di convenienza politica hanno prodotto solo incertezza e danni alle aziende europee e italiane”. Lo dichiara Piero De Luca, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Politiche dell’Unione europea alla Camera.
“È grave che in passato esponenti della maggioranza e del Governo italiano abbiano sostenuto che quei dazi potessero addirittura favorire il nostro sistema produttivo, così come l'atteggiamento del Governo Meloni improntato a una preoccupante sudditanza politica e culturale verso un’impostazione sbagliata e dannosa. La sentenza della Corte Suprema USA ribadisce un principio fondamentale: i poteri straordinari non possono essere usati per aggirare o forzare le norme alterando gli equilibri commerciali globali. È una lezione che vale anche per l’Italia. Bisogna difendere il multilateralismo, rafforzare l’Unione europea e tutelare concretamente le nostre imprese esportatrici, che pagano il prezzo più alto delle scelte protezionistiche. La realtà è che il protezionismo indebolisce le filiere, aumenta i costi e penalizza l’export, che per l’Italia è vitale”.
“Serve sostenere una linea europea unita e autorevole, capace di difendere il mercato unico e rilanciare il dialogo commerciale con gli Stati Uniti su basi eque e nel rispetto delle regole. Meno propaganda, più responsabilità istituzionale”, conclude De Luca.

 

 

18/02/2026 - 16:00

“C'è venuto il dubbio che il ministro Ciriani stesse rispondendo a nome della Capo di Gabinetto Bartolozzi invece che a nome del ministro Nordio. La lettera con cui la Bartolozzi ha chiesto al presidente del Anm di rendere noti eventuali finanziamenti ricevuti da privati cittadini al Comitato per il No al Referendum è del tutto irrituale perché il capo di gabinetto dovrebbe sapere che tale richiesta non può essere inoltrata in quanto contraria alla legge. Perché un'analoga lettera non è stata inoltrata anche al comitato per il Sì dove ci sono sia magistrati in carica, sia membri del Csm?” Lo dichiara la deputata e responsabile Giustizia del Partito Democratico, Debora Serracchiani in replica al ministro Ciriani nel Question Time alla Camera.

“Nella lettera – sottolinea la parlamentare dem - si chiede anche di sapere quanto versato. Dopo la schedatura dei professori di sinistra, il governo vuole anche la schedatura di chi vota no al Referendum”. “È una vera intimidazione attraverso la creazione di una lista di proscrizione dei magistrati e dei cittadini. Ma i cittadini italiani ci tengono alla loro Costituzione, perché è stata il loro ombrello sotto il quale si sono riparati per 80 anni e la difenderanno votando No”, conclude Serracchiani.

 

18/02/2026 - 16:00

“È l'ora di dire basta a pressioni e intimidazioni del ministro Nordio sul voto al prossimo Referendum costituzionale. Il Comitato del No ha il sacrosanto diritto di raccogliere fondi per la campagna referendaria e i cittadini italiani hanno il diritto di investire risorse e impegno nelle ragioni del No per difendere la Costituzione scritta dai padri costituenti anziché quella scritta da Nordio e Delmastro”. Lo dichiara il deputato e capogruppo PD in Commissione Giustizia, Federico Gianassi durante il Question Time con il ministro Ciriani in merito alla lettera della Capo di Gabinetto del ministro Nordio, Giusy Bartolozzi con cui ha invitato il presidente dell’ANM alla pubblicazione dei finanziamenti al Comitato del No al Referendum.

 

18/02/2026 - 13:40

“L’incendio che ha colpito il Teatro Sannazaro è una tragedia che ferisce Napoli e l’intero Paese. Quando si spegne una luce della cultura, è l’Italia tutta a perdere un pezzo della propria anima”. Così Piero De Luca, deputato e segretario regionale del Partito Democratico della Campania, interviene dopo il grave incendio che ha danneggiato lo storico teatro napoletano. “Raccolgo e sostengo con convinzione l’appello lanciato dal sovrintendente della Fondazione Petruzzelli. La proposta di destinare una parte dei ricavi del Festival di Sanremo alla ricostruzione del Sannazaro è un’idea seria, concreta e di grande impatto simbolico. Napoli è culla della canzone italiana e della cultura teatrale: legare il Festival di Sanremo a un gesto di solidarietà verso uno dei suoi teatri storici sarebbe un segnale forte di unità nazionale. Chiediamo al Governo e alla Rai di battere un colpo. Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha assicurato un intervento rapido: ora servono impegni chiari e risorse concrete. Accanto all’azione istituzionale, è fondamentale promuovere una grande campagna di mobilitazione per reperire i fondi, coinvolgendo tutti gli attori e le istituzioni anche culturali e del mondo dello spettacolo. Il Teatro Sannazaro non è solo un luogo fisico: è un presidio di identità, memoria e creatività che brillava nel cuore di Napoli e deve tornare a farlo al più presto. La cultura napoletana è patrimonio mondiale, e la sua tutela è una responsabilità collettiva. Fare della prossima edizione di Sanremo anche un momento di solidarietà nazionale sarebbe un messaggio potente: la cultura non si lascia sola. Napoli non si lascia sola e anche la Rai dovrebbe dare il suo contributo”.

18/02/2026 - 13:20

Adeguamenti al Codice della strada, campagne di comunicazione mirate e risorse dedicate per promuovere una nuova cultura dello spazio urbano

Sempre più italiani si muovono a piedi o in bicicletta. Secondo l’ultimo Rapporto sulla mobilità dell’ISFORT oltre il 28% degli spostamenti quotidiani avviene in queste modalità: ma sicurezza e infrastrutture restano il nodo cruciale da sciogliere al fine di rafforzare la tutela di pedoni e ciclisti e promuovere concretamente la mobilità attiva. È in questo contesto che si colloca la nuova proposta di legge presentata oggi alla stampa dalla deputata Valentina Ghio: un progetto che ha visto la collaborazione di FIAB – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, coinvolta nella redazione del testo col supporto di Andrea Colombo, esperto legale di mobilità e sicurezza stradale.

“Questa proposta di legge nasce da un dato evidente: sempre più persone scelgono di muoversi a piedi o in bicicletta, ma spesso in condizioni di elevata vulnerabilità. Serviva quindi un intervento organico che aggiornasse le norme e introducesse una gerarchia della mobilità centrata sulla tutela di pedoni e ciclisti” – dichiara l’on. Valentina Ghio prima firmataria della proposta di legge

“Non si tratta solo di modifiche tecniche, ma di un cambio di prospettiva – prosegue Ghio –

Siamo tutti pedoni e le strade devono diventare luoghi più sicuri e vivibili, dove camminare o pedalare sia una scelta normale e non un rischio. Inoltre strade meno trafficate sono un vantaggio anche per chi non può fare a meno di utilizzare la macchina.

Per rendere concreto questo cambiamento istituiamo il Fondo nazionale per la mobilità attiva e introduciamo strumenti a supporto degli enti locali.

Investire sulla mobilità attiva significa investire in salute, ambiente e città più inclusive, a misura di tutte le persone”, conclude la deputata.

Puntuale e articolato, il testo si fa interprete di un nuovo scenario urbano, abbracciando numerosi aspetti della mobilità. I cambiamenti proposti non coinvolgono solo il Codice della Strada ma estendono la propria efficacia anche al Codice Civile. Fra i diversi punti del codice stradale interessati dalla proposta si trova, innanzitutto, l’ampliamento delle definizioni. Il concetto di mobilità attiva viene introdotto a monte, con una distinzione fra le figure di “utente più forte” – chi utilizza mezzi con maggior massa, potenza o velocità – e di “utente della mobilità attiva”. Le nuove definizioni sono determinanti per introdurre una gerarchia che tuteli gli utenti più esposti in caso di collisione. Con la modifica del secondo comma dell’articolo 2054 del Codice civile, infatti, viene stabilito che, in caso di incidente, il conducente del veicolo più pesante o potente è considerato, fino a prova contraria, maggiormente responsabile.

La proposta introduce numerose misure volte a incentivare gli spostamenti a piedi e in bici e a proteggere l'incolumità degli utenti attivi. Ad esempio, i marciapiedi dovranno avere una larghezza minima di 2 metri, e i guidatori dovranno superare i ciclisti almeno a un metro e mezzo di distanza in ogni caso. Inoltre, i Comuni potranno installare più facilmente attraversamenti pedonali rialzati (dove avviene la maggior parte degli investimenti mortali), e i mezzi pesanti dovranno essere dotati di sensori elettronici per rilevare la presenza laterale di pedoni e ciclisti negli angoli ciechi.

Luigi Menna, Presidente di FIAB Italia, ha dichiarato: “Questa proposta di legge concentra l’attenzione sulla mobilità ciclistica quotidiana, ritagliando un ruolo importante ai ciclisti che ogni giorno percorrono le strade cittadine, statisticamente più pericolose. La diminuzione delle collisioni stradali passa obbligatoriamente attraverso la prevenzione, in particolare limitando la velocità degli autoveicoli – ad esempio tramite i passaggi pedonali e ciclabili rialzati e ampliando gli spazi urbani sicuri per ciclisti e pedoni, come le zone urbane e scolastiche”

La proposta introduce chiare norme per la governance, risorse e monitoraggio: è infatti prevista l’istituzione del CIPOMA, Comitato Interministeriale per le Politiche di Mobilità Attiva, che ha il compito di assicurare il coordinamento e la definizione degli indirizzi strategici e la Direzione Generale per la Mobilità attiva preso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Comuni e altri enti si dovranno dotare di strumenti mirati per valutare in modo continuativo l’efficacia delle politiche adottate e la validità delle infrastrutture implementate.

Viene istituito il Fondo nazionale per la mobilità attiva, con una dotazione iniziale pari a 300 milioni di euro per il triennio.

La costruzione di un reale cambiamento culturale nella mobilità passa inevitabilmente attraverso un’adeguata formazione e informazione. In questa prospettiva, la proposta a cui anche FIAB ha dato il proprio contributo prevede interventi specifici sull’educazione alla tutela della mobilità attiva. Un ruolo centrale è assegnato anche alla comunicazione: la pubblicità degli autoveicoli dovrà essere accompagnata da messaggi che promuovano la guida sicura, l’uso della mobilità attiva, di quella condivisa e del trasporto pubblico. A tal fine, una quota pari al 5% delle spese pubblicitarie destinate alla promozione dei veicoli sarà utilizzata per realizzare campagne istituzionali dedicate alla mobilità sostenibile e alla sicurezza stradale.

 

17/02/2026 - 18:27

"Cuba è stremata, strangolata, ferita.
Il 29 gennaio scorso il presidente statunitense ha firmato un ordine esecutivo che minaccia dazi contro tutti i Paesi che intendono portare petrolio a Cuba, dopo avere interrotto, con il blitz a Caracas, le forniture dal Venezuela. Da quando Trump ha resuscitato la “Dottrina Monroe”, l’America Latina è tornata a essere considerata il cortile di casa degli Stati Uniti.
A Cuba, ci ha detto l’ambasciatore cubano in Italia incontrato questa mattina, manca l’energia negli uffici, nelle aziende alimentari e farmaceutiche. Senza mezzi pubblici è diventato impossibile andare a lavorare e a scuola. Quello che è più grave è che negli ospedali manca l’energia anche per alimentare le macchine che garantiscono la vita dei malati e le incubatrici per i neonati. Migliaia di malati abbandonati al loro destino con un sistema sanitario costretto alla resa.
È la legge del più forte, la legge del più cinico, del più spietato dei potenti.
Non possiamo dimenticare che durante il Covid, nel momento più buio per il nostro Paese, fu Cuba a mandare i primi medici a sostegno della nostra sanità in affanno. E ancora oggi ci sono centinaia di medici cubani che lavorano negli ospedali calabresi in difficoltà.
L'Italia può voltare le spalle a chi ci ha teso la mano? Il Ministro Tajani tace perché secondo lui anche per la popolazione cubana il diritto internazionale “vale fino a un certo punto”?
E la Presidente Meloni tace perché continua a genuflettersi di fronte ai desideri di Trump e perfino a quelli di Marco Rubio che lo stesso Trump ha designato come futuro presidente cubano. Sembra uno scherzo, ma è proprio quello che ha detto.
La dignità, lo sappiamo, è dote rara nelle stanze del governo Meloni. Ma noi non possiamo assistere in silenzio alla morte lenta di un popolo. E non lo faremo, denunceremo quello che sta accadendo nell’indifferenza di troppi". Lo ha dichiarato in aula Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera, chiedendo un'informativa urgente al ministro Tajani

 

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