“Il decreto carburanti approvato dal Governo è l’ennesimo intervento emergenziale che non affronta le cause strutturali del caro energia e si limita a produrre un effetto annuncio di brevissimo periodo.
Siamo di fronte al quarto decreto d’urgenza in materia energetica in questa legislatura, con un’impostazione identica ai provvedimenti già adottati nel 2023: stesse misure, stessi strumenti, stessi limiti. Cambia il contesto, ma non cambia l’incapacità del Governo di costruire una strategia credibile. La verità è semplice: questo decreto non risolve nulla.
La riduzione delle accise, che rappresenta il cuore del provvedimento, dura appena 20 giorni. Non è una misura per sostenere famiglie e imprese, ma un intervento pensato per costruire un titolo di giornale. Nessuno pianifica i consumi su un orizzonte così breve: il beneficio è temporaneo, incerto e dipende interamente dalla reale trasmissione dei prezzi alla pompa.
Ancora più grave è la totale assenza di misure strutturali, come la formazione dei prezzi o la struttura delle accise nel lungo periodo.
Sul fronte della trasparenza, il Governo ripropone norme già introdotte nel 2023 e già dimostratesi inefficaci, senza aver mai fornito al Parlamento una valutazione dei risultati ottenuti. È un fatto politicamente grave: si replicano strumenti falliti senza alcuna rendicontazione. Per questo chiediamo che il Governo presenti un report sull’applicazione del DL 5/2023 come condizione per una valutazione consapevole del nuovo provvedimento”. Così in una nota Vinicio Peluffo, vicepresidente Pd della commissione Attività produttive della Camera.
“Il decreto bollette deve essere rafforzato con misure strutturali che garantiscano maggiore autonomia energetica al paese, oltre ad interventi e risorse mirate per abbattere i costi delle bollette per famiglie ed imprese”.
Lo dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio, che ha presentato un pacchetto di emendamenti al dl bollette.
“Le nostre proposte puntano a potenziare le infrastrutture energetiche, a partire da elettrodotti e termodotti, con particolare attenzione alle isole minori come l’arcipelago Toscano, e a valorizzare la geotermia. Tra gli interventi previsti anche la realizzazione di un green corridor dell’idrogeno verde tra Marocco e Trieste per rafforzare la filiera logistica e il ruolo strategico dell’Italia nel Mediterraneo. Chiediamo inoltre più incentivi per le rinnovabili, il rafforzamento delle comunità energetiche e l’implementazione del conto termico. Solo con nuove infrastrutture e con lo sviluppo delle fonti rinnovabili l’Italia potrà raggiungere l’autonomia energetica necessaria per evitare speculazioni e rincari incontrollati legati all’instabilità internazionale”, conclude Simiani.
I deputati del Pd, Stefano Vaccari, Andrea De Maria e Virginio Merola, hanno presentato una serie di emendamenti al Dl Bollette per contrastare la decisione del governo di spostare la sede dell’Agenzia nazionale per la meteorologia e climatologia ItaliaMeteo da Bologna a Roma.
Gli emendamenti, tra l’altro, puntano in particolare a mantenere la sede dell’Agenzia a Bologna od anche a prevedere una soluzione equilibrata con sede legale a Roma e sede operativa tecnico-scientifica a Bologna, salvaguardando il ruolo strategico del Tecnopolo e dell’ecosistema scientifico già esistente.
“La scelta del governo di spostare ItaliaMeteo da Bologna a Roma è incomprensibile perché priva di una visione complessiva, senza un progetto industriale e scientifico e mette a rischio attività, investimenti e professionalità costruite negli ultimi anni”, dichiarano i deputati Pd, Vaccari, De Maria e Merola. “A Bologna - spiegano - esiste già un ecosistema unico in Europa per la meteorologia e lo studio del clima, con il Tecnopolo che ospita il Centro europeo per le previsioni meteorologiche, il Cineca, il Centro euromediterraneo sui cambiamenti climatici, il Cnr e l’Università. Smantellare questo sistema significa indebolire l’intera strategia nazionale sulla meteorologia e sulla climatologia e il ruolo internazionale conquistato nel tempo”. Vaccari, De Maria e Merola, sottolineano inoltre che il lavoro svolto finora dall’Agenzia è strettamente legato alle infrastrutture scientifiche e di calcolo presenti a Bologna: “Le attività di modellistica meteorologica nazionale, la piattaforma MeteoHub e le infrastrutture di supercalcolo sono sviluppate in stretta sinergia con il Cineca e con il sistema scientifico del Tecnopolo. Spostare tutto a Roma significa interrompere un modello di collaborazione che sta dando risultati importanti”.
Per i deputati del Pd è necessario invece rafforzare la rete nazionale della meteorologia: “Chiediamo al governo di tornare sui suoi passi. L’Agenzia ItaliaMeteo deve essere il perno di un sistema nazionale moderno e integrato. Per questo proponiamo di mantenere a Bologna la sede tecnico-scientifica e di sviluppare eventualmente una sede legale a Roma e presidi territoriali nel Paese, valorizzando le competenze già esistenti”.
"Se sul rigassificatore di Piombino il governo volesse forzare la mano, come peraltro già tentato con il Milleproroghe ed annunciato dal Ministro Pichetto Fratin, allora le compensazioni per il territorio, promesse e mai attuate, devono essere contestuali. Per questo motivo abbiamo presentato un emendamento al Decreto Bollette, attualmente in discussione a Montecitorio, affinché qualsiasi proroga venga obbligatoriamente affiancata dai benefici per i cittadini e le imprese locali. La destra non si azzardi a mantenere il rigassificatore penalizzando ancora una volta la popolazione": così i deputati Pd Marco Simiani, Emiliano Fossi, Simona Bonafè e Laura Boldrini.
"L'emendamento nello specifico contiene disposizioni per il rilancio economico, occupazionale, sociale, ambientale, infrastrutturale e culturale dell’area di Piombino (compresi i comuni del Golfo di Follonica) e la riduzione del prezzo dei costi dell’energia per gli utenti domestici e imprese del territorio. Gli interventi, per cui è previsto uno stanziamento complessivo di circa 870 milioni di euro, verranno definiti da un apposito accordo di programma fra Stato, Regione Toscana ed enti locali interessati e riguarderanno la messa in sicurezza del porto, la bonifica delle aree industriali presenti, lo sviluppo di impianti di fonti rinnovabili, l’ammodernamento delle infrastrutture viarie, la valorizzazione delle aree archeologiche della zona e la realizzazione di un gasdotto per metanizzare l’Isola d’Elba. Altre misure specifiche riguardano la promozione di nuovi investimenti nell’area portuale, con particolare riferimento alla banchina Metinvest, ed ulteriori stanziamenti per la reindustrializzazione per l’area di crisi industriale complessa di Piombino. Il provvedimento prevede inoltre che per imprese e cittadini del comune di Piombino sia concessa una riduzione del 50 per cento dei costi energetici”.
“Nel testo del Dl sicurezza è grave la totale assenza del trasporto pubblico locale e del trasporto aereo. Nel settore dei trasporti servono interventi in grado di garantire la sicurezza come diritto fondamentale per tutte le lavoratrici e i lavoratori, dobbiamo puntare sulla prevenzione oltre che sulla repressione, garantire il presidio umano stabile delle stazioni, tecnologie per la sicurezza, diritto di autotutela del personale, formazione e cultura della sicurezza, oltre al rafforzamento normativo delle tutele legali, assicurative e psicologiche dei lavoratori, come indicato dal manifesto per la sicurezza ferroviaria presentato unitariamente dai sindacati del settore ferroviario nell’audizione in Parlamento del 5 febbraio. Su questi punti specifici siamo pronti al confronto con il Governo, nell’interesse di tutte le lavoratrici e i lavoratori in prima linea ogni giorno per garantire il diritto alla mobilità e di tutti i cittadini. Questa riflessione non può e non deve limitarsi a singoli interventi spot ma garantire un’azione di sistema più ampia che deve necessariamente riguardare anche le lavoratrici e i lavoratori del TPL, a partire dall’ascolto delle loro istanze, per questo abbiamo chiesto che anche i sindacati del settore possano essere auditi al più presto. L’esclusione del TPL da tutte le misure previste nel testo del dl sicurezza, nonostante il lavoro portato avanti unitariamente da sindacati e parti datoriali in attuazione del protocollo per la sicurezza, è un segnale grave. Il Governo non può continuare a ignorare le continue aggressioni e il pericolo che subiscono ogni giorno oltre 110 mila autoferrotranvieri e internavigatori e il personale del trasporto aereo a cui devono essere garantite le stesse tutele dei loro colleghi ferrovieri”
Lo dichiarano in una nota il senatore e responsabile Economia, Finanze, Imprese e Infrastrutture Pd, Antonio Misiani e il deputato dem e vicepresidente in Commissione Trasporti, Andrea Casu.
“La decisione di dichiarare inammissibili una decina di nostri emendamenti al Ddl ‘Coltiva Italia’, tra cui il 5.01 e il 5.09 che consentivano alle imprese agricole della Regione Emilia Romagna di riutilizzare i fondi residui già stanziati dopo le calamità come gelate e alluvioni del 2023, è un atto grave e politicamente inaccettabile. Parliamo di risorse pubbliche già destinate ai territori colpiti, che non avrebbero comportato nuove spese per lo Stato ma avrebbero semplicemente permesso di intervenire per risarcire dei danni subiti e intervenire con tempestività per la messa in sicurezza del territorio e il sostegno alle imprese agricole ancora in difficoltà. Bloccare queste risorse significa, di fatto, sottrarre agli agricoltori emiliano romagnoli risorse necessarie per affrontare emergenze reali e documentate. È una scelta che colpisce in particolare l’Emilia-Romagna, guarda caso, e che dimostra una preoccupante distanza se non una avversità manifestata già in precedenza, della maggioranza di governo dalle esigenze concrete delle comunità locali di quella Regione”.
Così i deputati democratici della commissione Agricoltura, Stefano Vaccari e Andrea Rossi.
“Ancor più incomprensibile - aggiungono - è questo atteggiamento alla luce delle dichiarazioni pubbliche del ministro Lollobrigida, che solo pochi giorni fa, a Bologna, aveva manifestato disponibilità verso le proposte del Partito Democratico. Oggi, nei fatti, assistiamo a una chiusura che contraddice quegli impegni e che penalizza l’Emilia Romagna, che per ragioni di pregiudizio politico non gode dei favori del governo e della destra. Non vorremo però che quanto bocciato oggi possa essere ripresentato come emendamento dal governo e dal Relatore per acquisire medaglie dal chiaro connotato propagandistico. Di fronte a frane, allagamenti, infrastrutture danneggiate e aziende agricole escluse dai precedenti ristori, ci sarebbe stato bisogno di responsabilità istituzionale e coerenza, non tatticismi. Continueremo a batterci perché queste risorse vengano rese immediatamente disponibili alle Regioni. La sicurezza del territorio e la sopravvivenza delle imprese agricole - concludono - non possono essere ostaggio di logiche di parte”
Pdl promossa dalla deputata democratica Valentina Ghio
Mercoledì 18 febbraio 2026, ore 11:30 Sala Stampa della Camera dei Deputati
Mercoledì 18 febbraio 2026 alle ore 11:30, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, si terrà la conferenza stampa di presentazione della proposta di legge sulla Mobilità attiva promossa dalla deputata democratica Valentina Ghio.
L’iniziativa nasce dalla crescente diffusione degli spostamenti a piedi e in bicicletta e dalla necessità di rafforzare il quadro normativo in materia di sicurezza e infrastrutture, al fine di garantire maggiore tutela a pedoni e ciclisti.
La proposta di legge è stata elaborata in collaborazione con FIAB – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta e con il contributo di Andrea Colombo, esperto di mobilità sostenibile e sicurezza stradale.
Intervengono:
- Chiara Braga, Presidente Gruppo PD Camera dei Deputati;
- Annalisa Corrado, Eurodeputata Pd;
- Anthony Barbagallo, Capogruppo PD in Commissione Trasporti della Camera;
- Valentina Ghio, Vicepresidente Gruppo PD Camera e prima firmataria della PDL;
- Luigi Menna, Presidente nazionale FIAB;
- Massimo Gaspardo Moro, Coordinatore Centro Studi FIAB;
- Andrea Colombo, Esperto di mobilità sostenibile e sicurezza stradale;
- Luca Valdiserri, Giornalista Corriere della Sera;
Modera:
- Alfredo Di Giovampaolo, Giornalista Rai.
Pdl promossa dalla deputata democratica Valentina Ghio
Mercoledì 18 febbraio 2026, ore 11:30 Sala Stampa della Camera dei Deputati
Mercoledì 18 febbraio 2026 alle ore 11:30, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, si terrà la conferenza stampa di presentazione della proposta di legge sulla Mobilità attiva promossa dalla deputata democratica Valentina Ghio.
L’iniziativa nasce dalla crescente diffusione degli spostamenti a piedi e in bicicletta e dalla necessità di rafforzare il quadro normativo in materia di sicurezza e infrastrutture, al fine di garantire maggiore tutela a pedoni e ciclisti.
La proposta di legge è stata elaborata in collaborazione con FIAB – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta e con il contributo di Andrea Colombo, esperto di mobilità sostenibile e sicurezza stradale.
Intervengono:
- Chiara Braga, Presidente Gruppo PD Camera dei Deputati;
- Annalisa Corrado, Eurodeputata Pd;
- Anthony Barbagallo, Capogruppo PD in Commissione Trasporti della Camera;
- Valentina Ghio, Vicepresidente Gruppo PD Camera e prima firmataria della PDL;
- Luigi Menna, Presidente nazionale FIAB;
- Massimo Gaspardo Moro, Coordinatore Centro Studi FIAB;
- Andrea Colombo, Esperto di mobilità sostenibile e sicurezza stradale;
- Luca Valdiserri, Giornalista Corriere della Sera;
Modera:
- Alfredo Di Giovampaolo, Giornalista Rai.
“Anche oggi la destra vota contro il sud!
Vi ricordate del taglio di 15 milioni fatti alla metropolitana che avrebbe dovuto collegare la stazione di Napoli con quella di Afragola? Vi ricordate i parlamentari della destra che in campagna elettorale promettevano di ripristinare quelle risorse? Bene, oggi, nel giorno della verità, hanno votato contro l’emendamento che avrebbe ridestinato i fondi che spettano al nostro territorio. Ecco anche perchè hanno perso le elezioni in Campania: le persone sono stufe delle prese in giro di Giorgia Meloni e del suo governo! Continueremo a batterci per difendere il sud che ogni giorno viene colpito dal governo più antimeridionalista della storia repubblicana”. Lo dichiara Marco Sarracino, deputato Pd e responsabile nazionale sud e aree interne.
Schlein e Sarracino, ‘usiamo i soldi del Ponte per il futuro del Paese’
“Le aree interne dell’Italia non sono periferie dimenticate: sono il cuore vivo e spesso ignorato del nostro Paese. Sono terre ricche di bellezza, storia, saperi e relazioni. Ma sono anche luoghi feriti dalla disattenzione del governo, da tagli, da mancate risposte e dalla totale assenza di una strategia di crescita e sviluppo” così la segretaria nazionale del Pd, Elly Schlein annuncia la presentazione alla Camera della proposta di legge per il rilancio e la valorizzazione delle aree interne per un investimento pari a 6 miliardi di euro.
“Con la nostra proposta di legge vogliamo rimettere al centro una visione alternativa che sia in grado di combattere lo spopolamento e affermare il diritto a restare. Troppe ragazze e ragazzi sono costretti ogni anno ad andarsene, a lasciare i luoghi in cui sono cresciuti perché lì non trovano possibilità di futuro. A loro vogliamo offrire un’alternativa concreta” prosegue il responsabile coesione, sud e aree interne del Pd, Marco Sarracino.
La proposta di legge - a cui ha lavorato anche il responsabile del dipartimento aree interne del Pd, Marco Niccolai - introduce misure strutturali per rivitalizzare questi territori: benefici fiscali per le imprese che investono nelle aree interne; agevolazioni per l’acquisto della prima casa e per favorire lo smart working; incentivi per il personale scolastico e sanitario per garantire servizi di qualità; un piano straordinario di investimenti pubblici per infrastrutture, mobilità e servizi essenziali. Le coperture per sostenere questi investimenti sono ricavate prevalentemente da un diverso utilizzo del fondo per il Ponte sullo stretto di Messina: “un’opera inutile che sottrae sviluppo, diritti e futuro”.
“La nostra proposta di legge non resterà chiusa nei cassetti del Parlamento - concludono Schlein e Sarracino - la porteremo in ogni regione, in ogni valle, in ogni borgo e ne chiediamo una rapida calendarizzazione. Perché crediamo che il rilancio delle aree interne sia una sfida nazionale, non locale: una battaglia per l’equità territoriale, ma anche per un’Italia più giusta, più coesa, più sostenibile”.
"Con il Governo Meloni e con il Ministro Salvini si è bloccato il rilancio infrastrutturale della Costa Toscana: sono state definanziate opere già pronte come i Collegamenti Ferroviari connessi al porto di Livorno per oltre 300 milioni di euro scippati ai territori e mai reintrodotti e sono state totalmente dimenticate opere prioritari per il territorio come la Tirrenica; nonostante gli annunci della Lega che promettevano l'inizio dei lavori nel 2025. Questa ė purtroppo la realtà di una destra che in questi anni ha creato soltanto disastri": così il capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio a margine della 23esima edizione della Giornata dell'Economia, in programma oggi a Livorno.
"Tutte le proposte del Pd al Decreto Infrastrutture per modernizzare e mettere in sicurezza strade e ferrovie della Costa sono state respinte della maggioranza: oltre al completamento della Due Mari e la stessa strada Tirrenica sono stati infatti bocciati il Lotto zero di Livorno, la metropolitana di superficie tra Grosseto ed il Mare, e l'implementazione dell'Alta Velocità nel tratto ferroviario Genova-Roma. Senza infrastrutture moderne, efficaci e sostenibili le comunità locali ed il vasto ed operoso tessuto imprenditoriale non possono sviluppare una adeguata crescita sociale ed economica".
“Altro che decreto infrastrutture. È un testo confuso, opaco e privo di visione. Non risponde a nessuna delle vere urgenze del Paese. Serve solo a blindare l’opera feticcio di Salvini sullo Stretto e a distribuire mancette a sindaci amici.” Così Anthony Barbagallo, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Trasporti della Camera, ha espresso in Aula la netta contrarietà del PD al provvedimento, durante la seduta conclusiva dell’esame parlamentare.
“Il decreto – prosegue Barbagallo – non affronta le reali emergenze infrastrutturali del Paese. Manca un piano per colmare i divari territoriali. Nessuna opera strategica viene finanziata davvero. Le risorse sono spalmate in modo clientelare. L’iter in Commissione è stato segnato da continue riformulazioni all’ultimo minuto, che hanno impedito un confronto trasparente e democratico. Il PD è riuscito a fermare due misure gravissime: la prima, volta a ridurre i controlli antimafia nel settore dell’autotrasporto; la seconda, l’aumento dei pedaggi autostradali dal primo agosto. Ma resta un testo che toglie fondi alle province più fragili. Proroga l’uso dei diesel Euro 5 fino al 2026, tradendo gli impegni europei sulla qualità dell’aria. Scarica inoltre la responsabilità sulle Regioni. Anche l’emergenza idrica è gestita in modo assurdo, con fondi distribuiti ovunque tranne che nei territori più colpiti, come il Sud e le isole. Il cuore del provvedimento, però, resta sempre e solo il Ponte sullo Stretto. Il governo ha costruito un intero impianto normativo attorno a un’opera ideologica. Sette leggi e oltre cinquanta articoli approvati in questa legislatura. Deroghe continue, costi moltiplicati, e un appalto concesso a un’impresa che aveva perso in primo grado. Ora torna in campo con un progetto quattro volte più costoso. Il tutto mentre si tenta di trasformare il ponte in un’opera strategica militare. Ma con un ‘franco navigabile’ di soli 65 metri, non consentirà nemmeno il passaggio delle principali portaerei americane, che superano gli 80 metri. Altro che difesa nazionale. È un’opera che crea più problemi di quanti ne risolva. Infine, il governo non rinuncia alla lottizzazione nemmeno nello sport. Milioni di euro destinati all’ACI per eventi che probabilmente non si faranno. E una presidenza affidata al figlio del Presidente del Senato, dopo un commissariamento e una norma su misura. Tutto questo è il simbolo di un metodo basato su sprechi, familismo e propaganda. Per queste ragioni, il Partito Democratico vota contro un decreto che disegna un’Italia sbagliata. Marginalizza i territori, le aree interne e calpesta le vere priorità del Paese.”
"Ieri, durante la discussione sul decreto Infrastrutture, il governo ha accolto l'ordine del giorno che ho presentato che chiedeva l'impegno a procedere rapidamente con la definizione dell’assetto definitivo dell’Autorità per la laguna di Venezia e con la costituzione della società in house prevista dalle norme vigenti. Lo dichiara Rachele Scarpa, deputata del Partito Democratico.
«Si tratta - conclude Scarpa - di un passaggio importante, perché la tutela della laguna di Venezia è una questione di interesse strategico nazionale e internazionale. L’Autorità lagunare, se pienamente operativa e dotata di strumenti adeguati, può garantire interventi efficaci, trasparenti e coordinati per la salvaguardia di un ecosistema così delicato. Accogliamo con favore il parere positivo del governo, ma ora è fondamentale che questo impegno non resti lettera morta. Servono atti concreti e tempi certi per dare attuazione a quanto previsto da una legge approvata ormai 5 anni fa. Ci auguriamo che alle parole seguano i fatti, perché la laguna non può più aspettare".
“Nonostante le tante promesse, la destra non vuole alleggerire le spese degli italiani ma, al contrario, continua ad aggravarle. Il governo aveva diverse buone ragioni per evitare il pedaggio del tratto autostradale sul quadrante di Roma Est e soprattutto fare fede a quanto detto da Meloni, quando in campagna elettorale diceva: 'siamo a non far pagare il pedaggio ai cittadini di Lunghezza e altri quartieri romani che vengono discriminati dal fatto di pagare 1,20€ per arrivare in città passando per l'A24'. E invece il partito di Meloni ha votato contro Giorgia: il pedaggio rimane e i cittadini continuano a pagare per avvicinarsi al centro”. Lo dichiara la deputata Pd, Patrizia Prestipino dopo la bocciatura dell'odg presentato dai dem al decreto Infrastrutture sul pedaggio della bretella romana dell'A24.
“L'ingiustizia per il quadrante Est di Roma non solo non viene sanata ma addirittura peggiorata dopo l'ennesimo voltafaccia di un governo, vero professionista scaricabarile. E il Presidente 'fidato' del Municipio 6 di Roma, che dovrebbe curare gli interessi dei suoi cittadini ed esprimere almeno una protesta, si gira dall'altra parte e fa finta di niente”, conclude Prestipino.
"Con l’approvazione del mio ordine del giorno al Dl Infrastrutture, il governo si impegna finalmente ad acquistare una nave dissalatore da destinare alla Sicilia. Si tratta si un primo passo importante, ma che arriva tardi e dopo scelte inefficaci che hanno lasciato la mia terra, ancora una volta, in balìa di un’emergenza idrica senza precedenti". Lo dichiara la deputata Pd Maria Stefania Marino, sul suo ordine del giorno al decreto Infrastrutture, approvato oggi giovedì 10 luglio, dall'Aula di Montecitorio.
"Il governo - continua la parlamentare dem - ha scelto una linea miope, bocciando pochi mesi fa un emendamento che proponeva esattamente la stessa misura. Oggi è costretto a inseguire una crisi che non è più emergenza, ma quotidianità. I tre dissalatori mobili previsti dalla Regione Sicilia – a Porto Empedocle, Gela e Trapani – si sono rivelati insufficienti, come già denunciato da esperti e stampa specializzata. In molte zone dell’isola l’acqua manca per giorni, e le isole minori restano completamente isolate dal punto di vista idrico. L’ordine del giorno approvato oggi vuole cambiare passo: basta soluzioni tampone e rincorse all’estate". "È il momento di guardare al futuro con coraggio e razionalità. Le navi dissalatori sono già una realtà in paesi come Israele e Spagna: si tratta di unità autosufficienti, versatili e sostenibili, capaci di garantire acqua potabile in modo continuativo anche alle aree più isolate. Non è solo una scelta di buon senso economico, ma di giustizia sociale: il diritto all’acqua è un diritto umano, e lo Stato deve garantirlo a ogni cittadino, ovunque viva. Vigilerò sull’attuazione dell’impegno assunto oggi dall’esecutivo e continuerò a battermi affinché alla Sicilia sia restituito ciò che le spetta: rispetto, attenzione e infrastrutture adeguate", conclude Marino.