"Se pensavamo di averle viste tutte, ci sbagliavamo: oggi in commissione Esteri la maggioranza ha superato se stessa dandoci una dimostrazione plastica delle sue spaccature. Con una serie di giravolte da circo, hanno approvato un emendamento al decreto Ucraina che toglie la parola "militari" dal titolo. Peccato che il provvedimento parli proprio di aiuti militari. Una presa in giro, una buffonata utile solo alla propaganda di Salvini e della Lega, ma anche uno sgambetto al ministro Crosetto che solo qualche giorno fa in aula sbandierava unità e orgoglio". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“La destra gioca con le parole e nasconde che l’Italia sostiene l’Ucraina anche con mezzi militari. Non hanno il coraggio di dire quello che fanno, e così minano la fiducia tra cittadini e istituzioni, proprio su una materia di primaria importanza, la sicurezza dell’Europa” così la Vicepresidente della commissione Esteri Camera, la deputata democratica Lia Quartapelle.
“In Commissione Esteri abbiamo assistito all’ennesimo spettacolo imbarazzante della maggioranza. La Lega ha fatto approvare un emendamento che è una vera e propria pagliacciata: cancella la parola “militari” da un decreto che autorizza esplicitamente l’invio di dispositivi militari a sostegno dell’Ucraina” così Enzo Amendola, Capogruppo PD in Commissione Esteri alla Camera a seguito dell’interruzione della seduta di oggi a seguito delle divisione e degli imbarazzo della maggioranza dopo il voto sull’emendamento al decreto Ucraina.
“Fratelli d’Italia e Forza Italia - prosegue Amendola - hanno cercato di coprire l’evidente contraddizione con un gioco di parole, nel tentativo maldestro di nascondere le profonde divisioni che attraversano la maggioranza sulla politica estera. Ma la realtà è sotto gli occhi di tutti: la grande sicumera di Crosetto sulla tenuta della maggioranza é stato sbugiardata nel giro di una settimana. Chiedeva a tutti di non vergognarsi dell’invio di armi in Ucraina, gli ha risposto oggi la sua maggioranza cancellando la parola”.
“Inadatta e vergognosa: non ci sono altre parole per descrivere la maggioranza che ha bocciato l’emendamento del PD per la creazione di una riserva trasmissiva nazionale sotto controllo italiano ed europeo e per garantire un ritorno industriale per il Paese, affinché le risorse pubbliche investite generino sviluppo e occupazione.”
Così il capogruppo democratico in Commissione Bilancio alla Camera, Ubaldo Pagano, commenta il dibattito sul DDL Spazio.
“Il siparietto tra Trump e Zelensky, seguito dalla minaccia concreta di Starlink di spegnere le comunicazioni digitali in Ucraina, dimostra una verità incontestabile: la sovranità di un popolo si garantisce solo se ha la possibilità di autodeterminarsi. Eppure, la maggioranza, pur di obbedire al potente di turno, sacrifica senza esitazione la sovranità digitale dell’Italia. Una scelta incomprensibile e gravissima che sembra solo finalizzata a compiacere il riccone prepotente di turno.”
“Sulla legge in materia dello spazio il Pd ha chiesto al Governo di scrivere in maniera chiara norme che, ancor più nello scenario geopolitico che stiamo vivendo, mettano in sicurezza l’autonomia e la sovranità digitale del nostro paese. L’Italia non dovrà mai essere messa sotto ricatto da un soggetto privato straniero che fornisce le connessioni satellitari: questo provvedimento era nato in un’altra era geopolitica ci auguriamo che le vicende che stanno avvenendo in queste ore in Ucraina aprano gli occhi a tutti sulla necessità di inserire paletti chiari e inequivocabili. Grazie alle proposte e agli emendamenti del Pd sottoscritti anche da M5S e AVS Azione, nell’articolo 25, quello che definisce la riserva di capacità trasmissiva nazionale, viene introdotto il tema della salvaguardia della sicurezza nazionale e del ritorno industriale per il sistema paese. In aula ripresenteremo anche le altre nostre proposte, purtroppo inspiegabilmente bocciate. Se si guarda all’interesse nazionale va data priorità alle imprese alle strategie nazionali ed europee e solo in caso di comprovata impossibilità attraverso il coinvolgimento di paesi appartenenti alla Nato sempre attraverso il coinvolgimento di soggetti pubblici e istituzionali”. Così una nota dei deputati democratici Vinicio Peluffo, Andrea Casu, Andrea Gnassi e Alberto Pandolfo che stanno seguendo il provvedimento in commissione attività produttive alla Camera.
“La maggioranza non c’è più, Giorgia Meloni ne prenda atto e ne tragga le logiche conseguenze. Sono divisi su tutto, dai voti a Bruxelles, alla guerra in Ucraina passando per la Legge di Bilancio. Oggi in commissione Bilancio al Senato, durante le votazioni al decreto fiscale, la narrativa della premier che descrive armonia e sintonia tra le forze della sua maggioranza e pericolosi nemici al di fuori del loro perimetro di alleanze, si è volatilizzata quando la maggioranza è stata battuta due volte a distanza di poche ore: una volta sul taglio del canone Rai voluto da Salvini ma osteggiato da Forza Italia e l’altra per l'astensione della Lega su un emendamento a firma Lotito, in merito alla sanità in calabrese. Tutto questo avviene durante la discussione della Manovra alla Camera, dove un Paese in difficoltà aspetta misure per tornare a crescere”. Così il deputato dem Virginio Merola, capogruppo Pd in commissione Finanze.
“Il Pd voterà convintamente a favore di questo Dl che proroga fino al prossimo 31 Dicembre le misure di assistenza e di accoglienza nei confronti delle persone che hanno dovuto lasciare l’Ucraina sconvolta da una guerra che dura ormai da più di un anno”. Così Laura Boldrini nella dichiarazione di voto per conto del gruppo Pd al Decreto legge in materia di protezione per i profughi ucraini. “La maggior parte di coloro che è giunta in Italia, circa 170 mila, ha trovato accoglienza da privati, soprattutto amici e parenti – ha proseguito Boldrini- aggiungendo che “altri sono andati nei Centri per l’accoglienza straordinaria (Cas), nel Sistema di accoglienza e integrazione (Sai) e negli alberghi. Chi ha scelto di non rientrare nel circuito pubblico di accoglienza ha ricevuto un contributo annuo una tantum di 900 euro, 75 euro al mese. Davvero poca cosa”. Per Boldrini occorre però riconoscere che “il nostro Paese ha dato una buona prova di sé e ha dimostrato che accogliere chi è costretto a fuggire da guerre e da persecuzioni non è solo giusto ma anche possibile e che l’Italia può farcela senza grandi problemi”. “La guerra in Ucraina – ha rimarcato l’esponente Dem- non accenna a finire. Emergono, al contrario, notizie inquietanti come quella secondo la quale il Regno Unito fornirebbe all’esercito ucraino munizioni all’uranio impoverito o quella della dislocazione di armi nucleari in Bielorussia annunciata da Putin. Due notizie che hanno prodotto una forte preoccupazione anche tra i nostri concittadini. Ma nei giorni scorsi – ha concluso Boldrini- ha iniziato a muoversi l’Unione Europea con un’azione diplomatica volta ad esplorare la strada per giungere finalmente ad una pace giusta. Sarebbe bene che il Governo italiano sostenesse con forza questo tentativo europeo. Noi del Pd voteremo a favore di questo decreto anche perché c’è ancora bisogno di solidarietà concreta nei confronti dei cittadini ucraini che sono venuti o che verranno in Italia per mettere sé stessi e le loro famiglie al riparo dalla guerra. E la solidarietà è un dovere inderogabile, come dice la nostra Costituzione”.
“Per il Pd è fondamentale chiedere al Governo di ritirare l’emendamento al Senato sulla proroga del decreto sull’Ucraina del marzo scorso, un emendamento fatto al decreto Calabria che nulla c’entra con il tema dell’aggressione russa all’Ucraina.
Ci sono due questioni importanti: una di merito e una di metodo.
Quanto alla prima, quella di merito, noi siamo a sostegno da sempre dell’Ucraina, in tutte le forme, rispetto all’attuale scenario bellico.
Sulla questione di metodo penso che non si possa e non si debba, attraverso un emendamento ad un decreto che nulla c’entra con la questione ucraina, parlare della vicenda ucraina.
Già a giugno avevamo fatto una risoluzione dove si chiedeva di coinvolgere il Parlamento. E penso che questo sia un tema talmente importante
che va trattato attraverso un provvedimento ad hoc.
Quindi chiediamo al Governo di ritirare quell’emendamento”. Lo ha detto in Aula Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione Difesa di Montecitorio, in premessa dell’illustrazione della mozione del Pd sul conflitto russo-ucraino.
“Il nuovo governo deve affrontare il tema del conflitto in Ucraina con chiarezza, senza ambiguità e senza scorciatoie. Non si può pensare di presentare la proroga degli aiuti all’Ucraina con un emendamento dei relatori, e non del governo, a un decreto con tutt’altro oggetto (il cosiddetto decreto Calabria). Quell’emendamento deve essere ritirato. E deve essere seguita la linea inaugurata nel marzo scorso. Quella di uno specifico decreto, previo indirizzo delle Camere, seguito poi da successivi passaggi parlamentari di informativa con i ministri competenti almeno ogni tre mesi, come da noi chiesto ed ottenuto nel decreto del marzo scorso. Il Partito Democratico ha sostenuto da subito la scelta di sostenere con tutte le forme di assistenza necessarie l’Ucraina a difendersi dall’aggressione russa e continuerà a farlo anche per il 2023. Ma è irrinunciabile l’esigenza che il Parlamento si confronti su un provvedimento specifico e che una decisione così importante non venga presa con un emendamento frettoloso ed estemporaneo”. Lo dichiara la capogruppo del Pd alla Camera Debora Serracchiani.
Con un’interrogazione alla Camera indirizzata al ministro dell’Economia, Giorgetti, il deputato del Partito Democratico, Luciano D’Alfonso, interviene sul caso della tassazione degli extraprofitti per gli Enti Pubblici territoriali proprietari di impianti di produzione di energia verde.
In queste settimane migliaia di comuni stanno ricevendo dalla Gse le fatture con scadenza 31 ottobre 2022 per il pagamento delle somme dovute a seguito della applicazione retroattiva del meccanismo di “compensazione a due vie” sul prezzo dell’energia elettrica, come previsto dall’art. 15 bis del Decreto-legge 27 gennaio 2022 n. 4, c.d. DL Sostegni-Ter.
“E’ inaccettabile - commenta Luciano D’Alfonso - che vengano tassate somme che finanziano gran parte dei servizi erogati dall’Ente alla Comunità locale. L’applicazione di tale compensazione porta inevitabilmente a degli squilibri finanziari pesantissimi per i bilanci comunali”.
“La base morale di una tassa sull’extraprofitto - si legge nel testo dell’interrogazione - non è rinvenibile se si è in presenza di risorse aggiuntive che i Comuni italiani riversano in Servizi essenziali sulle comunità locali di riferimento, che per natura stessa assolvono ad una funzione redistributiva”.
“Mi unisco all’appello lanciato dall’Anci - conclude il deputato dem - affinché questa norma venga rivista per tutti gli Enti Pubblici territoriali con particolare riguardo per le autonomie locali e chiedo al ministro e al governo di far fronte agli effetti distorsivi degli equilibri finanziari dovuti al caro energia per gli Enti pubblici, sempre più afflitti da una crisi di liquidità aggravata da due ‘rotture di civiltà’ come la pandemia e la guerra in Ucraina”.