"Altre menzogne e altra vergogna, sempre alle spalle delle persone con disabilita'. Questa volta è il turno della Ministra Locatelli, annunciando un fantasmagorico aumento dei fondi che in realtà non esiste, ma è il frutto di un'operazione di propaganda degna di altre epoche. Con un emendamento dei relatori di maggioranza alla legge di bilancio, non solo posticipano al 2026 i fondi per le persone con disabilita', ma fanno un'operazione surreale: prima - come dice Locatelli - aumentano i fondi di 320,4 milioni di euro (lasciando intendere di mettere mano al taglio previsto di 400 milioni), per poi immediatamente ripristinare il taglio della stessa cifra. Cosa che, ovviamente. La ministra omette. Quindi, rimane il taglio ma si fa un'operazione subdola, per dare l'idea di rimettere soldi che invece vengono nuovamente tagliati. Una vergogna inaudita, un giochino per la propaganda che vuole nascondere il fatto che hanno tagliato i fondi per le persone con disabilita' come nessun governo aveva mai fatto". Lo dichiara il capogruppo in commissione Affari sociali alla Camera e componente della segreteria nazionale del Pd, Marco Furfaro.
“Un altro teatrino vergognoso, in cui si prendono in giro le persone con disabilità: il governo Meloni ancora una volta fa cassa sulla pelle delle persone più fragili. Con un emendamento dei relatori di maggioranza alla legge di bilancio, non solo posticipano al 2026 i fondi per le persone con disabilità, ma fanno un'operazione surreale: prima aumentano i fondi di 320,4 milioni di euro (lasciando intendere di mettere mano al taglio previsto di 400 milioni), per poi immediatamente ripristinare il taglio della stessa cifra. Quindi, rimane il taglio ma si fa un'operazione subdola, per dare l'idea di rimettere soldi che invece vengono nuovamente tagliati. Una grande presa in giro per i cittadini che hanno bisogno, ma soprattutto una cosa di una vergogna inaudita, un giochino per la propaganda che vuole nascondere il fatto che hanno tagliato i fondi per le persone con disabilità come nessun governo aveva mai fatto”.
Lo dichiara il capogruppo in commissione Affari sociali alla Camera e componente della segreteria nazionale del Pd, Marco Furfaro.
Grande successo del primo incontro nazionale del dipartimento sport del Partito Democratico, “Diritto allo sport!” oggi a Prato.
Il saluto della segretaria Elly Schlein, del Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, del Sindaco di Prato Matteo Biffoni e poi 4 ore filate di idee, proposte di legge e interventi delle sei donne e sei uomini che compongono il dipartimento sul rapporto fra sport e lavoro, salute, ambiente, sud, equità di genere, diritti, disabilità, enti locali, scuola e cultura.
A guidare, dal palco del teatro “Il Garibaldi”, l’On. Mauro Berruto, già CT della nazionale maschile di volley, oggi parlamentare e responsabile delle politiche per lo sport del Partito Democratico che ha raccontato il lavoro fatto nel 2023 e indicato l’agenda 2024. Oltre 200 persone in sale in rappresentanza di società (fra cui quelle che hanno concretamente aiutato a Prato e Campi Bisenzio durante l’alluvione” enti di promozione, federazioni e tanti militanti. La registrazione dell’evento sarà presto disponibile sui canali social del Partito Democratico.
“Il lavoro cooperativo e il lavoro di cura sono essenziali e - come ci hanno dimostrato durante il covid - sono assi portanti del nostro sistema economico e anche del nostro sistema di welfare. Sistema che ogni giorno vede questa maggioranza indebolirlo attraverso provvedimenti che colpiscono sempre i più fragili e i più deboli. Abolizione del reddito di cittadinanza, abolizione del fondo affitto e contro la morosità incolpevole, tagli al fondo per la disabilità, zero euro per i non autosufficienti e condizioni di lavoro sempre più al ribasso a causa di gare di appalto senza regole minime. Per questo, di fronte alle difficoltà, è importante valorizzare quotidianamente lavoratori e lavoratrici, imprese e associazioni di categoria che attraverso il loro impegno e il loro lavoro restituiscono il senso dell'impegno e della solidarietà ad una comunità che, con la pratica e la cooperazione, sa come si costruisce inclusione e sa non lasciare indietro nessuno. Il governo purtroppo ha deciso di privilegiare le rendite per umiliare invece il sociale”. Lo ha dichiarato Marco Furfaro, capogruppo PD in commissione affari sociali e membro della segreteria nazionale, intervenendo all’assemblea nazionale dei delegati di Legacoopsociali.
Pd presenta interrogazione a prima firma Ilenia Malavasi
“In Italia sono oltre 2,8 milioni i caregiver, che per ragioni affettive, per scelta, ma spesso anche per necessità, si prendono cura dei propri cari non autosufficienti ma che io governo colpevolmente non considera”. Così Ilenia Malavasi, deputata Pd che ha presentato una interrogazione urgente. “A fine ottobre, prosegue Malavasi, il Ministro per le Disabilità e il Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali dichiaravano che era stato firmato il decreto per l’istituzione del “Tavolo tecnico per l’analisi e la definizione di elementi utili per una legge statale sui caregiver familiari”. A più di un mese non è chiaro se il tavolo tecnico si sia già costituito e riunito e quali siano le associazioni che ne facciano parte. Con un’interrogazione abbiamo chiesto se non si ritenga doveroso fare maggiore chiarezza sul tavolo tecnico e indicare non solo quali siano le associazioni che ne fanno parte, ma anche quale sia lo stato attuale dei lavori. Oggi abbiamo ricevuto un risposta che è assolutamente vaga e generica. Ci è stato detto che il decreto è in fase di pubblicazione e il tavolo in fase di costituzione. Lo riteniamo un fatto grave e una mancanza di rispetto per milioni di famiglie che aspettano una legge nazionale sulla figura e sui diritti del caregiver attesa ormai da troppo tempo.” “Con il tavolo (che non c'è) -incalza Malavasi- il governo ha soltanto preso tempo, buttando la palla in tribuna. Si tratta dell'ennesimo annuncio a cui dopo 1 mese non corrispondono i fatti”. Per l’esponente del Pd “si deve partire dalle proposte di legge in Parlamento per dare finalmente pieno riconoscimento e sostegno alle oltre 2,8 milioni di persone del nostro Paese che già oggi si prendono cura dei propri familiari non autosufficienti, svolgendo un compito prezioso per la tenuta del nostro welfare, senza alcun riconoscimento.”
Lo scrive su X il deputato Pd Marco Furfaro
Questa per me è la cosa più insopportabile: tagliano i fondi per le persone con disabilità e hanno pure provato a prendere in giro le persone raccontandogli che non era vero.
Non solo non hanno stanziato i 350 milioni previsti, ma hanno addirittura tagliato altri 50 milioni, per un totale di 400 in meno per chi ne ha bisogno.
Ci sono i soldi per gli evasori, non per le persone con disabilità. Nei giorni scorsi, quando l'ho denunciato in aula, il governo ha parlato di fake news e la Ministra per la disabilità mi aggredì offesa. Oggi lo certifica l'ufficio di parlamentare di bilancio. Dovreste solo vergognarvi.
Dichiarazione di Marco Furfaro, capogruppo Pd in commissione Affari Sociali e della segreteria nazionale del Pd
“Un altro annuncio per prendere tempo, a fronte di zero fatti. Questa volta sulla pelle dei caregiver. E’ insopportabile che ancora una volta anziché affrontare in Parlamento i problemi reali della vita delle persone, il governo annunci l’ennesimo tavolo che rimanda a data da destinarsi le condizioni di vita di milioni di persone. La problematica dei caregiver è conosciuta e se ne discute da anni. Mancano fondi e un quadro normativo approfondito di tutela. Non solo. Il Parlamento serve esattamente a questo: quando si discute una proposta di legge si attivano audizioni e confronti con chi vive le problematiche in prima persona e chi se ne occupa. Non servono tavoli, ma azioni. Abbiamo depositato le nostre proposte da mesi e da mesi chiediamo che si discuta in Parlamento. Perché i caregiver non possono aspettare, tanto più dopo che la pandemia ha aggravato il carico di cura e ridotto i servizi di supporto e sollievo. Il governo ha trovato il tempo in questi mesi per occuparsi della farina di insetto e della carne coltivata, ma non dei caregiver. Non ci sono ancora i decreti attuativi sulla non autosufficienza e sulla disabilità, ma soprattutto non sì è ancora messo un euro per aiutare le persone in difficoltà. Vogliono occuparsi dei caregiver? Calendarizzino la discussione in Parlamento e insieme daremo una risposta a chi ne ha bisogno”. Così in una nota Marco Furfaro, capogruppo in commissione Affari Sociali e componente della Segreteria nazionale del Partito Democratico.
“Garantire il pieno svolgimento delle Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026 e la realizzazione nei tempi dei progetti infrastrutturali per lo svolgimento delle gare”.
Così i parlamentari di Camera e Senato del Pd eletti in Lombardia, insieme a Mauro Berruto, presentando un’interrogazione rivolta al Ministro dello sport e al Ministro per le disabilità.
“Gli atleti paralimpici – si legge nel testo dell’interrogazione - sono parte integrante della nostra comunità sportiva, e il riconoscimento paritario del loro valore rientra nel solco del dettato costituzionale”.
Gli interroganti esprimono preoccupazione per l’attuale situazione di incertezza sulle Paralimpiadi, alla luce dei “ritardi oggettivi nella realizzazione delle opere e delle infrastrutture connesse alle gare olimpiche, che ha comportato l’eliminazione di alcuni progetti”, e “della contesa tra le Regioni Veneto e Lombardia, con i governatori che si sono scontrati tra loro sui luoghi di svolgimento delle gare”.
“Chiediamo alla ministra Locatelli di ripristinare immediatamente, fin dalla legge di bilancio per il 2024, le risorse previste dalla legge delega sulla disabilità e, qualora in tempi brevi non fossero adottati i decreti attuativi, di destinare i 350 milioni di euro già previsti per il 2023 ad interventi straordinari a favore delle persone con disabilità e delle loro famiglie”. Così Ilenia Malavasi, deputata Pd componente della commissione Affari sociali della Camera, nel corso del Question time, illustrando l’interrogazione del PD alla ministra per le disabilità.
Nella replica Marco Furfaro, capogruppo in commissione Affari sociali alla Camera, rivolgendosi alla ministra ha parlato di “un’altra promessa non mantenuta, sulla pelle delle persone che hanno bisogno. Non era il tempo per dare soldi alle persone con disabilità, ma in questi mesi il tempo per premiare gli evasori fiscali, di fare sanatorie e condoni per oltre un milione di euro lo avete trovato. Avete trovato il tempo per i rave, la farina di insetti, la carne coltivata. Dio, Patria e Famiglia. Quanto abuso di parole così nobili e sacre. Ma se tagliate 350 milioni di euro per la disabilità e altrettanti all’assegno unico, significa che le uniche famiglie che vi interessa difendere sono le vostre. Vi riempite la bocca della parola Patria ma poi la tradite tutti i giorni. Quella Patria fatta anche da tutte quelle persone che aspettavano un supporto da voi negato. Ma la vostra vera Patria è quella degli interessi di parte. Questo è il punto, perché la disabilità è una responsabilità collettiva che non esiste di per sé: è la società che la crea nel momento in cui non garantisce i giusti strumenti per poter permettere a una persona disabilitata, e non disabile, di potersi autodeterminare. Ecco perché togliere altri fondi che già sono insufficienti per una piena autonomia significa essere responsabili di ulteriori disabilità. E la responsabilità di questa deriva è tutta vostra”.
"Ormai questo governo ci ha abituato ai proclami e agli annunci vuoti. La presidente Meloni ha dichiarato, a più riprese, la volontà di costruire politiche per la natalità e a sostegno della genitorialità, in particolare delle madri lavoratrici. Ma come tutte le bugie anche questa ha le gambe corte e ci troviamo di fronte ad un gioco delle tre carte vergognoso. Dopo il taglio al fondo per la disabilità scopriamo che il governo ha deciso di tagliare anche 350 milioni che erano previsti per rendere più stabile e strutturale la misura dell’assegno unico. Una decisione sbagliata e controproducente che va ad impattare contro una misura che in questi anni difficili è stata un sostegno primario ed importante. Queste non sono politiche per la natalità ma scelte sbagliate fatte sulla pelle delle famiglie". Così in una nota Marco Furfaro, capogruppo in commissione affari sociali e componente della segreteria nazionale del Partito Democratico.
“Togliendo 350 milioni di euro alla disabilità, per coprire il buco da 15 miliardi del Superbonus, il governo dimostra, ancora una volta, di colpire sempre le fasce più fragili e bisognose della popolazione. Quei fondi, che dovevano andare per l’attuazione della legge delega sulla disabilità, anziché essere usati per altro, con il gioco delle tre carte, potevano essere trasferiti su un capitolo di spesa a sostegno di servizi essenziali per le persone disabili, come il diritto alla mobilità, al lavoro, alla scuola, per costruire progetti di vita autonomi e indipendenti. Ma il governo, invece di programmare e pianificare, decide di agire in emergenza e lascia indietro il welfare: anche perché quei soldi non verranno riportati nel capitolo di spesa a cui sono stati tolti fino al 2025, quando sarà pronta la legge delega sulla disabilità. Questo vorrà dire meno risorse per servizi essenziali, gravando su molte famiglie che fanno i salti mortali ogni giorno, e già da tempo segnalano le difficoltà ad avere risorse e servizi. In Liguria ad esempio, la scuola inclusiva per i bambini con disabilità è iniziata molto in ritardo e a macchia di leopardo per mancanza di personale, come più volte segnalato dalle associazioni, e il problema delle liste d’attesa per le attività ambulatoriali di riabilitazione per centinaia di bambine e i bambini disabili, non è ancora stato risolto. In questo modo il governo non garantisce la tutela dei diritti essenziali ai cittadini, soprattutto a chi ha più bisogno di sostegno e rischia di far diventare un miraggio le politiche per progetti di vita indipendente”, così la deputata e vicepresidente PD alla Camera Valentina Ghio rispetto alla decisione del governo di tagliare 350milioni di euro alla disabilità.
“E’ evidente che la vicenda giudiziaria di Elena Improta e di suo figlio nato con disabilità a seguito del parto abbia creato un paradosso normativo su cui il Parlamento è chiamato a riflettere e confrontarsi; e soprattutto che non siano sufficienti apprezzamenti o vaghi impegni per sostenere concretamente una famiglia che trovato la forza ed il coraggio di trasformare una drammatica vicenda personale in una progetto solidale di accoglienza, di inclusione e speranza rivolto alle altre persone con disabilità”: è quanto dichiara il deputato Pd Marco Simiani, intervenendo oggi martedì 3 ottobre a Montecitorio sulla discussione della sua interrogazione.
“Chi ritiene di aver subito un danno grave durante il parto non può aver paura di difendersi perché potrebbe essere costretto a pagare ingenti spese processuali (come accaduto ad Elena Improta) e le conseguenze non possono ricadere nel caregiver che si occupa non solo di suo figlio ma di tante famiglie in difficoltà. Mi appello alla sensibilità di tutte le forze politiche affinchè si raggiunga una soluzione condivisa, rispettosa dei poteri sanciti dalla Costituzione”: conclude Marco Simiani
"Quello che è successo allo scalo di Francoforte ad un giovane tredicenne disabile italiano a cui è stato impedito di salire insieme alla famiglia su un volo Lufthansa regolarmente prenotato è gravissimo e ha anche privato il ragazzo dei farmaci salvavita che erano già stati imbarcati con il bagaglio. Il governo ed in particolare il ministro dei trasporti Salvini oltre a difendere l’indifendibile, come il generale Vannacci, si occupi anche dei nostri connazionali umiliati e privati dei diritti essenziali all'estero": è quanto dichiarano i deputati Marco Simiani, Andrea Casu e Ilenia Malavasi annunciando sulla vicenda una interrogazione parlamentare.
"Un comportamento arrogante, inqualificabile ed in palese violazione degli accordi europei sulle garanzie di assistenza ai disabili di cui devono essere accertate al più presto tutte le responsabilità. Ci attendiamo dal governo una presa di posizione rapida e ferma che favorisca al più presto scuse ufficiali e risarcimenti adeguati alla famiglia coinvolta da parte di tutti i responsabili. Episodi di questo genere non devono più verificarsi": concludono.
“Prevedere un fondo di garanzia da parte dello Stato, al fine di consentire il diritto di difendersi da parte di chi ritiene di aver subito un danno grave durante il parto, stabilendone le condizioni di accesso, anche in relazione al modello Isee, in determinati casi nei quali viene contestata la responsabilità medica per deficit neurologici o fisici gravi sul neonato, conseguenti al parto, per sostenere la famiglia, qualora questa sia la parte soccombente, oltre a continuare a fornire il patrocinio gratuito per chi ne ha diritto in base alle normative vigenti”: è quanto chiedono in una interrogazione al governo i deputati Pd Marco Simiani, Ilenia Malavasi, Nicola Zingaretti, Andrea Casu, Laura Boldrini, Federico Gianassi, Gian Antonio Girelli, Emiliano Fossi e Simona Bonafè.
“L’atto di sindacato ispettivo è finalizzato ad evitare altri casi come quello di Elena Patrizia Improta e di suo figlio, nato con gravissime disabilità, che dopo 27 anni di causa civile per risarcimento danni è chiamata, in base alle sentenze, al pagamento delle spese di giudizio per un importo complessivo di 276.000 euro, non essendo stata appurata nessuna responsabilità in capo alla struttura sanitaria. La conclusione di questa vicenda, oltre a gravare ulteriormente sulla famiglia, potrebbe infatti scoraggiare altri cittadini, in situazioni simili, ad intraprendere cause legali, nella legittima difesa dei propri diritti".
“Questo debito rischia inoltre di compromettere le attività del progetto ‘La Casa di Mario’, una esperienza virtuosa di ‘Dopo di noi’ basata sulla coabitazione tra persone normodotate e persone con disabilità, realizzata e portata avanti da Elena Patrizia Improta e dalla sua famiglia, al quale ha dedicato la propria vita, dando risposte, aiuto e accoglienza a tante altre famiglie. Una struttura quindi che garantisce alle persone con disabilità un progetto di vita in un ambiente familiare, integrato nella comunità ed in rete con il territorio, ma che potrebbe non avere un futuro a causa delle pendenze economiche conseguenti alla causa civile". Per questo motivo "sollecitiamo i ministri competenti a intraprendere ogni iniziativa utile, anche per mantenere e garantire la disponibilità degli appartamenti che accolgono “La Casa di Mario”, che rischiano di essere aggrediti per pagare le ingenti spese legali, affinché questo importante progetto del Dopo di noi possa continuare ad esistere, garantendo così la continuità dei progetti di vita delle persone con disabilità che qui vivono, in un contesto sereno e familiare" concludono i deputati Pd.
“La vicenda di Elena Improta, la donna con un figlio nato con un grave disabilità in conseguenza del parto e che dopo 27 anni di causa civile con una clinica è oggi costretta a pagare 300 mila euro di spese legali, interroga le istituzioni e la politica sulla necessità di individuare soluzioni che possano coniugare sentenze della Magistratura con i diritti delle famiglie. Lo Stato deve farsi carico di questo tipo di situazioni, dimostrando solidarietà concreta alle famiglie e prevedendo un patrocinio gratuito. Il diritto di rivendicare la verità e chiedere giustizia non può infatti dipendere dalle condizioni economiche delle famiglie che rischiano di vedersi eroso tutto il patrimonio, garanzia di una vita dignitosa Lavoreremo in Parlamento per elaborare e presentare una norma di legge per sanare queste palesi ingiustizie”: è quanto dichiarano i deputati Pd Marco Simiani ed Ilenia Malavasi.