13/02/2024 - 18:17

“Sulla vicenda dell’Irpef sui terreni agricoli e dell’emendamento al Dl Milleproroghe, il governo Meloni e la maggioranza di destra fanno il ‘gioco delle tre carte’. Prima tolgono i soldi, poi ce li rimettono; dicono che li mettono sulle assicurazioni e poi invece lo smentiscono. Ci troviamo davanti ad un’altra presa in giro per gli agricoltori, utile solo per cercare di ingraziarsi coloro che stanno manifestando. Ciliegina finale: la scelta di prendere le risorse necessarie per le coperture dal fondo per l’attuazione della delega fiscale. La comica finale”.

Lo dichiarano i deputati democratici: Stefano Vaccari, capogruppo commissione Agricoltura; Ubaldo Pagano, capogruppo commissione Bilancio, e Silvio Lai, della commissione Bilancio.

22/11/2023 - 18:41

Dichiarazione di Toni Ricciardi, vicepresidente del gruppo Pd alla Camera

“E meno male che questo governo era pronto! Eravate sì pronti ma a fare video davanti alle pompe di benzina e anziché togliere le accise  avete dato , se va bene,  un pieno a malapena . Per non parlare della social card: 300 euro, nemmeno una spesa mensile per una famiglia di 4 persone. Però intervenite sul fisco, cancellate aliquote, aiutate sempre i soliti noti, ma per il caro vita, per il depauperamento del potere d’acquisto, pronti non lo siete stati e neanche lo sarete domani “. Così il vicepresidente del gruppo Pd alla Camera Toni Ricciardi nella dichiarazione di voto contrario sulla fiducia al decreto in materia di proroga  dei versamenti fiscali.
“Adesso  - ha proseguito Ricciardi- questa maggioranza si sta vantando dei risultati sul rating: la tripla BBB? Ma andate a dirlo agli  italiani che siamo sul precipizio e che oltre quello i nostri titoli diventeranno spazzatura. E come se non bastasse, sulla manovra l’Europa vi ha rimandati, come gli studenti impreparati, a giugno”. Per l’esponente del Pd “ora inizierà il susseguirsi di dichiarazioni contro l’Europa, che non ha fatto altro che sottolineare come vi stiate apprestando a fare una manovra in deficit, cosa sulla quale si potrebbe anche ragionare, solo però nel caso dovesse prevedere  interventi strutturali per la crescita. Invece questa manovra e questi provvedimenti incideranno per non più dello 0,2% sulla crescita stessa, un capolavoro”.  Per Ricciardi “questo governo non ha una visione, non sa su quali settori investire e non ha idea di come cambiare strategia per una crescita effettiva”. “E come se non bastasse – ha concluso -  nei prossimi giorni arriveranno tutta una serie di collegati alla delega fiscale che non faranno altro che smantellare diritti: dai rimpatriati finanche al sistema dei frontalieri che vi accingente a distruggere.”

14/11/2023 - 16:27

“Il ricorso crescente alla decretazione d'urgenza è come noto una tendenza in atto dalle ultime legislature anche con governi e maggioranze diverse. A parziale giustificazione va ricordato che hanno dovuto agire in una situazione di emergenza dovuta alla pandemia. Ma questo governo, che si vanta di essere un governo politico e che dispone di una solida, in apparenza, maggioranza, ha già battuto ogni record nell'uso e abuso dei decreti e della fiducia. Si accentua un monocameralismo di fatto e alternato nel quale la possibilità di emendare un testo di un decreto legge in sede di conversione è riservato ad una sola delle due camere. In verità noi riteniamo che questo assiduo ricorso alla decretazione d'urgenza risponda alla necessità di superare o evitare divisioni in questa maggioranza, con l'uso complementare della richiesta della questione di fiducia. E corrisponda a un'idea del rapporto tra governo e Parlamento, che mira a spostare l'equilibrio dei poteri a favore dell'esecutivo. E vale ricordare qui i richiami del Presidente della Repubblica e le sentenze della Corte Costituzionale che già sono da tempo inascoltati”. Lo ha detto in Aula alla Camera il deputato dem Virginio Merola, capogruppo Pd in commissione Finanze, durante le dichiarazioni di voto sulla fiducia che il governo ha posto sul dl Bollette.

“l'idea da raggiungere – ha aggiunto l’esponente Pd - anche tentando la strada dei plebisciti referendari, è quella di negare la necessità di rafforzare la democrazia liberale, ma di affermare una democrazia affidata all'imperio della maggioranza. Come Partito Democratico non staremo a guardare questa deriva e questa direzione autoritaria. Siamo pronti a ricorrere a tutti gli strumenti parlamentari per reagire a questo attacco alle prerogative del Parlamento e per rispondere a un'idea di democrazia, molto simile alla democratura in atto in Ungheria e in Polonia, per fortuna, fino a poco fa. Quale fiducia si può dare a un governo che nega tutte le promesse fatte in campagna elettorale? Che non ha una visione, non ha una proposta strutturale di medio e lungo periodo con la quale affrontare i problemi di fondo, quelli del debito, quelli della crescita, quelli del sostegno adeguato ai lavoratori, ai pensionati, alle imprese”.

“Il Presidente del Consiglio – ha concluso Merola - rivolta ai lavoratori autonomi ha affermato di recente, tra virgolette, che il governo combatte l'evasione fiscale non quella presunta. Ma i governi di centrodestra e ora di destra, per rincorrere un consenso elettorale immediato e nocivo per l'etica pubblica del Paese e per le entrate complessive, non combattono sul serio l'evasione fiscale. Anche in questo decreto, all'articolo 4, si introduce una sanatoria sugli scontrini per chi non li ha fatti. Oggi vi accanite contro i sindacati perché scioperano contro le vostre scelte, con i partiti dell'opposizione anche i sindacati intralciano il vostro disegno. Votiamo ‘no’ alla fiducia perché rispettiamo la Costituzione e votiamo ‘no’ perché rispettiamo i lavoratori, le libere associazioni e il loro diritto di lottare e rivendicare. Votiamo ‘no’ perché un'alternativa c'è al vostro governo e sta crescendo nel Paese”.

30/10/2023 - 19:32

“Sulle Zes il governo realizza un grande inganno. Un gioco delle tre carte. Dietro il titolo Zes Unica non resta in realtà più neppure una Zes, perché la destra cancella completamente gli elementi caratterizzanti questo strumento. Il governo elimina il vero incentivo fiscale decisivo, ossia il dimezzamento dell'Ires sulle nuove attività economiche lasciando in vigore solo il vecchio credito d'imposta Sud, peraltro con risorse assolutamente inadeguate. Vengono annullate poi le semplificazioni burocratiche: la destra decide infatti di accentrare in una sola Struttura di missione - alle dipendenze del Ministro Fitto - le competenze a rilasciare le autorizzazioni in tutto il Mezzogiorno. Si creerà inevitabilmente un imbuto che bloccherà tutto, considerando che 60 persone saranno chiamate a rilasciare autorizzazioni per oltre 15.000 possibili progetti di investimento futuro. Insomma il governo continua a lavorare contro il Mezzogiorno, eliminando le risorse e commissariando tutte le future scelte di investimenti economici”.

Così Piero De Luca, capogruppo del Pd in commissione Politiche Ue della Camera.

07/09/2023 - 19:35

Il decreto è una grande presa in giro. Quanto alle Zes, l'unica operazione vera è l'accentramento di tutte le competenze per le autorizzazioni all'avvio di nuove attività economiche nel Sud ad una Struttura di missione presso Palazzo Chigi, creando un imbuto che bloccherà pericolosamente e non semplificherà per nulla le procedure burocratiche come le Zes richiederebbero. Ancora una volta, il Governo manifesta solo la volontà di gestione centralizzata delle risorse e degli investimenti. Il tutto peraltro senza le risorse o competenze necessarie per seguire davvero l'enorme mole potenziale di richieste che potrebbero arrivare.

Quanto ai benefici economici, non si mettono le risorse per confermare il più importante incentivo fiscale oggi esistente e voluto dal Partito Democratico negli anni scorsi, ossia il dimezzamento dell'Ires per le nuove attività economiche, che quindi scompare.

Resta solo il credito d'imposta che in realtà non è altro che la proroga di quello già oggi esistente in tutto il Sud. Credito peraltro limitato fortemente perché consentito solo agli investimenti sopra i 200.000 euro, escludendo la gran parte delle nuove possibili attività delle Piccole e Medie Imprese.

Nella sostanza, il decreto è una misura che al di là del titolo e del nome suggestivo, cancella e distrugge lo strumento delle Zes, annacquandolo da un punto di vista economico e accentrando solo le scelte per gestire da Roma i progetti di investimenti da autorizzare. Una misura assolutamente anti Sud, come dimostrato anche dalle norme sulle risorse FSC, che ancora non vengono erogate alle Regioni e che il Governo immagina di utilizzare in misura rilevante per coprire i tagli dei 13 miliardi di euro dei progetti del Pnrr rivolti ai nostri territori. Il Governo si conferma nemico del Mezzogiorno e dello sviluppo, quindi dell'intero Paese.

Così Piero De Luca, capogruppo del Pd in commissione Politiche Ue della Camera.

29/06/2023 - 19:22

Un decreto lavoro che aumenta la precarietà e impoverisce chi è già povero. Così aveva voluto festeggiare il primo maggio il governo Meloni. E oggi diventa legge un provvedimento ingiusto e iniquo che cancella il reddito di cittadinanza, liberalizza i contratti a termine e allarga l’uso dei voucher. Le uniche misure di riduzione del cuneo fiscale sono a tempo e assai ridotto nelle risorse. Insomma poco o niente per i lavoratori e come sempre penalizzate le donne per le quali non sono previste misure di sostegno, di conciliazione e di riduzione dell’età pensionabile. Una legge che non affronta minimamente i problemi dei lavoratori, che si chiamano salari bassi e lavori precari, e che non dà nessuna risposta al peso dell’inflazione sulla vita di tante famiglie.

Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei deputati

18/05/2023 - 20:02

La narrazione propagandistica del governo Meloni si scontra con i fatti e il decreto bollette ne è l’ennesimo esempio. Le misure per alleggerire l’impatto dell’aumento dei costi energetici per famiglie e imprese sono solo proroghe di interventi già adottati in precedenza. Il governo procede così, non permettendo nessun tipo di stabilità né di programmazione e con risorse insufficienti a migliorare la situazione di lavoratori e pensionati a fronte di un aumento consistente del costo della vita dovuto a inflazione e speculazione: dall’energia ai generi alimentari. Vanno recuperate altre risorse con un’operazione di equità dal punto di vista fiscale attraverso il recupero dell’enorme evasione fiscale. Peccato che invece questo decreto vari uno scudo penale, l’ennesimo condono per gli evasori inserito all’ultimo secondo. La maggioranza infatti depenalizza l’omesso versamento, perché i 12 condoni della legge di bilancio evidentemente non sono bastati.  

In materia di sanità questo decreto prevede solo un’operazione di maquillage, ignorando il precario stato di salute del Servizio sanitario nazionale, i cui princìpi fondamentali di universalità, uguaglianza e equità sono minati da criticità che compromettono il diritto costituzionale alla tutela della salute. Interminabili liste di attesa costringono a ricorrere al privato, impoveriscono le famiglie, sino alla rinuncia alle cure; diseguaglianze regionali e locali nell’offerta di servizi e prestazioni determinano migrazione sanitaria, inaccessibilità alle innovazioni, sino alla riduzione dell’aspettativa di vita. E questo quadro rischierà di aggravarsi con il progetto Spacca Italia del governo che mira a disgregare il Paese, impoverendo sempre di più chi già è in difficoltà.

Il tempo è scaduto. È ora che questo governo prenda in mano le questioni vere del nostro paese: la tenuta della sanità pubblica, l’attuazione dei progetti finanziati con il Pnrr, la valorizzazione del personale sanitario, senza dimenticare i ricercatori precari, la lotta all’evasione fiscale, smettendola di strizzare l’occhio agli evasori fiscali.

Così la deputata del Pd Ilenia Malavasi durante la dichiarazione di voto in Aula.

 

10/05/2023 - 11:05

Maggioranza boccia pregiudiziale di incostituzionalità per disparità di trattamento a chi paga le tasse proposta dal Pd

“Nel decreto bollette un altro sostegno a chi non paga le tasse. Infatti L’art. 23 di questo decreto del governo Meloni crea uno scudo fiscale per gli inadempienti che non hanno versato le ritenute o l’IVA dovuta. Sarà possibile decidere di pagare anche durante i processi in corso fino a prima della sentenza d’appello. Così un condannato in primo grado potrà rinviare i pagamenti dovuti senza pena e verificare quando pagare durante il processo d’appello. In media per le sentenze decorrono quattro anni ,senza adempiere agli omessi versamenti, mentre possono continuare a distribuire dividendi. Già oggi per usare la liquidità di cassa certe imprese, visti i tempi, valutano conveniente non pagare in attesa delle sentenze. Si crea così un deciso incentivo a non adempiere agli obblighi fiscali, garantendo una sostanziale impunità penale. Questo governo non combatte l’evasione, ma anzi la favorisce. Infatti  avevamo proposto una pregiudiziale di incostituzionalità per l’evidente disparità di trattamento rispetto a chi paga le tasse. E la maggioranza ha votato contro la nostra proposta”. Lo dichiara il deputato del Pd, Virginio Merola.

02/05/2023 - 11:40

"Il taglio del cuneo fiscale per gli stipendi medio bassi è sempre condivisibile, quello che non è accettabile è spacciare un bonus di soli sei mesi con il taglio delle tasse più grande degli ultimi decenni". Lo ha detto la vicecapogruppo dei Deputati Pd, Simona Bonafè, nel corso della trasmissione 'Radio Anch'io' su Rai Radio 1, riguardo ai contenuti del Decreto Lavoro approvato dal Consiglio dei Ministri.

"E' inoltre palese che le nuove forme di precariato presenti nel decreto, dai voucher alla liberalizzazione dei contratti a termine, disincentiveranno la natalità: tema sul quale la destra promette molto senza mantenere nulla", ha concluso.

02/05/2023 - 10:59

“Quello del governo è un decreto propagandistico che getta fumo negli occhi del Paese e prende in giro gli italiani, aumentando la precarietà e la povertà. Il taglio del cuneo fiscale - per esempio- pur essendo una misura condivisibile sulla carta, di fatto è, nell’ammontare previsto, assolutamente insufficiente per recuperare la perdita del potere d’acquisto degli italiani generato dall’inflazione. Tra l’altro siamo di fronte ad una misura spot, limitata nel tempo, quando ci vorrebbe un taglio strutturale come da più parti richiesto. Non ci sono inoltre in questo decreto risorse per l’aumento dei contratti pubblici nè per il sostegno a quelli privati. E sopratutto non si affronta il vero nodo, che resta irrisolto, dei circa 4 milioni di lavoratori poveri per i quali sarebbero necessari una legge sulla rappresentanza che consenta di mettere al bando contratti pirata e l’introduzione del salario minimo che intervenga laddove la contrattazione collettiva non arriva. Se a questo si aggiungono la liberalizzazione dei contratti a termine, l’aumento dei voucher e lo smantellamento del reddito di cittadinanza si capisce quanti siano i rischi per la tenuta economica e per la coesione sociale del Paese che questo provvedimento determina”, così Piero De Luca, deputato dem, intervenendo a Start su SkyTg24.

01/05/2023 - 17:16

Il Governo aggiunge alla propaganda di un decreto varato nella giornata della Festa dei lavoratori e delle lavoratrici la decisione scellerata di allargare ancora di più le maglie della precarietà. Quando invece la priorità dovrebbe essere la lotta al lavoro povero e insicuro che condanna allo sfruttamento intere generazioni, continua a tenere fuori le donne, aumenta morti e incidenti con la liberalizzazione del subappalto selvaggio. Le poche risorse destinate a un taglio temporaneo e insufficiente del cuneo fiscale non servono certo a nascondere la gravità di un decreto che cancella ogni strumento di protezione dalla povertà e che allarga anziché ridurre le disuguaglianze sociali.
 Lavoreremo per costruire in Parlamento e nel Paese le alleanze necessarie a cancellare i contratti pirata, approvare una legge sulla rappresentanza e definire un salario minimo sotto il quale sia impossibile scendere. Continueremo a batterci, oggi e ogni giorno, per un un lavoro dignitoso, sicuro e giustamente retribuito per tutte e tutti.

Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati

12/04/2023 - 17:21

L’art. 23 di questo decreto del governo Meloni crea uno scudo fiscale per gli inadempienti che non hanno versato le ritenute o l’IVA dovuta. Sarà possibile decidere di pagare anche durante i processi in corso fino a prima della sentenza d’appello. Così un condannato in primo grado potrà rinviare i pagamenti dovuti senza pena e verificare quando pagare durante il processo d’appello. In media decorrono così cinque anni senza adempiere agli omessi versamenti. Già oggi per problemi di liquidità di cassa molte imprese, visti i tempi, valutano conveniente non pagare in attesa delle sentenze. Si crea così un deciso incentivo a non adempiere agli obblighi fiscali, garantendo una sostanziale impunità penale. Questo governo non combatte l’evasione, ma anzi la favorisce. Infatti abbiamo proposto una pregiudiziale di incostituzionalità per l’evidente disparità di trattamento rispetto a chi paga le tasse. E la maggioranza ha votato contro la nostra proposta.

Così il capogruppo Pd in commissione Finanze Virginio Merola.

 

11/11/2022 - 14:04

"Contante a 5mila euro e annunciato condono fiscale sono regali agli evasori. Le trivellazioni perfino in aree marine protette mettono a repentaglio l’ecosistema per quantità di gas irrisorie. Un governo per interessi di pochi a discapito delle esigenze di molti".

Lo scrive sui social Laura Boldrini, deputata del Partito Democratico.

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