10/07/2025 - 14:29

"Siamo al decreto 104 e alla fiducia numero 83: è davvero il governo dei record negativi, un segnale pessimo per il Paese. Il governo procede alla rinfusa, inseguendo il consenso senza bussola e senza alcuna direzione. Contrario alla continuità istituzionale, questo governo sta distruggendo tutto ciò che è stato costruito in precedenza. È chiaro che i parlamentari della maggioranza non toccano palla, perché decide tutto Salvini. Sono state tolte tutte le risorse alle province, mentre si sostiene il contrario, e si abbandona il Sud alla siccità e alla crisi idrica, con infrastrutture malfunzionanti e perdite d’acqua elevatissime". Lo dichiara il deputato Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente, annunciando il voto contrario dei dem alla fiducia posta dall’esecutivo sul Dl Infrastrutture.
"Tutte le proposte del Pd sono state bocciate, senza prendere in considerazione le proposte delle opposizioni", sottolinea il parlamentare dem. "Il governo prende in giro gli italiani, facendo passare risorse strategiche per la difesa militare come opere di miglioramento delle infrastrutture. Rende la 'Stretto di Messina S.p.A.' una società appaltatrice e centro di committenza: miliardi dei cittadini destinati a una S.p.A. senza alcun controllo. Tutto assurdo, ignobile! E mentre gli italiani vanno in vacanza, avete cercato di aumentare il prezzo dei pedaggi autostradali con emendamenti presentati, ritirati, cancellati e poi ripresentati nel giro di poche ore. Un governo fallimentare, incapace di programmare, che sceglie di andare contro gli interessi dei cittadini», conclude Simiani.

 

09/07/2025 - 14:29

“Il dl Infrastrutture è un pugno di chicchi di riso buttati sul tavolo senza un senso: pochi investimenti, tante opere sparse senza un criterio o priorità e tanti abbandoni e cose dimenticate. L'unico senso del decreto è il Ponte sullo Stretto, un'ossessione del governo che lo porta, addirittura, ad essere concepito come opera militare. Si interviene sul codice del paesaggio consentendo deroghe oscure non più sotto il controllo del ministero dell'Ambiente ma sotto quello della Difesa. Un'opera sbagliata, dai costi in costante aumento, che consegna allo 'stipendificio', la società appaltante il totale controllo e di esproprio in deroga dei procedimenti in quanto opera militare”. Lo dice il deputato Pd, Roberto Morassut intervenendo in Aula sul Dl Infrastrutture.

“Quando si parla di infrastrutture – sottolinea l'esponente dem - non si può eludere il tema della pianificazione e programmazione sia degli interventi, sia degli investimenti. Ma non è quello che sta facendo questo governo né per i grandi interventi, né per le strutture più minute. Ferrovie e strade non hanno un piano coperto per i prossimi 10 anni e il governo pensa solo a fantasmagoriche ipotesi di privatizzazioni che restano campate in aria. Lo stesso discorso è valido per i porti dove la legge tanto annunciata rimane al buio, nascosta in qualche cassetto”. “Quando arriva in Aula un decreto, ci si aspetta che finalmente il governo proponga qualcosa di concreto e pregnante per le infrastrutture. Purtroppo non è così e l'indignazione resta profonda anche perché non è stata concessa la possibilità di discutere ma solo subire le continue riformulazioni del governo in Commissione”, conclude Morassut.

 

09/07/2025 - 14:27

Salvini peggior ministro della Repubblica, ecco tutte le sue bugie

 

“Non devono essere studenti, anziani e famiglie a pagare il prezzo della scelta di Giorgia Meloni di punire gli italiani con il peggior ministro dei trasporti della storia Salvini gioca con i numeri ma vogliamo smentire le sue bugie.”. Così il vicepresidente della commissione trasporti della Camera, il deputato democratico, Andrea Casu, nel corso della conferenza stampa con la segretaria Elly Schlein in cui ha elencato, punto su punto, i gravi ritardi e disservizi del sistema dei trasporti sotto la guida del vicepremier Salvini.

 

“La dimensione del taglio ai servizi di trasporto pubblico locale sul territorio dovuto alla scelta del governo di non potenziare adeguatamente il fondo nazionale tpl: sia il documento presentato nel convegno nazionale di Asstra che lo studio elaborato dalla Sapienza presentato da ANAV concordano nel”indicare in almeno 800 milioni di euro il gap stimato di ritardo strutturale rispetto all’andamento nazionale. Serve un aumento di risorse stabili, adeguate e tempestive per il TPL e questa patata bollente non può essere scaricata su cittadini, lavoratori, aziende, Regioni e amministrazioni locali”.“La crisi complessiva delle performance nei servizi di trasporto che solo Salvini finge di non vedere ma che purtroppo riguarda tutti i settori, ancora non ci è stato spiegato cosa è successo nei cieli italiani lo scorso 28 giugno per non parlare delle difficoltà che vediamo per garantire la continuità territoriale, fino alla crisi più evidente quella del trasporto ferroviario.

In particolare nel rapporto RFI 2022 2023 primo anno del Governo Meloni emerge una media di minuti di ritardo che passa da 8.2 minuti a 8.7 minuti; Se però raffrontiamo con i dati dello scorso lunedì il numero dei minuti medi di ritardo è salito da 8,2 a 12,38 per le Frecce e 14,36 per l’intercity che è praticamente il doppio del 2022. Solo lunedì sull’intera rete si sono accumulati 32.656 minuti di ritardo. Un treno della lunga percorrenza, una freccia Torino-Reggio Calabria, il 9583 ha accumulato quasi quattro ore di ritardo. Se consideriamo l’ultimo mese arriviamo addirittura 831273 complessivi minuti di ritardo”.

Siamo anche riusciti ad analizzare le interruzioni su una delle direttrici più cariche e frequentate dell’Unione europea la Roma Milano che sono passate dalle 9934 del 2023 alle 11952 del 2024 e relativamente al 2025 siamo già a 7080 nel primo semestre 2025 in incremento rispetto al primo semestre dello scorso anno quando erano state 5210. Solo nel primo semestre 2025 siamo + 27 % di interruzioni con + 30 % in termini di durata rispetto alle stesso periodo dell’anno precedente.

La nostra proposta serve a lanciare un monito politico al governo tutto tasse e propaganda: basta tagli servono più risorse per finanziare il diritto alla mobilità; non permetteremo di scaricare sulle tariffe per i passeggeri la crisi del tpl come non abbiamo permesso nel dl infrastrutture di scaricare su tutti gli utenti l’aumento dei pedaggi; non devono essere studenti, anziani e famiglie a pagare il prezzo della scelta di Giorgia Meloni di punire gli italiani con il peggior ministro dei trasporti della storia” conclude Casu.

 

09/07/2025 - 11:31

“Zero assoluto: con arroganza e disattenzione verso la Toscana, la destra ha deciso di bocciare tutti gli emendamenti proposti dal Partito Democratico al decreto Infrastrutture, ignorando le reali priorità del nostro territorio. È un colpo pesante per la mobilità, la sicurezza e lo sviluppo sostenibile della nostra Regione". Così il deputato Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente.

“Si trattava - spiega l'esponente dem - di un pacchetto di emendamenti concordato con il Pd della Toscana, pensato per intervenire su strade, ferrovie, termodotti e bacini idrici strategici. Non erano richieste simboliche, ma opere concrete e urgenti: il completamento della strada Tirrenica, la messa in sicurezza della Fi-Pi-Li, della Tosco-Romagnola e della Statale 12, l’adeguamento della Firenze–Siena e il completamento della Due Mari, con attenzione al tratto aretino. Tutte proposte rigettate. Abbiamo chiesto interventi anche sulla viabilità locale come la demolizione e ricostruzione del ponte sul fiume Cecina, il Lotto Zero della Cassia a Siena, il collegamento tra Maroccone e Chioma a Livorno. Avevamo proposto di togliere il pedaggio ai residenti sulla A12 tra Palazzi e Rosignano e sulla A1 tra Firenze Nord e Firenze Sud. Nessuna di queste proposte ha ricevuto attenzione.

“Sul fronte del trasporto ferroviario - conclude Simiani - abbiamo chiesto il ripristino dei fondi tagliati per la Tramvia di Firenze e l’Interporto di Livorno, l’Alta Capacità tra Genova e Roma, il raddoppio della linea Siena–Poggibonsi, e nuove linee per i collegamenti turistici in Maremma. Anche qui, silenzio assoluto. Infine, il governo ha rifiutato di finanziare interventi fondamentali per la messa in sicurezza idraulica nei comuni di Manciano, Calenzano, Quarrata e Campi Bisenzio, e per la realizzazione di termodotti che avrebbero calmierato i costi energetici per le imprese. Il messaggio è chiaro: la Toscana per il governo Meloni non esiste, ma noi continueremo a batterci in Parlamento e nei territori affinché questa Regione non venga lasciata indietro”.

 

08/07/2025 - 15:30

“Per quanto riguarda la difesa e l’acquisto di armi e materiale bellico, non dobbiamo ridurre la trasparenza. Abbiamo la corte dei conti che già svolge un egregio lavoro capillare di controllo, quindi non vedo l’esigenza di creare un altro organo appositamente per questo. Se la questione riguarda i tempi, c’è da sottolineare che la trasparenza sicuramente non rallenta le procedure, ma grazie alla digitalizzazione semmai le accelera. Diciamo quindi che la creazione di una commissione ad hoc è una tesi poco convincente e che va a creare una grande confusione a discapito della trasparenza. Ci auguriamo quindi che il governo e il ministro Crosetto riflettano su questi punti e facciano retromarcia definitivamente, tenendo conto non solo delle forze di opposizione ma anche di esperti del settore”. Lo dichiara Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione Difesa di Montecitorio, a proposito delle indiscrezioni apparse sui quotidiani di un emendamento del governo al dl Infrastrutture sulle procedure di acquisto di materiale bellico e militare.

08/07/2025 - 15:16

Unico obiettivo del Governo era aumento pedaggi

“In Commissione abbiamo assistito a una gestione inaccettabile sul Dl Infrastrutture: le ultime riformulazioni del governo sono state consegnate ai parlamentari alle 13.15 e, ciononostante, la presidenza ha tirato dritto per dare solo pochi minuti dopo il mandato ai relatori senza dare il tempo e il modo ai parlamentari di poter valutare ciò che si stava votando”. Lo dice il deputato Andrea Casu, Segretario d'Aula Pd intervenendo alla Camera per un richiamo al regolamento sul Dl Infrastrutture.
“Ancor più grave è il fatto che il decreto in questione è stato oggetto di diversi testa-coda, solo nelle ultime ore. Questa mattina c'è stata presentata la terza riformulazione del cosiddetto emendamento Anas – sottolinea il deputato dem - con cui prima la maggioranza aveva cercato di inserire un aumento del pedaggio degli italiani a partire dal mese di agosto, poi ritirato solo grazie all'azione delle opposizioni, dopo ripresentato senza più aumento del pedaggio ma con il sottosegretario Rixi che ci spiegava quanto fosse fondamentale questa seconda formulazione, oggi per la terza volta modificato facendo saltare anche l’utilizzo del fondo di garanzia. Un vero pasticcio che dimostra che l’unico obiettivo del Governo era riuscire a mettere le mani nelle tasche degli italiani introducendo una assurda tassa sulle vacanze”, conclude Casu.

 

08/07/2025 - 14:13

Le opposizioni hanno abbandonato oggi i lavori della Commissione sul DL Infrastrutture in segno di protesta contro l’ennesima forzatura della maggioranza e del governo.

“Siamo ormai alla terza versione dell’emendamento ANAS, segno evidente della confusione totale in cui versa l’esecutivo”, dichiarano Marco Simiani e Anthony Barbagallo, capigruppo del Partito Democratico nelle Commissioni Ambiente e Trasporti della Camera. “Si continua a giocare con norme improvvisate e incerte, tentando di scaricare sulle spalle dei cittadini i costi di scelte politiche sbagliate.”

“Dopo il tentativo fallito di introdurre una tassa estiva attraverso l’aumento dei pedaggi autostradali, arriva una nuova proposta che elimina l’obbligo di comunicazione preventiva alla Commissione europea sulla proroga della concessione fino a 50 anni ad ANAS. Il tutto senza chiarire come verranno finanziati gli investimenti sulla rete stradale. Una manovra opaca e pericolosa.”

“Per questo abbiamo deciso di lasciare i lavori della Commissione: non è possibile continuare a discutere un provvedimento che viene modificato fuori sacco, senza condivisione e senza rispetto per gli impegni assunti. Solo pochi giorni fa, il governo aveva dichiarato che non ci sarebbero stati ulteriori emendamenti. Una promessa puntualmente tradita.”

“Non accetteremo che l’incapacità della maggioranza venga pagata dai cittadini. Le risorse per le infrastrutture esistono: basterebbe investirle nella manutenzione e nel potenziamento della rete viaria nazionale, anziché sperperarle in un’opera ideologica e insostenibile come il Ponte sullo Stretto, che continua ad assorbire miliardi sottraendoli alle vere priorità del Paese.”

 

08/07/2025 - 13:56

Sul decreto Infrastrutture si consuma un’ennesima forzatura per le opere della difesa. Il Ministro dell’Ambiente viene completamento esautorato delle competenze sulla Valutazione di impatto ambientale di progetti destinati alla difesa nazionale, che passa nelle mani del Ministero della Difesa. Opere anche rilevanti che non saranno più assoggettate alla VIA, su decisione autonoma del Ministro della Difesa.

Senza nessuna competenza, nessuna garanzia di rispetto delle normative ambientali e nemmeno delle ragioni dei territori che si vedranno calare dall’altro infrastrutture militari.

Un attacco inaccettabile alle norme e uno stravolgimento delle normative ambientali, che non trova nessuna giustificazione se non quella di eliminare ogni minima garanzia di tutela.  Esiste ancora un Ministero dell’Ambiente in questo Paese?

 

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

08/07/2025 - 11:58

"Approvato l'emendamento dei relatori al dl Infrastrutture che sopprime l'emendamento che era stato approvato la scorsa settimana sulla comunicazione antimafia. Passare dalla informativa alla comunicazione avrebbe ristretto la platea di quelli che non avrebbero i requisiti per partecipare alle gare e avrebbe aumentato il rischio di permeabilità rispetto alle infiltrazioni mafiose.
Eravamo molto critici e già ci eravamo espressi per la soppressione di tale emendamento, perché andava a restringere troppo il campo dei controlli antimafia. Un clamoroso passo indietro nelle norme antimafia ma la destra ci prova sempre. Per fortuna oggi i relatori si sono espressi per la soppressione di quell'emendamento, un passo indietro necessario per una normativa illogica e incomprensibile". Lo dichiarano in una nota congiunta i deputati Pd della bicamerale Antimafia Anthony Barbagallo, capogruppo Pd in commissione Trasporti della Camera, e Valentina Ghio della presidenza del gruppo Pd alla Camera e componente della commissione Trasporti, in merito alla soppressione da parte dei relatori di un emendamento del governo al dl Infrastrutture che andava ad allentare i controlli antimafia nelle gare d'appalto.

07/07/2025 - 19:05

“Aboliremo il pedaggio sull’A24 per i romani”, diceva Giorgia Meloni in una diretta social del 2016 insieme a Matteo Salvini. Oggi, invece, il governo da loro guidato ha bocciato in Commissione alla Camera l’emendamento presentato dal Partito Democratico per rendere gratuito il tratto urbano dell’A24, tra Lunghezza, Ponte di Nona e Settecamini.
Un gesto grave e incoerente, che rappresenta l’ennesima presa in giro nei confronti dei cittadini delle periferie romane, costretti ogni giorno a pagare un pedaggio inaccettabile che incide fortemente sui redditi.  Tra gli emendamenti segnalati dal gruppo del Partito Democratico al Decreto Infrastrutture, vi era proprio quello per l’esenzione del pedaggio. Un’iniziativa sottoscritta da tutti i parlamentari romani e da tutti i componenti dem della Commissione Trasporti, che il governo ha respinto con parere contrario.
“Con questo emendamento – dichiara Andrea Casu, deputato del Partito Democratico e vicepresidente della Commissione Trasporti, primo firmatario insieme ai colleghi Morassut, Barbagallo, Bakkali, Ghio, Ciani, Di Biase, Madia, Mancini, Orfini, Prestipino e Manzi – volevamo dare un segnale forte e chiaro: la mobilità urbana deve essere accessibile, sostenibile ed equa. Garantire la gratuità dell’A24 urbana significa migliorare la qualità della vita di chi ogni giorno si sposta per lavoro, studio o esigenze familiari”. “La presidente Meloni, che all’opposizione prometteva la gratuità del pedaggio, oggi – da capo del governo – la nega con il voto contrario della sua maggioranza. Le sue parole non valgono più nulla. È sempre più lungo l’elenco delle promesse tradite da questo governo”, conclude Casu.

04/07/2025 - 18:25

“C'erano una volta due oppositori indignati.

Uno si chiamava Matteo Salvini e guidava i presidi ai caselli: "IO NON PAGO!", gridava nel 2014 contro l'aumento dei pedaggi autostradali.
L'altra si chiamava Giorgia Meloni e tuonava contro i favori ai concessionari: "NO all'aumento indiscriminato dei pedaggi!", scriveva.
Oggi governano insieme. E indovinate un po'? Dal 1° agosto i pedaggi aumentano.
Non per sbaglio, non per colpa dell'Europa, non per colpa di Soros, dei magistrati, del gender o della sinistra brutta e cattiva, ma perché Lega, Fdl e Fl hanno inserito un emendamento nel decreto Infrastrutture.
Perché vogliono recuperare 90 milioni di euro scaricandoli sui cittadini in vacanza.
Perché i proclami populisti finiscono sempre così: con voi che pagate e loro che incassano consenso.
Dicevano "basta fare cassa sulle spalle degli italiani". Ma appena arrivati al governo, tassano pure le vacanze.
Non hanno limiti all'indecenza” così sui social il deputato democratico Marco Furfaro.

 

04/07/2025 - 16:13

“Quelle di Rixi sono affermazioni gravi e inaccettabili soprattutto se arrivano da chi ricopre un ruolo di governo, quello stesso governo che da due anni tiene commissariato il porto di Genova e che non rende consultabile la relazione della commissione ispettiva del MIT piu ' volte formalmente richiesta. Rixi si mostra nervoso oltre misura e l'annunciata riformulazione dell’emendamento di cui ha parlato ne e' la prova oltre che una clamorosa marcia indietro. Lunedì in commissione trasporti verificheremo a cosa corrispondono i ripensamenti del vice ministro e nel frattempo continuiamo a chiedere il ritiro dell’emendamento così formulato come abbiamo già fatto. Le norme vanno discusse in modo organico e in un contesto di chiarezza, non si procede a colpi di emendamenti su questioni toccate da procedimenti giudiziari in corso.”, così la vicepresidente del Gruppo PD alla Camera e componente Commissione trasporti Ghio e i deputati PD Pandolfo e Pastorino

 

03/07/2025 - 17:51

“L’emendamento della Lega sulle concessioni portuali che discuteremo la prossima settimana alla Camera è sbagliato. Non è opportuno intervenire su una materia così delicata con emendamenti inseriti in modo estemporaneo, tanto più se riguardano un tema attualmente oggetto di contenzioso giudiziario, pendente sia davanti al Consiglio di Stato che alla Corte di Cassazione. È tempo di visione di sistema, non di scorciatoie normative, né di provvedimenti spezzettati che già in passato hanno prodotto malfunzionamento e stallo nello sviluppo delle aree portuali, che in taluni territori perdura ancora oggi”, così i deputati PD Valentina Ghio, Alberto Pandolfo e Luca Pastorino e il senatore PD Lorenzo Basso sull’emendamento presentato dalla Lega al decreto infrastrutture, sulle concessioni portuali.

“Se il Governo e la maggioranza sentono la necessità di intervenire per rivedere le norme concessorie in ambito portuale, ciò non può esaurirsi ed essere trattato col testo proposto dall’emendamento leghista che prevede che le caratteristiche e la destinazione funzionale delle aree portuali siano d’ora in avanti riferite agli ambiti considerati nel loro complesso, così come delineati nel Piano Regolatore Portuale, e non più alle singole porzioni di concessione che li compongono. Un emendamento che, soprattutto a Genova entra a gamba tesa nel contenzioso relativo alle aree Spinelli e che vedrà il nostro voto contrario”.

“Riteniamo che una discussione su questo tema debba essere affrontata in modo organico, attraverso un confronto ampio e trasparente, nel contesto adeguato per tale discussione, ad esempio a partire dalla riforma complessiva del settore, quella riforma più volte annunciata e mai presentata dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, oltre che naturalmente negli strumenti urbanistici e regolatori previsti dalla legge ossia il nuovo Piano regolatore portuale. Percorso che prendendo il caso di Genova va avviato con sollecitudine per garantire alla città di Genova opportunità e risposte che aspetta da tempo e per assicurare ogni tutela ai lavoratori del settore che rappresentano la priorità da cui partire nella discussione futura”, concludono Ghio, Pandolfo, Pastorino e Basso.

 

03/07/2025 - 15:27

“L'emendamento del governo approvato oggi in commissione sul dl infrastrutture e' un preoccupante passo indietro sulla normativa antimafia in un settore particolarmente permeabile come quello dell'autotrasporto”, così il capogruppo democratico in commissione trasporti della camera, Anthony Barbagallo che aggiunge “si tratta di un pericoloso passo indietro che restringe molto il campo dei controlli antimafia”.

 

03/07/2025 - 11:29

“Proprio mentre si espone a Montecitorio la borsa di Paolo Borsellino come simbolo del contrasto alla criminalità organizzata, il Governo in fase di conversione del decreto presenta un emendamento al DL Infrastrutture che va nella direzione opposta: dare rilevanza soltanto alle comunicazioni interdittive della prefettura e non più alle informazioni interdittive significa restringere di molto il campo dei controlli antimafia.

È un passo indietro pericoloso. Significa abbassare la soglia di attenzione e aumentare il rischio di infiltrazioni mafiose nei cantieri pubblici. Uno strumento rigoroso viene oggi messo in discussione con una forzatura che il Quirinale aveva già evidenziato in passato. Non si tratta di un dettaglio tecnico, ma di una scelta politica. Una scelta che, combinata al DL Sicurezza, disegna un sistema opaco e pericoloso: da un lato si limita il dissenso delle comunità e dei territori su temi che li riguardano, dall’altro si accelerano gli affidamenti smorzando l'entità dei controlli, anche per opere già senza trasparenza sui costi, come il Ponte sullo Stretto”, dichiara Valentina Ghio, vicepresidente del gruppo PD alla Camera e componente della Commissione trasporti.

“Abbiamo presentato immediatamente un sub emendamento per contrastare questa deriva pericolosa: la prevenzione antimafia non è un ostacolo, ma una garanzia per lo Stato, per le imprese sane, per i cittadini. la legalità si difende, ogni giorno, con scelte coerenti e responsabili, non indebolendo i suoi strumenti più solidi”, conclude Ghio.

 

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